Valeria Fedeli: racconto semiserio di un governo surreale

Parrucca rossa, faccia infarinata, bocca sottile e tagliente, l’avevate senz’altro vista salutare da una caditoia, o sbucare dai piatti doccia, o apparire sopra un fiume con in mano dei palloncini galleggianti. Sembrava definitivamente sconfitto ma su richiesta di Gentiloni, con lo pseudonimo di Valeria Fedeli,  Itè riapparso al governo.

Il misterioso clown-mutaforma di Stephen King,  proveniente dalla televisione negli anni novanta, ha chiarito subito che la disponibilità a passare dalla TV al PD non è il frutto equivoco dell’assonanza tra tivvì e piddì –  come qualcuno ha voluto malignare ironizzando anche sul fatto che Valeria non sa leggere né scrivere.

In realtà a furia di proclami referendari,  ha imparato a riconoscere distintamente il “Si”   (dall’accozzaglia delle altre parole, si vanta lei ) ed è diventata bravissima a fare le “X”, capacità prontamente tradotte nel curriculum ufficiale come Laurea in Scienze Politiche con master in Diritto Costituzionale.

Il ché assieme ad altri titoli autoprodotti, per esempio quelli di “donna” e “sindacalista”, le ha garantito la nomina immediata come Ministro dell’Istruzione, anch’essa autoprodotta. Quel giorno infatti It si era materializzata vicino Palazzo Chigi durante le consultazioni e non aveva resistito alla tentazione di impossessarsi del corpo di Mattarella per fare quattro nomine al volo. La rossissima entità aveva già colpito in passato, generando gli ultimi disastrosi sessanta governi italiani da circo.

Valeria Fedeli: racconto semiserio di un governo surreale

Parrucca rossa, faccia infarinata, bocca sottile e tagliente, l’avevate senz’altro vista salutare da una caditoia, o sbucare dai piatti doccia, o apparire sopra un fiume con in mano dei palloncini galleggianti. Sembrava definitivamente sconfitto ma su richiesta di Gentiloni, con lo pseudonimo di Valeria Fedeli, Itè riapparso al governo.
Il misteriosoclown-mutaformadi Stephen King, proveniente dalla televisione negli anni novanta, ha chiarito subito che la disponibilità a passare dalla TV al PD non è il frutto equivoco dell’assonanza tra tivvì e piddì – come qualcuno ha voluto malignare ironizzando anche sul fatto che Valeria non sa leggere nè scrivere.
In realtà a furia di proclami referendari, ha imparato a riconoscere distintamente il “Si” (dall’accozzaglia delle altre parole, si vanta lei ) ed è diventata bravissima a fare le “X”, capacità prontamente tradotte nel curriculum ufficiale come Laurea in Scienze Politiche con master in Diritto Costituzionale.
Il chè assieme ad altri titoli autoprodotti, per esempio quelli di “donna” e “sindacalista”, le ha garantito la nomina immediata come Ministro dell’Istruzione, anch’essa autoprodotta. Quel giorno infattiItsi era materializzata vicino Palazzo Chigi durante le consultazioni e non aveva resistito alla tentazione di impossessarsi del corpo di Mattarella per fare quattro nomine al volo. La rossissima entità aveva già colpito in passato, generando gli ultimi disastrosi sessanta governi italiani da circo.