CALABRIA – Trovato in possesso di armi comuni da sparo mentre era ai domiciliari, prosciolto

La decisione del Tribunale di Castrovillari nei confronti delluomo difeso dallAvv. Provino Meles

Corigliano Rossano, 04 ottobre 2025

Prosciolto dall’accusa di possesso di armi da sparo. È questo l’esito della camera di consiglio tenutasi presso il Tribunale di Castrovillari nell’ambito del procedimento a carico di C.M.G. pluripregiudicato rappresentato e difeso dall’Avvocato penalista Provino Meles del foro di Castrovillari.

L’uomo, ritenuto organizzatore e capo di una banda dedita alle rapine ai danni di istituti bancari con l’uso di armi, che aveva diffuso il terrore in quel dell’Emilia Romagna sino al 2015, era finito in carcere dopo un lungo inseguimento ad opera dei Carabinieri protrattosi per diversi chilometri e terminato nel comune di Solarolo con l’arresto dei malviventi.

Posto ai domiciliari, a seguito di una perquisizione nella sua abitazione vennero rinvenute delle pistole delle quali non era riuscito a giustificare la detenzione. Nel corso del procedimento la difesa aveva sostenuto e dimostrato come non fosse certa la riconducibilità delle armi al proprio assistito dopo un lasso di tempo considerevole. Da qui il proscioglimento all’esito del giudizio.

REGIONALI – [INTERVISTE] Bagno di folla a Reggio Calabria per Salvini, Vannacci e Durigon: chiusura della campagna elettorale della Lega

Piazza De Nava gremita per l’evento finale prima del voto regionale: tra applausi, contestazioni e promesse su ponte, lavoro e sviluppo

Un’autentica folla ha riempito ieri sera Piazza De Nava a Reggio Calabria per la chiusura della campagna elettorale della Lega, alla vigilia delle elezioni regionali del 5 e 6 ottobre. Sul palco si sono alternati il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, il deputato Roberto Vannacci e il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, accolti da centinaia di simpatizzanti, militanti e curiosi.

Tra bandiere del Carroccio, cori e applausi, l’atmosfera è stata quella delle grandi occasioni. Non sono mancati momenti di tensione: alcuni manifestanti del movimento “No Ponte” hanno protestato pacificamente ai margini della piazza, ma la serata si è svolta senza incidenti.

Vannacci: «Mandiamo via la sinistra dalla Calabria»

Ad aprire la serata è stato Roberto Vannacci, che ha infiammato la piazza con un intervento dai toni fortemente identitari. «È bello essere qui, sulla punta dello stivale che spingerà fuori la sinistra – ha esordito –. Noi abbiamo una visione diversa: i criminali devono stare in galera, non essere difesi da chi fa sit-in contro i decreti sicurezza».

Il deputato leghista ha poi puntato il dito contro il reddito di cittadinanza, definendolo “un’elemosina di Stato”, ribadendo che «il lavoro dà dignità, non i sussidi».

Sul fronte infrastrutturale, Vannacci ha rilanciato l’importanza del ponte sullo Stretto di Messina: «Attorno al ponte crescerà tutto. Le infrastrutture sono il motore dello sviluppo, e la Calabria può diventare un ponte con l’Europa e con il mondo».

Salvini: «Una piazza bellissima. La sinistra straperderà»

Applausi e cori hanno accolto poi Matteo Salvini, salito sul palco per l’intervento conclusivo. Il leader della Lega ha ringraziato la folla: «Ma quanti siete? Una piazza bellissima. Questa è la Calabria del sì, del lavoro, delle famiglie e delle imprese».

Rivolgendosi ai contestatori presenti, ha aggiunto: «Chi non ha idee perde tempo a disturbare. Noi lavoriamo, loro gridano. Domenica e lunedì la sinistra straperderà».

Nel suo intervento, Salvini ha toccato i temi principali della campagna: infrastrutture, lavoro, sicurezza e fiscalità. «In Calabria – ha detto – ci sono cantieri aperti per 22 miliardi di euro: la SS 106, l’alta velocità, la trasversale delle Serre, il porto di Gioia Tauro, gli aeroporti di Reggio e Lamezia. Nelle prossime settimane ci vedremo per la posa della prima pietra del Ponte sullo Stretto».

