Rischi naturali: l’eruzione del vulcano a Tonga è stata “sentita” anche in Calabria

E’ stata “sentita” anche in Calabria l’eruzione del vulcano Hunga Tonga-Hunga Ha’apai, a circa 65 chilometri a nord della capitale di Tonga, Nuku’alofaha, ed equivalente a un terremoto di magnitudo 5.8, avvenuta sabato scorso e che ha provocato uno tsunami nell’oceano Pacifico meridionale.
L’evento è stato, infatti, registrato, così come avvenuto in diverse altre parti del continente europeo, anche dai barometri della rete meteorologica del Centro Funzionale Multirischi dell’Arpacal; intorno alle 21 ore italiane di sabato scorso, circa dopo 16 ore dall’eruzione, e  con una seconda onda registrata attorno alle 01.30 locali di domenica 16 gennaio, i barometri, che come è noto misurano la pressione atmosferica, hanno registrato un andamento dei valori addebitabile all’effetto provocato dal fenomeno eruttivo a Tonga, e quindi al conseguente tsunami, su tutto il globo terrestre.
I tecnici del Multirischi, diretto da Eugenio Filice, hanno seguito l’andamento del fenomeno, essendo il centro funzionale operativo H24 in ossequio alla normativa nazionale e regionale sull’allertamento meteo-idrogeologico, non registrando successivamente altri eventi.
Ecco il grafico:

GIOIA TAURO (RC) – Riunione tra Agostinelli e i rappresentanti delle ditte esterne per la crescita del porto

Il nuovo anno per il porto di Gioia Tauro inizia con la riconferma del primato nazionale nel settore del transhipment, con una movimentazione di teus pari a 3.146.533. Al fine di garantire un’ulteriore crescita, determinata da una maggiore funzionalità del porto, e, nel contempo, un equilibrio organizzativo del lavoro, il presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, Andrea Agostinelli, ha incontrato le aziende portuali (art 16 legge 84/94) nei locali dell’Ente a Gioia Tauro.

Al centro dell’incontro è stata posta la soluzione trovata in merito alla sistemazione degli spogliatoi per gli operai delle ditte esterne, sia per Med Center Terminal Container che per Autormar spa, nel rispetto della normativa vigente in materia di sicurezza. Sarano realizzati dai due Terminalisti, in un’area indicata dall’Ente che, a proprio carico, procederà all’attivazione delle utenze.

Nel contempo, il presidente Agostinelli ha rappresento l’esigenza primaria di predisporre gli strumenti legali affinché si possa assicurare il completo funzionamento dello scalo. A tale proposito, l’accento è stato posto sulla necessità di rispondere alle esigenze di produttività dello scalo attraverso una maggiore flessibilità organizzativa del lavoro portuale, che potrebbe anche essere estesa ai lavoratori iscritti nell’elenco della Gioia Tauro Port Agency, con successivi accordi integrativi.

Nel corso della riunione, Agostinelli si è detto disposto ad avviare un percorso che possa portare ad una trattativa che preveda, da una parte, la flessibilità lavorativa e, dall’altra, il riconoscimento delle premialità ai lavoratori.

L’incontro si è svolto in un’atmosfera di reciproca collaborazione e ha visto i rappresentanti delle ditte esterne (art. 16 legge 84/94) manifestare la propria disponibilità ad aprire il confronto, al fine di offrire un proprio contributo alla maggiore crescita del porto di Gioia Tauro.

Nel contempo, il presidente Agostinelli, dopo aver registrato l’apertura delle imprese, ha deciso di convocare una riunione con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali presenti in porto, da fissare prima della fine del mese. L’obiettivo è quello di avviare un percorso, aperto a tutte le parti, affinché si possano trovare risposte esaustive sia all’esigenza di flessibilità organizzativa che al sistema di premialità da garantire ai lavoratori.

