COSENZA – Cold case risolto dopo 32 anni: ergastolo per l’assassino dei coniugi vicentini

Dopo oltre trent’anni, ha finalmente un nome e un volto l’autore del duplice omicidio di Pierangelo Fioretto e Mafalda Begnozzi, uccisi brutalmente a Vicenza il 25 febbraio 1991. Il giudice dell’udienza preliminare, Antonella Crea, ha condannato all’ergastolo Umberto Pietrolungo, 58enne originario di Cetraro (Cosenza), già detenuto per altri reati.

Un cold case lungo tre decenni

Il caso, rimasto irrisolto per oltre tre decenni, ha avuto una svolta solo nel 2023, grazie a un match del DNA. Una traccia biologica isolata nel 2012 sulla scena del crimine — e conservata nei database della polizia scientifica — è stata confrontata con un profilo genetico emerso durante un’indagine su una sparatoria avvenuta in Calabria nel 2022. Il risultato del confronto ha inchiodato Pietrolungo, aprendo finalmente uno spiraglio di verità su un caso finora avvolto nel mistero.

La sentenza

La sentenza è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri, al termine dell’udienza preliminare, e ha accolto in pieno le richieste della Procura di Vicenza. In aula erano presenti il pubblico ministero Hans Roderich Blattner, che ha coordinato la delicata inchiesta condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Vicenza guidata dal vice questore Lorenzo Ortensi, e il procuratore capo Lino Giorgio Bruno, che durante l’udienza precedente aveva ricostruito nel dettaglio l’intera indagine, tra difficoltà investigative e silenzi durati anni.

Nessun movente chiarito

Nonostante la condanna, resta il mistero sul movente del duplice omicidio. Le ragioni dietro l’esecuzione dei coniugi Fioretto-Begnozzi non sono mai state chiarite e rimangono avvolte da un alone di incertezza, rendendo questo caso ancora parzialmente irrisolto sotto il profilo umano.

La difesa: “Pietrolungo va assolto”

Di parere opposto la difesa dell’imputato, rappresentata dagli avvocati Marco Bianco, Giuseppe Bruno e Matilde Greselin, che avevano chiesto l’assoluzione del loro assistito, sostenendo l’assenza di prove solide oltre al profilo genetico.

Tuttavia, per il giudice, il DNA ha parlato chiaro. E oggi, dopo 32 anni di attesa e silenzi, la giustizia ha fatto il suo corso.

Fonte ANSA

CALABRIA – PNRR: Nesci (FdI) “Occupazione al Sud grazie al modello Meloni”

«Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sta dando frutti concreti: l’occupazione nel Sud – certifica l’Istat – ha raggiunto nel secondo trimestre di quest’anno il 50,1%, il livello più alto mai registrato dal 2004. Un risultato storico che dimostra come il Mezzogiorno non sia più fanalino di coda, ma protagonista della ripresa italiana.»
Lo dichiara Denis Nesci, europarlamentare di Fratelli d’Italia, commentando i dati ufficiali.
«Grazie al PNRR – spiega Nesci – il Sud cresce più del Nord: l’impatto sugli occupati è del 65% superiore È la conferma che le risorse europee, se gestite con visione e responsabilità, possono produrre sviluppo e lavoro anche in territori troppo spesso rimasti indietro. E le prospettive sono ancora migliori: secondo i calcoli IFEL, nella fase finale del Piano gli occupati cresceranno dell’1,65% a livello nazionale, ma nel Centro-Sud l’aumento sarà del 2,18%, cioè un’accelerazione del 32% rispetto alla media italiana».
La crescita riguarda anche l’economia: nel 2024 il PIL del Sud è aumentato dello 0,9%, contro lo 0,7% della media nazionale.
«Questi numeri – continua l’europarlamentare di Fratelli d’Italia – certificano la qualità del modello che sin dall’inizio Giorgia Meloni ha applicato alla questione dei fondi europei e che adesso applicheremo a tutti i dossier più complessi: la cabina di regia di Palazzo Chigi sul PNRR e l’impegno di Raffaele Fitto prima e di Tommaso Foti poi stanno portando a risultati importanti, con ricadute tangibili nell’economia reale e nella vita di tutti i giorni dei cittadini. Sono i fatti a parlare – conclude Nesci – e i fatti dicono che il Sud e la Calabria stanno vivendo una stagione di rilancio senza precedenti. Il PNRR e il governo Meloni stanno trasformando le risorse in opportunità, facendo del Mezzogiorno il vero motore del futuro dell’Italia. Dopo anni di improvvisazione, è finalmente arrivato il momento del buon governo».

