REGGIO, BOLLETTINO 23 MARZO: 94 POSITIVI COVID-19

 

La Direzione Aziendale del Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi Melacrino Morelli” di Reggio Calabria comunica che oggi sono stati sottoposti allo screening per CoViD-19 165 nuovi soggetti con sospetto di infezione. Di questi, 3 sono risultati positivi al test.

In totale, ad ora, sono state sottoposte a controllo 1728 persone. I casi positivi confermati salgono a 94 (di cui 2 da confermare). I pazienti ricoverati in ospedale sono attualmente 27: 19 in Malattie Infettive, 3 in Pneumologia e 5 in Terapia Intensiva. I pazienti deceduti sono 2 (che si aggiungono al decesso avvenuto all’ospedale di Melito Porto Salvo), mentre i pazienti dimessi perché guariti sono 5.

Si raccomanda a chiunque voglia chiedere informazioni o in caso di sintomi sospetti di non recarsi al Pronto Soccorso, ma di contattare il numero Verde 1500 del Ministero della Salute e il numero Verde 800 76 76 76 della Regione Calabria.

Si esorta tutta la cittadinanza a rispettare le norme di sicurezza e restare in casa.

 

Staff Direzione Generale

 

VILLA S.G. (RC) – SITUAZIONE SURREALE “40 AUTOMOBILI BLOCCATE AGLI IMBARCHI”

h22:30, 23 marzo 2020, Villa S.Giovanni

Un’atmosfera surreale, quella che si respira nel comune di Villa, importante snodo tra la Penisola e la Sicilia. Proprio nel tentativo di bloccare fughe da nord, il sindaco di Messina ha deciso infatti di opporsi drasticamente fino ad impedire di persona gli sbarchi presso il porto della città.

Diretta conseguenza di quest’azione, le inevitabili situazioni di forte disagio sulle sponde reggine, dove eccetto i mezzi commerciali ed il personale di servizio pubblico, come forze del’ordine ed il personale medico (tanto è stato ribadito dallo stesso presidente della regione Nello Musumeci) intere famiglie sono bloccate presso l’imbarcadero in attesa di notizie; uno scenario di precarietà per i cittadini in attesa (anche se la Protezione Civile in concerto con le forze dell’ordine stanno provvedendo per sopperire con colazioni ed assistenza alla sosta forzata): sulla loro condizione, la prefettura sta vagliando uno per uno i casi e le motivazioni degli spostamenti.

“Ci sono stati disordini, la situazione è pesante perché non sono state autorizzate 40 automobili che stazionano nel piazzale Anas” ha affermato il sindaco f.f. di Villa, Mariagrazia Richichi che alle 17 di oggi, in videoconferenza, si era riunita col Prefetto Massimo Mariani, il questore Maurizio Vallone, ed i rappresentanti delle forze dell’ordine, del 118 per pianificare le azioni di contenimento con la massima efficienza consentita dalla situazione .

C.M.

RAPANI: «CHIAREZZA SULLA RIORGANIZZAZIONE DELLO SPOKE»

 

Il dirigente di FdI chiede al sindaco ed ai vertici dell’Asp e dell’ospedale di intervenire per fare luce sui trasferimenti dei reparti rispetto all’emergenza Covid

CORIGLIANO ROSSANO • Urge informazione per fare chiarezza sulla condizione in cui versa lo spoke di Corigliano Rossano.

Apprendiamo dalla stampa notizie contrastanti che riferiscono, le une, di chiusure di reparti e pronto soccorso e le altre della riorganizzazione dei due stabilimenti ospedalieri di Corigliano e Rossano, rispetto all’emergenza coronavirus.