CALABRIA – Ordinanza Presidente Occhiuto, altri 12 comuni in zona arancione. Prorogata zona rossa a Platì

Proroga della zona rossa per il comune di Platì fino a tutto il 23 gennaio della zona arancione per i comuni di Rosarno, Africo, Feroleto della Chiesa, Mammola fino alla medesima data e istituzione della zona arancione nei comuni di Bagaladi, Bova Marina, Brancaleone, Caulonia, Cosoleto, Gioiosa Ionica, Monasterace, Montebello, Placanica, San Luca, Seminara, Stignano tutti nel territorio della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

E’ quanto dispone un’ordinanza, la n.6/2022, firmata dal presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto che stabilisce, inoltre, la cessazione delle medesime misure, da oggi, a Cinquefrondi, Galatro, Melicucco, Rizziconi, San Roberto, Taurianova e Polistena, sempre nel Reggino.

 Rimangono in vigore, per un altro paio di giorni come deciso in precedenza, le misure della zona arancione fissate nell’ordinanza n. 4/2022 per i comuni di Benestare, Bianco, Cittanova, Gioia Tauro, Marina di Gioiosa Ionica, Palizzi e Roccella Jonica. (ANSA).

Alta velocità Salerno-Reggio Calabria, Giuseppe Amborosio: “No al nuovo tracciato: l’unico progetto realizzabile è il potenziamento della linea esistente”

In Commissione Trasporti della Camera dei Deputati il 21 dicembre scorso c’è stata l’audizione della Commissaria Straordinaria per l’alta velocità Salerno-Reggio Calabria, Vera Fiorani, che ha fornito le prime informazioni ufficiali sul progetto della futura infrastruttura: si punta su un nuovo tracciato, che arrivi alle porte di Potenza e poi prosegua all’interno per tornare sulla costa all’altezza di Praia a Mare, in Calabria. Sul progetto l’associazione di tutela dei consumatori Codici esprime, in una nota indirizzata a tutti i referenti istituzionali, le proprie perplessità e si candida ad essere protagonista della procedura di dibattito pubblico appena varata.

Giuseppe Ambrosio, Segretario Regionale di Codici Campania e Commissario di Codici Basilicata, esprime le ragioni della contrarietà dei consumatori sul progetto della Fiorani: “Il mancato coinvolgimento delle associazioni dei consumatori su quest’opera strategica per il Mezzogiorno è stato un grave errore. Per realizzare una buona infrastruttura occorre ascoltare le ragioni di chi poi dovrà fruirne. L’audizione della commissaria Fiorani è stata molto utile, ha finalmente ufficializzato gli indirizzi del progetto; adesso abbiamo gli elementi per fare tutte le valutazioni e prendere in esame eventuali azioni da intraprendere. Diciamo chiaramente che riteniamo irragionevole aprire il cantiere di una nuova linea alta velocità Salerno-Reggio Calabria con la consapevolezza che nei tempi dettati dalla UE e con le risorse finanziare disponibili non sarà possibile completare neanche il primo lotto Battipaglia-Praia. Dall’audizione della Fiorani traspare qual è il vero obiettivo, realizzare la linea alta velocità fino a Potenza. In sede di audizione, la stessa Commissaria ha evidenziato che nei termini previsti dal PNRR sarà ultimato il solo sub-lotto 1a, da Battipaglia a Romagnano, ossia appena 40 km sui 445 necessari per raggiungere Reggio Calabria. La linea alta velocità Salerno-Reggio Calabria non deve essere una chimera, né un cantiere interminabile, deve essere un’infrastruttura che in pochi anni diventi fruibile per gli utenti, in modo da consentire di raggiungere in treno più velocemente la Calabria e la Sicilia. Il progetto della Fiorani rischia di restare una cattedrale nel deserto, per tali ragioni lo impugneremo nelle sedi comunitarie, in quanto disattende la Decisione del Parlamento europeo e del Consiglio n. 1692/96. L’Europa ha detto: potenziate la linea esistente; l’Italia vuole fare una linea diversa. Questa cosa, secondo noi, è illegittima, oltre che sbagliata”.

