CALABRIA – Covid, +3.653 nuovi casi positivi rispetto a ieri

VIrus, Coronavirus outbreak ,contagious infectionIn Calabria, ad oggi, il totale dei tamponi eseguiti sono stati 1832456 (+12.383). Le persone risultate positive al Coronavirus sono 140237 (+3.653) rispetto a ieri. Questi sono i dati giornalieri relativi all’epidemia da Covid-19 comunicati dai Dipartimenti di Prevenzione delle AA.SS.PP. della Regione Calabria. Territorialmente, dall’inizio dell’epidemia, i casi positivi sono così distribuiti:

– Catanzaro: CASI ATTIVI 5013 (75 in reparto, 13 in terapia intensiva, 4925 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 14034 (13852 guariti, 182 deceduti).

– Cosenza: CASI ATTIVI 8529 (128 in reparto, 6 in terapia intensiva, 8395 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 30062 (29302 guariti, 760 deceduti).

– Crotone: CASI ATTIVI 2400 (23 in reparto, 0 in terapia intensiva, 2377 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 10747 (10612 guariti, 135 deceduti).

– Reggio Calabria: CASI ATTIVI 11561 (169 in reparto, 11 in terapia intensiva, 11381 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 40475 (39982 guariti, 493 deceduti).

– Vibo Valentia: CASI ATTIVI 6940 (18 in reparto, 0 in terapia intensiva, 6922 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 8750 (8622 guariti, 128 deceduti).

L’Asp di Catanzaro comunica: “OGGI 1193 POSITIVI di questi 167 positivi molecolari nuovi e 1026 antigenici positivi non conteggiati nei giorni precedenti ( gli antigenici positivi nel periodo dal 2 a 6 gennaio sono stati 467)”. L’Asp di Cosenza comunica: “Nel setting fuori regione si registrano 4 nuovi casi a domicilio”. “L’Asp di Crotone comunica: “Rispetto al totale di 123 casi registrati in data odierna, 95 si riferiscono a test antigenici dei quali 76 si riferiscono alla settimana 2-6 gennaio. Inoltre, si precisa che l’incremento del totale dei casi confermati è pari a 121 poiché da una verifica dei dati è emersa la presenza di 2 casi duplicati nel database. Nel setting fuori regione risultano 3 nuovi casi a domicilio”.

BOLLETTINO COVID – REGIONE CALABRIA

CALABRIA – Idea-cambiamo, parte da Napoli una proposta per il Paese: la Calabria ampiamente presente

Momento fondamentale per cominciare a parlare del futuro politico dell’Italia, proprio nei giorni in cui si discute dell’elezione del Presidente della Repubblica.

 

Ci saranno oltre 50 importanti amministratori calabresi all’evento organizzato dal gruppo al Senato Idea-Cambiamo, che si terrà a Napoli domani, sabato 15 gennaio 2022,  alle ore 10:00  (sarà possibile seguire l’evento sulla piattaforma Zoom) dal titolo “Dall’Italia che deve crescere, una proposta per il paese”.

Tanti i simpatizzanti che hanno fatto richiesta di accredito  per questo primo incontro, dedicato al centro sud.

L’iniziativa si preannuncia come un momento fondamentale per cominciare a parlare del futuro politico dell’Italia, proprio nei giorni in cui si discute dell’elezione del Presidente della Repubblica e di una Federazione tra i partiti del centro, l’area politica di riferimento di molti politici che parteciperanno all’iniziativa.

La delegazione calabrese sarà guidata dal consigliere regionale Francesco De Nisi.

«Sarà una giornata di ascolto – ha dichiarato l’esponente politico – insieme a tante figure politiche con cui da mesi  stiamo cercando di disegnare il percorso da seguire. Le elezioni regionali e il consenso popolare ci hanno investito di una grande responsabilità.

Adesso la Calabria chiede e ha bisogno di cambiare. Occorre sconfiggere l’emergenza Covid, senza perdersi nella burocrazia, e pianificare la ripartenza, governando con competenza».

