Intervento di Agostinelli al convegno “Programmare e formare il futuro occupazionale nei trasporti”, organizzato dalla Uil Trasporti Calabria

Al centro della discussione affrontata oggi nel corso del convegno “Programmare e formare il futuro occupazionale nei trasporti”, organizzato dalla Uil Trasporti Calabria, Andrea Agostinelli, presidente dell’Autorità di sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio ha parlato di centralità della sicurezza nei luoghi di lavoro, importanza della formazione e attenzione dell’Ente, da lui presieduto, verso tutti gli scali portuali di propria competenza.

<<Parlare di trasporti e occupazione in Calabria – ha detto Agostinelli – significa iniziare a farlo attraverso Gioia Tauro.  Un porto leader nel transhipment internazionale, che ha ripreso il primato di settore a livello nazionale e rappresenta una realtà importante per la nostra regione. L’economia calabrese può contare su realtà portuali diverse, alle quali rivolgeremo impegno e dotazione finanziaria per garantire lo stesso sviluppo a Crotone, Corigliano Calabro, Vibo Marina e Taureana di Palmi>>.

Da rappresentante legale di un Ente pubblico, Agostinelli ha puntato l’attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. <<Nonostante siamo certi della correttezza dei Terminalisti che operano nei nostri scali – ha spiegato –  abbiamo fatto richiesta al “Servizio prevenzione igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro” (Spisal) di effettuare un controllo ispettivo. Credo sia fondamentale garantire la massima osservanza delle relative disposizioni normative, perché non si può correre ai ripari quando poi si verificano le tragedie>>.

Agostinelli si è, altresì, soffermato sui finanziamenti derivanti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) per evidenziare quanto lo scalo calabrese non abbia bisogno di avere risorse per realizzare opere faraoniche, in quanto è già dotato di una infrastrutturazione d’avanguardia.

<<Il nostro porto riceverà 50 milioni di euro dal Fondo parallelo della portualità, che saranno destinati ai lavori di approfondimento dei fondali fino a 18 metri per l’intero canale. Abbiamo scelto di tutelare e migliorare la peculiarità del nostro scalo, che grazie alla profondità dei fondali è l’unico in Italia capace di ricevere i cosiddetti giganti del mare. All’interno del Pnrr sono previste, invece, misure a sostegno della progettazione di RFI, fondamentale anche allo sviluppo intermodale del porto di Gioia Tauro.

In soli tre anni abbiamo costruito un gateway ferroviario, da cui partono i treni, ma deve essere opportunamente collegato alla rete nazionale affinché possa assicurare un ottimale trasporto dei container dal mare verso il mercato interno >>.

Il presidente dell’Autorità di sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio ha, quindi, chiuso il cerchio del proprio intervento soffermandosi sull’occupazione, che deve essere tutelata e incentivata.

<<Non a caso – ha concluso – ci siamo adoperati al fine di istituite un’agenzia portuale, ex articolo 17 legge 84/94, per assorbire i 104 lavoratori, non più assunti dal Terminalista o licenziati da altre aziende portuali. Appena il Governo ci darà il suo papere positivo, finanzieremo il 49 % del capitale per dare risposte ai lavoratori calabresi>>.

 

CALABRIA – Vigili del Fuoco in protesta al Palazzo di Governo territoriale di Crotone

Dopo i continui Sit-In di protesta dei Vigili del Fuoco aderenti all’Unione Sindacale di Base della Calabria alle U.T.G. territoriali oggi è stato il turno del Palazzo di Governo territoriale di Crotone. Un’altra giornata di lotta e di alta resistenza dove appunto anche alla cittadinanza di Crotone è stata raccontata e documentata l’attuale realtà critica e di altissimo affanno in cui si ritrova il Corpo Nazionale Vigili del Fuoco evidenziando la vastissima carenza di organico che ci ritroviamo come Corpo Nazionale e di conseguenza la nostra macchina del soccorso sta camminando sempre di più a rilento.

