CALABRIA – Covid-19, per ordinanza di Spirlì i comuni di Scandale e Savelli passano in zona rossa

Due nuove zone rosse in Calabria. Il presidente facente funzioni della Regione, Nino Spirlì, ha firmato un’ordinanza, la n.71, che riguarda i comuni di Scandale e Savelli, entrambi in provincia di Crotone.

I provvedimenti entrano in vigore nei due comuni dalle 22 del 20 ottobre e saranno validi per dieci giorni, fino a tutto il 30 ottobre.
A rendere necessaria l’adozione dell’ordinanza sono stati i dati sull’incidenza del coronavirus nei territori interessati rilevati e comunicati dal dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Crotone.
Nel comune di Scandale, secondo quanto evidenziato, “permane una situazione di criticita’” in termini di diffusione del contagio da Covid 19 “con un numero di casi negli ultimi 7 giorni pari a 22 e ulteriori 9 soggetti già risultati positivi al test antigenico rapido e con un’incidenza superiore ai valori di allerta in rapporto alla popolazione residente e un possibile focolaio in espansione in relazione al numero potenziale di contatti stretti”. Analoga situazione è stata riscontrata dalle autorità sanitarie provinciali nel comune di Savelli dove si palesa “un numero di casi attivi negli ultimi 14 giorni pari a 24 dei quali circa il 62% registrati negli ultimi 7 giorni”.
(ANSA).

Cetty Scarcella (Coraggio Italia): “Oggi, più che mai, credo sia importante proseguire il percorso di radicamento intrapeso da Coraggio Italia”

“Abbiamo riavvicinato la gente comune alla politica, ora non si disperda l’entusiasmo”. E’ quanto dichiara Cetty Scarcella, candidata di Coraggio Italia alle recenti regionali.

“Sono trascorsi -evidenzia – più di dieci giorni dalla straordinaria affermazione che il nostro partito ha avuto in Calabria, contribuendo alla netta vittoria del neo-eletto Governatore Roberto Occhiuto. A primo impatto si potrebbe parlare di sorpresa, di exploit: Coraggio Italia, due mesi dopo dalla sua nascita, consegue il 5,5% dei voti, elegge due Consiglieri Regionali al pari di Forza Azzurri e uno in più dell’UDC, partito storico e fortemente radicato nella nostra Regione.  In realtà, però, il risultato ottenuto è frutto di un lavoro capillare, iniziato molti mesi fa, da parte di un Partito che ha fatto della presenza sul territorio, anche con esponenti autorevoli, il suo punto di forza. Una squadra coesa che, con impegno, serietà’ e competenza è riuscita a coinvolgere i calabresi.  Ho potuto constatarlo, in prima persona, dopo aver avvertito la vicinanza e l’entusiasmo della società civile che ha partecipato, attivamente, alle diverse iniziative ed ai gazebo, che ho organizzato nelle piazze nel corso della campagna elettorale”.

“Il solo pensiero che 2.371 cittadini della Provincia di Reggio Calabria, nonostante il forte astensionismo, si siano recati alle urne a scrivere il mio nome, supportandomi, e barrare il simbolo di Coraggio Italia – sottolinea la Scarcella – mi riempie d’orgoglio e di emozione, soprattutto, considerando che le mie preferenze sono ascrivibili, esclusivamente, all’attivismo ed al simbolo di Coraggio Italia, non essendomi mai candidata prima e non avendo alcuna struttura politica alle spalle”.

Un risultato che mi spinge anche ad una ulteriore riflessione: “Quanta voglia hanno i cittadini di essere parte attiva della vita politica? Quanta forza attrattiva potrebbe avere Coraggio Italia tra i cittadini calabresi che da tempo delusi e disillusi hanno deciso di iscriversi al Partito degli Astensionisti?