Parteciperanno anche molti giovani da tutto il Meridione e in loro rappresentanza è previsto l’intervento di Cetty Scarcella, esponente del movimento legato al senatore Gaetano  Quagliariello e al presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, promotori dell’iniziativa.

«Vogliamo  – ha detto la giovane politica calabrese – essere protagonisti della crescita del nostro Paese. Draghi sta riportando finalmente la politica al valore che merita, contenendo l’improvvisazione grillina e i populismi.

Oggi serve serietà e concretezza e sono sicura che noi giovani daremo un contributo fondamentale».

Alla convention hanno già aderito diversi esponenti di spicco della politica italiana tra cui Romani, Marin, Mastella, Faraone, e Nencini ma la l’elenco è destinato ad allungarsi in queste ore.

«Il nostro movimento politico, che ha dimostrato in questo tempo di crisi di possedere il pragmatismo della cultura di governo e la capacità di visione di chi aspira a creare il possibile invece di limitarsi a gestire l’esistente, ha le carte in regola per offrire al Paese una proposta e una cornice ideale dalle quali ripartire dopo una crisi che ha sconvolto i nostri paradigmi».

Quagliariello, Brugnaro e Toti, come si evince dalle loro parole, continuano a dare  il loro contributo positivo al Sud.

La Calabria risponde attivamente e concretamente.

 

Staff Comunicazione e Organizzazione

Franco POLITO

Francesco MEDURI

COVID – Tamponi in parafarmacia, Melicchio (M5S): sottoscritto emendamento al Milleproroghe

 

Di seguito nota dell’On. Alessandro Melicchio, deputato del Movimento 5 Stelle

“Come annunciato la battaglia del Movimento 5 Stelle non si ferma. Ho firmato l’emendamento della collega Stefania Mammì al decreto milleproroghe per chiedere al governo di far processare i tamponi antigienici rapidi anche nelle parafarmacie.

Non possiamo accettare pressioni lobbistiche ai danni di tutti i cittadini che – in molte regioni – fanno file di ore e ore per poter effettuare un tampone, sia in strutture private che pubbliche.

Compito della politica è anche quello di trovare soluzioni rapide ed efficaci per poter risolvere i problemi dei cittadini, soprattutto in questo periodo di grave crisi sanitaria”.

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Alessandro Melicchio
Portavoce MoVimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati

REGGIO – Mancata costituzione parte civile Miramare, a Palazzo San Giorgio conferenza stampa di Coraggio Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Lista Minicuci

Stamattina, il presidente della Commissione Controllo e Garanzia Massimo Ripepi ha convocato una conferenza stampa in materia della mancata costituzione parte civile da parte del Comune di Reggio Calabria, alla presenza di Demetrio Marino (Capogruppo FDI), Giuseppe De Biasi (Capogruppo Lega), Nino Minicuci (ex candidato Sindaco), Guido Rulli (Lista Minicuci Sindaco) e Gianluca Califano (Coraggio Italia).

L’articolo 73 dello statuto del Comune prevede che il Sindaco intervenga in simili circostanze. Tuttavia, nel caso in cui egli sia coinvolto, subentra la figura del delegato: a Reggio Calabria, trattasi dell’avvocato Fedora Squillaci, con delega protocollo numero 3 del 3-11-2014.

Per ben tre volte, la delegata ha declinato le convocazioni della commissione presieduta da Ripepi, unico organo di vigilanza a disposizione della minoranza, denotando mancanza di rispetto nei confronti delle istituzioni.

La giustificazione esternata all’interno di una lettera è ridondante, poiché sovente l’abbiamo udita dalla sponda della maggioranza: la mancanza di personale. A cagion di questo, l’avvocato Squillaci sarebbe troppo impegnata.

Inoltre, pur di non menzionare il Sindaco, viene scaricata la responsabilità del potere decisionale sul capogabinetto.

Tra le dichiarazioni, oltretutto, figura l’intenzione di dare priorità ai procedimenti penali rispetto a quelli civili, al netto di enormi divergenze tra le tempistiche.

Tali negligenze compromettono l’espletamento dei danni erariali. La mancata applicazione dell’iter, infatti, preclude il doveroso risarcimento nei riguardi della collettività.

