ROCCELLA IONICA – Sbarcati stamattina 300 migranti partiti dalla Turchia

Circa 300 migranti di varie nazionalità e tutti di sesso maschile sono sbarcati stamane nel Porto di Roccella Ionica, in Calabria. I profughi, che erano a bordo di un grosso peschereccio con i motori in avaria partito verosimilmente dalla Turchia circa sette giorni fa, sono stati intercettati e soccorsi la notte scorsa dai militari delle sezioni navali della Guardia di Finanza del Roan di Vibo Valentia e Roccella Ionica a circa 30 miglia di distanza a sud della cittadina della Locride.

Dopo l’abbordaggio, i migranti sono stati trasferiti su alcune motovedette della Guardia Costiera di Roccella e condotti in sicurezza in Porto. Una volta a terra sono stati sottoposti al test del tampone molecolare e successivamente, su disposizione della Prefettura di Reggio, sono stati momentaneamente sistemati in strutture di prima accoglienza situate in provincia di Reggio Calabria. Con quest’ultimo arrivo è salito a 41 il numero degli sbarchi (37 solo a Roccella Ionica) che finora si sono finora verificati nel solo tratto di costa della Locride negli ultimi quattro mesi. (ANSA).

COVID-19, Il bollettino della Regione Calabria del 19 ottobre

In Calabria, ad oggi, il totale dei tamponi eseguiti sono stati 1.252.412 (+5.744).

Le persone risultate positive al Coronavirus sono 85.759 (+110) rispetto a ieri.

Questi sono i dati giornalieri relativi all’epidemia da Covid-19 comunicati dai Dipartimenti di Prevenzione delle AA.SS.PP. della Regione Calabria.

Territorialmente, dall’inizio dell’epidemia, i casi positivi sono così distribuiti:

– Catanzaro: CASI ATTIVI 70 (5 in reparto, 2 in terapia intensiva, 63 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 11.417 (11.261 guariti, 156 deceduti);

– Cosenza: CASI ATTIVI 1.241 (20 in reparto, 2 in terapia intensiva, 1219 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 26.574 (25.924 guariti, 650 deceduti);

– Crotone: CASI ATTIVI 196 (0 in reparto, 0 in terapia intensiva, 196 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 8.198 (8.083 guariti, 115 deceduti);

– Reggio Calabria: CASI ATTIVI 716 (47 in reparto, 4 in terapia intensiva, 665 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 29.355 (28.952 guariti, 403 deceduti);

– Vibo Valentia: CASI ATTIVI 284 (8 in reparto, 0 in terapia intensiva, 276 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 6.365 (6.264 guariti, 101 deceduti);

L’asp di Catanzaro comunica 5 nuovi soggetti positivi di cui 1 residenti fuori regione.

VIBO VALENTIA – Fermato presunto aggressore del ragazzo 32enne sparato durante la movida di sabato scorso

I carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia hanno sottoposto a fermo il presunto autore del tentato omicidio di Domenico Catania, il 32enne ferito con un colpo di pistola al torace nella notte tra sabato e domenica scorsi a Vibo Valentia. Si tratta di Francesco Barbieri, di 20 anni, di Pannaconi – frazione del comune di Cessaniti – il presunto autore del ferimento del 32enne Domenico Catania.

Barbieri si trova recluso nel carcere di Vibo Valentia a disposizione dell’autorità giudiziaria in quanto raggiunto da un fermo di indiziato di delitto firmato dal pubblico ministero Luca Ciro Lotoro che dovrà essere ora convalidato dal gip.

    Il giovane è il nipote di Giuseppe Accorinti, alias Peppone, ritenuto il boss del Poro imputato nel processo Rinascita-Scott.
Al giovane la Procura di Vibo Valentia, guidata da Camillo Falvo, contesta il tentato omicidio oltre al porto abusivo di arma clandestina e spari in luogo pubblico. Barbieri si è presentato ieri sera al Comando provinciale dei carabinieri di Vibo Valentia accompagnato dal suo legale, l’avvocato Giuseppe Bagnato. Secondo le indagini dei carabinieri e della Procura, il tentato omicidio è stato filmato dalla telecamere di videosorveglianza presenti nel vicolo dove è avvenuta la discussione poi sfociata nel ferimento di Catania avvenuto al culmine di una lite per un parcheggio. Anche il padre ed i fratelli del fermato sono tutti sotto processo nell’ambito della maxioperazione Rinascita Scott con l’accusa di associazione mafiosa, così come la vittima.
La sparatoria non rientrerebbe in un contesto mafioso. Da qui la competenza della Procura ordinaria di Vibo Valentia e non della Dda di Catanzaro.

