PALMI (RC) – Cilea ricordato attraverso il suo verismo colto e la sua Ode sinfonica

Nell’occasione dell’anniversario di morte del compositore palmese Francesco Cilea (Palmi, 23 luglio 1866 – Varazze, 20 novembre 1950), il verismo musicale colto e il suo Canto della Vita, scritto nel 1913 in occasione del centenario della nascita di Giuseppe Verdi ed eseguito al Teatro Carlo Felice di Genova, revisionato dallo stesso Cilea a distanza di vent’anni e pubblicato nel 1934 come Ode sinfonica, sono stati al centro della giornata di studi svoltasi nella cornice dell’auditorium della casa della Cultura Leonida Repaci di Palmi. L’incontro è stato promosso nell’ambito della rassegna Synergia 46 dall’associazione Amici della Musica Nicola Antonio Manfroce, presieduta da Antonio Gargano, e cofinanziata nell’ambito dell’avviso pubblico Animazione Eventi Culturali della Regione Calabria.

«Il verismo musicale è stato segnato da due fasi – ha spiegato il professore Guido Salvetti – quella più immediata, di cui fu espressione massima La Cavalleria Rusticana di Mascagni, e quella più colta, e forse anche meno spontanea, di cui fu autorevole esponente Giacomo Puccini e alla quale si ispirò anche il nostro Francesco Cilea. Fu una corrente poi abbracciata anche da Mascagni quando compose Le Maschere e Parisina. Colgo, comunque, in Francesco Cilea una certa freschezza di ispirazione, un tratto suo peculiare particolarmente spiccato nelle opere come Adriana Lecuovreur e l’Arlesiana. Avrebbe potuto comporre ancora molto, non solo opere liriche, e contribuire tanto al panorama musicale del tempo ma ad un tratto, per quelle scelte che restano nella sfera privata di ciascuno, si ritirò di buon ordine», ha spiegato il professore Guido Salvetti, musicologo, docente di storia della musica, dal 1996 al 2004 anche direttore del conservatorio di musica Giuseppe Verdi di Milano.

«Composto su commissione del comune di Genova, per celebrare il grande Giuseppe Verdi nel 1913, sui versi di Sem Benelli con cui poi vi furono incomprensioni, il Canto della Vita di Francesco Cilea – ha spiegato il maestro Domenico Giannetta – fu subito dallo stesso compositore accantonato, non pubblicato e addirittura distrutto, al punto che ad oggi non ci pervengono tracce dell’opera. Tuttavia, definita dallo stesso Cilea un rifacimento, l’opera riapparve vent’anni dopo, nel 1934 quando a scrivere i versi per la sua musica era stato Ettore Moschino e quando, pertanto, fu attribuito all’opera un altro titolo, appunto Ode sinfonica. Non sappiamo quanto ci sia in quest’Ode dell’opera originaria, dal momento che di questa non è sopravvissuto alcuna partitura. Possiamo però intuire un legame comunque forte tra le due, visto che si parla di rifacimento. Per altro è un’opera che Cilea, com’era solito fare, con il suo approccio minuzioso e preciso, rimaneggiò fino alla fine della sua vita, nonostante nella sua autobiografia ne abbia fatto un cenno soltanto. È stato possibile ricostruire l’Ode, addivenendo così a quella che avrebbe potuto essere la versione definiva, attingendo dai suoi appunti presenti sulle due copie della partitura e sulle due copie della riduzione per canto e pianoforte, edite da Sonzogno. Studiando le annotazioni che lo stesso Cilea aveva riportato su queste edizioni, custodite nel fondo a lui dedicato della casa della cultura Repaci, ho provato a ricostruire quella che potrebbe essere la sua Ode sinfonica secondo le ultime volontà», ha spiegato ancora il maestro Domenico Giannetta, docente di Armonie e Analisi presso il conservatorio Fausto Torrefranca di Vibo Valentia e revisore della raccolta di Opere di Nicola Antonio Manfroce.

L’incontro si è concluso con la proiezione dell’esecuzione dell’Ode ad opera dell’orchestra diretta da Marco Alibrando e del coro Francesco Cilea diretto da Bruno Tirotta, con la partecipazione del tenore Francesco Anile.  Una perfomance, ripresa da Enzo Barone, risalente al 23 dicembre 2016, resa nell’ambito delle celebrazioni per i 150 anni dalla nascita del compositore palmese a Reggio Calabria.

