ARGHILLA’ – Francesco Cannizzaro: «Arghillà diventa un caso nazionale. Dal centrodestra i fatti, non le chiacchiere»

È un Francesco Cannizzaro diretto, determinato e lucido quello intervenuto oggi in Prefettura a Reggio Calabria nel corso della visita della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie. Un momento istituzionale importante, che il deputato reggino di Forza Italia ha saputo trasformare in un’occasione di verità: «Arghillà – ha detto – non è solo una questione reggina, ma è una ferita nazionale. E finalmente il Governo se n’è accorto».

Cannizzaro, promotore sin dall’inizio dell’attenzione verso la periferia nord della città, ha ricordato con fermezza il percorso che ha condotto il caso Arghillà fino all’agenda nazionale. «Un anno fa – ha sottolineato – ho portato questo quartiere in Parlamento. E oggi raccogliamo i frutti di quel lavoro: 5 milioni di euro stanziati direttamente dal Ministero dell’Interno. È un primo passo, certo non sufficiente, ma è la dimostrazione che il centrodestra lavora per risolvere i problemi. Altri, invece, continuano a limitarsi alle parole».

Un chiaro messaggio, lanciato non solo a Roma, ma anche dentro i confini cittadini. «Serve una task force, serve un commissario ad hoc per queste zone – ha proseguito Cannizzaro – e serviranno ancora più risorse. Ma soprattutto serve una volontà politica seria, concreta, determinata. Quella che questo Governo, questo centrodestra, sta dimostrando».

Non è mancata la proposta concreta: una nuova figura commissariale dedicata a situazioni come quella di Arghillà. «Non possiamo più permettere – ha detto – che il peso di un tale degrado cada solo sulle spalle della Prefettura o dell’amministrazione comunale. Il Governo ha compreso l’urgenza e l’importanza dell’intervento, ora dobbiamo passare alla fase attuativa».

Cannizzaro ha quindi ribadito che Reggio Calabria può e deve diventare un modello positivo: «Non c’è nulla che ci renda inferiori rispetto a realtà come Caivano. Anzi, Arghillà ha tutte le caratteristiche per essere il banco di prova di una rinascita urbana e sociale. Ma servono visione, risorse, e soprattutto coesione istituzionale vera, non prediche da salotto».

Infine, la stoccata politica, con tono garbato ma inequivocabile: «Chi vuole il bene della città lo dimostra con i fatti. Le risorse per Reggio stanno arrivando da questo Governo, da questa maggioranza, da questo centrodestra. Il resto è solo rumore di fondo».

REGGIO – [INTERVISTE] Commissione Parlamentare sulle periferie in Prefettura a Reggio Calabria: focus su Arghillà e comparto 6

Cannizzaro: «Arghillà è nell’agenda nazionale. Servono più fondi, ma soprattutto una governance straordinaria»

Si è svolta questa mattina presso la Prefettura di Reggio Calabria una seduta della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie, presieduta dall’onorevole Alessandro Battilocchio. La missione, che rientra nel tour nazionale nelle città metropolitane, ha avuto come punto focale la drammatica situazione di Arghillà, con un focus particolare sul Comparto 6.

Il lavoro della Commissione – con il coinvolgimento del prefetto Clara Vaccaro, del sindaco Falcomatà, dei vertici delle forze dell’ordine e dell’ATERP Calabria – ha avuto come obiettivo quello di fare luce su un degrado che è ormai sotto gli occhi di tutti. A guidare questo processo è stato Francesco Cannizzaro, vicecapogruppo alla Camera di Forza Italia, promotore dell’interesse nazionale per Arghillà.

Arghillà, una ferita aperta che diventa caso nazionale

A fare da motore a questo importante appuntamento è stato infatti il lavoro instancabile dell’onorevole Francesco Cannizzaro, che già da tempo ha portato Arghillà nelle aule del Parlamento, denunciandone il degrado e sollecitando l’intervento del Governo. Un impegno che ha portato a un primo importante risultato: lo stanziamento di 5 milioni di euro da parte del Ministero dell’Interno, destinati proprio alla riqualificazione del quartiere.

«Arghillà oggi è un tema nazionale – ha dichiarato Cannizzaro – e non può più essere abbandonata a se stessa. Il Governo ha capito l’urgenza, ma da soli non possiamo farcela. Serve una governance forte, serve una task force, serve un commissario ad hoc. Solo così possiamo pensare di replicare un “modello Caivano” anche a Reggio Calabria.»

La sinergia istituzionale come punto di partenza

Il presidente della Commissione Battilocchio ha sottolineato come l’incontro reggino sia stato uno dei più partecipati e sinergici tra le città metropolitane italiane finora visitate. Alla presenza del prefetto Clara Vaccaro, del questore Bruno Megale, dei comandanti delle forze dell’ordine e del sindaco Giuseppe Falcomatà, si è discusso a lungo della spirale di illegalità connessa all’occupazione abusiva degli alloggi, della necessità di riportare legalità, e della recente ordinanza di sgombero del comparto 6, che sarà supportata da una cornice di sicurezza garantita dalla Questura.

«Non possiamo accettare che esistano ancora zone franche nel Paese – ha ribadito Battilocchio – lo Stato deve tornare visibile e presente. E Arghillà ha bisogno di legalità ma anche di continuità e sostenibilità negli interventi. È per questo che seguiamo con grande attenzione anche l’ipotesi di riaprire un presidio fisso di Polizia di Stato nella zona.»

Patto di comunità e presidio sociale: le chiavi per il futuro

Nel corso della riunione si è parlato anche del Patto di Comunità lanciato dalla Prefettura, un’iniziativa dal basso che punta a coinvolgere attivamente cittadini e associazioni per rafforzare il tessuto sociale. Proprio su questo ha insistito anche Andrea De Maria (PD):

«Non basta intervenire sui muri, serve una presenza costante dello Stato, dell’associazionismo, della scuola. Le periferie urbane sono anche periferie sociali, non sempre lontane dal centro storico.»

Anche Antonino Iaria (M5S) ha sottolineato come Arghillà rappresenti un banco di prova nazionale per costruire buone pratiche replicabili in tutta Italia. «Serve coraggio politico, ma anche risorse e capacità di attuazione. Non possiamo più accontentarci di spot.»

Cannizzaro: «Argillà non è da meno di Caivano. Non resti solo un caso di cronaca»

Nel corso della conferenza, Cannizzaro ha voluto marcare con forza la dimensione strategica e simbolica dell’intervento su Arghillà:

«Lo dico con chiarezza: Arghillà non è da meno di Caivano, e merita la stessa attenzione. La zona è diventata un centro di potere per la criminalità organizzata, ma ha anche un potenziale straordinario. È assurdo pensare che a pochi minuti dal centro cittadino ci siano aree ridotte a ghetti sociali. Noi abbiamo un’idea diversa di città: integrata, coesa, e con una vocazione europea. Ma non possiamo accettare che tutto questo si scontri con enclave di degrado strutturale.

La sfida del presente: risorse, governance e responsabilità

Il messaggio uscito dalla Prefettura è chiaro: non bastano più interventi isolati o dichiarazioni d’intenti. Serve una cabina di regia forte, magari con poteri straordinari, per superare l’empasse amministrativa che da decenni affossa ogni tentativo di riscatto. La Commissione tornerà a monitorare lo stato dei lavori, anche attraverso un’interlocuzione costante con il Ministro Piantedosi e gli altri dicasteri coinvolti.

E Reggio, oggi più che mai, chiede fatti. Perché non si può costruire una città moderna e inclusiva senza prima curare le sue ferite più profonde. E Arghillà, oggi, è la più grande di tutte.

INTERVISTA A DE MARIA ANDREA (PD): https://youtu.be/mfEriuLugps

ARGHILLA’ – Alessandro Battilocchio a Reggio Calabria: «Battilocchio: «Arghillà non sia una zona grigia. Lo Stato torni protagonista nelle periferie»»

È con parole chiare e senza ambiguità che il presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie, Alessandro Battilocchio (Forza Italia), ha tracciato il quadro della missione istituzionale in corso a Reggio Calabria. Una due giorni densa, iniziata oggi in Prefettura, con l’obiettivo – ha spiegato – di «ascoltare, vedere da vicino, costruire risposte concrete, a partire da territori come Arghillà, che meritano l’attenzione dello Stato».

Battilocchio ha sottolineato con forza come la Commissione sia a Reggio nell’ambito di un lavoro capillare avviato su tutte le 14 città metropolitane italiane, ma che proprio nel caso reggino vi sia una criticità che assume una rilevanza nazionale: «Arghillà – ha detto – non può più essere una zona grigia della Repubblica. Lo Stato non può e non deve tollerare aree di illegalità permanente. Lì dove manca la legalità, si genera un effetto a catena: occupazioni abusive, criminalità diffusa, sfiducia dei cittadini».

E proprio su Arghillà è stato fatto un focus specifico, anche in riferimento al cosiddetto “Comparto 6”, oggetto di sgomberi e interventi di videosorveglianza. «La spirale di illegalità che nasce dall’assenza di regole va spezzata – ha affermato Battilocchio –. Per questo serve una cornice di sicurezza garantita dalla Questura e una forte sinergia tra Comune, Aterp e forze dell’ordine».

Nel suo intervento, Battilocchio ha apprezzato apertamente «la straordinaria collaborazione istituzionale» riscontrata a Reggio, dove ha evidenziato «una volontà politica comune e trasversale di affrontare il problema». E ha dato risalto anche al “Patto di comunità” promosso dalla Prefettura, definendolo «una buona pratica che parte dal basso, dalla società civile, e che merita di essere sostenuta come modello replicabile».

Ma il punto più fermo è arrivato quando ha richiamato con decisione l’azione dello Stato: «Non esistono e non devono più esistere zone franche nel nostro Paese. L’illegalità diffusa non può essere tollerata. Lo Stato c’è e sarà presente, a partire da realtà come questa».

Un impegno che si tradurrà anche in atti concreti: «Nelle prossime settimane – ha annunciato – il ministro Piantedosi sarà audito dalla Commissione e porremo sul tavolo, tra le priorità, la riapertura del presidio fisso di Polizia a Reggio».

Infine, ha voluto sottolineare la trasformazione del concetto stesso di “periferia”: «Oggi non è solo una questione geografica. Esistono periferie sociali, anche dentro le città, che richiedono la stessa attenzione e le stesse risposte. E Arghillà ne è l’esempio».

Parole nette, quelle di Battilocchio, che segnano un cambio di passo nel racconto e nella gestione delle fragilità urbane. Con un messaggio inequivocabile: lo Stato non volterà lo sguardo altrove.

REGGIO – La Commissione parlamentare di inchiesta sulle periferie in trasferta a Reggio Calabria, Falcomatà: “Occasione importante per far conoscere le nostre realtà, le difficoltà che abbiamo su alcune zone periferiche, evidenziando anche i progetti, le attività condivise e le proposte per superare le situazioni di marginalità”

Nel corso dell’audizione tenutasi in Prefettura il primo Cittadino ha illustrato gli interventi dell’Amministrazione comunale nelle aree più a rischio del territorio cittadino

“Ringrazio il Presidente della commissione Battilocchio e tutti i commissari per la loro presenza in città per l’audizione in Prefettura, ospiti del prefetto Vaccaro. È stata un’occasione importante per far conoscere le nostre realtà, le difficoltà che abbiamo su alcune zone periferiche del nostro territorio, non solo ad Arghillà, ma anche nel quartiere Modena, Ciccarello e nel rione Marconi. Abbiamo avuto modo di raccontare i progetti, le attività condivise con le associazioni, le istituzioni avviati nel corso di questi anni, ma soprattutto abbiamo ragionato su alcune proposte che vengono dalla città, dall’Amministrazione comunale, per uscire definitivamente da quelle situazioni marginalità, fragilità, povertà e ghettizzazione che esistono ancora in questi quartieri. C’è la necessità di ridefinire un perimetro di competenze e responsabilità sulla gestione degli alloggi popolari tra Comune e Aterp regionale e la necessità anche di lavorare per migliorare le risorse in termini di uomini, mezzi e risorse economiche per far fronte a queste situazioni. Occorre che le politiche di investimento che stiamo portando avanti su questi territori, attraverso i Pinqua, i fondi della coesione, i fondi comuni comunitari Pon metro e Pnrr, possano avere efficacia. Queste situazione di ghetto non solo vanno demolite fisicamente e dal punto di vista sociale, ma è tutto il sistema degli alloggi popolari che va riorganizzato, in una forma di distribuzione equa su tutto il territorio comunale e metropolitano, anche al fine di favorire una vera concreta inclusione sociale o un’integrazione”. Così il sindaco metropolitano di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, a margine dell’audizione di oggi, in Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie. La riunione, presieduta dal presidente Alessandro Battilocchio, si è tenuta in Prefettura a Reggio Calabria.

REGGIO – Quasi ultimato anche il tratto aggiuntivo della Gallico Gambarie. In corso le prove di carico sui viadotti

Il sindaco ed il vicesindaco con delega alla viabilità della Città Metropolitana annunciano l’avanzamento decisivo dei lavori sul tratto aggiuntivo che condurrà la strada fino alle porte di Santo Stefano in Aspromonte. Dal mare alla montagna in pochi minuti, passo in avanti fondamentale verso il completamento del cantiere

 

“Sono in fase di ultimazione, le operazioni relative alle prove di carico degli ultimi segmenti della ‘Gallico – Gambarie’, l’arteria stradale che unisce la città con i comuni dell’intera Vallata del Gallico, e attraverso cui, cittadini e utenti, potranno beneficiare di una linea di collegamento veloce, sicura e dall’alto impatto attrattivo, con il mare e la montagna collegati da pochissimi minuti di percorrenza” – è quanto dichiarano il Sindaco Giuseppe Falcomatà e il Vicesindaco con delega alla Viabilità della Città Metropolitana Carmelo Versace.

 

I viadotti ‘Laranghi’ e ‘Soraconi’, impalcati con acciaio Corten, sono entrambi a due campate e misurano circa 90 metri ciascuno. Per le prove di carico, sono stati caricati con più configurazioni, per un totale di 12 camion da 40 tonnellate ciascuno, complessivamente quasi 500mila chilogrammi di carico.

 

Rispetto ai lavori in fase di ultimazione da parte del Settore Viabilità della Città Metropolitana, con il coordinamento del Dirigente Lorenzo Benestare, impresa esecutrice Av, il sindaco Falcomatà ed il suo vice Versace aggiungono: “Il collaudo dei due viadotti, porterà in breve termine alla conclusione dei lavori dell’ultimo tratto di un’infrastruttura strategica, che sta già cambiando il volto della montagna reggina, valorizzandone bellezze paesaggistiche e vocazione turistica, attraverso un intervento infrastrutturale che permetterà di ridurre ulteriormente i tempi di percorrenza dal fondo valle fino alle porte del Comune di Santo Stefano, definendo un tracciato lineare di 600 metri e bypassando dunque la sequenza di curve di un km e 400 metri che accompagnava la strada sino al bivio di Podargoni”.

“Restituiamo definitivamente e completamente alla comunità – aggiungono – un’opera straordinaria, un’infrastruttura veramente importante per il territorio, unica nel suo genere, in grado di congiungere il mare dello Stretto all’Aspromonte, rivoluzionando per sempre il sistema della mobilità sul nostro territorio, ed in particolare quella del comprensorio, sul quale ricadono ben quattro Comuni preaspromontani, che attendevano da decenni una moderna e più accessibile via di comunicazione. Un ringraziamento va rivolto al Settore Viabilità della Città Metropolitana, agli ingegneri, ai tecnici, agli operai. La Gallico Gambarie è un’opera che questo territorio attendeva praticamente da 40 anni. Su di essa si sono concentrati gli sforzi di tante generazioni, per un iter realizzativo che ha coinvolto più enti, più amministratori, più associazioni e soprattutto migliaia di cittadini. A chi ha combattuto, a tutti coloro che hanno contribuito va detto grazie. E soprattutto a chi negli ultimi due anni, è riuscito a caratterizzare quest’opera con una decisiva accelerazione dei lavori che ci consente oggi di annunciare l’ormai imminente completamento dell’infrastruttura”.

ARGHILLA’ – Politiche abitative Arghillà: delocalizzazione, superamento del ghetto e  rigenerazione sociale 

L’ultima seduta della quinta Commissione consiliare (Politiche sociali e della salute, sanità, politiche abitative), presieduta dal consigliere Giovanni Latella, ha registrato l’audizione di alcune organizzazioni sociali che operano ad Arghillà relativamente alla delicata situazione del Comparto 6 del quartiere.

Hanno partecipato, per il Coordinamento di quartiere, il presidente Gianni Votano e la sig.ra Rosa Melidoni; per il Consorzio Ecolandia l’avv. Giuseppe Minniti e per l’associazione “Un mondo di mondi” il presidente Giacomo Marino.

Nell’introdurre i lavori di Commissione il presidente Latella ha rappresentato ai colleghi commissari la delicata situazione di Arghillà nel suo complesso; analizzando le criticità storiche legate, soprattutto, al quartiere-ghetto. A tal proposito ha inserito, tra le priorità, la necessità della delocalizzazione mirata dei vari nuclei su tutto il territorio comunale; tuttavia non come intervento fine a sé. Latella ha infatti ricordato che, attraverso i PINQuA, l’amministrazione sta compiendo un importante sforzo finanziario per interventi di riqualificazione ma che senza una reale politica di azioni mirate sulla qualità sociale, sui servizi e sulle politiche di rigenerazione urbana (a 360 gradi) non si possono raggiungere risultati efficaci e duraturi nel tempo.

Preliminarmente il consigliere Massimo Ripepi ha chiesto sia al presidente Latella che ai referenti delle organizzazioni presenti quale fosse la ragione per cui non fosse stata invitata l’associazione “Noi per Arghillà”; chiedendo se sussistessero delle preclusioni di sorta.

Latella ha spiegato che l’audizione è stata richiesta dai soggetti presenti e che eventuali ulteriori richieste di altri soggetti, portatori di proposte sul tema, sarebbe stata ben accolta. L’avv. Giuseppe Minniti, nel suo intervento, ha risposto a Ripepi confermando che erano lì presenti solo e soltanto organizzazioni sociali che rendono servizi al territorio; in particolare quello di quel quartiere. Nessuna preclusione, quindi, bensì una scelta di creare un coordinamento unitario di organizzazioni sociali che, a vario titolo, rendono servizi al quartiere.

 Dagli interventi registrati è emerso, da parte di ogni soggetto presente, uno spaccato dettagliato e puntuale della situazione generale di Arghillà e del Comparto 6 in particolare.

Le priorità gerarchiche sono state individuate in: censimento coerente ed approfondito di alloggi ed occupanti; delocalizzazione per superamento del ghetto; assegnazioni nel rispetto delle norme; rigenerazione sociale e strutturale.

Sono state chiamate in causa le Istituzioni tutte: ognuna per le proprie specifiche funzioni.

Senza un lavoro interforze ed interistituzionale nessun intervento, è stato parere unanime, risulterà efficace.

Sul Comparto 6, in particolare, si è chiesto di rapportarsi all’ente gestore per capire se sia necessario o meno procedere con la sua demolizione o se vi siano elementi per poter recuperare la struttura e rifunzionalizzarla quale presidio di pubblica utilità per il quartiere.

 Il confronto ha registrato gli interventi anche dei consiglieri Franco Barreca, Giuseppe Marino, Saverio Pazzano e Carmelo Versace.

L’indirizzo politico condiviso è quello di agire immediatamente, in Consiglio comunale, sulle politiche di emergenza abitativa procedendo tanto alla delocalizzazione per il superamento del ghetto, da una parte, che all’individuazione di immobili che possano garantire questo processo dall’altra: a partire dai nuclei fragili che già il Comune sta accompagnando verso questa soluzione.

A tal proposito Rosa Melidoni ha fornito dati rilevanti sul numero di occupanti abusivi “per necessità” o di soggetti che non hanno alcun titolo effettivo ad occupare gli alloggi.

Questo lavoro già prodotto ed utilissimo è stato messo a disposizione dell’Amministrazione.

Le ordinanze di sgombero, da quanto si è avuto modo di apprendere nei confronti istituzionali, non procederanno in modo coatto ed immediato se non dopo un percorso strategico di individuazione di nuovi alloggi (per gli aventi diritto) seguendo proprio il principio della delocalizzazione.

La rigenerazione sociale e non solo quella strutturale devono procedere di pari passo: questo è il pensiero più volte espresso sia dal presidente Giovanni Latella che dai referenti delle organizzazioni sociali audite.

Si è concordato di invitare il Dirigente al Patrimonio ed eventuali altre figure di pertinenza al tema; in modo tale da operare su queste linee in modo concreto con una visione d’insieme attivando un processo sociale che deve accompagnare quello amministrativo.

La questione emergenziale, visti anche i roghi di rifiuti di questi ultimi giorni, è quella della tutela della salute e del rispetto del diritto alla casa.

Il Comune, di concerto con Prefettura ed altre Istituzioni, e le organizzazioni del territorio si stanno impegnando a sviluppare sinergie virtuose e concrete per dare risposte che vadano oltre l’orizzonte dell’emergenza. 

CALABRIA – [INTERVISTE] Co.Re.Com Calabria presenta la IV edizione del Premio per i migliori contenuti contro la povertà educativa

Una sfida culturale affidata al linguaggio dell’informazione. Gli studenti protagonisti nella valutazione dei lavori

È stata presentata questa mattina, nella sede del Consiglio Regionale della Calabria, la quarta edizione del “Premio di qualità per i migliori contenuti comunicativi di contrasto alla povertà educativa”, promosso dal Co.Re.Com Calabria. Una conferenza stampa che ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti del mondo dell’informazione e delle istituzioni, segno tangibile della rilevanza che il tema della povertà educativa continua ad avere sul territorio calabrese.

Il premio, ideato e rilanciato con forza dalla presidenza attuale del Comitato Regionale per le Comunicazioni, si rivolge esclusivamente agli organi di informazione, chiamati a produrre un contenuto video — spot, intervista o clip della durata massima di cinque minuti — capace di affrontare con efficacia, originalità e responsabilità il tema della povertà educativa.

“Siamo stati i primi in Italia – ha dichiarato il presidente del Co.Re.Com Calabria Fulvio Scarpino – ad aver ideato un premio riservato agli organi di informazione su questa tematica, e oggi vogliamo ribadirne l’importanza. L’obiettivo è duplice: accendere un riflettore su un fenomeno delicato e allo stesso tempo dare un riconoscimento concreto al lavoro di chi comunica.”

Il premio, che gode già del plauso a livello nazionale, assume quest’anno un significato ancora più profondo. A scegliere i vincitori, dopo un primo vaglio tecnico da parte di una giuria di esperti, saranno direttamente gli studenti calabresi. Un elemento fortemente voluto dallo stesso Scarpino:

“Diamo la parola proprio a coloro ai quali il messaggio è destinato. I ragazzi saranno chiamati a giudicare i contenuti, rendendoli parte attiva e consapevole del processo educativo.”

Accanto a lui, il vicepresidente del Co.Re.Com Mario Mazza, ha offerto una riflessione ampia sul ruolo che l’informazione ha nel plasmare la coscienza collettiva, soprattutto delle nuove generazioni:

“In Calabria la povertà educativa non è solo legata alla disponibilità di risorse economiche. È anche una questione di linguaggi, di accessibilità ai contenuti e di qualità dell’informazione. I giovani oggi si nutrono di contenuti digitali, spesso senza filtri: serve un’informazione capace di guidare, formare, costruire.”

Mazza ha insistito sull’importanza di responsabilizzare gli operatori dell’informazione e allo stesso tempo rendere i giovani consapevoli del proprio ruolo nella società:

“Gli organi di stampa e le TV devono sentire il peso positivo della loro missione. Questo premio, pur non essendo economicamente ingente, ha un grande valore simbolico: dice chiaramente che l’informazione è chiamata a farsi carico di una nuova etica comunicativa.”

L’iniziativa rientra in una strategia più ampia del Co.Re.Com Calabria che, come anticipato da Scarpino, prevede ulteriori premi tematici, tra cui uno dedicato alle minoranze linguistiche, per il 2025.

Il bando per partecipare è stato pubblicato oggi e rimarrà aperto per 150 giorni, a garanzia di una larga partecipazione e di una produzione qualitativamente significativa.

In un’epoca in cui le disuguaglianze educative si intrecciano con l’emergenza digitale e con la fragilità culturale, il Co.Re.Com Calabria lancia un messaggio chiaro: educare è anche comunicare bene. E l’informazione – quella vera, professionale e consapevole – è un alleato irrinunciabile in questa battaglia.

CONDOFURI E MONTEBELLO JONICO (RC) – Tolleranza zero sui furti di acqua: deferite 3 persone

Con l’arrivo dell’estate e l’aumento della richiesta idrica, i Carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo hanno intensificato i controlli contro i furti d’acqua, un fenomeno che – in tempi di siccità e sprechi – assume contorni ancora più gravi.

E proprio nei giorni scorsi, durante specifici servizi sul territorio, i militari delle Stazioni di Saline di Montebello Jonico e Condofuri San Carlo hanno scoperto tre casi di allacci abusivi alla rete idrica comunale, deferendo all’Autorità Giudiziaria altrettanti soggetti.

A finire sotto la lente dei Carabinieri: due uomini di Condofuri e una donna residente nella frazione Saline del comune di Montebello Jonico. Gli accertamenti hanno fatto emergere come i tre avessero realizzato veri e propri bypass alle condutture pubbliche, utilizzando l’acqua per l’irrigazione di orti, l’allevamento di animali da cortile e persino per alimentare una fontana privata.

Ma il furto d’acqua non è un semplice illecito: in casi come questo, scatta la contestazione del furto aggravato, reato che prevede pene più severe quando la sottrazione riguarda beni destinati a pubblico servizio.

L’azione dei militari ha permesso di interrompere immediatamente l’indebita fruizione e riportare legalità e correttezza nell’utilizzo di una risorsa essenziale e comune.

Questi controlli rientrano in un piano più ampio dell’Arma, volto a contrastare ogni forma di abuso a danno della collettività e a tutelare le risorse pubbliche da usi impropri e personali.

I procedimenti sono attualmente nella fase delle indagini preliminari: si ricorda che, per tutti gli indagati, vige la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

Psicologo scolastico, Princi: “In Calabria progetto strutturato con supporto a 360 gradi per studenti, famiglie e docenti”

“Accolgo con piacere e grande soddisfazione il crescente interesse che sta registrando il progetto pilota dello Psicologo scolastico della Regione Calabria, che abbiamo fortemente voluto con il Presidente Roberto Occhiuto e con l’Ordine degli Psicologi, ad inizio mandato, per promuovere il benessere psicologico dei nostri giovani mediante interventi individuali e di gruppo, con un sostegno qualificato rivolto anche a docenti e famiglie. Alla luce delle numerose sollecitazioni pervenute e notizie spesso fuorvianti, è doveroso, però, ricondurre il dibattito nell’alveo della piena correttezza e completezza informativa, offrendo alcuni necessari chiarimenti”. Lo afferma l’europarlamentare Giusi Princi che, nel ruolo di già vicepresidente, aveva ideato il progetto con il Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e con l’Ordine degli Psicologi e che oggi, inserita nel tavolo socio-sanitario, ne segue l’iter unitamente agli assessori Capponi e Caracciolo.

