MILANO – frode fiscale e traffico di droga internazionale, stamattina 14 arresti dalla Gdf

Sono in corso da stamane gli arresti di 14 persone, tra cui i fratelli Sebastiano e Giuseppe Pelle, della nota famiglia calabrese e che vivono in Germania, e il sequestro di oltre 13 milioni di euro da parte i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Milano nell’ambito di indagini collegate e coordinate dalla Dda milanese in collaborazione con la Procura Europea (Eppo) e l’autorità giudiziaria dell’Alta Baviera.
Le inchieste riguardano da un lato una frode fiscale internazionale nel settore del commercio di auto di lusso e dall’altro un traffico di sostanze stupefacenti. I provvedimenti sono stati disposti rispettivamente, dall’Autorità Giudiziaria tedesca e dal gip del Tribunale del capoluogo lombardo. (ANSA).

Approvata dal Ministero delle Infrastrutture e delle Mobilità Sostenibili la nuova pianta organica dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio

Il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili ha approvato la nuova pianta organica dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio.

All’interno della circoscrizione demaniale del nuovo Ente, istituito il 18 giugno 2021 e presieduto da Andrea Agostinelli, è entrato a farne parte anche lo scalo di Vibo Valentia, oltre i porti di Gioia Tauro, Taureana di Palmi, Crotone e Corigliano Calabro, che ricadono, rispettivamente, nelle province di Reggio Calabria, Crotone e Cosenza.

Si tratta di infrastrutture portuali distanti tra loro, che necessitano di attenzione diretta per la messa in atto delle relative pianificazioni di sviluppo, attraverso l’assunzione e l’impegno di personale dedicato.

Collegata, quindi, ai maggiori fabbisogni dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, la nuova pianta organica è stata redatta dal dirigente dell’Area Finanza – Controllo – Risorse Umane, Luigi Ventrici, per poi essere votata all’unanimità dal Comitato di Gestione, nella riunione del 30 settembre scorso.

L’obiettivo della nuova pianificazione è quello di assicurare una organizzazione, che abbia tutti gli strumenti professionali per operare, con la massima celerità ed eguale attenzione, al complessivo sviluppo dei cinque porti interni alla circoscrizione demaniale.

Sulla base di un’ampia relazione esplicativa delle relative necessità dell’Ente e dei conseguenti obiettivi da raggiungere, il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili ha approvato la nuova dotazione di risorse umane ai sensi dell’art.12 comma 2 – lettera b – della legge 84/94.

Nell’atto di approvazione, il MIMS ha condiviso: <<le ragioni espresse in ordine alla necessità di adeguare sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo la pianta organica vigente, alla luce anche dei nuovi obiettivi che la istituita Autorità di Sistema portuale dovrà assolvere.

Il nuovo assetto organizzativo – ha continuato il MIMS – tiene conto anche della mission dell’Ente definita nel POT 2021-2023 e dell’inserimento del porto di Vibo Valentia tra i porti da esso gestiti>>.

La nuova pianta organica prevede un incremento di persone pari a ottanta unità, escluso il Segretario Generale, ripartito tra i vari livelli e la creazione di due nuove aree (Area Presidenza e Affari Legali, Anticorruzione e Trasparenza).

REGGIO – Operazione “Pedigree 3”, arrestate due persone affiliate alla cosca Serraino

Nella mattinata del 20 ottobre, a conclusione di complesse e articolate indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria diretta dal Procuratore Giovanni BOMBARDIERI, la Squadra Mobile reggina – con il supporto degli equipaggi dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico – nel corso di un’operazione di polizia convenzionalmente denominata Pedigree 3, ha dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di DOLDO Francesco cl. 83 e RUSSO Domenico cl. 99, ritenuti responsabili di associazione mafiosa.

