REGGIO – Rapina in pieno giorno alla gioielleria sul Corso Garibaldi [VIDEO]

Nel pomeriggio di oggi, sabato 3 maggio 2025, una rapina è stata perpetrata presso la gioielleria “Federica Di Santamaria Giuseppe & C.”, situata al numero 311 del Corso Garibaldi, nel centro di Reggio Calabria. Secondo le prime indiscrezioni raccolte sul posto, un individuo si sarebbe introdotto nell’esercizio commerciale, riuscendo a portare a termine il colpo.

Le forze dell’ordine sono intervenute tempestivamente: diverse volanti della Polizia di Stato sono giunte sul luogo dell’accaduto, avviando immediatamente le indagini. Grazie alla rapida azione investigativa e all’analisi delle immagini di videosorveglianza, sembrerebbe che il presunto autore della rapina sia già stato individuato.

Il momento, non sono stati resi noti ulteriori dettagli sull’identità del sospettato né sull’entità del bottino sottratto. Le autorità competenti stanno proseguendo le indagini per chiarire la dinamica dell’evento e verificare eventuali complicità.

La zona del Corso Garibaldi è stata temporaneamente presidiata dalle forze dell’ordine per consentire i rilievi del caso e garantire la sicurezza dei cittadini.

Ulteriori aggiornamenti saranno forniti non appena disponibili.

Ponte sullo Stretto, il Sindaco Falcomatà interviene alla convention “Una questione di buon senso”: “Senza un percorso condiviso non ci resta che la mobilitazione”

“Il mio approccio sulla questione Ponte, è profondamente cambiato da quando abbiamo capito che i nostri territori, evidentemente interessati da questa opera, non sarebbero stati istituzionalmente coinvolti” – lo ha dichiarato il Sindaco Giuseppe Falcomatà intervenendo ad un’iniziativa organizzata a Villa San Giovanni dalle associazioni ambientaliste, e alla quale hanno preso parte docenti, esperti, esponenti del mondo dei sindacati e della politica, per discutere di Ponte sullo Stretto.

“Il protagonismo che auspichiamo per le comunità che rappresentiamo – ha spiegato – è necessario per capire bene il progetto di un’infrastruttura che vuole cambiare la mobilità urbana, la fisionomia paesaggistica e strutturale delle due sponde dello Stretto. Perché siamo costretti a tutelare le nostre prerogative dopo le stringenti prescrizioni che, in sede di procedure VIA e VAS, il Ministero dell’Ambiente ha restituito al progetto”.

“Per non parlare della spoliazione – ha continuato Falcomatà, riferendosi ai Fondi di Coesione – di risorse considerate indispensabili per la sopravvivenza dei nostri enti, che prima erano aggiuntive rispetto ai trasferimenti nazionali e adesso sono diventate sostitutive, o peggio, rischiano di essere prosciugate da un’opera che manca puntualmente il suo appuntamento con la storia. Infatti, con cadenza quasi decennale, si torna alla carica con la grande e farraginosa macchina organizzativa del Ponte, attraverso cui, gli annunci si sprecano per profondere quell’ inutile sforzo di farci credere che, con la sua realizzazione, la questione dei trasporti al Sud è risolta. Niente di più falso! Mentre non si hanno notizie dell’Alta Velocità, dell’Alta Capacità, e dei lavori della Statale 106 per la provincia di Reggio Calabria, queste si, infrastrutture irrinunciabili per rendere competitivi e connessi i nostri territori, il progetto del Ponte si scontra con limiti ambientali, tecnici, logistici e strategici per l’economia del trasporto marittimo dell’intera area dello Stretto.

“Per questo – conclude – in tutte le sedi e con tutti gli strumenti giuridici a nostra disposizione, legittimamente, abbiamo fatto delle osservazioni al Governo, per trovare soluzioni e approcci condivisi, a dimostrazione del fatto che non subiamo retaggi ideologici ma agiamo nell’esclusivo interesse delle comunità che rappresentiamo; ma se questo non dovesse avvenire, non avremo alternative se non quella della mobilitazione, insieme alla rete delle associazioni, dei movimenti civici e di quei partiti che pensano che a questa deriva si deve rispondere con coraggio e resistenza”.

REGGIO – Il Caso di Alessandro Giordano: Quando la Politica Si Sveglia Solo Davanti alle Telecamere

La vicenda di Alessandro Giordano, il trentaseienne trapiantato di rene e immunodepresso costretto a vivere in un alloggio inagibile, rappresenta l’ennesima pagina buia di un’amministrazione che ha smarrito ogni briciolo di umanità e senso del dovere. La verità che emerge da questa storia è agghiacciante: mentre un cittadino fragile lottava per il proprio diritto alla salute e a una casa dignitosa, Palazzo San Giorgio rimaneva sordo a ogni appello, salvo poi riscoprire improvvisamente la propria “efficienza” solo sotto i riflettori mediatici di una trasmissione nazionale. È il trionfo della politica dell’apparenza che svergogna un intero sistema di potere, capace di ignorare il grido di dolore di un uomo per anni, per poi trasformarsi in solerte soccorritore a favore di telecamera.

Le dichiarazioni del sindaco Giuseppe Falcomatà, che ha affermato pubblicamente di aver scoperto il caso solo grazie all’intervento del giornalista Matteo Viviani, non sono altro che l’ennesima bugia propinata a una cittadinanza stanca di essere presa in giro. I fatti dicono altro: Alessandro Giordano aveva già segnalato numerose volte al Comune la sua drammatica situazione, denunciando l’occupazione abusiva della sua casa popolare ad Arghillà avvenuta nel 2008 mentre era ricoverato, e l’invivibilità dell’attuale alloggio. Non c’è stata “scoperta”, ma solo una colpevole e reiterata indifferenza. È la conferma di una giunta dei traditori che si muove esclusivamente quando la propria immagine viene scalfita a livello nazionale, ignorando sistematicamente le migliaia di firme e le denunce che quotidianamente arrivano dai cittadini più vulnerabili.

Questa amministrazione assente ha dimostrato di non avere a cuore il benessere dei reggini, ma solo la protezione della propria visibilità politica. Mentre un cittadino immunodepresso rischiava la vita in una casa inagibile, i mercanti di frottole che siedono nelle stanze del potere guardavano altrove, pronti a intervenire solo quando il silenzio non era più possibile. È un insulto alla dignità di Alessandro e di tutti coloro che attendono risposte da anni: la giustizia sociale non può essere subordinata a uno share televisivo o a una petizione online da 31.000 firme. Il dovere di un sindaco è quello di essere un “buon padre di famiglia” ogni giorno, non solo quando la pressione mediatica diventa insostenibile.

Serve giustizia, non visibilità pretestuosa. La battaglia di Alessandro Giordano è la battaglia di una città intera che deve uscire dalle catacombe della rassegnazione per svergognare chi gestisce la cosa pubblica con questa superficialità disarmante. È il tempo dei fatti e della trasparenza: chi ha ignorato per anni le carte e le suppliche di un uomo malato non può pensare di ripulirsi la coscienza con un intervento tardivo a fini elettorali. La rivoluzione della dignità parte dal rifiuto di queste sceneggiate istituzionali e dalla pretesa di un’amministrazione che serva il popolo, specialmente gli ultimi, senza aspettare l’arrivo de “Le Iene” per fare il proprio dovere.

REGGIO – Inaugurato il nuovo Centro Tecnico Federale “Simone Neto Dell’Acqua” di Ciccarello

Dal Primo cittadino un’anticipazione: «Per la prossima primavera vogliamo organizzare un raduno delle squadre giovanili e fare entrare Reggio tra le grandi capitali dello sport italiano ed europeo»

È stata una grande festa di sport, emozioni e ricordo l’inaugurazione del Centro Tecnico Federale “Simone Neto Dell’Acqua” di Ciccarello, intitolato al calciatore reggino prematuramente scomparso nell’ottobre 2017. L’impianto sportivo, che negli anni ha visto protagoniste tante generazioni di reggini, è stato riqualificato e ammodernato, tanto da diventare un Centro tecnico federale della Figc e Comitato regionale Calabria Lega nazionale dilettanti. L’evento è stato realizzato nell’ambito del Programma Complementare al PON Metro, che ha l’obiettivo di favorire la rivitalizzazione economica, sociale e ambientale delle aree urbane con priorità a quelle degradate.

