CATANZARO – ‘Ndrangheta, concluse le indagini dell’inchiesta “Artemis”: 81 gli indagati, tra loro anche un candidato alle Regionali

La Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a 81 persone nell’ambito dell’inchiesta “Artemis”, avviata nel novembre 2024 e incentrata sulle attività illecite della cosca Cracolici, attiva tra Cortale, Lamezia Terme e Girifalco.

Tra gli indagati figura anche un candidato alle elezioni regionali del 5 e 6 ottobre: si tratta di Vincenzo Fulvio Attisani, 65 anni, candidato con l’Udc nella circoscrizione centro. Per lui l’accusa è di falsa testimonianza aggravata dal metodo mafioso.

Secondo la ricostruzione della Dda, Attisani avrebbe concordato con il presunto boss Domenico Cracolici un’azione finalizzata a pilotare le testimonianze di due coindagati, Mariagrazia Bertuca e Andrea Molea, inducendoli a rendere dichiarazioni mendaci in un processo per traffico di stupefacenti.

L’inchiesta ha evidenziato come la cosca Cracolici abbia approfittato del vuoto di potere lasciato dal clan Anello in seguito all’operazione “Imponimento” del 2023, prendendo il controllo di ampie aree e infiltrandosi in vari settori del territorio.

L’indagine conferma ancora una volta la capacità delle consorterie criminali di riorganizzarsi e rigenerarsi anche dopo duri colpi giudiziari, mantenendo forti legami con settori della società e, secondo gli inquirenti, anche con ambienti della politica.

Fonte ANSA

REGGIO – Danilo Emo (Onda Orange): “Il Miramare non si svende: Reggio ha bisogno di visione, non di scorciatoie”

L’Hotel Miramare è ufficialmente in vendita. Il Comune ha pubblicato il bando per l’alienazione dello storico immobile sul Lungomare con una base d’asta di circa 13,9 milioni di euro. È una cifra importante ma ciò che è in gioco è molto di più del valore economico di un edificio. Si tratta di una scelta che riguarda il futuro di Reggio Calabria. Il bilancio comunale 2025 ammonta a 709 milioni di euro, con un disavanzo ridotto a 191 milioni rispetto agli oltre 400 milioni del 2020. Sono numeri che raccontano uno sforzo di risanamento e una volontà di riportare la città in equilibrio ma vendere un bene come il Miramare appare come una scorciatoia che può tamponare i conti solo per un breve periodo, privando la comunità di una risorsa unica.

Il Miramare, peraltro, non è l’unico bene a essere messo all’asta. Fra i beni in vendita figura anche Il Girasole, altro pezzo di patrimonio pubblico mai davvero entrato in funzione. Questa sequenza di alienazioni sembra raccontare una gestione che non ha mai avuto una linea politica chiara sul destino dei propri immobili. Negli anni si è oscillato tra momenti di grande orgoglio, quando questi beni venivano presentati come simboli di rinascita e di riscatto cittadino, e momenti come questo, in cui diventano semplicemente voci di entrata per alleggerire il bilancio o addirittura emergenze nel momento in cui si è palesata l’evidente incapacità di gestirli.

Il Miramare, in particolare, era stato per un tratto della storia amministrativa recente indicato come un vanto per la città, il segnale che Reggio poteva recuperare i suoi spazi migliori e restituirli ai cittadini. È diventato poi caso giudiziario e oggi sembra solo un peso di cui liberarsi. Questa scelta racconta molto di ciò che è mancato in questi anni: lungimiranza e coraggio nelle proprie scelte. Lungimiranza nel capire che un bene pubblico, se gestito con intelligenza, non è una spesa da tagliare ma una risorsa che può generare valore e reddito nel tempo, offrendo benefici continui e coraggio di portare avanti le proprie scelte politiche, se davvero lo erano, perseverando con coerenza e senza cedere a soluzioni semplici.

Studi di economia urbana, da David Harvey a Elinor Ostrom, mostrano come la dismissione dei beni comuni porti spesso a un sollievo immediato per i bilanci pubblici, ma a un impoverimento strutturale a lungo termine. L’economista Mariana Mazzucato ricorda che le città non devono essere semplici amministratrici passive del proprio patrimonio, ma creatrici di valore. In quest’ottica, il Miramare e Il Girasole potrebbero diventare poli per attività culturali, turistiche e congressuali, capaci di generare reddito e attrattività per tutta la città.