Sul tema della legalità, Salvini ha dichiarato: «La ’ndrangheta mi fa schifo. Il ponte sarà la più grande opera pubblica contro la mafia: dove ci sono lavoro e futuro, la criminalità non ha spazio».

Infine, ha annunciato che nella prossima legge di bilancio sarà inserita la “rottamazione delle cartelle fiscali”, per dare «respiro a famiglie e imprese».

Durigon: «La Calabria merita di essere protagonista»

Il sottosegretario Claudio Durigon ha posto l’accento sulla crescita economica e sull’occupazione giovanile, definendo la Calabria «una terra dalle potenzialità enormi che la Lega vuole rendere protagonista del cambiamento».

Un segnale politico forte nel rush finale

La serata di Piazza De Nava ha rappresentato per la Lega un segnale di forza nel rush finale della campagna elettorale. Tra bandiere, cori “Matteo, Matteo!” e selfie dal palco, il partito ha voluto chiudere la corsa al voto in una delle piazze simbolo del Mezzogiorno, ribadendo la propria fiducia in una crescita elettorale nel Sud.

La manifestazione si è conclusa tra applausi e musica, con Salvini che ha salutato la folla lanciando l’ultimo appello: «Il 5 e 6 ottobre, andate a votare. Votare fa la differenza».

CALABRIA – Incendi in aumento, oltre 65mila interventi dei Vigili del Fuoco da giugno

Dal 15 giugno al 3 ottobre 2025 i Vigili del Fuoco hanno effettuato 65.878 interventi per incendi boschivi e di vegetazione, con un incremento di oltre 10.400 operazioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

L’attività di contrasto alle fiamme ha coinvolto anche la flotta aerea del Corpo nazionale, che ha totalizzato 4.942 ore di volo per missioni antincendio, effettuando 22.514 lanci di sostanze estinguenti sui fronti di fuoco più estesi.

Nell’ultima settimana monitorata, dal 27 settembre al 3 ottobre, le squadre dei Vigili del Fuoco hanno portato a termine 1.126 interventi, operando complessivamente per oltre 1.200 ore di lavoro a terra.

La Calabria risulta la regione più colpita dagli incendi, con 196 operazioni effettuate. Seguono il Lazio (160), la Sicilia (141) e la Campania (139). Nei sette giorni considerati, la flotta aerea ha eseguito 10 missioni di supporto alle attività di spegnimento sul territorio nazionale.

I dati confermano un’estate particolarmente critica per gli incendi boschivi, con un numero di roghi in netta crescita rispetto al 2024.

Fonte: ANSA

CATANIA – Inchiesta sulla pedopornografia online, tre arresti e due denunce

Tre persone sono state arrestate in flagranza di reato e altre due denunciate in stato di libertà dalla Polizia Postale, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura Distrettuale di Catania sulla detenzione e la condivisione di materiale pedopornografico online. L’operazione, condotta tra Sicilia e Calabria, è stata finalizzata alla tutela dei minori e delle fasce più deboli.

Durante le perquisizioni, gli investigatori del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Catania hanno sequestrato numerosi dispositivi informatici contenenti decine di migliaia di file illegali.

L’indagine ha preso avvio dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online della Polizia Postale, grazie alla collaborazione con l’organizzazione no profit Child Rescue Coalition. Attraverso sofisticati strumenti di analisi e tracciamento digitale, è stato possibile geolocalizzare diversi utenti che condividevano e scaricavano immagini e video di pornografia minorile.

Sulla base delle evidenze raccolte, la Procura di Catania ha disposto perquisizioni personali e informatiche nei confronti dei soggetti coinvolti. Nel corso delle operazioni, nei dispositivi di tre indagati è stato trovato un ingente quantitativo di materiale pedopornografico, circostanza che ha portato al loro arresto in flagranza di reato.

I tre arresti sono stati successivamente convalidati dai Gip dei Tribunali di Siracusa, Ragusa e Caltanissetta, che hanno disposto per gli indagati la custodia cautelare ai domiciliari.

