REGGIO – Possibili disservizi idrici in diverse zone della città

Si comunica che, a causa di un guasto nell’impianto di sollevamento di “Cuzzetta”, si potrebbero verificare disservizi idrici nelle zone servite dal suddetto impianto: Arcoleo, Gumeno, Rosario Valanidi, Oliveto, Candico, Ciosso, nella giornata di oggi 13/02/2024 e fino alla conclusione dei lavori.

REGGIO – Ripepi a Salice: “Qui si muore perché non può arrivare l’ambulanza. Cittadini delle periferie abbandonati.”

Morto perché la strada era troppo stretta per far passare l’ambulanza. Questa la devastante e a tratti paradossale storia raccontata oggi dalla signora Carlo Patrizia che ha trovato voce grazie alle dirette di Massimo Ripepi. Come aveva promesso, il Consigliere ha infatti iniziato a “battere centimetro dopo centimetro tutta Rheggio” e questa volta lo vediamo in diretta da Salice, più precisamente dalla Contrada San Cono dove la signora Carlo ha raccontato la storia drammatica che ha coinvolto suo marito nel 2020, una testimonianza gravissima di abbandono ed insofferenza da parte delle istituzioni e che hanno portato ad un tragico risvolto.

L’accaduto

Da quanto raccontato dalla signora, nel 2020 suo marito aveva presentato un improvviso malore. Purtroppo però l’intervento dell’ambulanza si è reso impossibile a causa di una strada pubblica troppo stretta ed impraticabile anche dalle macchine poco più grandi (figuriamoci da mezzi di una certa imponenza, quali l’ambulanza) che conduce all’abitazione. La moglie ha dunque dovuto provvedere in autonomia a portare suo marito d’urgenza al pronto soccorso (rischiando tra l’altro una denuncia!) che, però, non ce l’ha fatta ed è deceduto.

E se già qui la storia sembra essere assurda, c’è da cadere dalla sedia quando la signora Carlo ha asserito che già da anni avevano presentato numerose denunce e richieste al Comune per risolvere la situazione (anche perché la zona è abitata da 7 famiglie con un invalido che periodicamente avrebbe bisogno dell’intervento dell’ambulanza) ma, data l’immutata situazione ad oggi 12 febbraio 2024, ancora nessuno pare che si sia degnato di prendere ufficialmente in considerazione la questione: nonostante la tragedia consumata!

Ripepi: “Falcomatà alza il culo dalla poltrona e vieni a vedere come sono combinati qui!

Sulla questione non è mancato il duro commento di Massimo Ripepi: “Un cittadino che paga le tasse deve pure chiedere all’amministrazione ‘per cortesia’ e ‘per favore’ di intervenire su problemi che dovrebbero già essere di competenza del Comune! Falcomatà alza il culo dalla poltrona e vieni a vedere com’è combinata la Contrada San Cono di Salice!”

“Una strada pubblica strettissima dove anche le macchine leggermente più grandi passano a filo al limite dell’asfalto, adiacente al quale c’è un dirupo che è davvero pericoloso! Figuriamoci i mezzi pesanti come potrebbero mai riuscire a passare.” – ha concluso Ripepi – “Chiedo al nuovo assessore Costantino di prendere visione di questa cosa, vi accompagnerò io, dopodiché dovete prendere un provvedimento. Se necessario ci vedremo in Commissione, l’importante è che si risolva la questione!”

REGGIO – Alla Fattoria Urbana di Catona torna l’evento di Pittura e Poesia “EMOZIONI” di Alberta Dito e Salvatore Cucinotta

Alberta Dito e Salvatore Cucinotta protagonisti di un evento speciale alla Fattoria Urbana di Catona poiché l’Associazione il “Salotto dei Poeti”, nel riprendere l’attività dopo la pausa invernale, ha organizzato un evento culturale un po’ inusuale e per certi versi unico.

L’evento è nato da un’intuizione del Presidente Santisi di voler coniugare due materie d’arte che all’apparenza diverse in vero sono molto simili e particolarmente hanno in comune il fine per cui gli autori si cimentano che è quello nobile di raccontare ed offrire emozioni a chi osserva o legge.

Ed il Presidente Antonino Santisi per questa performance ha invitato nella suggestiva location dell’Associazione presso la Fattoria Urbana gli anzidetti artisti, giovani di grande avvenire e ciascuno protagonista nel proprio campo e la scelta non poteva essere più indovinata.

