REGGIO – Successo per la prima tappa del Giro Handbike nazionale sul lungomare

Il sindaco Giuseppe Falcomatà: un’occasione per abbattere barriere architettoniche e mentali
Domenica 30 marzo si è svolta la prima tappa del Giro Handbike, giunto alla sua 15ª edizione, con partenza dal Lungomare Italo Falcomatà di Reggio Calabria.
L’evento ha rappresentato non solo una competizione sportiva di rilievo nazionale ma anche un’importante occasione di inclusione sociale e promozione del territorio.
La manifestazione, sostenuta dal Comune e dalla Città metropolitana con risorse Pon Metro e del Programma Operativo Complementare, è stata realizzata grazie all’impegno dell’Ufficio Sport del Comune di Reggio che ha curato e seguito ogni fase dell’evento garantendone l’effettiva concretizzazione. In questa prima tappa di Reggio Calabria il vincitore assoluto della gara è stato l’austriaco Stadlbauer Christoph MH3 e, per le donne, Madajova Kristina WH4.
La tappa di Reggio Calabria, valida anche per le altre categorie del paraciclismo, consacra come vincitore Fiorillo Giuseppe MC5.
«Continua l’investimento da parte dell’Amministrazione comunale – ha dichiarato il sindaco Giuseppe Falcomatà – negli eventi culturali e sportivi che abbiano un richiamo nazionale e possano rappresentare una vetrina per l’immagine bella e gentile della nostra città. Siamo contenti di farlo anche con un’iniziativa che ha un altissimo valore sociale, che ci richiama l’idea di una città sempre più accessibile, con zero barriere sia mentali che architettoniche. Proprio per questo siamo molto orgogliosi di dare il benvenuto a questa prima tappa del Giro d’Italia di Handbike».
L’assessore alla Città europea e resiliente, Carmelo Romeo, ha sottolineato come l’evento abbia visto l’utilizzo virtuoso di risorse europee per promuovere azioni immateriali a beneficio della rigenerazione sociale e sportiva. «Oggi siamo orgogliosi di ospitare questa prima tappa del Giro nazionale di Handbike – ha dichiarato Romeo – e siamo ancora più orgogliosi di riuscire a farlo in piena sinergia con tantissimi altri attori. Come Comune di Reggio Calabria possiamo affermare che, ancora una volta,  l’utilizzo virtuoso dei fondi europei ci permette di applicare quella tanto decantata rigenerazione urbana e sociale associata ad inclusione e sport. Attorno a ciò è stato costruito tutto un percorso con anche le associazioni del territorio che oggi hanno animato l’iniziativa; con l’idea di trasferire un messaggio di partecipazione civica attiva e trasformare queste occasioni in volano di sviluppo per tutta la città».
Il consigliere delegato allo Sport, Giovanni Latella, ha ricordato gli eventi sportivi recentemente ospitati in città, tra cui le qualificazioni europee di basket in carrozzina, evidenziando il ruolo di Reggio come «città inclusiva» e «capitale dello sport». «Questa – ha aggiunto – è un’iniziativa che abbiamo fortemente voluto come Amministrazione perché è una manifestazione che dà l’opportunità alla città di poter promuovere anche il territorio in uno scenario incantevole quale quello del Lungomare monumentale “Italo Falcomatà”; credo che si debbano realizzare sempre di più eventi di questa portata nella nostra città. Sport che diventa inclusione, sport che diventa veicolo di  promozione del nostro territorio».
Il presidente del CIP Calabria, Antonello Scagliola, ha posto l’accento sul messaggio dell’evento: «Dimostrare che Reggio è una città normale, in cui tutto è possibile e che possa diventare sempre più una capitale dello sport paralimpico».
La premiazione a fine gara, presso l’Arena dello Stretto, è diventata un momento di gioiosa condivisione all’insegna dei migliori valori di cui lo sport riesce a farsi veicolo; a maggior ragione nell’ambito paralimpico che trasforma il concetto di “disabilità” in una prova di straordinarietà umana ed agonistica in cui si manifestano ed esprimono capacità che vanno oltre gli apparenti limiti della fisica.
Gli atleti vincitori, di ogni categoria, sono stati premiati dalle Autorità e dalle Istituzioni locali, da soggetti partners e dai referenti di varie Federazioni sportive (da rilevare anche la presenza del presidente del CIP Lombardia Pierangelo Santelli).
La città, con questo evento, ha avuto modo di ospitare e vivere una manifestazione di alto livello sportivo che è stata in grado di unire valori umani e sociali a quelli caratterizzanti dello sport.