Gli altri due soggetti, denunciati a piede libero, sono attualmente sotto indagine. In totale, i cinque coinvolti – tutti uomini di età compresa tra i 30 e i 70 anni – appartengono a diverse categorie sociali: impiegati, liberi professionisti, studenti e pensionati, alcuni dei quali con figli minorenni. Risiedono nelle province di Siracusa, Ragusa, Messina, Caltanissetta e Reggio Calabria.

Tutti gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva.

Fonte: ANSA

REGIONALI – Salvini a Reggio Calabria: «Siete una marea. La sinistra stra-perderà»

Il leader della Lega chiude la campagna elettorale in Piazza De Nava: “Presto la posa del Ponte sullo Stretto”

REGGIO CALABRIA – Piazza De Nava gremita per la chiusura della campagna elettorale della Lega in vista delle elezioni regionali del 5 e 6 ottobre. Sul palco, accanto ai candidati del partito, è intervenuto il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che ha scelto Reggio Calabria come tappa finale del tour elettorale.

Accolto da applausi, cori e bandiere, ma anche da contestazioni dei movimenti “no ponte”, Salvini ha aperto il suo intervento con un riferimento ironico ai contestatori:
«“Non ti vogliamo” lo cantava mia figlia alle elementari. Chi non ha idee perde tempo a disturbare. Noi, invece, lavoriamo. E domenica e lunedì la sinistra straperderà».

Il leader leghista ha poi elogiato la partecipazione della piazza reggina: «Ma quanti siete? Una piazza bellissima. Ricordatevi che votare o non votare fa la differenza. Serve impegno fino all’ultimo minuto».

Gran parte del discorso si è concentrata sui temi nazionali, dal lavoro alle infrastrutture, fino al conflitto in Medio Oriente. «Il mio sogno – ha detto Salvini – è vedere bambini palestinesi e israeliani giocare insieme».

Il ministro ha poi parlato delle grandi opere in Calabria, con particolare riferimento al ponte sullo Stretto di Messina:
«Parliamo di 120mila posti di lavoro. In Calabria ci sono cantieri aperti per 22 miliardi di euro: dalla SS 106 all’alta velocità, fino alla trasversale delle Serre, al porto di Gioia Tauro e agli aeroporti di Reggio e Lamezia. Nelle prossime settimane ci vedremo per la posa della prima pietra del Ponte. Chi non lo vuole, non lo userà: potrà passare a nuoto o in canoa».

Rivolgendosi ai cittadini reggini, Salvini ha aggiunto: «Se deve arrivare la Lega a dare risposte, è perché la sinistra a Reggio ha fallito. La prossima sfida sarà liberare la città e restituirla ai reggini con un’amministrazione efficiente, magari con un sindaco della Lega».

Sul fronte legalità, il vicepremier ha sottolineato: «La ’ndrangheta mi fa schifo. Il Ponte sarà la più grande opera pubblica contro la mafia: dove ci sono lavoro e speranza, la criminalità non ha spazio».

In materia di immigrazione, Salvini ha ribadito la linea del suo partito:
«La Calabria del sì è quella che accoglie chi viene legalmente, lavora e paga le tasse. Chi arriva illegalmente deve tornare a casa. Il colore della pelle non conta, contano le regole».

Infine, un passaggio dedicato alla prossima legge di bilancio:
«Ci sarà la rottamazione delle cartelle dell’Agenzia delle Entrate, una boccata d’ossigeno per famiglie e imprese. Le persone potranno tornare a vivere e a pagare con serenità».

Il discorso si è concluso con un ricordo di Jole Santelli, a cinque anni dalla sua scomparsa, e con un riferimento al fondatore di Forza Italia: «Speriamo di essere degni di portare avanti il suo impegno. E come diceva il grande Silvio Berlusconi: siete sempre e solo dei poveri comunisti».