In proposito Fratelli d’Italia di Corigliano Rossano è dell’idea che chiudere il Pronto soccorso del “Guido Compagna” rappresenterebbe un vero e proprio “suicidio”in un momento delicato come questo, in cui il “Nicola Giannettasio” è stato individuato dall’Asp quale Centro Covid per la Sibaritide, pur con tutti i problemi evidenziati da noi nei giorni scorsi, e sui quali ci auguriamo si stia lavorando alacremente – su tutti il percorso obligatorio Covid ­–

Ed è proprio questo il motivo per cui rimaniamo scettici sulla chiusura del Pronto soccorso di Corigliano, quando invece potrebbe assolutamente risultare utile e complementare – nell’accogliere pazienti che differiscono da patologie polmonari – al medesimo reparto di Rossano, primo fronte al Covid

Per tutta questa serie di argomentazioni, chiediamo al sindaco Flavio Stasi di convocare una conferenza stampa in “remoto”, possibilmente alla presenza dei vertici dell’Azienda sanitaria e dello spoke, oltre a quanto sta facendo già con gli appuntamenti social serali, sull’andamento emergenziale e sulla riorganizzazione dei due poli ospedalieri.

Chirurgia, Neurologia, Medicina, Pronto soccorso, quali previsioni ci sono in atto?

In un momento di così delicato non serve lo sciacallaggio politico ma l’unità di intenti e il confronto: riteniamo per questo che la città debba essere informata con precisione e senza più alcun tentennamento di carattere opportunistico legato alle solite vecchie dinamiche elettorali.

 

Ernesto Rapani

Tirocinanti. Orsomarso: “intervento al Ministero e alla Conferenza Stato-Regioni per garantire reddito”

Lavoro – Catanzaro, 23/03/2020

 

“Consentire ai tirocinanti calabresi di beneficiare dell’indennità di mobilità in deroga o estendere la possibilità di usufruire del reddito di cittadinanza”.

E’ quanto afferma l’assessore regionale al lavoro Fausto Orsomarso, che annuncia un intervento presso il ministro del lavoro  Catalfo e la Conferenza Stato-Regioni, per individuare una soluzione che possa garantire un reddito ai circa seimila tirocinanti calabresi che, a causa dell’emergenza Coronavirus, hanno subito l’interruzione dei progetti formativi, e quindi la possibilità di essere ricevere i relativi pagamenti dall’Inps.

“Ci siamo da subito messi in moto per garantire l’immediata attivazione della Cassa integrazione per i lavoratori delle imprese danneggiate dell’emergenza sanitaria – spiega Orsomarso – ma sulla situazione dei tirocinanti non abbiamo la possibilità tecnica di intervenire. Si tratta di 4.700 ex percettori di mobilità in deroga impegnati nei tirocini di inclusione sociale, altri 600 nei tirocini presso il Miur e più di 600 presso il Mibact. Chiediamo quindi che il governo si faccia carico della difficile condizione economica che si trovano ad affrontare migliaia di famiglie calabresi,  alle quali deve essere garantito il sostentamento almeno finché non sarà finita l’emergenza sanitaria e ci saranno le condizioni per far ripartire i percorsi formativi”.

CALABRIA – Rete controlli ambientali, incontro in videoconferenza tra De Caprio e Pappaterra

Ambiente – Catanzaro, 23/03/2020

A sostegno delle politiche di sicurezza implementate dal presidente della Regione Calabria Jole Santelli per la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, l’assessore alla tutela dell’ambiente Sergio De Caprio e il direttore generale dell’ARPACAL Domenico Pappaterra, nel corso di una riunione operativa in videoconferenza hanno concordato di rafforzare la rete dei controlli ambientali. Attraverso un piano operativo speciale, che sarà predisposto in tempi brevi, saranno effettuati controlli e verifiche sulle modalità messe in atto per il corretto smaltimento dei rifiuti dalla rete ospedaliera regionale e dai Comuni per i quali è stata disposta la chiusura cautelativa da COVID-19.

Le attività di controllo, a tutela dei cittadini e delle imprese, faranno riferimento principalmente alle linee di indirizzo per la gestione dei rifiuti urbani prodotti nelle abitazioni dove soggiornano soggetti positivi al tampone in isolamento o in quarantena obbligatoria e rifiuti prodotti dalla popolazione in generale, approvate proprio nella giornata di oggi dal Consiglio del SNPA (Sistema Nazione per la Protezione dell’Ambiente) composto dai vertici dell’ISPRA e dai direttori generali delle ARPA delle venti regioni italiane.