REGGIO – Crolla un albero sul Lungomare: sfiorata la tragedia a pochi passi dalla stazione

Un albero di grosse dimensioni è crollato improvvisamente durante la notte sul Corso Matteotti di Reggio Calabria, nei pressi della stazione centrale. L’incidente è avvenuto intorno all’1:40, poche ore prima dell’inizio della gara Handbike prevista questa mattina in città. Fortunatamente non si registrano feriti, ma l’episodio ha generato forte preoccupazione tra residenti e passanti, oltre a sollevare interrogativi sulla sicurezza del verde pubblico urbano.

Il tronco e i rami dell’albero hanno occupato parte della carreggiata, bloccando momentaneamente il traffico veicolare e rendendo necessario un rapido intervento di messa in sicurezza. Sul posto sono giunti operai specializzati con motoseghe, camion e mezzi meccanici per rimuovere l’albero e liberare la strada.

L’area interessata dal crollo è stata immediatamente transennata e sorvegliata dalla Polizia Municipale, diretta dal Comandante Salvatore Zucco, per garantire l’incolumità dei cittadini durante le operazioni di sgombero e ripristino della viabilità.

L’incidente riaccende i riflettori sulle condizioni del verde urbano a Reggio Calabria, soprattutto per quanto riguarda gli alberi che costeggiano vie trafficate e aree pubbliche. In molti chiedono maggiore attenzione da parte dell’amministrazione comunale, auspicando controlli periodici e un piano di monitoraggio efficace per prevenire eventi simili. Una tragedia sfiorata che richiama con urgenza il tema della manutenzione del patrimonio arboreo cittadino.

CALABRIA – Anas, maxi bando da 953 milioni per la nuova SS 106

L’Anas, società del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, ha annunciato l’avvio di un’importante gara d’appalto dal valore complessivo di 953.473.991 euro, destinata all’adeguamento e alla messa in sicurezza di tratti selezionati della Strada Statale 106 “Jonica” in Calabria. Questo intervento mira a migliorare la viabilità e la sicurezza su una delle arterie principali della regione, fondamentale per i collegamenti lungo la costa ionica.

Dettagli dell’appalto

L’appalto è suddiviso in due lotti principali, entrambi situati nella provincia di Cosenza:

  • Lotto 1: si estende da Coserie (km 0+000) fino allo svincolo Corigliano Ovest incluso (circa km 17+000).
  • Lotto 2: copre il tratto dallo svincolo Corigliano Ovest (circa km 17+000) fino al termine dell’intervento previsto (circa km 32+000).

Entrambi i lotti prevedono l’affidamento congiunto della progettazione esecutiva e dell’esecuzione dei lavori, basandosi sul progetto di fattibilità tecnico-economica già elaborato. Le aziende interessate a partecipare alla gara d’appalto dovranno presentare le proprie offerte entro il 30 giugno 2025.

Obiettivi dell’intervento

L’obiettivo principale di questo progetto è l’adeguamento e la messa in sicurezza di tratti saltuari della SS 106 Jonica, un’arteria di cruciale importanza per la mobilità regionale e nazionale. L’intervento mira a migliorare la fluidità del traffico, ridurre gli incidenti stradali e potenziare l’accessibilità alle aree servite dalla statale. Questi lavori si inseriscono in un più ampio piano di interventi volto a modernizzare le infrastrutture viarie della Calabria, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo economico e sociale del territorio.

Importanza strategica della SS 106 Jonica

La Strada Statale 106 Jonica rappresenta una delle principali vie di comunicazione della Calabria, collegando numerosi centri abitati lungo la costa ionica e facilitando gli scambi commerciali e turistici. Tuttavia, alcune sezioni della strada presentano criticità in termini di sicurezza e capacità, rendendo necessari interventi di adeguamento e miglioramento. L’investimento previsto da Anas testimonia l’attenzione rivolta al potenziamento delle infrastrutture nel Mezzogiorno e l’impegno nel garantire standard elevati di sicurezza e qualità della rete stradale.

Prospettive future

Questo bando rappresenta un passo significativo verso il miglioramento delle infrastrutture viarie in Calabria. L’adeguamento della SS 106 Jonica non solo migliorerà la sicurezza stradale, ma contribuirà anche a potenziare l’economia locale, facilitando i collegamenti e incentivando il turismo nella regione. Le aziende del settore delle costruzioni sono chiamate a partecipare a questa importante iniziativa, che rappresenta una delle maggiori opportunità di investimento infrastrutturale nel Sud Italia.

L’iniziativa dell’Anas per l’adeguamento della SS 106 Jonica rappresenta un intervento strategico per la Calabria, volto a migliorare la mobilità, la sicurezza e a sostenere lo sviluppo economico regionale.

CROTONE – Professionisti crotonesi protagonisti della formazione a Bari

Bari ha ospitato un evento formativo di grande rilievo nel campo della pediatria e dell’anestesia, intitolato “Tecniche di Sedo-Analgesia per Procedure Diagnostiche in Pazienti dell’Età Evolutiva”. Questo corso, articolato in tre edizioni, ha coinvolto un totale di 16 pediatri e 34 anestesisti, con l’obiettivo di fornire strumenti pratici e teorici per una gestione ottimale della sedazione nei piccoli pazienti sottoposti a procedure diagnostiche e terapeutiche.

A dare prestigio e scientificità all’iniziativa sono stati due professionisti crotonesi, il Referente alla formazione e aggiornamento, dirigente medico dell’ASP di Crotone, dott. Tommaso Sorrentino e il coordinatore delle professioni sanitarie ASP Crotone, dott. Daniele Ermanno. I due relatori hanno guidato i partecipanti attraverso un percorso di approfondimento sulle tecniche di sedo-analgesia, illustrando approcci innovativi e condividendo esperienze cliniche di grande valore.

L’importanza della sedo-analgesia in pediatria

La gestione del dolore in età pediatrica rappresenta una delle sfide più delicate per i professionisti sanitari. Bambini e adolescenti, infatti, non solo presentano una diversa percezione del dolore rispetto agli adulti, ma spesso vivono con ansia e timore le procedure mediche, anche quelle meno invasive. Un approccio adeguato alla sedazione e al controllo del dolore può quindi migliorare significativamente l’esperienza del paziente e facilitare il lavoro degli operatori sanitari.

L’obiettivo del corso è stato proprio quello di fornire ai pediatri e agli anestesisti gli strumenti per garantire interventi sicuri, efficaci e a misura di bambino, riducendo al minimo il disagio e i rischi associati alle procedure diagnostiche e terapeutiche.

Un programma ricco e articolato

Il percorso formativo ha previsto un’alternanza tra lezioni teoriche e momenti di esercitazione pratica, favorendo un apprendimento dinamico e interattivo.

La prima parte del corso è stata dedicata alla valutazione e misurazione del dolore nel paziente pediatrico, un aspetto fondamentale per determinare l’approccio terapeutico più adeguato. Il dott. Daniele Ermanno ha illustrato le diverse scale di valutazione utilizzate in pediatria, sottolineando l’importanza di adattare il metodo di rilevazione dell’intensità del dolore in base all’età e alle capacità comunicative del bambino.

Successivamente, il dott. Tommaso Sorrentino ha approfondito il tema della sedo-analgesia in età pediatrica, spiegando le principali indicazioni cliniche e le modalità di applicazione. È stata posta particolare attenzione alla distinzione tra sedazione lieve, moderata e profonda, analizzando i criteri di scelta più adeguati in base al tipo di procedura da eseguire e alle condizioni del paziente.

Un altro momento di grande interesse è stato l’approfondimento sulle tecniche non farmacologiche di sedazione, nuovamente condotto dal dott. Ermanno. Durante questa sessione sono state illustrate strategie alternative all’uso dei farmaci, come la distrazione, l’uso di dispositivi interattivi, la musicoterapia e il supporto psicologico. Questi metodi, spesso sottovalutati, si rivelano invece estremamente efficaci per ridurre lo stress e migliorare la compliance del bambino durante le procedure mediche.

Dopo una breve pausa, i lavori sono ripresi con un focus sulle tecniche farmacologiche di sedazione e i principali farmaci impiegati, a cura del dott. Sorrentino. In questa sessione sono stati analizzati i farmaci più utilizzati per la sedo-analgesia pediatrica, con particolare attenzione a dosaggi, modalità di somministrazione, indicazioni e controindicazioni. Sono stati inoltre illustrati protocolli di sicurezza per la gestione della sedazione in ambienti non ospedalieri, come ambulatori e strutture sanitarie territoriali.

Un altro aspetto cruciale affrontato durante il corso è stata la gestione pratica delle procedure comuni che richiedono sedazione. Il dott. Sorrentino ha guidato i partecipanti attraverso l’analisi di interventi come prelievi ematici complessi, riduzioni di fratture, posizionamento di cateteri venosi e altri trattamenti invasivi, spiegando come garantire la massima sicurezza e comfort per il paziente.

Dopo la pausa pranzo, il corso è entrato nella fase più interattiva con una sessione dedicata all’analisi di casi clinici e all’esercitazione sul posizionamento dell’accesso intraosseo. Quest’ultima pratica, essenziale nelle emergenze pediatriche quando l’accesso venoso risulta difficile o impossibile, è stata spiegata nel dettaglio e testata dai partecipanti attraverso simulazioni e dimostrazioni pratiche.

L’evento ha ricevuto il plauso della Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza Pediatrica (SIMEUP). La presidente nazionale, dott.ssa Stefania Zampogna, ha espresso grande soddisfazione per la qualità del corso, sottolineando come iniziative di questo tipo rappresentino un tassello fondamentale per la crescita professionale di medici e infermieri impegnati nell’emergenza pediatrica.

Zampogna ha evidenziato l’importanza della diffusione di protocolli aggiornati e della formazione continua per garantire un’assistenza sempre più sicura ed efficace ai bambini che necessitano di procedure diagnostiche e terapeutiche invasive. Ha inoltre sottolineato il valore della collaborazione tra professionisti di diverse realtà sanitarie, un aspetto che arricchisce il bagaglio di competenze e favorisce lo scambio di esperienze cliniche.

Un elemento chiave del successo dell’evento è stata l’eccellente organizzazione curata nei minimi dettagli. La logistica impeccabile e il programma ben strutturato hanno permesso ai partecipanti di vivere un’esperienza formativa completa e altamente professionale.

Un ruolo fondamentale nella realizzazione del corso è stato svolto dal responsabile scientifico, dott. Giovanni Pompeo Ciccarone, che con grande competenza e dedizione ha coordinato l’evento, garantendo un alto livello qualitativo dei contenuti. Ciccarone, professionista stimato e con una lunga esperienza nella gestione delle emergenze pediatriche, ha saputo creare un ambiente formativo stimolante, favorendo l’interazione tra i partecipanti e i relatori.

Il suo impegno nel promuovere la diffusione delle migliori pratiche in ambito pediatrico è stato particolarmente apprezzato, così come la capacità di rendere accessibili concetti complessi attraverso un approccio pratico e interattivo.

Un evento di grande valore per il futuro dell’assistenza pediatrica

L’evento ha dimostrato come la collaborazione tra diverse realtà sanitarie possa favorire un arricchimento reciproco e contribuire al miglioramento delle cure, con un unico obiettivo comune: garantire ai bambini un’esperienza medica il più possibile serena, sicura ed efficace.

CASTROVILLARI – “Draghe e Principesse”: il teatro come strumento di crescita personale per le detenute di Castrovillari

L’apertura al pubblico del laboratorio teatrale avviato il 12 febbraio, a cura di Ester Tatangelo e Stefano Cuzzocrea, sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese, si svolgerà il 2 aprile nella Casa Circondariale di Castrovillari, e coinvolgerà le detenute e la comunità penitenziaria 

Castrovillari (CS) 30 marzo 2025 – Un percorso che è riuscito a coinvolgere un gruppo di donne in un viaggio di introspezione, creatività e rinascita attraverso il teatro. “Draghe e Principesse:viaggio nel mondo magico delle fiabe calabresi“, è un progetto di pedagogia teatrale rivolto alle detenute della Casa Circondariale di Castrovillari, che ha toccato elementi come la riscoperta di sogni e desideri, favorendo la socializzazione e il benessere psico-fisico delle partecipanti.

Il laboratorio, avviato il 12 febbraio avrà una apertura pubblica il 2 aprile, è stato condotto dai pedagoghi Ester Tatangelo e Stefano Cuzzocrea, ed è ispirato alla raccolta di fiabe di tradizione orale dello studioso calabrese Letterio di Francia e dagli studi del filosofo Bruno Bettelheim, autore de “Il mondo incantato”, in cui analizza le fiabe della tradizione europea tramite una lettura psicoanalitica di matrice freudiana e junghiana.

«Per le donne beneficiarie del progetto, il teatro è stato un vero e proprio incontro: non lo hanno cercato, ma si sono ritrovate nello stesso luogo in maniera fortuita, e da lì si è generata la scelta di accogliere, conoscere, aprirsi all’esplorazione»sono le parole di Tatangelo e Cuzzocrea. «Siamo riusciti a coinvolgere 10 partecipanti con picchi di 15, un numero alto di donne rispetto alla media registrata negli ultimi anni, a partire dal 2020, che ha segnato un calo netto della motivazione della popolazione carceraria, sempre più refrattaria a impegnarsi in attività di formazione, come osservato dal personale penitenziario. La maggior parte di queste donne non avevano mai pensato di mettersi in gioco per andare in scena, ma alla fine anche le più riservate hanno scelto di partecipare all’apertura. È stato un percorso di scoperte, di cadute, ma anche di divertimento. Giorno dopo giorno si è instaurata una fiducia reciproca, costruita attraverso pratiche teatrali che hanno trasformato la percezione di sé delle beneficiarie del percorso».

Il lavoro è stato incentrato sulla fiaba “Chioccia d’Oro”, una versione calabrese di Biancaneve, esplorata con le donne attraverso una narrazione collettiva. Le fiabe hanno il potere di illustrare percorsi di cambiamento e iniziazione, ci raccontano che tutto dipende da noi, dalla nostra volontà di avviare il processo di trasformazione. Come quella di Biancaneve, che descrive il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, tramite un racconto che si avvale di una simbologia, che è respiro dell’immaginario collettivo.

«Il sonno in cui cade Chioccia d’oro/Biancaneve, causato dal veleno, rappresenta una fase esistenziale di evoluzione: il processo di  trasformazione della protagonista, perché avvenga necessita di silenzio e concentrazione, un isolamento dal mondo,  condizione che richiama  quella delle detenute. Si tratta di un sonno evolutivo che può trasformarsi in un percorso di crescita».

Attraverso la simbologia della fiaba e con un lavoro minimale sugli oggetti scenici, le donne beneficiarie hanno esplorato i propri desideri espressi nei loro sogni onirici e ad occhi aperti, condivisi nella pratica orizzontale del cerchio che è diventato gradualmente spazio di fiducia, di riflessione e apertura, segnando un oggettivo passaggio di crescita per il gruppo.

 

«Ogni incontro con il gruppo di donne è stato un’occasione per  trasmettere elementi della pratica teatrale: tecniche per gestire l’ansia, riconoscere le emozioni,  trasformarle, liberando il corpo attraverso il training fisico, sublimando l’inquietudine attraverso il gioco, imparando ad ascoltarsi e a connettere il proprio mondo introspettivo con il mondo esterno. Strumenti utili non solo sulla scena, ma anche nella vita, dentro e fuori dal carcere» raccontano ancora i due artisti, colpiti positivamente dal clima di ascolto e dalla disponibilità che connotano l’interazione tra il personale della Casa Circondariale di Castrovillari  e le detenute, che vivono una condizione favorevole, rispetto ad altri istituti penitenziari italiani. A Castrovillari non ci sono problemi di sovraffollamento, ogni detenuta ha il suo spazio necessario, oltre alla possibilità di frequentare la scuola ed altre attività di formazione, che creano un ambiente che rende la detenzione più vivibile.

«Il percorso con questo gruppo è stato intenso, forse troppo breve, e genera in noi il desiderio di curare un progetto più lungo, per avere il tempo necessario affinché emergano con maggiore profondità le potenzialità e la consapevolezza di queste donne. Speriamo che questo progetto possa essere un germoglio, un primo passo verso una nuova fiducia in loro stesse e nelle loro capacità di trasformazione».

