CALABRIA – CORONAVIRUS: TRENITALIA E ITALO CANCELLANO I BIGLIETTI, SOPPRESSI COLLEGAMENTI CON LA REGIONE

Il caos treni è la dimostrazione che il Governo non è riuscito a far rispettare regole univoche di precauzione e tutela, dimostrandosi debole di fronte ai gestori del servizio ferroviario: questi, che hanno tutelato i propri interessi, sono stati ulteriormente bloccati dall’ordinanza del ministro Speranza, generando lo scenario catastrofico di queste ore. Questa situazione sta provocando enormi disagi ai viaggiatori italiani, stretti nella morsa delle decisioni contraddittorie prese negli ultimi giorni, e per questo il Codacons presenterà una denuncia in Procura per turbativa di servizio pubblico: un reato che, se accertato, avrebbe sensibili profili di gravità.
Da una parte all’altra della penisola, a rimetterci sono migliaia di passeggeri incolpevoli: come quelli della treno 9523 diretto da Torino a Reggio Calabria, bloccati per ore sotto un sole infernale all’altezza di Napoli e anche confusi dagli annunci sul “mancato rispetto del distanziamento”. Un assurdo incommentabile, per un Paese che non ha mai smesso di contare le vittime dell’epidemia COVID.
“Sembra il Far West”, ha dichiarato il presidente Carlo Rienzi. “Il ministro ora deve imporre ai gestori una forte multa e indennizzi ai passeggeri rimasti a terra in pieno inizio delle ferie, vittime come sempre principali degli errori e delle inefficienze altrui”.
Intanto Italo cancella due collegamenti Torino-Reggio Calabria a causa del “passo indietro” del Governo sul distanziamento.
Per il Codacons i consumatori sono le uniche vittime in questo stucchevole balletto e chiede un urgente incontro a Trenitalia e Italo, invitando i consumatori a segnalare i disagi al numero 89349955.

Sala Consiglio regionale implosa, il presidente Tallini:”Il crollo del Calipari è una ferita che saneremo, ma chi ha sbagliato dovrà pagare”

“Il crollo del tetto dell’auditorium Calipari di Palazzo Campanella, sede dell’Assemblea regionale, è una ferita gravissima che saneremo. Ma contemporaneamente voglio assicurare il massimo impegno affinché chi ha sbagliato sia messo di fronte alle proprie responsabilità e ne paghi fino in fondo le conseguenze”. È quanto afferma il presidente del Consiglio regionale Domenico Tallini sottolineando: “Non ho parole per descrivere l’incredulità, lo sgomento e l’indignazione davanti a quelle macerie che avrebbero potuto provocare centinaia di morti. I magistrati della Procura di Reggio Calabria hanno già aperto un fascicolo, ma conto di presentare nei prossimi giorni in procura un circostanziato esposto-denuncia, mettendo a disposizione degli inquirenti anche i risultati di una minuziosa indagine interna che ripercorrerà, passo dopo passo, l’intera vita dell’Auditorium, dal progetto alla realizzazione, dalle opere successive, ai vari interventi di  manutenzione, fino al drammatico crollo di venerdì scorso”.  

E non basta. “Ci costituiremo parte civile – annuncia Tallini –  nel procedimento penale che sarà sicuramente instaurato. E’ inammissibile che una struttura inaugurata appena quindici anni fa e sottoposta a continui interventi di manutenzione, sia potuta collassare senza alcuna sollecitazione esterna. Ci fosse stato un nubifragio o un altro evento calamitoso ce ne saremmo fatti una ragione. Così no, non è tollerabile”. 

REGGIO – Rogo con estensione di un km a Lazzaro, evacuate alcune abitazioni

REGGIO CALABRIA, 02 AGO – Un vasto incendio è divampato nel pomeriggio nei pressi dell’abitato di Lazzaro, frazione marina del Comune di Motta San Giovanni. Il fronte di fuoco, che si estende per un chilometro, è arrivato a lambire l’abitato ed alcune abitazioni sono state evacuate a scopo precauzionale. Sul posto stanno operando uomini della forestale e Vigili del fuoco coadiuvati dall’alto da un Canadair. La zona colpita va da Contrada S. Elia, fino a Capo dell’Armi. Non si conoscono, al momento le cause del rogo sul quale stanno indagando i Vigili del fuoco. (ANSA).

