REGGIO – “Dinosauri Vivi” al Teatro Francesco Cilea: uno spettacolo tra divertimento e impegno sociale, grazie a “Il Circo di Pinocchio”

Il teatro “Francesco Cilea” di Reggio Calabria si prepara ad accogliere un evento davvero straordinario e fuori dal comune: lo spettacolo “Dinosauri VIVI”, ideato da Flavio Colombaioni, erede di una delle più celebri famiglie circensi italiane. L’evento, reso possibile grazie all’impegno della compagnia “Il Circo di Pinocchio”, promette di incantare grandi e piccini con un mix unico di comicità, tecnologia e messaggi educativi di grande attualità.
Protagonisti assoluti dello spettacolo sono i dinosauri animatronic a grandezza naturale, vere e proprie meraviglie della tecnologia, capaci di camminare, muoversi ed esprimere emozioni come se fossero vivi. Grazie a una sofisticata struttura interna fatta di acciaio, gommapiuma e stoffa, queste creature — che pesano circa 40 kg e sono animate da operatori interni dotati di telecamere, monitor e joystick — regalano un realismo sorprendente. Un effetto scenico degno delle migliori produzioni cinematografiche, importato dagli Stati Uniti, dove questa tecnologia è molto utilizzata nei parchi a tema e nel cinema.
Lo spettacolo prende vita all’interno del Museo mondiale dei dinosauri, dove lo scienziato Clayton — geniale e un po’ pazzoide, con i classici capelli sparati all’insù — aspetta l’arrivo di un famoso paleontologo dalla Germania. È lui a portare con sé una misteriosa tavola del tempo, in grado di far rivivere i giganteschi rettili dell’era mesozoica. Risolto l’enigma, inizia il vero spettacolo: sul palco compaiono il Triceratopo, il Velociraptor, la tenera Brontolina (un brontosauro), il temibile Tyrannosaurus Rex con i suoi cuccioli, il Petosauro e il gigantesco Megaraptor.
Oltre all’incredibile impatto visivo, “Dinosauri VIVI” è uno spettacolo spiritoso, coinvolgente e a tratti esilarante, grazie alla comicità irresistibile di Flavio Colombaioni, Clay Vitali e Gianna Stramaccioni. Ma la vera forza dello show sta nel suo intento educativo e sociale: divertendo e meravigliando, la compagnia riesce anche a lanciare messaggi forti e attuali, come la lotta contro il bullismo e l’importanza della raccolta differenziata. Grazie alla compagnia Il Circo di Pinocchio, lo storico Teatro Francesco Cilea di Reggio Calabria si trasformerà in un mondo preistorico pieno di magia, scienza e risate. Uno spettacolo pensato per tutta la famiglia, che saprà conquistare il pubblico di ogni età, lasciando nel cuore di tutti un messaggio di speranza e responsabilità.
Preparatevi a vivere un’esperienza unica: i dinosauri stanno per tornare e questa volta lo fanno dal vivo, sul palcoscenico del Cilea.

REGGIO – Meeting di gastroenterologia, Falcomatà: «In risalto le nostre eccellenze mediche»

Il sindaco al convegno “Digestive diseases”: «Formazione elemento di garanzia e sicurezza per i cittadini»

Il sindaco Giuseppe Falcomatà ha aperto i lavori del convegno medico “Rhegion Digestive diseases: the present and the future”, portando i saluti della Città Metropolitana ai professionisti riuniti nei saloni della Fortezza di Santa Trada a Cannitello.

«Siamo felici – ha detto – di patrocinare un evento dal grande valore scientifico che offre un’occasione di riflessione, approfondimento e formazione rispetto a patologie che hanno un forte impatto sulla sanità pubblica, tra le principali cause di ricovero ospedaliero».

Nel ringraziare Filippo Bova, direttore dell’Uoc di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva all’Azienda ospedaliera “Bianchi Melacrino Morelli” di Reggio Calabria ed organizzatore dell’importante evento medico insieme a Carmelo Luigiano, il sindaco ha sostenuto «il ruolo fondamentale rappresentato dalla prevenzione per evitare conseguenze peggiori in chi soffre di disturbi all’apparato digerente».

«Oltre a questo – ha proseguito – continuare a specializzarsi, rinnovarsi e crescere nella professione è, senza dubbio, motivo di maggiori garanzie e sicurezze per i cittadini. Interessante, infatti, appare il focus incentrato sulle nuove metodiche diagnostiche e terapeutiche in endoscopia digestiva, così come sulle tecniche di chirurgia mininvasiva e robotica».

«Ritengo – ha concluso Giuseppe Falcomatà – che questo importante meeting sia anche un’occasione di crescita per il nostro territorio perché mette in luce qualità e competenze che esistono e combattono, giornalmente, nel campo minato della sanità disastrata della nostra Regione. Ad ogni modo, infine, avere nella nostra città metropolitana la presenza di illustri professionisti nel campo medico e scientifico può certamente contribuire a fare conoscere meglio la nostra città, le sue eccellenze e le sue bellezze».

