I consiglieri di Forza Italia contro Falcomatá: “Diretta ridicola: altro che vittoria, 12 metri di ponte della vergogna”

“Abbiamo assistito sgomenti all’ennesimo spettacolo tragicomico del Sindaco Falcomatà, protagonista di una diretta social per celebrare con toni trionfalistici la posa della prima trave del ponte sul torrente Calopinace: un’autocelebrazione surreale, in cui il Sindaco è arrivato perfino a baciare la trave, celebrando la posa come fosse un’impresa epocale.

Più che una conquista da esibire in diretta, noi diremmo che si tratta di una sconfitta amministrativa di cui vergognarsi profondamente”.

 

È quanto dichiarano in una nota i consiglieri di Forza Italia al Comune di Reggio Calabria Federico Milia, Antonino Maiolino e Roberto Vizzari.

 

“Stiamo parlando di un ponticello di 12 metri che, al netto delle giustificazioni contraddittorie e dei piagnistei vittimistici a cui abbiamo assistito nella diretta del Sindaco, ad oggi non è ancora stato completato: neppure gli sketch satirici a cui Falcomatà si è prestato per battezzare la “trave miracolosa” riusciranno a cancellare i ritardi e il fallimento delle promesse non mantenute in questi anni”.

 

E mentre il Sindaco si dedica alla regia delle sue dirette social, trasformando ogni ritardo in un evento mediatico, la città fa i conti con i danni: basti pensare al Parco Lineare Sud, pronto per essere inaugurato eppure già vandalizzato, tanto da dover essere ripristinato in più punti”.

 

“Per il Sindaco ogni errore di quest’ Amministrazione si trasforma in una diretta Instagram, ogni fallimento in un’occasione di propaganda: un tentativo grottesco di ribaltare la realtà- concludono– la lentezza disarmante nella realizzazione di un’opera che oggi viene venduta ai reggini come un grande risultato”.

Reggio Calabria celebra l’impresa di Salvatore Cristiano Misasi, l’accoglienza del delegato allo Sport Giovanni Latella

Antonello Scagliola, presidente regionale del Cip Calabria, anche Giovanni Latella, consigliere comunale delegato allo Sport, ha celebrato l’impresa firmata da Salvatore Cristiano Misasi, il giovane affetto da una grave disabilità che, alla guida della sua handbike, ha percorso gli oltre 500 chilometri della Ciclovia dei Parchi calabresi. Partito il primo giugno da Laino Borgo, l’atleta supportato dalla “Fondazione Bullone”, è arrivato ieri pomeriggio in città, accolto dai rappresentanti del Comune, del Cip, della Federazione italiana ciclismo Calabria (il cui presidente, Francesco Corrado, ha consegnato una maglietta della nazionale italiana), del Coni regionale, di Sport e Salute, della Regione, della Federazione Tiro con l’arco, della Capitaneria di porto e della Polizia di Stato.

«Salvatore Cristiano Misasi – ha detto Giovanni Latella – rappresenta un esempio di forza, coraggio, altruismo e solidarietà. Attraverso il suo viaggio sociale, il “brigante in handbike” ha posto in evidenza le difficoltà che, ancora oggi e quotidianamente, le persone con disabilità si trovano costrette a dover affrontare e sopportare in ogni città».

«Raccogliendo il suo appello per una Calabria a misura di tutti – ha proseguito il consigliere comunale – continueremo a proiettare ogni sforzo affinché si possa superare qualsiasi tipo di barriera, sia essa architettonica o mentale, affinché sia riconosciuta dignità e rispetto a chiunque».

«Lo sport – ha proseguito – si conferma fra gli strumenti fondamentali per il sostegno al sociale e per la promozione del territorio. Nella nostra città metropolitana, esistono molti esempi positivi, come quello della Pallacanestro Bic o dei Girasoli della Locride. Oggi, Salvatore Cristiano Misasi, in sella alla sua handbike, ha aggiunto un tassello importante ad un puzzle che si compone di impegno, dedizione, sacrificio, speranza, resilienza e determinazione. Con la sua caparbietà e testardaggine è riuscito a compiere qualcosa di straordinario rilanciando al mondo intero, contemporaneamente, l’immagine suggestiva dei parchi più belli della nostra splendida regione». «Dunque – ha concluso Latella – a lui, alla sua famiglia ed agli splendidi amici che lo hanno accompagnato lungo un viaggio esaltante e faticoso va il ringraziamento dell’intera comunità di Reggio Calabria che, in Salvatore Cristiano Misasi, riconosce un esempio da seguire e da sostenere, un’ispirazione da cogliere».

