REGGIO – Charlie Kirk crocifisso dall’odio, mentre gli “ultra cristiani-cattolici” di Palazzo San Giorgio si “lavano le mani”…

“Allora vi consegneranno ai supplizi e vi uccideranno, e sarete odiati da tutti i popoli a causa del mio nome”.
(Matteo 24, 9)

C’è un silenzio, a volte, che fa più rumore di mille parole. È il silenzio dei cristiani che tacciono quando dovrebbero testimoniare, che chinano il capo di fronte alla logica del potere, che preferiscono la prudenza alla verità, la fedeltà al partito alla fedeltà al Vangelo.

È il silenzio che ha dominato la scena nell’aula del Consiglio Comunale di Reggio Calabria, quando è stata negata la richiesta di un minuto di silenzio per Charlie Kirk, giovane attivista conservatore americano, assassinato a sangue freddo durante un comizio universitario per il solo fatto di portare idee scomode ma non violente, valori cristiani, parole di amore e libertà.

A farne richiesta era stato il consigliere Massimo Ripepi. A rifiutarlo, l’intera maggioranza. Ma a far più male è stato il silenzio di chi in quell’aula si professa cristiano.

I nuovi Ponzio Pilato della politica reggina

Gesù Cristo fu ucciso ma non rinnegò la sua fede. Ponzio Pilato si lavò le mani.

Quanto è scomodo dire la verità? Tanto. Può essere pericoloso.
Ma la dicono solo coloro che ci credono veramente. Altrimenti perché correre rischi!?

Così si è consumato oggi a Palazzo Alvaro un teatrino che ben ci ricorda Ponzio Pilato: colui che si lavò le mani dinanzi all’ingiustizia; che perferì tacere anziché dare l’esempio. Così è stato per Carmelo Romeo, Giuseppe Marino, Nancy Iachino. Cristiani e cattolici dichiarati, osservanti, in alcuni casi ultracattolici. Nessuno di loro ha mosso un dito, nessuno ha alzato la voce, nessuno ha difeso il proprio fratello in Cristo. Si sono lavati le mani.

Charlie Kirk era un cristiano. Uno vero. Non uno di quelli che ne parla soltanto, ma uno che viveva il Vangelo nelle piazze, nei campus, nei dibattiti, sfidando con amore e fermezza le idee avverse. Non imponeva, non odiava, non rispondeva mai con la violenza, ma si esponeva. Sempre. In uno scontro democratico fatto di parole, non di armi.
Si può essere d’accordo come no: ma la libertà è bella proprio perché è fatta così!

Eppure, oggi, lui è stato ucciso. E mentre alcuni della sinistra internazionale hanno persino applaudito la sua morte, la sinistra reggina ha taciuto. E peggio ancora, i cristiani al suo interno.
Seppur nel male, almeno a livello nazionale la sinistra si è esposta. A Reggio? Ignavi!

Dove sono i cristiani veri?

La morte di Charlie Kirk non è stata solo un omicidio. È stata una crocifissione ideologica. Come per Gesù, ucciso da un potere che non sopportava la verità, oggi un giovane attivista cristiano è stato eliminato perché dava fastidio, perché rappresentava un messaggio di speranza che rompeva la narrazione dominante.

E allora ci chiediamo: dove sono i cristiani veri? Quelli che, come insegna la Lettera di Giacomo, dimostrano la fede con le opere?

«Tu hai la fede, e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le tue opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede»
(Giacomo 2,18)

Qui non si tratta di condividere tutte le idee politiche di Charlie Kirk. Nessuno è chiamato a sposarne ogni posizione o battaglia. Kirk era un essere umano, e come tale avrà detto cose giuste e sbagliate, avrà avuto ragione e torto. Ma ciò che non si può negare è che il suo fondamento cristiano era evidente, costante, presente. La sua fede non era uno slogan, era vita vissuta. E anche quando le sue idee potevano apparire divisive, restavano idee. Opinioni. Parole. Mai armi.