Prima dell’inizio dell’atteso triangolare di calcio tra le delegazioni sportive della Nazionale Sindaci, la Nazionale Parlamentari e la squadra dell’Amministrazione comunale reggina, la mattinata è stata animata dai giovanissimi. Già dalle 8.30 è partito il raduno “Fun Football 2025”, promosso dalla Figc, che chiude la stagione sportiva delle categorie “Primi calci” e “Piccoli amici”. Spazio poi al momento del ricordo e della commemorazione con la cerimonia ufficiale di scopertura della targa di intitolazione, dedicata a Simone Neto Dell’Acqua. Un momento molto significativo al quale hanno preso parte il Sindaco Giuseppe Falcomatà, insieme a tutti i rappresentanti della giunta e del consiglio comunale, i delegati della Nazionale Sindaci e della Nazionale Parlamentari, rappresentate nell’occasione da Roberto Padrin e Jacopo Morrone, i rappresentanti della Federazione Italiana Giuoco Calcio Saverio Mirarchi, Domenico Arena e Giovanni Cilione.

«Siamo contenti e molto emozionati per questo impianto intitolato a Simone – ha detto il sindaco Falcomatà al momento dopo la solenne benedizione officiata dal Sacerdote Gianni Licastro – È una giornata storica per la città, perché sembrava che questo progetto, dopo tante difficoltà, fosse iniziato sotto una cattiva stella. Siamo felici di essere qui in questo momento di restituzione alla città di un pezzo della sua storia: questo è certamente tra gli impianti più antichi della nostra città. Dal secondo dopoguerra a oggi, qui hanno giocato generazioni di reggini che, attraverso il calcio, hanno sognato, sperato e trovato un momento di conforto anche nelle difficoltà e nelle battaglie personali. Da oggi questo diventa un impianto federale: per questo ringrazio la Lega e la FIGC del presidente Mirarchi. Era importante che fossero i bambini i primi a calcare questo campo e a spingere i palloni in rete. Si ricuce un filo con la storia cittadina: ognuno di noi ha una storia personale legata a questo impianto di gioco. Le nostre storie personali si intrecciano con la storia della città. Ed è importante che l’impianto sia intitolato a uno dei figli della nostra Reggio, che ha combattuto una dura battaglia personale. Ha perso quella per la vita terrena, ma ha vinto quella per l’immortalità. Perché oltre a vivere nei cuori di chi lo ha conosciuto, con la sua gentilezza e il suo garbo, Simone diventa patrimonio collettivo e simbolo dei figli della città che non ce l’hanno fatta. È uno sguardo al futuro: attraverso il ricordo di Simone e degli altri scomparsi, noi dobbiamo continuare, anche per loro, a coltivare sogni e speranze grazie allo sport. Ringrazio la Nazionale dei Sindaci e quella dei Parlamentari che, con la loro presenza, onorano questo impianto – ha aggiunto il Sindaco – situato in un quartiere periferico, ma che rappresenta un tassello fondamentale nel recupero di tutti gli altri impianti sportivi della città. Dopo Ciccarello sarà la volta del campo di Catona, poi Pellaro, Archi, Ravagnese, Bocale e Gallico. Reggio recupera un senso di identità e appartenenza, anche e soprattutto attraverso lo sport, che – oltre a rendere la nostra città Cuore del Mediterraneo – può farla diventare anche capitale sportiva europea. Con questi impianti, vogliamo organizzare per la prossima primavera un torneo con le squadre giovanili dei più grandi club europei, che si raduneranno a Reggio e ci permetteranno così di promuovere le bellezze della città». L’ultimo messaggio il sindaco lo ha lasciato ai concittadini: «Anche attraverso il recupero di questi spazi, che appartengono alla nostra città, possiamo ritrovare un senso di appartenenza e riscoprire l’orgoglio di essere cittadini di Reggio. Simone, ce l’abbiamo fatta».