“A mio giudizio – conclude la giovane esponente di Coraggio Italia – ritengo  che il risultato raggiunto alle elezioni, possa essere per il partito  un punto di partenza e non d’approdo. La gente ancora non ha perso l’entusiasmo, infatti, continuo ad essere avvicinata da tanti cittadini che vogliono aderire al progetto, gente di estrazione sociale e culturale differente. Il dato confortante è quello anagrafico: sono tanti i giovani che vorrebbero seguire o emulare il mio percorso formandosi, militando, sfruttando positivamente la vicinanza di gente disponibile e d’esperienza. Oggi, più che mai, credo sia importante proseguire il percorso intrapreso di radicamento, che consenta di avvicinare il partito, con maggiore vigore, ai territori, che non lasci, nell’indifferenza alla politica, tanta gente valida che potrebbe portare innovazione e decoro alla nostra regione, prima che al Partito”.

CALABRIA – Senatrice Bianca Laura Granato sospesa, le motivazioni in un post

Si riporta, di seguito, l’intervento della senatrice di Alternativa c’è Bianca Laura Granato, a proposito della sospensione scaturita dalla mancata esposizione del lasciapassare verde in Aula; trattasi di un post pubblicato su Facebook motivato, inoltre, dalla condotta superficiale dei media televisivi:
“Ieri sono successe tante cose. Purtroppo la TV ha riportato dei servizi molto stringati e ha banalizzato molto, non lasciando intendere le profonde motivazioni che mi hanno indotta a non esibire il GREEN pass che pure avevo dovuto fare per viaggiare e avevo con me.
Basta aprire gli occhi e la mente: tutto appare immediatamente chiaro. Vi invito a guardare la realtà.
Sarò assolutamente essenziale, non essendo questa la sede giusta per disquisizioni dottrinali.
Lo stato si regge sulla contemperanza di tre poteri: Legislativo, esecutivo e giudiziario.
Il primo è esercitato dalle due Camere (dei deputati e dei senatori) ;
Il secondo è esercitato dal governo che dirige anche le forze dell’ordine;
Il terzo è esercitato dalla magistratura.
Ci sono anche altri poteri la cui presenza è funzionale al buon andamento del nostro sistema democratico.
1. L’informazione pubblica
2. Il Presidente della Repubblica che sarebbe il garante della Costituzione.
3. I sindacati che sono i corpi intermedi che operano a tutela delle varie categorie di lavoratori.
Tutti questi elementi dovrebbero concorrere alla piena realizzazione del dettato costituzionale.
Ma le cose stanno diversamente…
I poteri in una democrazia che funzioni dovrebbero essere tutti indipendenti, invece oggi in Italia sta avvenendo che il potere esecutivo agisca in spregio alla Costituzione , ma non trova alcuna forma di limitazione negli altri poteri, anzi in essi trova sempre puntuale conferma e rinforzo rispetto ad azioni da cui il popolo è letteralmente schiacciato e impossibilitato ad esercitare i propri diritti.
La magistratura non si sa dove guardi, anzi arrivano sentenze che lasciano a dir poco basiti.
Solo pochi esempi: la cancellazione dei capi d’imputazione per gli uomini di stato nella trattativa Stato-mafia; la sentenza di Lucano che raddoppia addirittura le richieste del PM, comunicata il giorno della chiusura della campagna elettorale in Calabria; la sentenza incredibile con addirittura l’aggravio delle spese processuali (90.000 euro!!) per “lite temeraria” per i sanitari sospesi perché non disponibili ad assumere un farmaco sperimentale che produce gravi finanche letali effetti avversi (come può considerarsi lite temeraria un ricorso per tutelare la propria salute e il posto di lavoro?).
Le forze dell’ordine sono state utilizzate non per garantire la sicurezza nelle recenti manifestazioni ma per colpire manifestanti inermi lasciando agire i violenti in funzione di dove si voleva che l’opinione pubblica spostasse il consenso, applicando all’altra parte il marchio di “Fascista”.
Il Green pass non è una misura atta a tutelare la salute pubblica, ma una misura atta solo a discriminare chi dissente attraverso subdole forme di estorsione (tampone a pagamento) e tortura (ammessi solo i tamponi più invasivi) per chi non intende offrire il proprio consenso ad un trattamento sanitario non obbligatorio che comunque non garantisce nessuno nè dai contagi nè dalle forme severe del virus.
Il mondo capovolto insomma, la Costituzione cancellata con la connivenza di tutti i poteri dello Stato. La certezza è oggi di non vivere in uno stato di diritto ma in un secondo Medioevo, dove si salva solo chi ha soldi.
