CROTONE – PS indaga e arresta spacciatori di droga

Erano venuti a rifornirsi di droga a Crotone per poi venderla a Rocca Bernarda, questo è quello che è emerso dagli accertamenti effettuati dalla Polizia Stradale di Crotone nel pomeriggio del 09 giugno, a seguito di un controllo effettuato da una pattuglia a due soggetti a bordo della loro automobile.

In particolare, gli agenti, nel corso di un posto di controllo sulla S.S. 106, in località Passovecchio del Comune di Crotone, fermavano un’autovettura con a bordo due individui, i quali subito si mostravano non collaborativi e irrequieti al momento del controllo.

Per tali motivi e grazie al loro intuito investigativo, gli operatori procedevano alla loro perquisizione, rinvenendo addosso ad uno dei due una busta contenente oltre 50 grammi di marijuana. A seguito di ciò, il soggetto che deteneva materialmente la sostanza, andava in escandescenza, seguendo anche una colluttazione con gli operatori, i quali prontamente procedevano dunque ad arrestarlo per il reato di resistenza a pubblico ufficiale.

Con successivi accertamenti, effettuati su disposizione della locale Autorità Giudiziaria presso le abitazioni dei due soggetti, gli uomini della Polizia Stradale rinvenivano anche due bilancini per la pesatura, oltre ad ulteriore sostanza stupefacente.

Concluse le indagini, dunque, gli operatori procedevano ad indagare entrambi i soggetti per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti, oltre ad arrestare uno di essi anche per la condotta di resistenza a pubblico ufficiale.

Tale attività si innesta in un più ampio monitoraggio che la Polizia Stradale di Crotone costantemente effettua lungo le principali arterie della Provincia, anche al fine di verificare lo stato psicofisico dei soggetti che si mettono alla guida, oltre a contrastare, più in generale, la criminalità che circola sulle strade; ne è una dimostrazione, oltre ai fatti sopra descritti, anche il rinvenimento da parte degli operatori di sostanze stupefacenti, detenute per uso personale, a carico di altri due conducenti di veicoli solamente nell’arco dell’ultima settimana.

COVID-19 – Il bollettino della Regione Calabria (+78)

In Calabria, ad oggi, il totale dei tamponi eseguiti sono stati 891656 (+2.138).

Le persone risultate positive al Coronavirus sono 67950 (+78) rispetto a ieri.

Questi sono i dati giornalieri relativi all’epidemia da Covid-19 comunicati dai Dipartimenti di Prevenzione delle AA.SS.PP. della Regione Calabria.

Territorialmente, dall’inizio dell’epidemia, i casi positivi sono così distribuiti:

– Catanzaro: CASI ATTIVI 780 (31 in reparto, 2 in terapia intensiva, 747 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 9311 (9171 guariti, 140 deceduti)

– Cosenza: CASI ATTIVI 6303 (60 in reparto, 5 in terapia intensiva, 6238 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 16380 (15834 guariti, 546 deceduti)

– Crotone: CASI ATTIVI 131 (14 in reparto, 0 in terapia intensiva, 117 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 6350 (6251 guariti, 99 deceduti)

– Reggio Calabria: CASI ATTIVI 805 (56 in reparto, 5 in terapia intensiva, 744 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 22007 (21681 guariti, 326 deceduti)

– Vibo Valentia: CASI ATTIVI 193 (7 in reparto, 0 in terapia intensiva, 186 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 5284 (5193 guariti, 91 deceduti)

L’ ASP di Cosenza comunica che: “Oggi sono stati registrati due decessi a domicilio, avvenuti rispettivamente il 6/04/2021 ed il 27/04/2021”.

Un decesso avvenuto presso l’AOU Mater Domini è stato inserito nell’ASP di provenienza (Vibo Valentia).