Diversamente, al processo contro Giuseppe Scopelliti, il Comune governato da Demetrio Arena si costituì parte civile, ottenendo alfine i pagamenti sin dalla sentenza di primo grado.

Viene sollevata, quindi, la questione etica, totalmente ignorata dall’attuale maggioranza, giacché emerge l’incuranza delle norme quando esse toccano i sodali politici e i relativi congiunti.

Più volte l’ attuale amministrazione comunale si è costituita contro cittadini e dipendenti. Si pensi, ad esempio, all’inchiesta dei vigili urbani arrestati e sospesi.

Contrariamente, invece, la stessa si astenne ai tempi della liquidazione della Sati, dov’era coinvolta la dirigente Spanò, madre di un amico di Giuseppe Falcomatà oggi capogabinetto alla Città Metropolitana.

Sotterfugi da colletti bianchi che perseguono il proprio istinto di conservazione in sede politica. Ignazio Marino, ex Sindaco di Roma, si dimise per uno scontrino non pagato; ma era evidente l’operazione di sabotaggio politico applicata dal Partito Democratico a trazione renziana.

La rigida chiusura della cerchia di Falcomatà è testimoniata dall’intervento del consigliere Demetrio Marino, il quale ha lamentato l’assenza di dialogo anche su questioni sanitarie di prim’ordine, come la sanificazione delle scuole, in relazione ad una mozione presentata nel giugno dell’anno precedente sull’acquisto di purificatori mai posta all’attenzione; dopodiché ha denunciato l’incoerenza dei dem sulla sottoscrizione, nel 2016, di un codice etico che include la promessa di costituirsi parte civile nei processi onde sono coinvolti amministratori pubblici, seguita da un pomposa declamazione su sforzi impiegati nel conseguimento dell’obiettivo. Il capogruppo FDI ha chiesto esplicitamente una risposta politica, affinché i diretti interessati mettano la faccia e dimostrino carattere.

Nino Minicuci, d’altro canto, attribuisce all’atteggiamento sfuggente l’inettitudine amministrativa, all’interno di un’atmosfera “surreale” contaminata dalla corruzione, fenomeno maggiormente diffuso in Italia proprio sul versante amministrativo, e conferma l’intenzione di rivolgersi alla Corte dei Conti, con lo scopo di mostrare gli atti utili a sanzionare la cattiva gestione, laddove il Sindaco facente funzioni non ha mosso un dito. Parimenti al collega di opposizione Marino, ha evidenziato lacune comunicative a motivo di un approccio ombroso e impertinente.

Massimo Ripepi, infine, ha delineato i passaggi successivi. Saranno contattate e rese partecipi le autorità cittadine (Segretario Generale, Presidente del Consiglio) e nazionali (Ministro dell’Interno, ANAC); e verrà attuata un’ispezione con i consiglieri comunali della commissione per fare trasparenza.

DC

 

 

 

 

 

 

 

REGGIO – Ripepi: “Signor prefetto, la commedia è finita!”

E’ gravissima l’emergenza democratica all’interno di Palazzo San Giorgio.

Cresce a dismisura, di ora in ora, la casistica di una gestione familistica della cosa pubblica a Reggio Calabria.

Nella conferenza stampa odierna tenuta a Palazzo San Giorgio insieme ai colleghi Demetrio Marino (Fratelli d’Italia), Gianluca Califano (Coraggio Italia), Giuseppe De Biasi e Antonino Minicuci (Lega) e Guido Rulli (Minicuci Sindaco), abbiamo offerto ulteriori dati sulla mancata costituzione di parte civile nel processo Miramare, dopo che la Dirigente dell’Avvocatura Civica, non presentatasi a tre convocazioni della Commissione di Controllo e Garanzia da me presieduta, ha fatto pervenire una nota nella quale sono scolpite, indelebili, condotte di gravità estrema sulle quali la Prefettura certamente prenderà provvedimenti.

Il Sindaco, ai sensi dello Statuto Comunale, aveva conferito a novembre 2014 alla Dirigente, Avv. Fedora Squillaci, una delega, tuttora valida ed efficace, per esercitare, in concreto, la rappresentanza dell’Ente in qualsiasi giudizio, civile, penale o amministrativo che fosse.