Agroalimentare: boccata di ossigeno per gli agricoltori calabresi Negli ultimi giorni erogati 11 milioni di euro tra PSR e Domanda Unica

 

«E’ fondamentale, in questo momento tanto delicato, dimostrare il sostegno e la vicinanza della Regione alle aziende agricole calabresi, anche attraverso l’erogazione dei pagamenti».

Lo dice l’assessore regionale all’agricoltura Gianluca Gallo, rendendo noto che negli ultimi giorni il Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria, attraverso l’ente pagatore Arcea, ha provveduto alla liquidazione di pagamenti per circa 11 milioni di euro in favore delle aziende agricole calabresi nell’ambito del kit decreto n. 89 del Programma di Sviluppo Rurale, comprendente misure sia strutturali sia a superficie. «Di recente – specifica Gallo – in favore di 928 agricoltori aventi diritto è stata liquidata una somma nel complesso pari a 10.796.558 euro. A breve, nel giro di una settimana o poco più, si procederà alla liquidazione di altri 4.463.854 euro, relativi al kit n. 90 del PSR, e di 3.088.000 euro legati invece al saldo 2019 della Domanda Unica. Si tratta di erogazioni particolarmente importanti, con le quali la Regione, come da indicazioni della presidente Santelli, intende garantire una boccata d’ossigeno alle aziende agricole calabresi, ancor più in una fase in cui il settore è fortemente penalizzato dall’emergenza sanitaria legata alla Covid 19». Situazione di fronte alla quale, ricorda l’assessore, «la Regione ha già richiesto al Governo ed all’Unione Europea una serie di interventi urgenti, compresi quelli relativi alle deroghe alla normativa comunitaria per poter erogare i pagamenti residui per l’annualità 2019, anticipando il pagamento al controllo. Intanto abbiamo intensificato i controlli amministrativi, per continuare a garantire comunque il corretto impiego delle risorse comunitarie».

Nel dettaglio, le misure in pagamento riconducibili al kit decreto n. 89 comprendono 5.087.096 euro per il pagamento delle misure a superficie (pagamenti agro –climatico – ambientali; agricoltura biologica e benessere degli animali), per 837 beneficiari, e 5.709.462 euro per le misure a investimento (ammodernamento delle aziende agricole; insediamento giovani agricoltori; servizi essenziali nelle aree rurali; investimenti forestali; ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato da calamità naturali e introduzione di adeguate misure di prevenzione relative ai soli Consorzi di Bonifica; azioni di informazione), a vantaggio di 91 beneficiari.

Il budget del kit decreto n. 90 del PSR, invece, riservato a 596 beneficiari, comprende oltre 2.600.000 di euro relativi alle misure a superficie (pagamenti agro –climatico – ambientali; agricoltura biologica; indennità compensative e benessere degli animali), e 1.860.376 euro per le misure ad investimento (ammodernamento aziende agricole; insediamento giovani agricoltori; servizi essenziali per le aree rurali; investimenti forestali),  in favore di altri 87 beneficiari.

Catanzaro, 23 Marzo 2020

Nomi contagiati in chat, indaga Procura. Attività delegate a Ps Crotone

CROTONE, 23 MAR – La Procura della Repubblica di Crotone ha avviato delle indagini, delegate alla Squadra Mobile della Questura di Crotone, in relazione a “fughe di notizie relative a soggetti risultati positivi al COVID-19: fatti per cui nel primo pomeriggio odierno è stata presentata una precisa denuncia”. Lo rende noto un comunicato stampa della Questura di Crotone.
L’attività investigativa riguarda notizie attinenti la sfera sanitaria privata che stanno circolando su circuiti social ovvero di messaggistica istantanea. “A prescindere dalle implicazioni di natura penale e di violazione della privacy – fa notare la Questura di Crotone – si invitano tutti ad evitare che si perpetuino tali deplorevoli e spiacevoli episodi. Come convenuto, anche con la locale Prefettura, si confida nel consueto spirito collaborativo dei mass media per una corretta informazione, al fine di evitare facili strumentalizzazioni”.

