REGGIO – L’Avv. Giuseppe Zampaglione, scrive nell’interesse della società “Oliveto Ambiente srl”

Preg.mo Direttore, il sottoscritto, avv. Giuseppe Zampaglione, nell’interesse della società “Oliveto Ambiente srl”, gestrice dell’impianto di depurazione di località “Oliveto” con riferimento all’articolo giornalistico dal titolo “Lazzaro(RC) – Impianto di depurazione dell’Oliveto, “E’ paradossale. Si costruiscono i depuratori per non inquinare e poi lo stesso depuratore produce inquinamento” pubblicato in data 11 agosto c.a. sul quotidiano on-line da Lei diretto, ritiene doveroso segnalare e precisare quanto di seguito.

Le dichiarazioni rese dal signor Vincenzo Crea, alle quali venivano dati ampio risalto e spazio sulla Sua testata giornalistica, riporta dati erronei e accuse infondate che ledono l’immagine della Società “Oliveto Ambiente srl”.

Particolarmente grave l’odiosa accusa, destituita di qualsivoglia fondamento, di avere effettuato la “pulizia delle vasche dei fanghi di depurazione con un intervento a dir poco scellerato atteso che quanto prodotto da detti interventi è stato scaricato tramite la condotta sottomarina del depuratore nello specchio d’acqua antistante la foce del Torrente Oliveto”.

Si precisa che in impianto non sono mai state effettuate operazioni di pulizia con conseguente sversamento di fanghi attraverso il collettore; le attività di pulizia delle sezioni dell’impianto di depurazione non interessano la linea delle acque depurate che sono le uniche a potere avere ingresso nella condotta sottomarina che scarica in mare.

L’articolo prosegue esponendo dati erronei rispetto ai quali è necessario precisare quanto di seguito:

Le risorse pubbliche impiegate per la realizzazione dell’impianto di depurazione Oliveto sito in Loc. Lazzaro del Comune di Motta San Giovanni, per come risulta dagli atti del collaudo tecnico-amministrativo approvato dall’Ente, ammontano a € 2.646.000,00, oltre ad € 698.362,91 di contributo privato, il tutto per complessivi € 3.344.382,91, e non già 7 milioni di euro per come erroneamente pubblicato.

L’erroneità dei dati esposti, di natura oggettiva e compiutamente documentabile, palesa l’inesatta conoscenza degli atti di cui si discute.

Anche alla luce delle superiori precisazioni, si ritiene che le frasi adoperate nella nota e riportata sulla Sua testata siano ingiustamente denigratorie.

La Società ha sempre agito in termini di assoluta trasparenza, segnalando prontamente eventuali anomalie del ciclo depurativo, offrendo un servizio che ha ottenuto le attestazioni di “Eccellenza” dello stato delle acque da parte dell’Arpacal (Allegato B sullo Stato delle acque, in sito istituzionale della Regione Calabria).

Avv. Giuseppe Zampaglione

Psr, bandi di 10 milioni per agriturismi e fattorie didattiche

Pubblicato il bando del Psr Calabria 2014/2020 volto allo sviluppo della multifunzionalità delle aziende agricole. Si tratta dell’avviso relativo all’intervento “06.04.01 “Sostegno ad investimenti nella creazione e nello sviluppo di attività extra-agricole”, valido per l’annualità 2021.

IL BANDO

«Il sostegno – spiega l’assessorato all’Agricoltura – sarà riconosciuto per investimenti localizzati nelle quattro aree rurali classificate come C e D nel territorio della regione Calabria e, solo subordinatamente all’esito positivo del negoziato con la Commissione europea, in area B (aree vocate all’agricoltura) o, limitatamente per fattorie didattiche e sociali, anche in area A (aree antropizzate)».

I BENEFICIARI

La dotazione finanziaria assegnata all’intervento 6.4.1 è pari a 10 milioni di euro, salvo ulteriori risorse aggiuntive. I beneficiari del bando saranno le aziende agricole e ciascun proponente potrà presentare un unico progetto di importo non superiore a 200mila euro, comprensivo delle diverse tipologie di investimento. Il contributo pubblico, invece, potrà avere un ammontare massimo di 100mila euro.

