Continua senza soluzione di continuità l’attività della Polizia Locale di Reggio Calabria che negli ultimi giorni ha deferito in stato di libertà 5 soggetti per vari reati. Occupazione abusiva di manufatti, falso, truffa e furto aggravato i reati contestati ad altrettanti cittadini. Un appartamento di proprietà del Comune occupato abusivamente grazie ad un atto rivelatisi falso è stato sgomberato e riconsegnato al settore Patrimonio dell’ente. Sul fronte della lotta all’abusivismo commerciale sono stati sequestrati e donati in beneficenza quasi tre quintali di ortaggi e frutta venduti abusivamente, nonché oltre 1200 pezzi di merce varia. Il totale delle sanzioni comminate ammonta a circa 4000 euro. Sequestrato altresì un carico di pesce ( circa 38 kg) posto in vendita abusivamente e fuori dalla catena del freddo. Per il commerciante recidivo, è scattata la denuncia per vendita di merce non idonea al consumo umano. Oltre il pescato è stato sottoposto a sequestro giudiziario anche il veicolo utilizzato per la vendita.
CALABRIA – Nuovo accordo De Magistris-Tansi in vista delle elezioni regionali
“Costruttivo, passionale, coinvolgente e visionario l’incontro che oggi ci ha visto coinvolti, in un pomeriggio di sole nel cuore della Calabria. Un incontro che ancora una volta ha confermato la profonda convergenza, di programma e di intenti che rendono la nostra coalizione l’unica vera alternativa per il cambiamento in Calabria. Stiamo costruendo una bella storia con le donne e gli uomini di questa meravigliosa Terra, che vogliono stare dalla parte giusta”
REGGIO – Domani in Piazza Italia alle ore 18 il presidio Palestina Libera
Si terrà domani 19 maggio 2021 alle ore 18.00 in Piazza Italia un presidio di solidarietà a sostegno del popolo palestinese, in seguito ai recenti bombardamenti da parte dell’esercito israeliano, nei quali sono stati coinvolti anziani, donne e bambini.
COVID-19, il bollettino della Regione Calabria
In Calabria ad oggi sono stati sottoposti a test 765.740 soggetti per un totale di tamponi eseguiti pari a 831.812 (allo stesso soggetto possono essere effettuati più test).
Le persone risultate positive al Coronavirus sono 64.811 (+108 rispetto a ieri), quelle negative 700.929.
Sono questi i dati giornalieri relativi all’epidemia da Covid-19 comunicati dal dipartimento Tutela della Salute.
Territorialmente, dall’inizio dell’epidemia, i casi positivi sono così distribuiti:
– Cosenza: CASI ATTIVI 7.082 (85 in reparto AO di Cosenza; 35 in reparto al presidio di Rossano;10 al presidio ospedaliero di Acri; 7 al presidio ospedaliero di Cetraro; 0 all’Ospedale da Campo; 9 in terapia intensiva, 6.931 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 14.592 (14.088 guariti, 504 deceduti).
– Catanzaro: CASI ATTIVI 1.603 (31 in reparto all’AO di Catanzaro; 5 in reparto al presidio di Lamezia Terme; 8 in reparto all’AOU Mater Domini; 8 in terapia intensiva; 1.551 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 7.914 (7.782 guariti, 132 deceduti).
– Crotone: CASI ATTIVI 672 (23 in reparto; 649 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 5.459 (5.371 guariti, 88 deceduti).
– Vibo Valentia: CASI ATTIVI 310 (20 ricoverati, 290 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 4.933 (4.846 guariti, 87 deceduti).
– Reggio Calabria: CASI ATTIVI 1.770 (89 in reparto all’AO di Reggio Calabria; 21 in reparto al P.O di Gioia Tauro; 9 in terapia intensiva; 1.643 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 20.082 (19.773 guariti, 309 deceduti). –
Altra Regione o Stato estero: CASI ATTIVI 51 (51 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 343 (343 guariti).
I casi confermati oggi sono così suddivisi: Cosenza 5, Catanzaro 22, Crotone 21, Vibo Valentia 0, Reggio Calabria 60, Altra Regione o Stato Estero 0.