Infatti i due personaggi con ancora una esperienza di pochi anni sono ben conosciuti non solo tra degli addetti ai lavori nei loro specifici campi, ma sono ben noti anche al pubblico perché le loro opere già state apprezzate in varie mostre, nel caso della pittrice Alberta Dito, e nelle precedenti pubblicazioni per lo scrittore Salvatore Cucinotta.

Alberta Dito, laureata con il massimo dei voti all’Accademia di belle arti, è una giovane artista che ha conquistato la ribalta con i suoi dipinti nei quali Ella trasferisce il suo mondo, semplice esteriormente ma profondo nella sua dimensione spirituale; un mondo privo di sovrastrutture e fatto di schiette emozioni che l’artista comunica con le sue opere.

Il fulcro della sua vena artistica è la forza dei colori che utilizza nelle varie tonalità e sfumature, con la voce della sua sensibilità, per rappresentare il suo interiore e ciò che la circonda.

Ella rappresenta tutto non per come è, ma nel modo in cui lo sente e la sua pittura, forte ed esplosiva nasce dall’anima e si manifesta con la sua pennellata libera da ogni condizionamento razionale: Alberta dipinge con il cuore ed il pennello ed i colori ne sono il mezzo espressivo.

Lo storico e critico d’Arte prof. Pasquale Lettieri così si esprime su Alberta Dito: «[…] Quando si entra nel mondo di Alberta, si entra sicuri della propria soggettività, della propria immagine e si esce rapiti da una metafisica indicibile e misteriosa. Insomma, il gioco illusionistico della pittura ci colpisce come anacronistica vitalità che nasce dal luogo dell’evento e si dissemina nell’arditezza delle creazioni, che è fatta da una pluralità di linguaggi e per questo ci appartiene in tutta la sua freschezza fenomenica, ma anche in tutta la sua evocazione mnemonica […].»

Se si osservano i dipinti di Alberta viene da sé affermare che “affrontare un viaggio tra le opere di Alberta per scoprire il suo cuore è un atto dovuto a noi stessi”.

Ed in questa mostra Ella ci consente di continuare il “viaggio” rappresentando la sua continua ricerca dell’interiorità con i colori con le sue ultime opere che proprio sono un “concentrato” di colori che fanno sentire a chi osserva la forza delle emozioni e sentimenti che li hanno ispirati.

E per dare anche una ulteriore spunto a chi osserva le sue opere a vivere le emozioni ha accettato con gioia di condividere questi momenti espositivi con lo scrittore Salvatore Cucinotta che nell’occasione presenta la sua ultima produzione poetica “Sublimi Emozioni”, edito da La Rosa del Pozzo Edizioni.

È un’opera che fa vivere le emozioni di un viaggio in cui le stesse vengono sublimate e lo scrittore carpisce il suo pubblico con un percorso interiore ed emozionante che ha la sua esternazione con la poesia e con la riflessione, entrambe dense di significati che coinvolgono e appassionano il lettore per la sua maestria di descrivere l’interiorità dell’essere.

Nelle sue poesie risalta la ricerca sul dualismo nelle cose e ama spesso riflettere sul vero significato degli opposti e in questa sua analisi interiore tratta argomenti forti e di impatto deciso sulle coscienze di chi legge, ma il tutto lo fa con delicatezza e rispetto dei sentimenti altrui.

Nelle sue poesie troviamo moltissimi interrogativi, ma non ci da alcuna risposta e neanche ne fa il tentativo: lascia tutto alla sensibilità del lettore che può ispirarsi ai sentimenti ed emozioni che i versi suscitano nel suo animo e dare risposte suggerite da una profonda ed intima elaborazione.

Passando il testimone alla pittura è da osservare che Alberta Dito nel suo percorso di ricerca interiore si sta spingendo verso una mescolanza espressiva del colore e in questa mostra dal titolo “Colori ed Emozioni” relativa alle sue opere più recenti si recepisce il segnale dell’anima ma non tralasciando la realtà, piatta se scevra dalle emozioni.

E questa sua tendenza è stata apprezzata nella mostra “L’Arte si Mostra” presso Complesso Monumentale Pio Sodalizio dei Piceni – Roma, cui Alberta ha partecipato, nel corso della quale il critico d’arte prof. Plinio Perilli ha sostenuto che “la pittura di Alberta è come un occhio profondo che con la forza di un abisso di luce trasforma il reale secondo le sue sensazione e lo trasmette personalizzato agli altri”.