GLI INTERVENTI FINANZIABILI

«Gli interventi finanziabili – si specifica – riguarderanno l’allestimento di spazi attrezzati per lo svolgimento di attività didattiche e/o sociali in azienda (come l’assistenza all’infanzia, assistenza agli anziani e alle persone con disabilità, fattorie didattiche, arredo verde, attrezzature per piazzole campeggio; attrezzatura sportive; attrezzature per l’ippica); la realizzazione di piccoli impianti aziendali di trasformazione e/o di spazi attrezzati per la vendita di prodotti aziendali; la qualificazione dell’offerta turistica; il potenziamento della proposta di ospitalità rurale, con particolare riguardo alla conoscenza sotto il profilo turistico, del mondo agricolo e rurale».

LE DOMANDE

Le domande di sostegno potranno essere presentate esclusivamente attraverso il portale telematico Sian, a decorrere dalla data del 10 settembre 2021, fino al successivo 30 settembre».

«SERVIZI FONDAMENTALI»

«L’iniziativa è finalizzata a favorire lo sviluppo dell’agricoltura sociale e, quindi, delle fattorie sociali e didattiche, della trasformazione e vendita dei prodotti aziendali, del potenziamento dell’offerta turistica. Attraverso questo bando – spiega l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo –, non puntiamo solamente all’aumento della redditività degli imprenditori agricoli, ma anche all’erogazione di servizi di utilità sociale, che rivestono un ruolo fondamentale per la popolazione e ancor più per gli abitanti delle aree rurali e periferiche. Per questo, d’intesa con le associazioni di categoria agricole, abbiamo proposto ai servizi della Commissione europea di ampliare le aree nelle quali poter attuare gli interventi previsti dalla misura in questione, in modo da essere il più inclusivi possibile e dare modo a una più folta platea di imprenditori agricoli di investire nella multifunzionalità delle loro aziende».

COVID-19 – Bollettino regione Calabria (+239 positivi rispetto a ieri)

In Calabria, ad oggi, il totale dei tamponi eseguiti sono stati 1.028.561 (+3.190).

Le persone risultate positive al Coronavirus sono 73.217 (+239) rispetto a ieri.

Questi sono i dati giornalieri relativi all’epidemia da Covid-19 comunicati dai Dipartimenti di Prevenzione delle AA.SS.PP. della Regione Calabria. Territorialmente, dall’inizio dell’epidemia, i casi positivi sono così distribuiti:

– Catanzaro: CASI ATTIVI 271 (14 in reparto, 1 in terapia intensiva, 256 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 10.381 (10.234 guariti, 147 deceduti);

– Cosenza: CASI ATTIVI 10.89 (40 in reparto, 3 in terapia intensiva, 1046 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 23.137 (22.557 guariti, 580 deceduti);

– Crotone: CASI ATTIVI 270 (5 in reparto, 0 in terapia intensiva, 265 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 6741 (6.639 guariti, 102 deceduti);

– Reggio Calabria: CASI ATTIVI 1396 (34 in reparto, 2 in terapia intensiva, 1360 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 23.409 (23.063 guariti, 346 deceduti);

– Vibo Valentia: CASI ATTIVI 179 (3 in reparto, 1 in terapia intensiva, 175 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 5613 (5521 guariti, 92 deceduti).

L’Asp di Catanzaro comunica 31 nuovi soggetti positivi di cui 1 fuori regione.

L’Asp di Crotone comunica 22 nuovi soggetti positivi di cui 1 migrante.

L’Asp di Cosenza comunica: “ 82 positivi; tra i non residenti in Regione si aggiungono 2 nuovi casi a domicilio, 8 casi a domicilio e 2 guariti, precedentemente comunicati tra i residenti”.

L’Asp di Reggio Calabria comunica 87 nuovi soggetti positivi di cui 2 residenti fuori regione.