 

La presente inchiesta costituisce naturale prosecuzione delle investigazioni relative l’operazione “Pedigree e Pedigree 2” eseguite rispettivamente in data 9 luglio 2020 e 15 ottobre 2020 e ha permesso di disarticolare ulteriormente la cosca di ‘ndrangheta SERRAINO operante nei quartieri di San Sperato, nelle frazioni Arangea e Gallina, nonché nel comune di Cardeto e nelle aree aspromontane della provincia di reggina.

 

In particolare è stato accertato che i predetti DOLDO Francesco e RUSSO Domenico facevano anch’essi parte del sodalizio unitamente a CORTESE Maurizio cl. 80; PITASI Stefania Maria cl. 83, moglie di Cortese Maurizio; PITASI Paolo cl. 52, suocero di Cortese Maurizio e padre di Pitasi Stefania Maria; DE LORENZO Salvatore Paolo cl. 71; FILOCAMO Antonino cl. 88; FILOCAMO Daniele cl. 90; BARBARO Antonino cl. 86; LEONARDO Carmelo cl. 63; NUCERA Bruno cl. 1968; SCONTI Domenico cl. 57, genero di Francesco, inteso don Ciccio Serraino, “boss della montagna”; MASSARA Sebastiano cl. 86; MORABITO Domenico cl. 75; SERRAINO Antonio cl. 80, detto “Nino”, , figlio del defunto Domenico Serraino [cl. ’45, detto “Mico”] e nipote del defunto Serraino Francesco classe 1929 alias “il boss della montagna”; FALLANCA Antonino cl. 54; RUSSO Francesco cl. 73, detto Ciccio “lo Scalzo” o “’u Scazzu”, padre di Domenico cl. 99; RUSSO Paolo cl. 61, detto “Zamburro” e VECCHIO Sebastiano cl. 73, detto “Seby”, tutti tratti in arresto con le precedenti operazioni di polizia.

 

Le indagini svolte dalla Squadra Mobile – sotto le direttive dei Sostituti Procuratori della D.D.A. di Reggio Calabria Stefano MUSOLINO, Walter IGNAZITTO, Paola D’AMBROSIO e Diego CAPECE MINUTOLO – si sono avvalse, in questa fase, anche delle dichiarazioni di alcuni soggetti tratti in arresto nelle precedenti operazioni, che nel frattempo hanno scelto di collaborare con la giustizia. Tali dichiarazioni, puntualmente riscontrate dalle attività tecniche di intercettazioni, hanno permesso di acquisire un grave quadro indiziario a carico degli odierni arrestati quali partecipi, a pieno titolo, del programma criminoso della  cosca SERRAINO attiva nel settore delle estorsioni in danno di imprenditori e commercianti locali, nell’imposizione con violenza e minaccia di beni e servizi e nell’impiego dei proventi delle attività delittuose in esercizi commerciali nel campo della ristorazione [bar] e della vendita di frutta, intestati a compiacenti prestanomi allo scopo di eludere l’applicazione delle disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali e il sequestro delle imprese ai sensi della normativa antimafia.

In particolare, la presente indagine ha consentito di accertare che DOLDO Francesco, pur non essendo stato formalmente battezzato, è di fatto un accoscato e fornisce al sodalizio un prezioso contributo rendendosi disponibile per conservare e custodire armi della cosca e mettendo a disposizione gli uffici della propria agenzia di assicurazioni per riunioni di ndrangheta in cui sono state assunte importanti decisioni relative a fatti estorsivi e paventati progetti omicidiari ai danni di un esponente della cosca ritenuto avere rapporti ambigui con esponenti delle forze dell’ordine.