«Sarò sempre grato al sindaco – ha aggiunto Emanuele Neto, papà di Simone – di aver reso il nome di mio figlio immortale, spero che chiunque entrerà a giocare in questo campo possa seguire i principi che ha condiviso in vita Simone: l’onestà, l’umiltà e la semplicità».
«È un momento stupendo che aspettavamo da tanto – ha precisato il Presidente Mirarchi – che ci inorgoglisce e ci riempie di gioia. Finalmente siamo riusciti a restituire un impianto prestigioso: la felicità si unisce alla caparbietà di questa Amministrazione comunale che è riuscita a rimettere in piedi l’impianto. L’augurio è che lo si custodisca nel migliore dei modi. La compostezza, la serietà di Simone mi auguro possa aleggiare su questo campo e sia veramente il filo conduttore del suo utilizzo».
«Condividiamo la passione per lo sport, ma siamo qui anche per sostenere una causa importante: la raccolta fondi per chi ne ha bisogno. Siamo felici e onorati di partecipare a questo momento storico. Ringraziamo il Sindaco e tutta l’Amministrazione comunale per l’accoglienza e l’opportunità» ha dichiarato Roberto Padrin, della Nazionale dei Sindaci.
«Appena arrivato, guardando questo campo, ho visto tantissimi ragazzini: loro rappresentano la nostra speranza. Il calcio deve essere un terreno formativo, soprattutto per i più giovani, trasmettendo valori fondamentali come il rispetto della competizione e l’integrazione. Grazie per ciò che siete riusciti a realizzare. Reggio è una città splendida, e rivolgo un grande in bocca al lupo a tutti» ha affermato Jacopo Morrone, della Nazionale Parlamentari.
Dopo lo scambio dei gagliardetti al centro del campo e le foto di rito, è iniziato il triangolare con tre partite da 25 minuti ciascuna, che hanno visto la Nazionale italiana Parlamentari, la Nazionale sindaci ed una rappresentativa dell’amministrazione di Palazzo San Giorgio. Il mini torneo è stato vinto dalla Nazionale Sindaci, giunta ai calci di rigore contro la squadra dell’Amministrazione comunale reggina. In seguito il calcio ancora protagonista nell’impianto rinnovato, con le vecchie glorie che hanno calcato il campo di Ciccarello nel corso degli anni che sono tornate in azione perchè, con le loro imprese sportive, hanno contribuito a costruire la storia del campo, che potrà tornare a essere un punto di riferimento fondamentale per molte squadre di calcio della città e dell’intera provincia.

GIOIA TAURO – Straordinario successo del Consolato Mobile del Regno del Marocco

Si è svolto con straordinario successo il Consolato Mobile del Regno del Marocco a Gioia Tauro, un’iniziativa promossa grazie all’impegno congiunto del Console Onorario del Regno del Marocco, Avv. Domenico Naccari, e del Console Generale a Napoli, Mohamed Khalil.
Oltre 1000 cittadini marocchini provenienti da ogni angolo della Calabria hanno partecipato all’evento, che ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale per il rilascio di pratiche consolari e per il rafforzamento del legame tra la comunità marocchina e le istituzioni del Regno.
Determinante è stato il contributo delle associazioni marocchine calabresi, che con dedizione e spirito di servizio hanno gestito l’accoglienza e l’assistenza delle numerose famiglie presenti. Un sentito ringraziamento va rivolto a tutte loro per l’impegno e la professionalità dimostrati.
Il Consolato Mobile si è tenuto nella Sala Fallara del Comune di Gioia Tauro, gentilmente concessa dalla Sindaca, Avv. Simona Scarcella, che ha portato il suo saluto istituzionale e ha manifestato la vicinanza della città alla comunità marocchina.
Fondamentale anche la presenza costante della Polizia di Stato, che ha garantito l’ordine pubblico per tutta la durata dell’evento, permettendo lo svolgimento in un clima di serenità e collaborazione.
Durante la giornata, è stato inoltre offerto il tradizionale tè marocchino accompagnato da dolci tipici, contribuendo a creare un clima di calore, accoglienza e condivisione culturale, molto apprezzato da tutti i partecipanti.
Al termine della giornata, il Console Onorario Avv. Domenico Naccari ha espresso grande soddisfazione:
«Questa iniziativa, nata come evento eccezionale, ha dimostrato un bisogno reale e profondo. Il nostro auspicio è che simili attività diventino un appuntamento fisso, per rendere i servizi consolari sempre più accessibili ai cittadini marocchini residenti nel Sud Italia.»
Il Consolato Mobile a Gioia Tauro si conferma dunque un esempio di buona prassi diplomatica e di integrazione efficace, frutto di cooperazione tra istituzioni locali, autorità consolari e società civile.

LAMEZIA TERME (CZ) – Tragedia familiare: padre uccide figlio e dopo si costituisce

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L’omicidio di Bruno Di Cello, trentenne con il sogno di diventare un modello, sarebbe maturato in un ambiente familiare segnato da frequenti litigi e continue richieste di denaro. A premere il grilletto è stato il padre, Francesco Di Cello, 64 anni, che ha sparato un solo colpo in pieno volto al figlio, uccidendolo sul colpo. L’uomo, subito dopo il delitto avvenuto nella zona di Marinella a Lamezia Terme, si è costituito spontaneamente ed è stato condotto nel carcere di Catanzaro. A suo carico pendono le accuse di omicidio, detenzione e porto illegale di un’arma clandestina, oltre che di ricettazione. Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dal commissariato di Lamezia Terme, guidato da Antonio Turi, il gesto sarebbe il tragico epilogo di una situazione familiare logorante, caratterizzata da tensioni costanti e pressanti richieste economiche da parte del figlio. Il lungo interrogatorio cui è stato sottoposto il sessantaquattrenne si è protratto fino a tarda sera. La tragedia si è consumata nella mattinata di venerdì. Il corpo del giovane è stato scoperto in via Trani, nel quartiere Marinella, da un passante che ha immediatamente allertato il 118, ma per Bruno non c’era ormai più nulla da fare. Il fermo del padre è stato disposto dal sostituto procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Gualberto Buccarelli.

FONTE: Ansa

POLISTENA (RC) – Focus ‘ndrangheta: scoperti sei lavoratori occupati in nero, elevate sanzioni per 28.400 euro

Nei giorni scorsi, nel comprensorio di Polistena si sono svolte attività di contrasto, da parte della Polizia di Stato, al fenomeno del lavoro in nero. Nell’ambito del Piano di azione nazionale e transnazionale Focus ‘ndrangheta, personale del Commissariato di P.S. di Polistena e del Reparto Prevenzione Crimine di Siderno, assieme all’Ufficio dell’Ispettorato del Lavoro di Reggio Calabria e ad un’aliquota della Polizia Metropolitana, ha sottoposto a controllo un cantiere attivo per la ristrutturazione e l’adeguamento sismico presso una scuola primaria. L’attività è stata mirata alla verifica del rispetto delle cautele previste dalla legge per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e della normativa posta a tutela dell’impiego. In particolare, è stato rilevato che le ditte affidatarie del cantiere utilizzavano ben sei lavoratori contrattualmente non in regola, per cui sono state elevate diverse sanzioni amministrative per un totale complessivo di circa 28.400,00 euro. Nell’ambito dei medesimi controlli è stato anche emesso un provvedimento cautelare della sospensione delle attività imprenditoriali.

CROTONE – Due uomini son stati sottoposti alla misura cautelare del divieto di avvicinamento per stalking