REGIONALI – Vannacci a Reggio Calabria: «Mandiamo via la sinistra dalla Calabria»

 

Il deputato leghista chiude la campagna elettorale del partito insieme a Salvini e Durigon

REGGIO CALABRIA – Ultimo appuntamento elettorale per la Lega in vista delle regionali del 5 e 6 ottobre. In Piazza a Reggio Calabria, sul palco con il vicepremier Matteo Salvini e il sottosegretario Claudio Durigon, è intervenuto anche l’onorevole Roberto Vannacci, che ha concluso la campagna elettorale del partito in Calabria con un discorso dai toni decisi e identitari.

«È bello essere qui sulla punta dello stivale – ha esordito Vannacci – quella punta che accompagnerà fuori la sinistra. Porto un po’ di Bruxelles a Reggio Calabria: le stesse persone che qui cercano consenso, in Europa votano contro gli interessi nazionali».

Il deputato ha poi criticato le politiche della sinistra in materia di sicurezza e giustizia, ribadendo la posizione della Lega: «I criminali devono stare in galera, mentre la sinistra fa sit-in in Parlamento contro i decreti sicurezza, accusandoci di criminalizzare i criminali. Noi difendiamo i cittadini onesti».

Sul tema dell’immigrazione, Vannacci ha affermato: «La Calabria è una delle regioni che accoglie più migranti, ma noi chiediamo regole chiare. Chi entra deve farlo con permesso, non illegalmente. A Bruxelles la sinistra vota contro il controllo dell’immigrazione clandestina e contro le barriere fisiche».

Il deputato si è poi soffermato sulle politiche del lavoro e del welfare: «Noi vogliamo creare occupazione e ricchezza, non sussidi. La sinistra cerca di ammaliare i calabresi con l’elemosina del reddito di cittadinanza. Il lavoro dà dignità, non l’assistenzialismo».

Riguardo alle infrastrutture, Vannacci ha ribadito il sostegno della Lega al ponte sullo Stretto di Messina: «Le infrastrutture sono il motore dello sviluppo. Attorno al ponte crescerà tutto il territorio. Non vogliamo solo collegare la Calabria al resto d’Italia, ma al mondo».

Nel suo intervento, ha inoltre criticato le politiche energetiche europee: «Paghiamo l’energia più cara del mondo, fino a quattro volte più del dovuto, e questo pesa su famiglie e imprese».

Il discorso si è chiuso con un appello agli elettori: «Ora tocca a voi – ha detto –. Mandiamo via la sinistra dalla Calabria e costruiamo un futuro di pace e di lavoro».

REGGIO – Racket in citta’. La Polizia di Stato arresta due persone accusate di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

È scattata nella tarda mattinata di ieri l’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria che ha condotto all’arresto di due cittadini reggini accusati di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

L’indagine della Squadra Mobile di Reggio Calabria ricostruisce la difficile vicenda vissuta da un imprenditore del settore della distribuzione di carburanti che, stanco delle continue vessazioni ed intimidazioni, ha deciso di denunciare i fatti alla Polizia.

Secondo quanto emerso dalle indagini, e fatto salvo il principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva di condanna, i due, nell’agosto dello scorso anno, avrebbero avvicinato l’imprenditore “invitandolo” a mettersi a posto con i referenti di ‘ndrangheta della zona, non mancando di citare il nome di un noto casato mafioso egemone nel territorio di riferimento.

A brevissima distanza di tempo, l’invito si sarebbe trasformato in una vera e propria intimazione a non aprire l’impianto in quanto d’interesse della consorteria criminale.

Nel successivo mese di ottobre, vista la volontà della persona offesa di proseguire nel suo progetto commerciale, l’indagato avrebbe minacciato apertamente l’uomo pretendendo il pagamento di 120.000€ quale prezzo per indennizzare la famiglia mafiosa della mancata apertura del rifornimento.

Il 24 ottobre, uno degli indagati avrebbe pedinato l’imprenditore fin sotto la sua abitazione con l’evidente finalità di intimorirlo.

Nei giorni immediatamente successivi, la vittima ha denunciato i fatti agli uomini della Squadra Mobile senza tuttavia offrire spunti utili alla completa identificazione.