Il sindacato ormai ha pure indossato la giacca e la cravatta e va a braccetto col governo (vedi le foto di Landini alla manifestazione di sabato scorso).
Camera e senato totalmente asserviti a Draghi, le cui misure emanate con decreto legge distorcono finanche i regolamenti parlamentari per piegare anche il potere legislativo nella sua organizzazione interna con misure insensate, discriminatorie e incostituzionali, solo pretestuosamente generate per la salute, ma in realtà finalizzate al pieno controllo anche della funzione legislativa (che già purtroppo è effettivo).
Basti pensare che io sono stata l’unica senatrice sanzionata con l’interdizione da tutti i locali del senato dall’inizio della legislatura per un atto di disobbedienza civile che non ha messo a rischio la salute di nessuno , mentre ci sono stati senatori che nelle turbolenze di aula seguite alle modifiche ai decreti sicurezza hanno finanche lussato un braccio ad un questore senza subire NULLA! Nè perdere un giorno di aula.
Ovviamente all’interdizione dall’accesso a tutti i locali del senato si associa per la sottoscritta anche la perdita della diaria (lo dico per dare soddisfazione a tutti i forcaioli a cui di questo mio atto interessa solo questo aspetto ). Non che mi dispiaccia, è giusto così, ciò che offende è il motivo!
Insomma mi sembra abbastanza evidente che l’unica cosa che sia punita con violenza nella fase più nera che sta attraversando il nostro Paese con il supporto unanime di tutti i poteri dello stato sia proprio il dissenso.
Risultati della cieca obbedienza e della fiducia in questo governo?
Mega marchette alle Big Pharma realizzate con consistente parte dei soldi destinati alla sanità pubblica, aumento carburante , luce e gas e chi più ne ha più ne metta, queste sono le misure con le quali si sostiene la torsione anti democratica messa in atto da Draghi. Austerity per il popolo, Recovery Fund per multinazionali, Confindustria e malavita organizzata ormai pienamente integrata nel sistema economico e produttivo del paese, grazie al taglio dei controlli, all’ innalzamento delle quote dei subappalti, alla giustizia a scadenza della riforma Cartabia.
Giusto per capirci: le tasse sui beni di prima necessità costituiscono imposte dirette e sono incostituzionali perché ogni cittadino, secondo la Costituzione, è tenuto a contribuire al mantenimento dello stato in misura proporzionale al proprio reddito.
L’aumento del carburante automaticamente si trasferisce su tutti i beni di prima necessità, gravando sui non abbienti come sugli abbienti.
In buona sostanza, la nostra obbedienza, nella migliore delle ipotesi, ci rende solo più poveri e più ricattabili, vittime di ingiustizie e soprusi senza fine, sostanzialmente sempre più sudditi.
Perché l’obiettivo finale è il totale controllo sociale attraverso la corruzione delle classi dirigenti e il ricatto economico sulle classi lavoratrici. Questi sono gli strumenti e quelle sono le azioni. Se perseguiamo la visione di Draghi il nostro destino è segnato..
Non sto dicendo nulla che non sia sotto gli occhi di tutti!
Le classi medie dei professionisti saranno anche duramente colpite, vedi la classe medica . Lo dico oggi! Se ne prenda nota!
I media e il Presidente della Repubblica parlano con una sola voce cercando di scaricare sui non vaccinati l’odio per quelle misure impopolari che sono in realtà frutto di precise scelte da parte del governo imposte attraverso restrizioni che esistono solo nel nostro Paese.
Se abbiamo occhi per vedere usiamoli, prima che il nostro curatore fallimentare dismetta definitivamente anche gli esseri umani, ormai utili solo se e finché funzionali a quei processi produttivi su larga scala che intende promuovere!
D’altronde i danni e i tagli alla sanità pubblica sono precisa testimonianza che si intende anche procedere ad una vera e propria eliminazione fisica dei meno abbienti e di chi costituisce un peso per la società.
Se per convenienza o per ignavia scegliamo di non vedere questa realtà , in mano a questa oligarchia saremo solo carne da macello!
Ho fatto quel che ho fatto solo per aprirvi gli occhi! Non so se ci sono riuscita, ma almeno finché avrò questo mandato lo userò per questo !
Oggi sarò a Trieste con i portuali, unico, dico unico baluardo per uno stato di diritto in dismissione.
Per me lo spirito della Costituzione oggi sopravvive solo nella lotta portata avanti da quelle persone.
SVEGLIA!”