Oggi quei consiglieri si sono nascosti dietro il cerimoniale, dietro il protocollo, dietro l’ipocrisia politica. Ma il Vangelo non ammette maschere. Il Vangelo non tollera la codardia spirituale. La fede cristiana chiama a testimoniare, sempre, anche (soprattutto) quando è scomodo.

Falcomatà prigioniero dell’ideologia

Il Sindaco Giuseppe Falcomatà, prigioniero delle sue ideologie, ha scelto di ignorare il dolore. Non solo per motivi politici, ma per puro calcolo ideologico. E così tutta la sua maggioranza.

Ma quando l’ideologia supera l’umanità, quando si nega il ricordo di un uomo ucciso solo perché “di destra”, allora non si è più nel campo democratico. Si è scivolati altrove.

In fondo, non è così che iniziano i totalitarismi? Quando si decide chi merita di essere ricordato e chi no, chi ha diritto a vivere e chi può essere eliminato nel silenzio?

E stride ancora di più, se pensiamo che lo stesso Sindaco non manca mai una processione religiosa, si commuove dinanzi all’ultimo cero votivo, ostenta rispetto per le tradizioni sacre del popolo calabrese, ma poi nega un minuto di silenzio per un cristiano assassinato per la sua fede. Eppure, la fede non è un gesto da esibire in pubblico per raccogliere consensi. La fede è scelta, coerenza, coraggio. È vita sul campo, non foto in prima fila.

L’interesse politico è nemico della fede

Oggi, in un mondo sempre più ferito, rotto, violento, la politica dovrebbe essere rifugio, guida, coscienza pubblica. Invece, diventa strumento per soffocare il dissenso, per zittire il ricordo, per calpestare la memoria.

Charlie Kirk ha pagato con la vita la coerenza tra la sua fede e la sua testimonianza. Chi, oggi, lo ha tradito pagherà con la propria coscienza la viltà del silenzio.

Perché come ha detto Gesù Cristo:

“Per il dilagare dell’iniquità, l’amore di molti si raffredderà. Ma chi persevererà sino alla fine, sarà salvato.”
(Matteo 24,12-13)

E allora, che ognuno si interroghi: siamo tra quelli che tacciono o tra quelli che perseverano?
Almeno, abbiate il coraggio delle vostre scelte.

GIORNALISTA
SARA MANCINI

REGGIO – Charlie Kirk e George Floyd, due pesi e due misure: la sinistra che predica inclusione e semina odio. E le giustificazioni di Enzo Marra diventano solo una foglia di fico

Nel 2020, il Parlamento Europeo si fermava in silenzio per commemorare George Floyd, ucciso brutalmente negli Stati Uniti. Un gesto forte, accompagnato da parole altisonanti contro l’odio, il razzismo e ogni forma di discriminazione. Quel minuto di silenzio divenne un simbolo della lotta per i diritti, un momento di unità trasversale che travalicò confini e ideologie.

Oggi, solo quattro anni dopo, la stessa politica che si stracciava le vesti per condannare la discriminazione razziale, nega un minuto di silenzio per Charlie Kirk, giovane attivista conservatore americano, ucciso con un colpo d’arma da fuoco alla gola durante un evento pubblico universitario. Il motivo del rifiuto? Le sue idee politiche.

Sì, avete capito bene. In Consiglio comunale a Reggio Calabria, su richiesta del consigliere Massimo Ripepi, è stato negato un minuto di silenzio in memoria di Charlie Kirk. Non perché non fosse stato ucciso. Non perché non fosse un evento tragico. Ma perché era di destra.

A tentare di chiudere la polemica, oggi arriva il comunicato del Presidente del Consiglio comunale Enzo Marra, che prova a giustificare la scelta con il rischio di “strumentalizzazioni politiche”. Ma a ben vedere, la vera strumentalizzazione è quella ideologica e faziosa, in cui si cade quando si divide la morte in morti “commemorabili” e morti “non degne di ricordo”.


