CALABRIA – Regione: Accogli Calabria, 11 mln di euro a 238 strutture turistiche

Pubblicato l’elenco delle aziende ammesse al contributo a fondo perduto. Orsomarso: «La Calabria non è condannata ad essere ultima».

Riapri Calabria, 11 milioni di euro a 238 strutture turistiche

È stato pubblicato l’elenco delle strutture ricettive ammesse al contributo a fondo perduto nell’ambito dell’azione Accogli Calabria.A renderlo noto è l’assessore regionale alle Attività produttive Fausto Orsomarso, che ha ringraziato «i dirigenti e la squadra di lavoro che mi hanno affiancato in questi difficili mesi».«Alla misura – spiega Orsomarso – sono state ammesse 238 aziende del settore turistico-ricettivo, che hanno ricevuto contributi fino a 160 mila euro, per un totale complessivo di risorse destinate di oltre 11 milioni e mezzo di euro».«Il successo di questo intervento – spiega Orsomarso – dimostra che la Calabria non è condannata ad essere ultima. Questo bando, per intensità di aiuto e rapidità delle procedure, rappresenta l’intervento più importante per il settore turistico, superiore alle misure messe in campo dal governo nazionale e dalle altre regioni italiane».

REGIONE CALABRIA

CALABRIA – Covid 19: Frena la salita di contagi (+297), crescono i ricoveri, 7 vittime

Laboratori di analisi dei tamponi dell’Asp di Reggio Calabria

Frenano i nuovi contagi in Calabria, dove ne sono registrati 297 nelle ultime 24 ore (-129 rispetto a ieri), ma ci sono 7 vittime (164 il totale) e aumentano i ricoverati in ospedale: +6 in terapia intensiva (27 il totale) e +40 in reparto (388). I soggetti in isolamento domiciliare sono 6.312 (+71).

I guariti sono 2.575 (+173). I casi attivi sono 6.677 (+117), quelli da inizio pandemia 9.416.
Una diffusione, quella del Covid, che non risparmia i sanitari. A Catanzaro, all’ospedale Pugliese Ciaccio, sono stati individuati positivi tra il personale sanitario di Ortopedia e Chirurgia vascolare che occupano lo stesso piano. Immediate le misure contenitive adottate dal presidio: il piano è stato svuotato per effettuare le opere di sanificazione ed è stato disposto il tampone per tutto il personale.
Anche nell’ospedale di Cosenza la situazione è complessa per la presenza al pronto soccorso di decine di pazienti Covid che attendono il ricovero. Il direttore sanitario ha confermato l’assunzione immediata, a seguito della manifestazione di interesse, di 8 medici che prenderanno servizio in Pronto soccorso e l’attivazione di un nuovo reparto Covid con 20 posti letto, estendibili a 30, in cui verranno trasferiti i pazienti in attesa. L’affollamento, ha spiegato Pino Pasqua, primario dell’Unità di anestesia e rianimazione è stato dovuto ad “un impatto notevole di persone giunte al Pronto soccorso che hanno creato un afflusso tale da mandare in stallo il sistema”. Nella terapia intensiva di Cosenza ci sono 16 pazienti, di cui 6 in ventilazione meccanica e dieci in ventilazione non invasiva con una disponibilità residua di 3 posti e stanno per essere attivati 10 posti in sub intensiva.
Sul problema della carenza di personale è intervenuto il presidente ff della Nino Spirlì che ha rivelato che la Regione “aveva assegnato, nel marzo scorso, 18 milioni di euro alle aziende ospedaliere e sanitarie per l’arruolamento di personale sanitario ma ne hanno spesi solo 7,7 milioni”. Stasera “uscirà un’ordinanza per l’arruolamento di altro personale” ha anticipato Spirlì che ha reso noto che i posti di terapia intensiva Covid sono 56 e 89 no Covid “con la disponibilità di attivarne altri 16 subito”.

(ANSA CALABRIA)

REGGIO – Associazione Valentia: nominato il referente per Cittanova sarà Marco Calogero

L’associazione Valentia nomina un nuovo referente territoriale in provincia di Reggio Calabria.