Proposta intitolazione strada Reggio a Joele Santelli, il centrodestra: “Joele amava la città, proposta di Cannizzaro appropriata”

È ormai di dominio pubblico la proposta dell’On. Francesco Cannizzaro d’intitolare un’importante strada di Reggio Calabria a Jole Santelli, lanciata sui social media in occasione del primo anniversario della prematura morte della Governatrice.

Una proposta che tutto il CentroDestra condivide e se ne fa dunque ulteriore portavoce, sebbene il deputato reggino abbia già personalmente inoltrato al Sindaco Falcomatà formale richiesta affinché una delle principali arterie comunali reggine porti il nome della prima Presidente di Regione donna.

Una figura solare, umana, eticamente ineccepibile e dal grande spessore politico, che pubblicamente ha più volte confessato l’amore per la Città di Reggio indicandola come sua “seconda casa”, è senza dubbio meritevole di un’azione commemorativa di tale portata, che possa trasmettere anche emozioni dal carattere fortemente istituzionale e quei valori di identità ed attaccamento alla Calabria che Jole riusciva ad incarnare alla perfezione.

Invitiamo il Sindaco, pertanto, a prendere in considerazione la cosa il prima possibile, trasferendola agli organi preposti.

 

“Solo chi non ha lasciato buoni esempi muore per sempre.”

Il Cdm ha deliberato la nomina dell’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone a nuovo Capo di Stato Maggiore della Difesa

Il Consiglio dei Ministri riunitosi martedì 19 ottobre 2021 sotto la presidenza del Presidente Prof. Mario DRADHI. Segretario il Sottosegretario alla Presidenza Dott. Roberto GAROFOLI, su proposta del Ministro della difesa On. Lorenzo GUERINI, ha deliberato la nomina dell’Ammiraglio Giuseppe CAVO DRAGONE a Capo di Stato Maggiore della Difesa, carica attualmente rivestita dal Generale Enzo VECCIARELLI.

L’Ammiraglio Giuseppe CAVO DRAGONE è nato ad Arquata Scrivia (AL) il 28 febbraio 1957. Dopo il conseguimento della maturità classica presso il Liceo di Novi Ligure, è entrato in Accademia Navale nell’ottobre del 1976 per seguire il Corso Normale per Ufficiali di Stato Maggiore. Nel giugno 1980 terminato il periodo accademico e, dopo un breve periodo a bordo della Fregata ORSA, veniva inviato presso le scuole di volo della U.S. Navy in Florida e nel Texas dove dopo circa un anno conseguiva il brevetto di pilota di velivoli ad ala fissa (multimotori a elica) e, dopo ulteriori sei mesi, quello di pilota di elicotteri.