Cosa ancora più importante è che sempre ai cittadini crotonesi è stato illustrato con “carte alle mani”, come sono organizzati e lavorano i Corpi dei “pompieri” di tutta Europa, in cui si basano appunto tutti sugli Standard Europei del soccorso tecnico urgente, che prevedono 1 Vigile del Fuoco permanente ogni 1.000 abitanti  – mentre nel nostro paese diversamente da quello europeo:  il rapporto è di 1 Vigile del Fuoco permanente ogni 16.500 abitanti, con 28.000 Vigili del Fuoco permanenti su tutto il territorio nazionale (precisandoVi che di queste 28.000 unità la metà è dislocata tra uffici, Leggi speciali, magazzini, aeroporti, porti, ecc… – quindi quotidianamente nell’operativo per l’ordinario sulle strade ci rimangono le briciole delle unità) – un solo esempio che rispecchia l’intera nazione: in Calabria ad esempio il rapporto è di 1 Vigile del Fuoco ogni 11.211 abitanti. Con questo sistema sempre di più alla deriva “L’Italia in 20 minuti” voluta fortemente dall’amministrazione centrale oggi diventa “L’Italia dai tanti punti interrogativi”, perché le assunzioni vengono fatte ad oggi con il contagocce e di conseguenza la classe politica e quella dirigenziale “mensilmente” usufruisce dei premi produzione per aver risparmiato appunto sul diritto al soccorso del cittadino e su di un servizio essenziale. Abbiamo evidenziato inoltre che anche quest’anno ci saranno i pensionamenti a iosa e soprattutto ricordiamo che; il Corpo Nazionale VV.F. è “debitore” di assunzioni dagli anni passati – questo i grandi Capi della politica e non di Roma non lo deve dimenticare mai.

Ed è per questo che oggi ancora una volta abbiamo rivendicato e consegnato al Prefetto territoriale di Crotone un documento di sollecito (che ha inoltrato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed al Ministero dell’Interno) per l’immissione delle assunzioni dei Precari VV.F. nel Recovery Plan come previsto per le altre stabilizzazioni di tutta la P.A.: «Le assunzioni per il Recovery Plan, necessarie per l’attuazione dei progetti relativi al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), perciò sottolineiamo, inoltre, che la Legge di Bilancio 2021 ha autorizzato nuovi concorsi nella Pubblica Amministrazione per reclutare circa 29.600 entro il 2024. A questa cifra vanno aggiunte poi le “Stabilizzazioni” di personale autorizzate dal provvedimento legislativo, che creeranno posti di lavoro nella Pubblica Amministrazione per oltre 50 mila dipendenti pubblici nel giro di 4 anni. CHIEDIAMO: a questo punto dove andremo a finire, o per meglio dire chi dovrà soccorrere la popolazione se non ci sono unità a disposizione – evidenziandoVi che i precari VV.F. già formati e subito disponibili, sono parcheggiati ancora a casa in attesa di chiamata per la propria stabilizzazione. Per quanto sopra esposto ribadiamo la necessità di Assunzioni tempestive dei VV.F. ancora oggi in attesa». Infine come O.S. del comparto Vigili del Fuoco preannunciamo alla cittadinanza, alla politica e a tutti gli organi competenti, che noi Vigili del Fuoco continueremo a stare in strada al fianco di tutta la cittadinanza documentandola ed informandola come sempre di un suo servizio essenziale che ora risulta essere espletato a singhiozzi e con affanno, se queste assunzioni di tutti i precari VV.F. (facenti parte della procedura speciale di stabilizzazione

REGGIO – L’Istituto per la famiglia contro il Ddl Zan: “Auspichiamo che tutti coloro che si professano cristiani votino a favore dei valori di Gesù Cristo

L’Associazione di volontariato Istituto per la famiglia sez. 289 – Gilberto Perri, afferente al Sistema ACU “Azione Cristiana Umanitaria” fondata dal missionario cristiano Gilberto Perri, nonché iscritta all’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), si esprime nuovamente sul discusso tema del Ddl Zan, in occasione dell’odg che verrà discusso nel prossimo Consiglio comunale, sotto richiesta del Consigliere Massimo RIPEPI, per manifestare il dissenso all’approvazione della proposta di legge Zan.

A questo proposito, l’Associazione di volontariato, che opera da più di 20 anni sul territorio reggino, aiutando le fasce più deboli e svantaggiate della società, mettendo in essere progetti e manifestazioni a tutela di ogni classe, dice di NO ad un disegno di legge che viola la libertà di pensiero, di parola, di opinione, di associazione, di stampa, di educazione, di insegnamento e religiosa e, altresì, esprime il proprio consenso nei confronti del Ddl Ronzulli il quale propone una modifica all’articolo 61 primo comma del codice penale introducendo le aggravanti legate a etnia, credo religioso, nazionalità, sesso, orientamento sessuale e disabilità.