L’associazione che nasce nel nel 2017, continua ad espandersi su tutto il territorio nazionale, coinvolgendo centinaia di giovani nel progetto di promozione sociale e culturale di Valentia.

Nei giorni scorsi sono stati nominati i referenti per le città di: Genova, Novara, Pisa e Reggio Calabria ed oggi nonostante il difficile momento dovuto all’emergenza COVID-19, viene nominato un nuovo referente nel territorio Calabrese, precisamente per il comune di Cittanova, e sarà il giovane studente Marco Calogero.

Queste le prime dichiarazioni del neo responsabile Calogero che dichiara: ”Sin dal primo contatto con l’associazione Valentia, avvenuto nel mio caso con il Presidente Nazionale Anthony Lo Bianco, ho avuto piena realizzazione dello spirito caratterizzante il progetto: sono stato piacevolmente stupito dalla concretezza con la quale tale spirito si riflettesse nelle idee sviluppate negli anni e dalla passione per il proprio territorio, motore inesauribile per chi si propone come scopo personale l’impegno sociale.

Ritengo sia proprio quest’ultima il collante ideale per iniziare a far parte di questo gruppo, l’animosità che solo un luogo prezioso e unico come la Calabria può infondere, e nel mio piccolo cercare di lavorare giorno dopo giorno per raggiungere risultati importanti per il mio paese, Cittanova.

Non posso che essere entusiasta di intraprendere questo percorso fianco a fianco con i membri dell’associazione e come sempre con Girolamo Giovinazzo, coordinatore da pochi giorni per la Città Metropolitano di Reggio Calabria e compagno di mille avventure, il cui supporto mi rende orgoglioso e allo stesso tempo cosciente di ciò che potrà rappresentare l’associazione Valentia.”

La Segreteria Nazionale dell’Associazione:

“Ringraziamo Marco per la sua volontà di voler realizzare attività di promozione sociale all’interno del suo territorio, siamo convinti che con la sua professionalità e serietà, non potrà far altro che ampliare e far crescere il nostro gruppo, aiutandoci ad affrontare tematiche importanti volte alla creazione ed alla valorizzazione delle risorse umane coinvolte, alla ottimizzazione delle sinergie messe in campo con varie associazioni di riferimento, cogliamo nel contempo l’occasione per augurare buona fortuna a Marco,  per il lavoro che svolgerà.”

Questa la nota della Segreteria Nazionale, che comunica di numerose aperture nei prossimi mesi.

ASSOCIAZIONE VALENTIA

CALABRIA – Il corto Inverno spera nomination Oscar, intanto festival Usa. Mastromauro tra più premiati 2020 è a Chicago e Los Angeles

“Inverno” di Giulio Mastromauro, (titolo internazionale “Timo’s winter”), il cortometraggio prodotto dalla calabrese Indaco Film,  Zen Movie, Wave Cinema e Diero Film, già premiato con il David di Donatello potrebbe arrivare fino alle nomination Oscar per i corti. L’opera racconta la scoperta del dolore nell’infanzia e commuove attraverso un intimo spaccato di vita di una famiglia di giostrai e di Timo, il piccolo protagonista il cui sguardo carico di malinconia dice più di mille parole.

Il cortometraggio del giovane regista pugliese, fino ad oggi ha conquistato 70 selezioni ufficiali e oltre 30 riconoscimenti nel mondo, risultando il lavoro italiano più premiato del 2020.