Nel conteggio sono compresi anche i due pazienti di Bergamo trasferiti a Catanzaro, mentre non sono compresi i numeri del contagio pervenuti dopo la comunicazione dei dati alla Protezione Civile.
REGGIO – Nuccio Pizzimenti (Cittadini per il cambiamento): “Inaugurazione Waterfront con spazzatura annessa.”
Il Presidente dell’associazione “Cittadini per il Cambiamento”, Nuccio Pizzimenti, interviene sulla prossima inaugurazione del Waterfront, con alcune osservazioni; ed afferma: – <<Il Sindaco Falcomatà, pentitosi di aver bloccato, per più di 6 anni, sia la realizzazione del Waterfront, sia del museo del mare, adesso, nella speranza di “raggranellare” voti; e magari pure nel tentativo di recuperare la credibilità perduta vuoi a causa della sua imperterrita catastrofica disamministrazione, vuoi a causa dello scandalo – (del metodo-Biden, adottato dal Piddino Castorina, che ha irrimediabilmente travolto l’immagine dell’attuale Giunta, colpito da una indagine, ancora in corso, per brogli elettorali, con i quali, secondo la Magistratura e le carte da essa acquisite, Castorina sarebbe riuscito pure a fare votare i morti), – adesso il Sindaco Falcomatà, riscopre, per incanto, la bontà del Waterfront, magnificandone addirittura gli aspetti positivi, tanto da aver recuperato tardivamente i fondi Statali ad hoc, destinati alla realizzazione dell’opera, che Falcomatà ci comunica, che sarà inaugurata, in pompa magna, il 22 Maggio prossimo, nel rispetto delle disposizioni anti-COVID!>>.
<<Peccato però, che né noi, né i cittadini Reggini, siamo di memoria corta, perché Falcomatà, aveva, a suo tempo, schifato l’opera, bloccandone la sua realizzazione per 5 anni, non capendone le sue potenzialità! Esattamente, altrimenti la città avrebbe già potuto usufruire dell’opera già 6 anni fa circa! Questa è la verità, che si nasconde dietro l’inaugurazione del Waterfront di Sabato prossimo, – sottolinea Pizzimenti, – verità che ha investito anche il museo del mare, bloccato anch’essoe che ora Falcomatà ha riabilitato a posteriori! Falcomatà, rincara Pizzimenti, ha una “costante” nella sua azione politico-amministrativa: l’essere sempre tardivo! Ma non finisce qua, perché, se da un lato Falcomatà pentitosi tardivamente di aver bloccato il Waterfront, – (tanto da inaugurarlo con un ritardo di più di 5 anni il 22 Maggio prossimo), – dall’altro va detto, che a pochi passi dal Waterfront ancora dopo 2 anni abbondanti di totale inerzia, abbiamo la mancata ristrutturazione del Lido Comunale! Il Lido, osserva Pizzimenti, completamente abbandonato a sé stesso, si sta sgretolando, perché Falcomatà non si decide ancora a restaurarlo come si conviene; e ci rammarica anche il fatto che, esso sia pieno, dentro e fuori di spazzatura, topi, e di materiali vari; e che venga utilizzato, in pratica, come discarica, come dimostrano ampiamente le foto annesse! Basta farsi un “giretto” da quelle parti, per constatare il degrado in cui Falcomatà, – (sempre per essere tardivo), – lascia il Lido Comunale, nonostante le sue promesse – (da marinaio) – mai onorate da molti anni di restaurare la struttura e restituirla alla fruibilità dei Reggini! Questa cosa, dice Pizzimenti, “fa a pugni” con l’inaugurazione del Waterfront, tanto che ci viene da dire: Waterfront con annessa spazzatura ad Ovest lato Lido, pertanto invitiamo Falcomatà a bonificare l’intera area, eliminando tutta la spazzatura, ed accompagnando l’intervento con una opportuna derattizzazione, a tutela della salute pubblica! Queste, – conclude Pizzimenti, – sono le contraddizioni che caratterizzano il Sindaco Falcomatà, che, lo ripetiamo ancora una volta, non ha la stoffa per amministrare una città, ed