Si ritiene di fondamentale importanza mettere l’accento sul fatto che, il dissenso manifestato nei confronti del Testo unico Zan, non nasce da uno sterile modus operandi o da legami culturali e di tradizioni “medievali”, bensì, è frutto dell’esperienza di volontari che, insieme a tutte le altre associazioni presenti sul territorio italiano, da anni contrastano fattivamente ogni forma di violenza, discriminazione e razzismo, attraverso progetti di inclusione sociale, che sensibilizzano la collettività a creare e vivere in ambienti sani e scevri da fenomeni negativi, seguendo gli insegnamenti cristiani di amore, misericordia ed altruismo che ha lasciato il nostro Signore Gesù Cristo e che pongono per l’appunto l’Italia tra i Paesi più sicuri in materia di omo-transfobia.

Non si può pretendere che una legge sia in grado di estirpare l’odio, la malvagità e l’ignoranza di talune persone che continuano ad offendere le persone a causa del differente orientamento religioso, provenienza, sesso e orientamento sessuale; ma soprattutto non si può pretendere l’introduzione di una legge mal fatta, eccessivamente generica e che potrebbe ledere pericolosamente la libertà di espressione e di educazione: a tal proposito si sottolinea il parere positivo nei confronti del Ddl Ronzulli.

Essendo l’Istituto per la Famiglia sez.289 un’associazione fondata su valori cristiani, chiediamo a tutti i consiglieri e tutte le associazioni, tra cui quelle che hanno partecipato all’Ottava Commissione consiliare (la maggior parte delle quali hanno manifestato dissenso nei confronti del t.u. Zan) e che si reputano religiosi, cattolici e cristiani, di prendere una posizione precisa nei confronti di una legge che calpesta proprio ciò che il Signore Gesù Cristo insegna – vedasi il “Cristo Lgbt” svoltosi durante un Gay Pride a Roma nei giorni precedenti – in modo tale da fornire, ai cittadini di Reggio Calabria, un quadro il più trasparente e reale possibile di chi sono coloro che li rappresentano nelle istituzioni.

CALABRIA – Continuano le visite ispettive del Garante regionale persone detenute Agostino Siviglia

“Continuano le visite ispettive del Garante regionale delle persone detenute o private della libertà personale, Agostino Siviglia, che dopo l’istituto di Crotone ha visitato la Casa di Reclusione di Rossano. Purtroppo, ancora oggi, evidenzia il Garante, continuiamo a fare i conti con il sovraffollamento penitenziario, reso ancor più insopportabile dalle temperature torride di queste settimane. Anche a Rossano come a Crotone, per vero, la popolazione detenuta è in sovrannumero rispetto alla capienza regolamentare: rispettivamente, a Rossano le persone detenute sono 282 a fronte di una capienza regolamentare di 242 ed a Crotone ci sono invece 142 persone detenute a fronte di una capienza regolamentare di 88. Oltre al sovraffollamento, evidenzia Agostino Siviglia, stentano a ripartire le consuete attività trattamentali, sospese durante la fase di maggiore recrudescenza della pandemia, così come ancora non sono ripresi compiutamente i colloqui in presenza con i familiari ed i trasferimenti, peraltro, già disposti dall’Amministrazione Penitenziaria. Al Garante sono state segnalate, soprattutto, problematiche connesse all’assistenza sanitaria in carcere, ovvero ai ritardi delle decisioni in tema di permessi premio o accesso alle misure alternative alla detenzione. In specie, l’istituto penitenziario di Rossano, che si ricorda è l’unica Casa di Reclusione della Calabria, ospita in gran parte persone detenute in regime di alta sicurezza, con pene oramai definitive e di lunga durata, oltre ad ergastolani ostativi ed ordinari; una sezione di terrorismo islamico ed una sezione di media sicurezza. Si tratta, dunque, di una struttura estremamente complessa da gestire che, certamente, sarà oggetto di specifica attenzione da parte del Garante regionale. Nelle prossime settimane, per vero, Siviglia invierà, alla competente commissione consiliare del Consiglio regionale, un’accurata relazione semestrale sull’attività istituzionale svolta, evidenziando i maggiori punti di criticità, ma anche le buone prassi riscontrare, indicando le principali areee di intervento. Nel frattempo, tutte le segnalazioni rappresentate al Garante saranno oggetto di specifico intervento. Certamente, conclude Agostino Siviglia, deve tenersi alta l’attenzione sul sistema penitenziario calabrese, al fine di garantire la più compiuta tutela e salvaguardia delle persone detenute, nell’ottica della loro risocializzazione ed in ossequio alla dignità della persona umana, che la Costituzione repubblicana sancisce e che lo Stato democratico è chiamato a fare rispettare.”