La vera sfida non è vendere ma rigenerare e gestire. La strada potrebbe passare per concessioni a lungo termine, partenariati pubblico-privati con vincoli stringenti di valorizzazione, progetti culturali e turistici che trasformino questi spazi in motori di sviluppo, e forme di gestione partecipata che coinvolgano cittadini e operatori del territorio.

Vendere i beni pubblici è una scelta di breve respiro. Tenerli, rigenerarli e metterli a frutto è un atto di visione e di fiducia nella capacità di Reggio Calabria di crescere e produrre valore per i suoi abitanti. Il patrimonio comunale non è un peso, è un’opportunità. E un’opportunità non si vende, si costruisce.

PONTE SULLO STRETTO – Lettera dell’Ue all’Italia: Ciucci rassicura, “normale dialettica tra istituzioni”

Arriva da Bruxelles una comunicazione ufficiale sul Ponte sullo Stretto. La Commissione Europea ha inviato una nota al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per richiedere approfondimenti in merito all’impatto ambientale della grande opera. La lettera – che rientra nelle normali procedure di confronto tra Stato e Unione Europea – è stata interpretata da alcuni ambienti politici come una nuova “bacchettata” al governo italiano.

Ma l’Amministratore Delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, minimizza e chiarisce:

“Si tratta della normale e prevista dialettica tra lo Stato italiano e la Commissione Europea. È un sintomo di un virtuoso dialogo istituzionale e, soprattutto, conferma la rilevanza strategica dell’opera, che si inserisce nel più importante corridoio europeo nord-sud”.

Le dichiarazioni di Ciucci rispondono alle accuse mosse da Angelo Bonelli, esponente di Alleanza Verdi-Sinistra.

“Poche ore fa – ha dichiarato Bonelli – l’Ue ha trasmesso una nuova lettera di chiarimenti riguardo al Ponte sullo Stretto, relativa ai vincoli ambientali. Ne era arrivata un’altra anche nei giorni scorsi, in risposta a una mia richiesta sugli appalti”.

Bonelli ha poi attaccato frontalmente il governo:

“Il Ministro Salvini aveva gridato vittoria, ma oggi chiedo a Giorgia Meloni: come si può approvare una delibera al CIPESS sapendo che ci sono questioni aperte con l’Europa sui vincoli ambientali?”.

Dalla società Stretto di Messina, però, arriva una linea chiara: nessun allarme, il progetto segue le fasi previste e l’interlocuzione con Bruxelles – già attivata anche in sede di finanziamento – prosegue regolarmente.

Fonte ANSA

REGGIO – Funghi, non solo una passione: a Reggio Calabria corso per medici e operatori sulla prevenzione delle intossicazioni micotossiche

In un’epoca in cui la natura è sempre più vissuta come evasione, è fondamentale non dimenticare le sue insidie. La micotossicologia non è materia “di nicchia”, ma un tema di salute pubblica, da affrontare con rigore, competenza e prevenzione. L’incontro odierno all’Auditorium dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Reggio Calabria, “Nuove e Classiche Sindromi da Funghi – Procedura diagnostico-terapeutica”, interessante corso di aggiornamento in Micotossicologia, è stato un passo importante in questa direzione.

L’evento ha rappresentato, infatti, un’importante occasione formativa per medici, biologi, micologi e operatori sanitari, in un periodo dell’anno in cui la raccolta e il consumo di funghi aumenta, così come i rischi legati alle intossicazioni.

“Questo appuntamento è stato pianificato con attenzione, perché sentiamo l’urgenza di formare il personale sanitario in vista dell’inizio della stagione micologica. Non è solo una questione clinica, ma anche di sicurezza pubblica e ambientale – ha spiegato il segretario dell’Ordine e dirigente medico UOC Terapia Intensiva e Anestesia Gom Marco Tescione che fa un appello alla responsabilità collettiva -. Dobbiamo cambiare mentalità e far capire che andare per funghi non è un passatempo innocuo, ma richiede conoscenza, rispetto per l’ambiente e per la propria salute”.

Tra i protagonisti della giornata, il dottor Francesco Benedetto, presidente dell’Associazione Micologica Ambientale e Culturale Reggina, già primo micologo dell’ASL reggina negli anni ’80 e la dottoressa Rosa Tomasello, direttore scientifico della Scuola per Micologi, con una lunga esperienza nel campo della prevenzione delle intossicazioni fungine. A guidare le sessioni moderando l’intenso incontro i dottori Antonino Zema, Marco Tescione e Sebastiano Macheda.

