Esordio casalingo per la Gallinese al PalaMazzetto, il sindaco Falcomatà: “Che sia un valore aggiunto per questi ragazzi”

Calcio a 5 in occasione della prima partita disputata nella struttura sportiva della Città Metropolitana recentemente interessata da un importante intervento di restyling

 

“In bocca al lupo all’Asd Gallinese che con l’esordio sul parquet del PalaMazzetto al Pianeta Viola trova una nuova casa per le sue imprese sportive”. E’ quanto afferma il sindaco metropolitano di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà. “Passo dopo passo il Pianeta Viola torna ad ospitare eventi sportivi. Dopo l’attività di restyling di questi mesi, che ancora proseguirà sulle pertinenze relative alla foresteria e all’area ricettiva, il gioiellino che è stato per lungo tempo il fiore all’occhiello del basket reggino torna al centro del mondo sportivo”. E’ quanto afferma il sindaco metropolitano di Reggio Calabria a margine del match di Calcio a 5 Asd Gallinese DL, contro Asd Viagrande Catania, valevole per il campionato di Serie B di Calcio a 5, svoltosi quest’oggi nella rinnovata cornice del PalaMazzetto al Pianeta Viola di Reggio Calabria.

 

“Si tratta di un primo passo – ha affermato il sindaco – ma molto significativo per i ragazzi della Gallinese e per il Presidente Domenico Latella e tutto il suo team, che da oggi, seppur ancora a porte chiuse, hanno potuto utilizzare per la prima volta la nuova struttura sportiva. Che sia un nuovo inizio per la Società di Calcio a 5, in grado di portare un valore aggiunto al loro progetto sportivo. E che sia di buon auspicio – ha concluso il sindaco – anche per il Pianeta Viola, che giorno dopo giorno continua ad implementare le sue funzionalità per tornare ad essere uno dei centri nevralgici del circuito sportivo cittadino”.

COSENZA – Mormanno, sequestrati 11 quintali di formaggi irregolari: denunciato il titolare di un’azienda casearia

I Carabinieri Forestali del Parco del Pollino, insieme ai dirigenti veterinari dell’Asp di Cosenza, hanno sequestrato 11 quintali di formaggi in un’azienda di Mormanno, denunciando il titolare per gravi irregolarità igienico-sanitarie e amministrative.

Durante il controllo, i militari hanno accertato che i prodotti caseari erano conservati in ambienti non idonei, privi dei requisiti minimi di igiene.
Molti formaggi erano senza etichetta o con etichette false, riferite ad aziende inesistenti, e alcuni risultavano acquistati tramite la grande distribuzione e rivenduti come produzione propria.

La stagionatura avveniva su scaffalature in legno collocate in locali insalubri, con evidenti rischi per la salute dei consumatori.
Nel corso della stessa operazione, sono stati sequestrati anche quasi 100 chili di salumi e oltre 74 chili di spezie mal conservati.

Il titolare è stato denunciato all’autorità giudiziaria per frode in commercio, vendita di prodotti con segni mendaci e contraffazione o alterazione di marchi e segni distintivi.
Le indagini proseguono per accertare l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti nella filiera di distribuzione dei prodotti.

Fonte:ANSA

REGGIO – Il sindaco Falcomatà esalta il lavoro culturale di cooperazione e condivisione promosso dalla Fondazione Rhegium Julii

Il saluto del primo cittadino alla cerimonia finale dei Premi: «Questa realtà è un punto di riferimento. Insegna che unità e sinergia sono la base per una cultura universale, che sia di tutti e per tutti»

«Unità e sinergia per una cultura universale, che sia di tutti e per tutti». Su questo concetto è ruotato l’intervento del sindaco Giuseppe Falcomatà che, nella cerimonia conclusiva dei Premi Rhegium Julii, è intervenuto – per l’ultima volta nel ruolo di primo cittadino – rivolgendo il suo saluto e quello dell’amministrazione metropolitana alla numerosa platea del teatro “Francesco Cilea” ed ai vincitori del riconoscimento assegnato dalla Fondazione presieduta da Pino Bova.

La prima riflessione del sindaco si è concentrata su un video proiettato in apertura della serata, incentrato sulla pace nel mondo: «Questo cortometraggio è la dimostrazione che il percorso che abbiamo intrapreso, anche lo scorso anno, per candidare Reggio a Capitale italiana della cultura, era un percorso corretto. Noi abbiamo posto all’attenzione del Ministero della Cultura l’idea di una città che non si guardava semplicemente allo specchio rispetto ai suoi 3 mila anni di storia, ma che aveva e ha l’ambizione di assumere su di sé il dovere di fare un pezzettino di strada per attuare politiche di pace».