Rappresentativo di questa analisi interiore è il dipinto “Emozioni e realtà” nel quale un occhio guarda la realtà da un caos di emozioni.

Alberta Dito ormai è più che una promessa tant’è che è stata insignita dal Comune di Reggio Calabria del Premio Anassilaos Mimosa d’Argento per le Arti Figurative, e questa ultima mostra ne è la testimonianza.

Oreste Mario Dito

REGGIO – Sport: Volley B2 femminile, la Reghion torna a ruggire: 3-0 alla Saracena

Le reggine disputano un match emozionante e ad alti livelli. Esordio per la centrale Anna Laganà

Inizia nel migliore dei modi il girone di ritorno per la Volley Reghion, che batte l’ASD La Saracena con un rotondo 3-0 e ottiene la sua undicesima vittoria in campionato. La formazione di Cesare Pellegrino vince e convince nello scontro tra quinta e sesta forza del torneo, anche se la conquista dell’intera posta in palio non è stata per nulla facile.

Al pronti-via subito una novità in casa Reghion, con l’esordio della new entry Anna Laganà, centrale classe ‘89. L’equilibrio domina per tutta la prima parte di gara, con le padrone di casa che crescono alla distanza e chiudono 25-21. Nel secondo gioco la musica cambia, con la Saracena brava ad aumentare il ritmo ed a portarsi su un momentaneo più cinque. La Reghion, nonostante le difficoltà, riesce a tenere a bada il punteggio e piano piano anche a recuperare, per mettere sul finale la freccia definitiva che porta al 25-23. Nel terzo parziale le siciliane sono ancora più aggressive e approfittano di qualche errore di troppo al servizio delle avversarie, fino ad ipotecare la vittoria del set: il 15-21, prima, e il 20-24, dopo, sembrano essere sentenza, ma la Reghion, dura a morire, annulla il primo set-point. Proprio adesso coach Pellegrino cala il jolly, inserisce Sara Morena per il turno al servizio e la giovane reggina restituisce la fiducia mettendo in crisi la ricezione avversaria e salvando il punteggio in fase difensiva. Una volta raggiunte, le siciliane si fanno annullare altri due set-point fino al definitivo sorpasso (27-26): il punto vincente lo realizza con un ace un’eroica Elena Fiorini, rimasta in campo per tutta la durata del match nonostante un piccolo infortunio subito in fase di riscaldamento.

La contemporanea vittoria delle prime cinque in classifica, lascia i distacchi invariati. Prossimo match in casa del Catania Volley, ultimo in classifica. Poi calendario difficile con le sfide contro prima e seconda forza del campionato.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare la pagina facebook ed il profilo instagram “Volley Reghion”.

REGGIO – “Giornata dello sport” al PalaCalafiore, il sindaco Falcomatà: «Lo sport è cultura e diritto di cittadinanza»

Il primo cittadino ha partecipato alla manifestazione che ha visto insieme gli studenti del Liceo scientifico statale “Leonardo da Vinci” e del Liceo di scienze umane “Tommaso Gulli”

«Una bellissima giornata di sport, un momento per stare insieme, per crescere come comunità, non solo per i ragazzi, che certamente hanno apprezzato la realizzazione di questo evento, ma per tutti i soggetti coinvolti, gli sportivi, i docenti e le famiglie. La Giornata dello Sport è un appuntamento ormai consueto per la nostra città, una tradizione che molte scuole portano avanti con passione e che si rivolge primariamente ai ragazzi, che attraverso i valori dello sport e la testimonianza dei campioni più affermati nel contesto cittadino, riscoprono la gioia dello stare insieme e dell’attività sportiva come veicolo di aggregazione e di sano divertimento». Lo ha affermato il sindaco Giuseppe Falcomatà, stamattina al palaCalafiore, nel corso della “Giornata dello sport” promossa dalla comunità scolastica del Liceo scientifico statale “Leonardo da Vinci” e del Liceo di Scienze umane “Tommaso Gulli”.

Una giornata vissuta all’insegna dell’impegno e del divertimento per i tanti ragazzi che hanno animato l’evento. Col sindaco c’erano i suoi due vice, Carmelo Versace e Paolo Brunetti e il consigliere delegato allo Sport Giovanni Latella. Presenti, insieme al promotore dell’iniziativa, Dirigente Scolastico Francesco Praticò, anche il Comandante provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria Cesario Totaro, il Presidente del Coni Calabria Maurizio Condipodero e la campionessa azzurra di volley Antonella Del Core.