Prossimo appuntamento con la rassegna Synergia 46, sabato 27 novembre alle ore 18, sempre presso l’auditorium della casa della cultura Repaci di Palmi. L’associazione Amici della Musica Nicola Antonio Manfroce, proporrà il recital chitarristico, con una composizione in prima esecuzione assoluta, del musicista Edoardo Marchese.

 

 

COVID-19, il bollettino della Regione Calabria del 23 novembre

Le persone risultate positive al Coronavirus sono 91245 (+163) rispetto a ieri.

Questi sono i dati giornalieri relativi all’epidemia da Covid-19 comunicati dai Dipartimenti di Prevenzione delle AA.SS.PP. della Regione Calabria.

Territorialmente, dall’inizio dell’epidemia, i casi positivi sono così distribuiti:

– Catanzaro: CASI ATTIVI 288 (14 in reparto, 6 in terapia intensiva, 268 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 11.666 (11.503 guariti, 163 deceduti).

– Cosenza: CASI ATTIVI 1.413 (49 in reparto, 4 in terapia intensiva, 1.360 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 27.773 (27.102 guariti, 671 deceduti).

– Crotone: CASI ATTIVI 165 (4 in reparto, 0 in terapia intensiva, 161 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 8.794 (8.676 guariti, 118 deceduti).

– Reggio Calabria: CASI ATTIVI 1.447 (38 in reparto, 2 in terapia intensiva, 1.407 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 30.883 (30466 guariti, 417 deceduti).

– Vibo Valentia: CASI ATTIVI 323 (8 in reparto, 0 in terapia intensiva, 315 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 7.034 (6.930 guariti, 104 deceduti).

GIOIA TAURO (RC) – Il Patto per la Parità di Genere si estende al cluster marittimo dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio

Il Patto per la Parità di Genere si estende al cluster marittimo dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio. L’Ente, guidato dal presidente Andrea Agostinelli, dopo aver aderito al progetto nazionale di Assoporti con il decreto n°17/2021 dello scorso 21 luglio, ha ora invitato i terminalisti, le imprese portuali (art. 16 Legge 84/94) e le organizzazioni sindacali a condividerne concretamente i relativi principi e le conseguenti azioni.

Si tratta di un documento programmatico adottato in adesione all’iniziativa dell’Unione Europea denominata “Women in Transport Opportunity and Challenge for the Italian Ports”, che risponde al diritto fondamentale sancito dall’art. 23 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE, laddove si afferma che la parità tra uomini e donne deve essere assicurata in tutti i campi.

L’obiettivo è quello di avviare un percorso condivo di riduzione di tutte le diseguaglianze di genere che, soprattutto in ambito portuale, costituiscono una realtà da superare.

<<L’auspicio dell’Autorità – ha spiegato il presidente Andrea Agostinelli – è che i principi e gli obiettivi in esso contenuti possano essere condivisi, anche mediante un’adesione formale, da tutti gli operatori del nostro Porto, al fine di dare un segnale importante e di garantire la concreta valorizzazione del benessere sui luoghi di lavoro, le pari opportunità, la repressione di fenomeni di emarginazione, l’eliminazione di ogni forma di violenza, sia essa sessuale, morale e psichica>>.

Il Patto di Parità di Genere ha, altresì, ricevuto l’approvazione del Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, che lo scorso 8 marzo, in occasione della giornata internazionale della donna, ha richiamato l’attenzione dei vertici delle società vigilate e dei presidenti dell’Autorità di Sistema portuale sulla necessità di avviare e consolidare “politiche aziendali volte a ridurre, e quanto prima eliminare, le diseguaglianze di genere, in tutte le loro forme”.

In tale contesto, l’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, dopo aver aderito al Patto e nominato referente dell’Ente l’avvocato Simona Scarcella, responsabile del Settore Affari Legali, punta ora ad agire affinché, attraverso una mirata opera di sensibilizzazione, l’intero cluster portuale adotti politiche di valorizzazione del benessere nei luoghi di lavoro, favorisca le pari opportunità, reprima fenomeni di emarginazione o svalutazione delle attività delle lavoratrici e dei lavoratori, elimini ogni forma di violenza.

Nel contempo, al fine di porre in essere specifiche basi operative, l’Ente parteciperà, quale soggetto capofila insieme ai porti di Ancona e di Taranto, alla costituzione di una piattaforma telematica, condivisa da Assoporti e da tutte le AdSp italiane, per definire, adottare e monitorare le relative politiche aziendali a livello nazionale.

Si tratta di una piattaforma che avrà l’obiettivo di fotografare lo stato dell’arte e i futuri processi di sviluppo, all’interno della quale, su invito dell’Ente, prenderanno parte anche i terminali, le imprese portuali (Art.16 Legge 84/94) e le organizzazioni sindacali.

Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, il presidente del Consiglio regionale Mancuso: “Oltre alle ricorrenze, servono i fatti”

Alla vigilia della Giornata mondiale contro la violenza alle donne, il presidente del Consiglio regionale della Calabria Filippo Mancuso, è del parere che “oltre alle ricorrenze, pure importanti, debbono seguire i fatti. Perché l’esplosione di violenza contro le donne, specie quella inflitta nelle mura di casa, che ogni ora e ogni giorno scuote le coscienze, ci dice che non si sta facendo tutto il possibile”. Il presidente Mancuso auspica che “Contro questo fenomeno aberrante, sia per diffusione che per la drammaticità degli eventi, le Istituzioni – ad ogni livello – agiscano  con responsabilità, rigore e tempestività. Prevenire le violenze, senza più frapporre indugi burocratici, distrazioni da parte di chi ha il dovere di intervenire  o sviste colpevoli,  e non lasciare sole le donne che chiedono aiuto, in una fase economica che rende le donne più vulnerabili e che segnala  un’intollerabile aumento di casi di donne uccise da mariti, ex mariti, conviventi o ex conviventi ( più 20 per cento secondo l’0nu dall’insorgere della pandemia),  è diventata un’emergenza democratica, di vita e di civiltà”.  Aggiunge il presidente Mancuso:  “E’ un segnale apprezzabile che il Governo, per accompagnare le donne vittime di violenza al recupero della loro libertà di scelta  e di movimento favorendone l’indipendenza economica, destini ulteriori e specifiche risorse, ma ciò che è altrettanto necessario è che le iniziative e gli strumenti a disposizione diventino strutturali – a partire dal sostegno alle associazioni ed ai Centri antiviolenza presenti sul territorio – e soprattutto  incidano efficacemente  sul fenomeno”. Mancuso, infine, torna sull’idea (annunciata nel suo intervento d’insediamento il 15 novembre scorso) “di riprendere e far funzionare l’Osservatorio regionale  sulla violenza di genere (istituito con legge), perché si occupi della programmazione di azioni di sensibilizzazione e di diffusione della cultura del rispetto reciproco tra i sessi, dando spazio all’attivo coinvolgimento delle istituzioni scolastiche e alla formazione degli attori istituzionali e sociali impegnati a vario titolo nel contrasto e nella prevenzione della violenza di genere”.

REGGIO – Convegno sul Maresciallo più decorato d’Italia: Angelo Cosmano

Si terrà mercoledì 24 novembre 2021, alle ore 17:30, il convegno, in video-diretta sul canale youtube dello studioso e ricercatore di Storia Contemporanea Dott. Lvciano Svrace (youtube.com/c/LvcianoSvrace), dedicato alla memoria del Maresciallo Angelo Cosmano. I relatori che interverranno sono: Teresa Cosmano, nipote del Maresciallo; Giuseppe Mezzatesta, presidente dell’Associazione culturale “Acume” di Molochio.

Nato a Molochio di Reggio Calabria il 10 marzo 1878, morì a Reggio Calabria il 24 novembre 1940. Arruolato nel marzo 1899 nel 44° reggimento fanteria, pochi mesi dopo, in ottobre, partì volontario per l’Eritrea dove venne incorporato nella 1^ compagnia cacciatori d’Africa. Nei lunghi anni della sua permanenza in Africa presso vari reparti, raggiunse, per i successivi gradi, quello di maresciallo ordinario. Durante la guerra in Libia venne scelto per l’inquadramento del V battaglione eritreo col quale partì per la Tripolitania nel gennaio 1912. Combatté a Gargaresh e a Bir el Turch e nel fatto d’arme di Zanzur dell’8 giugno 1912, ottenne una medaglia d’argento al v. m. per aver portato in salvo un suo ufficiale con grande rischio della propria vita. Terminata la campagna libica, col grado di maresciallo capo, rientrò al suo vecchio reggimento, il 44°, dove ottenne il comando della 3^ sezione mitragliatrici.