Barbuto (M5S Camera) – Comunicato licenziamento lavoratori Carrefour di Crotone Posta in arrivo x

Quanto accaduto nella vicenda del Carrefour di Crotone è stato paradossale dal suo inizio alla sua conclusione e dimostra, ancora una volta, come e quanto nella nostra terra alcuni imprenditori abbiano  ancora e purtroppo, un concezione del lavoro legata a logiche perverse ed arcaiche che li conducono a considerare i propri dipendenti non già come persone, come uomini e donne liberi, ma come schiavi  di cui disporre come meglio loro aggrada, schiavi, senza alcun diritto, la cui dignità può essere calpestata con estrema disinvoltura ed arroganza secondo un bieco criterio utilitaristico.

Una concezione che ci riporta indietro nel tempo annullando, nei fatti, anni di battaglie e di conquiste faticosamente raggiunte a tutela dei lavoratori con tutte le inevitabili conseguenza in tema di imperitura permanenza nei nostri territori di un feudalesimo che non vuole tramontare e che, grazie ad una rassegnazione atavica,  al genetico individualismo che ci caratterizza e all’indifferenza dei più, trova, ancora oggi, terreno fertile nelle nostre zone e riverbera pesantemente i suoi effetti in ogni aspetto della vita sociale, politica ed economica della comunità.

Ebbene, la vicenda del Carrefour è la sintesi di questo triste itinerario, già troppe volte percorso e collaudato. Viene alla ribalta nel mese di ottobre dello scorso anno e fa il giro dei media a livello nazionale perché i cinquantadue dipendenti in forza presso il punto vendita di località Passovecchio vengono “licenziati” tramite whats app e si trovano, così da un giorno all’altro, senza lavoro e senza prospettive, ma con famiglie da mantenere e nella disperazione più totale. Non si arrendono i lavoratori la cui età depone per una estrema difficoltà, in caso di licenziamento, ad una loro ricollocazione in ambito lavorativo, ma iniziano un estenuante presidio di fronte al “loro” supermercato. Sono lì a difendere il loro lavoro. Ma soprattutto a difendere la loro dignità di Uomini e Donne liberi. Caldo, freddo, vento, pioggia. Niente li fermerà per qualche mese fino a quando si prospetterà una possibile soluzione positiva che, tuttavia, alla luce dei successivi avvenimenti, si rivelerà un ingannevole e mortificante specchietto per le allodole per tutti coloro che hanno creduto e combattuto per la positiva soluzione della vicenda.

Mi sono interessata della storia fin dalle sue prime battute – dichiara la deputata pentastellata Elisabetta Barbuto – e mi sono schierata da subito a fianco dei lavoratori dapprima denunciando pubblicamente, anche tramite una interrogazione,  nell’aula di Montecitorio cosa stava accedendo in quei giorni a Crotone e, quindi, anche dopo che il clamore nazionale era passato,  lavorando assieme alle associazioni sindacali, per trovare una soluzione concreta che consentisse ai dipendenti di conservare il loro lavoro. In questo senso ho trovato, fin da subito la massima disponibilità del MISE e del MINISTERO DEL LAVORO nelle persone dei sottosegretari Alessandra Todde e Stanislao Di Piazza e dei loro staff con i quali ci siamo incontrati e confrontati più volte – l’ultima il 21 febbraio scorso con la partecipazione del legale rappresentante della GDL di Lamezia Terme –  ed insieme ai quali avevamo, anche, individuato una soluzione concreta che, partendo dalla dichiarata intenzione dell’impresa di voler rilanciare la propria attività, avrebbe consentito ai lavoratori , oltre alla immediata fruizione di ammortizzatori sociali, la permanenza nel circuito lavorativo ed anche il recupero, da parte dell’azienda, delle proprie retribuzioni che, vogliamo ricordarlo, non percepiscono dal mese di luglio del 2019.