Il sindaco ha ringraziato il dirigente scolastico complimentandosi per la brillante iniziativa. «Mettersi tutti in gioco e in discussione, forse questo è il senso principale dello sport – ha continuato poi il primo cittadino – non darsi mai per scontati, non pensare che si sia arrivati a un traguardo perché dopo ce n’è sempre un altro. Lo sport, in questo senso, è cultura ed è un vero e proprio diritto di cittadinanza, non solo per chi lo pratica a livello sportivo, ma a tutti i livelli. Lo sport insegna a diventare atleta, insegna una disciplina e uno stile di vita ed è quello che serve».

GIOIA TAURO – Arrestato dai Carabinieri 42enne per il reato di associazione di tipo mafioso

Questa notte i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, a conclusione di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria – Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di misura cautelare in carcere personale nei confronti di P.D., classe 1981, in quanto ritenuto partecipe dell’associazione di tipo mafioso quale personaggio di assoluta fiducia dei vertici della cosca Bellocco.

Il procedimento trae origine, nel dicembre 2019, da una complessa attività investigativa avente ad oggetto le dinamiche di operatività della cosca Bellocco ed il coinvolgimento degli indagati nelle dinamiche di operatività nella gestione della latitanza di Bellocco Domenico cl. 1976, figura apicale dell’omonima sodalizio di ‘ndrangheta operante a Rosarno.

Il destinatario della misura cautelare, residente a Gioia Tauro, è attinto allo stato da gravi indizi di colpevolezza in ordine al reato di associazione di tipo mafioso, commesso a partire dal mese di aprile 2020, avendo rivestito un ruolo di primo piano nella gestione della latitanza di Bellocco Domenico cl. 76 e, più in generale, degli affari illeciti della cosca Bellocco.

Dalle indagini è emerso quale personaggio di assoluta fiducia operativa sul territorio controllato dalla cosca, avendo lo stesso assicurato una rete di protezione e di comunicazione tra i vertici, ed essendosi reso parte attiva nella realizzazione del programma criminoso della consorteria. In particolare, aveva assunto il ruolo di latore delle comunicazioni riservate in merito alla latitanza di Bellocco Domenico, rendendosi pienamente disponibile sia ad avvicinare le vittime di estorsione nell’interesse del sodalizio mafioso che a fungere da soggetto a cui rivolgersi per presentare richieste di protezione o assolvere al pagamento del “dovuto” estorsivo alla cosca.

A comprova del ruolo e dell’expertise lo stesso, nel corso dell’attività di indagine, ricordava di aver fornito in più di un’occasione e per numerosi anni assistenza ai latitanti della famiglia Bellocco, compito eseguito nel migliore dei modi e senza commettere errori che avrebbero potuto condurre gli investigatori alla loro cattura. Sulla base di tali “successi”, lo stesso aveva palesato la volontà di monopolizzare la gestione della latitanza di Bellocco Domenico, evitando che altri potessero farlo al suo posto, ritenendoli inaffidabili.

Al termine delle operazioni, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Palmi, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Il procedimento è attualmente pendente nella fase delle indagini preliminari e l’effettiva responsabilità delle persone deferite, attesa la fondatezza delle ipotesi d’accusa mosse a loro carico, sarà vagliata nel corso del successivo processo. Non si escludono ulteriori sviluppi investigativi e probatori, anche in favore delle persone sottoposte ad indagini.

REGGIO – Verifiche vulnerabilità sismica, sospensione programmata attività scuole

Il sindaco di Reggio Calabria ha disposto, con apposite ordinanze, la sospensione dell’attività didattica in cinque plessi scolastici, ulteriori rispetto a quelli già indicati nella nota del 2 febbraio scorso, al fine di poter procedere all’esecuzione delle attività di “indagine strumentale” e “geognostica”, necessarie per l’attuazione dei servizi di “verifica di vulnerabilità sismica” degli istituti scolastici di proprietà comunale.