Alla dichiarazione di guerra all’Austria, il 24 maggio 1915 passò l’Isonzo e prese posizione davanti a Plava. Sul Monte Kuk nel settembre successivo, dove rimase ferito, per le prove di capacità di comando e di ardimento fu proposto per una seconda medaglia d’argento, tramutata nella promozione a maresciallo maggiore per merito di guerra, dopo che egli aveva rifiutata la promozione a sottotenente per non allontanarsi dai suoi soldati, coi quali aveva diviso i pericoli e la gloria della guerra.

Durante l’offensiva austriaca della primavera 1916 nel Trentino, il 10 giugno, il Cosmano, con la sezione mitragliatrici postata sulla destra della vetta del Monte Lemerle, accortosi che il nemico tentava di aggirare la posizione, affrontò le ondate d’assalto falciandole inesorabilmente, prima con due mitragliatrici e poi con la sola arma rimastagli. Premute sempre più da vicino, rimase saldo al suo posto manovrando egli stesso l’arma e mettendo in linea tutti gli uomini di cui disponeva, armati di moschetto e di pistola. Invitato ripetutamente ad arrendersi, rifiutò sdegnosamente la resa, e continuando a combattere col manipolo di valorosi, costrinse il nemico a ripiegare. Con moto proprio sovrano del 23 agosto 1916 gli venne conferita la medaglia d’oro al v.m. con la motivazione seguente:

Comandante di una mezza sezione di mitragliatrici, seppe, col solo suo fuoco, arrestare ingenti forze nemiche che l’accerchiavano. Per cinque ore, con un manipolo di valorosi, fronteggiò la situazione contro un nemico soverchiante, compiendo prodigi di eroismo e di destrezza, mostrando sprezzo della morte e tenacia insuperabile. – Monte Lemerle, 10 giugno 1916.

Nel mese di giugno del 1919 il Maresciallo fu trasferito al 20° Rgt. Fanteria di Reggio Calabria. Rimasto soldato fino all’ultimo, il 24 novembre 1940, morì mentre prestava ancora servizio attivo.

A questa figura splendida di soldato, che da semplice contadino, è riuscito a diventare un eroe, esempio per le generazioni successive, è stata intitolato una via e la Scuola Elementare all’interno della quale è stato eretto un busto in gesso, recante l’iscrizione “Diccà non si passa”, celebre frase, che il Maresciallo scolpì su una pietra dopo la battaglia di Monte Lemerle.

 

Lvciano Svrace

Studioso e Ricercatore di Storia Contemporanea

CASSANO ALLO IONIO (CS) – Giovane accoltellata da una donna nomade durante lite

Una ragazza di 21 anni è stata accoltellata a Cassano allo Ionio (Cosenza).

La giovane ha riportato ferite alla gola e al braccio nel tentativo di difendersi.

Sul posto l’elisoccorso che sta trasferendo la giovane, di nazionalità marocchina, che non sarebbe in pericolo di vita, nell’ospedale dell’Annunziata a Cosenza. Sui motivi del gesto indagano i carabinieri della tenenza. Ad aggredire la giovane sarebbe stata una donna nomade. All’origine del gesto, secondo le prime informazioni, una lite poi degenerata. (ANSA).

REGGIO – “Un albero per il futuro”, nel segno di Giovanni Falcone

Città metropolitana e Comune presenti all’istituto scolastico “Falcomatà-Archi” per l’importante iniziativa nazionale sui temi dell’ambiente e della legalità

Si è tenuta stamane nell’istituto scolastico “Falcomatà-Archi” la cerimonia di piantumazione della gemma di “Ficus Macrophilla columnaris magnoleides”. L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto nazionale “Un albero per il futuro” a cui la stessa scuola reggina ha aderito e che individua nell’albero di Falcone, il fulcro di una brillante iniziativa di educazione alla legalità ambientale, promossa dal Ministero della Transizione Ecologica e dal Gruppo Carabinieri per la Biodiversità. Alla manifestazione, insieme al Prefetto, Massimo Mariani, al Questore, Bruno Megale, al Comandante della Regione Carabinieri Forestale, Col. Giorgio Maria Borrelli, alla dirigente scolastica, Serafina Corrado, hanno preso parte anche il Vicesindaco metropolitano, Carmelo Versace e l’assessora comunale alla Cultura, Scuola e Legalità, Rosanna Scopelliti.