 

E’ emerso, ancora, che esisteva un rapporto di strettissima sinergia solidaristica tra Francesco DOLDO e Francesco (Ciccio) RUSSO, inteso u “scazzu”, capo locale della cosca Serraino sino al suo arresto dell’ottobre 2020.  Infatti, Francesco DOLDO si attivava alacremente:

 

  • per individuare un’autovettura da destinare al trasporto dei familiari di Francesco RUSSO, ristretto in carcere dopo l’esecuzione dell’ordinanza custodiale emessa a suo carico nel procedimento c.d. Pedigree 2;
  • per ricercare somme di denaro, su sollecitazione di Domenico RUSSO, da destinare al pagamento delle spese legali in favore del detenuto Francesco (Ciccio) RUSSO, all’epoca esponente apicale della consorteria mafiosa;

 

Con riferimento, invece, a Domenico RUSSO, è emerso che egli ha fornito, nel tempo, sistematica e fattiva collaborazione al padre RUSSO Francesco classe 1973, detto “Ciccio lo scalzo”, che a sua volta era stato indicato dai collaboratori di Giustizia come storico componente della cosca SERRAINO con il ruolo direttivo in seno alla consorteria mafiosa di “capo società” che aveva presieduto i riti di affiliazione e che, dopo la sua recente scarcerazione nel 2017, aveva mantenuto un ruolo apicale, interloquendo direttamente con il capo della ndrina Nino SERRAINO.

REGGIO – Ripepi su discarica Melicuccà: “Il TAR boccia Falcomatà anche alla Città Metropolitana. Il ciclo “disintegrato” dei rifiuti è realtà.”

Con il sindaco Falcomatà non si è mai al sicuro da brutte sorprese. Nemmeno Attila l’Unno aveva osato tanto. A queste latitudini non cresce più l’erba della speranza, ma cresce la montagna di rifiuti in ogni angolo della Città e la realizzazione del ciclo integrato dei rifiuti è ormai un miraggio. Insomma l’incubo del ciclo “disintegrato” dei rifiuti è realtà. Non funziona niente e nulla di ciò che si programma si realizza. Ti alzi la mattina ed ecco che un altro guaio pende sulla Città Metropolitana e sulla possibilità per Reggio Calabria, di riscattarsi dal suo avanzante disagio. Primo fra tutti i rifiuti, i quali ora non avranno nemmeno la possibilità di essere collocati nella discarica di Melicuccà, detta “La Zingara” e individuata dalla Conferenza dei servizi nel dicembre 2020, ma ora messa fuori legge dal TAR. Accogliendo il ricorso del Comune di Palmi in merito alla presenza di una falda acquifera nei pressi della suddetta discarica, il tribunale amministrativo di fatto, da un’ennesima battuta d’arresto al processo di integrazione dei rifiuti in seno alla Città Metropolitana, cioè quel complesso di attività organizzate sulla base di ambiti territoriali ottimali, nel rispetto di criteri finalizzati a massimizzare l’efficienza del servizio attraverso il superamento della frammentazione delle gestioni. Il fatto non avrebbe una eco eccessivo, senonché la scelta del sito di Melicuccà non fosse stata oggetto dell’avallo della Conferenza dei servizi e se la questione del ciclo dei rifiuti non fosse stata in testa alla pregressa campagna elettorale di Falcomatà. Il punto è che la politica scellerata del primo cittadino e le sue scelte improvvisate, continuano a fare terra bruciata su un territorio provato, dissanguato, ghettizzato da anni di mal governo. Lo abbiamo detto, nemmeno Attila aveva osato tanto, ma Falcomatà che aveva indicato la discarica di Melicuccà, come la panacea di tutti i mali e di tutta l’immondizia del territorio metropolitano nell’allora campagna per la rielezione del settembre 2020, ora non vedrà mai la luce del progetto di bonifica, sebbene i lavori per il riutilizzo della “Zingara” fossero già cominciati da un pezzo. La domanda è: se un tribunale a meno di un anno dall’ultima Conferenza dei servizi, prende una decisione che scarta Melicuccà, perché comunque la presenza dei rifiuti andrebbe a contaminare le acque presenti in loco, allora per quale motivo la Conferenza in questione non agiva, un anno addietro, nella stessa direzione e anziché perdere così tanto tempo non individuava un altro possibile sito? Non ci è chiara la logica di azione del sindaco metropolitano, che a piè sospinto non ne fa una giusta e non ci è chiara nemmeno la ratio della Conferenza, che di fatto ignorava il pericolo di inquinamento, a seguito di una perizia, viziando una decisione che professionisti capaci e accorti non avrebbero mai preso. Il Comune di Palmi, dunque, ha fatto leva su questo aspetto e sulla necessità di salvaguardare la salute dei cittadini palmesi e ora il TAR gli ha dovuto dare ragione, facendo scemare le speranze di trovare nelle vicinanze di Reggio Calabria, una via d’uscita facile al riciclo dei rifiuti urbani. Una batosta per il Comune di Reggio? Piuttosto il Comune reggino ha una sola sfortuna: quella di ritrovarsi al vertice un amministratore assolutamente inadeguato al ruolo che ricopre e che dovrebbe avere le competenze per riorganizzare la gestione dei rifiuti, essendo la Città Metropolitana ente di governo d’ambito. Ma la cosa era stata ribadita anni addietro persino dall’allora Regione Calabria a guida Oliverio, espressione del medesimo partito di Falcomatà. Persino il compagno di compagine politica, traeva conclusioni negative sulla gestione della cosa pubblica da parte di Giuseppe Falcomatà; infatti, la Regione Calabria aveva intimato molto chiaramente al sindaco reggino di occuparsi del ciclo integrato dei rifiuti, considerato che Falcomatà non aveva, all’epoca, neanche la capacità di metterci la faccia, bypassando in toto le Conferenze regionali. Ad oggi, la Città Metropolitana si è affrettata a spiegare, che la sentenza del TAR riguarda solo l’impianto già esistente e che le nuove strutture non sono tacciate di inidoneità. Piuttosto, la questione sarà oggetto di studi approfonditi. Intanto però, le cose si fermano ancora una volta e di nuovo ci vorrà del tempo per verificare o per riqualificare quanto già progettato, gettando al vento anni di lavoro e denaro pubblico, mentre l’area metropolitana affoga nel disastro amministrativo e l’ottimizzazione della gestione dei rifiuti andrà a farsi benedire; forse, nella prossima amministrazione, forse in un futuro lontano anche Reggio Calabria sarà un territorio civile, un luogo dignitoso in cui vivere e lavorare.

CALABRIA – Protezione civile dispone il blocco immediato dell’utilizzo delle mascherine nelle aziende ospedaliere

Blocco immediato dell’utilizzo delle mascherine nelle Aziende ospedaliere della Calabria. E’ quanto ha disposto il dirigente della Protezione civile regionale, Fortunato Varone, in seguito al decreto di sequestro emesso dalla Procura della Repubblica di Roma nell’ambito dell’indagine sull’acquisto, nella prima fase della gestione dell’emergenza sanitaria, di milioni di mascherine dalla Cina ritenute pericolose ed irregolari.

Indagine nella quale è indagato anche l’ex commissario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri. Il dipartimento regionale della Protezione civile ha scritto al Commissario regionale per il piano di rientro, a tutti i commissari e direttori sanitari delle Asp, ai responsabili delle farmacie territoriali ed ospedaliere disponendo, nel caso siano posseduti dalle aziende, il blocco immediato dell’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale ritenuti pericolosi dalla Procura di Roma.
“Le mascherine – è detto nella comunicazione di Varone – dovranno confluire in un unico magazzino di pertinenza di ciascuna azienda ed essere poste immediatamente in quarantena” entro venerdì 22 ottobre per poi essere trasportate alla Protezione civile regionale. Alla disposizione del dirigente generale Prociv Calabria è allegato anche l’elenco delle mascherine incriminate, tutte prodotte in Cina, che ammontano a quasi 800 milioni di pezzi in tutta Italia.

(ANSA).

CALABRIA – operazione Mala Pigna, le rivelazioni shock di D’Ippolito (M5S), “avevo già lanciato l’allarme al ministero, ma senza ascolto”

«Con due distinte interrogazioni parlamentari, una del 28 novembre 2019, una del 25 giugno 2020, avevo lanciato l’allarme sulla facilità di iscrizione all’Albo gestori ambientali delle ditte in odore di ’ndrangheta, a causa di norme inadeguate che, anche grazie alla possibilità di intestazioni fittizie, allo stato consentono ad aziende infiltrate o sospette di operare tranquillamente nel settore dei rifiuti e di dominarne il mercato. La recente operazione Mala Pigna, in cui è coinvolto l’imprenditore Rocco Delfino, che gli inquirenti ritengono esponente della cosca Piromalli, confermano la fondatezza e l’attualità spiazzante di quel mio Sos, rimasto inascoltato a livello ministeriale». Lo afferma, in una nota, il deputato M5S Giuseppe d’Ippolito, che alla Camera siede in commissione Ambiente. «Le risultanze investigative dell’inchiesta Mala Pigna – prosegue il parlamentare del Movimento 5 Stelle – sono gravissime e fanno riflettere anche sull’ingiustificabile latitanza del resto della politica. Non può essere soltanto la magistratura a fermare l’alterazione del mercato relativo al sistema dei rifiuti. Con urgenza servono norme precise e severe che impediscano traffici e arricchimenti illeciti a danno dell’ambiente, dell’agricoltura e della salute pubblica. Forse, se fossi stato ascoltato si sarebbe potuto evitare il terribile disastro ambientale accertato nell’ambito nell’inchiesta Mala Pigna, ma le presunte complicità rilevate dai magistrati lasciano ipotizzare l’esistenza di fenomeni corruttivi di ben più ampia portata». «Ritengo che commissione Ambiente – conclude D’Ippolito – della Camera dei Deputati debba affrontare al più presto questo problema e che il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, debba richiedere da subito un dossier completo ai dirigenti del suo ministero».

CALABRIA – Covid-19, per ordinanza di Spirlì i comuni di Scandale e Savelli passano in zona rossa

Due nuove zone rosse in Calabria. Il presidente facente funzioni della Regione, Nino Spirlì, ha firmato un’ordinanza, la n.71, che riguarda i comuni di Scandale e Savelli, entrambi in provincia di Crotone.

I provvedimenti entrano in vigore nei due comuni dalle 22 del 20 ottobre e saranno validi per dieci giorni, fino a tutto il 30 ottobre.
A rendere necessaria l’adozione dell’ordinanza sono stati i dati sull’incidenza del coronavirus nei territori interessati rilevati e comunicati dal dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Crotone.
Nel comune di Scandale, secondo quanto evidenziato, “permane una situazione di criticita’” in termini di diffusione del contagio da Covid 19 “con un numero di casi negli ultimi 7 giorni pari a 22 e ulteriori 9 soggetti già risultati positivi al test antigenico rapido e con un’incidenza superiore ai valori di allerta in rapporto alla popolazione residente e un possibile focolaio in espansione in relazione al numero potenziale di contatti stretti”. Analoga situazione è stata riscontrata dalle autorità sanitarie provinciali nel comune di Savelli dove si palesa “un numero di casi attivi negli ultimi 14 giorni pari a 24 dei quali circa il 62% registrati negli ultimi 7 giorni”.
(ANSA).

Cetty Scarcella (Coraggio Italia): “Oggi, più che mai, credo sia importante proseguire il percorso di radicamento intrapeso da Coraggio Italia”

“Abbiamo riavvicinato la gente comune alla politica, ora non si disperda l’entusiasmo”. E’ quanto dichiara Cetty Scarcella, candidata di Coraggio Italia alle recenti regionali.