È stato inoltre presentato in 80 Paesi – grazie all’evento “Fare Cinema” promosso dal Ministero degli Affari Esteri – e segnalato dall’Accademia dei César ne “Les Nuits en Or” tra i 26 migliori corti al mondo nel 2020. Ed arrivano anche dagli Stati Uniti le prime recensioni entusiastiche per “Timo’s Winter”, alias “Inverno”. C’è chi tra i magazine del settore ne parla come un “film meraviglioso, girato con delicatezza e interpretato in modo toccante”, oppure “un film magico che merita di arrivare fino agli Oscar”. In questa settimana il lavoro di Mastromauro è protagonista oltreoceano di due importanti eventi internazionali del circuito Oscar, il 37/mo Chicago International Children’s Film Festival – il più antico e uno dei soli due festival Oscar Qualifying al mondo dedicati ai ragazzi – e il 17/mo Hollyshorts Film Festival di Los Angeles.
“Ho raccontato la mia storia – ha spiegato Mastromauro – con il desiderio che potesse diventare di altri, ma non avrei mai immaginato facesse il giro del mondo”. Il regista che nella pellicola ha inserito tratti autobiografici ha sottolineato come ‘questa è una piccola magia del film che mi rende orgoglioso e grato. In questo momento vorrei condividere il successo con tutti coloro che mi hanno supportato, in particolare con la comunità dei giostrai e dei circensi cui sono legato da affetto e riconoscenza e che sta attraversando un momento di grande difficoltà”.

(ANSA CALABRIA)

CASTROVILLARI (CS) – Atto vandalico in chiesa, imbrattato altare. Ignoti scritto con bomboletta spray frasi offensive

Un atto vandalico è stato compiuto nella chiesetta della Madonna dell’Idria, a Castrovillari. Ignoti, armati di bomboletta spray e vernice, hanno imbrattato, scrivendo frasi offensive, l’altare, il quadro sovrastante la pala dell’altare, i muri interni della struttura, alcune statue, per poi mettere tutto a soqquadro.

Dopo il gesto biasimo e vicinanza sono stati espressi dall’amministrazione comunale di Castrovillari al parroco e alla chiesa locale, a nome e per conto dell’intera comunità di Castrovillari.
“Un’offesa e rabbia che destano preoccupazione – scrivono, in una nota, gli amministratori di Castrovillari – e che non possono che essere frutto di quel nichilismo strisciante, tra ribellione violenta e voglia, di qualche balordo, di distruggere una realtà che non piace. Fattori sociali che si stanno insinuando in questo tempo non facile e che possono essere disinnescati con sinergie dedicate e vigili”.

(ANSA CALABRIA)

CATANZARO – La solidarietà di Fabio Talarico (Catanzaro con Abramo) a Walter Rauti

Dichiarazione del consigliere comunale Fabio Talarico (Catanzaro con Abramo):

“Massima solidarietà e totale vicinanza a Walter Rauti e alla sua famiglia, vittime di un grave tentativo intimidatorio che si sarebbe consumato nel pomeriggio di mercoledì scorso. Ho avuto modo di conoscere Walter sia come dirigente della Lega che come cittadino calabrese, e non posso far a meno di sottolineare come si tratti di una persona di grande competenza. Una persona perbene, che non si fa condizionare e che sa difendere le proprie idee. Il gesto subito da lui e dalla sua famiglia è un fatto gravissimo e molto preoccupante, ma non ho dubbi che le Forze dell’ordine sapranno far presto luce sulle motivazioni, e su eventuali mandanti, di questo brutto episodio”.

COMUNE DI CATANZARO
UFFICIO STAMPA E COMUNICAZIONE

CORIGLIANO R. (CS) – Polizia di Stato: arrestata una giovane coppia dedita alla coltivazione indoor di marijuana

Nella serata di ieri, personale in servizio presso il Commissariato di P.S. Corigliano-Rossano, traeva in arresto una giovane coppia, S.R.  e G.M. rispettivamente di anni 33 e 30, per il reato di coltivazione e detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.

In particolare l’attività traeva origine da segnalazioni anonime in cui si segnalavano strani odori provenienti da un’abitazione ubicata nel centro dell’area urbana di Corigliano.

La coppia, risultata incensurata, al termine dello svolgimento di una normale attività lavorativa, si adoperava alla coltivazione di sostanza stupefacente tipo marijuana.