Ma nei giorni scorsi, giorni difficili e drammatici in cui la nostra attenzione è tutta concentrata sulla drammatica epidemia che sta mietendo tante, troppe vittime; ebbene, in questi giorni di sofferenza e di dolore, di paura, di distanza e di solitudine, in maniera totalmente incomprensibile e con un tempismo singolare, le speranze dei lavoratori e di tutti coloro che si sono impegnati a risolvere la vicenda si sono infrante con il recapito delle lettere di un licenziamento che sembrava ormai scongiurato viste le intenzioni della società di rilanciare la propria attività. E precisiamo bene che in questo caso, a scanso di ogni eventuale e futuro equivoco, il corona virus non c’entra niente. Si tratta di una volontà pregressa che oggi si concretizza ed è ancora più dolorosa visto lo scenario economico che si prospetta post emergenza.

Nel riservarmi, pertanto, di portare a conoscenza del MISE e del MINISTERO DEL LAVORO la decisione unilaterale ed incomprensibile della proprietà di concludere la vicenda senza, peraltro, fornire nessuna spiegazione della propria decisione, anzi rifuggendo ogni ulteriore confronto con le associazioni sindacali, sottolineo che mi sento mortificata ed indignata – ha concluso Elisabetta Barbuto – come cittadina italiana e calabrese, come persona che ha trascorso tutta la sua vita lavorando duramente, ancor prima che come rappresentante del territorio. Mi sento mortificata ed indignata, ma non dalle Istituzioni il cui sostegno non è mancato ed alle quali va il mio ringraziamento per la sensibilità e l’attenzione dimostrata all’intera vicenda. Mi sento mortificata ed indignata tanto dalla mancanza di lealtà, all’insegna della quale mi hanno insegnato a crescere umanamente e professionalmente, quanto dalla disgustosa strumentalizzazione messa in atto nei confronti dei lavoratori, oggi abbandonati al loro destino, da parte di chi, con tutta evidenza, continua a praticare concretamente un bieco concetto di schiavitù, mai sopito, facendosi beffe di ogni principio di diritto ancor prima che di umanità, ritenendo di poter disporre della vita e della morte sociale delle persone a proprio piacimento.

 

Elisabetta Barbuto (M5S Camera)

CROTONE – Polizia attiva indagine su fuga di notizie per persone positive al Covid-19

La Procura della Repubblica di Crotone ha delegato la locale Squadra Mobile allo svolgimento di attività d’indagine su fughe di notizie relative a soggetti risultati positivi al COVID-19: fatti per cui nel primo pomeriggio odierno è stata presentata una precisa denuncia.

Infatti si registrano tramite circuiti social ovvero di messaggistica istantanea notizie relative a dati sensibili che siattengono la sfera sanitaria e privata.

A prescindere dalle implicazioni di natura penale e di violazione della privacy si invitano tutti ad evitare che si perpetuino tali deplorevoli e spiacevoli episodi.

Come convenuto, anche con la locale Prefettura, si confida nel consueto spirito collaborativo dei mass media per una corretta informazione, al fine di evitare facili strumentalizzazioni

Coronavirus: Arpacal dona dispositivi di protezione al G.O.M. di Reggio Calabria

Dopo quelli di Catanzaro e Cosenza, anche il Dipartimento provinciale di Reggio Calabria dell’Arpacal (Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente della Calabria), guidato dalla dr.ssa Giovanna Bemusto, ha donato un quantitativo di dispositivi individuali di protezione (DPI) per il personale sanitario che sta lottando in prima linea contro il coronavirus.

Oggi la dr.ssa Fatta del Pronto Soccorso del Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi – Melacrinò – Morelli” di Reggio Calabria, delegata a ciò dal Direttore Sanitario dr. Giuseppe Foti, si è recata nella sede del DIpartimento Arpacal di Reggio Calabria per ritirare il quantitativo di DPI donato: si tratta di 40 camici monouso per il rischio chimico e batteriologico, e 150 paia di calzari monouso.

“Prosegue il nostro impegno su tutto il territorio regionale – ha dichiarato il Direttore Generale dell’Arpacal, dott. Domenico Pappaterra – sia sul fronte della solidarietà ma anche nel nostro supporto tecnico al sistema Regione per dare risposte alla collettività calaabrese così provata in questi giorni dall’emergenza coronavirus”.