REGGIO – Consiglieri comunali di Centrodestra: “Non prendiamo lezioni da chi mangia le briciole che cadono dal tavolo di Falcomatà.”

“La reazione spropositata, scomposta e priva di contenuti politici da parte dei gruppi di maggioranza, diretta contro il Presidente della Commissione Controllo e Garanzia Massimo Ripepi, è la prova più evidente che la nostra attività di denuncia e controllo sta colpendo nel segno.” – a dichiararlo i Consiglieri comunali di Centrodestra di Reggio Calabria.

“In particolare, la vicenda della messa in sicurezza degli immobili comunali, affrontata con serietà e determinazione nell’odierna seduta della Commissione, ha evidentemente toccato nervi scoperti. I responsabili del disastro amministrativo che potrebbe paralizzare Reggio Calabria, anziché rispondere nel merito delle questioni sollevate, scelgono di attaccare sul piano personale chi osa sollevare il velo dell’opacità e del pressappochismo che regna a Palazzo San Giorgio.” – hanno puntualizzato i Consiglieri – “Assistiamo così all’ennesimo tentativo di ‘tirare la palla fuori dal campo’, orchestrato da una regia ben nota: quella del Sindaco Falcomatà e del suo ufficio stampa che continua a confondere informazione con propaganda e verità con mistificazione. La narrazione falsa, costruita ad arte per deviare l’attenzione dai problemi reali della città, è ormai diventata l’autografo di questa Amministrazione. Falcomatà è diventato egli stesso una “fake”, un Sindaco che ha trasformato la politica in un esercizio di immagine, sempre lontano dai bisogni concreti dei cittadini.”

Non prendiamo lezioni da chi ha scelto il silenzio e l’omertà di fronte a vicende gravissime che hanno coinvolto esponenti di primo piano dell’attuale maggioranza. Nessuna parola, nessuna presa di distanza, nessuna assunzione di responsabilità. E oggi, chi non ha speso una sillaba per difendere la città in quei momenti si erge a censore morale?” – hanno puntualizzato i Consiglieri d’opposizione – “L’attacco personale rivolto al nostro collega Massimo Ripepi è vile, infondato e totalmente scollegato da qualunque dibattito politico serio. Si tratta dell’ulteriore tentativo maldestro di delegittimare Ripepi, il quale, in una stagione politica segnata dalla sublimazione dell’interesse personale e dell’arrivismo, ha il “difetto” di occuparsi dei problemi del prossimo.”

Rimandiamo dunque con fermezza al mittente ogni insinuazione e ribadiamo la nostra piena solidarietà al Consigliere Ripepi. Siamo più uniti che mai, pronti a costruire l’alternativa politica che Reggio merita. Un’alternativa che ponga fine alla paralisi di una città lasciata sprofondare nel degrado, mentre chi dovrebbe governare si dedica esclusivamente alla propria sopravvivenza politica.” – hanno concluso i Consiglieri – “I protagonisti del disastro amministrativo hanno, come tutti, diritto di parola in democrazia. Ma viste le condizioni in cui versa la città, il buon senso consiglierebbe almeno un momento di silenzio e riflessione. Noi, intanto, continuiamo a lavorare uniti – con serietà e responsabilità – per costruire una Reggio libera, trasparente e finalmente governata con competenza e rispetto per i cittadini. Un ultimo piccolo suggerimento ai colleghi dei gruppi di maggioranza: svoltate verso il rispetto della vostra dignità che vale più delle molliche che cadono dal tavolo del Sindaco Falcomatà!”.

DELIANUOVA (RC) – Scoppia una rissa fuori dal campo sportivo: i carabinieri identificano e denunciano oltre 20 persone