CALABRIA – In arrivo con Sda 10mila vaccini

 E’ previsto per domani mattina, venerdì 11 giugno, l’arrivo di altri vaccini “Moderna” (3.200 dosi), “Janssen” (3.200 dosi) e “AstraZeneca” (3.600 dosi) destinati a tutta la Calabria. I furgoni Sda, corriere di Poste Italiane, attrezzati con speciali celle frigorifere, prenderanno in consegna i vaccini a Cosenza e procederanno alla distribuzione sul territorio regionale, raggiungendo le seguenti destinazioni finali: Lamezia Terme, Vibo Valentia, Melito Porto Salvo e Crotone.

La fornitura alle strutture ospedaliere avverrà anche in questo caso in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri e l’Esercito Italiano.

CALABRIA – Coldiretti: I cinghiali in tutta la regione sono una calamità. Gli agricoltori seminano e i selvatici distruggono e raccolgono

Non siamo invasi dagli UFO, ma dai cinghiali si! Gli agricoltori  seminano e coltivano e i cinghiali raccolgono. Dove andremo a finire? Ormai la presenza dei cinghiali è una costante e  la loro proliferazione è incontrollata». E’ lapidario Francesco Cosentini, direttore di Coldiretti Calabria che è costretto di nuovo ad intervenire denunciando e descrivendo quanto sta accadendo nelle campagne calabresi anche sulla scorta di numerose segnalazioni che quotidianamente pervengono da tutto il territorio regionale. “Nonostante una presenza maggiore dei selecontrollori che ripetutamente avevamo chiesto alla Regione, nelle campagne, ma anche nei centri urbani – prosegue Cosentini – le persone devono cedere il passo ai cinghiali. Da tempo – aggiunge – abbiamo chiesto la modifica della L.R. n°9 del 17/5/1996 al fine di ridurre la popolazione del selvatico nelle aree agricole, come d’altronde è stato fatto in altre regioni, ma constatiamo che continua ad esserci un impasse legislativo/amministrativo che non tiene conto che spesso è inutile seminare e che le colture in atto vengono fortemente danneggiate; questo sta accadendo anche nei vigneti e negli impianti di kiwi, dove si registra la perdita di alcune piante, oltre che per le colture estive e estivo/autunnali. Abbiamo potuto constatare che anche le recinzioni che gli agricoltori avevano costruito per difendersi dall’assalto non bastano più! Vengono abbattute dalle orde dei selvatici. Necessariamente occorre la modifica delle norme regionali che risalgono a venticinque anni fa  e che erano state pensate per la tutela e protezione della fauna selvatica, al fine della ricostituzione del patrimonio faunistico e che oggi evidentemente si sono dimostrate non più idonee. Non chiediamo – prosegue – lo sterminio dei cinghiali, ma un giusto equilibrio tra chi da sempre è vissuto nelle aree rurali, che deve avere  la possibilità di continuare a lavorare e produrre cibo. Oggi questo equilibrio è totalmente saltato. Chiediamo che ci venga garantita la possibilità di salvaguardare il lavoro degli agricoltori , soprattutto in questa fase di emergenza sanitaria nella quale la produzione di cibo gioca un ruolo fondamentale.” Oltre ai danni e ai pericoli c’è la beffa degli indennizzi che spettano agli agricoltori che tra l’altro hanno dovuto anticipare le spese a corredo della pratica. La Regione e gli ATC sono state sollecitate più volte alla tempestiva liquidazione dei danni che risalgono anche al 2018. “Non è più rinviabile la risoluzione del problema – conclude il presidente di Coldiretti Calabria Aceto – è assolutamente necessario assicurare la giusta tutela del lavoro di chi si guadagna da vivere in campagna, la sicurezza delle persone e la vivibilità dei luoghi . Se non si prende atto di questa calamità e non si interviene non stupiamoci poi che ci siano sempre più terreni agricoli abbandonati”.

CALABRIA – Protesta contro modifica parametri Coi, Assessore Gallo: «Iniziativa necessaria per la difesa dell’olio italiano di qualità»

La Calabria guida la battaglia contro la modifica dei parametri dell’olio extra di oliva, a difesa delle produzioni di qualità italiane. 

Nel corso dei lavori della Commissione Politiche Agricole della Conferenza Stato-Regioni l’assessore regionale all’agricoltura, Gianluca Gallo, ha presentato il testo di una risoluzione, condivisa dalle altre regioni italiane, da indirizzare al Ministro all’Agricoltura, Stefano Patuanelli, per impegnare il Governo a stoppare l’iniziativa del Consiglio oleico internazionale, in queste settimane impegnato a rivedere i criteri di classificazione degli oli extravergini. «In particolare le Regioni del sud – ha affermato Gallo – devono essere in prima fila per tutelare e diffondere la cultura dell’olio extravergine di oliva e supportare la crescita costante della filiera dell’olio. Per questo siamo assolutamente contrari all’ipotesi di ridurre i parametri di acidità e di altre caratteristiche chimiche dei nostri olio evo, dato che così verrebbero sminuiti e mortificati sia il patrimonio inestimabile di biodiversità rappresentato dalla nostra olivicoltura, sia la qualità e le proprietà organolettiche, benefiche per la salute, dei nostri oli». Punti di vista rappresentati nei giorni scorsi anche dalle organizzazioni di categoria agricole, Confagricoltura in testa, posti ora a base della richiesta da sottoporre all’Esecutivo, in cui tra l’altro si specifica anche come l’eventuale introduzione dei nuovi requisiti causerebbe gravi danni all’intero comparto italiano, produttore di oli evo di alta qualità ma con condizioni di acidità non certo favorevoli a causa del clima, tendente ad una certa umidità, soprattutto nel Meridione. L’umidità, difatti, è causa di patologie fungine tipiche dell’olivo che comportano qualche decimale di acidità in più, senza però alterare le  caratteristiche qualitative degli oli. Situazione diversa, ad esempio, in Spagna e Tunisia, dove il clima favorisce le basse acidità,  ma non certo le caratteristiche organolettiche degli oli ottenuti. «Se si volesse valorizzare la qualità degli oli evo – rimarca Gallo –  bisognerebbe vagliare altri principi, come ad esempio l’acido oleico, che distingue concretamente gli oli di oliva dalla maggior parte degli oli di semi e valorizzare la pratica del panel test, vero elemento identificativo di un olio evo di alta qualità». Al contrario, perseguire l’ipotesi di riduzione dei parametri, sia fisici sia chimici, sottolinea Gallo, significherebbe «punire e penalizzare gli oli evo italiani ed escluderli dalla gamma degli extra vergini oli con caratteristiche organolettiche ottime per privilegiare quelli invece sensorialmente discutibili, così vanificando il lavoro degli ultimi anni, nei quali l’olio evo italiano ha assunto valori economici ben superiori alle medie internazionali, seguendo un percorso che andrebbe sostenuto privilegiando il made in Italy: l’ormai accertata minor qualità degli oli stranieri, che peraltro hanno invaso il nostro mercato, e l’aumento esponenziale di frodi nel settore, dovrebbero indurre a più incisive azioni di tutela non solo della fiducia dei consumatori, ma anche dell’economia e dei livelli occupazionali italiani».

REGGIO – Cyber Security protocollo d’intesa tra la Polizia di Stato ed il G.O.M.

È stato stipulato oggi presso la Questura di Reggio Calabria, alla presenza del Questore della provincia Bruno MEGALE, un protocollo d’intesa per la sicurezza informatica tra la Polizia di Stato ed il Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi-Melacrino-Morelli” di Reggio Calabria.