Riunione operativa incendi, Spirlì: “Massima collaborazione con governo e prociv”

«Questo è il momento del lavoro. Un lavoro che bisogna condividere tutti insieme. Dopo il confronto con il territorio, nel più breve tempo possibile organizzeremo tutto quello che dovrà essere organizzato a tutela di aziende e privati che hanno subito danni per gli incendi. C’è la massima collaborazione con Protezione civile e Governo».

È quanto ha dichiarato oggi il presidente della Regione, Nino Spirlì, in occasione della visita del capo della Protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio, alla Cittadella “Jole Santelli” di Catanzaro.

Nella sala Verde si è svolta una riunione tecnica con i sindaci dei Comuni interessati dagli incendi e tutti i soggetti coinvolti a livello regionale.

Al tavolo, oltre a Spirlì e Curcio, il direttore operativo della Protezione civile nazionale, Luigi D’Angelo, il direttore delle emergenze del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, Marco Ghimenti, il dirigente generale della Protezione civile regionale, Fortunato Varone, il commissario straordinario di Calabria Verde, Giuseppe Oliva, e il dirigente del dipartimento Presidenza – Uoa Forestazione, Salvatore Siviglia.

Presenti anche i dirigenti generali dei dipartimenti Agricoltura e Ambiente, Giacomo Giovinazzo e Gianfranco Comito, il viceprefetto di Catanzaro, Lucia Iannuzzi, e il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo.

Curcio si è poi confrontato, nella sala Oro, con una rappresentanza di volontari provenienti da tutta Italia, ringraziandoli per il grande impegno.

«INTERVENIAMO IN MODO INTELLIGENTE»

«È il momento – ha aggiunto Spirlì – di intervenire in modo intelligente. Il fuoco sta interessando non solo la Calabria, ma molte altre regioni italiane, così come altri Paesi del Mediterraneo. Noi abbiamo chiesto subito lo Stato di mobilitazione al presidente Draghi che, nel giro di sei ore, ha firmato il decreto. Subito dopo, la Giunta ha chiesto lo stato di emergenza al Governo».

«Sulle fiamme che bruciano in Calabria – ha dichiarato ancora il presidente –, non accetterò nessuna speculazione di tipo elettorale. Stamattina ho incontrato tutti i responsabili regionali, che mi hanno confermato che tutto quello che si poteva fare è stato fatto, ottimizzando azioni che, solo fino a poco tempo fa, non erano così efficienti. Allo stesso tempo, è necessaria una vera progettazione per il rimboschimento, perché la Calabria ha bisogno di ricostruire il suo polmone verde».

«Vorrei – ha concluso Spirlì – che si desse fine, in questa fase, alle polemiche e ai processi sommari che appaiono su certa stampa e su certi social. Si facciano subito proposte di legge che aumentino le pene per i piromani: sono convinto che abbiano “pupari”, che ci sia un piromane dei piromani. Non si tratta semplicemente di folli, ma di qualcuno che ha una strategia precisa e cerca di mettere costantemente sotto scacco le istituzioni. Servono indagini e misure importanti».

CURCIO: «SUPPORTO DEL GOVERNO»

«Stamattina – ha detto Curcio – abbiamo prima fatto tappa a Reggio Calabria, in un territorio dove si è maggiormente sostanziata questa ondata di incendi che ha investito la Calabria, e poi ho incontrato, con il presidente Spirlì, molti altri sindaci che stanno vivendo lo stesso dramma. Stiamo verificando come chiudere questa fase operativa. Ci sono ancora incendi in Calabria, anche se sembra che adesso ci sia una moderata flessione. Oggi sono venuto a portare supporto operativo, su mandato della presidenza del Consiglio dei ministri e del presidente Draghi, che è vicino a un territorio duramente colpito e in cui ci sono state vittime».

«Per il momento – ha proseguito Curcio –, in Calabria è stato dichiarato lo stato di mobilitazione nazionale. Questo ha consentito al sistema di mobilitare risorse fuori regione e al corpo nazionale, che già aveva raddoppiato i propri turni, di mobilitare ulteriori risorse. Ha consentito inoltre ai sindaci di lavorare sulle somme urgenze. Dal punto di vista operativo, quella dichiarazione di mobilitazione nazionale ha aiutato il territorio a essere più reattivo nella gestione emergenziale».