“Reggio Calabria non ha mai avuto una vera cultura micologica – ha affermato il dottor Benedetto –. Siamo una città di mare, con poca tradizione montana, ma negli ultimi anni stiamo assistendo a una vera e propria ‘moda’ della raccolta dei funghi, spesso improvvisata e senza alcuna preparazione. Una situazione che diventa particolarmente allarmante in Calabria, unica regione italiana dove è possibile ottenere il permesso di raccolta semplicemente pagando una tassa, senza obbligo di formazione o certificazione. E’ necessario pertanto, fare una legge regionale che regolamenti la possibilità di raccogliere funghi. Abbiamo assistito a numerosi episodi di intossicazione, anche gravi – continua Benedetto – eppure mancano controlli e cultura. Spesso, i funghi vengono trasportati in buste di plastica, che ne accelerano la decomposizione, provocando un doppio danno: all’ambiente e alla salute”.

Il presidente dell’associazione ha denunciato inoltre l’assenza di controlli nei mercati, dove i funghi vengono venduti senza tracciabilità e senza certificazione dell’ASL, in violazione delle normative nazionali.

La dottoressa Rosa Tomasello ha sottolineato l’importanza di una diffusione culturale della micologia, sin dalla giovane età: “Conoscere i funghi significa apprezzarli per le loro qualità nutritive e gustarli in sicurezza. Le intossicazioni non riguardano solo i funghi velenosi: anche funghi commestibili, se mal conservati o cotti in modo errato, possono causare disturbi importanti”.

Un messaggio chiaro anche per la classe medica, spesso impreparata a riconoscere i sintomi delle sindromi micotossiche: “Abbiamo bisogno – ha puntualizzato Tomasello – che medici di base e personale sanitario siano in grado di riconoscere e gestire le intossicazioni, molte delle quali possono essere trattate ambulatorialmente, evitando il sovraccarico degli ospedali“.

A ribadire il rispetto delle regole e una conoscenza in materia è il dirigente sanitario, il dottor esperto di micologia Sebastiano Machedadirettore UOC terapia intensiva e anestesia GOM che ha evidenziato come il corso si inserisca in un contesto di crescente necessità formativa.

“Ogni anno – ha ricordato Macheda – registriamo casi anche mortali di intossicazione da Amanita phalloides, un fungo velenosissimo. Intervenire precocemente può fare la differenza tra la vita e la morte, fino a casi in cui è stato necessario un trapianto di fegato”.

L’auspicio dei promotori è che questo tipo di iniziative non restino isolate ma diventino parte integrante della formazione continua, non solo per i medici ma anche per la cittadinanza, attraverso scuole, campagne di sensibilizzazione e collaborazioni istituzionali.

MESSINA – Nuova aggressione al Pronto Soccorso del Policlinico: infermiera ferita da un uomo

Ancora un episodio di violenza al Pronto Soccorso del Policlinico “G. Martino” di Messina. Intorno alle 20:30 di ieri sera, un uomo in evidente stato di agitazione ha fatto irruzione all’interno della struttura, approfittando dell’apertura della camera calda per l’arrivo di un’ambulanza in codice rosso.

L’uomo, che si è introdotto con una bicicletta, ha subito lanciato il mezzo contro il personale di vigilanza e ha iniziato a inveire contro i sanitari. In preda al delirio, si è poi impossessato di un’asta reggi-flebo, lanciandola e colpendo un monitor multiparametrico.

Durante la colluttazione, un’infermiera è stata ferita al gomito, riportando un trauma contusivo con una prognosi di 5 giorni. Il personale sanitario ha agito prontamente mettendo in sicurezza i pazienti presenti nell’area triage e attivando le bodycam in dotazione, che hanno registrato l’intera scena da diverse angolazioni.

L’uomo è stato bloccato e fermato dalla Polizia, giunta sul posto in pochi minuti.

Sull’accaduto è intervenuto anche il direttore generale dell’AOU “G. Martino”, Giorgio Giulio Santonocito, che ha dichiarato:

“Da oggi nessuna aggressione potrà restare impunita. Esprimo la mia piena solidarietà all’infermiera coinvolta e a tutto il personale in servizio. Le bodycam si stanno dimostrando strumenti essenziali per garantire trasparenza e sicurezza e saranno utili alle autorità giudiziarie per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.”