Il Garante

Avv. Agostino Siviglia

REGGIO – ProVita&Famiglia, sostegno e approvazione per la mozione contro il ddl Zan

Apprendiamo dalla stampa che oggi sarà discusso in Consiglio comunale un ordine del giorno relativo al ddl Zan, altrimenti detto sull’omofobia, e sul quale continuiamo a esprimere la nostra totale contrarietà! Le ragioni del rifiuto a questa iniziativa parlamentare, seppur nelle intenzioni presenta condivisi propositi, sono da ricercare nel suo testo redatto che di fatto si presenta come problematico e lesivo delle libertà di espressione e di educazione costituzionalmente sancite. L’ordine del giorno sul ddl Zan arriva presso l’aula “Battaglia” a seguito dei lavori in Commissione dove ampia e maggioritaria è stata la partecipazione di associazioni che hanno espresso contrarietà a questo ddl facendo emergere le tante problematiche e contraddizioni di un testo criticato trasversalmente addirittura sia dalla Chiesa cattolica che dal mondo femminista-progressista. Ci chiediamo se queste voci contrarie e, ripetiamo, maggioritarie saranno prese in considerazione da parte dei consiglieri comunali oppure si preferirà assecondare istanze ideologiche per fidelizzare un elettorato minoritario a fronte di una situazione in città sempre più catastrofica.

Chi certamente si è già dimostrato attento alle istanze di un mondo critico nei confronti del ddl Zan – un mondo che ricordiamo è ampio, composito e trasversale – è sicuramente il consigliere comunale Massimo Ripepi, il quale intende presentare una mozione in cui impegna il Comune di Reggio Calabria a esprimere parere negativo rispetto al ddl Zan. Tale iniziativa, autonoma e indipendente del consigliere Ripepi, ha tutto il nostro sostegno e la nostra approvazione perché arricchisce il dibattito intorno a questa discussa e controversa proposta di legge che di fatto non aiuta a proteggere le persone discriminate per il proprio orientamento sessuale ma introduce e impone nel nostro sistema penale una visione etica-ideologica.

Se qualcuno si sta ancora chiedendo come sia possibile che una legge che si propone di combattere le discriminazioni invece di essere accolta, viene criticata in maniera ampia e trasversale, deve sapere che il testo di questa proposta è assolutamente ambiguo e problematico. Non ci sarebbe alcuna difficoltà nell’accettare una legge che mira a combattere le discriminazioni se così fosse realmente. Ma il ddl Zan, così come è stato scritto, presenta delle criticità che lo rendono irricevibile. L’articolo 1, infatti, invece di determinare il reato, introduce una visione etica e ideologica stabilendo in sede penale cosa siano il “sesso”, il “genere” e soprattutto “l’identità di genere”. Questa modalità è inaccettabile perché tali definizioni sono tutt’altro che condivise nel senso comune, perciò andrebbero inevitabilmente ad urtare e violare la libertà di espressione di ogni cittadino. In merito, facciamo nostre le parole di Antonio Baldassarre, presidente emerito della Corte Costituzionale, il quale ha dichiarato che “Affermare che distinzione tra i sessi non è un dato naturale ma è un fatto culturale, significa esprimere una convinzione che tocca i valori profondi. Nessuno può imporre alla gente dei valori. Ogni persona sceglie i valori morali e religiosi in cui vuol credere: questa è una libertà fondamentale!”. A nulla vale la cosiddetta clausola “salva idee” (che già di per sé rappresenta un allarme) se questa rimanda chiaramente all’arbitrarietà del giudice. Questi, infatti, sarà tenuto a decidere se un pensiero è penalmente sanzionabile non in base a una norma precisa ma secondo la propria personale sensibilità. Queste modalità sono tipiche di ogni regime totalitario, una deriva che il Consiglio comunale deve contribuire a fermare!