«Spero – ha concluso il capo della Prociv – che ci sarà anche un momento di riflessione sulla cura del bosco e sulla sua salvaguardia. È un nostro patrimonio e bisognerà intervenire anche sul piano normativo. Su questo darò il mio contributo tecnico. Finiamo la parte incendi e iniziamo quella relativa alle alluvioni, perché gli eventi estremi oramai ci stanno abituando a questo. Non perdiamo il filo che lega queste cose, perché un bosco bruciato significa maggiore velocità di acqua piovana che scende, e noi dobbiamo essere pronti alle situazioni più difficili».

 

Lavori pubblici, approvato prezziario definitivo 2021

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alle Infrastrutture Domenica Catalfamo, dopo il via libera dell’Osservatorio, ha approvato in via definitiva l’aggiornamento del Prezzario dei Lavori pubblici della Calabria 2021, pubblicato a luglio per osservazioni e contributi

IL PERCORSO DI CONDIVISIONE

«Il Prezzario – spiega l’assessorato – è frutto di un documento ampiamente condiviso. L’Osservatorio, composto da istituzioni, enti e organizzazioni, ha convalidato il documento che era stato pubblicato online affinché potesse arricchirsi di ulteriori contributi derivanti da soggetti terzi. Sono state sottoposte alla Giunta, dunque, nuove integrazioni in un documento completo e articolato.

«PROFILO INNOVATIVO»

«Si tratta – afferma l’assessore Catalfamo – di un risultato importantissimo, che consente alla Regione Calabria di aggiornare un prezzario datato 2016 e di offrire gli strumenti necessari a creare sviluppo nel nostro territorio. Un documento frutto non solo di un lavoro attento e altamente tecnico, portato avanti da tutte le componenti dell’Osservatorio sui prezzi, ma anche dal profilo innovativo della sua condivisione».

«TERMINI REALI E AGGIORNATI»

«La Regione – aggiunge Catalfamo – oggi ha il suo Prezzario, necessario per la stima preventiva, la progettazione e la realizzazione di opere pubbliche. Tale pubblicazione si colloca in un momento storico molto delicato e discende dalla piena consapevolezza che la valutazione di un’opera deve avvenire in termini, reali e aggiornati, di quantità e qualità.

«AL PASSO CON I TEMPI»

L’assessore, inoltre, come già evidenziato in fase di proposta, ribadisce «le peculiarità di questo importante documento che, finalmente, dopo circa cinque anni, si presenta come un Prezziario aggiornato e al passo con i tempi, nonché provvisto delle voci per gli oneri derivanti dall’emergenza Covid, in cui sono stati inseriti anche le voci Cam (Criteri ambientali minimi), che sono i requisiti ambientali definiti per le varie fasi del processo di acquisto, volti a individuare la soluzione progettuale, il prodotto o il servizio migliore sotto il profilo ambientale lungo il ciclo di vita, tenuto conto della disponibilità di mercato».

«GRANDE IMPEGNO»

«Con grande impegno – conclude Catalfamo – è stato portato avanti questo percorso denso di momenti di incontri, riflessioni e di passaggi amministrativi che solo attraverso un forte stimolo dell’amministrazione è stato possibile concludere in tempi relativamente celeri e compatibili con la conclusione dell’attività amministrativa di questa Giunta. Pertanto, rinnovo i miei ringraziamenti ai componenti dell’Osservatorio che hanno permesso il raggiungimento di questo risultato, che deve rappresentare il principale riferimento per le attività sul territorio ed essere valido punto di partenza per gli aggiornamenti che il mercato e lo sviluppo, di volta in volta, richiederanno».

ROSARNO – Sequestrata dai carabinieri discarica abusiva a cielo aperto

Negli ultimi giorni, i carabinieri, a Rosarno nell’ambito di servizi finalizzati alla prevenzione e repressione di delitti in materia di inquinamento ambientale, hanno posto in sequestro preventivo un’intera area, sita in prossimità della S.S. 682, che costituisce una vecchia “bretella” di collegamento stradale ormai in disuso da anni, adibita a discarica abusiva a cielo aperto.