Infatti l’unico progetto di alta velocità realizzabile tra Salerno e Reggio Calabria è quello di potenziare la linea esistente, come deciso dalla in Europa in sede di definizione della normativa per lo sviluppo della rete transeuropea. L’articolo 10 della Decisione n.1692/96 del 23 luglio 1996 del Parlamento Europeo e del Consiglio ha stabilito quali sono le due tipologie di rete ferroviaria alta velocità: linee costruite per l’alta velocità; linee ristrutturate per l’alta velocità. Nella sezione 3.8 dell’allegato I della Decisione 1692/96 è stabilito che la linea alta velocità Salerno-Reggio Calabria deve essere realizzata mediante l’adeguamento di quella esistente, pertanto non attraverso la realizzazione di una nuova infrastruttura bensì ristrutturando e potenziando quella esistente.

Codici, come associazione nazionale dei consumatori che aderisce al BEUC -Bureau Européen des Unions de Consommateurs (Ufficio europeo delle unioni dei consumatori)-, è pronta ad impugnare in Europa un eventuale progetto di nuova linea alta velocità Salerno-Reggio Calabria, che disattenda la Decisione n.1692/96. Per portare avanti questa iniziativa l’associazione ha costituito un gruppo di lavoro ad hoc, coordinato dal Consigliere delegato di Codici Cilento Pasquale Abignano.

“Contiamo di acquisire il sostegno degli enti locali del Cilento, della Calabria e della Sicilia, che intendono sostenere le ragioni dei consumatori e utenti del servizio ferroviario Salerno-Reggio Calabria – prosegue Ambrosio – Attenzione, ciò non vuol dire negare che anche le aree interne della Basilicata meritino un miglioramento dei collegamenti ferroviari, tutt’altro. Ricordiamo però che esiste la linea Salerno – Potenza – Taranto che attualmente è già percorsa dai Frecciarossa, sulla quale si potrebbero concentrare altre risorse per il suo potenziamento. Ed inoltre ricordiamo che con il nuovo tracciato della Salerno – Reggio verrebbe escluso il principale centro turistico della Basilicata, ovvero Maratea”.

Calabria e vaccini, le scuole “travestite” da hub funzionano: 10mila dosi somministrate in pochi giorni

“Diecimila bimbi calabresi vaccinati in 5 giorni di campagna regionale nelle scuole”.

È questo il bilancio da cui emerge l’entusiasmante dato comunicato dal vicepresidente della Giunta regionale della Calabria, Giusi Princi, al termine della seconda tranche di Open vax school days.

Va ribadito: in appena 5 giorni. Che poi non sarebbero neppure 5 giorni perché le ore dedicate all’attività sono state in media 5 a giornata (quindi 25 in totale). Buttandola puramente sulla matematica sarebbero 400 vaccini l’ora. Numeri da veri hub vaccinali quelli registrati nelle scuole sin qui coinvolte dall’assessorato all’Istruzione in questa campagna senza precedenti numeri imponenti, che assumono ulteriore valore se confrontati con le altre realtà italiane. Solo la Puglia, a quanto pare, riesce a tenere il passo della Calabria per numero di bambini vaccinati (fascia pediatrica 5-11 anni).

“Gli open vax school days sono stati un successo: la complessa macchina organizzativa che abbiamo messo in moto grazie all’Usr, alle Asp, alla Protezione civile, all’Ordine dei medici ed alle donne medico della provincia di Reggio Calabria, ancora una volta ha funzionato alla perfezione – dichiara Giusi Princi – dando riprova di grande senso di responsabilità e forte spirito di squadra. Ieri sera ho personalmente girato a tutti i dirigenti scolastici delle scuole presidio i ringraziamenti da parte del presidente della Regione, Roberto Occhiuto, primo sostenitore e promotore di questa intensa campagna che in poco tempo è riuscita a fare tanta strada lungo il tortuoso sentiero della vaccinazione e della sensibilizzazione. Non va dimenticato, infatti, che parliamo di quella fascia d’età più esposta al contagio e più refrattaria. La Calabria ha fatto da pioniera, possiamo dirlo senza paura di smentita – sostiene orgogliosa la vicepresidente con delega all’istruzione – e continuerà a farlo nell’immediatezza: d’intesa col presidente Occhiuto stiamo già predisponendo la fase-2. Anche questa ci vedrà sperimentare meccanismi organizzativi del tutto innovativi. La nostra gente ha bisogno di riferimenti e risposte. E la Regione è chiamata a darle. Ieri, oggi e domani, sempre in prima linea per i calabresi!”.