“Agorà per una Calabria libera e giusta”. Luigi De Magistris continua il tour elettorale a Reggio

Il candidato alle prossime regionali in Calabria, Luigi De Magistris è intervenuto ieri sera a piazza Camagna, all’evento organizzato dal consigliere comunale di “La Srada”, Saverio Pazzano. Al secondo giorno di visita elettorale a Reggio, l’ex pubblico ministero, attualmente sindaco di Napoli, ha rilevato le pessime condizioni igieniche, così come la mancanza dei servizi essenziali in città, scenari condivisi altrove in regione. Critico, sia sulle forze di centrosinistra che sui cinquestelle, partiti che avrebbero tradito l’elettorato su tutti i punti, De Magistris si propone come principale forza alternativa al centrodestra. Rilevato il fallimento dei cinquestelle, il politico è sicuro di poter offrire al popolo calabrese una seconda chance di cambiamento. Trai punti cardine del programma illustrati, la promozione dei diritti e delle libertà costituzionali, soprattutto in riferimento alle condizioni in cui versano sanità e lavoro, il ripristino della legalità in luogo della corruzione e del malgoverno. Si è ribadita la necessità di reintrodurre le emozioni nelle scelte politiche. De Magistris si ritiene fautore e garante di un requisito prioritario, quella della credibilità, in grado di riscattare la politica e far tornare al voto l’elettorato deluso. Ospiti del confronto con De Magistris, oltre che Saverio Pazzano, anche Michele Conia, referente Mezzogiorno demA e Sindaco di Cinquefrondi, e ad Angela Napoli, già Parlamentare attualmente nel gruppo misto in polemica nei confronti dei propri ex-dirigenti, e nota per le proprie battaglie contro la mafia, in seguito alle quali vive da qualche anno sotto scorta.

Ripepi presenta un O.D.G in consiglio contro il ddl Zan: “Spero che i consiglieri Cristiani e Cattolici votino per Cristo e non per Mammona”

E’ giunto finalmente il momento in cui il Sindaco ed i Consiglieri della nostra Città si potranno determinare sui contenuti del ddlZan. Mi auguro che tutti siano presenti a testa alta ed alcuno si faccia vincere dalla sindrome di Ponzio Pilato. La massima assise comunale, pur non avendo specifica competenza in materia, deve esprimere un voto di coscienza e di indirizzo etico ad un disegno di legge che, a mio avviso, è catastrofico e pericolosissimo per la libertà di espressione. Per tali ragioni, ho scritto, in linea con le indicazioni dei maggiori esperti nazionali del settore, un odg da presentare domani in Consiglio contro il ddlZan, affinchè il Senato della nostra Città dia un segnale chiaro e trasparente su una questione che, potrebbe cambiare le sorti della libertà di pensiero e di azione dei cittadini della nostra nazione. Spero che i miei colleghi cristiani, ultra cattolici e cattolici siano fermamente contrari al voto per un disegno di legge che si oppone a Gesù Cristo ed alla dottrina sociale della Chiesa. Auspico che nella coscienza dei miei colleghi possa vincere Cristo e soccombere Mammona con tutti i suoi interessi personali, politici e partitici; fa ben sperare, per la formulazione del convincimento del voto dei Consiglieri, la quasi plebiscitaria contrapposizione al disegno di legge delle associazioni ascoltate in Commissione Consiliare. Altresì, i moniti di Papa Francesco e dei Vescovi vanno in questa direzione ed io li condivido in pieno.

In qualità di esponente delle istituzioni della Repubblica Italiana, di libero cittadino e di cristiano convinto che le leggi divine, incarnate nella persona di Gesù Cristo, siano una via sociale certa da dover percorrere, chiedo, attraverso questo odg, che il Parlamento e il Governo nazionale facciano un passo indietro, con somma urgenza, sulla proposta di legge recante “misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità”, altrimenti nota come ddlZan. Un grande pericolo, infatti, si sta per abbattere su tutte quelle associazioni, comunità, singoli e gruppi con convincimenti religiosi, opinioni e principi etici, che richiamano la libertà di espressione e le cui considerazioni personali a favore della naturale formazione della famiglia o della visione cristiana della società, rischiano invece di diventare un reato grave. Tutto questo sta passando sotto traccia, senza che né i media né le istituzioni aprano un’ampia discussione sulla questione dando voce a tutte le categorie coinvolte.