Nella fattispecie, nel corso del controllo di polizia, su strada i militari operanti hanno rinvenuto ingenti quantità di rifiuti speciali pericolosi, fra i quali plastiche per imballaggi, ingombranti di vario genere e persino innumerevoli lastre e tegole in amianto “Eternit”, il cui utilizzo, con ogni probabilità, era destinato in origine, per la copertura di tettoie di abitazioni private o capannoni industriali.

A seguito del sequestro, la custodia dell’intera area interessata dall’accumulo dei rifiuti, la cui libera disponibilità avrebbe continuato a costituire un elevato rischio per la salute dei cittadini, è stata affidata alla locale Amministrazione.

Nell’ambito del medesimo contesto operativo, si inseriscono diverse attività poste in essere negli ultimi mesi, finalizzate a contrastare il rilevante fenomeno di deposito incontrollato o abbandono di rifiuti, reiterato nel tempo.

Solo di recente, infatti, in altro Comune della piana di Gioia Tauro, erano stati sottoposti a sequestro preventivo altri quattro siti, ritenuti delle vere e proprie discariche abusive: una situazione portata all’attenzione dell’Autorità Giudiziaria, per tutti gli approfondimenti ritenuti necessari.

Anche a Rosarno, ricordiamo – per citare un altro caso analogo – unitamente alla Capitaneria di Porto, era stata sequestrata un’altra vasta area nei pressi della foce del fiume “Mesima”, divenuta nel tempo “terra di nessuno” oggetto di continui depositi incontrollati di rifiuti da parte di molti irresponsabili senza scrupoli di coscienza.

Parco dell’ Aspromonte, preservata dagli incendi la Faggeta secolare

“E’ stata consumata la battaglia simbolo contro gli incendi, quella attorno alla Valle Infernale, dove insiste la Faggeta Vetusta, patrimonio Unesco. Nella serata di ieri l’incendio è stato domato e non si registrano danni significativi alla Faggeta, salvaguardata insieme alla quercia millenaria “Demetra” e ad altre due querce antichissime dell’area. Tutto ciò è stato possibile grazie all’ impegno di uomini e strutture dei Carabinieri ambientali del reparto Biodiversità di Reggio Calabria, che sotto il comando del Colonnello Alessandra D’Amico, gestiscono la riserva. Fondamentale l’impiego di uomini e mezzi di Calabria Verde, Vigili del Fuoco, Comune di Samo, supportati dal servizio Antincendio dell’Ente Parco. Questo risultato, inoltre, impedisce che le fiamme si propaghino verso la cima più alta dell’Aspromonte, proteggendo dunque la biodiversità nell’apice del massiccio”.

Lo dichiarano in una nota congiunta il Colonnello Alessandra D’Amico ed il presidente del Parco Nazionale dell’Aspromonte, Leo Autelitano, che aggiunge: “Entro questa sera il fuoco potrebbe essere definitivamente spento a seguito del completamento delle operazioni di bonifica. La salvaguardia della Faggeta Vetusta rappresenta un simbolo di questa lotta contro fuoco e devastazione e deve spingerci a non abbassare la guardia visto che la situazione incendi, in molte aree della nostra montagna, continua a rimanere complicata e precaria”.

REGGIO – I residenti di Condera vittime dell’emergenza idrica bloccano la strada in segno di protesta