Il nuovo Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Giuseppe CAVO DRAGONE, nel periodo compreso tra il 13 dicembre 2004 ed il 24 giugno 2005 ha frequentato la 56° sessione dell’Istituto Alti Studi della Difesa.  Presso l’Università di Pisa ha conseguito la laurea in Scienze della Difesa e Sicurezza nel dicembre 2002 e, poi, nell’ottobre 2005 la Laurea in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Trieste. Dal 27 ottobre 2005 al 5 settembre 2008 ha ricoperto l’incarico di Comandante delle Forze Aeree della Marina Militare e di Capo del 6° Reparto Aeromobili dello Stato Maggiore Marina. Dall’11 settembre 2008 al 12 ottobre 2011 è stato il Comandante del Raggruppamento Subacquei ed Incursori della Marina Militare. Dal 13 ottobre 2011 al 17 ottobre 2014 ha ricoperto l’incarico di Comandante dell’Accademia Navale. Dal 03 novembre 2014 al 26 giugno 2016 ha ricoperto l’incarico di Comandante del Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS). Dal 1° luglio 2016 ha assunto l’incarico di Comandante del Comando Operativo di vertice Interforze (COI). Dal 21 giugno 2019 con il grado di Ammiraglio di Squadra Giuseppe CAVO DRAGONE ha ricoperto la carica di Capo di Stato Maggiore della Marina Militare,

L’Ammiraglio Giuseppe CAVO DRAGONE, sposato con tre figli, è insignito di numerose onorificenze e benemerenze.

Ed ecco tutte le Nomine deliberate dal Consiglio dei Ministri nella seduta N. 42 del 19/10/2021 su proposta del Ministro della difesa Lorenzo GUERINI:

  •   nomina dell’Ammiraglio di squadra Giuseppe CAVO DRAGONE a Capo di stato maggiore della Difesa e la sua promozione al grado di Aammiraglio(*);
    •     nomina dell’Ammiraglio di squadra Enrico CREDENTINO a Capo di stato maggiore della Marina militare;
    •     nomina del Generale di squadra aerea Luca GORETTI a Capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare;
    •     avvio della procedura per la nomina dell’avv. Costantino VESPASIANO a Presidente nazionale dell’Unione italiana tiro a segno (UITS), per il quadriennio olimpico 2021-2024.

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(*) Grado riservato al militare ricoprente la carica di Capo di Stato Maggiore della Difesa, quando ufficiale della Marina Militare.

 

CALABRIA – Continua la formazione di pasticceri e gelatieri sul Food cost

Continua, senza sosta, la formazione ad ampio raggio della Confederazione dei pasticceri italiani. Insieme ai gelatieri, nei giorni corsi, si è svolto l’ennesimo importante appuntamento con gli approfondimenti. “Non poteva mancare un corso sul food cost e le relative tecniche gestionali per chi rappresenta appieno la propria azienda”, ha avuto modo di dire il presidente Conpait Angelo Musolino.

“Sapere, conoscere ed approfondire ogni singolo aspetto gestionale della propria attività, avere sotto controllo i costi di gestione, produzione, conservazione e servizio, cioè tutti quei costi necessari affinché il dolce o gelato possa raggiungere il consumatore, diventa fondamentale per il successo stesso dell’attività”, hanno ribadito i pasticceri italiani.

“Si tratta quindi di un valore che stabilisce il rapporto tra il costo delle materie prime usate per una preparazione e il suo prezzo di vendita. Il calcolo esatto del Food Cost può essere la chiave per il successo di un locale e deve diventare una disciplina a cui il pasticcere dovrebbe dedicarsi con attenzione, per rendere profittevole la propria attività e, non ultimo, evitare lo spreco alimentare”, questa invece la sintesi emersa al Grand’Hotel di Lamezia Terme dove Pier Paolo Magni e Cristian Tessari, rispettivamente responsabile formazione e food cost per Conpait, hanno attirato l’attenzione dei numerosi artigiani provenienti da tutta la Calabria.

I due hanno sottolineato l’importanza di dover ritagliare parte del tempo a disposizione da dedicare al controllo gestionale. Grande successo per l’evento che conferma il grande valore del gruppo nazionale Conpait, sempre più rispondente alle esigenze reali dell’intera categoria. “Il nostro motto rimane sempre valido: chi non si forma, si ferma”, hanno voluto ribadire all’unisono i partecipanti.