Sostenibilità: Il MArRC si illumina con l’innovazione e la tecnologia led di city green light

Le collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, dai Bronzi di Riace agli straordinari reperti della Magna Grecia, sono oggi fruibili in condizioni di luce ottimale grazie a un sistema innovativo e sostenibile. L’intervento di riqualificazione energetica, realizzato da City Green Light, assicura maggiore tutela dei reperti, un risparmio energetico stimato del 63% e una riduzione di circa 20 tonnellate di CO all’anno.

Questi i principali risultati emersi durante la conferenza stampa di presentazione della nuova illuminazione del MArRC, che si è tenuta questa mattina proprio nell’ambito della Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo (F@Mu): un’occasione unica per promuovere l’accesso alla cultura e valorizzare il patrimonio museale per tutte le famiglie.

Presenti oltre le autorità istituzionali, Fabrizio Sudano, Direttore del MArRC; Christian Valerio, Direttore Operations Southern Italy di City Green Light; ed il gruppo di lavoro del MArRC del progetto PNRR di efficientamento energetico, coordinato dal RUP arch. Antonino Giordano.

I lavori, finanziati con i fondi del PNRR – Missione 1Componente 3 (M1C3) dedicata a “Cultura 4.0: strategia digitale, innovazione e turismo- sono stati avviati a fine novembre 2024 e completati a settembre 2025.

L’intervento realizzato da City Green Light, ha dotato il Museo di un sistema di illuminazione all’avanguardia. Una soluzione innovativa che combina efficienza energetica, valorizzazione dei reperti e comfort per i visitatori e il personale interno, contribuendo a rendere ancora più affascinante l’esperienza di visita per le oltre 200.000 persone che ogni anno ammirano le sue collezioni.

L’operazione ha comportato la sostituzione di quasi 2.000 apparecchi illuminanti con dispositivi LED di ultima generazione, capaci di garantire uniformità, qualità della luce e minore emissione di calore. È stato inoltre implementato un sistema di gestione intelligente dell’illuminazione con sensori, controller e software avanzati in grado di modulare automaticamente l’intensità luminosa e il colore in base agli ambienti e alle esigenze espositive, con controllo dinamico e programmabile della luce.

Gli interventi hanno interessato non solo le aree espositive ma tutti gli spazi interni del museo: dalle scale alle zone di accesso e passaggio; dalla sala conferenze alla biblioteca; dagli uffici alla terrazza. Inclusi i laboratori, i depositi, le aree tecniche fino ai servizi igienici.

La piazza Paolo Orsi è stata inoltre dotata di un impianto con proiettori RGB, che consente di creare scenari luminosi personalizzati in funzione della tipologia di evento, rendendo lo spazio adattabile fruibile per manifestazioni culturali e sociali. Un progetto che permette di ottenere non solo un risparmio energetico immediato, ma anche una significativa riduzione dei costi di manutenzione, grazie alla lunga durata dei LED e alla possibilità di monitoraggio del sistema da remoto.

 

«Con questo intervento il MArRC compie un passo significativo verso il futuro. Non solo riduciamo sensibilmente l’impatto ambientale, in linea con le strategie di sostenibilità e transizione energetica, ma miglioriamo anche la qualità dei nostri ambienti e questo produrrà un vantaggio sia per i visitatori che per i dipendenti del museo. La nuova illuminazione consente di valorizzare ogni singolo reperto in maniera rispettosa, calibrando la luce in base alle esigenze di tutela. È un risultato che testimonia la capacità del Museo di innovare e di mettersi al servizio della comunità con strumenti moderni, senza mai perdere il legame con la nostra storia millenaria». Ha dichiarato Fabrizio Sudano, Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

 

«Siamo orgogliosi di aver contribuito a un intervento che unisce innovazione, cultura e sostenibilità – ha sottolineato Christian Valerio, Direttore Operations Southern Italy di City Green Light –. L’adozione di un sistema LED integrato con tecnologie di gestione intelligente è una scelta che coniuga risparmio, tutela e valorizzazione. È il segno di come la transizione energetica possa dialogare con la storia e il patrimonio culturale del Paese.»

L’intervento rafforza ulteriormente il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria come istituzione all’avanguardia, capace di innovare e guardare al futuro, mantenendo saldo il legame con la propria storia millenaria.

REGGIO – Noi Siamo Arghillà e Un Mondo di Mondi: “Comparto 6 di Arghillà: la verità oltre la disinformazione.”