La norma statutaria, era vigente nel momento in cui al Comune fu notificato, quale persona offesa, l’avviso di udienza preliminare (fissata per il 17 settembre 2018) del c.d. “Processo Miramare”, al fine di una eventuale costituzione di parte civile per il ristoro dei danni connessi alla lesione che la Procura della Repubblica di Reggio Calabria riteneva fosse stata arrecata dall’intera giunta comunale al prestigio, al decoro ed alla trasparenza che devono connotare l’attività dell’Ente.

La dimensione di gravità assoluta di cosa sia successo la offre su base documentale la Dirigente dell’Avvocatura Civica, la quale afferma, con specifico riferimento all’anno 2018, di essersi interfacciata sul punto con l’Amministrazione, in particolare trasmettendo tutti i decreti di citazione a giudizio al Capo di Gabinetto del Sindaco pro-tempore che valutava gli atti in cui costituirsi.

Cioè, la Dirigente dell’Avvocatura Civica, sulla torbida vicenda “Miramare” sembra essersi dimenticata del fatto che il Sindaco fosse il principale imputato e che la decisione sulla costituzione di parte civile spettasse a lei soltanto.

Come se ciò non bastasse, l’avv. Squillaci ha pensato bene di inammissibilmente interfacciarsi con l’Ufficio facente capo al Sindaco, nonostante fosse precluso all’Ufficio di Gabinetto di pronunziarsi sulla costituzione di parte civile nel processo che vedeva Falcomatà imputato per fatti connessi alla carica.

Quindi, la decisione di non costituirsi parte civile nel processo a carico del Sindaco, stando alla nota della Dirigente dell’Avvocatura Civica, sembrerebbe essere stata del Capo di Gabinetto, la condotta del quale sarebbe stata orientata verso l’unico obiettivo di tenere indenne il patrimonio del Sindaco dall’azione giudiziaria.

Insomma, una gestione privatistica e terzomondistica di immediata evidenza, sulla quale ne dovremo sapere di più, perché i cittadini hanno il diritto di sapere!

E dovrà essere reso chiaro anche il motivo per il quale la costituzione di parte civile non è avvenuta nel processo a carico di un’altra Dirigente dell’Ente, la dott.ssa Spanò, mentre di segno opposto è stata la scelta dell’esecutivo comunale targato PD e della accondiscendente burocrazia comunale nelle diverse ipotesi che hanno riguardato i semplici dipendenti comunali, i vigili urbani ovvero privati cittadini.

La verità è che questa gente non ha cura nemmeno per le apparenze e non si pone il problema di spiegare in base a quale criterio si permetta il lusso del sistematico ricorso ai due pesi e alle due misure.

E’ parso doveroso riprendere quanto evidenziato un mese addietro dall’avv. Italo Palmara, cioè tutt’altro senso istituzionale e dell’etica pubblica del Sindaco Demy Arena nella vicenda processuale che interessò Giuseppe Scopelliti.

Se il Sindaco Arena non si è lasciato condizionare dalla profonda amicizia che lo lega a Giuseppe Scopelliti, la vicenda Miramare, stando a quanto scrive l’avv. Fedora Squillaci, consegna alla città la foto raggelante di un Sindaco in grado di influenzare, su chissà quali basi, una Dirigente del Comune.

E’ questo che va chiarito in ogni sede!

Cos’altro occorre al Prefetto ed al Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica per porre fine a questa tempesta che devasta da troppi anni la nostra città?

Chi rimuoverà dall’incarico l’avv. Fedora Squillaci?

Si potrà consentire ancora a Falcomatà di continuare a gestire, sia pure per interposta persona, un Comune che considera come il cortile di casa propria?

Massimo Ripepi (Presidente Commissione Consiliare Controllo e Garanzia – Coraggio Italia)

 

 

Capone (Ugl):”Puntare sulla sanità e valorizzare gli infermieri”

“La pandemia dovrebbe averci insegnato l’importanza fondamentale del sistema sanitario, pilastro della società, che ci garantisce il bene primario: la salute. Eppure, dopo due anni di lotta conto il virus, portata avanti in prima linea ed a costo del proprio benessere personale, in alcuni casi della vita, sul fronte della valorizzazione del personale sanitario ci sono ancora fortissime problematiche”.