Il 30 marzo scorso il campo sportivo di Delianuova è stato teatro di un triste episodio di violenza sportiva. A seguito di una partita del campionato di Promozione tra la squadra di casa e la Virtus Rosarno, alcuni tifosi, circa 200, hanno cominciato a dare in escandescenza. Terminato il 2° tempo, infatti, gli animi si sono agitati e le tifoserie sono venute a contatto.
L’evento è degenerato in una rissa, nelle adiacenze del campo sportivo. Alcuni tafferugli erano già iniziati nel corso della gara, sempre contenuti dalla presenza dei Carabinieri in servizio di Ordine Pubblico. Al termine dell’incontro però, i tifosi si sono organizzati e, mentre la tifoseria ospite defluiva verso le vie del paese, alcuni facinorosi avversari l’hanno raggiunta, incominciando lo scontro fisico.
I militari dell’Arma in servizio di ordine pubblico sono intervenuti rapidamente per dividere i gruppi, riuscendoci solo dopo svariati minuti e con l’ausilio di più unità, anche in rinforzo. Sono state poi avviate indagini per l’identificazione dei partecipanti alla rissa e per individuare coloro che hanno scavalcato mezzi e personale dei Carabinieri che si erano interposti tra gli spettatori delle due tifoserie.
L’attività dei militari dell’Arma ha quindi portato ad identificare oltre 20 persone, coinvolte a vario titolo negli eventi di quel giorno, che sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria e proposte per il divieto di accesso a manifestazioni sportive.

 

 

SERRA SAN BRUNO (VV) – Arrestati due giovani per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti

Nell’ambito di potenziati servizi di controllo del territorio e dell’implementate attività info-investigative, la Polizia di Stato ha tratto in arresto due giovani di Serra San Bruno, resisi responsabili, in concorso tra loro, del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Uno dei soggetti, inoltre, dovrà rispondere anche del reato di detenzione abusiva di munizioni.
L’operazione, eseguita dalla Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di P.S. di Serra San Bruno, e che ha portato inoltre al sequestro di un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti, è scaturita da un urgente attività di controllo condotta nei confronti di una ragazza, sospettata dagli agenti di detenere, presso la propria abitazione, del materiale stupefacente.
L’intuizione degli investigatori si rivelava corretta in quanto, all’atto della perquisizione domiciliare, la stessa veniva sorpresa dagli agenti mentre gettava da una finestra sul retro diverse buste piene di droga. Una volta recuperate, se ne poteva così riscontrare il contenuto: nr. 01 involucro di cellophane contenente gr. 48,00 di cocaina; nr. 03 involucri di cellophane trasparente contenenti sostanza stupefacente del tipo hashish del peso lordo di gr. 710,00; nr. 09 involucri contenenti sostanza stupefacente del tipo marijuana del peso complessivo di gr. 988,00.
Portata nel Commissariato per gli opportuni accertamenti, sopraggiungeva il suo compagno, il quale, di fronte agli investigatori, si assumeva la piena responsabilità dello stupefacente fino ad allora rinvenuto. Gli operatori procedevano così ad un’approfondita perquisizione personale e domiciliare nei suoi confronti, durante la quale riuscivano a rinvenire nella sua disponibilità altra droga e diverse munizioni di armi da fuoco, ben occultati all’interno di una nicchia del gas nelle immediate vicinanze della sua abitazione.
La perquisizione domiciliare consentiva di trovare: nr. 07 involucri di cellophane contenenti sostanza stupefacente del tipo cocaina di complessivi gr. 4,30; nr. 02 involucri contenenti sostanza stupefacente del tipo marijuana dal peso complessivo di gr. 24,00; nr. 15 cartucce calibro 7,65; nr. 16 cartucce del tipo a pallettoni calibro 16; nr. 02 bilancini di precisione, perfettamente funzionanti. Durante la suddetta attività, il giovane specificava ai poliziotti il contenuto della busta rinvenuta ancor prima dell’apertura, assumendosi la piena responsabilità di quanto celato al suo interno.
Sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Vibo Valentia, gli agenti del Commissariato procedevano così all’arresto dei due indagati, per i quali si disponeva il giudizio penale per direttissima.
Il Tribunale, convalidato l’arresto eseguito, ha applicato la misura cautelare degli arresti domiciliari al giovane e la misura dell’obbligo di dimora nel comune di propria residenza alla ragazza.
Si specifica che i provvedimenti adottati in fase investigativa e/o dibattimentale non implicano alcuna responsabilità dei soggetti sottoposti ad indagini ovvero imputati e che le informazioni sul procedimento penale in corso sono fornite in modo da chiarire la fase in cui il procedimento pende e da assicurare, in ogni caso, il diritto della persona sottoposta ad indagini e dell’imputato a non essere indicati come colpevoli fino a quando la colpevolezza non è stata accertata con sentenza o decreto penale di condanna irrevocabili.