“Come Città metropolitana non potevamo mancare a questo importante appuntamento – ha detto il rappresentante di Palazzo “Corrado Alvaro” al termine della manifestazione – perché si tratta di un’iniziativa che rafforza e rilancia il messaggio e soprattutto l’impegno che questo territorio sta profondendo nella direzione di una maggiore attenzione nei confronti dell’ambiente. L’albero che i ragazzi hanno piantato oggi, nel ricordo di Giovanni Falcone, sottolinea la centralità del nostro patrimonio naturale che troppo spesso è minacciato da mani criminali, come accaduto la scorsa estate che ha visto devastate intere porzioni della nostra montagna. Bisogna ripartire dai più giovani, spiegando loro l’importanza della legalità anche in materia di tutela ambientale e bene ha fatto questa scuola a sposare questo bellissimo progetto, insieme alle forze dell’ordine e alle istituzioni del territorio che saranno sempre al fianco degli studenti in questo tipo di iniziative di forte rilievo educativo e formativo”.

Di momento estremamente significativo ha inoltre parlato l’assessora Scopelliti evidenziando il grande protagonismo dell’istituto scolastico “Falcomatà-Archi”, “che si è sempre distinto per iniziative a favore della legalità e della partecipazione dei giovani in percorsi finalizzati alla promozione della cura del bene comune e di ciò che ci circonda. Proprio dall’impegno di questi bambini e da quanto noi tutti saremo capaci di trasmettere loro il valore della responsabilità e del vivere civile, dipenderà il futuro di questo territorio. I ragazzi hanno bisogno di alternative e di capire che lasciare nel degrado i beni comuni significa fare un danno all’intera comunità. Tutto ciò rappresenta questo albero che ha un grande valore simbolico perché associa al valore della memoria l’importanza della cura della nostra città”.

CATANZARO – Arrestate due persone a Jarcuso, avevano un deposito di essicazione Marjiuana

Un deposito per l’essiccazione della marijuana è stato scoperto a Jacurso dai carabinieri della Compagnia di Girifalco coadiuvati dal fiuto dei cani antidroga “Black” e “Brigi” in servizio al Nucleo cinofili di Vibo Valentia, che hanno arrestato due fratelli poco più che ventenni. I militari hanno compiuto una perquisizione a casa dei due fratelli, rispettivamente di 20 e 23 anni, ed hanno trovato 20 chili di marijuana in fase di essiccazione, un bilancino di precisione, vario materiale per il confezionamento tra cui una macchina per il sottovuoto.

Il tutto occultato in diversi luoghi all’interno di una abitazione rurale in uso ai due giovani.

Oltre alla droga – che avrebbe potuto portare un guadagno illecito di più di 100 mila euro – i carabinieri hanno trovato anche un fucile calibro 20 senza marca, rubato nel 2014 e nascosto con una cartuccia inserita e pronto all’uso su un lato del camino, oltre a 51 cartucce di vario calibro.
I due fratelli sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione abusiva di arma e ricettazione.

(ANSA).

REGGIO – : 602 migranti sbarcati a Roccella Jonica in tre distinti eventi. Arrestati 2 egiziani già destinatari di provvedimento di espulsione e fermati altri 3 presunti scafisti

Lo scorso 14 novembre, attraverso due distinti eventi, sono sbarcati al Porto delle Grazie di Roccella Jonica 514 cittadini extracomunitari di nazionalità prevalentemente egiziana.

I primi 303 migranti hanno raggiunto la costa jonica intorno alle 4.40 di domenica, 14 novembre, a bordo di un motopesca in ferro con l’ausilio della Capitaneria di Porto che ha provveduto al trasbordo dopo aver dichiarato l’evento SAR.

I secondi 211 cittadini extracomunitari, invece, hanno raggiunto il Porto alle ore 14.10 dopo essere stati trasbordati sulla motovedetta della Capitaneria di Porto CP326 da un motopeschereccio intercettato dal Gruppo Aeronavale della Guardia di Finanza.

Terminate le procedure di prima  assistenza svolte dalla della Croce Rossa e dalla Protezione Civile, i migranti, dato l’ingente numero, sono stati dislocati in due diversi siti messi a disposizione dall’amministrazione comunale di Siderno e di Roccella Jonica , mentre alcuni sono rimasti presso la tensostruttura installata al Porto di Roccella dalla Croce Rossa, tutti debitamente vigilati da personale proveniente dai vari Commissariati di P.S. della provincia, dal personale dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.

Sottoposti al tampone molecolare per Covid-19 sono risultati positivi 29 migranti, subito opportunamente isolati e successivamente trasferiti in apposite strutture.