Questa mattina alle prime luci dell’alba, i residenti di Condera ed il comitato cittadino  Reggio Respira sono scesi in strada per manifestare il dissenso per quanto riguarda la scadente gestione da parte della giunta comunale, in merito alla questione idrica che da settimane sta mettendo in ginocchio la Città Metropolitana ed i suoi dintorni. La provincia di Reggio Calabria, che in queste ore si trova già ad affrontare un disastro ambientale di enorme entità come quello dell’incendio che sta divorando il Parco Nazionale dell’Aspromonte, si trova anche ad affrontare l’emergenza idrica . ” Da fine giugno l’acqua ha iniziato a scarseggiare e da due settimane la giunta ne ha cessato completamente l’erogazione , creando molti disagi alle famiglie, alle attività ed alle strutture alberghiere, peraltro già pesantemente affossate  portando i turisti a disdire le loro prenotazioni ” conclude il comunicato.  Sono momenti concitati quelli che si stanno vivendo a Condera in queste ore , dove i manifestanti nonostante  il rischio di multe fino ad € 4000,00  annunciano che il blocco stradale durerà ad oltranza , fino a quando l’assessore e la giunta non arriveranno sul posto con la soluzione al problema.

REGGIO – Aeroporto dello Stretto, i suggerimenti del MCA per la lotta agli incendi

“Già in un documento tecnico pubblicato dal MCA di cui siamo coordinatori nell’Aprile 2017, curato da una equipe di tecnici qualificati, si è osservato che esiste un grande potenziale di domanda di mobilità per l’Aeroporto dello Stretto (turistica, per lavoro, studio, cure) assorbendo anche una parte rilevante del traffico dell’aeroporto di Catania, ormai in avanzato stadio di saturazione. Nello stesso documento si affermava che:
“Occorre anche inquadrare la presenza dell’Aeroporto dello Stretto in chiave di protezione civile, per l’assistenza ad un’area che prevede il massimo rischio sismico e le cui reti di soccorso via terra sono limitate alle strade statali ben note ad alla ferrovia, strutture che in caso di forte sisma potrebbero non essere agibili.
Allo stesso modo l’aeroporto sarebbe centrale per le operazioni di Stato (Protezione civile, VVF., etc.). Con un cerchio di raggio di meno di 300 km, centrato sullo Stretto (che corrisponde a 50 minuti di volo di un Canadair), si copre la Sicilia, la Calabria, buona parte del territorio lucano e tutto il Cilento campano”.

Tra le misure suggerite per il rilancio dell’aeroporto nel documento si indicavano tra l’altro:
– il potenziamento dei servizi per l’aviazione generale che passa per le strutture di ricovero (hangar), assistenza (manutenzione), rifornimenti (carburante per aeromobili);
– il potenziamento/creazione di infrastrutture/servizi tecnici per gli aeromobili… Altresì la costruzione di strutture di ricovero /assistenza per differenti taglie di aeromobili permetterebbe lo stazionamento di velivoli executive, di protezione civile, elicotteri, etc. invertendo il trend che ha costretto gli operatori dei Canadair ad abbandonare l’Aeroporto dello Stretto.

Il riferimento al documento è importante in ordine a due ordini di considerazioni allorchè si voglia affrontare seriamente la questione della salvaguardia ambientale e dell’ecosistema rispetto ai devastanti incendi cui si assiste in queste settimane:

1. La migliore difesa contro gli incendi boschivi si attua attraverso misure di prevenzione e di monitoraggio (presidio dei siti, strisce tagliafuoco, cura della vegetazione e del sottobosco, taglio periodico razionale, ecc.). Occorre una presenza diffusa di forestali preparati e opportunamente equipaggiati (con una pseudo-riforma del 2016 il governo Renzi assegnò all’Arma dei Carabinieri lo storico Corpo Forestale, trasformando da un giorno all’altro coattivamente e irresponsabilmente i dipendenti in militari. Occorre attivare politiche per il recupero dei borghi antichi e la valorizzazione agro-forestale delle aree interne. Occorre curare la sentieristica e favorire la presenza di escursionisti e turisti guidati da esperti.
Occorrono strumenti adeguati per individuare focolai di incendio o presenze sospette di piromani (esiste ormai un ventaglio di tecnologie e di sensori specializzati) ed attivare pronti interventi. Occorre vincolare le aree bruciate in modo che esse non siano appetibili agli speculatori. E certamente si potrà fare ricorso ad altre misure sperimentate con successo in passato. Indubbiamente occorre agire da terra, ma in taluni casi un intervento rapido non può essere possibile con mezzi stradali considerata la natura spesso impervia dei luoghi collinari e montani.
La rete di monitoraggio e controllo del territorio richiede pertanto una dotazione di mezzi aerei di diversa fattura: dall’aereo leggero di ricognizione, all’elicottero, al drone teleguidato. Va da sé che infrastrutture aeroportuali e basi eliportuali giocano un ruolo importante, specie se già esistenti; e vanno adeguatamente attrezzate e utilizzate.