Il comunicato di Enzo Marra: una toppa peggiore dello strappo

“Pur riconoscendo la gravità e l’efferatezza dell’omicidio di Charlie Kirk, con l’aggravante di considerare il fatto come un attentato alla libertà di pensiero, che questa amministrazione considera sacra ed inviolabile, si è ritenuto di non concedere un minuto di silenzio, per quanto concerne avvenimenti americani – seppur impattanti nel contesto internazionale – i cui risvolti sono stati già ampiamente strumentalizzati sotto l’aspetto politico anche in Italia.”

“Si è, pertanto, adottato un parametro di valutazione non dissimile rispetto a quello adottato tre anni fa, in occasione della morte di cinque persone per l’assalto al Campidoglio Capitol Hill a Washington, o più recentemente, quando una deputata del Partito Democratico del Minnesota, insieme a suo marito, anch’egli politico democratico, furono uccisi per motivi politici. Ebbene, pur nella consapevolezza della drammaticità di quegli eventi, non si ritenne opportuno avanzare alcuna richiesta di ‘minuto di silenzio’ per le ragioni testé evidenziate, ossia per evitare il rischio di facili strumentalizzazioni.”

“Questa presidenza – conclude – nel ribadire la ferma condanna di ogni forma di violenza fisica e/o verbale, senza distinzione alcuna di orientamenti politici, sociali, culturali e sessuali, si augura che la polemica odierna possa ritenersi definitivamente chiusa.”


Una realtà che sfugge di mano

Ma come si può chiudere una polemica che tocca il cuore stesso del rispetto umano e istituzionale? Marra prova a fare da pompiere, ma le sue parole rivelano la vera natura del gesto: una discriminazione in piena regola, avallata da un pregiudizio ideologico.

Charlie Kirk, cristiano, conservatore, difensore dei valori della famiglia e della libertà religiosa, non è stato ricordato nonostante sia morto per le sue idee. Lo hanno fatto a pezzi in un campus universitario – il luogo dove il pensiero dovrebbe essere libero – e a Reggio Calabria si è deciso che non meritasse nemmeno trenta secondi di silenzio.

Perché? Forse perché non rientra nel pensiero “politicamente corretto” che la sinistra promuove a giorni alterni? Perché è conservatore, bianco, cristiano? Perché difendeva la vita, la fede e la patria?


Iperbole di ipocrisia

Nel 2020 si gridava contro l’odio e la discriminazione, oggi si pratica la discriminazione silenziosa contro chi non appartiene al “campo giusto”. Si nega un tributo minimo, simbolico, umano. E lo si fa dietro il paravento della “strumentalizzazione”.

Ma che differenza c’è tra George Floyd e Charlie Kirk?
Due uomini. Due morti tragiche. Due volti dell’odio.
Ma solo uno, per questa sinistra, è degno di essere ricordato.

Se non è ipocrisia questa, allora cos’è? Se non è discriminazione politica, allora cos’è?


Una politica senza anima

In tutto questo, la sinistra reggina si dimostra ancora una volta lontana anni luce dai valori di cui si riempie la bocca: uguaglianza, rispetto, inclusione. Quelli che predica nelle piazze ma che nega nei fatti.

E allora sì, l’appello del consigliere Ripepi è più che legittimo: dove sono i cristiani della maggioranza? Dove sono Carmelo Romeo, Giuseppe Marino, Nancy Iachino, che ogni giorno parlano di Vangelo, di principi, di giustizia? Perché tacciono di fronte alla morte di un cristiano conservatore?


Ritorno al fascismo? O qualcosa di peggio?

Oggi, più che di fascismo, stiamo parlando di qualcosa di più subdolo e pericoloso: una crudeltà ideologica che seleziona chi è degno di rispetto e chi no, che divide le vittime in “utili” e “scomode”, e che trasforma la morte in una questione di convenienza politica.

Siamo sul filo del rasoio. E la Sinistra, se non cambia rotta, diventerà essa stessa promotrice dell’odio che finge di combattere.

