REGGIO – posta sotto sequestro palestra abusiva sopra il lido comunale

Venerdì, in seguito ad un blitz eseguito dalla polizia, è stata posta sotto sequestro una palestra abusiva situata sopra il lido comunale.

Durante il blitz, partito da segnalazioni di un’associazione che mostrava la situazione di degrado in cui versava la struttura.

Infine, è stata sottoposta sotto sequestro la piattaforma del noto locale “Luna Ribelle”, poiché nel primo periodo post pandemia era stata usata come palestra abusiva all’aperto; infatti i possessori della palestra sono stati trovati sprovvisti della Scia (Segnalazione certificata di inizio attività), ricevendo dunque una sanzione amministrativa ed il sequestro delle attrezzature sportive.

COVID19 – Bollettino regione Calabria (+72 positivi rispetto a ieri)

In Calabria, ad oggi, il totale dei tamponi eseguiti sono stati 897.867 (+1.585).

Le persone risultate positive al Coronavirus sono 68.232 (+72) rispetto a ieri.

Questi sono i dati giornalieri relativi all’epidemia da Covid-19 comunicati dai Dipartimenti di Prevenzione delle AA.SS.PP. della Regione Calabria.

Territorialmente, dall’inizio dell’epidemia, i casi positivi sono così distribuiti:

– Catanzaro: CASI ATTIVI 803 (26 in reparto, 2 in terapia intensiva, 775 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 9.369 (9.229 guariti, 140 deceduti).

– Cosenza: CASI ATTIVI 6.200 (52 in reparto, 4 in terapia intensiva, 6144 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 16.565 (16.019 guariti, 546 deceduti).

– Crotone: CASI ATTIVI 121 (11 in reparto, 0 in terapia intensiva, 110 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 6.381 (6.282 guariti, 99 deceduti).

– Reggio Calabria: CASI ATTIVI 725 (53 in reparto, 3 in terapia intensiva, 669 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 22.161 (21.829 guariti, 332 deceduti).

– Vibo Valentia: CASI ATTIVI 182 (7 in reparto, 0 in terapia intensiva, 175 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 5.319 (5.228 guariti, 91 deceduti).

L’ ASP di Crotone comunica che tra i dodici soggetti positivi di oggi 2 sono migranti.

REGGIO – Delimitata area di interesse archeologico a Caulonia

Sono appena terminate le operazioni di delimitazione dell’area di interesse archeologico situata a Monasterace (RC), infatti in quest’ area, ormai sommersa dalle acque del mare, era situata l’antica città greca di Kaulon. Kaulon, detta anche Kaulonìa, era una colonia della magna Grecia che è stata scoperta grazie agli scavi intrapresi durante il secolo scorso.

Grazie a vari studi e ricerche si è potuta ricostruire la struttura urbanistica, caratterizzata da un organizzazione uniforme delle strade e degli isolati.

Si sta procedendo con le varie attività di sopralluogo sul sito, in modo da stabilizzare l’area. Inoltre ,dal punto di vista turistico, saranno aperte prossimamente delle prenotazioni via web per poter visitare il sito.

Le varie attività sono state condotte dal funzionario archeologo subacqueo Alessandra Ghelli, insieme al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale-Nucleo Cosenza, il Nucleo Carabinieri subacquei Messina, ed infine con la collaborazione dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Roccella Jonica.

 

REGGIO – Ripepi: Falcomatà non cambia mai, è ormai il padrone del vapore. Calpestati i cittadini di Archi, le loro firme e gli istituti di partecipazione.