REGGIO – Covid19 e lavoro, vittoria della Uiltucs: lavoratrice licenziata ingiustamente reintegrata dal tribunale di palmi

Il reintegro di una lavoratrice malata di Covid-19 dopo essere stata ingiustamente licenziata per superamento del cosiddetto “periodo di comporto” e il riconoscimento delle indennità e delle spese legali a carico dell’azienda. È il grande risultato ottenuto dalla Uiltucs Reggio Calabria con il proprio legale Caterina Gioè, affermato mediante ordinanza dal Tribunale di Palmi.
Il legale ha trovato le chiavi giuridiche giuste per superare le lacune normative ed è riuscito a far ritornare sul proprio posto di lavoro una donna che, ad inizio pandemia, quando ancora non erano stati prodotti i vaccini, era risultata positiva al Coronavirus per quindici giorni, durante i quali era stata confinata in isolamento domiciliare da un’ordinanza comunale, e, successivamente, una volta negativizzatasi, aveva avuto gravi problemi di salute, dovuti alla precedente malattia, che le avevano impedito di ritornare subito a lavoro. Tutto ciò aveva spinto l’azienda per la quale all’epoca prestava servizio e per la quale tornerà a lavorare, una volta ripresentatasi, a licenziarla per superamento dei centottanta giorni entro l’anno solare del cosiddetto “periodo di comporto” previsto dalla normativa.
L’avvocato Gioè è riuscito a riconoscere giustizia alla sua assistita. Infatti, dopo aver impugnato il provvedimento aziendale presso il Tribunale di Palmi, il legale, evocando l’articolo 26 del decreto “Curitalia”, che prevede la decurtazione del cosiddetto “periodo di comporto” della quarantena e dell’isolamento domiciliare dovuti al Coronavirus, è riuscita a dimostrare che i giorni non erano 188, bensì 176.
“Nonostante le lacune giuridiche, siamo riusciti a trovare la chiave giusta. Non è stato semplice, siamo molto soddisfatti di questa vittoria in aula che ha portato al riconoscimento dei diritti della lavoratrice” sono state le parole dell’avvocato Gioè.
“Quella del Tribunale di Palmi è un’ordinanza che farà scalpore, visto il persistere della pandemia e gli attacchi al mondo del lavoro che non si fermano, e che avrà risalto nazionale. Siamo contenti di aver vinto questa battaglia, confermandoci sempre a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori a difendere i loro diritti” è il commento della segretaria della Uiltucs Reggio Calabria Sabrina De Stefano.

COVID-19 – Bollettino regione Calabria (+2.137 positivi rispetto a ieri)

In Calabria, ad oggi, il totale dei tamponi eseguiti sono stati 1855780 (+9.911).

Le persone risultate positive al Coronavirus sono 145097 (+2.137) rispetto a ieri.

Questi sono i dati giornalieri relativi all’epidemia da Covid-19 comunicati dai Dipartimenti di Prevenzione delle AA.SS.PP. della Regione Calabria.

Territorialmente, dall’inizio dell’epidemia, i casi positivi sono così distribuiti:

– Catanzaro: CASI ATTIVI 5361 (78 in reparto, 15 in terapia intensiva, 5268 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 14090 (13904 guariti, 186 deceduti).

– Cosenza: CASI ATTIVI 9217 (125 in reparto, 6 in terapia intensiva, 9086 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 30150 (29386 guariti, 764 deceduti).

– Crotone: CASI ATTIVI 2323 (27 in reparto, 0 in terapia intensiva, 2296 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 11124 (10988 guariti, 136 deceduti).

– Reggio Calabria: CASI ATTIVI 12084 (171 in reparto, 15 in terapia intensiva, 11898 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 42487 (41988 guariti, 499 deceduti).

– Vibo Valentia: CASI ATTIVI 7750 (28 in reparto, 0 in terapia intensiva, 7722 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 8776 (8648 guariti, 128 deceduti).