Di seguito il calendario delle sospensioni dell’attività didattica con i relativi plessi scolastici:

Plesso scolastico “Arangea”, afferente all’istituto comprensivo statale “Giuseppe Moscato”, dal 19 al 20 febbraio 2024;

Plesso scolastico “De Amicis”, afferente all’istituto comprensivo statale “De Amicis-Bolani”, dal 19 al 20 febbraio 2024;

Plesso scolastico “Primaria Corrado Alvaro”, afferente all’istituto comprensivo statale “Corrado Alvaro-Giudice Scopelliti”, dal 20 al 21 febbraio 2024;

Plesso scolastico “Primaria Rosalì“, afferente all’istituto comprensivo statale “Radice-Alighieri”, dal 21 al 22 febbraio 2024;

Plesso scolastico “Primaria Sambatello”, afferente all’istituto comprensivo statale “Gallico-Boccioni-Lazzarino”, dal 21 al 22 febbraio 2024;

L’esecuzione dell’attività è stata demandata al Settore “Grandi opere e programmazione lavori pubblici”, il quale comunicherà gli esiti della stessa nonché eventuali ragioni per prolungare la chiusura dei plessi interessati.

SANREMO 2024: La nostalgia, le premiazioni al valore e la musica dance

Si è conclusa anche questa 74′ edizione del Festival di Sanremo, tra le polemiche, i grandi talenti e i vari tormentoni de “il voto è truccato!”.

LA NOSTALGIA

Chi scrive non è una critica di musica, né tantomeno un’esperta del settore, ma solo una nostalgica della musica anni ’80 e che come tale è forse è ancora un po’ troppo ancorata a quei livelli e stili di musica sanremese “tradizionale”.
Di questo Sanremo si può dire tutto, tranne che sia mancato il livello artistico. I big di quest’anno, tra i più “streammati” del momento, appartengono alla nostra inevitabile quotidianità, fatta ormai di musiche virali su Tiktok, Instagram e condivisioni Facebook.

E per chi – come la sottoscritta – fa fatica a capire i nuovi gusti musicali e la nuova onda dance del Sanremo 2024, farebbe bene a farsi un giro semplicemente sulla pagina facebook del Festival di Sanremo. Già dalla seconda giornata infatti, erano visibili le visual e le condivisioni dei reels dedicati alle varie esibizioni e non c’è trucco che tenga: Angelina Mango con la sua “La Noia” era a più di 8000 condivisioni parallelamente al suo diretto concorrente Irama che con “Tu no” aveva circa 6000 condivisioni.

Dobbiamo farcene una ragione, non esiste più il televoto e gli sms di un tempo. Il successo è dato anche dalla condivisione che fa arrivare i pezzi anche a chi usa facebook e whatsapp solo per mandare le immagini del buongiorno!
Ma non leggetemi come l’ennesima Millennial frustrata, la nostalgia per gli anni d’oro della musica italiana si è palesata proprio dopo l’esibizione di Angelina che ha reinterpretato la “Rondine” del padre Mango, con una intensità a dir poco devastante.
Altro che patriottismo: altro che esibizioni eccelse de Il Volo (che pare non sia stata degna di nota la “Who wants to live forever” dei Queen cantata come nessun altro al mondo avrebbe potuto fare se non Mercury stesso!), altro che Skin con i Santi Francesi, altro che Roberto Vecchioni che passa il testimone a un giovanissimo Alfa (Un poeta e l’autore de “Sei così bella, anzi bellissimissima” per intenderci); Angelina ha preso noi “millennial”, ci ha appiccicati al muro e ci ha urlato la sua E R E D I T A’. Lì con lei c’era Mango, uno dei più grandi cantautori italiani, che ha partecipato a tantissimi Sanremo senza mai aver ricevuto il giusto riconoscimento. E questo noi lo abbiamo capito bene, gli italiani lo hanno capito bene.

LE PREMIAZIONI AL VALORE

Un altro riconoscimento dovuto, è stato conferito alla nostra conterranea (che i più dimenticano) Loredana Bertè. Alla sua “Pazza” è stato consegnato il premio della Critica Mia Martini, il testo autobiografico non poteva passare inosservato, cantato da un’artista che con le sue canzoni mai convenzionali è comunque sempre stata lontana (o allontanata) dal mondo dei riflettori. Alla Mannoia premio per il miglior testo, visto che la posizione 17 avrebbe fatto rabbrividire qualsiasi critico musicale degno di essere chiamato tale!

Tuttavia, tra le mancanze più “sconvenienti” della classifica ci sono i Negramaro, relegati al 19mo posto. Loro che sono ritornati lì dove tutto il loro cammino è iniziato, dove non erano arrivati alla finale perché esclusi con “Mentre tutto scorre”! Vederli lì in fondo e conoscendo il peso della loro carriera, senza nemmeno un riconoscimento, lascia un po’ di amaro in bocca per un Sanremo che avrebbe potuto dare di più.