Le intimidazioni sarebbero proseguite nel mese di novembre, con il furto di alcune telecamere di sorveglianza istallate dall’imprenditore, e sarebbero poi culminate con l’occupazione del suolo di pertinenza del distributore da parte di uno degli indagati che vi aveva collocato un veicolo ed un gazebo per la vendita di frutta rendendo, di fatto, impossibile l’esercizio dell’attività del distributore.

Nel frattempo, le indagini coordinate della Direzione Distrettuale Antimafia a seguito della denuncia hanno consentito agli investigatori della Squadra Mobile di identificare e deferire gli autori delle richieste estorsive.

Sulla base dei gravi indizi raccolti, il G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria, accogliendo la richiesta della Procura, ha emesso la misura cautelare della custodia in carcere per entrambi gli indagati.

Reggio Calabria 4 ottobre 2025

 

REGGIO – Console Naccari: “Calabria e Marocco: dal Porto di Gioia Tauro a Tangeri, un ponte di sviluppo nel Mediterraneo”

 Nella sua qualità di Console Onorario del Regno del Marocco per la Regione Calabria, l’Avv. Domenico Naccari ha incontrato  il Presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria, Ninnì Tramontana, alla presenza del Consigliere Serafino Nucera.
L’incontro si colloca nel solco dei recenti dialoghi istituzionali avviati con le Camere di Commercio di Vibo Valentia, Crotone e Catanzaro, nonché con la Camera di Commercio di Rabat, con l’obiettivo di rafforzare le relazioni economiche e commerciali tra Calabria e Marocco.
Diversi i temi affrontati: il porto di Gioia Tauro e il porto di Tangeri Med come hub strategici nel Mediterraneo; le prospettive di collaborazione per attrarre investitori calabresi nel settore agroalimentare; le opportunità di sviluppo del turismo come leva di crescita condivisa; il Piano Mattei per l’Africa come quadro di riferimento per una cooperazione strutturata tra Italia, Marocco e Calabria.
“Il dialogo con la Camera di Commercio di Reggio Calabria – ha dichiarato il Console Naccari – rappresenta un ulteriore passo per costruire un sistema di relazioni concrete e durature. Calabria e Marocco possono e devono essere protagonisti di un Mediterraneo che guarda al futuro con pragmatismo e visione.”
Il Presidente Tramontana e il Consigliere Nucera hanno espresso piena disponibilità a proseguire il percorso di collaborazione, con la prospettiva di dare vita a iniziative congiunte capaci di valorizzare le eccellenze del territorio calabrese e rafforzare i legami con il Marocco.

REGGIO – ’Ndrangheta e narcotraffico internazionale: aggravate le misure cautelari per 23 imputati dell’inchiesta “Eureka”

Dalle prime ore di oggi 4 ottobre, i Carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale e del Comando Provinciale di Reggio Calabria, con il supporto in fase esecutiva dei Comandi Provinciali territorialmente competenti, in Catanzaro, Pescara, Bologna, Brindisi e Roma stanno dando esecuzione a una misura cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 23 soggetti, già sottoposti alla misura degli arresti domiciliari ed imputati nel processo scaturito dall’operazione EUREKA.

Lo scorso 1 ottobre il Tribunale di Reggio Calabria ha pronunciato sentenza di primo grado, nel corso del rito abbreviato, nei confronti di 83 imputati, condannandone 76 e assolvendone 7.

Per 23 di questi, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, l’Ufficio del GIP, valutando sussistenti le esigenze cautelari, ha emesso ordinanza di aggravamento della misura cautelare, da quella degli arresti domiciliari a quella più afflittiva del carcere.

L’operazione “EUREKA” era scattata all’alba del 3 maggio 2023 quando i Carabinieri del ROS e del Gruppo di Locri, davano esecuzione a quattro collegati provvedimenti cautelari emessi dall’Ufficio GIP del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 108 soggetti, indagati a vario titolo per associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti (con l’aggravante della transnazionalità e dell’ingente quantità), produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti, detenzione/traffico di armi anche da guerra, riciclaggio, favoreggiamento, procurata inosservanza di pena, trasferimento fraudolento di valori e altri reati. Vennero inoltre eseguiti provvedimenti di sequestro preventivo di società commerciali, beni mobili e immobili del valore di circa euro 25 milioni, localizzati in Italia, Portogallo, Germania e Francia.