adesso, tra l’altro, guida pure una Giunta, che, per forza di cose, vuoi o non vuoi, usufruisce di voti dei morti, di cui la Magistratura, carte alle mani, accusa Castorina! Voti “rubati” ai morti ignari, che impongono una sola cosa: le dimissioni di Falcomatà, (prima che venga sospeso per effetto della legge Severino, per il caso Miramare), oltre di tutta la Giunta e dell’intero Consiglio, perché i Reggini non si meritano il metodo-Biden! <<Dunque, Falcomatà dimettiti, perché i Reggini non vogliono una simile Amministrazione senza etica, che arrogantemente occupa impunemente il Comune dopo cotanto scandalo!>>
REGGIO – #AmaReggio su censura manifesti Provita&Famiglia: “Palazzo San Giorgio è diventata proprietà privata”
“I dettagli che emergono dall’esposto al Tar dell’associazione ProVita&Famiglia, in merito alla ormai famosa vicenda dei manifesti #StopAborto oscurati dall’amministrazione comunale, confermano quanto a molti era già chiaro: Palazzo San Giorgio da casa dei reggini è diventata proprietà privata di chi oggi la occupa tra l’altro abusivamente. La gestione dell’attuale amministrazione di centro sinistra, infatti, si caratterizza per l’arroganza istituzionale tanto da pensare di poter occultare la libera espressione di un’associazione, senza nessun passaggio regolamentare ma con una semplice email. Questa gestione molto personalistica e superficiale deve preoccupare molto, intanto perché silenzia le voci non gradite e, secondariamente perché nessuno può credere di agire ponendosi sopra le regole istituzionali. Dopo la vicenda Miramare, dopo i murales senza determina, oggi compaiono le mail censorie che attestano il carattere arrogante di chi dovrebbe rappresentare tutta la città garantendo pluralità e partecipazione, e invece si fa portavoce di interessi ideologici. Forse lor signori di sinistra credono così facendo di distrarre l’opinione pubblica dalle evidenti inefficienze amministrative in una città sempre più allo sbando. Tentativo fallito, la democrazia è altra cosa e ultimamente non abita in Palazzo San Giorgio”.
RIACE (RC) – Pm richiede sette anni e undici mesi di reclusione per Mimmo Lucano
Sette anni e undici mesi di reclusione: è questa la richiesta di condanna avanzata dal pm di Locri Michele Permunian a carico dell’ex sindaco di Riace Domenico “Mimmo” Lucano, accusato nel processo “Xenia” di associazione a delinquere, abuso d’ufficio, truffa, concussione, peculato, turbativa d’asta, falsità ideologica e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per presunti illeciti nella gestione del sistema di accoglienza dei migranti nel centro della Locride che era divenuto famoso in tutto il mondo proprio per le politiche sui migranti portate avanti.
Per la compagna di Lucano, Lemlem Tesfahun, il pm ha chiesto 4 anni e 4 mesi. L’accusa ha poi chiesto tre assoluzioni e per gli altri imputati condanne pene da un minimo di 6 mesi a un massimo 7 anni e 11 mesi.
Nella sua requisitoria il pm ha sostenuto tra l’altro che “è stata smentita la tesi difensiva che parlava di processo ‘politico’”.
“La richiesta così alta è l’ennesima dimostrazione che Riace e il modello che avevamo realizzato fanno paura. È stato un ideale politico che vogliono distruggere. Non è un caso che comincia tutto nel 2016 quando l’area progressista apre le porte alla criminalizzazione della solidarietà in Italia e in Europa. Dopo arriva Salvini e completa l’opera. Non è nemmeno un caso che oggi a Riace l’accoglienza ancora resiste e la mission continua senza fondi pubblici e tra mille difficoltà. Questa è la risposta più forte. Oggi è stata la giornata della Procura. Ma l’ultimo capitolo si deve ancora scrivere”. Così Domenico Lucano.