E’ quanto sostiene il Segretario Generale dell’Ugl, Francesco Paolo Capone per il quale, “Alcuni numeri a chiarire l’entità della situazione: nel generale fenomeno dell’aumento delle dimissioni volontarie dei dipendenti nel periodo post pandemico – a fronte di rischi maggiori è cresciuto il numero di lavoratori, specie quelli meno valorizzati, che hanno ritenuto più conveniente ritirarsi a vita privata – si è notato un massiccio incremento degli operatori sanitari, soprattutto infermieri, che hanno deciso di abbandonare la professione. Nel 2021 le dimissioni volontarie nel settore sanitario sono salite del 44% rispetto al 2020. Pochissimi i no-vax, la maggior parte ha accusato uno stress eccessivo, turni massacranti, salari non adeguati, a volte aggressioni da parte degli utenti, un mancato riconoscimento della propria professionalità a fronte di un impegno e di un pericolo drasticamente aumentati a causa del Covid. A farne le spese, oltre agli infermieri stessi, anche i pazienti. Come testimonia l’appello delle associazioni che rappresentano i malati cronici, oncologici, con gravi patologie o con disabilità che hanno denunciato in una petizione al Governo come servano più infermieri, specializzati e in numero sufficiente per poter mettere in atto una migliore sinergia tra reti ospedaliere e territori, specie per coloro che necessitano di assistenza continua. Ma non solo – prosegue il leader Ugl, Capone-: ci è stato spiegato molte volte che uno dei maggiori pericoli derivanti dalla pandemia consisterebbe in un sovraccarico del sistema sanitario – e nei periodi peggiori ci siamo andati molto vicino – che impedirebbe di poter garantire assistenza e cure adeguate a tutti i cittadini, non solo i malati di Covid o quelli cronici, ma anche le vittime di incidenti o malanni improvvisi, più o meno gravi, ma comunque tali da dover essere affrontati in ospedale. Certo, non è questione che si risolve a breve, al momento occorre tamponare stabilizzando i precari, puntando sui vaccini e le norme di distanziamento per evitare un peggioramento dell’emergenza, ma occorre un vero piano a lungo termine per la sanità, fatto di maggiore disponibilità di strutture e contemporaneamente di formazione ed assunzione di tutto il personale necessario, medico e infermieristico, formazione che richiede anni di studi. Per colmare finalmente le carenze, di posti letto e di organico, che penalizzano operatori e pazienti. Valorizzando adeguatamente dal punto di vita economico e del trattamento lavoratori tanto essenziali per tutta la comunità. La pandemia – conclude il S.G. Ugl, Capone – ci ha costretto ad aprire gli occhi su un problema che già era presente e che ora conosciamo purtroppo tutti molto bene, è il momento di agire di conseguenza”.

Fabio Messina può tornare a casa dopo giorni di lotta all’imbarcadero di Villa San Giovanni, Sapia: “ha vinto la democrazia e la civiltà”

«Anche se non ha alcun Green Pass, Fabio Messina potrà ritornare a casa, dopo giorni di attesa all’imbarcadero di Villa San Giovanni, di lotta e protesta sacrosante per affermare i suoi diritti. L’ha deciso in giornata il Tribunale di Reggio Calabria, a seguito del ricorso dell’interessato tramite il suo legale, Grazia Cutino, del Foro di Trapani. È una vittoria del diritto, una vittoria di civiltà e di democrazia, una vittoria per il popolo sovrano». Lo afferma, in una nota, il deputato di Alternativa Francesco Sapia, che alla Camera siede in commissione Sanità e che oggi ha raggiunto lo stesso Messina, a Villa San Giovanni, per esprimergli vicinanza e sostegno. Lo scorso mercoledì 12 gennaio, il parlamentare di Alternativa aveva interrogato il presidente del Consiglio e alcuni ministri, chiedendo iniziative «per consentire l’immediato rientro a casa del signor Messina». Sapia aveva definito l’impedimento alla circolazione del quarantatreenne palermitano come «dimostrativa della discriminazione operata dallo Stato in spregio al Regolamento numero 953/2021 del Parlamento europeo e del Consiglio, secondo cui, in pratica, il possesso di un certificato di vaccinazione che attesti l’uso di uno specifico vaccino anti-Covid non dovrebbe costituire una condizione preliminare per l’esercizio del diritto di libera circolazione». Nella stessa interrogazione Sapia aveva contestato, con riferimento all’obbligo di possedere il Super Green Pass, la violazione di «diritti primari previsti della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea». «La battaglia del signor Messina – conclude Sapia – è un grande esempio, che deve portarci all’unità democratica e civile per fermare il ricatto del Green Pass».