Si tratta dell’ennesimo episodio di violenza ai danni di operatori sanitari, a conferma di un fenomeno purtroppo sempre più diffuso e preoccupante.

CALABRIA – Forza Italia, continuano le adesioni: Il consigliere mangeruca si unisce al team azzurro

Ancora un altro ingresso nella grande squadra di Forza Italia Calabria: si tratta di un consigliere comunale di Scilla (RC), che ha deciso di entrare ufficialmente in azzurro. È Giuseppe MANGERUCA, da anni impegnato nel sociale e in politica. Non nuovo alla politica territoriale, nonostante la giovane età, Mangeruca è anche presidente di un’associazione culturale presente sul territorio scillese, ALGio (Associazione Liberi Giovani). Da consigliere di opposizione nel Comune dove è stato eletto si sta molto battendo a difesa delle aree interne e per la loro valorizzazione.

“Aderire a Forza Italia è come entrare in una grande famiglia – dichiara Mangeruca – una famiglia che ha degli ideali ben precisi e degli obiettivi ben definiti, che riesce a dare anche all’esterno una visione chiara di quello che il progetto per la Calabria e come realizzarlo. Forza Italia non si improvvisa, non muta il proprio modus operandi in base al periodo o agli appuntamenti elettorali: Forza Italia c’è sempre. E questo credo sia il valore aggiunto di questo gruppo. Merito di due instancabili leader, che rispondono al nome di Francesco Cannizzaro e Roberto Occhiuto. Vogliamo dare loro la forza del territorio, quella necessaria a portare avanti il cambiamento.”

“Un caloroso benvenuto in squadra a Giuseppe – commenta il Segretario regionale, Francesco Cannizzaro – siamo felici che a sceglierci siano anche e soprattutto i giovani. Non di meno, abbiamo necessità che sposino il nostro progetto amministratori appartenenti ad ogni angolo di Calabria, anche il più piccolo o difficile da raggiungere… perché, come dico sempre, il cambiamento vero e duraturo dipende da ogni centimetro di questa splendida regione. Scilla è una realtà dal potenziale smisurato, ma che va coltivato e messo a frutto al meglio. Siamo certi che l’impegno del Consigliere Mangeruca sul territorio sarà in questa direzione, portando alti i valori di Forza Italia.”

REGGIO – “Tutto a posto”, girato a Reggio con il contributo della Calabria Film Commission in onda lunedì 22 settembre in prima serata su Rai 1.

Regia di Giorgio Romano. Nel Cast Michele Di Mauro, Michele Eburnea, Giulia Fazzini, Susy Del Giudice, Mariana Lancellotti e Antonio Gerardi

Lunedì 22 settembre arriva in prima serata su Rai 1 Tutto a posto, il nuovo film TV della collana Purché finisca bene, diretto da Giorgio Romano, autore del soggetto del film insieme a Maurizio Careddu Cristiana Farina, che firmano anche la sceneggiatura.

Ambientato e girato a Reggio Calabria, il film racconta l’incontro tra Francesco (Michele Di Mauro), un professore di letteratura classica non vedente a seguito di una malattia, e Sasà (Michele Eburnea), un giovane, imprevedibile e spumeggiante vagabondo che vive di espedienti. Il loro rapporto nasce in modo inaspettato e dà vita a una curiosa convivenza che si trasforma in un percorso di crescita reciproca, fatto di ironia, conflitti e nuove scoperte. Accanto a loro, Anna (Giulia Fazzini), una floral designer che sogna di creare una rara colorazione di rosa; Angela (Susy Del Giudice), la portiera innamorata dei grandi classici e del burbero professore; Gloria (Mariana Lancellotti), affascinata da Sasà e dalla sua personalità imprevedibile, e Sante (Antonio Gerardi), il proprietario di un vivaio pronto a inseguire il suo sogno di libertà.

Tutto a posto è un racconto di amicizia e rinascita, una commedia sentimentale che affronta con leggerezza e profondità i temi della solitudine, dell’ascolto e della capacità di aprirsi agli altri e di amare. “Tutto a posto” è anche un modo di dire che lascia intravedere una filosofia di vita. Un’affermazione spesso sbrigativa dietro la quale si possono nascondere molteplici verità. Un invito all’ascolto per coglierne il reale significato.

Tutto a posto è prodotto da Pepito Produzioni, in collaborazione con Rai Fiction, con il sostegno del MiC-Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo e con il contributo della Fondazione Calabria Film Commission.