COSENZA – Scomparsi due bambini, la madre arrestata non rivela dove siano: si teme l’abbandono

È da circa una settimana che non si hanno notizie di due fratellini di 4 e 5 anni, spariti nel nulla nel Cosentino. A lanciare l’allarme non è stata una denuncia, bensì un arresto. I bambini sono stati scoperti irreperibili mercoledì scorso, quando i Carabinieri della Compagnia di Castrovillari si sono presentati all’abitazione della madre, una 28enne di nazionalità romena, per eseguire un ordine di carcerazione.

La donna era destinataria di un provvedimento emesso dalla Corte d’Appello di Catanzaro per una condanna a 6 anni e 6 mesi inflitta in Romania: le accuse riguardano associazione a delinquere finalizzata alla tratta di minori da avviare alla prostituzione.

Nessuna traccia dei bambini, la madre resta in silenzio

All’arrivo dei militari, nell’abitazione c’era solo lei. Nessuna traccia dei due figli, che — secondo quanto riferito — convivevano stabilmente con la madre. Alla richiesta di spiegazioni sul luogo in cui si trovassero i piccoli, la 28enne ha opposto un silenzio ostinato, rifiutandosi categoricamente di fornire qualsiasi dettaglio.

Un atteggiamento che ha portato i Carabinieri a denunciarla per abbandono e sottrazione di minori. Le indagini, ora affidate alla Procura di Castrovillari, proseguono senza sosta con un ampio dispiegamento di forze.

L’ipotesi: affidati a familiari per paura dei servizi sociali

Secondo gli inquirenti, una delle piste più accreditate è che la donna, temendo che i suoi figli potessero essere tolti dalla sua custodia e affidati ai servizi sociali a causa dell’arresto, li abbia lasciati a parenti o conoscenti, forse in tutta fretta. Al momento, tuttavia, non ci sono conferme su questa ipotesi e i piccoli risultano ufficialmente scomparsi.

Dove si cercano i bambini

Le ricerche si concentrano su due aree principali:

  • Il comprensorio del Pollino, con Castrovillari come centro operativo;
  • La zona della Sibaritide, in particolare Corigliano-Rossano, dove la donna ha vissuto in passato.

Ogni ora che passa aumenta la preoccupazione, mentre i carabinieri e la magistratura continuano a lavorare nel massimo riserbo per rintracciare i due fratellini e assicurarsi che siano in salvo.


Fonte ANSA

SCUOLA –  Richiesta di apertura di un confronto con l’USR Calabria sul concorso PNRR 2 per garantire trasparenza, correttezza e uniformità nelle graduatorie a tutela dei docenti e degli studenti

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) segue con attenzione le vicende legate alle graduatorie del concorso PNRR 2 in Calabria, recentemente segnalate dal docente e giornalista Bruno Palermo.

La situazione, che riguarda centinaia di insegnanti inseriti nelle graduatorie finali del concorso per le scuole secondarie, richiede chiarezza e dialogo tra tutte le parti coinvolte, per garantire equità e uniformità nell’applicazione delle norme.

Al centro della discussione vi è l’attribuzione di 12,5 punti da parte dell’Ufficio scolastico regionale della Calabria a candidati che, secondo la normativa vigente (decreto ministeriale n. 255/2023 e allegato B del decreto n. 205/2023), non ne avrebbero diritto.

Il CNDDU ritiene importante che ogni possibile discrepanza venga chiarita tempestivamente, nell’interesse dei docenti e degli studenti, che meritano punti di riferimento certi e regolari.

Le graduatorie rappresentano uno strumento essenziale per la programmazione delle scuole e per la regolare progressione della carriera dei docenti. Eventuali dubbi vanno affrontati con dialogo e trasparenza, evitando incertezze che possano incidere sulla vita scolastica.

Le parole di Palermo descrivono con sensibilità le difficoltà vissute da alcuni docenti: “Non so se insegnerò, nonostante potenzialmente avrei vinto un concorso… Intanto i miei alunni mi strappano sempre il cuore, la parte più bella della scuola”.

Il CNDDU invita pertanto l’USR Calabria ad aprire un confronto costruttivo con le organizzazioni sindacali e i docenti coinvolti, per verificare le graduatorie e chiarire eventuali incongruenze, garantendo procedure trasparenti e uniformi.

È fondamentale che la scuola calabrese inizi l’anno scolastico con serenità e fiducia nelle istituzioni, assicurando ai docenti e agli studenti la continuità educativa necessaria.

Un dialogo aperto tra docenti, sindacati e USR può rafforzare la trasparenza e prevenire possibili fraintendimenti, dimostrando attenzione concreta alle professionalità e ai percorsi di carriera dei docenti.

Il CNDDU ribadisce che la tutela dei diritti dei docenti è strettamente legata alla qualità dell’istruzione e al rispetto delle regole comuni, principio fondamentale per il sistema scolastico nazionale.

Chiediamo quindi un impegno collaborativo da parte dell’USR Calabria per garantire chiarezza e uniformità nell’applicazione delle graduatorie, a beneficio di tutti i soggetti coinvolti.

Il CNDDU continuerà a seguire la vicenda con attenzione, pronto a sostenere iniziative finalizzate a promuovere correttezza, trasparenza e collaborazione.

Solo un approccio equilibrato e costruttivo può assicurare equità, fiducia e continuità educativa, elementi fondamentali per il futuro della scuola e dei nostri studenti.

prof. Romano Pesavento

presidente CNDDU

CALABRIA – Lettera aperta delle associazioni ai candidati alle regionali: “Per il diritto alla casa serve una contro-riforma dell’ATERP”

Di seguito pubblichiamo la lettera aperta delle associazioni:

Gli Enti dell’Osservatorio sul disagio abitativo chiedono ai tre candidati alla Presidenza della Regione Calabria e ai candidati al Consiglio Regionale di prevedere nel loro programma l’approvazione di una legge di nuova riforma dell’Azienda Territoriale di Edilizia Residenziale ( Aterp) per rilanciare  la politica degli alloggi popolari e garantire il diritto alla casa.

Diritto che da anni nella Regione si sta cancellando.

La negazione del  diritto alla casa riguarda circa il 30% delle famiglie calabresi ed incide profondamente nella vita di questi nuclei familiari, perché senza un alloggio adeguato una famiglia con un reddito basso non può accedere ai diritti fondamentali come la salute, l’istruzione, il lavoro e la piena inclusione sociale .

Pertanto il diritto all’alloggio adeguato dovrebbe essere uno dei temi principali di ogni programma politico e non semplicemente un generico richiamo a margine di argomenti generali.  

Le donne e gli uomini che si candidano  al governo della Regione  dovrebbero sapere che l’Aterp Calabria,  l’Ente pubblico più grande (con un patrimonio di circa 38.000 alloggi ) che dovrebbe garantire il diritto fondamentale all’alloggio adeguato ,versa in gravissime condizioni strutturali  che  costituiscono  una precisa scelta politica e che vengono  nascoste. Come l’Aterp  anche i Comuni stanno progressivamente cancellando la politica degli alloggi popolari.

Nell’ audizione con la  Commissione Parlamentare Periferie di giugno scorso la Commissaria straordinaria  dell’Aterp Calabria, Avvocatessa Grazia Maria Carmela Iannini, in merito al caos esistente  negli  alloggi dell’Azienda che si trovano nel Comune di  Reggio Calabria ha puntato il dito contro il Comune nascondendo  le responsabilità  dell’Azienda . Dopo l’Audizione la Commissaria Iannini  pubblicando un resoconto sul  suo mandato   ha definito   l’Aterp Calabria  un “modello nazionale di buona gestione”, mentre è un modello del tutto fallimentare.

Il caos degli alloggi  dell’Aterp Calabria è un fatto strutturale che da anni  si registra  sistematicamente in tutta la Regione e non solo nel Comune di Reggio Calabria . La responsabilità del caos è principalmente dell’Aterp Calabria, perché è una diretta conseguenza della struttura centralizzata  dell’Azienda che è stata voluta dalla politica sia di centro destra che di centro sinistra per cancellare progressivamente la politica degli alloggi popolari.

In Italia l’Aterp è l’unica Azienda regionale di edilizia residenziale centralizzata, che  attraverso una riforma devastante (la Legge regionale 24/2013 art. 7 ha costituito l’Aterp regionale accorpando le Aterp provinciali, la D.G.R. nr 66/2016 ha approvato lo Statuto dell’Aterp Calabria, il DPGR n. 99 del 9 maggio 2016 ha istituito l’ Aterp Calabria ),  ha assorbito dal 2016  le singole Aziende regionali che operavano sui cinque territori provinciali. Essendo diventata un’Azienda centralizzata e quindi lontana dai territori il provvedimento conseguente è stato quello di  dimezzare il  personale . In queste condizioni l’Azienda  non riesce a gestire il suo patrimonio e quindi ad  offrire i servizi  Erp necessari. Difatti un servizio può funzionare solo se  il suo centro  decisionale è localizzato sul  territorio da gestire e se ha il personale necessario per farlo. Il taglio del personale Aterp è continuato anche nella fase delle assunzioni di nuovi funzionari operato in altri settori della Regione a dimostrazione che la forte riduzione di personale è  una scelta strutturale legata alla regionalizzazione dell’Azienda ed  alla cancellazione della  politica  degli alloggi.

Il “fallimento” di questo modello di Azienda per il diritto alla casa viene abilmente nascosto  nelle dichiarazioni pubbliche ma è  ammesso  in alcuni  documenti ufficiali dell’ Ente.  Forse perché sono documenti che quasi nessuno legge. Difatti, la stessa  Commissaria straordinaria Iannini , che osanna il modello dell’Azienda,  nella sua relazione che accompagna  il Bilancio di previsione 2024- 2026 dell’Ente ha dichiarato  :   E’ emersa, immediatamente, la gravissima carenza di risorse umane tanto negli Uffici centralizzati nella Cittadella regionale quanto in tutti gli Uffici distrettuali; a fronte della previsione della dotazione organica di n. 245 unità previste, alla data del 20 novembre 2023 sono state registrate soltanto n. 107 unità in servizio con una carenza di organico pari al 56,33%. Questa condizione compromette l’attività dell’Azienda di garantire i servizi essenziali, le manutenzioni ordinarie e straordinarie sugli immobili di edilizia residenziale pubbliche di proprietà, fare fronte alle attività ordinarie, di dare esecuzione all’attuazione di interventi finanziati tanto dallo Stato quanto dalla Regione Calabria della quale l’Azienda è ente “ausiliario della Regione in materia di edilizia residenziale pubblica ai sensi e per gli effetti dell’art. 7, comma 1, della legge regione 16 maggio 2013 n. 24.

Questa  stessa dichiarazione è stata rilasciata dalla Commissaria nella relazione al  Bilancio Consuntivo 2023 di Aterp Calabria.

La grave mancanza di personale e la distanza dai territori  ha portato l’Azienda a non effettuare la gestione del patrimonio  degli alloggi  con le verifiche sulla permanenza dei requisiti degli assegnatari ,  il turn-ove, la manutenzione straordinaria e l’implementazione del patrimonio degli alloggi .

Il poco personale ancora in forza nell’Azienda viene impegnato soprattutto per la vendita degli alloggi .  Ma la sola vendita degli alloggi senza alcuna nuova acquisizione  ha avviato la progressiva  e costante diminuzione del patrimonio  e quindi l’inesorabile dismissione della politica degli  alloggi popolari.

La pessima riforma  dell’Aterp ha  causato anche  un “degrado” interno dell’Azienda . I fatti avvenuti negli ultimi due anni hanno mostrato in modo netto questo  aspetto allarmante. Il 14 febbraio 2024 un’indagine della Procura di Reggio Calabria denominata “Case Popolari” ha scoperto il coinvolgimento di funzionari di Aterp Calabria e del Comune di Reggio Calabria nel “mercato illegale degli alloggi”. Dieci  mesi dopo, il 20  dicembre 2024, un’indagine della Procura  di Catanzaro denominata “Sistema Aterp” ha scoperto lo stesso coinvolgimento di funzionari dell’Aterp Calabria e del Comune di Catanzaro sempre nel  “mercato illegale degli alloggi”. L’1 settembre 2025 la Procura della Repubblica di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio di 22 funzionari Aterp del Distretto di Catanzaro  nel “Sistema Aterp”.

Per far rinascere la politica degli alloggi di Edilizia residenziale pubblica in Calabria garantendo il diritto alla casa chiediamo che i candidati alle prossime regionali  si impegnino  nell’approvazione di una legge regionale che ricostituisca le Aterp provinciali  e  garantisca  il personale necessario per consentire alle Aterp l’espletamento della gestione.

Aspettiamo fiduciosi una risposta da parte dei candidati anche per un possibile confronto diretto sulla questione .

 

Reggio Calabria, 16/09/2025

Un Mondo Di Mondi

Reggio Non Tace

Società dei Territorialisti Onlus

Centro Sociale ” A. Cartella

A.N.C.A.D.I.C.         

CALABRIA – Succurro replica a Tridico: “Metta in tasca le manette. M5S ha montato un caso inesistente”

“Il Movimento 5 Stelle sta montando un caso inesistente, come al suo solito – afferma Rosaria Succurro, presidente della Provincia di Cosenza – accusandomi di voto di scambio senza che io abbia chiesto un solo voto, come l’audio incriminato conferma”. “L’accusa dell’ex presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, e di alcuni esponenti locali dei 5 Stelle è ridicola e – aggiunge Succurro – insultante. Da settimane vanno in giro per la Calabria a promettere 500 euro al mese a destra e a manca, e attaccano me? Pazzesco. Tridico metta in tasca le manette e stia sereno”. “La Regione, con il governo Occhiuto, ha affrontato sin dal 2021 – ricorda Succurro – la vertenza Tis, un bacino ereditato di precari con circa 3.800 tirocinanti di inclusione sociale. In questi 4 anni sono state stabilizzate 2.700 persone, ne restano fuori 1.100, ed è stata già espressa da mesi, ben prima dell’indizione di nuove elezioni, la volontà della Regione di assumere tutti, per mettere fine una volta per tutte ad una brutta storia di precariato e di instabilità”. “Noi andiamo avanti a testa alta – conclude Succurro – e non ci lasciamo intimorire da alcuno”

REGGIO – Anche il GOM aderisce alla settimana di sensibilizzazione per la donazione del midollo osseo

In occasione della Giornata Mondiale della donazione del midollo osseo, il Registro Regionale e Centro Donatori, con sede presso l’U.O.S.D. di Tipizzazione Tissutale del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, aderisce come ogni anno alla campagna di sensibilizzazione per la donazione del midollo osseo, “Match It Now”, al fianco delle associazioni AIL e ADMO.

La settimana di sensibilizzazione, che prende avvio in contemporanea con la “Marrow Donor World Day”,  va dal 20 al 27 settembre. La Campagna, promossa da Ministero della Salute, Centro Nazionale Trapianti, Centro Nazionale Sangue e Registro IBMDR, ha l’obiettivo di favorire la cultura della donazione e invitare i giovani tra i 18 e i 35 anni di età ad iscriversi al Registro Italiano Donatori Midollo Osseo (IBMDR), con unica sede per la regione Calabria presso il GOM.

 

Ecco il programma delle iniziative:

Venerdì 26 Settembre, dalle ore 8:30 alle ore 17:00

Open-day presso Centro Donatori.

Domenica 28 Settembre – “Lungomare Italo Falcomatà”, nei pressi del Lido Comunale, in occasione della Fitwalk dell’AIL – ovvero la camminata solidale non competitiva nata per celebrare la Giornata Mondiale della Leucemia Mieloide Cronica e organizzata per raccogliere fondi a sostegno dell’Associazione in favore della Ricerca e dell’assistenza ai pazienti con tumori del sangue e ai loro familiari – il Centro Donatori sarà presente con il suo personale, insieme all’associazione di volontari ADMO, per dare informazioni in merito all’iscrizione al Registro Italiano Donatori Midollo Osseo.

 

Il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria condivide l’iniziativa ricordando che quando si parla di donazione di midollo osseo e cellule staminali emopoietiche, la compatibilità è talmente rara da rendere essenziale il contributo di tutti i potenziali donatori.

Di seguito alcune informazioni utili su come diventare donatore.

Dai 18 ai 35 anni è possibile iscriversi al registro IBMDR:

Contatti U.O.S.D. Tipizzazione Tissutale:

Segreteria: 0965 393205

E-mail: laboratorio.hla@ospedalerc.it

Per saperne di più sulle attività del G.O.M., visita il sito https://www.gomrc.it / e scarica l’App GOM RC.

Apertura tra storia e Bellezza per il Reggio Calabria FilmFest

Apertura in grande stile per il Reggio Calabria FilmFest, RCFF – Festival dello Stretto 2025. La diciannovesima edizione della kermesse si è avviata ieri con una prima giornata di appuntamenti ricchi di cultura, storia e bellezza: la storia della città di Reggio, della Calabria tutta e dei suoi personaggi di ieri e di oggi. A riconferma dell’universalità di un linguaggio, quello del Cinema, potente, coinvolgente e in continuo mutamento.

Entra dunque nel vivo il Festival promosso dall’Associazione E20 e sostenuto dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria, che lo ha appena istituzionalizzato, dalla Fondazione Calabria Film Commission nell’ambito del progetto “Bella come il cinema” e dal Ministero della Cultura.

Tanti gli ospiti illustri presenti alla serata inaugurale, che ha visto la proiezione, in Piazza De Nava, allestita con il canonico red carpet e la suggestiva facciata del MArRC illuminata dalla proiezione gigante dell’immagine ufficiale del Festival, del Documentario interamente prodotto dal RCFF e dedicato alla figura di un reggino illustre e forse non molto noto, Giuseppe De Nava: “Un nome, una rinascita, una città. Giuseppe De Nava” di Thomas Castiello.

 Un’anteprima che si sposa perfettamente con il claim “Bellezza eterna, identità viva” a cui si ispira questa edizione della manifestazione, dedicata a una straordinaria diva reggina degli anni ’50, Gianna Maria Canale, e che si dispiega per questi sei intesi giorni nei luoghi più iconici della città: il MArRC Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, la Biblioteca Villetta Pietro De Nava, Piazza Giuseppe De Nava e il Cine-teatro Odeon.

Per i saluti di apertura, presenti il Direttore artistico Gianlorenzo Franzì e il Direttore generale Michele Geria, il Delegato allo sport e al turismo della città metropolitana di Reggio Calabria, Giovanni Latella in rappresentanza dell’Amministrazione comunale.

A condurre l’interessante talk che ha anticipato e seguito la proiezione del documentario, la giornalista Manuela Iatì.

Ospite centrale, al salotto di Piazza De Nava, il Presidente di Calabria Film Commission, Anton Giulio Grande, che ha sottolineato l’importanza dei Festival che celebrano la settima arte che «ha il potere di emozionare e rendere eterno» il racconto. Soffermandosi poi sul RCFF, che «ha finalmente trovato lo spazio che merita: quale migliore location per sposare cinema, cultura, arte, archeologia, filosofia e bellezza di questa?», in un anniversario importante, il diciannovesimo, che segna il «consolidato prestigio dell’evento, che sosteniamo da quattro anni, all’interno del bando “Bella come il Cinema”, con il quale stiamo vicini a tutti gli operatori e appassionati del cinema, come il Direttore Generale del RCFF Michele Geria e il nuovo direttore artistico Gianlorenzo Franzì, che vogliono creare appuntamenti come questi, creando anche un indotto economico non indifferente sul territorio». D’altronde l’impegno dell’Ente che Grande dirige sta riuscendo a creare una nuova narrazione della stessa Calabria, che è un «set naturale, una scenografia naturale bellissima che non ha bisogno di infrastrutture per creare la scena. Basti pensare a Reggio, raccontata da intellettuali e scrittori eccellenti, da Pavese a Pasolini, Alvaro, Strati e raccontata anche nel cinema. La Calabria tutta può e deve attingere dal suo passato e dalla sua bellezza per scrivere una nuova pagina». Tanto che, proprio in questi anni, le produzioni cinematografiche made in Calabria si sono moltiplicate e, come ha ricordato il Presidente di Film Commission, stanno conquistando sempre più premi prestigiosi e sono apprezzate a livello anche internazionale. «L’ultimo, in ordine di tempo, è il regista americano Francis Ford Coppola, che proprio nei giorni scorsi è stato in Calabria per una serie di sopralluoghi tra Reggio, Vibo, Lamezia, Cosenza, per gettare le basi di un nuovo film che vorrebbe girare proprio sui nostri territori».

Tra gli altri, intervenuti anche la Direttrice della Biblioteca comunale “Pietro De Nava” – sede di alcuni appuntamenti del Festival – Daniela Neri, che ha rimarcato la valenza del RCFF 2025 come un’occasione per far conoscere il patrimonio culturale della città e, in rappresentanza dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, il professore Daniele Cananzi, il quale ha voluto sottolineare la valenza del Cinema per l’Ateneo reggino, nel quale è oggetto di studio di una materia del corso di Giurisprudenza, e ha messo in evidenza «l’ambizione di manutenere la Bellezza» da parte del mondo accademico reggino, che mai come adesso è impegnato a essere presente sul territorio.

La serata inaugurale è stata preceduta, nel pomeriggio, proprio alla Biblioteca Villetta De Nava, dall’apertura della sezione Un libro per il Cinema, con il primo appuntamento con il regista e presidente della Cineteca della Calabria, Eugenio Attanasio e il suo volume “Il cinematografico Corrado Alvaro”. Attanasio – che ha inteso donare una copia del libro alla Biblioteca comunale e al Direttore generale Geria – si è detto «lieto di inaugurare il Festival con la presentazione del suo libro, per far scoprire aspetti poco noti del grandissimo Alvaro». L’interessante dialogo con il Direttore artistico Gianlorenzo Franzì – alla presenza, tra gli altri, della Direttrice Neri e del Presidente dell’Anassilaos Stefano Iorfida – ha sviscerato le tematiche dell’opera che racconta il rapporto contradditorio del grande intellettuale di San Luca con il Cinema, il quale, durante il suo percorso artistico, ha prodotto circa trenta cineromanzi tra il 1936 e il 1950, collaborando con i più importanti registi del tempo.

Oggi, dunque, via alle proiezioni, con un programma che riserva belle sorprese: si parte alle ore 18.00 con il primo gruppo di cortometraggi in concorso (16 finalisti su 122 partecipanti) al Millennial Movie, al Cine-teatro Odeon, e del primo lungometraggio in concorso al Bergamotto d’Argento, l’anteprima mondiale di Jack & Lou: una storia d’amore tra gangster, che racconta la storia di una donna durante l’era del proibizionismo americano.

Alle 21.00, poi, appuntamento a Piazza De Nava, con il red carpet e il primo talk con i produttori del film, Maria Sara Santoro e Max Pearce.

A seguire un altro talk con il regista Giulio Donato e gli attori Francesco Grillo e Simone Iorgi, che introdurranno la seconda proiezione del Concorso Bergamotto d’Argento, ovvero il loro film Labirinti.

Full immersion nel Cinema eterno e vivo, dunque, per questa seconda intensa giornata di proiezioni ed eventi del Reggio Calabria FilmFest, che metteranno in risalto voci e volti nuovi della scena nazionale e internazionale.

 

Programma dettagliato su www.reggiofilmfest.it e sui canali social del Festival

Instagram: @reggiofilmfest

Facebook: Reggio FilmFest

COSENZA – Bianca Rende: «Autismo, una sfida di diritti e dignità che deve tornare al centro dell’agenda politica»

Il disturbo dello spettro autistico è una sfida di diritti, civiltà e dignità che deve diventare una priorità politica e sociale. Una sfida da affrontare con urgenza e continuità. Lo ha ribadito Bianca Rende dopo l’incontro con le famiglie dell’Angsa – Associazione nazionale genitori persone con autismo di Cosenza, la presidente della sezione di Cosenza Katia Spadafora e la professoressa Angela Costabile

«Il disturbo dello spettro autistico richiede risposte strutturali e non soluzioni emergenziali – ha dichiarato –. Oggi una diagnosi riguarda un bambino ogni 77 nati, Eppure, nonostante normative e linee guida esistenti, i diritti fondamentali delle persone con autismo e delle loro famiglie non sono ancora pienamente garantiti».

Rende, che accogliendo l’invito di Pasquale Tridico ha annunciato la sua candidatura come capolista della Lista del Presidente nella circoscrizione Nord, ha posto l’accento su alcune criticità ormai croniche: carenza di strutture idonee, migrazione sanitaria, mancanza di presa in carico globale e multidisciplinare, difficoltà nell’inclusione scolastica e assenza di servizi specializzati per adulti.

«La persona con disturbo dello spettro autistico rischia di restare invisibile alle istituzioni – ha aggiunto – e i genitori, soprattutto quando i figli diventano adulti, vivono nell’angoscia di non poter garantire loro un futuro dignitoso e autonomo. Il tema del “Dopo di Noi” è oggi il più urgente».

Tra le proposte concrete, Rende ha indicato il potenziamento delle neuropsichiatrie infantili, la creazione di unità complesse ospedaliere, l’avvio di ambulatori di transizione per adolescenti, percorsi dedicati nei pronto soccorso attraverso i progetti DAMA, l’attivazione dei progetti di vita individuali previsti dalla legge 328/2000 e dal decreto 62/2024 e la piena applicazione della legge 112/2016 sul “Dopo di Noi”.

«Ho visto con i miei occhi quanto questo tema sia stato trascurato negli ultimi anni. Per questo, se sarò eletta consigliere regionale, mi impegnerò fin da subito per riportarlo al centro dell’agenda politica», ha concluso Bianca Rende.

SCILLA – Carmen Santagati (Scilla Mediterranea): “Inaccettabile l’assenza degli assistenti educativi. Il Comune intervenga subito”

«Anche quest’anno, a Scilla, l’anno scolastico non è iniziato nello stesso modo per tutti. La mancata nomina degli assistenti educativi da parte del Comune rappresenta una grave violazione del diritto all’istruzione per gli studenti con disabilità» – è la denuncia di Carmen Santagati, capogruppo di Scilla Mediterranea al Consiglio Comunale.

«È inaccettabile – prosegue Santagati – che bambini e ragazzi con disabilità vengano esclusi, nei fatti, dai primi giorni di scuola. Senza assistenza educativa, non possono partecipare pienamente alle lezioni, e ciò significa lasciare indietro proprio chi più ha bisogno di supporto. Un’Amministrazione comunale che ignora queste esigenze non solo disattende i propri doveri, ma tradisce i principi fondamentali di equità e inclusione».

Il ritardo nell’assegnazione delle figure educative di sostegno non è un problema nuovo, ma «una ferita aperta che si ripresenta ogni anno, puntualmente, nella totale assenza di programmazione da parte dell’Ente. Eppure – sottolinea la consigliera – i fondi destinati a questo servizio esistono: sono risorse statali, regionali e comunali, che devono essere utilizzate tempestivamente, con responsabilità e trasparenza. Il Comune di Scilla non può continuare a nascondersi dietro la burocrazia».

La mancanza degli assistenti educativi non ha soltanto conseguenze scolastiche, ma ricade anche sulle famiglie: «Riceviamo ogni giorno segnalazioni da genitori esasperati, che si sentono abbandonati dalle istituzioni. Alcuni sono costretti a rinunciare al lavoro per accudire i figli, altri si trovano a lottare per ottenere ciò che dovrebbe essere garantito per legge. È una situazione che umilia le famiglie e nega ai bambini la possibilità di sentirsi parte di una comunità scolastica».

Santagati lancia un appello all’Amministrazione comunale: «Chiediamo che il Comune provveda immediatamente a colmare questa gravissima mancanza. Va data priorità assoluta alla nomina degli assistenti educativi, assicurando la continuità del servizio per tutto l’anno scolastico. Inoltre – aggiunge – chiediamo che vengano chiarite le modalità di selezione, rese pubbliche le graduatorie, e garantita la piena trasparenza sull’utilizzo dei fondi».

«L’inclusione scolastica – conclude – non è una gentile concessione, è un diritto costituzionale. Non possono esserci alunni di serie A e alunni di serie B. Esistono solo bambini, con pari dignità e pari diritti. Il Comune ha il dovere morale e istituzionale di garantire che tutti possano iniziare la scuola insieme, senza ritardi, senza ostacoli, senza discriminazioni. Questa battaglia non è solo delle famiglie coinvolte: riguarda tutta la nostra comunità».