Nel corso di perquisizione effettuata all’interno dell’abitazione , veniva scoperta in una stanza, l’esistenza di  una serra indoor, completa di sistema di ventilazione ed irrigazione, monitorata da un sistema di controllo dell’umidità, nel cui interno vi erano diverse piante di marijuana infiorescenza, dell’altezza tra i 50 e 60 cm, appese ad essiccare. Le medesime avevano un peso complessivo di circa 800 gr., mentre un’altra porzione della stessa sostanza sempre rinvenuta nello stessa abitazione aveva un peso complessivo di circa 250 gr.

Si procedeva, inoltre, al sequestro di fitofarmaci specifici per la coltivazione della canapa indiana, nonché altro sistema di aspirazione modificato al fine di garantire l’assenza di rumori.

Dell’avvenuto arresto veniva informato il P.M. di turno presso la Procura della Repubblica di Castrovillari che disponeva la sottoposizione agli arresti domiciliari dei due soggetti.

 

QUESTURA DI COSENZA

Ufficio Stampa

 

CALABRIA – Documento M5S contro Zuccatelli: Sileri incontra parlamentari

Una riunione, o meglio una videoconferenza, tra il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri e i parlamentari calabresi del M5S. A quanto apprende l’Adnkronos, ieri c’è stata una videocall per fare il punto sull‘affaire Zuccatelli, dopo che la notizia della riunione a Palazzo Madama dei senatori grillini -sul piede di guerra per la nomina del neo commissario in Calabria- aveva fatto saltare dalle sedia i vertici del Movimento ed era rimbalzata fino a Palazzo Chigi, complice la minaccia di non votare il dl Calabria.

Così ieri Sileri ha chiesto ai parlamentari -deputati e senatori eletti sul territorio- di fare il punto, spiegando, raccontano alcuni beninformati all’Adnkronos, che Zuccatelli è il commissario, se poi dovesse decidere di dimettersi il quadro allora sì che cambierebbe. La maggior parte dei parlamentari, invece, ha chiesto al viceministro un deciso cambio di passo, tornando ad invocare il nome di Gino Strada, e assicurando che anche il territorio chiede a gran voce la nomina del fondatore di Emergency.

La riunione è terminata con la richiesta di Sileri di inviare proposte, condividere con il governo la posizione dei parlamentari sulla Calabria e il caso Zuccatelli. Risultato? La richiesta, messa nero su bianco, in cui ben 11 parlamentari su 17 chiedono la rimozione del neo commissario. Subito, senza attendere passi indietro. Gli unici a non sottoscrivere il documento sono stati Paolo Parentela, Dalila Nesci, Giuseppe D’Ippolito, Federica Dieni, Riccardo Tucci, Massimo Misiti. (di Ileana Sciarra).

 Adnkronos

ITALIA – Covid 19, Conte: “Confido in calo Rt nazionale”

“Io confido che oggi l’Rt nazionale – la media della velocità di contagio da Covid – nelle ultime settimane a 1,7… Io credo che già oggi si sia abbassato, questo significherebbe che le misure adottate iniziano a dare i primi effetti”. Lo dice il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in videocollegamento all’evento ‘Futura: lavoro, ambiente, innovazione’, dialogando con il segretario Generale della Cgil, Maurizio Landini. “Se fosse così, saremmo incoraggiati. Stiamo lavorando con una strategia diversa rispetto a primavera scorsa, quando fu necessario un lockdown nazionale, ora invece abbiamo il dovere di intervenire dove c’è bisogno” e di non adottare strette più incisive nelle aree “dove non le meritano, e questo a beneficio di tutti”. Su quel che avverrà, “non posso azzardare, non ho la palla di vetro o capacità da indovino, ma ci auguriamo che il plateau, la soglia massima di contagi sia stata raggiunta e ora inizi l’appiattimento”.