Andrea Manzi vince la 56^ Traversata dello Stretto

 

Si conclude in grande stile la tanto attesa classica monumento del nuoto di fondo. La storica Traversata dello Stretto, giunta alla 56^ edizione, vede trionfare Andrea Manzi dei Canottieri Napoli. Si tratta del suo primo successo all’esordio della competizione. Ottima prova anche per Ginevra Taddeucci, compagna di squadra di Manzi, vincitrice per le donne.

 

Gara iniziata alle 11 da Capo Peloro, quando gli 80 atleti presenti si sono tuffati nelle acque siciliane dello Stretto. Guidati dagli immancabili barcaioli hanno sfruttato le correnti per poi ritrovarsi a costeggiare la sponda calabrese, prima di entrare nella zona d’arrivo. Qui, con lo sfondo del porticciolo turistico di Villa San Giovanni,  Andrea Manzi ha toccato per primo il traguardo esultando immediatamente. Divisi da un nulla al secondo e terzo posto si sono piazzati Marcello Guidi ed Emanuele Russo. Gloria anche per il barcaiolo vincitore Domenico Tedesco, fondamentale per la strategia giusta e la lettura delle correnti.

 

Quest’anno la Traversata dello Stretto ha alzato ulteriormente il livello. Ci si aspettava un arrivo in volata e così e stato. Merito alle correnti, ma soprattutto ai nuotatori. Oggi, 2 agosto 2020, in acqua erano presenti 25 atleti nel giro della nazionale, 20 medagliati italiani e un totale di circa 100 medaglie. Lo spettacolo era assicurato già alla vigilia e la competizione ha regalato davvero grande entusiasmo. Con la speranza di ritornare ad avere il caloroso e sempre numeroso pubblico al seguito, l’appuntamento adesso è già verso il 2021 e la 57^ edizione perché, come sempre, “non è una gara, è un’emozione”.

Coronavirus: nuovo positivo in Calabria

Una nuova positività è stata riscontrata in Calabria sui 559 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore. I casi attivi salgono così a 98 mentre quelli dall’inizio della pandemia sono 1.270 a fronte di 120.328 tamponi fatti fino ad oggi. I ricoverati in reparto sono 5 ed uno in terapia intensiva. e 46 in isolamento domiciliare. I guariti sono 1.075 e le vittime 97.
Territorialmente, i casi complessivi sono distribuiti a: Catanzaro 2 in reparto; 2 in isolamento domiciliare; 183 guariti; 33 deceduti. Cosenza 22 in isolamento domiciliare; 436 guariti; 34 deceduti. Reggio Calabria 1 in reparto; 15 in isolamento domiciliare; 263 guariti; 19 deceduti. Crotone 2 in isolamento domiciliare; 113 guariti; 6 deceduti. Vibo Valentia 5 in isolamento domiciliare; 80 guariti; 5 deceduti.
Il caso positivo rilevato oggi è una persona proveniente da fuori regione, ricoverato al reparto di malattie infettive dell’Azienda ospedaliera di Catanzaro.
Dall’ultima rilevazione, le persone che si sono registrate sul portale della Regione Calabria per comunicare la loro presenza sul territorio regionale sono in totale 15.801. (ANSA).

ITALIA – UnMondoDiMondi: 2 Agosto Giornata della Memoria dello sterminio di Rom e Sinti, occasione di riflessione sul razzismo

Il 2 agosto si celebra la “Giornata della Memoria” dello sterminio di circa  500.000 Rom e Sinti  avvenuto durante la Seconda Guerra Mondiale ad opera dei nazisti e dei loro alleati.