“L’indagine in questione è stata tutta frutto di un’attività investigativa perché nessuno ha parlato, neanche il ferito. Nessuno ha detto una parola e questa è una cosa grave”. Lo ha affermato in conferenza stampa il procuratore capo di Vibo Valentia Camillo Falvo, evidenziando il clima di omertà che ha caratterizzato la vicenda del ferimento del 32enne Domenico Catania conclusa con il fermo del presunto autore, Francesco
Barbieri, di 20 anni. Tra l’altro, i carabinieri sono intervenuti solo su segnalazione del 118 e le persone a conoscenza dei fatti “hanno tutte negato, nessuno ha collaborato. Prenderemo seri provvedimenti – ha detto Falvo – anche su questo versante. Addirittura dalle immagini abbiamo notato che c’erano dei passanti con questo ragazzo riverso per terra e nemmeno si sono fermati per capire cosa fosse successo. È una cosa che mi amareggia tanto”. (ANSA)

Le microplastiche nei mari calabresi su rivista scientifica internazionale

L’inquinamento da microplastiche negli ambienti marini è particolarmente insidioso, poiché una piccola frammentazione può avere accesso alla catena alimentare. Non ne sono esenti i mari che bagnano la Calabria, e più in generale tutto il Mediterraneo centrale, che è diventato una vasta area di accumulo di detriti di plastica, comprese le microplastiche, la cui composizione polimerica è ancora in gran parte sconosciuta.

I risultati di una ricerca sulla presenza delle microplastiche nei mari che bagnano la Calabria – realizzata con la collaborazione dell’Arpacal con dati del Centro regionale strategia marina diretto dal dr. Emilio Cellini – sono stati oggetto di un articolo scientifico pubblicato dall’International Journal of Environmental Research and Public Health (Giornale internazionale di ricerca ambientale e salute pubblica), prestigiosa rivista internazionale della piattaforma open MDPI.  (“Microplastics in the Center of Mediterranean: Comparison of the Two Calabrian Coasts and Distribution from Coastal Areas to the Open Sea” – Microplastiche al centro del Mediterraneo: confronto tra le due coste calabresi e distribuzione dalle aree costiere al mare aperto).

Il lavoro pubblicato è frutto di una efficace collaborazione con l’Università della Calabria – Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra ed il Dipartimento di Farmacia, scienze nutrizionali e Salute, confluito nella tesi di dottorato del Dott. Alessandro Marrone.

“Abbiamo segnalato – riferiscono i ricercatori autori della pubblicazione – un confronto tra le due coste calabresi, fornendo la caratterizzazione di una grande differenza in concentrazione di microplastiche tra versante tirrenico e ionico (87% vs. 13%, rispettivamente), probabilmente per la complessa circolazione marina e atmosferica, che rendono il versante tirrenico un’area di accumulo di materiali provenienti anche da luoghi lontani. Dimostriamo una grande differenza di concentrazione di microplastiche tra costa tirrenica e ionica calabrese, fornendo una caratterizzazione completa ed evidenziando che l’inquinamento da microplastiche è influenzato sia da rilascio locale e sia dall’idrografia delle aree”.

Questo studio ha analizzato, quindi, la composizione polimerica, la distribuzione granulometrica, la forma e il colore delle piccole particelle di plastica, raccolte dalla superficie del mare in sei stazioni nel centro del Mar Mediterraneo. E’ stata descritta anche la diversa distribuzione di microplastiche dalle zone costiere fino a 12 miglia nautiche al largo. L’analisi della composizione delle microplastiche ha mostrato che il materiale più abbondante era il polietilene (69%), seguito dal polipropilene (24%).

ARPACAL, con il suo Centro Regionale Strategia Marina effettua dal 2015 il campionamento delle microplastiche in sei transetti costieri regionali spingendosi sino a 6 miglia nautiche dalla costa. I dati acquisiti dall’ARPACAL, infatti, sono periodicamente trasmessi nella banca dati del Ministero della Transizione Ecologica, già ministero dell’ambiente, ed interessano uno dei moduli con cui è composto il piano operativo d’azione del Programma Strategia Marina.

