REGGIO – Sport: Derby dominato dalla Viola: termina 85 a 67

Ritorno al successo immediato per la Pallacanestro Viola.
I segnali di Ragusa, sulla freschezza mentale e tecnica del gruppo reggino erano veritieri nonostante la sconfitta all’overtime.
Il derby di Calabria è neroarancio.
Troppo “acciaccata” la formazione ospite della Bim Bum Basket Rende per provare ad impensierire il rullo compressore reggino.
La gara, a dirla tutta, non ha mai dato la vera impressione,infatti, di poter avere una trama diversa.
Reggio ha giocato una gara sul pezzo, con qualche sbavatura, girando tutti gli effettivi del roster, ritrovando il talento reggino Tommaso Russo, dando tantissimo spazio al giovane Mazza(classe 2007) idem il lungo Konteh.
I problemi del Rende si vedono già dal quintetto iniziale: senza Tomic,Ginefra ed Hajrovic nei primi cinque, Coach Carbone ha dovuto realmente fare “i salti mortali” per rendere la gara un pò più appetibile ed equilibrata per il numero sempre crescente del pubblico reggino(ampiamente sopra la 1000 unità).
Federico Cigarini,invece, dopo un primo quarto in vantaggio in doppia con Mavric e Tyrtyshnyk(triple a go go anche da distanza siderale) in evidenza, si permetterà il lusso di preservare per tanti minuti l’asso ucraino, autore comunque, di una prova pregevole.
Dopo un antisportivo ed un tecnico Rende perde Tomic ad inizio terzo quarto.
Belle giocate per Guzzo (anche per lui tripla pazzesca) ma non basta.
Viola sempre in controllo in doppia cifra.
Molto bene Ilario Simonetti sostenuto da un buon numero di giovani tifosi arrivati dalla scuola di Basket dell’Eutimo Locri.
Seck si diletta con due schiacciate da cineteca
Doppie anche per Aguzzoli, Mavric, Maksimovic ed il già citato Illia Tyrtyshnyk-
Nel prossimo turno, i reggini giocheranno, con rettangolo di gioco ancora da definire vista l’indisponibilità del Palatracuzzi in casa della Basket School Messina.Termina 85 a 67.

Pallacanestro Viola-Bim Bum Rende 85-67
(21-10,30-24,8-13,26-20)
Pallacanestro Viola:Aguzzoli 16,Simonetti 14,Konteh 4, Maksimovic 11, Mavric 14,Mazza 3,Seck 4,Binelli,Tyrtyshnyk 19,Russo.All Federico Cigarini Ass Seby D’Agostino
Rende: Montemurro,Cersosimo,Ginefra 3,Gatta 17,Madrigrano,Tomic 8, Guzzo 17,Festinese 8,Markovic 6,Bisceglie 4.All Carbone Ass Arigliano
Arbitri Paolo Filesi di Chiaramonte Gulfi(Rg) e Francesco Giunta di Ragusa.

REGGIO – Ripepi: “Ponte Sant’Anna, pericolo costante!”

Ancora preoccupazioni sul Ponte Sant’Anna da parte dei cittadini reggini che stanno continuando a sollecitare l’amministrazione comunale ad intervenire sia dal punto di vista strutturale che dal punto di vista del decoro pubblico.

Sì, perché il Ponte, già da diversi anni versa in uno stato di incuria e di abbandono e l’amministrazione (forse sorda alle lamentele dei propri cittadini) continua a fare orecchie da mercante rispetto ad una delle arterie centrali di Reggio: percorsa da migliaia di reggini ogni giorno.

Continuano, nel frattempo, le dirette del Consigliere comunale Massimo Ripepi, che anche questa volta ha dato voce alle istanze dei cittadini per cercare di fare arrivare con più determinazione la volontà pubblica, all’interno del Palazzo comunale.

Le immagini, inquadrate dal Consigliere, hanno documentato una situazione vergognosa: “Nessuno si occupa di questo ponte, né dal punto di vista strutturale né dal punto di vista del decoro. Sono venuto qua sei o sette volte per denunciare la situazione: non sono venuti neanche a pulire!” – ha attaccato Ripepi.

“Falcomatà si è lamentato a RaiNews perché c’è stato un servizio giornalistico che denunciava la situazione disastrata delle periferie. Questo lo stiamo documentando noi, i giornali e anche i cittadini: è una cosa sotto gli occhi di tutti!” – ha puntualizzato Massimo Ripepi.