CONTAGI E NATALE – Sui dati di oggi e sulle conseguenze che ne deriveranno “non posso azzardare, non ho la palla di vetro o capacità indovino, ma ci auguriamo che il plateau dei contagi, la soglia massima, sia stato raggiunto e ora inizi l’appiattimento. Attenzione, lo dico subito e con estrema chiarezza: questo non vuol dire che siamo fuori pericolo, ma che le misure stanno iniziando a produrre i loro effetti. Questo mese di novembre sarà dedicato a questo, a contenere la curva dei contagi, ma questo non significa che a dicembre ci sarà una catarsi liberatoria, ci abbracciamo tutti e dedichiamo allo shopping forsennato. Noi dobbiamo sempre continuare a convivere con il virus, ma possiamo evitare misure più restrittive e così dobbiamo continuare”. Quanto al Natale, “considereremo la curva epidemiologica – ha risposto il premier – ma Natale non dobbiamo identificarlo sol con lo scambio di doni, il fare regali che sicuramente da impulso all’economia. Natale è anche un momento di raccoglimento spirituale e con tante persone il raccoglimento spirituale non viene troppo bene”.

COLORE DELLE REGIONI – “La comunicazione del sottoscritto, del ministro Speranza, degli altri ministri e del governo tutto è molto univoca. Oggi ci sarà un aggiornamento dei dati della curva epidemiologica, c’è una cabina di regia all’Iss, oggi ci aspettiamo un aggiornamento sui livelli di rischi delle singole regioni. Questo comporterà che la cabina di regia, condividendo i dati con il Cts, valuterà quali sono le regioni” destinate a un cambio di colore, ovvero a passare dal giallo all’arancione o addirittura al rosso, “il ministro Speranza recepirà le indicazioni, non agirà arbitrariamente: il governo non sa quali regioni cambieranno colore, perché il governo applica un metodo scientifico. Ci siamo assunti tutte le responsabilità di questo metodo, diverso da tutti gli altri Paesi europei”.

MEDICINA TERRITORIALE – “Su eventuali errori o manchevolezze” nel fronteggiare l’emergenza Covid “c’è anche una scarsa incisività su lato della medicina territoriale, ma dobbiamo anche riconoscere che venivamo da scelte diverse, portate avanti negli anni, ed è difficile invertire una tendenza in piena emergenza. Sappiamo che dobbiamo rafforzare la medicina territoriale, con il ministro Speranza ci diciamo che è un errore che non può essere ripetuto e che occorre rilanciarne e rafforzarne il ruolo”. “Un segnale – rivendica il premier – lo stiamo dando. Rinnovando i contratti dei medici di medicina generale e dei pediatri di pubblica scelta abbiamo previsto 30 milioni in più per coinvolgerli nell’emergenza. Stiamo soffrendo, è chiaro, quando c’è un positivo spesso, non essendoci un rapporto col medico di base, si va subito in ospedale e a quel punto si grave sulla struttura ospedaliera con positivi che potrebbero essere trattati a casa dai medici. Ma è una tendenza”, quella di investire poco sulla medicina del territorio, “che è andata avanti per anni, ora è difficile invertire la rotta”.

SCUOLE – “Dobbiamo essere franchi sulla scuola, la ricerca e i dati dicono che non sono focolai di diffusione dei contagi” da Coronavirus. Noi cerchiamo di analizzare i dati, abbiamo un approccio pragmatico. C’è un valore della didattica in presenza“, dove la “relazione interpersonale è fondamentale“, anche per questo “abbiamo dato un segnale nelle zone rosse”, dove il governo ha lasciato andare sui banchi i ragazzi della “prima media, che non si conoscono, i professori non conoscevano nemmeno i loro nomi: mandarli a casa sarebbe stata una grossa perdita. Cerchiamo di mantenere questo presidio. Quel che avviene prima e dopo” il suono della campanella “può costituire dei focolai, ecco perché le regole sono fondamentali, però l’esperienza empirica dimostra che i nostri ragazzi rispettano molto le regole”.

RIFORMA FISCALE – “Il 2021 sarà l’anno della riforma fiscale, qualche spicchio di riforma lo abbiamo realizzato in questo parte di fine anno, ma il 2021 sarà l’anno della riforma fiscale e tributaria e delle politiche attive sul lavoro, che dobbiamo riorganizzare e realizzare in una prospettiva più concreta. Noi dobbiamo creare nuove opportunità di lavoro, non preservare solo quello che c’è”.