Al termine delle attività di identificazione e foto-segnalamento, protrattesi fino a tarda serata, rese possibili grazie all’impegno profuso dal personale dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Reggio Calabria, del Commissariato di Siderno, del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica di Reggio Calabria e del Posto di foto-segnalamento dei Commissariati di Siderno e Gioia Tauro, sono stati identificati 408 migranti maggiorenni e 106 migranti minorenni di cui 103 non accompagnati, tutti di sesso maschile.

Intensa è stata l’attività di polizia giudiziaria condotta dalla Sezione Investigativa del Commissariato di Siderno, che ha consentito l’arresto di due cittadini egiziani, già destinatari di provvedimenti di espulsione e respingimento dal territorio italiano.

La “macchina dei soccorsi” si è nuovamente attivata in occasione dell’ultimo sbarco avvenuto alle ore 21.00 circa dello scorso 21 novembre presso il porto di Roccella Jonica, dove 88 migranti, tutti di sesso maschile e prevalentemente di nazionalità egiziana, tra cui 36 minori non accompagnati, sono stati individuati da un’unità navale della Guardia di Finanza su una barca a vela a 16 miglia dalla costa. Considerate le condizioni avverse del mare, anche questo è stato dichiarato evento SAR con il coinvolgimento della motovedetta della Capitaneria di Porto di Roccella Jonica.

Tra i cittadini extracomunitari, che sono stati collocati momentaneamente presso la tensostruttura già installata nell’area del porto per le rituali attività, sono stati individuati, da personale della Sezione Investigativa del Commissariato di P.S. di Siderno e dell’Unità Navale della Guardia di Finanza, tre presunti scafisti.

I soggetti, rispettivamente di nazionalità ucraina, turkmena e turca, sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e, al termine delle formalità di rito, sono stati tradotti presso la casa circondariale di Reggio Calabria.

Questi ultimi arresti si aggiungono ai trentacinque già compiuti negli ultimi tre mesi di sbarchi, a dimostrazione dell’elevata attenzione investigativa posta in essere dalle Forze di Polizia operanti in questa emergenza umanitaria.

A Catanzaro, svolto con successo un vivace weekend di arte e cultura con il tour guidato “Dai bizantini ai normanni e il “sogno” della Magna Grecia”

Si è svolto con successo, nel weekend appena trascorso, l’evento culturale promosso dall’associazione Calabria Contatto con la collaborazione dell’associazione CulturAttiva, la Cooperativa Atlantide e Catanzaro Jazz Fest e di concerto con la Fondazione Andrea Cefaly. L’evento dal titolo “Catanzaro dai bizantini ai normanni e il “sogno” della Magna Grecia”, che si  svolto nei pomeriggi di sabato 20 e domenica 21 novembre,  si è focalizzato sulla riscoperta di alcuni dei luoghi simbolo dell’epoca normanna e alcuni legati alle origini bizantine della città, per poi concludersi con la visita alla mostra “Lorenzo Bruschini – Scendeva simile alla notte”, promossa dalla Fondazione Cefaly ed ospitata all’interno delle sale del Complesso Monumentale del San Giovanni fino al prossimo 12 dicembre.

Un weekend dedicato alla storia, all’arte, al confronto culturale, svolto all’insegna della collaborazione tra varie realtà che operano attivamente sul territorio e che ha visto protagonisti due gruppi animati da grande interesse verso la storia di una città che ha tanto da raccontare: dall’arte della seta introdotta dai fondatori bizantini e poi divenuta fonte di grande fama e ricchezza e parte integrante della propria identità; ai drastici mutamenti che videro scomparire il suo volto medievale; passando per le vicende collegate alla distruzione della fortezza edificata dai normanni in nome della demanialità e conseguente liberazione dall’arroganza del potere feudale.

Varcato l’ingresso del Complesso monumentale del San Giovanni si è aperta la riflessione sui temi legati alla Magna Grecia e più in particolare sulle radici minoiche della cultura greca, grazie al percorso espositivo, curato da Giuliana Stella, delle opere dell’artista Lorenzo Bruschini che era presente alla mostra e con squisita semplicità si è raccontato ai partecipanti e si è confrontato con le loro domande.

Molto particolare è stata la serata di domenica 21 ottobre, caratterizzata dalla presenza di un gruppo formato da bambini e genitori che, dietro suggerimento dell’insegnante Elisa Chiriano, hanno partecipato all’iniziativa nella piena convinzione che la riscoperta del proprio territorio e delle proprie radici siano tasselli fondamentali nel percorso di formazione dei giovani come futuri cittadini attivi e consapevoli.