Durante l’intervista, il Sindaco lamentava che la città non fosse quella mostrata con immagini della spazzatura: “Questo perché tu pensi che, tenendo pulite l’area di Piazza Duomo o l’area della Via Marina, allora credi di poter convincere gli italiani e i reggini che in Città è tutto a posto?!” – ha rimproverato duramente Ripepi, rivolgendosi al Primo Cittadino – “Anziché fare una giunta te ne vai girando a destra e a manca! Non ti occupi delle cose importanti: della pulizia, delle fondamenta della tua città, non ti occupi dell’aeroporto… te ne stai fregando!”

A Gioia Tauro nascerà il Parco dei Cardi: dalla Metrocity più di 6 milioni nei Piani Urbani Integrati del Pnrr per la rigenerazione dello storico stabilimento Gaslini

Il sindaco Giuseppe Falcomatà, insieme al sindaco di Gioia Tauro Aldo Alessio, al Vicesindaco Carmen Molinterno e ai tecnici impegnati nella progettazione, ha illustrato i dettagli dell’intervento che punta alla creazione di un orto botanico al servizio dell’area costiera del comune pianigiano

«Questo è un vero esempio di ottima amministrazione che contribuisce a combattere la narrazione distorta, che purtroppo ancora esiste, sulla capacità di spesa dei Comuni del Sud. Il Parco dei Cardi di Gioia Tauro ci rende orgogliosi». E’ quanto ha affermato il sindaco metropolitano Giuseppe Falcomatà nel corso della presentazione, presso il Municipio di Gioia Tauro, del progetto “Il Parco dei Cardi”, inserito nella programmazione Pnrr della Città Metropolitana attraverso il programma “Aspromonte in città”.

L’idea è quella di rifunzionalizzare e rendere produttiva un’area periferica del territorio di Gioia Tauro, trasformando l’ex fabbrica Gaslini, abbandonata dal 1960 ed oggi un reperto importante di archeologia industriale, in un vero e proprio orto botanico con annesse attività utili ad incrementare lo sviluppo e la crescita del comprensorio. All’evento erano presenti il sindaco ed il vicesindaco di Gioia Tauro, Aldo Alessio e Carmen Moliterno, il dirigente della Città Metropolitana, Pietro Foti, il responsabile dell’Ufficio tecnico comunale gioiese, Francesco Carpinelli, il progettista Luigi Giuseppe Massara e l’entomologa Elvira Castiglione.

«Siamo noi a dover ringraziare la città di Gioia Tauro – ha affermato Falcomatà – per la qualità della progettazione e la proposta pervenuta agli uffici di Palazzo Alvaro. Questo progetto, che viene finanziato con le risorse del Pnrr, rappresenta, in parte, la lezione che ci ha dato il Covid rispetto al bisogno di recuperare tempo in qualità della vita e dell’abitare. In quegli anni terribili, quando ognuno di noi è stato costretto a limitare la propria libertà di movimento, la natura ha iniziato a riprendersi gli spazi che l’uomo le aveva sottratto. In questo progetto del Pnrr, abbiamo voluto ascoltare quella lezione ed il programma “Aspromonte in città” esprime la necessità di riconnettere le città alle nostre colline e montagne. Fare, insomma, la famosa ricucitura invocata dagli architetti più importanti del nostro tempo, rendendo i nostri centri urbani sempre più sostenibili ed andando ad aggredire le aree del territorio con una storia che richiama all’identità delle comunità messa a rischio da dimenticanze che hanno reso quel luogo un “non luogo”. E’ questo quello che è venuto fuori da questa scheda progettuale». «Noi – ha proseguito il sindaco metropolitano – siamo molto orgogliosi perché questi sei milioni di euro, probabilmente, rientrano fra le misure più importanti dell’intero pacchetto dei Pui. I complimenti vanno fatti all’amministrazione comunale, alla giunta, al sindaco, alla cittadinanza che, in un percorso partecipato, hanno contribuito a dare vita, speranza, futuro al Parco dei Cardi».