LAVORO – “Lo stop ai licenziamento fino a fine marzo è stato uno sforzo, impegno corale che ci garantisce uno spazio temporale, 4 mesi e mezzo, dunque, una cintura di protezione per chi ha un lavoro. Ci consente di programmare meglio”, tanto più che il “2021 sarà un anno importante per l’Italia intera”, che, tra le altre cose, presiederà il G20. “Sarebbe bello, auspicabile, una revisione, un aggiornamento dello statuto dei lavoratori” ha detto Conte. “Lavoriamo sicuramente alla revisione, ma a Landini dico anche: lavoriamo insieme per uno statuto dell’impresa. Anche l’impresa deve avere la possibilità di avviare in poco tempo con piccola spesa una nuova attività produttiva e commerciale, avere chiarezza e certezza di tempi”. “La riforma degli ammortizzatori sociali va completata, in questa sfida che stiamo affrontando stiamo dolorosamente costando che si tratta di meccanismi antiquati, che vanno revisionati”.

RECOVERY FUND – Sul Recovery Fund “utilizzeremo tutti i soldi a disposizione, i prestiti e i sussidi a fondo perduti” previsti, “intendiamo utilizzare tutte le risorse messe a disposizione dall’Europa per modernizzare il Paese”, dunque “digitalizzare, rendere più efficiente la Pa, investire nella transizione energetica”. Quella del Recovery Fund “è l’occasione, con soldi e finanziamenti per avviare il sistema in questa direzione”. Il premier rimarca anche la necessità di coinvolgere i sindacati. “Lunedì il tavolo sarà per la legge di bilancio, ma poiché stiamo affinando il piano, ci sarà tavolo, doveroso, con le parti sociali anche sul Recovery”. “Confermo che lunedì vedrò i sindacati, la manovra è in dirittura d’arrivo al Parlamento, quindi comincia il confronto serrati con le parti sociali a partire dal sindacato”. Quanto alla strategia da attuare, “per modernizzare il Paese bisogna avere grandi progetti – dice il premier – la distribuzione a pioggia assolutamente no. Noi dobbiamo creare nuove opportunità di lavoro, non preservare solo quello che c’è”.

L’ECONOMIA DEL PAESE – “La scorsa settimana c’è stata questa riunione di maggioranza. Tra i temi toccati con i leader delle varie forze -ci siamo dati anche una tabella di marcia, è necessario rivedere i punti programmatici che ci siamo dati e definire delle priorità- io ho detto, e devo dire la mia riflessione è stata condivisa, che occorre una riflessione delle forze di maggioranza e quindi del governo sul ruolo dello Stato nel suo intervento nell’economia del Paese”. “E’ anche un problema di paradigma culturale – ha osservato – Qui si è passati dal liberismo spinto degli ultimi anni rispetto a modelli più o meno dirigistici o più o meno contaminati che si sono affermati nei fatti. E’ giusto affrontare pubblicamente il dibattito, con il contributo delle forze sociali, è giusto che su questo ci si confronti con il Parlamento – conclude -. Dobbiamo muoverci in una direzione strategica che venga acclarata pubblicamente”.

Adnkronos

ITALIA – Nuove strette anti-covid delle Regioni, scontro sulla Campania

In Emilia Romagna, Veneto e Friuli negozi chiusi la domenica e centri storici ‘off limits’. A Roma vie dello shopping contingentate nel weekend. Attesa la decisione sulla Campania: potrebbe diventare zona rossa. La procura di Napoli indaga sulla morte del paziente al Cardarelli. Di Maio: “L’esercito al Sud per aiutare la sanità allo stremo”.

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha informato i capi delegazione della maggioranza riguardo la situazione di Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Veneto che stanno decidendo misure più restrittive. Il ministero della Salute, con il via libera di tutto il governo, ha dato l’ok alle regioni orientate ad una nuova stretta.

EMILIA ROMAGNA
Per l’Emilia Romagna il presidente della Regione afferma: “Abbiamo davanti un obiettivo che deve essere di tutti: frenare il contagio e invertire la curva della pandemia.  E possiamo centrarlo rispettando le regole, con senso di responsabilità e senza panico”.