Carabinieri a Rango Superiore, Magna Graecia plaude al Reparto: l’obiettivo resta il gruppo

“Recentemente si è proceduto all’abolizione delle due ex Compagnie dei Carabinieri di Corigliano-Rossano e alla istituzione del Reparto Territoriale che equivale alla elevazione in grado degli ufficiali al comando. A Corigliano-Rossano è stato nominato il tenente colonnello Raffaele Giovinazza a cui il Comitato formula gli auguri di buon lavoro. Il Direttorio del nuovo organigramma è stato allocato nella struttura di Contrada San Francesco (area urbana di Corigliano), mentre il Nucleo Radiomobile è stato collocato nei locali di Viale Sant’Angelo (area urbana di Rossano).

Fin qui tutto bene. Esulando da riverberi di natura campanilistica, inappropriati, inadeguati e non rispondenti, certamente, ad una visione d’insieme e di coordinamento, ottimizzazione e controllo del territorio tutto.

Tuttavia, resta l’amaro in bocca per la mancata elevazione a Gruppo dell’Arma. Lo stesso avrebbe già permesso un concreto e numericamente rilevante rimpinguo di Unità Operative, oltre alla figura di coordinamento dell’Alto Graduato. E non per ultimo una porzione di territorio più consistente sottoposta a diretto coordinamento delle forze armate della Città di Corigliano-Rossano, demoltiplicando, nei fatti, le competenze già espletate presso un qualunque Comando Provinciale.

È importante ricordare che in Calabria esistono già 3 Gruppi CC nei comuni di Lamezia Terme, Gioia Tauro e Locri. Tuttavia i succitati ambiti, vivono in maniera succursale i relativi Comandi Provinciali e suddividono in due la Provincia di Catanzaro ed in 3 parti quasi identiche, territorialmente e demograficamente, l’Area Metropolitana di Reggio Calabria.

Così non è (almeno per il momento) con l’area della Sibaritide, laddove la recente istituzione si ritroverà a coordinare l’ambito dell’ex tribunale di Corigliano-Rossano, terminando, pertanto, il coordinamento e controllo alla foce del Crati e non già ai confini con la Lucania.

Va segnalato, infatti, che la elevazione a Compagnia della Tenenza di Cassano (ed a scanso d’equivoci riteniamo assolutamente utile l’investitura di quest’ultima), rivestirà il ruolo di coordinamento per tutta l’area dell’Alto Jonio. La creazione del Gruppo, avrebbe fatto sì (come già avviene per il Nucleo GdF su Sibari) che tutto l’ambito Sibarita da Cariati a Rocca Imperiale, passando per la Sila Graeca ed il Pollino di levante fosse, organicamente, diretto dalla postazione di Corigliano-Rossano, pur rimanendo sottoposta al relativo Comando Provinciale.

Ed anche qui, la solita manina centralista ha fatto il suo lavoro, approfittando, anche, di un rinnovato clima di tensione fomentato dall’eco di natura campanilista riattizzatosi tra Corigliano e Rossano. Tutto ciò altro non fa se non alimentare un dibattito divisorio perdendo di vista la visione più ampia.

Ad oggi, la Città, resta comunque dotata di 4 postazioni operative allocate nei due Centri Storici e nei due Scali. Semmai, sarebbe auspicabile la istituzione di una quinta postazione a vigilare il territorio nell’area marinara di Schiavonea, sfornita di Stazione e necessitante, forse più di qualunque altra area, di un locale postazione CC.

Va da sé che nei piani del centralismo, l’area posta a nord del Crati, venga, innaturalmente, allontanata dalle competenze di Corigliano-Rossano per motivi già ben conosciuti e per giustificare numeri e flussi verso altri territori.

Lo si è fatto con il vecchio ambito giudiziario, quando ancora era in vita l’ex Presidio di Giustizia. Medesimo, scriteriato, disegno in ambito sanitario, fornendo numeri alla sussistenza in vita dello Spoke del Pollino. Si verificò con i flussi ferroviari, quando si decise, arrivati a Sibari, di proseguire l’elettrificazione verso l’area valliva, quindi Cosenza ed il Tirreno. Si verificherà, qualora non ci fosse una prosecuzione verso sud e dall’innesto del Terzo megalotto della nuova 106, con i flussi veicolari. Questi infatti, giunti a Doria, non avranno interesse alcuno a proseguire verso il Basso Jonio, in considerazione che la distanza della A2 è posta, dall’innesto con la SS534, a 5 minuti d’orologio.