Charlie Kirk è stato ucciso. Il suo nome è stato silenziato. Ma l’ipocrisia è viva più che mai, e a Reggio Calabria oggi ne abbiamo avuto l’ennesima, indecorosa dimostrazione.

REGGIO – Massimo Ripepi: “Il Consiglio Comunale, sotto il diktat del PD, rifiuta un minuto di silenzio per Charlie Kirk: vergognoso tradimento dei valori cristiani.”

Durante la seduta odierna del Consiglio Comunale di Reggio Calabria, il Consigliere Comunale Massimo Ripepi, ha chiesto un minuto di silenzio per onorare la memoria di Charlie Kirk, giovane attivista cristiano brutalmente assassinato da un ragazzo comunista che aveva inciso le parole “Bella Ciao” sulla pallottola che lo ha ucciso. Una vita spezzata a causa della fede in Gesù Cristo e dell’impegno instancabile nella diffusione dei modelli cristiani e sociali tra i giovani universitari statunitensi.

Secondo Ripepi, si trattava di “un gesto semplice, umano e cristiano per ricordare una vita spezzata per la fede in Gesù Cristo”. Tuttavia, il Presidente del Consiglio, Vincenzo Marra, ha scelto di non rispondere subito, preferendo dare la parola al capogruppo del Partito Democratico, Giuseppe Marino, il quale ha chiesto dieci minuti di sospensione per aderire allo sciopero generale indetto oggi in tutta Italia in sostegno a Gaza.

“È stato un trucco da politicanti consumati – denuncia Ripepi – una scusa per guadagnare tempo e ricevere indicazioni dal Sindaco e dalla segreteria nazionale del PD. Dopo questo teatrino, il Presidente, consultatosi presumibilmente con i vertici del partito, ha rifiutato di concedere il minuto di silenzio, adducendo motivazioni che provo vergogna persino a riferire”.

Per il Consigliere Ripepi si tratta di “una vergogna assoluta, la dimostrazione di un Consiglio Comunale schiavo dei diktat ideologici e delle convenienze di partito, incapace perfino di un atto minimo di pietà e rispetto verso un giovane martire della fede cristiana”.

Il Consigliere ha poi rimarcato come non fosse sempre d’accordo con tutte le posizioni di Kirk, ma di condividerne “la base e il fondamento: la fede nell’unico e vero Dio, Gesù Cristo, Salvatore dell’uomo devastato dal peccato. Charlie Kirk combatteva le ideologie anticristiane, i modelli comunisti e globalisti che vogliono cancellare la fede dal cuore dei popoli. È la stessa battaglia che porto avanti io in Italia con tutti i veri cristiani, dove l’anticristianesimo cresce ogni giorno di più”.

Ripepi ha quindi rivolto un appello diretto ai Consiglieri che si professano cristiani e cattolici: “Chiedo a Giuseppe Marino, a Nancy Iachino e a Carmelo Romeo: dov’era oggi la vostra coscienza cristiana? Dov’era la coerenza con i valori che dichiarate di difendere? Non si può servire due padroni: o si resta fedeli a Cristo, oppure ci si piega alle convenienze di partito”.

Il Consigliere ha sottolineato come la vicenda rappresenti “il segno tangibile dello scontro epocale tra due visioni del mondo: da una parte quella conservatrice e cristiana, che difende la vita, la libertà e la verità; dall’altra quella comunista e globalista, che continua a perseguitare i credenti, a calpestare i valori e a imporre un pensiero unico anticristiano”.

“Non ho dubbi da che parte stare – conclude Ripepi – continuerò a combattere, fino alla fine, per gli stessi ideali per cui ha dato la vita mio fratello nella fede, Charlie Kirk. Egli è un martire della fede cristiana. Sono certo che oggi è alla presenza del Signore Gesù Cristo come un eroe del Suo Regno glorioso, e che la sua ricompensa nei cieli è grandissima. Gloria a Gesù Cristo per sempre!”.

Ufficio stampa

Falcomatà: “Mai abbassare la guardia su simboli che possono rappresentare riscatto, rinascita e ripartenza”

Il sindaco metropolitano di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, a Campo Calabro ha partecipato all’inaugurazione di nuovi uffici comunali, all’interno di un immobile confiscato alla criminalità.