Il laboratorio è finanziato dall’8 per Mille della Chiesa Evangelica Valdese, promosso dall’associazione Hermit Crab, in collaborazione con Associazione I Frati (Ex Convento) di Belmonte Calabro, e la Casa Circondariale di Castrovillari.

CATANZARO – Lunedì riprendono i lavori all’ingresso di Lido: regimazione acque da completare entro 10 giorni lavorativi

Il Comune di Catanzaro informa i cittadini che a partire da lunedì 31 marzo 2025 riprenderanno i lavori all’ingresso del quartiere Lido, nel tratto compreso tra il Nalini e via Corace, con l’obiettivo di portare a termine l’intervento di regimazione delle acque presumibilmente, se non ci saranno problemi meteorologici, entro 10 giorni di lavoro.
Il cantiere sarà operativo tutti i giorni dalle 9 alle 16.30, fascia oraria durante la quale sarà necessaria la chiusura della corsia in entrata.
L’impresa incaricata si è impegnata a ripristinare la piena funzionalità della doppia corsia al termine di ogni giornata di lavoro, così da ridurre al minimo i disagi per residenti e automobilisti.
L’ Amministrazione comunale, consapevole dei disagi vissuti negli ultimi mesi e delle legittime preoccupazioni espresse dai cittadini, chiede comprensione e collaborazione. Si invitano gli utenti a preferire percorsi alternativi per l’ingresso al quartiere Lido nelle ore di cantiere, prestando particolare attenzione alla segnaletica e agli avvisi.
Senza sottovalutare le difficoltà affrontate in passato e monitorando con la massima attenzione tempi e modalità di realizzazione dell’opera, l’obiettivo è completare un intervento tanto atteso quanto necessario, garantendo sicurezza e funzionalità a una delle principali porte d’accesso alla zona sud della città.

CALABRIA – Denunciato dalla figlia, padre innocente assolto perchè il fatto non sussiste

Il Tribunale ha accolto le tesi difensive degli Avv.ti Francesco Nicoletti e Giusy Acri

 Corigliano Rossano, 30 marzo 2025 – Si conclude la vicenda che riguarda un 60enne rossanese e la propria compagna, difesi dagli avvocati Francesco Nicoletti e Giusy Acri, processati dinanzi al Tribunale di Castrovillari per i gravissimi reati di maltrattamenti e lesioni aggravate ai danni della figlia dell’uomo, abitante nella stessa casa dopo la separazione dei genitori.

A dare origine al processo la denuncia presentata dalla ragazza contro il padre e la sua convivente che, in concorso tra loro, con reiterate condotte vessatorie, violente e minacciose, si sarebbero resi autori di maltrattamenti e, in alcune occasioni, anche di aggressioni fisiche a seguito delle quali avrebbe riportato lesioni refertate dal Pronto Soccorso dell’Ospedale di Rossano.

Costituitasi parte civile, al fine di insistere nella condanna penale del padre e della compagna e ottenere un congruo risarcimento dei danni da parte di entrambi, la ragazza è stata escussa nel corso del dibattimento in aula, dove ha confermato tutte le accuse precedentemente denunciate. In qualità di testi indicati dalla pubblica accusa sono state sentite dal Tribunale pure la sorella della ragazza, anche lei figlia dell’imputato, e la ex moglie. Entrambe hanno dato manforte alla versione accusatoria rendendo dichiarazioni contro entrambi gli imputati. Nel corso del processo sono stati poi escussi anche i testi indicati dalla difesa, che ha altresì prodotto una relazione tecnica, corredata da foto, redatta da un ingegnere, con cui veniva rappresentato l’esatto stato dei luoghi.

Al termine dell’istruttoria dibattimentale il Pubblico Ministero ha chiesto la condanna per entrambi gli imputati alla pena di anni 2 di reclusione. Richiesta a cui si è associata la parte civile, chiedendo anche la condanna dei due al risarcimento dei danni e al pagamento delle spese legali sostenute dalla ragazza.

Il Tribunale di Castrovillari, all’esito della camera di consiglio, in totale accoglimento delle richieste avanzate dagli avvocati Francesco Nicoletti e Giusy Acri, ha emesso sentenza di assoluzione nei confronti degli imputati con la formula più ampia: perché il fatto non sussiste.