Gli agenti della Questura di Crotone hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione del divieto di avvicinamento con istallazione del braccialetto elettronico a carico di M. M. (classe 1992) indagato per il reato di atti persecutori commessi nei confronti della ex compagna.
Il provvedimento cautelare è stato emesso a seguito della denuncia sporta dalla donna che ha raccontato ai poliziotti di subire una serie di comportamenti vessatori e minacciosi da parte dell’uomo, il quale con carattere quotidiano poneva in essere condotte assillanti, controllanti ed ossessive tempestandola con incessanti telefonate ad ogni ora del giorno e della notte, effettuando, inoltre, pedinamenti e appostamenti cagionandole un perdurante e grave stato di ansia e di paura per la propria incolumità.
Gli approfondimenti investigativi condotti dai poliziotti della sezione specializzata “Reati contro la persona” della Squadra Mobile, che hanno immediatamente attivato la procedura del c.d. “Codice Rosso”, hanno permesso di ricostruire una serie di atti persecutori, minatori ed aggressivi posti in essere da parte dell’uomo il quale vessava la donna con condotte ossessive e violente, inducendole a modificare le loro abitudini di vita.
Le puntuali dichiarazioni della persona offesa e gli altri esiti dell’attività investigativa, trattati dalla Procura della Repubblica di Crotone guidata dal procuratore Domenico GUARASCIO, confluivano in una richiesta di misura cautelare che è stata accolta dal GIP del Tribunale di Crotone ed eseguita immediatamente dalla Squadra Mobile nei confronti dell’indagato, il quale non potrà avvicinarsi alla donna ed ai luoghi da queste frequentati.
Nella medesima giornata gli agenti della Questura di Crotone hanno anche dato esecuzione ad un’ulteriore ordinanza cautelare di applicazione del divieto di avvicinamento con istallazione del braccialetto elettronico a carico di C. M. (classe 1991) indagato per il reato di atti persecutori commessi nei confronti del compagno della ex moglie.
Il provvedimento è stato emesso a seguito della denuncia sporta dall’uomo riferiva di subire dal 2024, una serie di comportamenti vessatori e minacciosi dell’ex marito della propria compagna.
I successivi approfondimenti investigativi condotti dalla locale Squadra Mobile, hanno permesso di accertare che l’uomo, mosso da uno smodato sentimento di ossessione e gelosia nei confronti del nuovo compagno della propria ex moglie, aveva in più occasioni commesso aggressioni fisiche e pedinamenti cagionando nell’uomo un grave stato di ansia e paura inducendolo a modificare le proprie abitudini di vita.
Gli odierni provvedimenti rientrano nell’ambito dell’attività posta in essere dagli uomini della Polizia di Stato voluta fortemente dal Questore della Provincia di Crotone Renato PANVINO, che attraverso la creazione di una squadra specializzata ha attuato una serie di iniziative volte a contrastare ogni manifestazione di violenza.
Dal mese di aprile u.s. gli uomini della Questura di Crotone hanno proceduto ad eseguire 6 provvedimenti cautelari nei confronti di soggetti che con le loro condotte hanno adottato violenza domestica o di genere o hanno perpetrato comportamenti persecutori.

CROTONE – Denunciato agente immobiliare abusivo: sequestrata cartellonistica

Nei giorni scorsi, a Melissa, militari della Compagnia di Cirò Marina hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro probatorio emesso dalla Procura della Repubblica di Crotone nei confronti di un cinquantaquattrenne del luogo, indagato per il reato di esercizio abusivo di una professione. Il provvedimento emesso trae origine da un’attività investigativa svolta di iniziativa dai Carabinieri della locale Stazione, insospettiti dalla cartellonistica collocata nei comuni di Melissa, Strongoli e Cirò Marina che pubblicizzava un’agenzia immobiliare, riportando, oltre al nome della ditta, anche nome, cognome e numero di telefono del relativo responsabile. Tale spunto investigativo ha dato avvio ad accertamenti che hanno permesso, oltre che di identificare compiutamente il responsabile della ditta – formalmente inattiva – e di denunciarlo alla Procura della Repubblica di Crotone, di accertare che lo stesso stesse svolgendo abusivamente la professione di agente immobiliare, non essendo iscritto all’apposito Albo presso la Camera di Commercio, e non avendo conseguito il c.d. patentino per l’esercizio di tale professione. L’Autorità Giudiziaria, condividendo le risultanze emerse, ha emesso quindi un decreto di sequestro probatorio della cartellonistica pubblicitaria relativa a tale attività, che ha permesso di sequestrare undici manifesti di varie dimensioni.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari, l’eventuale colpevolezza dell’indagato in ordine al reato contestato dovrà essere accertata in sede di processo, nel rispetto del diritto di difesa e del contradditorio tra le parti.