Questa  Giornata della Memoria  è stata riconosciuta il 15 aprile 2015 dal Parlamento Europeo  per ricordare  il Genocidio di Rom e Sinti ignorato per molti anni e per incoraggiare le politiche anti-discriminazione nei diversi stati.

La data del 2 agosto è quella dello sterminio finale dei Rom e dei Sinti ancora presenti nel campo di Birkenau (quasi 3.000 persone, tra uomini, donne e bambini), l’atto più tragico del Porrajmos , il termine con cui Rom e Sinti indicano nella loro lingua l’Olocausto del loro popolo.

A nostro parere, questa Giornata della Memoria,  dovrebbe essere  l’occasione per ricordare anche gli altri genocidi e  per operare una riflessione  sulla vera natura del razzismo che riguarda  alcuni dei meccanismi fondativi della civiltà occidentale.

Oggi , dopo l’omicidio di George Floyd negli Stati Uniti   ed il diffondersi di un movimento globale di lotta al razzismo, dovrebbe essere il momento per sviluppare questa riflessione e quindi per   tradurla in  azioni efficaci. Alla domanda com’ è sia stato possibile giungere a  questo Genocidio,  non si dovrebbe  rispondere sostenendo che si è trattato  di una “patologia” separata dalla società occidentale. Patologia  che avrebbe avuto come sola causa Hitler, i partiti nazisti e fascisti di quel momento storico. Questa risposta è servita ad “assolvere” la civiltà occidentale e quindi a non riflettere seriamente sulle sue importanti implicazioni che riguardano i meccanismi principali del suo ordinamento. A sostenere quest’ argomento esiste da anni un’importante letteratura, che purtroppo  rimane ancora oggi poco diffusa e quindi in gran parte  sconosciuta.

I prestigiosi  autori di questa analisi (George L. Mosse, Léon Poliakov, Michel Wieviorka, Alain Touraine, Pierre-André Taguieff, Giuliano Gliozzi, Z. Bauman, ecc.) sostengono che il razzismo, nella sua manifestazione complessa, è una ideologia  nata come struttura della moderna cultura occidentale nel Settecento, si è ben articolata nell’Ottocento,  è stata applicata dai nazisti e da altri  in modo cruento e dopo la seconda guerra mondiale ha continuato ad essere saldamente presente nella struttura della società fino ad oggi.

Molto interessante, da questo punto di vista, è il libro  “Modernità ed Olocausto” di Z. Bauman pubblicato dal Mulino nel 1992.  Il famoso sociologo ha sviluppato la questione mettendo in dubbio l’analisi, ancora oggi molto diffusa, dell’Olocausto come  “patologia episodica” e  affermando che “quanto accadde nei campi di sterminio non costituisce una sorta di “malattia” sociale, ma un fenomeno legato alla condizione “normale” della società” .

Insomma Hitler ed i nazisti non si sono inventati niente, hanno applicato in modo terribilmente violento l’ideologia razzista che fu postulata molto tempo prima da menti “eccellenti” sostenendo la divisione dell’umanità in diverse “razze” e la superiorità della “razza occidentale” su tutte le altre.  Il razzismo come ideologia, teorizzata e sviluppata nei secoli XVIII, XIX e XX, costituisce ancora oggi   la struttura essenziale che garantisce nella società moderna   la divisione delle classi sociali  giustificando  i relativi atti discriminatori.

Ci potremmo chiedere perché l’ideologia razzista si è sviluppata in seno alla cultura moderna occidentale contraddicendo la sua stessa idea dell’uguaglianza universale del genere umano.