“Sono trascorsi -evidenzia – più di dieci giorni dalla straordinaria affermazione che il nostro partito ha avuto in Calabria, contribuendo alla netta vittoria del neo-eletto Governatore Roberto Occhiuto. A primo impatto si potrebbe parlare di sorpresa, di exploit: Coraggio Italia, due mesi dopo dalla sua nascita, consegue il 5,5% dei voti, elegge due Consiglieri Regionali al pari di Forza Azzurri e uno in più dell’UDC, partito storico e fortemente radicato nella nostra Regione.  In realtà, però, il risultato ottenuto è frutto di un lavoro capillare, iniziato molti mesi fa, da parte di un Partito che ha fatto della presenza sul territorio, anche con esponenti autorevoli, il suo punto di forza. Una squadra coesa che, con impegno, serietà’ e competenza è riuscita a coinvolgere i calabresi.  Ho potuto constatarlo, in prima persona, dopo aver avvertito la vicinanza e l’entusiasmo della società civile che ha partecipato, attivamente, alle diverse iniziative ed ai gazebo, che ho organizzato nelle piazze nel corso della campagna elettorale”.

“Il solo pensiero che 2.371 cittadini della Provincia di Reggio Calabria, nonostante il forte astensionismo, si siano recati alle urne a scrivere il mio nome, supportandomi, e barrare il simbolo di Coraggio Italia – sottolinea la Scarcella – mi riempie d’orgoglio e di emozione, soprattutto, considerando che le mie preferenze sono ascrivibili, esclusivamente, all’attivismo ed al simbolo di Coraggio Italia, non essendomi mai candidata prima e non avendo alcuna struttura politica alle spalle”.

Un risultato che mi spinge anche ad una ulteriore riflessione: “Quanta voglia hanno i cittadini di essere parte attiva della vita politica? Quanta forza attrattiva potrebbe avere Coraggio Italia tra i cittadini calabresi che da tempo delusi e disillusi hanno deciso di iscriversi al Partito degli Astensionisti?

“A mio giudizio – conclude la giovane esponente di Coraggio Italia – ritengo  che il risultato raggiunto alle elezioni, possa essere per il partito  un punto di partenza e non d’approdo. La gente ancora non ha perso l’entusiasmo, infatti, continuo ad essere avvicinata da tanti cittadini che vogliono aderire al progetto, gente di estrazione sociale e culturale differente. Il dato confortante è quello anagrafico: sono tanti i giovani che vorrebbero seguire o emulare il mio percorso formandosi, militando, sfruttando positivamente la vicinanza di gente disponibile e d’esperienza. Oggi, più che mai, credo sia importante proseguire il percorso intrapreso di radicamento, che consenta di avvicinare il partito, con maggiore vigore, ai territori, che non lasci, nell’indifferenza alla politica, tanta gente valida che potrebbe portare innovazione e decoro alla nostra regione, prima che al Partito”.