“Ringrazio il sindaco di Campo Calabro, Sandro Repaci, per il gradito invito rivoltomi per questa cerimonia dal forte valore simbolico e sociale. Sul tema dei beni confiscati non bisogna mai abbassare la guardia e l’attenzione”. Il sindaco metropolitano di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, anche nella qualità di delegato Anci nazionale, ha partecipato a Campo Calabro all’inaugurazione dei nuovi locali del Comune che ospiteranno i servizi demografici, protocollo e servizio sociale. Si tratta di un immobile confiscato alla criminalità organizzata ed assegnato al Comune, successivamente ristrutturato e reso operativo a supporto della cittadinanza. “Ringrazio il sindaco di Campo Calabro, Sandro Repaci, per il gradito invito rivoltomi per questa cerimonia dal forte valore simbolico e sociale. Sul tema dei beni confiscati non bisogna mai abbassare la guardia e l’attenzione. E’ una prerogativa che abbiamo sempre tenuto in forte considerazione da quando ci siamo insediati”. Così il sindaco Giuseppe Falcomatà che ha aggiunto: “Il nostro territorio metropolitano è quello con il più alto numero di beni confiscati alla ndrangheta.   L’obiettivo che ci siamo posti, fin da subito, è stato quello di trasformare questo record negativo in un record positivo, inteso come Ente che ha assegnato il maggior numero di beni confiscati per una loro rinascita e un loro riutilizzo, sociale, sportivo, commerciale, in questo caso per finalità istituzionali. A Campo Calabro aggiungiamo un altro piccolo tassello, una ulteriore buona notizia da comunicare non solo ai cittadini ma a tutta l’area metropolitana reggina”.
“La comunità di Campo Calabro, grazie anche alla saggia guida del sindaco Sandro Repaci – ha evidenziato il primo cittadino metropolitano – si sta distinguendo per la riaffermazione culturale dei temi della legalità, della trasparenza e della necessità di camminare su sentieri di riaffermazione della forza delle Istituzioni dello Stato, rispetto alla ndrangheta. Anche questo risultato acquisito va esattamente nella giusta direzione, ricordando spesso la figura dei suoi figli migliori, come nel caso del giudice Antonino Scopelliti”. “Purtroppo ancora oggi – ha ricordato Falcomatà – assistiamo a una scarsa consapevolezza dell’importanza che i Comuni acquisiscano i beni confiscati al patrimonio per poi destinarli a nuove attività, da un lato, perché il percorso per acquisire i finanziamenti è tortuoso, dall’altro lato perché ancora purtroppo sul piano della cultura della legalità bisogna fare molti passi in avanti. Questa rappresenta certamente la sfida più ambiziosa e la comunità di Campo Calabro – ha concluso – la sta affrontando con impegno e serietà”.

REGGIO – Cateno De Luca a Reggio Calabria loda Occhiuto: “Sta cambiando davvero la Calabria, ha tutta la mia stima”

Mattinata politica a Reggio Calabria, dove si è tenuta la conferenza stampa del movimento “Sud chiama Nord” dal titolo “Le ragioni di una scelta”. Presente il leader del movimento e sindaco di Taormina Cateno De Luca, che ha annunciato ufficialmente il sostegno al presidente uscente Roberto Occhiuto, ricandidato alle elezioni regionali del 5 e 6 ottobre.

De Luca: “Un’alleanza strategica per il Mezzogiorno”

“Il nostro appoggio a Roberto Occhiuto – ha dichiarato De Luca – nasce da una profonda stima personale e politica. È un uomo del fare, che sta dimostrando con i fatti di voler davvero cambiare la Calabria. Ha avuto il coraggio di restare, di metterci la faccia, di governare e di prendersi responsabilità. Non è una scelta ideologica, ma amministrativa e pragmatica”.

