COSENZA – Arrestato 28enne, aveva ferito gravemente il cugino con un’ arma da fuoco

E’ stato arrestato e posto ai domiciliari l’autore del ferimento di un trentunenne avvenuto la sera del 2 giugno scorso a Cassano allo Ionio, nel Cosentino. L’uomo, cugino ventinovenne della vittima, ha confessato senza svelare i motivi del gesto, è stato fermato dai carabinieri della compagnia di Corigliano Calabro su disposizione del Gip del Tribunale di Castrovillari, Simone Falerno, che ha accolto la richiesta della Procura.

L’accusa è di tentato omicidio, lesioni aggravate, nonché detenzione e porto illegittimo di arma da fuoco.

    Le indagini dei carabinieri della locale Tenenza sono scattate nell’immediatezza dei fatti a seguito di una segnalazioni dei residenti della zona che a sera tardi avevano avvertito dei colpi di arma da fuoco. Sul posto, però, i militari non hanno trovato persone ferite ma solo l’ogiva di un proiettile incastrata all’interno di una porta. Identificati e sentiti alcuni testimoni sono state acquisite successivamente anche alcune riprese della videosorveglianza che hanno fornito immagini utili a risalire alla tipologia di auto utilizzata dal responsabile dell’agguato e a individuare gli indumenti usati dal presunto autore.
A poche ore di distanza dai fatti è stato individuato il trentunenne ferito presentatosi nel pronto soccorso dell’ospedale di Castrovillari con delle ferite di arma da fuoco alla caviglia. In seguito è stata individuata la vettura utilizzata per l’agguato, risultata in uso al cugino della vittima. Da qui è stata disposta una perquisizione domiciliare nell’abitazione dell’uomo dove sono stati trovati e sequestrati gli indumenti utilizzati. Messo alle strette il 29enne, alla presenza del proprio legale, ha confessato senza però svelare il movente che lo ha spinto al ferimento del cugino.

(ANSA)

REGGIO – Percepivano indebitamente buoni spesa Covid-19, denunciate 33 persone

La Guardia di Finanza, grazie ad una serie di indagini particolarmente articolate, ha scovato 33 soggetti residenti nei comuni di Brancaleone, San Luca e Bianco,  che grazie ad una serie di false dichiarazioni, usufruivano indebitamente dei buoni spesa Covid-19, essi infatti percepivano uno stipendio, anche con somme cospicue, oppure percepivano il reddito di cittadinanza.

Al termine delle operazioni le Fiamme Gialle hanno notificato alla Procura della Repubblica 33 soggetti rei di aver dichiarato il falso.

Sono state dunque irrorate delle sanzioni amministrative nei confronti dei 33 soggetti al fine di recuperare la somma sottratta alla pubblica amministrazione.

Nel corso delle varie operazioni la guardia di finanza è riuscita a scovare un totale di 137 persone non aventi diritto al bonus economico, denunciando dunque un’ erogazione illecita di circa 31.545 euro.

 

LAMEZIA TERME – Ucciso e bruciato imprenditore nel 2015, presunto killer già in carcere

Avrebbe ucciso per vendetta dopo essere rimasto vittima di una truffa con l’acquisto di una crociera ‘fantasma’ dall’agenzia della moglie della vittima. Gli uomini della Squadra mobile di Catanzaro e del Commissariato di Lamezia Terme hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Marco Gallo, ritenuto l’autore dell’omicidio e della distruzione del cadavere dell’imprenditore Domenico Maria Gigliotti, ucciso la mattina del 25 gennaio 2015 a Lamezia Terme.

Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Lamezia Terme su richiesta della Procura. Le indagini del pm Santo Melidona della Procura lametina diretta da Salvatore Curcio e che hanno fatto luce sul fatto di sangue, si sono orientate nei confronti di Gallo, già coinvolto nei delitti di Francesco Berlingieri (per il quale Gallo è stato già condannato dalla Corte d’assise di Catanzaro alla pena dell’ergastolo), di Gregorio Mezzatesta e dell’avvocato Francesco Pagliuso.

    Il nome di Gallo, indicato dagli inquirenti come killer spietato, figurava tra le vittime della truffa dei ‘viaggi fantasma’ venduti dall’agenzia Easy Fligth, gestita dalla moglie di Gigliotti. Sarebbe stato proprio l’incasso fraudolento dell’anticipo versato (1.100 euro) per l’acquisto di una crociera, a cui avrebbero dovuto partecipare il presunto killer e la moglie, nonché la mancata restituzione dello stesso a scatenare la violenta reazione dell’indagato che, già nel mese di ottobre 2014, aveva esploso alcuni colpi d’arma da fuoco contro l’abitazione della famiglia Gigliotti.
Fondamentali per stringere il cerchio intorno a Gallo si sono rivelati, nonostante l’utilizzo di un revolver, gli esiti della comparazione balistica, affidata agli esperti della Polizia Scientifica. Da questi esami è emerso che per il danneggiamento dell’abitazione e l’omicidio era stata adoperata la medesima arma.

(ANSA).

Contrabbando di gasolio tra Napoli, Salerno e Reggio Calabria: sequestrati beni per 18 milioni di euro

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, sotto il. coordinamento della Procura della Repubblica partenopea – 3^ Sezione. Criminalità Economica ed Informatica, ha eseguito, tra le province di Napoli, Salerno e Reggio Calabria, un provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, anche per equivalente, di beni del valore di oltre 18 milioni di euro, nei confronti di 4 società e relativi amministratori operanti nel settore del commercio e distribuzione di carburanti.

Sequestrati, in particolare, conti correnti, denaro contante, preziosi e gioielli,  autovetture ed immobili, pari all’I.V.A. evasa sulle fatture false contabilizzate e dichiarate al Fisco, nei confronti dei rappresentati legali di molteplici società, indagati per frode fiscale.

Il meccanismo fraudolento ricostruito dai finanzieri del 1° Nucleo Operativo  Metropolitano di Napoli consisteva nell’importare il prodotto energetico via mare dalla Spagna, da una società di capitali maltese, con basi decisionali a Napoli e Catania, e stoccarlo, in sospensione d’imposta, nei pressi di un. deposito costiero napoletano.

Da qui il carburante veniva ceduto solo cartolarmente, e quindi senz versare accisa ed I.V.A., ad un altro deposito fiscale situato in Calabria e fatto risultare venduto a società “cartiere”, prive di deposito o di qualunque struttura organizzativa, le quali acquistavano solo sulla carta il prodotto in
esenzione di I.V.A. per poi cederlo con l’emissione di fatture false a depositi commerciali campani.

Questi ultimi erano di fatto gli unici utilizzatori del carburante di contrabbando che non si era mai mosso da Napoli.