2. Se la situazione sfugge di mano e scatta l’emergenza, occorre tuttavia assumere altre misure per arrestare l’evento critico e contenere gli effetti di disastro. Nel caso specifico degli incendi delle foreste occorre una buona dotazione di mezzi terrestri ed aerei, nonchè di personale qualificato e preparato ad affrontare condizioni di rischio. I mezzi d’intervento più veloci e potenti sono senz’altro gli elicotteri dotati di secchio e gli idrovolanti.
A questo proposito si avanzano le seguenti riflessioni:
Il costo di un canadair si aggira sui 40 milioni di euro, circa un quarto di un aereo F-35; la flotta di canadair di Stato è composta da 15 canadair e 15 elicotteri. L’Italia sta acquistando 90 caccia militari F35 per 14 miliardi di euro, ovvero macchine da guerra. Come non rilevare l’assurdità delle scelte di governo?
Con 1 solo miliardo di euro si potrebbero acquistare 25 canadair invece di 6 aerei militari, con 10 miliardi addirittura 250 canadair. Allora perché non agire in questo senso e dotare gli aeroporti strategici di canadair e di piloti di Stato? Il servizio civile sarebbe certamente più redditizio e il costo dei disastri determinati dagli incendi assai più contenuto.
Il Governo si trova in mano oggi una dotazione straordinaria di risorse finanziarie con il PNRR (o Recovery Fund); e il Sud ha diritto di vedere riconosciuta una equa considerazione ai fini del recupero del ritardo di sviluppo determinato da prolungate ingiuste politiche. Prima ancora di parlare di grandi opere che potrebbero contribuire a danneggiare l’ambiente occorre puntare su interventi significativi, mirati, necessari ed efficaci in tempi rapidi (per il PNRR la scadenza è il 2026).
Si potrebbe, fra l’altro, ridare dignità all’Aeroporto dello Stretto, garantendo la continuità territoriale che gli spetta, e dotandolo di una flotta stabile operativa di canadair, aerei da ricognizione, elicotteri, droni, tecnologie di controllo e comunicazione, per finalità di protezione e soccorso civile su un territorio molto ampio fatto di foreste, di ambienti straordinari, di isole come le Eolie, di borghi antichi e città storiche. Un canadair in decollo da Reggio può garantire un raggio d’azione di 100 km in 15-20 minuti, ovvero coprire tutta l’area metropolitana dello Stretto. L’Aeroporto dello Stretto risulta infatti strategico per la sua posizione e di certo non congestionato da movimenti aerei paragonabili per numero e frequenza a quelli di Catania e Lamezia. E’ tempo che le istituzioni di governo locale (Città Metropolitana, Regione, Comuni) si facciano sentire, assumendo una strategia politica lungimirante e di sistema. Più che di messaggi di solidarietà, la comunità ha bisogno di azioni concrete, rapide ed efficaci. Ognuno faccia la sua parte, solo insieme si vince.”

Pasquale Amato, Domenico Gattuso

CALABRIA – L’USB Vigili del Fuoco risponde al capo della Protezione Civile nazionale

Più che al responsabile della protezione civile ci rivolgiamo all’intero governo di questo paese, stamattina  ultimo sopralluogo nella pineta e ci limitiamo ad esprimere i dolorosi commenti della gente comune, ci basta la nostra indignazione quando assistiamo a queste passerelle a “babbo morto”.

Non capiamo la finalità di queste visite sul territorio calabrese, dopo che è andato tutto in fumo, forse si aspettava il dott. Curcio della P.C. per valutare le ferite inferte da delinquenti alla regione? Pensiamo proprio di no i conti dei danni li sappiamo fare da soli!