LA MUSICA DANCE

Si poteva dare di più, gli ingredienti c’erano tutti: una Annalisa dalla potenza vocale incredibile e che ha fatto tremare i polsi a tutti con “Sweet Dreams” nella serata Cover, avrebbe potuto forse cimentarsi in qualcosa di più intimo e carico di pathos e, magari, lasciando la hit di “Sinceramente” alle prossime giornate estive!

Stessa linea l’avrebbe potuta benissimo intraprendere Mahmood, che con la sua interpretazione di “Com’è profondo il mare” ha aperto un mondo in cui la sua voce a tratti delicata e a tratti potente e dura cantava le difficoltà del suo passato con un brano intenso.

 

Ma queste, sono solo le considerazioni di una millennial nostalgica!

Sara S.

 

 

 

 

 

REGGIO – 11 Febbraio giorno del ricordo, fiaccolata sul Corso

Il corteo ha sfilato da piazza San Giorgio a partire dalle 17:30 per  concludere la celebrazione presso l’area sacra Griso Laboccetta, dove un gruppo di cittadini ha deposto un mazzo di fiori sotto la targa dedicata a Norma Cossetto, vittima rappresentiva delle stragi dei partigiani comunisti slavi.

Il giorno del ricordo, lungi dal dover essere contrapposto alla giornata della memoria per la Shoah, vuole invece raccontare un aspetto della storia e delle sue tante vittime, occultate per necessità politiche, in nome della difesa del mito di una partigianeria vista come “bene assoluto”.

Se tale mitizzazione è compresibile in un quadro di propaganda di guerra, il falso storico non può invece  perpetuarsi dopo decenni, ora che la visione di determinati fenomeni, in realtà molto complessi, non avrebbe più ragioni di essere ridotta a considerazioni manicheiste; tale riflessione andrebbe invero estesa anche all’analisi della contemporaneità.

La storia di Norma Cossetto, così come la sua fine atroce, ricalcano quelle di migliaia di altri italiani d’Istria. La vicenda della giovanissima studentessa ed insegnante è ancor più atroce considerando che all’epoca dei fatti era stato firmato l’armistizio dell’8 settembre 1943.

La ragazza, poco più che ventenne, dopo varie minacce insulti indirizzati alla famiglia, fu chiamata da un gruppo di partigiani, seviziata e stuprata, prima all’interno della caserma, poi sul luogo del supplizio, dove i partigiani comunisti la violentano ancora assieme ad altre ragazze prima di gettarla nella foiba ancora viva, e dunque destinata ad un’ulteriore prolungata agonia. Era una disumana quanto abituale usanza, quella di violentare le vittime, prima di gettarle morenti nelle profonde strettoia delle rocce. 

C. M.

 

 

REGGIO – ‘Ndrangheta: confiscati beni per 3 milioni ad un imprenditore

Beni mobili e immobili per un totale di 3 milioni di euro sono stati confiscati ad un imprenditore, Domenico Franco, di 66 anni, di Rizziconi, coinvolto nell’inchiesta “Porto Franco” che nel 2014 aveva portato all’arresto di 13 persone e al sequestro di società e beni per 56 milioni di euro.
Il provvedimento, emesso dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale reggino su richiesta della Dda diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri, è stato eseguito dai finanzieri del Nucleo speciale polizia valutaria della Guardia di finanza di Reggio Calabria.

La confisca riguarda diversi compendi aziendali, quote societarie, terreni, fabbricati e numerosi rapporti e strumenti finanziari.
L’indagine del 2014 riguardava un’associazione di stampo mafioso composta da imprenditori considerati affiliati alle più importanti cosche di ‘ndrangheta della Piana come i Pesce che si sarebbero infiltrati nel tessuto economico del porto di Gioia Tauro.

La confisca dei beni riconducibili a Franco fa seguito al sequestro disposto nel gennaio 2023 nei confronti dello stesso imprenditore, attivo nel settore degli autotrasporti, sulla base delle risultanze delle attività investigative della guardia di finanza. Partendo dall’analisi dei rapporti finanziari intrattenuti da diversi gruppi societari con un istituto di credito operante nel territorio calabrese, infatti, gli accertamenti delle fiamme gialle hanno evidenziato come l’imprenditore di Rizziconi, ritenuto appartenente a una cosca di ‘ndrangheta, a partire dagli anni ’90 avrebbe attuato condotte illecite che gli avrebbero permesso di accumulare un patrimonio nettamente sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati.

FONTE: Ansa