Nel ringraziare il Rhegium Julii che «questo percorso lo porta avanti, nella nostra città, da 57 anni», Giuseppe Falcomatà si è concentrato sul valore e sul ruolo rappresentati dalla Fondazione in oltre mezzo secolo di vita: «Dodici anni fa, la cultura a Reggio Calabria era qualcosa di divisivo in una città divisa che si portava, addosso, macerie di difficoltà di diversa natura. Al suo interno, la cultura era rappresentata da tantissime associazioni che facevano e fanno un lavoro straordinario per promuoverla nella misura in cui, però, ognuno lavorava per conto proprio. Il Rhegium Julii ci insegna, invece, che la cultura è qualcosa che va condiviso. Non si possono rivendicare primogeniture, ma si ha il dovere di cooperare, di fare squadra, di fare quella famosa sinergia della quale tanto si parla e si abusa. Ecco, l’idea che un cartellone di iniziative, una programmazione culturale possa partire da un’associazione ed essere condivisa con le tante realtà che fanno cultura nella nostra città, 12 anni fa era una cosa di impensabile. Il Rhegium Julii ci dà un esempio importante e noi, anche per questo, lo prendiamo come esempio di dialogo e cooperazione». «Noi – ha aggiunto – il Rhegium Julii, lo dobbiamo ringraziare per tutto quello che sta facendo, per il modo in cui lo sta facendo e lo continuerà a fare».

«Questo – ha concluso Falcomatà – è il mio ultimo saluto al premio Rhegium Julii da sindaco e vi posso soltanto ringraziare per tutto quello che avete fatto nel rappresentare un baluardo per le programmazioni delle politiche culturali della nostra città. Tuttavia, al di là dei ruoli che si occupano, per me il Rhegium Julii rappresenterà sempre un punto di riferimento».

REGGIO – A Palazzo Alvaro al via le iniziative di ‘Slow Grains’, Falcomatà: “Cultura del cibo sano e della tradizione da trasmettere ai più giovani”

La kermesse promuove la fiera del grano organizzata a Reggio Calabria da Slow Food con il sostegno della Città Metropolitana di Reggio Calabria fino al 9 novembre a Piazza Italia

“Il grano è stato, nei secoli di storia, fonte di conflitti e crisi finanziarie, anche nell’impero romano, spesso indotte da prefetti annonari infedeli che nascondevano le derrate alimentari per creare difficoltà al governo dell’epoca. Ricordo questo per evidenziare quanta cultura c’è attorno al grano, che non è un semplice prodotto di consumo, ma appartiene alla nostra storia e alla nostra identità che dobbiamo continuare a valorizzare sempre di più. Come Città metropolitana siamo molto contenti di aver abbracciato la comunità di Slow Food, raccogliendo l’invito convito del consigliere Giuseppe Giordano che ringrazio per il lavoro brillante che ha portato avanti in questi anni insieme alle associazioni di settore. Ci ha fatto aprire ancora di più nei confronti di un mondo agricolo consapevole e di qualità, due concetti che dobbiamo sempre maggiormente valorizzare”.

Così il sindaco metropolitano di Reggio Calabria, partecipando a Palazzo Alvaro alla cerimonia di apertura della fiera ‘Slow Grains, dialoghi per coltivare il futuro’, promossa da Slow Food con il patrocinio della Città Metropolitana. Le iniziative di approfondimento ed mercato di Slow Grains, si svolgeranno fino a domenica 9 novembre a Reggio Calabria, tra Piazza Italia e la sala biblioteca di Palazzo Alvaro.

“La cultura del cibo sano e della tradizione – ha affermato ancora il sindaco portando il suo saluto alla kermesse di Slow Food – necessita un consumo maggiore di prodotti della nostra tradizione ed una consapevolezza che parta soprattutto dai più giovani. Siamo quindi particolarmente lieti di poter ospitare a piazza Italia e a Palazzo Alvaro, che sono il salotto della nostra città, questa tre giorni dedicata al grano e a tutta la grande comunità di operatori che ruota attorno ad essa”.

COSENZA – Tratto in arresto un trentunenne di nazionalità marocchina sospettato dell’omicidio di un connazionale avvenuto a Corigliano-Rossano

Dopo tre giorni di incessanti ricerche, grazie a una fitta rete di controlli e appostamenti, è finita ieri mattina la fuga del cittadino marocchino sospettato di aver ucciso con sette coltellate un connazionale nella serata del 4 novembre in contrada Seggio, area urbana di Rossano (CS).