 

REGGIO – Massimo Ripepi (Alternativa Popolare): “Congratulazioni a Santina Dattola, nuova Presidente dell’Ordine degli Architetti di Reggio Calabria”

“A nome di Alternativa Popolare Calabria, rivolgo le più sentite congratulazioni all’Architetto Santina Dattola per la sua elezione a Presidente dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Reggio Calabria.” – lo dichiara il Segretario Regionale di Alternativa Popolare Calabria, Massimo Ripepi.
“Un risultato significativo, ottenuto con grande consenso, che testimonia la fiducia degli iscritti nella sua esperienza, serietà e competenza. La sua elezione rappresenta una ventata di rinnovamento per l’intera comunità professionale e apre una nuova stagione di impegno al servizio del territorio e della qualità urbana.” – ha concluso Massimo Ripepi – “A Santina Dattola e al nuovo Consiglio, l’augurio di un proficuo lavoro e di grandi risultati nell’interesse della categoria e della nostra Città.”

REGGIO – Commissione Controllo e Garanzia, Ripepi: “Palazzo San Giorgio tra inagibilità strutturale e democratica”

Si è svolta stamani una riunione particolarmente intensa della Commissione Controllo e Garanzia del Comune di Reggio Calabria, presieduta dal consigliere Massimo Ripepi, incentrata sull’allarme sicurezza negli edifici comunali, e in particolare sulla nota inviata dal datore di lavoro Francesco Minutolo che prevede l’inibizione all’utilizzo di alcuni immobili comunali per carenze legate alla sicurezza.

Una commissione che ha rivelato tutte le contraddizioni di un’amministrazione comunale che sembra ormai, come sottolineato da Ripepi, “inagibile non solo sul piano della sicurezza strutturale, ma anche su quello democratico e informativo”.

Il Presidente Ripepi ha denunciato il tentativo del sindaco Falcomatà di “blindare” l’informazione, cercando di mistificare la realtà. “Questa non è una semplice nota interlocutoria – ha dichiarato Ripepi – ma un atto tecnico-giuridico perentorio che, nella forma e nella sostanza, inibisce l’uso di strutture pubbliche. Chi sostiene il contrario dice una sciocchezza.”

Il consigliere ha inoltre chiesto chiarezza sull’intero carteggio prodotto, compreso quello precedente e successivo alla nota di Minutolo, e ha espresso preoccupazione per l’incolumità dei lavoratori. “Oggi i dirigenti rischiano per omissione di atti d’ufficio, e il sindaco, come al solito, se ne lava le mani. Il suo obiettivo è solo mistificare e ribaltare la verità attraverso una comunicazione studiata per confondere l’opinione pubblica”, ha aggiunto Ripepi.

Parole importanti anche quelle pronunciate dalla consigliera Angela Marcianò, docente universitaria ordinaria in materia di sicurezza sul lavoro ed ex assessore ai lavori pubblici, che ha fornito un contributo di valore e credibilità indiscutibili. La Marcianò ha ricordato come già nel 2017, con l’ing. Romano, fossero state inviate al sindaco PEC contenenti segnalazioni gravissime sulle condizioni strutturali di diversi immobili comunali. “In questi anni – ha dichiarato – non è stato fatto nulla di risolutivo. La politica ha scelto di investire su progetti pubblicitari piuttosto che sulla sicurezza reale dei luoghi di lavoro e delle scuole. Le risorse c’erano, ma non sono state programmate per le priorità vere”. E non ha mancato di sottolineare un fatto importante: “Ho vissuto personalmente il metodo Falcomatà. So bene cosa significa quando ribalta la frittata, quando convoca i dirigenti per insabbiare le responsabilità. È un meccanismo che conosco fin troppo bene”.

Il consigliere Armando Neri ha ribadito la necessità di dire le cose come stanno: “Altro che procurato allarme. Il vero allarme è il silenzio imposto. Se un datore di lavoro certifica per iscritto criticità di sicurezza, un sindaco deve intervenire. Il problema è che ormai nulla si può sapere se non quello che decide il sindaco. È un ritorno al reato di ‘lesa maestà’. Ma noi, come opposizione, il nostro lavoro lo continueremo a fare: diremo cento volte la verità, anche se non piace.”