Gli studi si concentrano sui frammenti di plastica presenti in mare con dimensioni inferiori ai 5 mm, praticamente invisibili ad occhio nudo. Questa minaccia galleggiante viene prelevata con un retino chiamato “Manta Trawl”, costruito appositamente per navigare nello strato superficiale della colonna d’acqua e campionare quindi entro lo strato superficiale interessato dal rimescolamento causato dal moto ondoso. L’utilizzo della rete permette di campionare grandi volumi d’acqua, trattenendo le microplastiche.

I campioni prelevati vengono poi sottoposti ad analisi quali-quantitativa in osservazione allo stereo microscopio, suddividendo le microplastiche per colore e forma. La concentrazione di microplastiche viene espressa come numero di oggetti per metro cubo d’acqua di mare campionata. L’elaborazione dei dati è di estremo interesse nella fase valutativa dello stato di qualità dell’ambiente marino-costiero calabrese.

Europa volley, Spirlì dona il riconoscimento ai genitori di Lavia

Il presidente della Regione, Nino Spirlì, ha consegnato un riconoscimento ai genitori del campione d’Europa di volley, Daniele Lavia, dopo il titolo conseguito dall’Italia nella finale che si è svolta in Polonia contro la Slovenia.

Il premio, realizzato dall’orafo calabrese, Michele Affidato, è stato fatto omaggio, oggi, nella sede della cittadella “Jole Santelli”, alla mamma Sabrina Tortello e al papà Cesare Francesco.

Daniele Lavia, 21 anni, nato a Cariati e cresciuto a Rossano, è attualmente in forza alla Trentino Volley.

REGGIO – ‘Ndrangheta e Rifiuti, Operazione “MALA PIGNA”: eseguite misure cautelari nei confronti di 29 persone e 5 società, nelle province di Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, Ravenna, Monza Brianza, Brescia e Bergamo.

Dalle prime ora di questa mattina, i Carabinieri del Gruppo CC Forestale di Reggio Calabria, coadiuvati dai Carabinieri Forestali afferenti a vari Reparti in Calabria, Sicilia, Lombardia ed Emilia Romagna, e dai Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, con il supporto dello Squadrone Eliportato Carabinieri “Cacciatori Calabria“, dell’8° Nucleo Elicotteri Carabinieri di stanza a Vibo Valentia e dell’Aliquota di Primo Intervento (API) di stanza a Reggio Calabria, sono impegnati nell’esecuzione di un’Ordinanza di custodia cautelare personale a carico di 29 soggetti, con contestuale Decreto di sequestro preventivo per cinque società operanti nel settore dei rifiuti e di somme per equivalente, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria, indagate  a vario titolo per associazione di tipo mafioso, disastro ambientale, traffico illecito di rifiuti, intestazione fittizia di beni, estorsione, ricettazione, peculato, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, violazione dei sigilli e danneggiamento aggravato.

Il provvedimento, adottato nella fase delle indagini preliminari e salve le ulteriori determinazioni dell’Autorità giurisdizionale di merito, è stato eseguito nelle province di Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, Ravenna, Brescia e Monza-Brianza.

Le indagini condotte dai militari del NIPAAF (Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale) di Reggio Calabria, sotto la direzione del Procuratore della Repubblica, dr. Giovanni Bombardieri e coordinate dal Procuratore Aggiunto Dr. Calogero Gaetano Paci e dai Sostituti Procuratori Dr. Gianluca Gelso ( poi trasferito ad altro Ufficio ) e Dr.ssa Paola D’ambrosio e Dr. Giorgio Panucci, venivano avviate nell’anno 2017 e traevano origine da un sopralluogo eseguito presso la sede aziendale della società “ECOSERVIZI S.R.L.”, ditta di trattamento di rifiuti speciali di natura metallica, sita nella zona industriale del Comune di Gioia Tauro (RC) e gestita dalla famiglia DELFINO, da decenni attiva nel settore. I primi riscontri investigativi evidenziavano che la società, nonostante fosse oggetto dei provvedimenti di sospensione dell’autorizzazione al trattamento dei rifiuti e di cancellazione dall’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali, era diventata il fulcro di un’attività organizzata per il traffico di rifiuti speciali di natura metallica, con base operativa a Gioia Tauro (RC) e con marcate proiezioni sul territorio nazionale ed internazionale. DELFINO Rocco, per anni socio e Procuratore Speciale della società, con il contributo materiale e morale di ulteriori soggetti, mediante artifizi volti ad aggirare la normativa antimafia, promuoveva un’associazione volta al traffico illecito di rifiuti mediante la gestione di aziende fittiziamente intestate a soggetti terzi ma riconducibili alla diretta influenza e al dominio della famiglia DELFINO, quali la società MC METALLI S.R.L e la ditta CM SERVICEMETALLI S.R.L. Gli amministratori aziendali di tali aziende si palesavano quali prestanome dei traffici illeciti dei DELFINO, con una completa ed incondizionata comunione di affari ed interessi. L’obiettivo era quello di servirsi dell’immagine e del nome di società apparentemente “pulite”, rette da un amministratore legale privo di pregiudizi penali e di polizia, avente tutte le carte in regola per poter ottenere le autorizzazioni necessarie alla gestione di un settore strategico, qual è quello dei rifiuti speciali, ed in tal modo intrattenere rapporti contrattuali con le maggiori aziende siderurgiche italiane, contrattare l’importazione e l’esportazione di rifiuti da e per Stati esteri, nonché aspirare all’iscrizione in white list negli elenchi istituiti presso la Prefettura.

Nel programma criminale mafioso della famiglia DELFINO rientrava, altresì, il dominio assoluto della ditta DELFINO s.r.l., società in confisca definitiva sin dall’anno 2007 in quanto oggetto di un procedimento di prevenzione attivato nei confronti della famiglia DELFINO alla fine degli anni novanta, sull’assunto che il DELFINO Rocco e i fratelli gravitassero nella galassia della famiglia ‘ndranghetistica dei MOLÈ. Le indagini permettevano di accertare che la società confiscata DELFINO S.R.L., ancora attiva sul mercato, altro non fosse che un’azienda di schermatura per le attività illecite dei fratelli DELFINO, con il concorso attivo dei coadiutori e amministratori designati dall’Agenzia Nazionale dei beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata, nonché di professionisti (avvocati, consulenti, commercialisti ed ingegneri ambientali) che prestavano per la stessa la propria opera di intelletto, con metodo fraudolento e sotto la direzione dei DELFINO. In particolare il DELFINO Rocco infiltrava la DELFINO S.r.l. con professionisti spregiudicati a lui fedeli, esercitava la sua influenza convocando i coadiutori al suo cospetto e dettando loro i comportamenti da opporre alle richieste dell’ANBSC. Il tutto finalizzato a mantenere il completo controllo mafioso della società in confisca, in un clima di intimidazione e prevaricazione.

Altra allarmante condotta delittuosa accertata nel corso delle indagini riguardava lo smaltimento illecito di ingenti quantitativi di rifiuti speciali, anche pericolosi, attraverso attività di interramento nel suolo, diventato oggetto di investigazione e di accertamenti tecnici eseguiti dai Consulenti Tecnici nominati dalla Procura della Repubblica. Autocarri aziendali partivano dalla sede della società con il cassone carico di rifiuti speciali, spesso riconducibili a “Car Fluff” (rifiuto di scarto proveniente dal processo di demolizione delle autovetture) e giungevano in terreni agricoli posti a pochi metri di distanza, interrando copiosi quantitativi di rifiuti, anche a profondità significative. Gli accertamenti eseguiti portavano a disvelare anche l’interramento di altri materiali, quali fanghi provenienti presumibilmente dall’industria meccanica pesante e siderurgica. Tali terreni agricoli, a seguito degli interramenti ed a cagione di essi, risultavano gravemente contaminati da sostanze altamente nocive, alcune di esse rilevate sino a valori pari al 6000% (seimila percento) del limite previsto, con il concreto ed attuale pericolo che le sostanze inquinanti possano infiltrarsi ancor più nel sottosuolo determinando la contaminazione anche della falda acquifera sottostante.

Le indagini permettevano inoltre di documentare specifiche vicende estorsive a danno di imprese impegnate nell’appalto per la demolizione delle gru di banchina ormai obsolete presso il Porto di Gioia Tauro. Tale vicenda vedeva coinvolti in prima linea alcuni degli odierni arrestati, nello specifico DELFINO Rocco e CANGEMI Domenico, quali esponenti della cosca PIROMALLI di Gioia Tauro, e PALAIA Francesco B. quale esponente della cosca BELLOCCO di Rosarno.

L’attività investigativa consentiva inoltre di ricostruire i rapporti tra DELFINO Rocco, MESSINEO Aurelio (fedelissimo del boss PIROMALLI Giuseppe alias “Facciazza”) e l’Avv. Giancarlo PITTELLI, legale di fiducia della famiglia PIROMALLI. Dalle indagini emergeva che l’Avv. Giancarlo PITTELLI veicolava informazioni dall’interno all’esterno del carcere tra i capi della cosca PIROMALLI, detenuti in regime carcerario ai sensi dell’art. 41 bis, ossia PIROMALLI Giuseppe cl. 45 detto “Facciazza” ed il figlio PIROMALLI Antonio cl. 72, e DELFINO Rocco, quale soggetto di estrema fiducia per i Piromalli in quanto elemento di vertice della stessa cosca. Inoltre, l’Avv. Giancarlo PITTELLI si attivava a favore di DELFINO Rocco nelle vicende giudiziarie riguardanti la revisione del procedimento di prevenzione nei confronti della società in confisca Delfino s.r.l., pendente dinanzi al Tribunale di Catanzaro Sezione Misure di Prevenzione, con l’intento di “influire” sulle determinazioni del Presidente del Collegio al fine di ottenere la revoca del sequestro di prevenzione, nonché con una serie di ulteriori condotte che esulavano dal mandato difensivo.

Nel quadro sopra rappresentato, anche il Aurelio MESSINEO si palesava quale trait d’union tra il nucleo familiare del boss Giuseppe  PIROMALLI e il Rocco DELFINO, come necessario veicolatore dell’esigenze espresse dalla famiglia PIROMALLI. Difatti ogni contatto veniva intermediato dal Aurelio MESSINEO e dall’Avv. Giancarlo PITTELLI, i quali garantivano che l’impegno profuso dal Rocco  DELFINO a favore della cosca fosse rappresentato a chi di dovere, ossia ai componenti del nucleo familiare del Giuseppe PIROMALLI cl. 45. È in quest’ottica che il Rocco DELFINO assumeva un ruolo di tutore degli interessi della cosca PIROMALLI, attento a curarne le esigenze familiari e le vicende giudiziarie, pronto a sostenere economicamente, in nome e per conto della cosca, anche le spese di difesa.

Queste le misure personali e reali disposte

Misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di:

  1. Rocco DELFINO 
  2. Giovanni  DELFINO cl. ‘57
  3. Giovanni  DELFINO cl. ‘93
  4. Salvatore DELFINO 
  5. Domenico CANGEMI 
  6. Aurelio MESSINEO 
  7. Francesco Benito PALAIA 
  8. Giancarlo PITTELLI 
  9. Roberto FORGIONE 

Misura degli arresti domiciliari nei confronti di:

  1. Giuseppe Antonio NUCARA 
  2. Alessio Alberto GANGEMI 
  3. Deborah Anna CANNIZZARO 
  4. Concetta ZAPPONE 
  5. Domenico GIORDANO 
  6. Giulio CALABRETTA 
  7. Salvatore TROVATO MAZZA 
  8. Orlando GALATA’ 
  9. Pier Paolo CAVALLARI 
  10. Vincenzo MURATORE

Misura dell’obbligo di dimora nel comune di residenza ed obbligo di firma alla P.G. nei confronti di:

  1. Cosimo BEVILACQUA
  2. Domenico AMATO 
  3. Mariapaola PALERMO 
  4. Pierino AMATO 
  5. Francesca ARCERI 
  6. Girolamo BRUZZESE 
  7. Giuseppe PETRACCA 
  8. Riccardo MARINO 
  9. Matteo Rocco DELFINO 

     Misura dell’obbligo giornaliero di presentazione alla PG nei confronti di:

  1. Fabio 
  2.  TAVERNITI 

Sequestro preventivo delle seguenti società, compreso il patrimonio aziendale:

–  Intero capitale sociale e patrimonio aziendale della ECOSERVIZI S.R.L. con sede legale in Gioia Tauro (RC)

– DITTA INDIVIDUALE RD DI ROCCO DELFINO, con sede legale in Catanzaro

– CM SERVICEMETALLI S.R.L., con sede legale in Ravenna

– Ditta individuale Giovanni DELFINO (cl. 93), con sede in Gioia Tauro (RC)

– Ditta individuale Giovanni DELFINO (cl. 57)

E’ stato disposto, inoltre, il sequestro preventivo della somma complessiva di € 1.609.942,13, di cui € 909.442,13 nei confronti delle società RD di Rocco Delfino, ECOSERVIZI S.R.L., MC METALLI S.R.L., CM SERVICEMETALLI S.r.l., nonché della somma di € 700.500,00 nei confronti di DELFINO Rocco, NUCARA Giuseppe Antonio e GANGEMI Alessio Alberto.

SIDERNO (RC) – la Dott.ssa Mariateresa FRAGOMENI vince la sfida al ballottaggio nelle Elezioni comunali

A Siderno, Comune con popolazione legale di 16.879 abitanti, nella prima tornata elettorale del 3 e 4 ottobre 2021 nessun candidato alla carica di Sindaco ha ottenuto la maggioranza assoluta dei voti validi, per cui si è resa necessaria una seconda tornata elettorale per l’elezione del Sindaco.

Sono stati ammessi al ballottaggio del secondo turno, tenutosi il 17 e 18 ottobre 2021, Mariateresa FRAGOMENI e Domenico BARRANCA, risultati i 2 candidati alla carica di Sindaco che hanno ottenuto al primo turno il maggior numero di voti. 7.165 votanti, pari al 43,46 % degli elettori, un dato in calo rispetto al primo turno (Elettori: 16.488  –  Votanti: 9.654 il 58,55%).

Ecco i risultati della seconda tornata elettorale del 17 – 18 ottobre, ballottaggio tra i candidati a Sindaco, FRAGOMENI e BARRANCA, in cui è stato eletto il primo cittadino di Siderno:

  • FRAGOMENI MARIATERESA Voti 4.452         64,07   %
  • BARRANCA DOMENICO Voti 2.497         35,93   %

– Schede nulle: 159;  – Schede bianche: 56; – Schede contestate: 1 .-

 

Di seguito un breve profilo del nuovo Sindaco di Siderno (RC):

La Dott.ssa Mariateresa FRAGOMENI, nata a Locri (RC il 14.08.1975, laureata in Scienze Politiche – indirizzo economico – nel 1998 presso l’università di Roma “La Sapienza”, dottore commercialista, è stata Consigliere comunale più volte a partire dal maggio 2001, e segretaria del Partito Democratico. Nel Pd ha fatto parte del Direttivo regionale ed è stata vice segretario provinciale.

Con la giunta regionale guidata da Oliverio è stata chiamata a ricoprire la carica di assessore (2018/2019) al Bilancio e Programmazione economica.

 

Carriera in Istituzioni della Dott.ssa Mariateresa FRAGOMENI:

  • dal 14/04/2018 al 27/01/2020 : Assessore AL BILANCIO ED ALLE POLITICHE DEL PERSONALE Regione Calabria
  • dal 06/06/2015 al 09/08/2018 : Consigliere Consiglio Comunale Siderno (RC) (Lista di elezione: PD)
  • dal 15/06/2011 al 02/06/2012 : Consigliere Consiglio Comunale Siderno (RC) (Lista di elezione: PD)
  • dal 18/10/2006 al 01/03/2010 : Consigliere Consiglio Comunale Siderno (RC) (Lista di elezione: ALLEANZA)

 

 

https://www.regione.calabria.it/website/portalmedia/2018-07/CV_-Mariateresa-Fragomeni.pdf

 

REGGIO – Violenta rissa sul lungomare di Reggio Calabria. Falcomatà: “E’ un enorme problema educativo”

Nella serata di sabato si è verificata una furiosa rissa sul lungomare di Reggio Calabria, che ha visto coinvolti numerosi giovani: a volare non sono stati solo calci e pugni, ma sedie e tavolini appartenenti al malcapitato bar nelle immediate vicinanze.

Determinante il pronto intervento delle forze dell’ordine per sedare la rissa e ristabilire la quiete.

Inoltre il sindaco Falcomatà ha subito denunciato sui social l’accaduto, postando il video della violenta lite: “Quando sabato scrivevo che esiste un enorme problema educativo nella nostra città che ci vede tutti coinvolti, qualcuno ha preferito ironizzare.”

Guardate quello che è successo quel giorno sul Lungomare fuori da uno dei lidi, prima dell’intervento della Questura. Non è normale, – continua il primo cittadino – non possiamo rimanere indifferenti, non è degno della nostra Reggio”.

“Bisogna insistere con la rete delle alleanze educative che tanto bene ha fatto in passato. Allo stesso tempo chiederò al Prefetto la convocazione di un comitato ordine e sicurezza. E probabilmente bisognerà ripensare le modalità di utilizzo di questi spazi per la prossima estate”. – conclude Facomatà.

 

Salone del libro di Torino, vasta partecipazione allo stand della Regione Calabria

La XXXIII edizione del Salone internazionale del libro di Torino, resa straordinaria anche dal ritorno in presenza, si è chiusa oggi allo stand regionale in un clima di entusiasmo e di soddisfazione generale dei partecipanti, per la ricchezza di eventi in programma, che hanno potuto contare su un pubblico vasto, interessato e partecipativo.

Un successo segnato dalla sinergica collaborazione di editori, autori e della Città di Vibo Valentia, Capitale Italiana del libro 2021, che assieme alla Regione Calabria hanno investito su questa importante vetrina per valorizzare il patrimonio culturale calabrese.

GLI EVENTI

L’ultima giornata di partecipazione della Regione Calabria al Salone Internazionale di Torino, XXXIII edizione, si è conclusa con un’articolata presentazione di alcune opere della casa editrice Grafichèditore. Un doppio incontro con Eugenio Giudice, giornalista, che ha dialogato con Antonio Coltellaro, insegnante di letteratura e lingua francese, sulla sua traduzione “Francois Lenormant la Magna Grecia-Greci e Normanni nel Medio Tirreno Calabrese”.

La seconda opera “Vite rubate”, di Vittoria Butera e Eugenio Giudice, è stata portata all’attenzione dei tanti partecipanti in dialogo tra il giornalista Giudice e il professor Coltellaro.

Momenti di attenzione generale per il primo libro traduzione innestantesi sull’opera dell’archeologo Lenormant, fatto rivivere attraverso le parole dell’autore Coltellaro, che ha ripercorso le tappe storiche della presenza dei Greci e dei Normanni in Calabria. Coltellaro ha risposto alle tante sollecitazioni del pubblico soffermandosi su Terina, sulla tematica del viaggio in Calabria, meta per lungo periodo evitata per timore dei briganti e per la condizione delle strade, sulla lingua e sui reperti, su Nocera, Crotone, Vibo, Lamezia Terme e tanto altro.

Passando da una narrazione all’altra coi medesimi relatori si è èoi parlato di “Vite rubate”, quelle scelte dalla professoressa Vittoria Butera, fine intellettuale ed esperta autrice di altri testi a tema, e dal giornalista Eugenio Giudice in un libro significativo in cui entra la lingua dialettale nelle due parti, Vita quotidiana con testimonianze dirette e indirette e fango e sangue, concluse da una fantastica e interessante appendice.

Le “Storie di mare” incantano il lingotto. la Guardia Costiera al Salone Internazionale del Libro di Torino con una collana dedicata al mare

Il Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia costiera ha preso parte, per la prima volta, al Salone Internazionale del Libro, la più importante manifestazione italiana dedicata ai libri e all’editoria, iniziata il 14 ottobre e in programma fino a oggi al centro congressi Lingotto Fiere di Torino.

Tema di questa edizione, la prima dopo la chiusura per la pandemia, è “Vita Supernova”, nel settimo centenario della morte di Dante Alighieri. La vita che riparte, dunque, e lo fa attraverso il valore della cultura e della memoria. Da qui l’idea del Comando generale di presentare, in un palcoscenico importante come il Salone di Torino, la collana letteraria, “Storie di mare”, edita da All Around. Un progetto che rientra nelle iniziative editoriali promosse dal Corpo per diffondere la conservazione della memoria e dell’immenso patrimonio delle tradizioni marittime del nostro Paese.

“Storie di mare” è stata presentata, ufficialmente, domenica 17 ottobre, presso lo stand dello Stato Maggiore Difesa, dalla giornalista Lucia Visca, amministratore delegato di All Around e dal Capitano di Vascello Cosimo Nicastro, direttore della collana e Capo ufficio comunicazione del Comando Generale, alla presenza degli autori Donatella Alfonso e Marco Di Milla.

Questa collana – ha detto Lucia Visca nel suo saluto introduttivo – è uno dei rari esempi di collaborazione tra pubblico e privato, con la particolarità di aver pubblicato in un anno, contraddistinto dall’emergenza sanitaria causata dalla pandemia, già 5 libri; frutto di un lavoro sinergico, caratterizzato da una grande qualità e da una attenta ricerca storica.”

“Un momento importante – ha dichiarato il Comandante Nicastro – che suggella un percorso comunicativo con progettualità definite di comunicazione. La Guardia Costiera – ha sottolineato il direttore della collana – da anni investe sulla cultura del mare nella convinzione che un Paese a forte vocazione marittima come la nostra Italia, circondato da 8.000 chilometri di costa, debba dare quel giusto riconoscimento e valore al mare non soltanto da un punto di vista paesaggistico ma anche culturale, scientifico, storico ed economico, per raccontarlo in maniera completamente trasversale: da un punto di vista narrativo, tecnico e divulgativo. Un’idea editoriale, quella nata dalla collaborazione fra All Around e Guardia Costiera, opportuna e necessaria per parlare di valori e cultura, ma anche per raccontare episodi meno conosciuti, meno clamorosi, ma altrettanto significativi e sicuramente meritevoli di essere ricordati e portati all’attenzione di tutti.”