Il ddlZan, già approvato dalla Camera dei deputati il 4 novembre 2020, è un testo di legge che raccoglie cinque diverse proposte, tutte di esponenti della sinistra democratica, e che prevede modifiche agli articoli 604-bis e ter del codice penale, in materia di violenza o discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere. Parimenti, verrebbe modificata la legge Mancino(dl 26 – 1993/122), la quale già punisce l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o di nazionalità. Ma questi sono solo alcuni degli effetti di tali misure, perché la legge istituisce un’ulteriore giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, inserendo conseguenti misure per la prevenzione, il contrasto della violenza per motivi legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere, e ancora per il sostegno alle vittime. Non bastava il GayPride dai connotati cristofobici? Insomma, una proposta che non ha lasciato nulla al caso, tranne il fatto di violare apertamente, e senza che nessuno batta ciglio, l’art. 3 della Costituzione che sancisce il principio di eguaglianza e di non disparità di trattamento. Se la legge fosse definitivamente approvata in Senato, tutti quei soggetti (padri e madri in particolare) per i quali il concetto di famiglia è ben chiaro e si fonda sulla naturalità dei ruoli, nel rispetto tuttavia di chi manifesta un altro e legittimo desiderio o orientamento, troverebbero aperte le porte del carcere solo per un’interpretazione estrema del decreto da parte di un giudice particolarmente pregiudizievole. Alla luce di queste nuove misure, che in realtà rappresentano solo un surplus a leggi esistenti da tempo a giusta protezione di alcune categorie più fragili, i cittadini o le associazioni, che abbiano come unico intento quello di esprimere tranquillamente il proprio credo senza fare proseliti di odio né avere un pensiero selettivo, vengono esposti enormemente. Si tratta di una situazione paradossale laddove c’è una legge che tutela nel dettaglio una categoria andandone a differenziare un’altra che, per la sola manifestazione delle proprie idee, viene tacciata di “istigazione” alla violenza. Altro fronte critico è la scuola: la medesima esposizione la subiranno i docenti, perché la legge coinvolge anche e soprattutto l’educazione di bambini e ragazzi. Il ddlZan, infatti, richiama l’obbligo, probabilmente nell’ambito dell’educazione civica, di promuovere manifestazioni e cerimonie chiamando in causa le associazioni LGBT, senza tenere conto che la scuola, proprio perché laica, deve lasciare libertà a tutte le sue componenti e, quindi, anche ai docenti con un forte convincimento religioso o etico, di rifiutarsi rispetto ad una disciplina non oggettiva, ma che richiama motivi strettamente personali. Il ddlZan è un attacco aperto alla libertà di tutti ed una sleale formula camuffata da amplificazione dei diritti civili per mettere in campo una pedagogia nazionale, con l’unico obiettivo di cancellare l’identità personale e comunitaria. Il “genere neutro” diventerebbe un diktat per chiunque, trasformando la semplice esposizione del proprio pensiero in un “fatto” di reato e contravvenendo in tutto al diritto penale, che invece punisce la commissione del fatto e non l’opinione personale.

Balneazione: Arpacal offre supporto ai Comuni costieri calabresi nella comunicazione al pubblico

Mentre prosegue come da calendario, stabilito dal ministero della Salute e dalla Regione Calabria, la campagna 2021 per il monitoraggio delle acque di balneazione, l’Arpacal si attiva per fornire un supporto ulteriore ai comuni costieri calabresi impegnati a garantire la balneabilità delle loro coste di competenza.
Proprio in questi giorni, su impulso del direttore generale dell’Arpacal, dott. Domenico Pappaterra, e del direttore scientifico, dr. Michelangelo Iannone, l’ufficio comunicazione ha offerto ai 108 comuni costieri calabresi un supporto nelle attività di comunicazione, con un poster informativo, per meglio far comprendere quali siano gli aspetti essenziali della campagna di balneazione: modalità di prelievo, tempi di analisi e di risposta, eventuali ordinanze di divieto di balneazione e revoca delle stesse. I comuni che aderiranno potranno affiggere nei luoghi di maggiore frequenza di turisti sulla costa questi manifesti informativi che al tempo stesso, contenendo un QRcode , permetteranno, attraverso lo smartphone, di collegarsi al sito del ministero della Salute per consultare gli ultimi dati della campagna di balneazione del luogo ove essi si trovano.
Come è noto, il ruolo dell’Arpacal nell’ambito di tale campagna di monitoraggio è specificamente individuato nelle fasi di prelievo, analisi, refertazione dei campioni prelevati negli oltre 800 km di costa calabrese nonché, per conto della Regione Calabria, popolamento del data-base regionale che contribuisce alla comunicazione dei dati ufficiali al ministero della Salute. Dati ufficiali che, utili per la campagna di balneazione dell’ annualità successiva, sono comunque consultabili in tempo reale attraverso il sito del ministero all’indirizzo www.portaleacque.salute.gov.it
“Quest’anno la Direzione scientifica, d’intesa con la Direzione generale e l’Assessorato regionale alla Tutela dell’Ambiente  – spiega Iannone – ha voluto condividere con tutti i Comuni costieri della Calabria, un semplice ed efficace prodotto di comunicazione per far comprendere meglio ai bagnanti presenti sulle coste calabresi come si svolge la campagna di balneazione, quali sono le procedure, quali sono i contatti da poter considerare nell’eventualità si volessero acquisire ulteriori informazioniUlteriori perché, a mente della normativa vigente, la cartellonistica è un obbligo che il Comune deve comunque assolvere annualmente ed in autonomia”.
“Da diverse annualità – conclude Iannone – l’Arpacal al fine di migliorare la comunicazione di pubblico servizio alla collettività che si trova sulle coste calabresi, cittadini residenti ma anche turisti forestieri, informa attraverso il sistema dei media la collettività intera, anche sui social-media, degli esiti delle refertazioni analitiche compiute sui punti di balneazione qualora essi siano sfavorevoli. Ciò al fine di garantire un’immediata notizia, nell’attesa che ciascun Comune, per come previsto dalla normativa nazionale vigente, provveda ad emettere il consequenziale divieto temporaneo di balneazione con ordinanza del Sindaco. Allo stesso tempo, nel momento in cui i dati dovessero ritornare nella normalità dei limiti di legge, Arpacal comunica, stessi mezzi, l’esito positivo del ritorno alla balneabilità”.

COSENZA – Appalti e massoneria, 6 misure cautelari

SCALEA, 29 GIU – I carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Cosenza e della Sezione operativa della Compagnia di Scalea hanno eseguito 6 misure cautelari emesse dal Gip di Paola Maria Grazia Elia, su richiesta del procuratore Pierpaolo Bruni, nei confronti di altrettanti indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la Pubblica amministrazione, turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Le misure cautelari sono state eseguite tra la Calabria e la Basilicata.

Le indagini, che hanno riguardato anche soggetti appartenenti ad una loggia massonica, si concentrano su quello che gli investigatori definiscono un vero e proprio “cartello” che mirava ad eludere le norme sulla libera concorrenza e trasparenza degli appalti, al fine di ottenere illegittimamente l’aggiudicazione e dividerne gli importi tra tutti gli associati, compresi quelli non aggiudicatari dell’appalto, secondo percentuali predeterminate. (ANSA).

Pagamenti in agricoltura, Arcea eroga altri 44 milioni di euro

Importante tranche di pagamenti di Domanda unica. Attraverso l’elaborazione del decreto n. 11, relativo all’annualità 2020, l’organismo pagatore regionale Arcea ha erogato 44.329.554,69 euro in favore di 58.330 agricoltori calabresi.

«La Regione – commenta l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo – ce la sta mettendo tutta per offrire un supporto concreto e costante al settore agroalimentare e forestale. Non solo con l’immissione di liquidità, considerato che dal marzo del 2020 sono state erogate risorse pari ad oltre 387 milioni, ma anche con la massima semplificazione delle procedure ed alcune proroghe relative alla chiusura dei progetti finanziati dal Programma di sviluppo rurale. Il nostro obiettivo prioritario è quello di agevolare il più possibile gli imprenditori agricoli, sia con il sostegno economico sia con una burocrazia più snella e rapida e che tenga conto delle pesanti difficoltà e delle penalizzazioni dovute alla pandemia ed alla crisi».

Il ritmo dei pagamenti erogati da Arcea in collaborazione con il dipartimento Agricoltura e risorse agroalimentari non contempla pause o rallentamenti. Il decreto n. 11 di Domanda unica, infatti, è stato liquidato a circa tre settimane dal precedente, attraverso il quale erano state somministrate risorse pari a 7 milioni e mezzo in favore di oltre 3.600 beneficiari. La settimana scorsa, invece, erano stati ripartiti oltre 12 milioni di euro legati a misure del Psr.