«L’importante – ha sottolineato ancora Falcomatà – è guardare oltre quello che è il ciclo politico di un’amministrazione. Noi siamo pro tempore, ma la programmazione che mettiamo in atto, avendo uno sguardo lungo sul futuro dello sviluppo del territorio, può davvero cambiare radicalmente le cose. Anche questo progetto è la dimostrazione di come, nei fatti, si può e si deve rovesciare la narrazione che vorrebbe limitare l’arrivo di risorse esterne, europee o del Pnrr ai Comuni del Sud perché incapaci di spendere e non raggiungere l’obiettivo per il quale quelle risorse erano destinate. Il lavoro messo in campo dal Comune di Gioia Tauro, invece, è la dimostrazione chiara di quanto questa narrazione sia sbagliata, antistorica, anacronistica, in grado di mettere a repentaglio la programmazione Pon Metro 2021/2027, considerata l’incomprensibile “quota variabile” che il Governo si è riservato sul totale dei finanziamenti. Dunque, in un contesto in cui già mancano le risorse normali, e senza entrare nel tema dell’autonomia differenziata, le risorse che devono servire al Sud, al Mezzogiorno, alla Calabria, ai Comuni della Città Metropolitana per rimettersi al passo con le altre realtà del Paese, sono sempre oggetto di un costante monitoraggio. Dunque, la risposta migliore che possiamo dare è la qualità della progettazione, la visione, l’idea dello sviluppo del territorio che va oltre il ciclo politico delle amministrazioni. Soltanto così si può combattere una narrazione sbagliata. Ed è una cosa che dobbiamo fare giorno per giorno».

Per questo, in conclusione, il sindaco metropolitano, Giuseppe Falcomatà, ha lanciato un messaggio: «Venite a vedere come si amministra. Venite a vedere dove, nonostante le difficoltà di bilancio, dei numeri e del personale all’interno dell’ufficio, si fanno cose buone. Venite a Gioia Tauro a vedere il programma ed il progetto del “Parco dei Cardi” e, poi, vediamo qual è la vera narrazione che si può fare di questa terra e di questo territorio metropolitano. Oggi si scrive davvero una bella pagina di cui dobbiamo essere tutti orgogliosi».

ROSARNO – Falcomatà in visita alla Casa del Popolo Giuseppe Valarioti: “Un presidio storico per il territorio, la memoria non può essere venduta”

Il sindaco della Città Metropolitana ha fatto visita alla storica struttura che da decenni opera nel contesto della piana di Gioia Tauro. Dagli attivisti un appello all’intera cittadinanza affinchè ognuno contribuisca, anche con poco, alla campagna di raccolta fondi per l’acquisto del bene. Qui le donazioni: https://sostieni.link/34770

“La Casa del Popolo Giuseppe Valarioti di Rosarno è un presidio culturale e sociale che abbiamo il dovere di salvare. Un presidio che racconta la nostra storia, la storia dell’intero territorio metropolitano. Una storia fatta di lotte e di conquiste, di battaglie contro la ‘ndrangheta e per la libertà, per il riscatto sociale e i diritti dell’intera comunità. E’ uno di quei luoghi di socialità importanti anche per costruire il futuro, non solo quello di Rosarno, ma dell’intera piana di Gioia Tauro e quindi della Città Metropolitana. Dobbiamo salvarla non solo per salvare la nostra storia ma perchè da qui, attraverso le attività che quotidianamente l’associazione svolge, si può costruire un pezzo importante del futuro di questo territorio”. Il sindaco della Città Metropolitana Giuseppe Falcomatà, insieme al Consigliere metropolitano e sindaco di Cinquefrondi Michele Conia, ha fatto visita alla Casa del Popolo Giuseppe Valarioti di Rosarno. Una realtà presente nella piana che da anni porta avanti attività sociali in nome del giovane ucciso l’11 giugno del 1980 per mano mafiosa. Da mesi ormai la storica sede, oggi gestita dall’Associazione Officina n° 8, che richiama appunto il numero civico della via dove si trova la Casa del Popolo, vive un momento di incertezza dopo che la Fondazione che ne detiene la proprietà l’ha messa in vendita.

Per salvare lo storico presidio sociale gli attivisti hanno avviato una campagna di raccolta fondi per raggiungere la soglia di circa 30mila euro necessari ad acquistare lo spazio e mantenerlo come bene comune al servizio del territorio. Tutti i cittadini, non solo calabresi ma da ogni parte d’Italia, potranno donare la propria somma e contribuire in questo modo alla raccolta fondi disponibile al link https://sostieni.link/34770.

Nel corso dell’incontro con i militanti, il sindaco Falcomatà ed il consigliere metropolitano Conia hanno avuto modo di ascoltare i progetti che l’Associazione intende promuovere da qui ai prossimi mesi. Per poter proseguire le attività però sarà necessario raggiungere la fatidica soglia necessaria all’acquisto del bene. “Ogni cittadino potrà fare la propria parte – ha concluso il sindaco rivolgendo il proprio appello all’intera cittadinanza. Ognuno con un contributo anche piccolo per contribuire concretamente a salvare questo presidio sociale. Questo territorio merita che l’esperienza portata avanti nel nome di Giuseppe Valarioti non sia messa a rischio dalla procedura di vendita”.