Lo storico Guliano Gliozzi, nel suo libro Adamo e il nuovo mondo”, risponde a questo interrogativo affermando che “la teoria della razza settecentesca andrebbe definita, più che un’ideologia schiavistica, un’ideologia della divisione internazionale del lavoro, imposta dalla borghesia, un’ideologia in grado cioè, di far passare come naturali e perciò immutabili, le diverse forme di subordinazione e di sfruttamento – dal commercio alla schiavitù- imposte alle popolazioni coloniali dalla borghesia europea”. Alla base c’è un processo di “naturalizzazione” della inferiorizzazione dei gruppi che vengono emarginati  e sfruttati.  Oggi, nel nostro Paese democratico  , come se fosse naturale, esistono  molti  ghetti urbani dove sono emarginati migliaia di famiglie . In modo altrettanto naturale vengono finanziati  in Libia i campi di concentramento dove ogni giorno vengono massacrati donne e uomini migranti per impedirgli di arrivare in Italia.  La memoria dei genocidi  del passato dovrebbe quindi servire a riflettere sulla società di oggi ed a contrastare il razzismo dei nostri giorni, modificando efficacemente le strutture sociali discriminanti che ne costituiscono l’origine.

Reggio Calabria, 2 agosto  2020

Direttivo Un Mondo Di Mondi

Marino Antonino Giacomo, Sgreccia Cinzia 

CREMA (CR) – DONNA SI DÀ FUOCO E MUORE, PASSANTI FILMANO

LA CULTURA DEI SOCIAL E DEGLI INFLUENCER UCCIDE E LASCIA UCCIDERSI

REGOLE SUBITO: SEQUESTRO DEI SOCIAL DI CHI PUBBLICHERÀ LE IMMAGINI E PUNIZIONE ESEMPLARE PER OMISSIONE DI SOCCORSO E CONCORSO NEL SUICIDIO

Durissimo il Codacons sul tema dell’utilizzo dei social, a seguito della morte della donna ripresa dai passanti a Crema. L’Associazione punta il dito contro una certa cultura dei social – quella dei like a tutti i costi e della visibilità elevata a valore – responsabile di questo e di simili episodi di barbarie, e chiede subito il pugno duro da parte delle autorità contro i protagonisti della vergognosa vicenda.

Servono regole immediate, e interventi durissimi, per spezzare questo circolo pericoloso tra violenza – sugli altri o sé stessi – e l’occhio del web. L’Associazione chiede il sequestro dei social di chi pubblicherà le immagini e una punizione esemplare (per omissione di soccorso e concorso nel suicidio) per le persone presenti sul posto, ovvero coloro che invece di prestare soccorso alla donna hanno pensato bene di riprenderne la tragica fine con i cellulari.

“Il web, i social, gli influencer pronti a tutto per apparire hanno incentivato una mentalità pericolosa e perversa, e questi episodi lo dimostrano” – dichiara il presidente Carlo Rienzi. “Ora chiediamo un intervento risolutivo sul tema: la Legge non può tollerare casi del genere, e senza pene e punizioni severe sarà impossibile invertire questa terribile rotta”.

GIOIA TAURO (RC) – Rosy Perrone su: “Bene incremento traffico Container, da oggi sia volano per la Zes!”

Non può che determinare ottimismo la notizia diffusa dal Sole 24 Ore dell’aumento, considerevole, del traffico Container del Porto di Gioia Tauro; anche perché questo dato arriva al tramonto di una fase storica per l’economia mondiale. Una ‘movimentazione’ aumentata del 40% rispetto al primo semestre del 2019; collocandosi ai livelli dei porti di Rotterdam, Anversa, Shangai e Tangeri.

La pandemia infatti avrebbe potuto incidere negativamente come è stato per quasi la totale restante parte dei comparti economici e commerciali. Ma per il Porto di Gioia Tauro, così non è stato. Dunque onore al merito, a chi – management e maestranze – ha saputo penetrare (invertendola) la tendenza che ha fatto registrare una crisi economica epocale.