Il documento è stato sottoscritto dal dirigente Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni della Calabria, Vincenzo Cimino e dal Commissario Straordinario del G.O.M., Ing. Iole FANTOZZI e si inserisce nell’ambito delle attività di prevenzione svolte dalla Polizia di Stato, a protezione dei sistemi informatici e dei collegamenti telematici, specificamente dedicata alle infrastrutture informatizzate di aziende strategiche e di pubbliche amministrazioni, la cui compromissione può causare interruzioni o disfunzioni nell’erogazione di servizi pubblici essenziali.

I dati sensibili detenuti e trattati dalle Aziende Sanitarie, come quelli relativi ai pazienti, alle patologie o alle relative terapie cui sono sottoposti, sono esposti al rischio di possibili attacchi on line, mirati a carpire le informazioni per scopi illeciti di natura economica, ma anche potenzialmente per danneggiare e compromettere i sistemi informatici con finalità terroristiche o meramente dimostrative.

L’accordo odierno segue quelli analoghi, già sottoscritti con altre Aziende Sanitarie in ambito regionale e costituisce una tappa del percorso che vede gradualmente coinvolte varie realtà pubbliche e private, caratterizzate dall’operatività in settori strategici, che va garantita e tutelata per il bene della collettività, con mirate azioni di tutela preventiva e di pronto intervento in caso di emergenza.

Il modello di collaborazione tra la Polizia di Stato ed il G.O.M. è basato su condivisioni e analisi di informazioni necessarie a prevenire e contrastare attacchi o danneggiamenti informatici, segnalazioni di emergenze relative a vulnerabilità dei sistemi e sviluppo di attività di comunicazione per fronteggiare le situazioni di emergenza. E’ essenziale, infatti, porre in essere tutte le iniziative atte a prevenire e contrastare ogni forma di accesso illecito, anche tentato, con finalità di interruzione dei servizi di pubblica utilità o indebita sottrazione di informazioni sensibili, prevedendo la possibilità di un intervento immediato qualora si presentassero criticità.

Il coordinamento di tali attività periferiche è affidato al C.N.A.I.P.I.C., Centro Nazionale Anticrimine Informatico e Protezione Infrastrutture Critiche della Polizia di Stato, istituito a Roma presso il Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, attivo 24 ore su 24, che cura anche l’assistenza e protezione diretta alle più importanti e strategiche infrastrutture informatizzate a livello nazionale e le relazioni internazionali in tale settore.

LAZZARO (RC) – Ancadic: sollecito e rivisitazione interventi di difesa costiera e ricostruzione del litorale

Da oltre vent’anni assistiamo ad interventi periodici di difesa costiera sul litorale di Lazzaro e oltre che non si rivelano idonei per arginare i danni provocati dalle mareggiate, giacché i marosi scuciono i pennelli e disperdono i massi lungo la spiaggia, quindi si è chiamati ad intervenire con ulteriore improprio utilizzo di denaro pubblico.

Il settore 13 Difesa del Suolo Demanio Idrico e Fluviale della Città Metropolitana di Reggio Calabria con le somme disponibili, sicuramente non sufficienti, interviene con ulteriori provvedimenti tamponi che hanno breve durata.

A nostro avviso è necessario visto l’esperienza maturata studiare le cause che hanno determinato il fallimento di questo tipo d’intervento e ricostruire i pennelli con maggiore resistenza all’azione dei marosi e eventualmente con un numero maggiore. La nostra impressione è che in questo caso tutti i progetti falliscono per insufficienza di finanziamento.

Pertanto chiediamo agli Enti territoriali competenti di fare una progettazione più complessiva e consistente, da qui la ovvia richiesta al Governo nazionale, che in atto sta rivedendo con attenzione le carenze idrogeologiche di tutto il Territorio, di erogare i finanziamenti   per i progetti e successivamente per le opere da realizzare.

Il tutto a salvaguardia dell’incolumità pubblica e privata e delle infrastrutture esistenti in grave pericolo di essere distrutte dalle onde d’urto del mare.