Forse, e visto che, tutti sono capaci riempirsi la bocca di prevenzione ci sembra logico chiedere a questo governo ed ai loro emissari sul territorio, cosa hanno messo in campo per pervenire il disastro ambientale in Calabria.

Ma torniamo alla situazione catanzarese e cominciamo a capire dove sono le responsabilità e cominciare a cambiare qualche testa invece delle solite chiacchiere!

Il focolaio di partenza è stato individuato dai cittadini ai limiti sud, tra la pineta e le proprietà di janò- qualcuno è andato ad indagare ad effettuare sopralluoghi per capire da dove è partito l’innesco? Oggi con un drone che sorvola il burrone sottostante, noi cittadini siamo capaci di individuare il punto di accensione! E soprattutto visto che, in pineta esiste un presidio di operai forestali sono intervenuti immediatamente?  oppure si è rimasti in attesa della provvidenza? Gli  incendi si spengono sul nascere – Questo perché qualcuno cominci a pagare e non farla franca come al solito.

Responsabilità della regione Calabria ! in materia di incendi boschivi – cosa hanno prevenuto in questi anni? quali strumenti di avvistamento o pulizie sono stati messi in atto ? oppure sono soddisfatti perché hanno racimolato qualche squadra antincendio tanto per alimentare la clientela a fuoco divampato?

Responsabilità di Calabria verde! Quale è la funzione durante tutto l’anno per prevenire incendi disboscamenti, furti di legname ed altro ? si sentono il cuor sereno alla vista della pineta di Siano  o di tutte le altre zone della Calabria ? quale prevenzione! Quale sorveglianza delle aree e quali avvistamenti sono state messe in moto?

Protezione civile! Non sappiamo se nazionale.. regionale.. comunale… ogni frazione oggi ha un sistema di protezione civile che alla “bisogna” – a disastro avvento – lo si investe per dare una parvenza di presenza dello stato o di amministrazioni locali, ma durante l’anno ognuno al proprio lavoro, e soprattutto non fanno capo ad un coordinamento nel cratere dove si è verificata l’emergenza, chi a destra chi a sinistra!

Dirigente dei vigili del fuoco di Catanzaro ! inadeguato nel capire la portata degli interventi che si susseguivano, al punto tale che i rinforzi sono arrivati per volontà nazionale e soprattutto tardivi, con l’aggravante che il personale è stato lasciato sui roghi dell’emergenza per giornate intere senza nemmeno una goccia di acqua, ci auguriamo in una sua promozione fuori regione almeno dividiamo con l’Italia intera le sue qualità!

Prefettura di Catanzaro: quali coordinamenti sono stati messi in campo prima e dopo le prime emergenze ? è stato redatto un piano provinciale dei soggetti che in caso di calamità antincendio partecipassero ad un coordinamento per operare? – oppure anche in questo caso ad inferno scatenato abbiamo attivato “le riunioni” ??

La politica nostrana ?? ad oggi non pervenuta, attendiamo la fine delle ferie e l’inizio della campagna elettorale e ne parleremo!

Per il momento come USB, dopo la collera  facciamo la conta dei danni, ci organizziamo con altri soggetti contro chiunque avrebbe dovuto occuparsi della manutenzione preventiva, contro chiunque non abbiamo mosso un dito o si sia solo affacciato dal balcone ad ammirare le fiamme,  perché gli interventi venissimo effettuati, ed evitare quanto accaduto per salvare quel polmone della pineta di Catanzaro.

Principalmente attenti saremo a come verrà rimboschita, alle speculazioni che verranno fatte su quel territorio a cominciare dalla saccheggio del legname, alla salvaguardie della fauna che preesisteva.

 

Per tornare alle parole del responsabile della protezione civile nazionale dott. Curcio   “”se non ci saranno cambiamenti improvvisi dopo Ferragosto dovremmo avere una situazione migliore””.

Confidiamo nella soccorso divino perché gli uomini scelti dalla politica per amministrare  su questa terra non sanno che vuol dire prevenzione ed emergenza!!