A porre un quesito cruciale è stato il consigliere Marino, che ha chiesto apertamente se, dopo questa mole di documenti e ammissioni, si procederà a una reale chiusura dei locali o a una soluzione urgente e risolutiva. Domanda rimasta in sospeso.

La sensazione, emersa con forza dai lavori della commissione, è quella di un Palazzo San Giorgio sempre più isolato in una bolla comunicativa, dove le informazioni scomode vengono etichettate come “riservate” e i funzionari sono messi sotto pressione. Come ha ricordato Ripepi, “nella pubblica amministrazione non esistono documenti riservati. Ogni atto deve essere trasparente e accessibile”.

Alla luce di quanto emerso, il Presidente della Commissione ha preannunciato nuove convocazioni e l’acquisizione integrale di tutta la documentazione, comprese le segnalazioni degli anni precedenti, per fare piena luce su una vicenda che tocca non solo la sicurezza degli immobili, ma soprattutto la tenuta democratica dell’intera amministrazione comunale.

 

ROSARNO (RC) – Arrestato giovane per gravi maltrattamenti nei confronti della madre convivente

I Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un 23enne, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Palmi, su richiesta della locale Procura della Repubblica. Il provvedimento restrittivo è scaturito a seguito di un’articolata attività d’indagine condotta dai reparti dell’Arma territorialmente competenti, avviata dopo un intervento effettuato il 24 febbraio scorso presso un’abitazione di Rosarno, dove era stata segnalata una violenta lite tra familiari.

Le investigazioni, supportate da testimonianze e accertamenti tecnici, hanno consentito di ricostruire un quadro familiare estremamente critico, all’interno del quale l’indagato, con condotte reiterate e gravi, avrebbe sottoposto la madre convivente a continue vessazioni, sia fisiche che psicologiche, tali da configurare un regime di vita intollerabile.

Secondo quanto accertato, il giovane avrebbe messo in atto – a partire dal dicembre 2024 – una serie di episodi di aggressione caratterizzati da percosse, minacce e umiliazioni nei confronti della madre, persona particolarmente vulnerabile.

Tra i vari episodi documentati, si evidenziano atti di inaudita violenza, come pugni, calci e colpi al volto, aggressioni con oggetti contundenti, strattonamenti e tentativi di farla precipitare da un balcone, scongiurato solo dall’intervento di un vicino e dei carabinieri. Le minacce erano spesso accompagnate da gravi offese verbali e da dichiarazioni deliranti che denotavano un’evidente instabilità psichica.

I Carabinieri, operando con grande sensibilità e professionalità in un contesto familiare altamente delicato, hanno garantito tempestiva tutela alla vittima e raccolto elementi determinanti per l’emissione della misura cautelare.

Il giovane è stato tradotto presso un centro specializzato nel Nord Italia, come disposto dall’Autorità Giudiziaria, mentre proseguono le attività investigative coordinate dalla Procura della Repubblica di Palmi.

Si ricorda che la persona attinta dalla misura è da considerarsi presunta innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

REGGIO – Arrestato un uomo per detenzione di arma clandestina e minacce aggravate

Nei giorni scorsi, un tempestivo intervento degli agenti della Squadra Volanti del Commissariato di Gioia Tauro ha portato all’arresto di un uomo per detenzione illegale di un’arma da fuoco, con matricola abrasa e munizioni, nonché per minacce aggravate.

Secondo quanto ricostruito, la vittima, un cittadino residente nel comune di Gioia Tauro, era stata minacciata con un’arma da fuoco al termine di una discussione verbale con un altro individuo. Gli agenti, accorsi sul luogo, hanno rassicurato la vittima e acquisito elementi fondamentali per identificare l’autore del gesto. Grazie all’accurata conoscenza del territorio, il sospettato è stato rintracciato nella sua attività commerciale, eccezionalmente aperta nonostante la festività.

La successiva perquisizione effettuata dagli agenti ha confermato i sospetti: l’arma, una pistola con matricola abrasa, è stata trovata nell’immediata disponibilità dell’uomo, pronta per l’uso e accompagnata da munizioni. Il sospettato, già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici, è stato arrestato e posto agli arresti domiciliari su disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente.