REGGIO – In pieno centro con un fucile a canne mozze: 19enne cercava un uomo con il chiaro intento di sparargli per un presunto sgarbo subito

Nella serata del 5 novembre scorso, gli Agenti della Polizia di Stato della Sezione Omicidi della Squadra Mobile di Reggio Calabria hanno eseguito il fermo di indiziato di delitto disposto dalla Procura della Repubblica nei confronti di un diciannovenne reggino gravemente indiziato di ricettazione, detenzione e porto di due fucili a canne mozze.

 

Le indagini scaturiscono da un episodio che ha visto protagonista il giovane indagato il quale, armato di fucile a canne mozze, era andato a cercare un uomo presso il suo luogo di lavoro con il chiaro intento di sparargli per un presunto sgarbo subito nei giorni precedenti.

 

Attesa la gravità della situazione, ed il pericolo che il ragazzo potesse far perdere le proprie tracce, l’Ufficio di Procura reggino ha rapidamente valutato il quadro indiziario delineato dagli investigatori della Squadra Mobile determinandosi per il provvedimento di fermo al fine di intervenire immediatamente sulla grave situazione di pericolo.

 

Contestualmente, i magistrati hanno disposto la perquisizione dell’abitazione di un altro soggetto individuato dai poliziotti quale possibile fornitore di altri armi al giovane fermato. La perquisizione si è conclusa con il rinvenimento di due pistole, una 9×21 e una cal. 22 con matricola alterata, e diverse munizioni ed il quarantanovenne, per tali motivi, è stato sottoposto a fermo d’iniziativa della polizia giudiziaria.

 

Entrambi i provvedimenti precautelari sono stati convalidati dal G.I.P. che ha disposto per i due indagati la custodia in carcere come da richiesta del Pubblico Ministero che ha coordinato le indagini.

Il procedimento è ancora in fase di indagini preliminari e, pertanto, gli indagati devono essere considerati non colpevoli fino a sentenza passata in giudicato.

BAGNARA C. (RC) – Operatori ecologici denunciati per abbandono di rifiuti in proprietà privata: i carabinieri intensificano la lotta ai crimini ambientali con tolleranza zero

Due operatori ecologici, dipendenti della ditta appaltatrice incaricata del servizio di igiene ambientale nella città di Bagnara Calabra, sono stati identificati e denunciati alle autorità giudiziarie per aver abbandonato rifiuti solidi indifferenziati all’interno di una proprietà privata. Il comportamento illecito è stato documentato attraverso le riprese di alcune telecamere di sorveglianza installate in zona, che hanno registrato con chiarezza l’azione, fornendo prove decisive per incastrare i colpevoli.
La vicenda ha preso avvio quando un cittadino del luogo, proprietario dell’area privata, ha notato la presenza anomala di rifiuti solidi indifferenziati nel suo terreno e ha sporto denuncia ai Carabinieri di Bagnara Calabra. I militari dell’Arma, attivatesi prontamente, hanno avviato una serie di indagini mirate, procedendo all’analisi dei filmati delle telecamere di videosorveglianza posizionate nei pressi della zona interessata. Grazie a un’accurata attività investigativa, sono riusciti a identificare nel giro di pochi giorni i due operatori responsabili, denunciandoli successivamente all’Autorità Giudiziaria di Reggio Calabria per il reato di abbandono di rifiuti, un atto che assume una connotazione ancora più grave dato il ruolo degli indagati, incaricati di tutelare l’igiene pubblica.
I Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria rivolgono un appello sentito e accorato a tutta la cittadinanza: proteggere l’ambiente è una responsabilità condivisa che richiede l’impegno attivo di ogni singolo cittadino. I comportamenti come l’abbandono indiscriminato di rifiuti rappresentano una minaccia concreta e tangibile alla salute pubblica e al nostro patrimonio naturale, compromettendo il benessere della comunità e deturpando paesaggi e spazi comuni che appartengono a tutti. Denunciare episodi sospetti o segnalare situazioni di degrado ambientale non è soltanto un diritto, ma un dovere civico: una segnalazione tempestiva può fare la differenza nel prevenire danni irreversibili al nostro territorio.
Si ricorda che l’abbandono dei rifiuti comporta gravi conseguenze legali e sanzioni severe, oltre a un danno economico che ricade sulla collettività. I Carabinieri ribadiscono la loro linea di tolleranza zero e continueranno a intensificare i controlli e le attività di monitoraggio per contrastare chi deturpa il territorio
Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari e per gli indagati vale il principio di non colpevolezza sino alla sentenza definitiva.