Con Sud chiama Nord pronto a sostenere Occhiuto anche in Calabria, De Luca ha parlato di “una coalizione strategica per rafforzare il centrodestra in tutto il Meridione, valorizzando sindaci e amministratori che hanno dimostrato competenza e concretezza”.

Occhiuto: “Sanità, ora basta con le macerie lasciate dal PD e da Conte”

Durante l’incontro, Occhiuto ha ripercorso il lavoro fatto negli ultimi anni soprattutto sul fronte della sanità: “Abbiamo ereditato un sistema sanitario devastato – ha detto – frutto dei disastri dei commissari nominati dal governo Conte e dal Partito Democratico. Ricordiamo tutti Cotticelli che non conosceva il piano Covid, o Zuccatelli che dava lezioni surreali sul contagio, fino a Longo, una persona rispettabile ma senza competenze specifiche”.

“Con la mia giunta – ha aggiunto – abbiamo avviato una vera ricostruzione. Oggi siamo in dirittura d’arrivo per l’uscita dal commissariamento, che sarà realtà già nelle prossime settimane. Un traguardo storico per la Calabria”.

Occhiuto ha definito l’alleanza con Sud chiama Nord “una scommessa vincente per il futuro del centrodestra. In Sicilia questo movimento ha già dimostrato forza e radicamento. In Calabria possiamo replicare quel modello virtuoso”.

REGGIO – Sdegno in Consiglio Comunale: negato il minuto di silenzio per Charlie Kirk. Ripepi: “Gravissimo, ucciso per le sue idee politiche”

Tensione e polemiche in Consiglio Comunale a Reggio Calabria, dove questa mattina è stata clamorosamente respinta la richiesta di osservare un minuto di silenzio in memoria di Charlie Kirk, giovane attivista conservatore statunitense, ucciso nei giorni scorsi con un colpo d’arma da fuoco alla gola durante un comizio universitario nello Utah.

A presentare la richiesta in apertura di seduta è stato il consigliere comunale Massimo Ripepi, che ha voluto ricordare il tragico episodio e lanciare un appello alla riflessione, sottolineando come l’uccisione di Kirk rappresenti un attentato alla libertà di pensiero e di espressione politica, valori che dovrebbero essere universali e trasversali a ogni appartenenza ideologica.

Ma alla proposta di Ripepi non è seguita alcuna risposta immediata. Anzi, poco dopo è intervenuto il consigliere Giuseppe Marino, che ha chiesto di sospendere i lavori del Consiglio per dieci minuti in occasione dello sciopero generale nazionale in solidarietà con il popolo palestinese. Una pausa che, secondo Ripepi, avrebbe dovuto rappresentare il tempo necessario per riflettere e assumere una decisione formale sulla sua proposta. Così, però, non è stato.

Il rientro in aula e la decisione del Presidente Marra

Alla ripresa della seduta, il Presidente del Consiglio Vincenzo Marra ha comunicato ufficialmente il rifiuto della richiesta, motivandola con una frase che ha suscitato non poca indignazione: “Kirk non era un uomo delle istituzioni”. Una motivazione ritenuta inaccettabile e incoerente da Ripepi, soprattutto alla luce di numerosi precedenti in cui il Consiglio Comunale ha osservato minuti di silenzio anche per figure non istituzionali, compresi artisti, esponenti della società civile e vittime di gravi tragedie.

Ripepi: “Scelta vergognosa e ideologica”

Durissimo il commento del consigliere Massimo Ripepi:

“Un atto gravissimo, che dimostra l’ipocrisia di chi a parole si dice difensore della libertà e della legalità, ma nei fatti seleziona chi merita rispetto in base alla sua ideologia. Kirk è stato assassinato per le sue idee. Negare un minuto di silenzio è una violenza morale che offende anche il Consiglio stesso.”

Ripepi ha denunciato quella che considera una deriva ideologica della sinistra, colpevole – a suo avviso – di usare due pesi e due misure nel rispetto dei valori democratici.