Tra i porti del Mediterraneo, senza dubbio quello di Gioia Tauro è il più importante per infrastrutture, posizione strategica e dunque per efficienza; ragion per cui, sta assumendo sempre più la leadership nell’Europa meridionale. Il lavoro di riqualificazione e rilancio ha dato i suoi frutti, grazie all’ammodernamento del parco mezzi, alla demolizione di tre gru di banchina obsolete, al miglioramento delle banchine e di alcuni fondali al fine di rendere più agevoli e sicure le manovre delle navi che arrivano, le quali, in considerazione delle grandi dimensioni, hanno bisogno di una profondità di almeno 16 metri. Un complesso programma di sviluppo – come riportano i media regionali – che certamente servirà a rendere il porto maggiormente competitivo. Ma per essere costantemente competitivo rispetto alle sfide alle quali l’economia globali chiama, il Porto deve essere inteso anche come volano per la Zes, altrimenti lo sguardo verso il futuro sarà di relativa gittata.

 

La zona economica speciale, guidata da un comitato di indirizzo composto dal presidente dell’autorità portuale e da un team di esperti, deve valorizzare le enormi potenzialità del porto, attraverso la semplificazione dei procedimenti amministrativi per le aziende investitrici e al contempo, garantire l’esecutività dell’impatto delle misure agevolative in termini di defiscalizzazione e intercettazione di finanziamenti per e sul territorio dell’intera area.

La Zes, frutto di un’idea politica istituzionale dedicata al mezzogiorno, è finalizzata ad incentivare insediamenti imprenditoriali, per far crescere l’infrastruttura marittima e il suo indotto.

Ma oggi parlare della ZES non vorremmo potesse apparire come l’ennesima incompiuta del nostro territorio, piuttosto vorremmo invece, potesse essere percepita come un volano di sviluppo concreto. Ciò che si percepisce è che, ad oggi, molti sono i ritardi e le perplessità che evidenziano le contraddizioni che – ci chiediamo – sono da ascrivere solo alla governance delle ZES?

Al momento, così com’è oggi strutturato il Comitato di Indirizzo appare quasi ingessato, non svolgendo un ruolo di sprone in grado di incidere a favore della modernizzazione industriale delle aree ZES ma dopo tutta la foga pubblicitaria della istituzione pare sul tema che anche il governo non dia input perlomeno non evidenti; lo strumento è invece appetibilissimo per il Paese soprattutto oggi nella fase post Covid-19.

L’attuale meccanismo di incentivi della Zes prevede il credito d’imposta per  i  grandi gruppi industriali che fatturano miliardi di euro dunque  in una visione che veda la Zes di Gioia Tauro incastonata in un sistema paese che attui scelte di politiche industriali soprattutto oggi con l’ arrivo dei miliardi del Recovery Fund, noi pensiamo potrà essere un importante viatico per la ripresa economica del Paese non trascurando che anche la piccola e media impresa locale potrebbe avere un futuro serio che crei occupazione vera, quella che potrebbe rilanciare l’area di Gioia Tauro e non solo. Il nostro territorio ha bisogno di un’economia reale in grado di incidere concretamente nelle casse dei piccoli imprenditori affinché possano essere datori di lavoro di giovani altamente formati a questo proposito apprezziamo la vision del ‘Cefris’ che si sta attrezzando in questa direzione.

Occorrono reti, occorre un patto sociale affinché anche con Città Metropolitana e Regione Calabria si facciano interventi mirati a riqualificare la parte logistica ad oggi potenzialità inespressa. Con la riqualificazione di capannoni oggi in disuso e con la attivazione di vie di collegamento ad oggi poco curate e poco accessibili al resto della Calabria. Dalla zona ionica reggina al resto del territorio regionale, le infrastrutture stradali e non solo sono da adeguare.

L’area di Gioia Tauro deve inoltre, essere ben connessa all’aeroporto di Reggio (la cui non/fruibilità aprirebbe un altro tema scottante) e con quello di Lamezia e Crotone, proprio per essere in grado di attrarre l’attenzione e la convenienza di investitori che non ‘sentano’ lontano geograficamente ed economicamente un polo strategico come il Porto di Gioia Tauro.

