Il sindaco Falcomatà: “Il film che rende orgogliosa la Calabria è diretto da una regina capace di raccontare la parte migliore della nostra terra”

“Accamòra” (In questo momento), diretto da Emanuela Muzzupappa, è tra i titoli più visti sulla piattaforma Rai

“Complimenti alla regista Emanuela Muzzupappa che, con il suo cortometraggio Accamòra, sta battendo le grandi pellicole cinematografiche internazionali per visualizzazioni su RaiPlay” – sono le parole del Sindaco Giuseppe Falcomatà che aggiunge: “Un contributo cinematografico che rende orgogliosa la Calabria, perché lancia un messaggio di autenticità calabrese in grado di superare l’impatto della spettacolarizzazione e dei grandi effetti speciali, sfidando le frenesia digitale del nostro tempo”.

“In un contesto cinematografico infatti, in cui le piattaforme streaming offrono prodotti costruiti e sceneggiati a suon di milioni di euro, il piccolo miracolo di Accamòra, (‘in questo momento’) riesce a restituire quell’esperienza di verità ed intimità di cui è in cerca l’appassionato, trasformando un paradigma tipico americano che detta tempi convulsi e roboanti, in un racconto condotto da emozione e semplicità”.

“E’ questo il grande merito che va riconosciuto ad Emanuela Muzzupappa, capace di svelare una terra non artefatta ma riportata nel grande schermo attraverso la sua anima autentica, che esalta la dignità e la bellezza della vita rurale senza mai sacrificare la forza visiva dei luoghi e dei personaggi che raccontano la parte migliore della Calabria”.

Alla Metrocity al via il primo modulo formativo del progetto ‘RC efficacy’

Tema dell’incontro la ‘devianza e marginalità nelle periferie urbane’

Si è svolto a Palazzo Alvaro a Reggio Calabria, sede della Città Metropolitana, il primo appuntamento del Corso di formazione, promosso da RC efficacy, progetto di ricerca-azione che punta a costruire una vera Learning City, attraverso la formazione di docenti e formatori come protagonisti attivi del cambiamento culturale.

Promosso dalle Università di Roma Tre e Mediterranea di Reggio Calabria, con il sostegno della Città Metropolitana e il riconoscimento della rete UNESCO delle Learning Cities, il progetto ‘RC efficacy’ unisce ricerca accademica, ascolto del territorio e sperimentazione didattica, con un respiro nazionale e internazionale.

Il primo modulo di formazione ha approfondito il tema: Devianza e marginalità nelle periferie urbane, argomento sul quale sono intervenuti, Rossella Marzullo, docente di Pedagogia generale e sociale dell’Università Mediterranea; Roberto Di Palma, procuratore della Repubblica del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria e Luciano Gerardis, già presidente della Corte d’Appello di Reggio Calabria e presidente di Civitas. Ad introdurre i lavori dell’incontro è stata Liliosa Azara, referente scientifica del progetto e docente di Storia delle donne e di genere del dipartimento di Scienze della formazione dell’Università Roma Tre.

“Questo tipo di formazione è essenziale perché guarda a quelli che sono obiettivi di ampio respiro e obiettivi trasversali che per un verso assumono una dimensione globale e internazionale che devono adattarsi nel contesto locale”. Così Liliosa Azara, che aggiunge: “L’idea è quella di una città che apprende, che si fa promotrice di percorsi di apprendimento formale e informale e direi anche di processi di sensibilizzazione e interiorizzazione di alcuni valori sostanziali, a partire dalla cittadinanza attiva. Questa è la ragione per cui il pubblico a cui è destinata la formazione, è un pubblico diversificato ed  estremamente variegato sia nella sua formazione di origine e nelle professioni che esercita. In questo caso – conclude – abbiamo una platea di docenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, docenti della formazione professionale e rappresentanti della Pubblica amministrazione”.

Anche nel 2025 l’Università Mediterranea conferma la presenza di diversi studiosi nella prestigiosa graduatoria della Stanford University

All’indomani delle iniziative con le quali l’Università Mediterranea di Reggio Calabria ha celebrato la Notte delle Ricercatrici e dei Ricercatori 2025, e nell’anno in cui ricorre il ventennale della prima carta europea dei ricercatori, giunge un significativo attestato che qualifica, ancora una volta, l’impegno profuso nel campo della ricerca dalla nostra comunità scientifica.
Anche quest’anno, infatti, la graduatoria sviluppata dal team di analisti della Stanford University, che elabora i dati bibliometrici estratti dal database Elsevier\Scopus, conferma la presenza di diversi studiosi, docenti e ricercatori dell’Ateneo reggino nella classifica aggiornata dei Ricercatori più citati in tutti i settori della ricerca mondiale, o presenti nel percentile del 2% di quelli più citati nei rispettivi settori di ricerca.
Tra questi, 19 docenti, attivi nelle discipline STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics) ed Economiche, figurano nel ranking 2024: Orlando Campolo, Angelo Maria Giuffrè, Adele Muscolo, Leonardo Schena, Demetrio Antonio Zema (Agraria), Lucia Della Spina (dAeD), Paolo Salvatore Calabrò, Giuseppe Failla, Cosimo Ieracitano, Nadia Mammone, Carlo F. Morabito, Saveria Santangelo, Mario Versaci (DICEAM), Giuseppe Araniti, Claudia Campolo, Tommaso Isernia, Andrea F. Morabito, Rosario Morello, Francesco Russo (DIIES).
Nel ranking per carriera figurano invece: Giuseppe Araniti, Felice Arena, Paolo Boccotti, Paolo Salvatore Calabrò, Claudia Campolo, Claudio De Capua, Lucia Della Spina, Giuseppe Failla, Angelo Maria Giuffrè, Tommaso Isernia, Carlo Francesco Morabito, Nicola Moraci, Rosario Morello, Filippo Giammaria Praticò, Domenico Rosaci, Francesco Russo, Alba Sofi, Mario Versaci, Antonino Vitetta, Demetrio Antonio Zema.
L’elenco completo è consultabile al link:
Il Rettore Giuseppe Zimbalatti ha sottolineato che questi riconoscimenti confermano in maniera tangibile l’eccellenza del sistema ricerca della nostra Università. Nel rivendicare, inoltre, la natura di Research University della Mediterranea, ha inteso ricordare come a supporto di questo sistema operino numerosi laboratori scientifici e centri di studio che costituiscono il luogo di crescita di giovani ricercatori ed il luogo di sviluppo, valorizzazione e diffusione della ricerca e delle sue ricadute nelle attività didattiche. Ambito quest’ultimo nel quale, anche quest’anno, si confermano i lusinghieri trend di crescita di iscrizione ai nostri corsi di studio.
Il prof. Massimo Lauria, Prorettore alla Ricerca e Trasferimento Tecnologico, sottolinea quanto le importanti risorse derivate dai progetti in corso PNRR e di Rilevante Interesse Nazionale, PRIN, stiano sostenendo innovative azioni di ricerca. La loro conclusione, prevista per la prossima primavera, e i loro risultati sono il motore di diverse iniziative di sperimentazione e disseminazione che non solo stanno contribuendo a rafforzare il ruolo della Mediterranea nel più ampio contesto scientifico nazionale e internazionale, ma stanno creando le condizioni per una crescita complessiva di tutti gli indicatori relativi alla valutazione della qualità della ricerca da parte delle agenzie ministeriali.