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Per il governatore, che è anche il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini “servono unità e condivisione recuperando lo spirito comune che aveva caratterizzato la prima fase dell’emergenza sanitaria, per tutelare la salute delle persone, garantire la possibilità per le strutture sanitarie di garantire servizi di assistenza e cura, non penalizzare in maniera indiscriminata il lavoro, le attività economiche e la scuola. Ogni misura presa, a livello nazionale e regionale, è a tutela della collettività, non ci sono pagelle o colori punitivi o premiali – chiude Bonaccini- ma solo lo sforzo del Paese di gestire la crisi ed uscirne definitivamente quando sarà disponibile il vaccino chiesto al Governo”.

FRIULI VENEZIA GIULIA
Il presidente del Fvg, Massimiliano Fedriga, ha presentato in videoconferenza l’ordinanza contro gli assembramenti, concordata con il Veneto e l’Emilia Romana. Tutti chiusi, di domenica, i negozi, salvo quelli commerciali, le farmacie, le edicole. “La situazione è critica” in regione, ha dichiarato Massimiliano Fedriga, e l’ordinanza che entrerà in vigore da sabato “non vuole dare multe, ma offrire regole condivise per evitare il contagio”.

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“L’attenzione nei comportamenti è fondamentale – Aggiunge Fedriga – anche se capisco che non è naturale, e comporta dei sacrifici, portare obbligatoriamente la mascherina o mantenere il distanziamento. Ma questo è necessario per salvaguardare la salute, l’economia ed il lavoro”. “L’ordinanza prevede l’obbligo sempre della mascherina, quando si esce dalla propria abitazione se non sotto i 6 anni, con patologie o se da solo o con conviventi su mezzi privati”.
Anche il Veneto sulla stessa lunghezza d’onda

VENETO 
Il governatore Luca Zaia nel presentare il provvedimento ha spiegato: “In un mondo che rispetta le regole una ordinanza così non serve ma cerchiamo di intercettare gli irriducibili. La vedo come un fallimento sociale perchè è la dimostrazione che a volte il buon senso non c’e’ per tutti”.

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Covid Speranza strette Veneto Friuli Venezia Giulia Emilia Romagna 
© Afp

Luca Zaia

“Senza la collaborazione dei cittadini non ne veniamo fuori”. L’ordinanza, condivisa con i presidenti di Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna, prevede che da venerdì dopo la mezzanotte fino al 3 dicembre su tutto il territorio regionale diventeranno obbligatorie le regole: uso della mascherina al di fuori dell’abitazione ad eccezione dei bambini o di chi fa attivita’ sportiva intensa, consentita l’attività sportiva e motoria nei parchi ma solo in aree periferiche e nel rispetto di almeno due metri di distanza, consentito l’accesso a pubblici esercizi non piu’ di una persona alla volta, vietati i mercati se non in caso di apposito piano che prevede perimetrazione, sorveglianza e varchi di accesso e fortemente raccomandato garantire quando possibile l’accesso agli esercizi commerciali nelle prime due di apertura agli over 65 anni.

LAZIO

La Regione Lazio sta valutando se procedere o meno a una ordinanza per prevenire le possibilità di contagio in luoghi potenzialmente più affollati. In queste ore si starebbe valutando un testo che prevederebbe la chiusura nei giorni festivi e pre-festivi delle grandi strutture, superiori ai 2.500 metri quadri, fatto salvo per i negozi che si occupano di generi alimentari, farmacie, edicole e tabaccai. Al vaglio anche una possibile chiusura dei mercati nei giorni festivi, salvo che per gli esercenti che vendono generi alimentari. Provvedimenti specifici sono già disposti su Roma. Le grandi vie dello shopping  della capitale diventano a numero contingentato, saranno chiuse quando arriveranno al “punto di saturazione”. Le forze dell’ordine controlleranno che non si creino assembramenti e, in caso di chiusure, faranno defluire le persone in eccesso nelle vie laterali. E poi le fermate della Metro A di Spagna e Flaminio, le più centrali, saranno chiuse il sabato e la domenica dalle 10 alle 20. Le decisioni sono state prese dal comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, coordinato dal prefetto di Roma Matteo Piantedosi. Tra le strade commerciali che diventano a numero chiuso via del Corso, le vie del Tridente, via Cola di Rienzo e il lungomare di Ostia. Sono quattro i punti di filtraggio individuati dal comitato nel centro di Roma. I controlli saranno posizionati in piazza del Popolo, piazza di Spagna, Largo Goldoni e Largo Chigi. Da qui, e con il supporto anche via elicottero, personale della polizia locale, della Protezione Civile e delle forze dell’ordine monitorerà la soglia di saturazione delle singole strade.