Credevamo che dall’apocalisse che ha colpito la nostra città negli ultimi sette anni, si sarebbero potuti salvare almeno gli istituti di partecipazione popolare. Niente, Falcomatà ormai padrone indiscusso del vapore, non risparmia neanche la sincera raccolta firme del comitato di quartiere il Popolo di Archi, depositata regolarmente circa 500 giorni fa al Comune di Reggio Calabria. Sì, 500 giorni di palleggi, scambi alla Roger Federer, ma risposte niente. La città è ormai allo sbando e a farne le spese sono i cittadini e le persone più deboli. Le inadempienze di Falcomatà non solo disattendono gli istituti di partecipazione popolare, ma evidenziano anche la totale assenza della democrazia, il blocco amministrativo e la morte socio-economica della città, che arranca dietro i vuoti proclami di un primo cittadino, il quale continua a non avere la minima idea dei disagi di tutta la cittadinanza. Lo dimostrano i fatti, a partire dalla giusta protesta, che chiama in causa il comitato di quartiere Il Popolo di Archi, il quale si è rivolto alla Commissione Controllo e Garanzia, in quanto la Via Nazionale di Archi, Gallico e Catona vive da almeno un anno e mezzo una situazione insostenibile. La questione è legata alla miriade di multe per divieto di sosta, che i cittadini si sono visti recapitare, da parte della Polizia Municipale, che ha portato i cittadini e i commercianti ad una raccolta firme. Peraltro, il danno economico che il cambio di marcia ha generato nei confronti dei negozianti, rappresenta il carico da novanta, che arriva alla fine di un periodo di grande emergenza e di cui ha sofferto soprattutto l’economia locale. Per evitare di prendere multe infatti, i cittadini ormai evitano persino di sostare sulla strada imputata e così il commercio al dettaglio ne ha risentito pesantemente. Ora i cittadini, che avrebbero diritto ad essere ascoltati, per effetto del Regolamento degli istituti di partecipazione popolare, chiedono che si dia atto alla petizione popolare, fortemente voluta da tutte quelle persone residenti, e tra questi anche disabili e donne in maternità. Eppure Falcomatà, già nel lontano 2016 andava sbandierando l’opportunità creata dalla nuova introduzione degli istituti di partecipazione popolare, strumento mai visto in una città come Reggio Calabria, ma intanto in questi anni non si è visto una sola volta dare pieno ascolto alla voce dei reggini. Soprattutto nei quartieri periferici, la situazione è drammatica a tutti i livelli, ma il sindaco fa orecchie da mercante e continua a comportarsi come se fosse il padrone del vapore, manifestando la totale incompetenza nella gestione del territorio. Le periferie poi sono quelle più penalizzate, perché da sempre lontane dai centri di potere. Ora, il Comitato Archi cerca una via d’uscita dall’impasse in cui è stata gettata la zona di Archi, Gallico e Catona, rivolgendosi, nella persona del dott. Luciano Surace, rappresentante del Comitato, alla Commissione Controllo e Garanzia. Proprio qualche giorno fa, il dott. Surace ha esposto una relazione giuridica in commissione Controllo e Garanzia, per spiegare la vicenda e ricordare al sindaco Falcomatà, che le petizioni popolari sono atti giuridici e come tale vanno rispettati. Diversamente, i cittadini potranno rivolgersi all’autorità giudiziaria e il sindaco Falcomatà si ritroverà sul capo un’altra spada di Damocle, l’ennesima denuncia a suo carico per inottemperanza ai suoi doveri istituzionali. E’ giunto il tempo di mettere fine a questa pagliacciata travestita da amministrazione, che è uno schiaffo in pieno viso alla Città più bella e martoriata del mondo.

Massimo Ripepi

CALABRIA- Stalker condannato dal Tribunale: ossessionava la compagna

Il Tribunale di Castrovillari, in totale accoglimento delle richieste avanzate dal P.M. e dell’Avv. Maria Teresa Zagarese, procuratore speciale della parte offesa, ha condannato un 40enne alla pena di anni 1 di reclusione, senza sospensione condizionale della pena, oltre che al pagamento delle spese processuali nonché al risarcimento dei danni in favore della costituita parte civile da liquidarsi in separato procedimento e alla refusione delle relative spese di costituzione e difesa.

LE ACCUSE All’uomo si contestava il reato previsto e punito dall’art. 612 bis, commi 1 n. 2, del codice penale perché non accettando la conclusione del rapporto sentimentale con la compagna, una 30enne rossanese, avrebbe messo in atto reiterate condotte moleste. Nello specifico, secondo la ricostruzione accusatoria, l’avrebbe contattata con insistenza sull’utenza mobile, con telefonate, messaggi nonché con un audio dal tono minaccioso inviato tramite Whatsapp, pretendendo che venisse ristabilito il rapporto sentimentale. Non solo. L’uomo avrebbe seguito i suoi spostamenti, pedinandola e appostandosi nei luoghi da lei frequentati, anche in orario notturno, ingiuriandola e minacciandola di morte, impugnando un cacciavite, nell’ipotesi in cui l’avesse incontrata in compagnia di un altro uomo. Questo il tenore delle minacce: “Appena ti vedo uscire con mio figlio insieme al tuo nuovo compagno …mi faccio 15 anni di galera”.

Sulla propria pagina Facebook il 40 aveva inoltre condiviso numerosi articoli riguardanti episodi di violenza sulle donne, mentre aveva inviato alla persona offesa un’immagine raffigurante una pistola corredata da frasi minacciose. L’intera situazione aveva causato nella 30enne un perdurante e grave stato di ansia e di paura generandole, altresì, un fondato timore per la propria incolumità e costringendola a cambiare stile di vita.

Per tali gravi condotte l’imputato veniva sottoposto agli arresti domiciliari.

IL PROCESSO Nel corso del processo sono stati sentiti, tra gli altri, alcuni agenti del Commissariato di P.S. di Corigliano Rossano nonché la parte offesa, che ha ripercorso le fasi del proprio rapporto sentimentale con l’imputato incrinatosi a causa della gelosia di quest’ultimo. La donna ha anche riferito dell’atteggiamento altalenante del 40enne nella relazione con lei e con il bambino, alternando momenti di serenità a vere e proprie sfuriate con minacce e aggressioni.

LA SENTENZA All’esito del procedimento, il Tribunale di Castrovillari ha emesso una sentenza di condanna nei confronti dell’imputato. L’Avv. Maria Teresa Zagarese, difensore della parte civile, ha inteso rilasciare la seguente dichiarazione: «È indubbiamente un successo professionale quello raggiunto, ma il dato più importante è che Giustizia è stata fatta poiché episodi di questo genere devono essere sempre denunciati e i responsabili puniti».