La Zes – e il suo futuro – saranno il termometro delle opportunità per nuova occupazione e una fattiva crescita del lavoro competente. Senza questa prospettiva, anche la positiva attività di gestione della struttura Porto, rischia di essere contingente e non poter fare da moltiplicatore, senza politiche economiche di accompagnamento e sostegno all’indotto che essa genera invece la Zes potrebbe essere la chiave di volta. Non bisogna perdere questa occasione di futuro e si può fare assieme, in una rete pattizia di volontà reali al servizio del territorio metropolitano.

 

Ufficio Stampa CISL Reggio Calabria

LAZZARO (RC) – Palma si spezza sul lungomare Cicerone. Evento previsto dall’ANCADIC

Abbiamo infruttuosamente più volte rappresentato alle articolazioni comunali di Motta SG l’esigenza di effettuare una verifica sulla stabilità elastica delle alte palme situate sul lungomare Cicerone di Lazzaro, le quali agli occhi del comune cittadino osservatore presentano potenziale pericolo per la pubblica e privata incolumità. Pericolo che  si sarebbe materializzato col crollo avvenuto nei giorni 21 o 22 luglio u.s. di una  palma situata a meno di dieci metri da un chiosco, sembrerebbe per quanto è dato sapere che il fusto si sia spezzato da solo e poi è stato tagliato trasportando la parte crollata in uno spazio alla fine del lungomare. I segni lasciati sul fusto rimasto e quelli sulla parte crollata dicono che il tronco si è spezzato. Il lungomare Cicerone è molto frequentato sia d’estate che d’inverno e comunque quando si tratta di pericoli è ininfluente il numero delle persone che potrebbero essere coinvolte. Il Sindaco dovrebbe meglio valutare la sussistenza dei requisiti prima di  dare incarichi e conferire nomine di ispettore ambientale e quant’altro se poi il pericolo che sotto gli occhi di tutti e minaccia l’incolumità dei cittadini non si vede. Ci sono due palme all’inizio del lungomare che  si presentano inclinate e non si esclude che il fusto possa essere privo di vita e quindi collassare, può succedere che il fusto della palma pur non presentando segni esterni può essere affetto da infestazione, carie fungina non visibile dall’esterno. Cosa aspettiamo che crolli per eseguire le verifiche? l’ANCADIC non può aspettare tale evento pertanto visto il potenziale pericolo che potrebbe celarsi è  stato chiesto ad un Organo competente una verifica sulla stabilità elastica delle piante. Un controllo comunque vada non fa mai male quando si tratta di salvaguardare la salute e l’incolumità dei cittadini. Nel mese di marzo 2019 avevamo sottoposto alla valutazione dell’Ufficio tecnico comunale la necessità di emanare una determina con cui venisse dato incarico ad un agronomo di accertare le condizioni di stabilità delle piante di palma, situate: una presso la scuola elementare Demetrio Cuzzupoli di Lazzaro e molte altre sul marciapiede del lungomare Cicerone. Non abbiamo avuto notizie

Vincenzo CREA

Referente unico dell’A.N.CA.DI.C

Responsabile del Comitato spontaneo “Torrente Oliveto”

CALABRIA – PRIMA PRESENTAZIONE “CAMMINO BASILIANO” A ROCCA IMPERIALE. TALLINI: “CONOSCERE LA CALABRIA PER AMARLA E VALORIZZARLA”

“E’ un autentico viaggio alla scoperta delle radici antiche dell’Europa nel Mediterraneo. Con piacere e con un pizzico di soddisfazione annunciamo, e lo facciamo da questi luoghi meravigliosi della Calabria (l’elegante sala consiliare del Monastero dei Frati Osservanti di Rocca Imperiale), la quasi ultimazione del ‘Cammini Basiliano’.  Non un progetto ancora da elaborare – ha sostenuto il presidente del Consiglio regionale Domenico Tallini – ma un itinerario di oltre mille chilometri che da Rocca Imperiale si conclude a Reggio Calabria, definito  in tutti i suoi aspetti fondamentali e sostenuto da una dote finanziaria messa a disposizione dal Consiglio regionale che ho l’onore di presiedere”.