I sindaci ff Versace e Brunetti alla cerimonia dei 40 anni di System House: “Realtà produttiva tra le più fervide del sud Italia”

Il sindaco facente funzioni della Città Metropolitana, Carmelo Versace, ed il sindaco facente funzioni del Comune di Reggio Calabria, Paolo Brunetti, stamane hanno preso parte alla cerimonia dei 40 anni celebrati da System House, l’azienda che negli scorsi anni ha anche ricevuto il “San Giorgio d’oro”, massima onoreficienza cittadina, per il suo impegno sul territorio.

 

«È un momento molto importante non solo per l’azienda, ma per l’intera città che in “System House” riconosce una delle realtà occupazionali e produttive più fervide del Mezzogiorno d’Italia». Così, in una nota stampa, si sono espressi Versace e Brunetti che hanno aggiunto: «La società dell’ingegnere Agostino Silipo taglia un traguardo esemplare in un momento storico particolarmente complesso per ogni realtà imprenditoriale. È riuscita a resistere all’ondata pandemica, mantenendo sempre elevati i propri standard di qualità ed efficienza».

 

«Allo stesso tempo – hanno proseguito – “System House“ continua ad attestarsi fra le imprese con un alto numero di dipendenti imponendo il marchio positivo della città in gran parte del Paese. Da Reggio, infatti, si garantisce lavoro di qualità in altre province calabresi e in altre regioni, senza mai perdere di vista le proprie radici assolutamente e completamente reggina».

 

«La credibilità e lo spessore umano che distinguono l’azienda  – hanno concluso Versace e Brunetti – è stato palpabile anche oggi con l’intitolazine di una sala ed il ricordo di due dipendenti prematuramente scomparsi. Una circostanza che ci ha commossi e che rende al meglio la filosofia di una società intesa come  una grande famiglia. Tanti auguri alla “System House”, dunque, ed agli oltre 3000 dipendenti che crescono, si formano e contribuiscono alla crescita di questa grande realtà imprenditoriale tutta reggina».

GIOIA TAURO (RC) – Agenti di Polizia salvano ragazzo disabile rimasto intrappolato nel proprio appartamento

Nei giorni scorsi, in Gioia Tauro, ai telefoni della Sala Operativa del locale Commissariato di P.S. è giunta una richiesta di aiuto da parte di un cittadino che segnalava una consistente fuga di gas nel Rione Monacelli di quel centro.

Giunti tempestivamente sul posto, gli Agenti delle Volanti hanno accertato la grave situazione di pericolo che interessava, ormai, l’intero rione.

Gli operatori, dopo aver messo in sicurezza l’intera area, ove nel frattempo si erano radunate diverse persone, hanno individuato un’abitazione all’interno del quale si trovavano una donna ed i suoi due figli, uno minorenne ed uno affetto da grave disabilità psicomotoria, perciò impossibilitato a muoversi.

Gli Agenti, nonostante l’elevato rischio, li hanno raggiunti all’interno dell’appartamento e, dopo aver preso in braccio il ragazzo disabile avvolgendolo con delle coperte, li hanno condotti all’esterno dell’edificio.

Durante le successive operazioni, gli operatori hanno messo in salvo diversi animali domestici rimasti intrappolati.