Il ministero dell’Interno, tramite l’avvocatura dello Stato, ha chiesto un risarcimento danni da 10 milioni agli imputati nel processo Xenia tra i quali figura l’ex sindaco di Riace Domenico Lucano. Il legale del ministero, intervenuto dopo la requisitoria del pm, ha chiesto una provvisionale di 2 milioni di euro.
“La richiesta così alta – è stato il commento di Lucano, che oggi non era presente in aula – è l’ennesima dimostrazione che Riace e il modello che avevamo realizzato fanno paura. È stato un ideale politico che vogliono distruggere. Non è un caso che comincia tutto nel 2016 quando l’area progressista apre le porte alla criminalizzazione della solidarietà in Italia e in Europa. Dopo arriva Salvini e completa l’opera. Non è nemmeno un caso che oggi a Riace l’accoglienza ancora resiste e la mission continua senza fondi pubblici e tra mille difficolta. Questa è la risposta più forte. Oggi è stata la giornata della Procura. Ma l’ultimo capitolo si deve ancora scrivere”. Così Domenico Lucano. (ANSA)
CULTURA – Ci lascia, all’età di 76 anni, il Maestro Franco Battiato
Assuefatti dal valore eterno dell’opera, ci convinciamo ingenuamente che anche il corpo mortale del suo autore sia incorruttibile.
Per questo, ritengo che la perdita di un genio abbia un impatto amplificato.
Franco Battiato era un unicum nella magniloquente varietà di cantautori italiani.
Anzitutto, egli era un innovatore: quando ascoltai la prima volta Fetus, all’età di 15 anni, su consiglio di un compagno di liceo, rimasi strabiliato. Una dimestichezza invidiabile delle sonorità psichedeliche abbinate ad una vena progressive che era già un marchio di fabbrica nostrano, sebbene nel contesto della musica rock.
L’artista catanese proseguì una linea coerente segnata da un’indole poliedrica dalla quale guizzavano filosofia, misticismo, politica, poesia e antropologia.
Dalla suggestiva preghiera “L’ombra della luce” – per me il testamento spirituale del Maestro – alle irriverenti rampognate nei confronti della società civile – si pensi a Bandiera Bianca o alla più recente Inneres Auge – fluisce lo spirito in ricerca dell’Uno al di sopra del bene del male (E Ti Vengo a Cercare).
Battiato snocciolava differenti culture, s’intendeva di ascetismo e – al contempo – esercitava la sua attività politica, coerentemente ad una visione monistica di cui si avverte la traccia in tutto il suo compendio, come suggerisce – ad esempio – l’espressione “l’apparente dualità” adottata nella traccia Nomadi.
Questa libertà di spirito trascendeva, ovviamente, il senso comune e la morale quotidiana; insofferente al degrado politico, definì i parlamentari italiani delle “troie disposte a tutto”. L’allora Presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, decise di revocarlo dall’incarico di Assessore al Turismo.
Difficile, per un soggetto influenzato dai protocolli sociali, coniugare la gentilezza di un nobile artista con la sfrontatezza di un simile gesto. Ma è proprio in questa versatilità che si manifesta lo spirito libero, il cui potenziale intellettivo genera spontaneamente un radicalismo senza il quale appassirebbe.
Amore e libertà spogli di compromessi sono stati i tratti distintivi di un prodigio spirituale, qual era Franco Battiato.
PS REGGIO – Traffico internazionale di droga: sequestrati in Albania 400 kg di cocaina, 25 arresti
REGGIO CALABRIA, 18 MAG – Quattrocento chili di cocaina, partiti dal Brasile e passati dall’Italia, sono stati sequestrati a Lipjan in Kosovo. L’operazione, effettuata con il coordinamento della Dea, ha visto impegnati i finanzieri del comando provinciale di Reggio Calabria, la polizia kosovara e quella albanese che hanno inferto un duro colpo a un traffico internazionale di sostanze stupefacenti.
La cocaina era nascosta all’interno di un container imbarcato al porto di Santos, in Brasile, transitato per il porto di Gioia Tauro . La Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Reggio Calabria ha disposto l’esecuzione di una “consegna controllata”, cioè lasciando che il traffico giungesse all’ultima tappa.