“È indubbio che, negli anni, molti istituti, calabresi e non – continua Princi -, abbiano sperimentato la presenza dello psicologo a scuola. Tuttavia, si è trattato di singole iniziative, decise a discrezione e con fondi propri delle istituzioni scolastiche e, dunque, prive di un finanziamento organico e di una cornice strutturale come quella che la Regione Calabria ha ora messo in campo. In Italia, soltanto la Regione Piemonte aveva provato a istituire tale figura nelle scuole ma, avendo agito con risorse del bilancio regionale, aveva potuto garantire un finanziamento di soli 600 mila euro, che purtroppo non copriva il fabbisogno della popolazione scolastica. In Calabria abbiamo scelto un percorso diverso per attivare il progetto: non una legge regionale che avrebbe richiesto risorse attinte da un bilancio limitato, con il rischio di non attivazione del percorso, bensì l’utilizzo di risorse comunitarie e per cui, dopo un farraginoso percorso, siamo riusciti ad ottenere il parere favorevole della Commissione europea. È la prima volta – evidenzia – che un simile servizio, grazie ad apposito protocollo con l’Ufficio scolastico regionale, entra stabilmente nell’ordinamento scolastico degli istituti di primo e secondo grado della Regione: 9 milioni di euro, rinnovabili, permetteranno l’assunzione di 43 psicologi che opereranno in 285 scuole calabresi, per un totale di 2.893 classi. In questo primo triennio, il progetto si rivolgerà prioritariamente agli adolescenti, la fascia più fragile, esposta e bisognosa di sostegno adeguato, coinvolgendo quindi le terze classi delle scuole secondarie di primo grado e il primo biennio delle scuole secondarie di secondo grado”.

“Inoltre – prosegue l’eurodeputata -, il progetto coinvolgerà le famiglie a pieno titolo. Gli psicologi, presenti in ogni istituto per una o più volte a settimana, infatti, garantiranno: sportelli di ascolto per gli studenti, al fine di rafforzare la loro autostima e le loro capacità relazionali; supporto al corpo docente, attraverso consulenza e formazione per gli insegnanti nella gestione delle dinamiche di classe; azioni di accompagnamento alle famiglie per aiutarle a individuare tempestivamente eventuali forme di disagio dei loro figli. Un’azione a 360 gradi. Nei mesi di sospensione delle attività didattiche – aggiunge -, gli psicologi saranno in servizio presso le ASP di riferimento, dove saranno disponibili a ricevere famiglie, studenti e docenti che ne faranno richiesta per il tramite dei referenti delle scuole”.

“Per quanto riguarda il reclutamento delle figure professionali – continua Giusi Princi -, si attingerà alle graduatorie regionali aperte per concorsi già espletati. Le risorse sono state già quantificate e ripartite alle ASP in proporzione al numero degli istituti coinvolti in ogni provincia. Inoltre, a garanzia del carattere strutturale dell’intervento, è prevista l’istituzione di un comitato scientifico centrale e di comitati territoriali. Infatti, dopo la presentazione in Cittadella regionale, sono stati programmati con l’USR e con l’Ordine degli psicologi, incontri decentrati per ciascuna provincia, alla presenza di dirigenti scolastici, ASP, referenti alla salute delle singole scuole, famiglie e associazioni”.

“Ringrazio – afferma Princi – tutti coloro che stanno offrendo contributi costruttivi. Da parte nostra, restiamo disponibili ad ascoltare, nei tavoli territoriali, tutte le proposte che aiuteranno a implementare la qualità dell’azione. Con un impegno condiviso e responsabile – evidenzia -, la Calabria ha l’opportunità di rendere questa iniziativa un presidio stabile contro l’emergenza socio-psico-relazionale delle nuove generazioni, restituendo centralità ai nostri ragazzi all’interno di una rinnovata e consapevole alleanza educativa. Infine, è importante ricordare che – aggiunge Giusi Princi – quello dello psicologo scolastico non rappresenta l’unico primato della Calabria: già nei primi anni di mandato regionale, avevamo stanziato 25 milioni di euro per il progetto strutturato ‘Apprendere Insieme’, finalizzato all’attivazione di équipe socio-sanitarie a supporto di tutte le scuole calabresi, per favorire l’individuazione precoce dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (Dislessia, discalculia, disgrafia) con relative azioni di accompagnamento. Una Regione – conclude Giusi Princi – che rende centrale il benessere e lo sviluppo psico-socio-relazionale dei suoi giovani”.