Lo scorso 9 giugno abbiamo inviato la succitata segnalazione  al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Transizione Ecologia, al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti;  al Presidente f.f. e all’Assessore alle Infrastrutture, Trasporti urbanistica, lavori pubblici e pari opportunità della Regione Calabria; al Sindaco  della città metropolitana di Reggio Calabria e al  settore 13 – difesa del suolo e demanio idrico e fluviale; alla Capitaneria di Porto di Reggio Calabria al Prefetto della provincia di Reggio Calabria  e al Sindaco  del Comune di Motta San Giovanni.

REGGIO – Dal 14 giugno Centro Prelievi Presidio “Morelli” svolgerà attività solo su prenotazione

La Direzione strategica del Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi Melacrino Morelli” di Reggio Calabria comunica alla gentile utenza che, a partire da lunedì 14 giugno, il Centro Prelievi Unificato del Presidio “Morelli” svolgerà la sua attività solo su prenotazione.

La misura si rende necessaria al fine di garantire la salute di tutti nel rispetto delle norme anti-contagio COVID-19 e per prevenire eventuali assembramenti.

Per accedere al servizio, e quindi ottenere un appuntamento, è possibile chiamare al Numero Verde del G.O.M.: 800 198 629 (da fisso), oppure 0965 1870549 (da mobile).

Si ringrazia per la cortese attenzione.

COSENZA – Rapinatori colti in flagrante, arrestato uno degli autori

Nella tarda mattinata odierna, giungeva al numero unico di emergenza, una richiesta d’intervento per una rapina appena consumata in via Popilia ai danni di un autista cui era stato sottratto il furgone da lavoro da due soggetti a bordo di un fuoristrada di colore bianco. Nella telefonata, l’uomo descriveva il mezzo utilizzato, per cui nell’immediatezza, intervenivano due equipaggi della Squadra Mobile che a poche centinaia di metri individuavano ed intercettavano l’autovettura impiegata per compiere la rapina, bloccando a bordo uno dei due autori identificato per D.G.F, classe 1979 . Veniva appurato che la vittima, mentre era solo a bordo del suo mezzo aziendale, nel percorrere quella via per effettuare delle consegne, veniva dapprima tallonato, successivamente affiancato da una macchina il cui conducente aveva cercato di farlo accostare ma visto che l’uomo non si fermava, tagliava la strada bloccando la corsa del furgonato. Dall’auto dei rapinatori, scendeva il passeggero che lo raggiungeva a bordo del furgone, gli sferrava due violenti pugni in pieno viso, gli strappava dalle mani il cellulare e lo tratteneva per non farlo scendere ma, la vittima, seppur con non poche difficoltà, riusciva a divincolarsi e a scappare per evitare peggiori conseguenze fisiche. A quel punto, il rapinatore si poneva alla guida del mezzo aziendale e unitamente al conducente del fuoristrada bianco, i malviventi si allontanavano. Il rapinato grazie al telefono cellulare fattosi prestare da un cittadino, riusciva ad allertare i soccorsi e, in un brevissimo lasso di tempo, personale di questa Squadra Mobile, prese le prime indicazioni da parte del malcapitato, subito dopo riusciva a rintracciare la vettura oggetto di segnalazione che usciva da un area di parcheggio dove veniva anche rinvenuto il furgone aziendale oggetto della rapina. A bordo della macchina veniva identificato il cosentino D.G.F. che veniva sottoposto a perquisizione e all’interno dell’abitacolo venivano rinvenuti i documenti del furgone nonché l’auto risultava essere la stessa in quanto riportante una scritta sul vetro posteriore che era stata notata dalla vittima al momento dell’aggressione. L’attività investigativa permetteva di recuperare sia il telefono cellulare del valore di circa 1500 euro nonché il mezzo furgonato del valore di 15 mila euro. Per le lesioni patite , il soggetto doveva fare ricorso alle cure mediche presso il locale nosocomio, dal quale poi veniva dimesso con 5 giorni di prognosi. All’esito della compiuta attività di ricostruzione investigativa, le evidenze probatorie venivano condivise con il P.M. di turno presso la Procura della Repubblica di Cosenza che, in linea con le stesse, disponeva che l’arrestato fosse tradotto presso la locale Casa circondariale per ivi rimanere a sua disposizione. Serrate attività sono in corso al fine di stringere il cerchio sul secondo rapinatore.