CALABRIA – Senatrice Bianca Laura Granato sospesa, le motivazioni in un post

Si riporta, di seguito, l’intervento della senatrice di Alternativa c’è Bianca Laura Granato, a proposito della sospensione scaturita dalla mancata esposizione del lasciapassare verde in Aula; trattasi di un post pubblicato su Facebook motivato, inoltre, dalla condotta superficiale dei media televisivi:
“Ieri sono successe tante cose. Purtroppo la TV ha riportato dei servizi molto stringati e ha banalizzato molto, non lasciando intendere le profonde motivazioni che mi hanno indotta a non esibire il GREEN pass che pure avevo dovuto fare per viaggiare e avevo con me.
Basta aprire gli occhi e la mente: tutto appare immediatamente chiaro. Vi invito a guardare la realtà.
Sarò assolutamente essenziale, non essendo questa la sede giusta per disquisizioni dottrinali.
Lo stato si regge sulla contemperanza di tre poteri: Legislativo, esecutivo e giudiziario.
Il primo è esercitato dalle due Camere (dei deputati e dei senatori) ;
Il secondo è esercitato dal governo che dirige anche le forze dell’ordine;
Il terzo è esercitato dalla magistratura.
Ci sono anche altri poteri la cui presenza è funzionale al buon andamento del nostro sistema democratico.
1. L’informazione pubblica
2. Il Presidente della Repubblica che sarebbe il garante della Costituzione.
3. I sindacati che sono i corpi intermedi che operano a tutela delle varie categorie di lavoratori.
Tutti questi elementi dovrebbero concorrere alla piena realizzazione del dettato costituzionale.
Ma le cose stanno diversamente…
I poteri in una democrazia che funzioni dovrebbero essere tutti indipendenti, invece oggi in Italia sta avvenendo che il potere esecutivo agisca in spregio alla Costituzione , ma non trova alcuna forma di limitazione negli altri poteri, anzi in essi trova sempre puntuale conferma e rinforzo rispetto ad azioni da cui il popolo è letteralmente schiacciato e impossibilitato ad esercitare i propri diritti.
La magistratura non si sa dove guardi, anzi arrivano sentenze che lasciano a dir poco basiti.
Solo pochi esempi: la cancellazione dei capi d’imputazione per gli uomini di stato nella trattativa Stato-mafia; la sentenza di Lucano che raddoppia addirittura le richieste del PM, comunicata il giorno della chiusura della campagna elettorale in Calabria; la sentenza incredibile con addirittura l’aggravio delle spese processuali (90.000 euro!!) per “lite temeraria” per i sanitari sospesi perché non disponibili ad assumere un farmaco sperimentale che produce gravi finanche letali effetti avversi (come può considerarsi lite temeraria un ricorso per tutelare la propria salute e il posto di lavoro?).
Le forze dell’ordine sono state utilizzate non per garantire la sicurezza nelle recenti manifestazioni ma per colpire manifestanti inermi lasciando agire i violenti in funzione di dove si voleva che l’opinione pubblica spostasse il consenso, applicando all’altra parte il marchio di “Fascista”.
Il Green pass non è una misura atta a tutelare la salute pubblica, ma una misura atta solo a discriminare chi dissente attraverso subdole forme di estorsione (tampone a pagamento) e tortura (ammessi solo i tamponi più invasivi) per chi non intende offrire il proprio consenso ad un trattamento sanitario non obbligatorio che comunque non garantisce nessuno nè dai contagi nè dalle forme severe del virus.
Il mondo capovolto insomma, la Costituzione cancellata con la connivenza di tutti i poteri dello Stato. La certezza è oggi di non vivere in uno stato di diritto ma in un secondo Medioevo, dove si salva solo chi ha soldi.
Il sindacato ormai ha pure indossato la giacca e la cravatta e va a braccetto col governo (vedi le foto di Landini alla manifestazione di sabato scorso).
Camera e senato totalmente asserviti a Draghi, le cui misure emanate con decreto legge distorcono finanche i regolamenti parlamentari per piegare anche il potere legislativo nella sua organizzazione interna con misure insensate, discriminatorie e incostituzionali, solo pretestuosamente generate per la salute, ma in realtà finalizzate al pieno controllo anche della funzione legislativa (che già purtroppo è effettivo).
Basti pensare che io sono stata l’unica senatrice sanzionata con l’interdizione da tutti i locali del senato dall’inizio della legislatura per un atto di disobbedienza civile che non ha messo a rischio la salute di nessuno , mentre ci sono stati senatori che nelle turbolenze di aula seguite alle modifiche ai decreti sicurezza hanno finanche lussato un braccio ad un questore senza subire NULLA! Nè perdere un giorno di aula.
Ovviamente all’interdizione dall’accesso a tutti i locali del senato si associa per la sottoscritta anche la perdita della diaria (lo dico per dare soddisfazione a tutti i forcaioli a cui di questo mio atto interessa solo questo aspetto ). Non che mi dispiaccia, è giusto così, ciò che offende è il motivo!
Insomma mi sembra abbastanza evidente che l’unica cosa che sia punita con violenza nella fase più nera che sta attraversando il nostro Paese con il supporto unanime di tutti i poteri dello stato sia proprio il dissenso.
Risultati della cieca obbedienza e della fiducia in questo governo?
Mega marchette alle Big Pharma realizzate con consistente parte dei soldi destinati alla sanità pubblica, aumento carburante , luce e gas e chi più ne ha più ne metta, queste sono le misure con le quali si sostiene la torsione anti democratica messa in atto da Draghi. Austerity per il popolo, Recovery Fund per multinazionali, Confindustria e malavita organizzata ormai pienamente integrata nel sistema economico e produttivo del paese, grazie al taglio dei controlli, all’ innalzamento delle quote dei subappalti, alla giustizia a scadenza della riforma Cartabia.
Giusto per capirci: le tasse sui beni di prima necessità costituiscono imposte dirette e sono incostituzionali perché ogni cittadino, secondo la Costituzione, è tenuto a contribuire al mantenimento dello stato in misura proporzionale al proprio reddito.
L’aumento del carburante automaticamente si trasferisce su tutti i beni di prima necessità, gravando sui non abbienti come sugli abbienti.
In buona sostanza, la nostra obbedienza, nella migliore delle ipotesi, ci rende solo più poveri e più ricattabili, vittime di ingiustizie e soprusi senza fine, sostanzialmente sempre più sudditi.
Perché l’obiettivo finale è il totale controllo sociale attraverso la corruzione delle classi dirigenti e il ricatto economico sulle classi lavoratrici. Questi sono gli strumenti e quelle sono le azioni. Se perseguiamo la visione di Draghi il nostro destino è segnato..
Non sto dicendo nulla che non sia sotto gli occhi di tutti!
Le classi medie dei professionisti saranno anche duramente colpite, vedi la classe medica . Lo dico oggi! Se ne prenda nota!
I media e il Presidente della Repubblica parlano con una sola voce cercando di scaricare sui non vaccinati l’odio per quelle misure impopolari che sono in realtà frutto di precise scelte da parte del governo imposte attraverso restrizioni che esistono solo nel nostro Paese.
Se abbiamo occhi per vedere usiamoli, prima che il nostro curatore fallimentare dismetta definitivamente anche gli esseri umani, ormai utili solo se e finché funzionali a quei processi produttivi su larga scala che intende promuovere!
D’altronde i danni e i tagli alla sanità pubblica sono precisa testimonianza che si intende anche procedere ad una vera e propria eliminazione fisica dei meno abbienti e di chi costituisce un peso per la società.
Se per convenienza o per ignavia scegliamo di non vedere questa realtà , in mano a questa oligarchia saremo solo carne da macello!
Ho fatto quel che ho fatto solo per aprirvi gli occhi! Non so se ci sono riuscita, ma almeno finché avrò questo mandato lo userò per questo !
Oggi sarò a Trieste con i portuali, unico, dico unico baluardo per uno stato di diritto in dismissione.
Per me lo spirito della Costituzione oggi sopravvive solo nella lotta portata avanti da quelle persone.
SVEGLIA!”

