REGGIO – Covid, G.O.M.: gli ultimi aggiornamenti

La Direzione Aziendale del G.O.M. di Reggio Calabria comunica che, nelle ultime ventiquattro ore, sono stati 116 i soggetti sottoposti allo screening per CoViD-19.  Di questi, 9 sono risultati positivi.
In seguito a 1 ricovero e 3 dimissioni, sono 13 i pazienti positivi al CoViD-19 ricoverati al G.O.M.: 3 nell’Unità Operativa di Malattie Infettive, 7 in Pneumologia, 2 in reparto multidisciplinare, 1 in Ostetricia e Ginecologia e nessuno in Terapia Intensiva.

I pazienti finora accolti dal G.O.M. sono 3.671 (di questi, 6 hanno avuto un doppio ricovero per un totale di 3.677 ricoveri).
I pazienti deceduti sono 817.
I pazienti clinicamente guariti sono 2.372.
I pazienti trasferiti ad altro ospedale sono 469.

La Direzione del G.O.M. continua a raccomandare il rispetto delle misure di prevenzione del contagio, di tenere comportamenti sociali responsabili a tutela della salute di tutti nonché di aderire consapevolmente alla campagna vaccinale nazionale.
Per info. o in caso di sintomi sospetti contattare il numero Verde 1500 ministeriale.
Per info. sulla campagna vaccinale regionale contattare il Numero Verde 800 00 99 66 della Regione Calabria.

SCILLA – L’Asp chiude l’ex ospedale: “Struttura non sicura”

«L’ex ospedale di Scilla ‘Scillesi d’America’, secondo quanto previsto dalla programmazione sanitaria regionale, verrà trasformato in ‘Casa della salute– Lo afferma Lucia di furia, commissaria dell’Asp di Reggio Calabria-. Al fine di procedere verso questo obiettivo, i tecnici di Invitalia hanno effettuato in questi ultimi giorni una serie di verifiche che riguardano la vulnerabilità sismica e di caratterizzazione dei materiali costituenti i blocchi strutturali esistenti. Dall’esito delle analisi è confermato l’elevato livello di degrado delle strutture indagate, i cui valori di resistenza dei calcestruzzi sono molto al di sotto di quelli normativamente dovuti, tale da richiedere opere di restauro e di consolidamento necessari per riportare il livello di sicurezza ai requisiti minimi previsti dalle vigenti norme».

«Mentre il corpo identificato come ‘vecchio ospedale’ – ha continuato la commissaria Di Furia – ha dato una sufficiente risposta in termini di sicurezza nei confronti delle azioni orizzontali di natura sismica e nei confronti dei carichi verticali, i restanti corpi, che costituiscono la gran parte della struttura, hanno testimoniato la scarsa qualità di esecuzione dei manufatti e la scarsa qualità dei materiali utilizzati, presentando un’elevata deviazione standard nei campioni analizzati, che definiscono una mancata sicurezza dei locali presso cui viene garantita attualmente l’assistenza sanitaria.
Da quanto emerso, tenuto conto dei bassi livelli di sicurezza riscontrati, deve imporsi la necessità di adottare, senza alcun indugio, provvedimenti restrittivi dell’uso di tutti i corpi denominati ‘nuovo ospedale’ – organismi edilizi A, B e C – e di immediato trasferimento di tutte le attività sanitarie erogate in altri siti. Pertanto – risultando i locali esistenti pericolosi per l’incolumità dei cittadini e degli operatori sanitari – si dispone dal 23 settembre l’avvio dell’attività necessaria a liberare nell’immediato le strutture, cessando le azioni sanitarie erogate».

«Allo stesso tempo, entro 24 ore, verranno valutati quali spazi del ‘vecchio ospedale’ e quali strutture limitrofe possano essere utili per accogliere le attività sanitarie sospese, che devono comunque essere garantite: CUP, punto di primo intervento, laboratorio analisi con Punto Prelievi, farmacia, radiologia, endocrinologia, Pma, oculistica, ginecologia, allergologia, cardiologia, pneumologia, psichiatria, centro Salute mentale, chirurgia. Gli edifici sottoposti a questa momentanea restrizione saranno nei prossimi mesi interessati da un’accurata opera di ristrutturazione, che porteremo avanti con il supporto dei tecnici di Invitalia, al fine di poter riaprire al più presto il presidio sanitario, a quel punto definitivamente convertito in ‘Casa della salute’» ha così concluso il comunicato stampa la commissaria Lucia Di Furia.