CROTONE – Studio di adeguamento tecnico funzionale del piano regolatore portuale dello scalo

Ridistribuzione funzionale delle aree portuali e maggiore interazione tra porto e città sono gli elementi posti alla base dello studio di adeguamento tecnico funzionale del piano regolatore portuale dello scalo di Crotone.

Per presentare gli adeguamenti previsti, il commissario straordinario dell’Autorità portuale di Gioia Tauro, Andrea Agostinelli, ha tenuto una riunione presso la sede della Capitaneria di porto di Crotone, ospitata dal comandante Vittorio Aloi. Si conclude, così, un percorso di sinergia istituzionale, avviato dall’Ente, al fine di migliorare la funzionalità dell’intera infrastruttura, con specifica attenzione al settore cantieristico, peschereccio, alla crocieristica e al diporto, grazie anche al contributo di tutti gli attori istituzionali locali e nazionali.

In un’atmosfera di piena collaborazione, il commissario straordinario Andrea Agostinelli ha illustrato le proposte di adeguamento tecnico funzionale, che non richiedono particolari obblighi normativi rispetto alla stesura del Piano regolatore e alla variante localizzata. L’adeguamento è quindi il primo passo rispetto al master plan, che l’Autorità portuale ha commissionato insieme alla Camera di Commercio.

Nel prevedere un maggiore funzionalità strategica del porto, si punta a definire il completamento del banchinamento dell’intera infrastruttura. E’ quindi previsto un ulteriore banchinamento dell’area dedicata alla cantieristica navale. Stessa operazione è stata pianificata per la “spiaggia delle forche”, che sarà realizzata con tecniche di progettualità ingegneristiche per garantire un maggiore apprezzamento dell’area. Banchinamento, anche, per il Molo Giunti, lato nord. E al fine di consentire una maggiore fruibilità del Porto Vecchio è altresì previsto il suo completamento.

Al centro della nuova programmazione, che andrà a confluire nel successivo Piano regolatore portuale, in sinergia con l’amministrazione comunale, è posto il water front. Sarà funzionale a creare elementi di maggiore connettività e interazione tra il porto e la città, per rendere più attrattiva l’infrastruttura portuale anche attraverso un maggiore consolidamento del legame storico dello scalo con il territorio che lo ospita.

Hanno preso parte all’incontro l’on. Elisabetta Maria Barbuto e l’on. Sergio Torromino, la sen. Margherita Corrado, il sindaco di Crotone Vincenzo Voce, il presidente della Provincia di Crotone Simone Saporito, in rappresentanza della Camera di Commercio crotonese Francesco Lagani e le associazioni portuali e dei pescatori. Presenti, anche, il segretario generale dell’Autorità portuale Pietro Preziosi, la responsabile del settore legale Simona Scarcella, il dirigente delle Aree Periferiche, Giovanni Piccolo, e la dirigente dell’Area Tecnica Carmela De Maria.

La riunione si è conclusa con la richiesta del Commissario Agostinelli, rivolta ai presenti, di presentare eventuali osservazioni scritte, per poi procedere alla stesura finale dell’adeguamento tecnico funzionale del Piano regolatore, che sarà presentato al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

Si mantiene, così, la promessa dell’Ente, guidato dal commissario straordinario Andrea Agostinelli, fatta al cluster marittimo dei porti ionici calabresi interni alla propria circoscrizione. Il prossimo 18 giugno, l’appuntamento è previsto a Corigliano Calabro per presentare il relativo studio di adeguamento tecnico funzionale al piano regolatore.