La Politica, le Classi dirigenti, dovrebbero svolgere un ruolo indottrinante verso le Popolazioni, iniziando, non già a foraggiare atteggiamenti e discorsi di lana caprina, quanto ad avere una cultura di territorio, svincolata dal semplicistico steccato ed aperta ad una visione inclusiva e solidale. Se questo non dovesse attuarsi, la bontà del processo di Fusione, la lungimirante visione della creazione di un’Area Vasta, fedele alle attitudini territoriali, che si proponga i requisiti demografici per la sua esistenza e che abbracci tutto l’ambito dell’Arco Jonico, Sibarita e Crotoniate, coordinato da due Capoluoghi, avviandosi ad un contesto interregionale Calabro-Appulo-Lucano d’Area Metropolitana, non si verificherà mai.

Continueremo a vivere nel passato, illudendoci di avere un ambito di rappresentanza (tale Sibaritide-Pollino) che esiste solo nelle menti di Attori poveri d’idee e contenuti, forse non ancora paghi di tutto ciò che tale abominio geografico ha rappresentato in termini di perdite per l’area Jonica. Costoro, con i loro improbabili ed inutili disegni, si rendono complici e funzionali agli interessi del centralismo.

Continuando su questa scia perversa, giammai si verificheranno i presupposti politici per disporre di un’Area che possa definirsi tale e che si ponga come baricentro logistico non solo al contesto Jonico, ma in generale al bacino del Mediterraneo Orientale.”

Comitato Magna Graecia

REGGIO – La Biesse conferisce le borse di studio ai giovani protagonisti del cortometraggio “Liberi di Amare”

Reggio Calabria – lunedì 18 ottobre, presso l’auditorium dell’’Istituto Professionale Alberghiero Turistico – Villa San Giovanni, ha avuto luogo la cerimonia di consegna delle borse di studio ai giovani studenti protagonisti del cortometraggio “Liberi di Amare”.

L’Istituto Professionale Alberghiero Turistico, si è distinto al Concorso Nazionale Biesse “Giustizia e Umanità Liberi di Scegliere”, classificandosi al primo posto con un cortometraggio ispirato a un episodio, realmente accaduto, del racconto “Liberi di Scegliere”.

L’iniziativa coordinata dal Presidente dell’Associazione Biesse, Bruna Siviglia, in collaborazione con il Giudice Roberto Di Bella, Presidente del Tribunale per I Minorenni di Catania, nasce all’interno di percorso educativo sui valori di legalità, giustizia e umanità, che ha coinvolto le scuole italiane durante l’A.S. 2020/2021.

Nel mese di luglio, alla presenza del Giudice Di Bella, della sceneggiatrice Monica Zapelli e dell’attore Alessandro Preziosi, il cortometraggio della scuola reggina è stato proclamato vincitore tra i tre giunti in finale.

Nel corso della cerimonia, il Dirigente Scolastico Carmela Ciappina e il presidente dell’Associazione Biesse Bruna Siviglia, nel consegnare le borse di studio ai tre attori principali, Giacomo Moscato (Remo Vitrecchi), Aurora Costantino (Giulia Caputi), Andrea Malavenda (Teo Caputi), hanno manifestato la soddisfazione e l’importanza che iniziative come questa offrono al territorio e ai giovani che vi aderiscono.

Alla cerimonia sono intervenute la prof.ssa Rosangela Manzo già esperta di recitazione, nonché attrice nel ruolo del Giudice, l’arch. Antonella Postorino, sceneggiatrice e scenografa del cortometraggio, l’attrice teatrale Elena Festa che ha interpretato la madre del protagonista e il cast di studenti che hanno partecipato alle riprese: Giorgia Cartisano, Suamy Ciccarelli, Cristina Caliciuri, Altea Romano, Sonya Esperanza Marino Rosace, Ilaria Elia, Paolo Calabrò, Luigi Alescio.