“Chiedono rispetto per tutti solo quando conviene. E questo diventa un pericoloso modo di giustificare la violenza dietro un’ideologia. Io sono contro ogni forma di violenza e manifestazione dell’odio, a prescindere dal pensiero politico che una persona può avere. E la libertà di pensiero va garantita in America così come in Italia. Che modello stiamo insegnando oggi ai nostri giovani? Quello che è successo oggi è incommentabile.”, ha aggiunto.

La “confessione” in Aula

A rendere ancora più rovente il clima in aula è stato un passaggio dell’intervento dello stesso Marino, che – secondo Ripepi – avrebbe ammesso chiaramente che la decisione è stata presa per via delle idee politiche di Kirk, ritenute “non condivisibili”. Un’uscita che, se confermata, metterebbe in seria discussione la neutralità e l’equilibrio istituzionale dell’Assemblea.

La pericolosa deriva democratica

Quanto accaduto oggi in Consiglio Comunale lascia un’ombra sulla gestione del confronto democratico in città. Il rifiuto di commemorare una vittima politica – a prescindere dalle idee – rappresenta un precedente pericoloso, che rischia di alimentare nuove fratture e tensioni ideologiche.

Il diritto al dissenso e al rispetto della memoria non può e non deve essere condizionato da simpatie o appartenenze politiche. E oggi, purtroppo, a Palazzo Alvaro, una parte della città ha perso un’occasione per dimostrare maturità istituzionale e rispetto umano.

REGGIO – Ripepi: “Charlie Kirk ucciso per le sue idee cristiane. Ai consiglieri cristiani e cattolici della maggioranza: oggi avete perso un’occasione per difendere ciò in cui dite di credere”

Reggio Calabria, 17 settembre 2025 – Dopo la clamorosa decisione del Consiglio Comunale di Reggio Calabria di negare il minuto di silenzio in memoria di Charlie Kirk, giovane attivista cristiano conservatore statunitense ucciso per le sue idee, il consigliere comunale Massimo Ripepi lancia un appello forte e diretto ai colleghi cristiani della maggioranza.

“Mi rivolgo al cristiano Carmelo Romeo, agli ultracattolici Giuseppe Marino e Nancy Iachino: dov’erano oggi i valori che dite di difendere ogni giorno? Oggi avevamo l’occasione di alzarci in piedi, anche solo per un minuto, per onorare un giovane che ha difeso senza paura i principi cristiani e la libertà di espressione. Un gesto semplice, simbolico, umano. Ma non lo avete fatto. E il silenzio che avete scelto non è stato dignitoso, è stato complice.”

Ripepi sottolinea che Charlie Kirk era noto per il suo impegno a difesa dei valori cristiani, della vita, della famiglia, della libertà religiosa. Valori che, ricorda il consigliere di Alternativa Popolare, sono anche alla base della sua stessa battaglia politica.

“Per me la politica è un’estensione della fede e della coscienza. Oggi, in quell’aula, ho visto una maggioranza prigioniera dell’ideologia. Un’ideologia – quella comunista – che non lascia più spazio al cuore, all’umanità, alla compassione. Se Kirk fosse stato di sinistra, lo avreste celebrato. Ma siccome era un cristiano, conservatore, allora va cancellato, dimenticato. Io non sono d’accordo con tutto quello che Charlie diceva, ma condivido profondamente il suo fondamento: la fede cristiana. E certamente non possiamo ignorare il fatto che sia stato ucciso per le sue idee.”

Il consigliere attacca duramente anche il Sindaco Falcomatà, definendolo “schiavo di una visione ideologica settaria, distante anni luce dai valori di umanità e dialogo che la città avrebbe bisogno di riscoprire”.

“Quando si sceglie di commemorare solo alcuni e ignorare gli altri in base all’orientamento politico, si tradisce lo spirito democratico e cristiano che dovrebbe ispirare ogni istituzione. La vita umana non ha colore né partito.”