L’intervento dei Vigili del Fuoco ha consentito la messa in sicurezza dell’intera zona, permettendo, così, ai residenti di rientrare nelle proprie abitazioni.

REGGIO – Al teatro Cilea l’attore romano Marco Falaguasta con il suo show “Neanche il tempo di piacersi

Il suo sorriso è disarmante come i suoi grandi occhi scuri che non celano l’emozione di calcare per la prima volta, il palco del teatro “Francesco Cilea” sabato 22 Gennaio e aprire l’anno nuovo dell’Officina dell’Arte di Peppe Piromalli che, nonostante le difficoltà del periodo, ha scelto di portare avanti la stagione teatrale applicando naturalmente tutte le normative anti Covid19. L’attore romano Marco Falaguasta sarà il protagonista di un emozionante e divertente one man show, “Neanche il tempo di piacersi”, un monologo di un’ora e mezza dove racconterà la quotidianità di cui siamo protagonisti.

“Sono emozionato e felice di venire a Reggio Calabria e riaprire la stagione dell’Oda. Piromalli ha messo in conto i rischi che può portare questa scelta coraggiosa ma piena d’amore avverando un sogno collettivo perchè l’arte non può fermarsi. Certo, dobbiamo stare attenti e rispettare tutti i protocolli anti contagio ma non possiamo smettere di sorridere e vivere l’arte. Mi confronterò con il pubblico e parleremo di tutto ciò che è cambiato dagli anni ’80 ad oggi – racconta l’istrionico attore romano -. In quegli anni, eravamo convinti che le cose sarebbero andate ancora meglio: il primo decennio registra gravi fatti di sangue, segna la fine degli “Anni di piombo” e l’inizio di una nuova stagione di fiducia e positività. I miei anni ’80 sono stati spensierati, l’Italia aveva vinto i Mondiali, ci si divertiva, ascoltavo musica, vivevo con leggerezza come fanno tutti i ragazzi. Non credo che i giovani di oggi siano scontenti della quotidianità, certo avranno i loro piccoli problemi, screzi amorosi, preoccupazioni scolastiche come le avevamo anche noi”.

Con estrema naturalezza, Marco analizza quel tempo andato via e il periodo attuale, prova a comprendere i codici dei giovani di oggi e ad andare oltre il giudizio degli adulti che, spesso a causa delle loro certezze, innesca conflitti e difficoltà di interazione.

“E’ uno spettacolo molto interattivo nel quale chiederò al pubblico cosa ne pensa. Ci divertiremo e ci saranno momenti nei quali racconterò tanto di me. E’ una satira sociale che ci farà ridere ma anche, ci porterà a pensare da dove siamo partiti e dove siamo arrivati – aggiunge il protagonista -.  Il teatro, la vita stessa è un continuo confronto e questo è quell’elemento che ci fa sentire meno soli e meno impauriti. Per vincere la paura bisogna dialogare. Questa terribile pandemia ci ha tolto tanto in questi due anni ma non possiamo permettere più che ci venga negata la possibilità di confrontarci, dare spazio alle nostre emozioni, vivere l’arte e i teatri. E allora, torniamo a sorridere e alleggeriamo questa tensione che ci rende cupi e tristi”.

La stand-up comedy “Neanche il tempo di piacersi” rievoca sane consuetudini di anni non troppo lontani e obbliga lo spettatore ad un riesame del presente ponendo questa domanda: se è inevitabile che i cambiamenti vi siano, è altrettanto giusto accettarli finendo per subirli?

“Assolutamente no – risponde il vulcanico Falaguasta -. I cambiamenti ci sono e ci saranno sempre. L’evoluzione va affrontata senza troppi turbamenti e con ironia tipica di chi, guardando il mondo con un sorriso, non cede alla malinconia di un qualcosa che non c’è più. Io farò proprio un’autocritica nei confronti della mia generazione, quella dei cinquantenni, genitori che forse hanno sbagliato in qualche cosa, nel consentire usi e costumi che, ai tempi loro, erano inimmaginabili. E lo farò con molta ironia, divertendo il pubblico che si ritroverà in tante situazioni, sia come genitori che come adolescenti di una volta”.