Falcomatà al panel “Voci dai conflitti” della Settimana della mediazione: «Sul Medioriente non può esistere una pace calata dall’alto»

Per il sindaco stiamo assistendo ai rigurgiti del XX secolo: «Alla guerra si contrappone l’altra visione del mondo dei giovani che si mobilitano per la pace e contro il genocidio di Gaza»

 

Il sindaco Giuseppe Falcomatà è intervenuto nel corso della “quattro giorni” di alta formazione per avvocati “La settima della mediazione”, organizzata da Digies Università Mediterranea Ismed – AdrmedLab per promuovere il dialogo tra i popoli.

Il contributo del primo cittadino si è inserito nel panel dedicato alle “voci dai conflitti”, un momento in cui Francesca Chirico, nella sala dei lampadari “Italo Falcomatà” di Palazzo San Giorgio, si è confrontata con l’avvocato e docente di criminologia Patrizia Morello e con il reporter del Corriere della Sera, Lorenzo Cremonesi, testimone diretto, dai territori di guerra, di alcuni dei più importanti eventi storici mondiali. A coronamento dell’evento, al quale ha preso parte anche il Consigliere comunale reggino Giovanni Latella, si è tenuta nella Galleria di Palazzo San Giorgio l’inaugurazione della mostra fotografica di Fadi A. Thabet che rappresenta un percorso visivo, potente e poetico, sulle macerie di Gaza.

«Quando si parla di mediazione – ha detto il sindaco Falcomatà – non possiamo non fare riferimento ai conflitti che, oggi, sconvolgono il mondo e che rappresentano gli ultimi rigurgiti di un XX secolo che, come un animale ferito, prova, attraverso le armi, ad affermare la sua esistenza». Ripercorrendo il “secolo breve” rappresentato da Eric J. Hobsbawm, Falcomatà ha sottolineato come, nel ‘900, «l’unica risposta alle divisioni fra le nazioni era la guerra». Ovvero: «Delimitare i confini e alzare i muri».

«Però – ha ribadito – accanto a questo vediamo anche la reazione dei popoli. La Striscia di Gaza è sempre più una falda, una crepa dalla quale stanno nascendo nuovi fermenti e rinnovate coscienze. La mobilitazione spontanea di tanti giovani, di tanti ragazzi, di tanti studenti, la reazione consapevole al genocidio che sta avvenendo in Palestina, è una visione chiara e diversa del mondo che si sta costruendo. E’ una risposta, soprattutto, a chi dice che i giovani rimangono a casa, non si interessano o non si mobilitano. Rispetto a questo, naturalmente, la mediazione svolge un ruolo fondamentale tra due realtà convinte di avere ragione».

«Ecco – ha affermato Giuseppe Falcomatà – bisogna sempre provare a mettersi nei panni dell’altro per provare a capire ogni punto di vista. E questo deve essere il ruolo determinante della politica che è e deve essere, per antonomasia, l’arte della mediazione». Ritornando sulla crisi mediorientale, il sindaco Falcomatà ha fortemente sostenuto che «non può esistere una pace calata dall’alto». «Perché – ha specificato in chiusura – è una pace forzata che non affonda le radici nella necessità di comprendere le ragioni di ognuno, di mettersi nei panni dell’altro per raggiungere un punto di incontro».

In conclusione, Giuseppe Falcomatà si è detto orgoglioso del fatto che Palazzo San Giorgio «sia tornato ad essere non soltanto una casa di vetro, ma la casa di tutti i reggini che, quotidianamente, qui si incontrano, discutono, organizzano eventi, dibattiti, presentazioni di libri e mostre». «Questa – ha concluso – è una cosa che inevitabilmente avvicina i cittadini, i ragazzi, i giovani, gli studenti ai palazzi istituzionali e fa davvero sentire la dimora comunale come una dimora di tutti per costruire una città in cui l’amministrazione municipale è effettivamente partecipata da chi a Reggio ci vive, ci lavora ed immagina di poter costruire il proprio futuro».