Fermate 25 persone, cinque delle quali arrestate.
Prima di arrivare a Durazzo, in Albania, dove il container è stato caricato in camion diretto a Lijan, a Gioia Tauro, le Fiamme Gialle e i funzionari dell’Agenzia delle Dogane, attraverso la scansione radiogena, erano riusciti a scoprire i panetti. A disporre l’esecuzione di una “consegna controllata” è stata la Dda di Reggio Calabria. L’operazione è stata coordinata dal procuratore Giovanni Bombardieri, dall’aggiunto Gaetano Paci e dal sostituto Francesco Ponzetta. Grazie anche a un gps agganciato al container, gli investigatori sono riusciti a ricostruire il percorso. il blitz è scattato nei Balcani ieri sera quando la guardia di finanza, la polizia albanese e quella kosovara, hanno fermato il camion e sequestrato 400 panetti, di un chilo l’uno, di cocaina purissima. La droga era occultata in scatole contenenti ufficialmente della carne di pollo.
Nell’immediatezza dei fatti sono state sottoposte a fermo di polizia 25 persone, tra operai, impiegati ed autisti dell’azienda destinataria, la società “Mc Food” con sede a Kavaja, in Albania, e Lipja, in Kosovo. Sette fermati, inoltre, sono stati arrestati per traffico internazionale di stupefacenti. Tra questi c’è l’autista del camion che ha detto di non essere a conoscenza della presenza di droga. Al dettaglio sulle piazze di spaccio europeo, la cocaina sequestrata avrebbe fruttato al gruppo criminale oltre cento milioni di euro.
Inutilizzabile impianto solare ospedale, 2 mln danno erariale
CETRARO, 18 MAG – Un altro impianto solare che avrebbe dovuto produrre energia ma che, invece, non è mai entrato in funzione è stato individuato, su disposizione della Procura regionale della Corte dei Conti per la Calabria, dagli uomini del Comando provinciale della Guardia di finanza di Catanzaro. L’impianto inutilizzabile, dopo quello scoperto solo poche settimane addietro, realizzato per l’ospedale di Tropea, avrebbe dovuto essere al servizio di un altro nosocomio, quello di Cetraro.
I finanzieri, coordinati dal Procuratore regionale della Corte dei conti calabrese, Maria Rachele Anita Aronica, a seguito di una segnalazione dei finanzieri del Nucleo di Polizia economico-finanziaria sulla base di un’istruttoria condotta dal vice procuratore generale Giovanni Di Pietro, hanno contestato a due dirigenti dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza e al direttore dei lavori, un danno erariale pari a poco meno di due milioni di euro.
Nel 2011, infatti, l’Asp aveva richiesto e ottenuto finanziamenti comunitari tratti dal Por Calabria/Fers 2007-2013 per la realizzazione di un impianto termodinamico a concentrazione solare – Progetto “Prometeo” – che avrebbe dovuto produrre energia termica ed elettrica per il presidio ospedaliero di Cetraro.
Inizialmente, il progetto prevedeva l’installazione dell’opera sul tetto dell’edificio. In fase realizzativa, tuttavia, venne disposta una variante progettuale per posizionarlo su un terreno di circa 3 mila metri quadrati di proprietà dell’Asp e adiacente all’ospedale. Per la realizzazione dell’opera le necessarie autorizzazioni edilizie, paesaggistiche e sismiche previste, non risultano mai essere state richieste. Anche per questo, pertanto, nel 2017, il Gip di Paola aveva disposto il sequestro preventivo dell’impianto e, poco tempo dopo, anche il Comune di Cetraro aveva emesso un’ordinanza di demolizione del manufatto, di fatto abusivo.
All’ordinanza si era opposta l’Asp che aveva presentato ricorso al Tar, poi bocciato. A oggi, l’impianto non è stato demolito e versa in stato di totale abbandono. I destinatari del provvedimento hanno 45 giorni per controdedurre. (ANSA).