Ha coordinato il dibattito il giornalista Mario Alvaro , presidente del Circolo della Stampa Pollino-Sibaritide, mentre i contenuti del progetto sono stati illustrati dal presidente dell’associazione ‘Cammino Basiliano” Carmine Lupia e dal referente d’area del progetto Emanuele Pisarra.

Plauso e incondizionata adesione al progetto, a cui hanno assicurato sostegno e da cui si attendono pieno coinvolgimento per promuovere la crescita e lo sviluppo dei propri borghi attraverso  forme intelligenti di turismo della conoscenza, da parte di ben sette amministratori locali dell’alto Jonio cosentino.

Per   Giuseppe Ranù (sindaco di Rocca Imperiale) “Si tratta di una sfida che  guarda al futuro in maniera ambiziosa per la nostra terra”;   Paolo Stigliano (sindaco di Canna): “Il turismo  porta sviluppo e può contrastare l’aumento della  disoccupazione”;   Rocco Introcaso (sindaco di Montegiordano): “Unendo tutte le nostre comunità il progetto porterà sviluppo sul nostro territorio”;   Maria Antonietta Pandolfi (sindaco di Nocara): “Sosteniamo il progetto perché può aiutare i comuni  montani dove si  vive un forte  disagio sociale  a cominciare dalla viabilità”.   Agostino Diego (assessore di Oriolo): “per fronteggiare il decremento demografico e lo spopolamento occorrono  strategie nuove. Il progetto è condiviso, ma occorrono anche  servizi per i turisti”;   Domenico Vuodo (sindaco di Alessandria del Carretto):  “Condividiamo il progetto, ma bisogna assicurare i servizi socio sanitari ai cittadini ed ai turisti”;   Antonio Carlomagno (sindaco di Cerchiara di Calabria): “questo progetto può aiutare la sopravvivenza delle nostre realtà. Le peculiarità culturali e ambientali  sono un patrimonio da valorizzare”.

Ha spiegato Pisarra, una delle ‘guide’ più accreditate della regione : “Per dare risposte esaurienti al visitatore, al camminatore e all’escursionista, abbiamo indagato la storia, il paesaggio, la cultura e la tradizione  che costituiscono l’ossatura di questo tracciato d’Oriente in Occidente”. L’etnobotanico Lupia ha aggiunto che “Si tratta di un itinerario di oltre mille chilometri per far conoscere le bellezze della Calabria. Il Cammino  permetterà di conoscere  monasteri, chiese e fortezze orientali, che evocano le atmosfere del Monte Athos, dell’Armenia, della  Siria e della Turchia, e castelli, chiese e monasteri latini al punto che al visitatore sembrerà di trovarsi in Germania, Francia, Belgio, Spagna o in Inghilterra. E’ un itinerario che collega tra loro alcuni luoghi che testimoniano della vita di tanti dotti, monaci e santi orientali e occidentali, veri e grandiosi  pilastri della civiltà occidentale. Un cammino, spirituale, di cristianesimo,  di pellegrinaggio e di memoria orale che tramanda e  decanta le imprese degli eroi greci e latini e le gesta dei paladini di  Orlando e medievali”.

Ha tratto le conclusioni il presidente Tallini secondo cui “La Calabria verde, dei Parchi e delle  Riserve naturali,  ora potrà avvalersi di un’iniziativa che ha le potenzialità materiali ed immateriali per valorizzare natura e cultura e, al contempo, essere un attrattore formidabile per il turismo lento che, oltre alla fruizione in sé, mira a conoscere il territorio. La strategia di rilancio dell’ambiente e del  turismo calabrese, nella ‘fase 2’ – ha sottolineato –  potrà contare su questa iniziativa che abbiamo voluto mettere in campo nella consapevolezza che il ‘cammino’ è un fenomeno sociale in espansione, costituisce un motivo per cui si sceglie una destinazione piuttosto che un’altra e il turista che ama camminare è diventato un importante target a cui rivolgersi per mettergli a disposizione la possibilità di apprezzare le bellezze della Calabria”.