L’Asp di Cosenza comunica: “Nel setting fuori regione si registrano 3 nuovi casi a domicilio”.

 

CALABRIA – Il Covid continua ad affliggere la Tonno Callipo: altri 3 positivi nel gruppo squadra

Continua il periodo difficile per la Tonno Callipo Volley che si ritrova a fare ancora i conti con il Coronavirus. L’esito dei test antigenici eseguiti stamattina ha infatti messo in evidenza tre nuovi casi di positività al Covid-19. Si tratta di tre atleti della prima squadra per i quali è stato prontamente disposto l’isolamento domiciliare. Salgono dunque a sei i contagi in casa Callipo considerando anche quelli già dichiarati lo scorso venerdì pomeriggio.

Nel frattempo la scelta del Club, in accordo con lo staff tecnico, è stata quella di far proseguire gli allenamenti agli atleti che sono risultati negativi ai controlli odierni. Nei prossimi giorni tutto il gruppo squadra sarà sottoposto a un nuovo giro di tamponi.

UFFICIO STAMPA E COMUNICAZIONE – TONNO CALLIPO
Rosita Mercatante

ITALIA – Covid, zona gialla e arancione: regioni che cambiano colore domani, nuove regole

In giallo la maggior parte dell’Italia, misure più rigide in Valle d’Aosta.

Campania in zona gialla e Valle d’Aosta in arancione da domani, lunedì 17 gennaio. Cambia ancora dunque la mappa dei colori in Italia, con la maggior parte delle regioni ormai in fascia gialla. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato l’ordinanza alla luce del flusso dei dati del monitoraggio di Istituto superiore di sanità (Iss), ministero della Salute e Regioni. La variante Omicron continua a correre e i contagi che non scendono sotto i 180mila. Secondo il bollettino diffuso ieri in 24 ore sono stati registrati 180.426 nuovi casi da Coronavirus in Italia e 308 morti.

L’ordinanza prevede che la Campania – che “presenta un’incidenza dei contagi pari a 2280,9 casi ogni 100.000 abitanti, un tasso di occupazione di posti letto in area medica pari al 25,8% e un tasso di occupazione di posti letto in terapia intensiva pari al 10,6% – resterà gialla per 15 giorni. Mentre la Valle d’Aosta – che “presenta un’incidenza dei contagi pari a 3087,3 casi ogni 100.000 abitanti, un tasso di occupazione di posti letto in area medica pari al 53,5% e un tasso di occupazione di posti letto in terapia intensiva pari al 21,2% – sarà arancione per due settimane.

Se tra zona bianca e arancione cambia poco, il passaggio in arancione o rosso comporta misure più rigide. Sul cambio di colore, il presidente della Regione Valle d’Aosta Erik Lavevaz ha commentato: “L’attenta analisi dei dati relativi ai ricoveri ci porta a riflessioni severe nei confronti della scelta di non vaccinarsi. Emerge infatti che della totalità dei positivi Covid curati nel nostro ospedale la stragrande maggioranza (42 persone) o non ha il vaccino oppure è vaccinata in maniera inefficace (da più di 120 giorni). Colpisce in particolare che 6 dei 7 pazienti Covid in terapia intensiva non abbiano ricevuto il vaccino. Quella di non vaccinarsi è una scelta di pochi, che però può avere gravi conseguenze per tutti”. “La situazione ospedaliera sarebbe radicalmente diversa se tutta la popolazione fosse vaccinata. Con le regole in vigore – ha aggiunto – piccolissimi numeri sui ricoveri possono far cambiare la collocazione della Regione: vaccinarsi è oggi più che mai un segno di responsabilità e di solidarietà, cui siamo chiamati tutti indistintamente se vogliamo contribuire alla ripartenza della Valle d’Aosta”.