Ad oggi, questi i cinque i libri di “storie di mare” pubblicati.

il primo, “Navi Mute. Il mistero sulla morte del Comandante Natale De Grazia“, scritto a quattro mani dai giornalisti Giampiero Cazzato e Marco Di Milla, quest’ultimo anche sottufficiale della Guardia Costiera, parte dai valori umani e professionali che hanno contraddistinto la preziosa esistenza di De Grazia, ripercorrendo le circostanze che portarono alla sua morte. Ufficiale in servizio alla Capitaneria di porto di Reggio Calabria e tenace investigatore – ha spiegato il suo autore – De Grazia fu chiamato dalla Procura a fare luce su un traffico illecito di rifiuti radioattivi nel Mediterraneo, in virtù della sua perizia e delle sue spiccate qualità morali.

Il secondo libro della collana, dal titolo “Affondate le navi”, presentato dall’autrice e giornalista Donatella Alfonso è dedicato a Enrico Roni, Comandante della Capitaneria di porto di Savona, che nel giorno dell’armistizio, l’8 settembre del ’43, prese una decisione difficile: quella di far allontanare il naviglio militare, di base nel porto di Savona, per non consegnarlo ai tedeschi rischiando anche la vita. Commentando, qualche anno dopo, Roni disse “Ho fatto soltanto il mio dovere“.  “Questo libro – ha commentato la scrittrice Donatella Alfonso – vuole essere il giusto riconoscimento alle scelte coraggiose di un uomo, che in un momento difficile per il Paese, scelse da che parte stare”.

Sono altri tre i volumi che trattano altrettanti passaggi cruciali della storia della marineria italiana.

Il giorno del diavolo“, scritto da Maurizio Piccirilli è un libro che racconta del difficoltoso primo grande soccorso in mare: quello prestato alla nave London Valour nelle acque genovesi, negli anni settanta – periodo in cui ancora le Capitanerie non potevano disporre delle odierne tecnologie per effettuare i soccorsi in mare – conclusosi con il salvataggio di 38 membri dell’equipaggio scampati alla morte grazie al coraggio e al valore dell’allora Tenente di vascello Giuseppe Telmon, al comando di una motovedetta della Capitaneria genovese.

La quarta opera della collana, che si intitola “Incanto del blu”, di Marina Viola, racconta del nostro mare e, in particolare, di quel prezioso e allo stesso tempo fragile ecosistema marino presente nelle aree di maggior pregio che percorrono gli 8.000 km di coste del nostre Paese, suddivise in zone a differente grado di tutela, da sempre affidata alla Guardia costiera, per una corretta fruizione delle stesse Aree protette da parte di turisti e cittadini.

Si arriva poi al libro “Silurate”, e con esso ad un altro doloroso capitolo della storia marittima della nostra nazionale, ovvero uno dei tantissimi affondamenti avvenuti per causa bellica durante la Seconda guerra mondiale. La storia che viene raccontata in questo libro dal professore Luciano Zani è una storia nota, alla quale si è però deciso di conferire ulteriore potenzialità, nonché la possibilità di essere conosciuta ai più, facendo in modo che “uscisse” dalle isole ponziane per poter continuare a navigare e raccontare al Paese un piccolo grande pezzo di storia di quel periodo. La scoperta risale al 2008 quando l’Ufficio Comunicazione del Comando generale, impegnato in ricerche storiche, si imbattè nei documenti ufficiali relativi al piroscafo Santa Lucia, grazie ai quali la storia potè emergere.

A conclusione dell’evento, il comandante Nicastro ha dato appuntamento ai lettori all’edizione 2022 del salone del libro, annunciando le prossime uscite della collana Storie di mare: “Sotto le stelle del Giglio”, a 10 anni esatti dal naufragio della nave Costa Concordia, il ricordo della notte del 13 gennaio 2012  – in cui, sotto il coordinamento della Guardia Costiera, furono salvate oltre 4000 persone – affidato alla penna dello scrittore e sceneggiatore televisivo Salvatore De Mola. Un altro titolo, in uscita nella primavera 2022, sarà dedicato alle processioni religiose che si svolgono in mare, che da sempre vedono la Guardia Costiera occuparsi della loro sicurezza, per capire cosa rappresentano per i tanti comuni costieri che le ospitano, per le tradizioni delle popolazioni che vivono sul mare.