L’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, coordinata dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, si era sviluppata nell’ambito di due Squadre Investigative Comuni, una intercorsa tra la DDA di Reggio e le Procure tedesche di Monaco I, Coblenza, Saarbrücken e Düsseldorf e l’altra tra la DDA di Reggio Calabria, l’Ufficio del Giudice Istruttore presso il Tribunale di Limburg ed il Procuratore Federale di Bruxelles coordinate da Eurojust.

Importantissimo si era rivelato lo strumento delle Squadre Investigative Comuni che, anche grazie alla autorevolezza ed alla fiducia verso la Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria in ambito europeo, aveva consentito di svolgere contemporaneamente ed in collegamento le indagini nei vari Paesi, con acquisizione in tempo reale degli elementi indiziari risultanti nelle distinte indagini.

Ed infatti, in contemporanea all’operazione EUREKA – che si era caratterizza per la particolare ampiezza dell’azione investigativa e l’intensa cooperazione giudiziaria e di polizia che aveva riguardato numerosi Paesi europei ed extraeuropei – le autorità giudiziarie belghe e tedesche avevano eseguito rispettivamente 15 e 24 provvedimenti restrittivi, emessi dalle locali autorità, a carico di ulteriori indagati per reati in materia di narcotraffico e riciclaggio.

L’indagine condotta dall’Autorità Giudiziaria reggina era stata avviata nel giugno 2019 a seguito di raccordi tra l’Arma e la Polizia federale belga che stava investigando su alcuni soggetti riferibili alla cosca “NIRTA” di San Luca (RC) attiva a Genk (BE), dedita, tra l’altro, al narcotraffico internazionale.

Le attività dell’Arma – inizialmente orientate verso la famiglia “STRANGIO fracascia” di San Luca (RC), riconducibili ai citati “NIRTA” – erano state progressivamente estese a diverse famiglie del medesimo centro aspromontano, interessando anche la locale di ‘ndrangheta di Bianco, nel cui ambito erano stati ricostruiti gli assetti interni, numerose condotte relative ad acquisto di cospicue quantità di cocaina per il mercato locale (non concretizzatesi per mancanza di accordo con i fornitori), di detenzione e porto di armi da guerra, rese clandestine, di reinvestimento di capitali illeciti in attività imprenditoriali – sia in Italia che all’estero – in particolare nei settori della ristorazione, del turismo e immobiliare.

Quanto al traffico internazionale di stupefacenti era emersa l’operatività di tre associazioni contigue alle maggiori cosche del mandamento jonico reggino, con basi operative in Calabria e ramificazioni in varie regioni italiane e all’estero.

Le tre consorterie, anche in sinergia tra loro, si rifornivano direttamente da organizzazioni colombiane, ecuadoregne, panamensi e brasiliane, risultando in grado di gestire un canale di importazione del narcotico dal Sud America all’Australia, ove il prezzo di vendita dello stupefacente risulta sensibilmente più alto rispetto al mercato europeo.

Numerosi erano stati gli episodi di importazione via mare censiti (nei porti Gioia Tauro, Anversa e Colon), che permisero di accertare che, tra maggio 2020 e gennaio 2022, erano stati movimentati oltre 6.000 kg di cocaina, dei quali più di 3.000 kg oggetto di sequestro: i flussi di denaro riconducibili alle compravendite dello stupefacente venivano gestiti da organizzazioni composte da soggetti di nazionalità straniere, specializzati nel pick-up money, o da spalloni che spostavano denaro contante sul territorio europeo. Le movimentazioni di denaro hanno interessato Panama, Colombia, Brasile, Ecuador, Belgio e Olanda.

 

Si sottolinea che gli imputati sono da considerarsi non colpevoli fino a sentenza di condanna divenuta irrevocabile.

Il Procuratore della Repubblica

Dr. Giuseppe Borrelli