In seguito alla diffusione di informazioni imprecise e fuorvianti riguardanti la situazione del Comparto 6 di Arghillà, le associazioni Noi Siamo Arghillà – La Rinascita e Un Mondo di Mondi ritengono doveroso intervenire per chiarire alcuni punti che risultano incompleti, inesatti e, in diversi passaggi, del tutto errati.

Alcune recenti ricostruzioni mediatiche lasciano intendere che lo sgombero delle famiglie del Comparto 6 si sia svolto gradualmente e che una decina di nuclei siano stati “ricollocati in strutture o in case con assegnazioni temporanee di due anni”. Ad oggi non risulta alcuna ricollocazione stabile o temporanea di due anni. Le famiglie che hanno lasciato gli alloggi, molte più di dieci, lo hanno fatto senza che venisse proposta alcuna alternativa concreta e dignitosa.

Inoltre, l’articolo riporta la dichiarazione di un’associazione del quartiere secondo cui, se negli alloggi del Comparto fossero state presenti famiglie rom, lo sgombero non sarebbe stato effettuato. Questa affermazione è errata. Nel Comparto 6 risiedono anche famiglie rom, e una di queste, in particolare, è stata sgomberata il 30 luglio, senza che le venisse offerta alcuna soluzione abitativa alternativa. La famiglia è stata lasciata in strada, l’alloggio è stato murato e i suoi mobili sono stati abbandonati inizialmente all’esterno e successivamente parcheggiati in una struttura comunale. In diversi casi, l’unica soluzione offerta è stata un alloggio in B&B o in comunità, per pochi giorni o settimane, dopodiché le famiglie si sono ritrovate nuovamente in mezzo alla strada. Alcune, disperate, hanno dovuto occupare altri immobili sfitti nella stessa zona di Arghillà, pur di non dormire all’aperto con minori e anziani al seguito. Definire queste situazioni come “ricollocazioni” è una mistificazione della realtà.

Inoltre, è importante precisare che non è mai stato avviato alcun piano strutturato di assegnazione temporanea o definitiva degli alloggi. Gli interventi successivi allo sgombero si sono limitati, nella maggior parte dei casi, alla muratura di alcune abitazioni e alla chiusura di altre già abbandonate, mentre diversi alloggi rimasti aperti sono stati vandalizzati o saccheggiati. Nessuna misura è stata adottata per la tutela o la messa in sicurezza dell’area, né tantomeno per l’assistenza continuativa alle famiglie sgomberate.

Di fronte alla prolungata mancanza di risposte da parte dell’Amministrazione Comunale, le associazioni Noi Siamo Arghillà e Un Mondo di Mondi hanno inoltrato più volte richieste formali di chiarimenti e di confronto con le istituzioni competenti, ma queste sono rimaste senza un riscontro concreto. Solo grazie all’intervento puntuale del Presidente della Commissione Controllo e Garanzia del Comune, Massimo Ripepi, sono state indette tre sedute di Commissione per discutere la questione. Il Sindaco Giuseppe Falcomatà, convocato alla seconda seduta, non si è presentat mentre nella terza sono intervenuti i dirigenti comunali dei settori Patrimonio Edilizio e Welfare. Tuttavia, le risposte fornite non hanno dissipato i dubbi: si è parlato in termini generali di “ricognizioni”, “censimenti” e “ricerche di alloggi”, senza però fornire alcuna conferma ufficiale riguardo a soluzioni abitative concrete per le famiglie coinvolte. Ad oggi, dunque, la realtà è una sola: nessuna famiglia del Comparto 6 ha ricevuto un’assegnazione di alloggio ai sensi dell’articolo 31 L.R. 32/1996 nonostante le famiglie abbiano per legge il diritto  all’assegnazione e non esiste un piano di ricollocamento reale. Il silenzio delle istituzioni non solo alimenta confusione e sfiducia, ma aggrava il disagio sociale di decine di nuclei che vivono quotidianamente nell’incertezza più assoluta.

Riteniamo inaccettabile che, a fronte di una situazione così drammatica, si diffondano notizie imprecise che rischiano di minimizzare un problema sociale gravissimo, riducendolo a una narrazione semplificata e fuorviante. Chiediamo che il dibattito pubblico sulla vicenda di Arghillà torni ad essere basato sui fatti, non su dichiarazioni approssimative o non verificate. E chiediamo, ancora una volta, che il Sindaco di Reggio Calabria e l’Amministrazione comunale escano dal silenzio e avviino un vero tavolo di confronto con le associazioni e con le famiglie del Comparto 6, al fine di individuare soluzioni stabili, dignitose e conformi alla legge. Le persone coinvolte non sono numeri ma cittadini che chiedono legalità, dignità e verità.

Patrizia D’Aguì
 Presidente – Gruppo Civico “Noi Siamo Arghillà – La Rinascita”

Giacomo Marino
 Presidente – Associazione “Un Mondo di Mondi”