BOVALINO – Slot irregolari in sala giochi: un denunciato e sanzioni per 90 mila euro

Un controllo mirato, scattato nei giorni scorsi in una sala giochi di Bovalino, ha portato alla scoperta di numerose irregolarità nel settore dei giochi.

A condurre l’operazione sono stati i Carabinieri della Stazione di Bovalino, in collaborazione con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nell’ambito di una più ampia strategia di contrasto alle attività illecite e non autorizzate legate al gioco d’azzardo.

I controlli effettuati hanno portato alla scoperta di un esercizio all’interno del quale, senza alcuna autorizzazione e in via del tutto abusiva, venivano messi a disposizione del pubblico, apparecchi da intrattenimento con vincita in denaro (slot machine), e altre apparecchiature utilizzabili per il gioco e le scommesse on line.

E’ stata, inoltre, accertata la mancata esposizione della tabella dei giochi proibiti, obbligatoria per legge e strumento essenziale per la tutela dei soggetti più vulnerabili.

I militari dell’Arma e i Funzionari di ADM hanno complessivamente proceduto al sequestro penale e amministrativo di 3 AWP/slot machine, 1 PC e 3 Totem risultati non a norma e hanno constatato sanzioni amministrative per un importo di circa 90.000 euro. Il titolare della sala giochi è stato inoltre deferito all’Autorità Giudiziaria di Locri, a seguito della segnalazione delle irregolarità riscontrate.

L’operazione si inserisce nel quadro di un piano di controlli a largo raggio disposto dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria e testimonia la costante sinergia esistente sul territorio calabrese con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli volta a garantire la legalità in tale settore e l’attenzione alla repressione dell’esercizio abusivo in materia di giochi e scommesse al fine di prevenire il grave fenomeno della “ludopatia” e a garantire la piena osservanza delle normative nel settore del gioco pubblico. Un comparto che, se non regolato adeguatamente, può diventare terreno fertile per fenomeni di illegalità, evasione fiscale e dipendenza patologica.

Il procedimento penale a carico del titolare si trova nella fase delle indagini preliminari e quindi vige il principio di non colpevolezza fino a condanna definitiva.

CONDOFURI (RC) – Sorpreso ad abbandonare rifiuti speciali in un’area demaniale, denunciato

rifiuti

Stava scaricando rifiuti speciali in un terreno incolto all’esterno dell’isola ecologica comunale di Condofuri, in località Lugarà, quando è stato individuato e denunciato dai Carabinieri della Stazione di Condofuri San Carlo.

A finire nei guai un uomo del posto, ripreso dalle telecamere di videosorveglianza installate nella zona mentre, lo scorso 4 giugno, arrivava a bordo della propria auto e scaricava dal bagagliaio plastica e materiali inerti da lavorazione.

L’area, di proprietà demaniale e priva di recinzione, era già oggetto di attenzione da parte dei militari per precedenti episodi di abbandono di rifiuti. Le immagini sono risultate fondamentali per ricostruire l’accaduto e individuare il responsabile.

L’Arma dei Carabinieri è quotidianamente impegnata nel contrasto ai reati ambientali attraverso una costante e mirata attività di controllo del territorio, con l’obiettivo di tutelare l’ambiente, la salute pubblica e la legalità. Ogni gesto illecito in tal senso sarà perseguito con determinazione.

Al momento, nei confronti dell’uomo è stata formalizzata una denuncia in stato di libertà. L’indagine è nella fase preliminare e, come previsto dalla legge, l’uomo è da considerarsi presunto innocente fino a eventuale condanna definitiva.

SAN LUCA (RC) – Uomo disperso ritrovato in un dirupo, salvato dai Carabinieri

È una storia a lieto fine, ma che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia, quella avvenuta nelle ultime ore a San Luca (RC), nel cuore dell’Aspromonte.

Intorno alle 00:30 di oggi, un uomo del posto si è rivolto con apprensione alla Centrale Operativa dei Carabinieri della Compagnia di Bianco (RC), denunciando l’assenza del padre, un pastore del luogo, che dalla mattinata precedente si era allontanato a piedi – come ogni giorno – per raggiungere un ovile situato in una contrada isolata del comune, senza però farvi più ritorno. L’uomo, sprovvisto di telefono cellulare, risultava completamente irraggiungibile.

Immediata la reazione dell’Arma: avviato il piano prefettizio per le persone scomparse e attivate le operazioni di ricerca, concentrate in una zona particolarmente impervia, non lontana dal Santuario di Polsi.

Alle prime luci dell’alba, alle ore 07:50, il colpo di scena: i militari della Compagnia di Bianco individuavano l’uomo in fondo a un dirupo. Era vivo e in evidente difficoltà.

Senza perdere tempo, veniva allertato il personale dei Vigili del Fuoco e del 118 per procedere al recupero e prestare le prime cure mediche. Grazie al tempestivo intervento delle forze dell’ordine e dei soccorritori, l’uomo è stato tratto in salvo.

Ancora una volta, la sinergia tra cittadini, Carabinieri e servizi di emergenza ha fatto la differenza. In Aspromonte, dove anche un piccolo imprevisto può trasformarsi in pericolo, la presenza costante dello Stato continua a salvare vite.

CIRÒ (KR) – Appicca incendio a sterpaglie e potature, danneggiata recinzione e numerosi bidoni

Nei giorni scorsi, a Cirò (KR), i Carabinieri hanno denunciato il titolare di una ditta operante nel campo dell’edilizia e della cura del verde, per aver appiccato un incendio di sterpaglie, sfalci, potature e altro materiale di risulta di quell’attività – effettuata poco prima – provocando un incendio che, estendendosi in un’area di circa 500 m, interessava una recinzione in plastica e diversi bidoni per la raccolta differenziata della nettezza urbana. Incendio, questo, che veniva estinto tempestivamente dai Vigili del Fuoco di Cirò Marina. Le attività svolte dai Carabinieri, particolarmente attenti alla delicata tematica, consistite in visione di immagini di video sorveglianza e audizione di persone informate, e nel sequestro dell’area interessata, hanno consentito di individuare il presunto responsabile dell’incendio e di segnalarlo alla Procura della Repubblica di Crotone. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari, e l’eventuale colpevolezza dell’indagato in ordine al reato contestato dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

CROTONE – Operazione anti-scafisti, arresti e prove decisive nei telefoni dei migranti

I poliziotti della Questura di Crotone e i militari della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Crotone hanno sottoposto a fermo di P.G. due scafisti iracheni e tratto in arresto in flagranza di reato un soggetto già destinatario di respingimento dal territorio nazionale.

Le indagini protratte senza sosta sin dallo sbarco avvenuto in data 10 giungo 2025 quando sono stati scortati dalla Capitaneria di Porto sino al porto di Crotone 66 migranti. Questi, soccorsi da personale sanitario, sono stati immediatamente condotti dal personale della Questura di Crotone presso il Regional Hub di Isola Capo Rizzuto per le attività di identificazione.

L’articolata attività, condotta dal personale della Squadra Mobile della Questura di Crotone e dai finanzieri Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal Procuratore Domenico Guarascio, volta all’identificazione dei soggetti responsabili dei trasferimenti dalla Turchia sino alle coste calabresi, mirava sia a ricostruire le fasi dell’iter utilizzato dagli scafisti in territorio estero, che le modalità di traversata e sbarco nelle coste italiane.

L’attenzione degli investigatori si è concentrata in particolare sull’analisi dei cellulari recuperati tra i migranti, scoprendo al loro interno contenuti multimediali di rilevante interesse investigativo.

In particolare in uno dei telefoni analizzati era presente una fotografia che ritraeva la stessa imbarcazione utilizzata per il trasbordo dei soggetti scattata nei mesi precedenti allo sbarco.

Successivamente, avendo raccolto elementi di prova a loro carico, l’assunto investigativo veniva suffragato dalle testimonianze di alcuni migranti che hanno confermato l’identità degli scafisti come coloro i quali avevano condotto l’imbarcazione durante il viaggio dalla Turchia.

Pertanto si è proceduto al fermo dei due scafisti di nazionalità turca, i quali nelle prime fasi dello sbarco aveva cercato di celare le loro reali identità, i quali sono stato associati presso la locale Casa Circondariale e posti a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone.

Inoltre nel corso delle attività investigative emergeva che uno dei migranti di nazionalità irachena aveva già fatto ingresso illegalmente nello Stato nel 2023 e non avendo i requisiti per permanere sul territorio nazionale era stato destinatario del provvedimento di respingimento alla frontiera emesso dal Questore di Crotone con divieto di ritornare senza autorizzazione prima di tre anni.

I poliziotti al termine degli opportuni accertamenti esperiti, verificavano che il migrante non era in possesso dell’autorizzazione richiesta per il reingresso e pertanto lo traevano in arresto.

Gli arresti odierni testimoniano l’attenzione delle Forze di Polizia nei confronti del fenomeno dell’immigrazione clandestina e la massima attenzione delle Autorità sugli sbarchi di migranti che sovente si verificano sulle coste della Provincia Pitagorica.