COVID-19 – Bollettino regione Calabria (+80 positivi rispetto a ieri)

In Calabria, ad oggi, il totale dei tamponi eseguiti sono stati 896282 (+2.237). Le persone risultate positive al Coronavirus sono 68160 (+80) rispetto a ieri.

Questi sono i dati giornalieri relativi all’epidemia da Covid-19 comunicati dai Dipartimenti di Prevenzione delle AA.SS.PP. della Regione Calabria.

Territorialmente, dall’inizio dell’epidemia, i casi positivi sono così distribuiti:

– Catanzaro: CASI ATTIVI 796 (25 in reparto, 2 in terapia intensiva, 769 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 9369 (9229 guariti, 140 deceduti)

– Cosenza: CASI ATTIVI 6332 (56 in reparto, 4 in terapia intensiva, 6272 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 16416 (15870 guariti, 546 deceduti)

– Crotone: CASI ATTIVI 126 (12 in reparto, 0 in terapia intensiva, 114 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 6364 (6265 guariti, 99 deceduti)

– Reggio Calabria: CASI ATTIVI 742 (50 in reparto, 4 in terapia intensiva, 688 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 22114 (21783 guariti, 331 deceduti)

– Vibo Valentia: CASI ATTIVI 191 (7 in reparto, 0 in terapia intensiva, 184 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 5304 (5213 guariti, 91 deceduti) .

REGGIO – Scarcerati gli imputati del processo sui brogli elettorali, tra esaltazione propagandistica e sdegno popolare

Scarcerati gli imputati del processo sui brogli elettorali. Per Antonino Castorina, è disposto il divieto di dimora presso il territorio comunale.

Il Tar ha bocciato il ricorso avanzato da Nuova Italia Unita, ritenendolo inammissibile, a causa delle tempistiche inadeguate e dalla competenza del settore giuridico, poiché “l’esistenza di indagini penali in corso – pur quando, come nel caso di specie, attengano a condotte rilevante gravità – non vale di per sé a dimostrare l’illegittimità dell’atto amministrativo”.

Sui social network, il Sindaco Falcomatà esterna il proprio gaudio, mediante un’esternazione che suona sciocca, in quanto proferita da un dottore in Giurisprudenza: il primo cittadino, infatti, esordisce con “ELEZIONI REGOLARI”, giocando sull’ambiguità retorica; il Tar, d’altro canto, menziona l’accertamento delle dinamiche irregolari nel processo elettorale. Eppure, egli insiste parlando di “caso chiuso”, nonostante il percorso penale sia ancora attivo, ed assume toni trionfalistici per una vittoria che esiste soltanto nella sua mente. 

L’equiparazione di una sentenza del Tar con la risoluzione di un procedimento penale, evoca un asperrimo sapore di presa in giro da parte di un amministratore totalmente incosciente, dedito – finora – ad impertinenti bassezze, tra omissioni, scaricabarile e quant’altro.

A cosa dobbiamo tanta euforia? Approccio propagandistico, oppure, anticipazione profetica – e sospetta – di un esito favorevole in sede penale?

Atteggiamenti per nulla consoni alla figura di primo cittadino, il quale ritiene, forse, che il potere conferito venga esercitato oltre il limite di una decenza precipitata verso il baratro sulfureo di una commedia stantia, prossima al ribaltamento tragico.

DC

 

 

CALABRIA – Parchi archeologici, rinnovato il protocollo tra Calabria Verde e Mic

È stato rinnovato anche per il 2021 il protocollo per la valorizzazione e manutenzione di 59 parchi e aree archeologiche in Calabria.

«L’intesa – è scritto in una nota dell’assessorato all’Agricoltura – è stata sottoscritta da Salvatore Patamia, direttore del Segretariato regionale per la Calabria del ministero della Cultura, e da Giuseppe Oliva, commissario straordinario di Calabria verde, con l’adesione dei Comuni interessati.

GALLO: «LAVORO DI SQUADRA»

Un’iniziativa, commenta l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, «per la quale la Regione ha ritenuto di dover confermare il proprio sostegno, attraverso l’azienda Calabria verde, nell’ottica di una leale e proficua collaborazione istituzionale con il Mic e il Segretariato generale per la Calabria: un lavoro di squadra a testimoniare la comune volontà di valorizzare l’eredità e la storia del patrimonio archeologico calabrese, per favorire lo sviluppo del settore turistico e culturale e la conseguente crescita economica, offrendo altresì un riscontro concreto alle legittime e condivisibili aspettative di comunità e Comuni coinvolti».

I SITI INTERESSATI

«Attraverso l’iniziativa assunta – prosegue la nota –, sarà consentita una puntuale opera di manutenzione, indispensabile per la fruizione, da parte del pubblico e degli operatori culturali, degli insediamenti interessati. In particolare, nell’elenco dei siti interessati rientrano, tra gli altri, il Parco archeologico e l’antica città di Hipponion, in provincia di Vibo Valentia, con i suoi resti di grandiose mura, e il Parco archeologico di Acherentia, in provincia di Crotone; il circuito grecanico dell’antica sinagoga e l’area archeologica di Bova Marina; il Parco di Kaulon a Monasterace; il Parco archeologico della Villa Romana del Naniglio di Gioiosa Ionica; la Villa Romana di Casignana (uno dei più grandi complessi di mosaici pavimentali di epoca romana del Sud Italia).

«E poi – si sottolinea –, Forte Siacci, che fa parte del sistema di fortificazioni dello Stretto a Campo Calabro e il circuito delle aree archeologiche urbane di Reggio Calabria; il parco archeologico di Scolacium, immerso in un uliveto secolare; la Grangia di Montauro in provincia di Catanzaro. Interessati anche il parco archeologico di Sibari, che è uno dei siti più estesi ed importanti del Mediterraneo di età arcaica e classica, e quello di Punta Cirella insieme ai ruderi di Cirella».

«E ancora – conclude la nota – l’antichissimo ponte di Annibale sul fiume Savuto a Scigliano; il Parco archeologico di Blanda a Tortora e il Parco archeologico Torre del Mordillo, in provincia di Cosenza».

REGGIO – Brogli elettorali, Nuova Italia Unita: “Andremo al Consiglio di Stato”

“Il tribunale amministrativo della città dello stretto  non ha reputato significative le gravi decisioni assunte dalla giustizia ordinaria negli scorsi mesi, che in merito fece anche scattare degli arresti, e la comprovata manipolazione del voto, attraverso quel sistema strutturato che, fin dalla nomina dei presidenti di seggio, ha gravemente inficiato il responso democratico del voto dei reggini.
Il TAR Calabria pur riconoscendo che (nei seggi dove sono scattate le indagini) oltre un centinaio di voti siano risultati la chiaramente falsa espressione della “volontà popolare” di defunti e di anziani allettati (facendo così emergere la punta di un iceberg di un sistema chiaramente molto più ampio di falsi e di frodi) preferisce accogliere le annotazioni delle controparti e intervenire nel metodo e non nel merito: per la giustizia amministrativa reggina non è importante che la notizia di reato (a seguito delle indagini della giustizia ordinaria) sia di parecchie settimane dopo, in ogni caso il ricorso va presentato esclusivamente entro trenta giorni dal voto”.

“Se uno subisce un furto – sottolinea Luigi Catalano, commissario regionale della Calabria di Nuova Italia Unita – a Reggio sembra che sia più importante il metodo con cui presenti la denuncia, più che l’effettività del danno patito. La frode nei confronti della libera espressione del voto democratico è assoluta e acclarata, riconosciuta anche dalla giustizia amministrativa, ma ritenuta secondaria”.

“Per noi invece questo aspetto è assolutamente primario – continua Catalano – e poco importa che nella normativa non sia contemplata questa circostanza. Il Consiglio Comunale è chiaramente illegittimo, inficiato profondamente da un ampio sistema di brogli elettorali”. “Per questa ragione – conclude Catalano – Nuova Italia Unita sta già predisponendo in queste ore il ricorso in Consiglio di Stato, chiedendo al massimo organo nazionale della giustizia amministrativa di consentire ai reggini di tornare ad esprimersi, questa volta senza frodi: l’unica azione possibile per ricostruire il rapporto tra l’Ente e il Cittadino”.

REGGIO – Dissesto idrogeologico, pioggia abbondante provoca frane a Melia di Scilla

La copiosa pioggia di questi ultimi giorni infligge, come un coltello nella piaga, danni ad una città già consumata.

La frazione di Melia di Scilla, ad esempio, ha subito gli effetti del dissesto idrogeologico, come testimonia il video, inviatoci da un lettore, girato in una Via Nocellari malridotta in seguito alle frane.

Inevitabile il sollecito alle autorità, esortate a maggior impegno e competenza.

 

COVID-19, Il bollettino della Regione Calabria

In Calabria, ad oggi, il totale dei tamponi eseguiti sono stati 89.4045 (+2.389).

Le persone risultate positive al Coronavirus sono 68.080 (+130) rispetto a ieri.

Questi sono i dati giornalieri relativi all’epidemia da Covid-19 comunicati dai Dipartimenti di Prevenzione delle AA.SS.PP. della Regione Calabria.

Territorialmente, dall’inizio dell’epidemia, i casi positivi sono così distribuiti:

– Catanzaro: CASI ATTIVI 790 (26 in reparto, 2 in terapia intensiva, 762 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 9.368 (9.228 guariti, 140 deceduti)

– Cosenza: CASI ATTIVI 6.295 (59 in reparto, 4 in terapia intensiva, 6.232 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 16.413 (15.867 guariti, 546 deceduti)

– Crotone: CASI ATTIVI 121 (13 in reparto, 0 in terapia intensiva, 108 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 6.364 (6.265 guariti, 99 deceduti)

– Reggio Calabria: CASI ATTIVI 779 (51 in reparto, 4 in terapia intensiva, 724 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 22.062 (21.733 guariti, 329 deceduti)

– Vibo Valentia: CASI ATTIVI 185 (7 in reparto, 0 in terapia intensiva, 178 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 5.297 (5206 guariti, 91 deceduti).

Alta Velocità in Calabria, U.Di.Con.: “Il versante Jonico totalmente escluso”

“Accogliamo con grande favore ed entusiasmo il progetto relativo all’alta velocità ferroviaria in Calabria, nel contempo però, esprimiamo le nostre perplessità su quanto contenuto nel piano degli investimenti di potenziamento previsti dal Recovery Plan che interessa la nostra regione in merito. L’assenza di interventi mirati a colmare anche le carenze strutturali ed organizzative lungo lo snodo Praia-Tarsi può consentire il reale abbattimento del divario tra nord e sud. È un’idea che la politica ed i vertici di Trenitalia ed RFI devono sposare con decisione e portare avanti con convinzione soprattutto laddove si pensi alla grave carenza di infrastrutture che segna drammaticamente la nostra regione, segnatamente lungo il suo litorale jonico calabrese – scrive in una nota, il Commissario Regionale dell’U.Di.Con. Calabria, Nico Iamundo – sulla lunga costa jonica calabrese, sono diversi i centri turistici che vedono nell’alta velocità una seria opportunità anche per risollevare le sorti della prossima ed imminente stagione estiva, già abbastanza difficile dalla crisi legata al Covid 19. Poche Regioni in Italia possono vantare una presenza di tale varietà nell’offerta di mare e spiagge splendide come la costa jonica. Ma non solo. Una scelta di RFI che penalizzerebbe la fascia jonica calabrese ed acuirebbe il grave disagio che i pendolari calabresi sono costretti a subire dopo i gravi tagli degli anni passati. Non possiamo parlare di uno sviluppo effettivo dell’Alta Velocità pensando che un cittadino cosentino che volesse raggiungere la Capitale con l’Alta Velocità si troverebbe a dover rimanere in stazione per quasi tre ore. Così come un cittadino vibonese che volesse acquistare un biglietto per detta tratta non troverebbe la biglietteria aperta (neanche quella automatica) per espletare tale operazione. In tal senso si ritiene che con gli investimenti di potenziamento previsti dal Recovery Plan debbano colmare anche le carenze strutturali ed organizzative. All’ Assessore regionale alle infrastrutture ed alla mobilità della Calabria, ai Dirigenti di Trenitalia ed RFI, chiediamo da subito di intervenire per non farci sentire cittadini di un’altra Italia. Quello dei collegamenti ferroviari è questione prioritaria, chi preposto dovrà necessariamente ridiscutere il piano degli investimenti da effettuare per nuovi e più moderni mezzi da destinare alla importante rete ferroviaria jonica calabrese. L’U.Di.Con.  – conclude Iamundo – che pone alla base della propria attività un dialogo costruttivo e costante con le Istituzioni nell’interesse comune di tutti i cittadini, manifesta la sua disponibilità ad intervenire a futuri tavoli di lavoro per esporre le istanze dei cittadini calabresi”.

REGGIO – Alloggi popolari, ci saranno nei prossimi giorni le prime assegnazioni?

Dopo l’incontro  del 21 maggio scorso con il sindaco Falcomatà e altri rappresentanti dell’Amministrazione si sperava in  un cambio di rotta per la  politica della casa, ma purtroppo  ancora nessun esito positivo all’orizzonte.

Sono anche  trascorsi i 20 giorni, previsti dall’Assessore R. Albanese, per l’avvio delle prime assegnazioni degli alloggi a favore delle famiglie vincitrici del bando 2005 e di quelle vincitrici  della graduatoria di emergenza abitativa.

Da domani il Sindaco comincerà a firmare  le prime  assegnazioni e, se non domani, quando?  

È auspicabile che l‘Amministrazione  dia questa informazione  alla città e soprattutto alle circa 1000 famiglie vincitrici del bando 2005 e alle 28  vincitrici della graduatoria definitiva per le emergenze abitative.  Gli impegni assunti dal Comune  per il diritto fondamentale all’abitare, non possono ancora essere disattesi.  Ne va della credibilità della Politica e delle Istituzioni.

 Resta anche aperto il nodo Ex Polveriera.L’Associazione Un Mondo di Mondi  ha ampiamente documentato il diritto all’alloggio dei primi quattro nuclei familiari ma l’assessore Rocco Albanese continua a dichiarare, senza fornire alcun dato, che due dei quattro nuclei  non hanno diritto alla  casa. Dove dovrebbero andare dunque le due famiglie escluse per motivi più consoni alla ripicca che al diritto secondo legge?

Il Comune dovrebbe garantire il diritto alla casa nel rispetto delle leggi che tutelano la dignità umana. Negare questo diritto avrebbe delle implicazioni giuridiche, sociali ma anche etiche.

Si attendono novità anche  sulla gestione economico-finanziaria del settore alloggi erp, sul  completamento della norma sui cambi alloggi, sulle verifiche relative al mantenimento dei requisiti degli assegnatari  e sull’acquisto di  nuovi alloggi con il finanziamento degli 11 milioni del Decreto Reggio.

L’Assessore Albanese  in questi giorni ha denunciato sui media  l’illegalità dilagante nel settore alloggi popolari. Una verità che  paradossalmente è in gran parte  un effetto diretto delle azioni che lo stesso Comune  dovrebbe realizzare per legge e non realizza. Nel vuoto fatto di assenza di verifiche e gestione trasparente del patrimonio,  l’Amministrazione comunale coltiva l’illegalità diffusa del settore.  Tra tutte le azione omesse,  quella del controllo sistematico sul mantenimento dei requisiti degli assegnatari è quella che più di tutte  impedirebbe le occupazioni  senza titolo degli alloggi da parte di coloro che non ne hanno bisogno e diritto.Il mancato utilizzo, da parte del Comune, delle entrate del settore alloggi per garantire la manutenzione straordinaria ha reso molti alloggi comunali assegnati inabitabili, costringendo qualche assegnatario perfino ad abbandonare l’alloggio e generando da parte dello stesso Ente comunale  una violazione del contratto di  locazione regolato dalla legge vigente.L’applicazione  incompleta, dopo 25 anni, della norma sui  cambi alloggio che regola un importante istituto,  è un’altra  omissione  con la quale il diritto all’alloggio adeguato viene negato.In ogni caso, le associazioni e i movimenti riuniti nell’Osservatorio sul disagio abitativo rinnovano,  l’invito al Sindaco Falcomatà a modificare insieme la  politica degli alloggi popolari, secondo la prassi dell’ascolto attivo tra le parti.

È un invito pubblico in nome della trasparenza di intenti.

L’Osservatorio  continuerà intanto, insieme alle persone in condizioni di disagio abitativo  a confrontarsi in piazza sul diritto fondamentale all’alloggio. Lo farà con tutti coloro che avranno la volontà di costruire “dal basso” una rivendicazione informata,  consapevole, critica  e costante   

Reggio Calabria, 11 giugno 2021

Osservatorio sul disagio abitativo

Un Mondo Di Mondi

CSOA Angelina Cartella

Reggio Non Tace

Ancadic

Società dei Territorialisti/e Onlus

Collettiva AutonoMia

‘Ndrangheta, chiesta l’estradizione in Italia per il boss Rocco Morabito

Per Rocco Morabito, il narcotrafficante della ‘ndrangheta considerato il secondo latitante più pericoloso dopo Matteo Messina Denaro, l’Italia ha chiesto l’estradizione dal Brasile. Lo ha detto la ministra della Giustizia Marta Cartabia alla Commissione Antimafia.
“La criminalità organizzata è attratta da facili sorgenti di ricchezza. Non possiamo consentire che i fondi del Recovery finiscano nelle mani sbagliate e l’intervento sia inquinato da interessi illeciti”.
“Stavolta il Parlamento non dovrebbe mancare l’occasione di raccogliere l’invito della Corte Costituzionale a rimuovere i profili di incostituzionalità per scrivere nuove norme che tengano in considerazione le peculiarità del fenomeno mafioso e della criminalità organizzata”, ha detto Cartabia parlando dell’ergastolo ostativo. Occorre “evitare che siano assimilati al trattamento” dei detenuti comuni e “si potrebbero prevedere specifiche condizioni e procedure per l’accesso alla liberazione condizionale, più rigorose di quelle applicabili a altri detenuti”.
“Non sono insensibile al dolore dei familiari delle vittime” per la liberazione di Brusca, ma la norma sui collaboratori di giustizia è “da preservare”.
“I poteri di indirizzo e vigilanza dell’Anac non saranno intaccati. E cito parole recentemente sottolineate da Palazzo Chigi”.
Sono 753 i detenuti sottoposti al 41 bis, il regime del carcere duro. Sono quasi tutti uomini, visto che le donne sono solo 13. Sei di loro hanno chiesto di fruire dei permessi premio, “ma nessuno lo ha ottenuto”, solo uno del circuito di alta sicurezza.

CALABRIA – Irto, “Incontrato Letta, mia candidatura superata”

“Pur confermando il mio impegno, ribadisco che nei fatti la mia candidatura e quindi la scelta della comunità democratica calabrese è del tutto superata”. E’ quanto afferma Nicola Irto, vice presidente del Consiglio regionale, già indicato come candidato della coalizione di centrosinistra per la guida della Regione Calabria, in un post pubblicato sulla sua pagina Facebook.”Ho incontrato – prosegue Irto – nei giorni scorsi il segretario del Pd, Enrico Letta.

È stata una discussione vera, forse la più sincera di sempre. Mi è stato spiegato che per fare un accordo politico con il M5S è opportuno individuare un’altra candidatura. Ho ricordato che la mia non è stata un’autocandidatura: avevo dato la mia disponibilità dopo una pressante richiesta da parte di tutto il Pd, ed avevo accettato per la lealtà verso la mia terra. Se siamo arrivati a questo punto non è per una mia indisponibilità alla costruzione di nuove alleanze, ma perché ho posto pubblicamente grandi questioni politiche in ordine allo stato del Pd e ai problemi della mia regione, a cominciare dalla sanità, che rimangono purtroppo tutti attuali ed inevasi.
Questioni imprescindibili per la Calabria che prima o dopo andranno affrontate”. “Tuttavia – prosegue l’esponente del Pd – ho fatto sapere che non mancherà il mio contributo. Ho chiarito che non vado in vacanza ma lavorerò, nei modi che saranno più opportuni, per cambiare il Partito democratico e per mettere al centro dell’interesse nazionale i problemi della Calabria. Noi la Calabria, presto o tardi, la cambieremo davvero”.
Fonti del Nazareno però fanno sapere che “nessuno ha chiesto a Irto di ritirarsi- Per il Nazareno e la segreteria del Pd il candidato del Pd è e rimane Irto come confermato nell’ ultima visita nella Regione del responsabile Enti Locali Francesco Boccia e dal colloquio avuto ieri stesso tra Irto e il segretario Enrico Letta. Tutto questo, spiegano dal Nazareno, non esclude l’opportunità politica e l’utilità della costruzione di una coalizione di centrosinistra forte e di un dialogo positivo e costruttivo con M5s che è andato avanti nelle scorse settimane e che certamente proseguirà. (ANSA).