Zona bianca, gialla e arancione: cosa cambia

Con le nuove misure imposte dal governo e valide fino al 31 gennaio 2022 tra zona bianca e gialla ci sono poche differenze. Una delle principali differenze tra queste due zone fino a ora era l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto. Con l’ultimo decreto del governo è stato stabilito di estendere questa misura. L’uso della mascherina è stato ‘rinforzato’ in tutta Italia visto che per accedere a mezzi pubblici, treni, aerei, cinema, teatri è necessario indossare la Ffp2. E questo fino al termine dello stato di emergenza, che al momento è fissato al 31 marzo.

Fino alla cessazione dello stato di emergenza, il decreto Natale prevede inoltre l’estensione dell’obbligo di Green Pass rafforzato – per vaccinati o guariti – alla ristorazione per il consumo anche al banco in bar e ristoranti. Estensione dell’obbligo di Green Pass rafforzato al chiuso per piscine, palestre e sport di squadra, ma anche per musei e mostre. Super Green Pass al chiuso per i centri benessere, centri termali (salvo che per livelli essenziali di assistenza e attività riabilitative o terapeutiche), parchi tematici e di divertimento, per centri culturali, centri sociali e ricreativi (esclusi i centri educativi per l’infanzia) al chiuso e per sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò.

E’ stato stabilito che fino al 31 gennaio 2022 sono vietati gli eventi, le feste e i concerti, comunque denominati, che implichino assembramenti in spazi all’aperto; saranno chiuse le sale da ballo, discoteche e locali assimilati, dove si svolgono eventi, concerti o feste comunque denominati, aperti al pubblico.

Gli spostamenti con mezzi propri sono liberi in zona bianca così come nella gialla, le cose cambiano in zona arancione dove ci si può spostare sia in altri comuni della stessa regione che in altre regioni solo per lavoro, necessità, salute o per servizi non sospesi ma non disponibili nel proprio comune. Ok invece agli spostamenti da comuni di massimo 5.000 abitanti, verso altri comuni entro i 30 km, eccetto il capoluogo di provincia.

Anche per quanto riguarda gli impianti sciistici la situazione cambia: il Green pass rafforzato diventa necessario. Bar e ristoranti sono aperti solo per chi ha il Super green pass, non per chi ha il certificato base grazie a un tampone.

ADNKRONOS

“Meglio soli che male accompagnati” De Luca a muso duro contro il “sequestro di Stato” mentre Reggio tace.

“Siamo di fronte ad un sequestro di Stato senza preavviso”  così viene definita la situazione attuale riguardo la gestione dei traghetti in relazione all’introduzione del Super Greenpass, dal sindaco di Messina Cateno De Luca.

Emblematico è l’episodio del Signor Fabio Messina, avvenimento che ha spinto il primo cittadino di Messina ad occupare, nella giornata odierna, gli imbarcaderi per i traghetti sullo stretto di Villa San Giovanni – Messina.

“Io ho chiesto che venga introdotto un regime transitorio per almeno 30 giorni – ha aggiunto De Luca – in modo che i pendolari possano anche ad un minuto dalla prima dose attraversare lo stretto”

“Questo è il senso della mia battaglia, poiché ho scritto tre note al Governo e non ho ricevuto risposta, non accetto che vengano violate le prerogative dei pendolari Calabresi e Siciliani” 

Un silenzio descritto come un omertà di Stato che rischia di creare danni non solo all’economia locale, ma anche ai singoli cittadini.

“Chi ha a cuore gli interessi dei Calabresi e dei Siciliani è il benvenuto” ha reso noto De Luca, sottolineando di aver invitato anche il presidente della regione Sicilia a partecipare all’occupazione con lui e di non aver avuto risposta dalla politica Calabrese;“megghiu suli ca’ mali accumpagnati”, infatti come argomenta ai microfoni del giornalista Cesare Minniti, è anche negli interessi d Reggio che gli imbarchi procedano velocemente, poiché vi è da considerare il forte afflusso di pendolari tra Calabria e Sicilia e i vari rapporti commerciali tra le due regioni del sud Italia, questa è sicuramente una stoccata rivolta ai sindaci Calabresi che hanno manifestato molto meno interesse del loro collega messinese.

Non voglio – ha concluso De Luca – che la libera circolazione e la continuità territoriale siano strumentalizzate per becere battaglie politiche”.

AB