Proposta intitolazione strada Reggio a Joele Santelli, il centrodestra: “Joele amava la città, proposta di Cannizzaro appropriata”

È ormai di dominio pubblico la proposta dell’On. Francesco Cannizzaro d’intitolare un’importante strada di Reggio Calabria a Jole Santelli, lanciata sui social media in occasione del primo anniversario della prematura morte della Governatrice.

Una proposta che tutto il CentroDestra condivide e se ne fa dunque ulteriore portavoce, sebbene il deputato reggino abbia già personalmente inoltrato al Sindaco Falcomatà formale richiesta affinché una delle principali arterie comunali reggine porti il nome della prima Presidente di Regione donna.

Una figura solare, umana, eticamente ineccepibile e dal grande spessore politico, che pubblicamente ha più volte confessato l’amore per la Città di Reggio indicandola come sua “seconda casa”, è senza dubbio meritevole di un’azione commemorativa di tale portata, che possa trasmettere anche emozioni dal carattere fortemente istituzionale e quei valori di identità ed attaccamento alla Calabria che Jole riusciva ad incarnare alla perfezione.

Invitiamo il Sindaco, pertanto, a prendere in considerazione la cosa il prima possibile, trasferendola agli organi preposti.

 

“Solo chi non ha lasciato buoni esempi muore per sempre.”