REGGIO – Pubblicato il nuovo avviso esplorativo per l’assegnazione di eventi e spettacoli nel periodo novembre 2021-2022

La Città Metropolitana ha pubblicato il nuovo avviso esplorativo, rivolto ai Comuni del comprensorio, per l’assegnazione di eventi di spettacolo nel periodo novembre 2021-2022. A tal proposito, il consigliere delegato alla Cultura, Filippo Quartuccio, nel ringraziare gli uffici del settore e la dirigente Giuseppina Attanasio, spiega come “l’Ente abbia voluto proseguire il percorso di valorizzazione e tutela degli artisti locali inaugurato la scorsa estate”.
“Con il sindaco Giuseppe Falcomatà – avverte il consigliere – c’è la precisa volontà di vivacizzare e rendere più attrattivi i paesaggi metropolitani anche attraverso attività culturali, artistiche e musicali capaci d’esaltare l’estro e le capacità di artisti cresciuti e formati sul nostro territorio”.
“Inoltre – spiega Quartuccio – quest’ultima misura tiene conto anche dei Comuni dapprima impossibilitati a partecipare oppure commissariati che, grazie all’ultima tornata elettorale, hanno adesso una guida politica ed amministrativa magari interessata a valutare le opportunità del bando”.
“Un’ulteriore possibilità, quindi – continua il consigliere delegato – che la Città Metropolitana offre ai tanti Enti locali che nelle attività di spettacolo vedono una seria e concreta opportunità di crescita e di riscatto culturale e civile. Noi vogliamo dare proprio questa forma di attenzione al territorio, seguendo la logica di un rapporto sempre più stretto tra la società civile, gli amministratori comunali e metropolitani affinché dialogo, concertazione e confronto continuino ad essere le basi sui quali poggiare lo sviluppo della nostra bellissima area metropolitana”.

Agricoltura: Parentela (M5S), “Accolte le richieste di Calabria, Lombardia e Molise per i danni da maltempo”

«Sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale, i decreti del Ministero delle Politiche Agricole con cui il ministro Stefano Patuanelli accoglie le proposte delle regioni Calabria, Lombardia e Molise di attivazione degli interventi compensativi del fondo di solidarietà nazionale per i danni alle produzioni a seguito degli eventi calamitosi verificatisi nei mesi scorsi. Lo dichiara il deputato Paolo Parentela, esponente M5S in commissione Agricoltura. «È stata, infatti, dichiarata l’esistenza del carattere di eccezionalità – prosegue – per le piogge persistenti che dal 21 al 23 novembre 2020 hanno colpito la provincia di Cosenza e quella di Crotone, per le grandinate che dal 17 al 28 giugno scorso hanno interessato la provincia di Pavia e per le piogge alluvionali del 3-4 luglio nel lodigiano e dal 16 al 19 luglio in provincia di Campobasso Per questi territori saranno attivate le misure previste dal decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102. Si tratta – spiega Parentela – di aiuti volti a favorire la ripresa economica e produttiva delle imprese agricole come contributi in conto capitale fino all’80% del danno accertato sulla base della produzione lorda vendibile media ordinaria, elevato sino al 90% nelle zone svantaggiate; prestiti ad ammortamento quinquennale per le esigenze di esercizio dell’anno corrente e del prossimo, da erogare a tasso agevolato; proroga delle operazioni di credito agrario e agevolazioni previdenziali. Per queste misure, sono stati stanziati ulteriori 105 milioni di euro per tutto il territorio nazionale nel Decreto Sostegni-Bis». «Con la nuova PAC (Politica Agricola Comune), che entrerà in vigore nel 2023, metteremo in atto nuovi strumenti per incentivare maggiormente le imprese agricole ad assicurarsi così da dare loro maggiori garanzie, tutelandole dai sempre più frequenti ed eccezionali eventi calamitosi», conclude.