ALTO ADIGE

È stata firmata in serata dal governatore Arno Kompatscher l’ordinanza con le “ulteriori misure urgenti per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19” e che entrerà in vigore da sabato. In Alto Adige, già ‘zona rossa’ da lunedì scorso, scatterà quindi il nuovo lockdown e durerà fino al 29 novembre. Per una settimana, dal 16 al 22 novembre, le attività scolastiche e didattiche delle scuole di ogni ordine e grado si svolgeranno esclusivamente con modalità a distanza. I figli di persone che lavorano nei servizi essenziali potranno proseguire la didattica in presenza negli asili e nelle scuole elementari.

CAMPANIA

Si sta decidendo in queste ore l’istituzione di zone rosse nelle città della Campania dove si registra un livello alto di contagi e dove è indispensabile una drastica riduzione della mobilità, in coordinamento con le Prefetture competenti e con i Comuni per garantire l’indispensabile impiego delle forze dell’ordine per il controllo sui territori. E’ quanto annuncia, in una nota, l’Unità di crisi della Regione Campania, spiegando che la valutazione “è già cominciata nella seduta dell’Unità di crisi regionale di questa sera e proseguirà domani la verifica e valutazione per alcuni Comuni”. Nella riunione con il governo e gli altri enti locali sui Covid hotel, il presidente della Regione Vincenzo De Luca  ha tenuto a far notare, che nei primi otto mesi dell’anno, i cinque capoluoghi di provincia campani hanno registrato complessivamente una mortalità inferiore rispetto alla media dei cinque anni precedenti. Gli ultimi dati della Campania hanno innervosito il governatore, che, nell’incontro, ha usato il termine “sciacallaggio”. E ha rimarcato il problema della “carenza di personale”. A De Luca ha replicato il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia precisando che non c’è alcuno sciacallaggio contro la Campania e ribadendo la disponibilità del governo verso tutte le Regioni. “La Protezione Civile ha fatto un bando – avrebbe risposto Boccia – ci sono persone che si sono rese disponibili e che De Luca può contattare”.

Di Maio: “Campania in ginocchio, non si governa con le battute”

“La Campania è fuori controllo e la necessità di allargare le zone rosse è evidente. Gli enti locali hanno mostrato poca lealtà. Ma ora basta. Lo Stato deve intervenire” chiede il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in un’intervista a La Stampa sull’emergenza Covid. “Sono giorni che ricevo segnalazioni gravissime, l’ho detto: bisogna intervenire, non si governa con le battute ma ci vuole polso, decisione. E ci vogliono adesso perché dopo sarà troppo tardi. Gli italiani chiedono una politica con le idee chiare”, ha insistito l’ex capo politico di M5s.

La Campania “è in ginocchio, tra l’altro è la mia terra, mi addolora”, ha insistito Di Maio, “servono restrizioni subito, non si doveva arrivare a questo punto, la gente sta morendo, proviamo a pensare alla famiglia di quel paziente e di tanti altri, ai medici sotto stress, se non si interviene qui si rischia di implodere, lo dico da giorni”. “Decidiamo. Punto. Manteniamo il sangue freddo e interveniamo pensando al valore della vita, che è primario, non seguendo il consenso o il sentiment. Questa è una pandemia, non una campagna elettorale”, ha avvertito Di Maio.

AGI – AGENZIA ITALIA