Dunque, quanto si è consumato oggi nella sala di Palazzo Alvaro è un atto di una gravità inaudita. Siamo arrivati al punto che se non hai il profilo giusto – ideologico, estetico, politico – non meriti nemmeno un minuto di silenzio. Se sei biondo e con gli occhi azzurri vivi, altrimenti no… Questo ci ricorda qualcosa? La storia ci ha già insegnato dove porta questa selezione. E certamente non possiamo permetterci di rimanere indifferenti.

Massimo Ripepi ha preannunciato che porterà avanti questa battaglia anche fuori dall’aula consiliare, perché – come afferma – “nessuna democrazia può sopravvivere se smette di onorare chi muore per difendere la libertà di pensiero”.

Ok del Consiglio comunale al Bilancio consolidato e all’affidamento ad Atam del trasporto scolastico per gli alunni di scuola primaria-secondaria di I grado

Il Consiglio comunale di Reggio Calabria, riunitosi nella sala “Leonida Repaci” di Palazzo Alvaro (sede della Città metropolitana) essendo indisponibile la sala consiliare “Pietro Battaglia” di Palazzo San Giorgio per lavori di ristrutturazione, ha approvato il Bilancio consolidato dell’esercizio 2024. Il risultato economico consolidato, dopo le operazioni di consolidamento, ammonta a 54.221.968,34 euro. Il patrimonio netto, comprensivo della quota di pertinenza terzi, ammonta a poco più di 696 milioni di euro.

Il Consiglio comunale ha inoltre dato via libera all’affidamento in house providing ad Atam Spa, per l’anno scolastico 2025/2026 con eventuale opzione di rinnovo, del servizio di trasporto scolastico per gli alunni di scuola primaria-secondaria di primo grado del territorio comunale. L’importo complessivo dell’affidamento è stimato in 1.098.565,45 euro. È stato dunque dato mandato al settore Istruzione di adottare tutti gli atti consequenziali necessari e, nelle more, di disporre la consegna in via d’urgenza e sotto riserva di legge del servizio ad Atam al fine di garantirne la continuità.

Si è poi proceduto alla ratifica di una delibera di Giunta comunale avente ad oggetto una variazione di bilancio e alla rettifica di una delibera di Consiglio comunale per errata identificazione catastale di un bene immobile sito a Cataforio relativa alla presa d’atto della convenzione stipulata con Aterp Calabria e consequenziale acquisizione al patrimonio indisponibile dell’ente.

Disco verde, infine, ad altri cinque punti all’ordine del giorno tutti relativi al riconoscimento di debiti fuori bilancio.

Nella fase preliminare i lavori sono stati sospesi per 10 minuti in segno di solidarietà alla popolazione di Gaza in concomitanza con lo sciopero generale proclamato da alcune sigle sindacali, la Presidenza del Consiglio non ha invece accolto la richiesta di osservare un minuto di silenzio per Charlie Kirk.

REGGIO – Controlli nelle campagne, sequestrato fucile pronto all’uso e varie munizioni

I Carabinieri della Compagnia di Palmi, nel corso di un mirato servizio di controllo lungo la strada provinciale che collega il centro cittadino alla frazione Tonnara, hanno rinvenuto un’arma da fuoco occultata con modalità tali da renderla immediatamente disponibile all’uso.

L’operazione, condotta con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria e del Nucleo Carabinieri Cinofili di Vibo Valentia, ha permesso di scoprire un fucile calibro 12 in ottimo stato di conservazione, avvolto nel cellophane e nascosto in una cavità ricavata nel muro di contenimento della carreggiata. Accanto all’arma, già predisposta con parte delle cartucce inserite nel caricatore, i militari hanno rinvenuto circa 20 munizioni dello stesso calibro.

L’area in cui il fucile è stato rinvenuto ricade su un terreno riconducibile a un soggetto noto alle Forze dell’Ordine, ma di fatto liberamente accessibile. Il sequestro ha consentito di sottrarre un’arma perfettamente funzionante alla possibile disponibilità di ambienti criminali, scongiurando un potenziale impiego per attività delittuose.

Le indagini proseguono per risalire a chi avesse occultato l’arma e alle finalità per cui fosse stata nascosta.