Il fermo è avvenuto ad opera della Squadra Mobile della Questura di Cosenza, unitamente a personale del Commissariato di P.S. Corigliano – Rossano, con il coordinamento della Procura di Castrovillari. Gli investigatori hanno seguito senza sosta le tracce del presunto autore dell’omicidio fermandolo nelle campagne di Rossano, dove si era rifugiato dopo il delitto.

La Segreteria Provinciale del SAP di Cosenza è fiera dei colleghi che con grande abnegazione e professionalità si sono adoperati senza sosta nelle ricerche. Un risultato che testimonia, ancora una volta la dedizione, la tempestività e l’alto senso del dovere che contraddistinguono ogni giorno le donne e gli uomini della Polizia di Stato. Essere poliziotti non è una semplice professione, forse la più rischiosa che possa essere svolta, ma una missione in cui crediamo profondamente e per la quale siamo disposti ad ogni sacrificio.

Soccorsi in Aspromonte, ritrovati e portati in salvo due cercatori di funghi dispersi in zona Zomaro

Nei giorni scorsi, si è conclusa con successo l’operazione di ricerca e soccorso in Aspromonte, in località Zomaro, dove due cercatori di funghi sono stati ritrovati in buono stato di salute grazie al tempestivo intervento congiunto della Polizia di Stato e dei Vigili del Fuoco.

L’allarme è scattato di mattina, dopo che i due soggetti, avventuratisi alla ricerca di funghi, si erano ritrovati completamente disorientati. La loro escursione li aveva condotti in una zona impervia, una sorta di “imbuto” naturale, da cui avevano tentato di risalire la montagna, imbattendosi però in una serie di cave che ne avevano complicato l’orientamento. L’unica possibilità di comunicazione è stata un vecchio telefono cellulare privo di GPS, dal quale è partita la richiesta di aiuto.

Le prime coordinate fornite si sono rilevate errate, rendendo le ricerche inizialmente difficoltose e i poliziotti del Commissariato di P.S. di Cittanova hanno, quindi, adottato una strategia basata su una comunicazione continua con i dispersi. Attraverso ripetute telefonate, i poliziotti e i Vigili del Fuoco hanno raccolto vaghe descrizioni dei luoghi e di rumori percepiti, fondamentali per circoscrivere l’area di ricerca. Sono state avviate ricerche a piedi e, contemporaneamente, diverse pattuglie si sono posizionale in punti strategici, attivando le sirene dei veicoli per dare riferimenti acustici ai dispersi.

La svolta decisiva si è avuta con l’intervento dell’elicottero. I dispersi hanno potuto riferire di sentire l’aeromobile “alla loro destra, guardando verso il porto di Gioia Tauro“, un dettaglio cruciale che ha permesso di focalizzare l’area di intervento.

Nel primo pomeriggio, i due dispersi sono stati individuati e, poco dopo, recuperati tramite l’elicottero dei Vigili del Fuoco, in buono stato di salute.

L’operazione evidenzia l’efficacia della sinergia tra la Polizia di Stato e Vigili del Fuoco e l’importanza della prontezza operativa delle squadre di soccorso nel difficile ambiente montano dell’Aspromonte.

Sud in affanno: più pensionati che lavoratori. Reggio, Cosenza e Messina tra le province più in difficoltà

Nel Mezzogiorno si è ormai consolidato un equilibrio preoccupante: i pensionati superano di gran lunga i lavoratori attivi.
Secondo un’analisi dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, nel 2024 nel Sud e nelle Isole sono state erogate 7,3 milioni di pensioni, a fronte di 6,4 milioni di occupati.
È l’unica area del Paese in cui il numero di assegni previdenziali ha superato quello dei contribuenti attivi.

La Puglia guida la classifica con un saldo negativo di oltre 231.700 unità, seguita da Calabria e Sicilia, dove lo squilibrio è ormai strutturale.
All’estremo opposto, le regioni del Nord come Lombardia, Veneto, Lazio, Emilia Romagna e Toscana mantengono un saldo fortemente positivo, grazie all’aumento dell’occupazione registrato negli ultimi anni.

Tra le realtà più critiche figurano Lecce (-90.306), Reggio Calabria (-86.977), Cosenza (-80.430), Taranto (-77.958) e Messina (-77.002).
L’alto numero di pensioni nel Sud non deriva tanto dalle pensioni di vecchiaia, quanto dalla diffusione di trattamenti assistenziali e di invalidità, conseguenza di fattori ormai cronici: denatalità, invecchiamento della popolazione, scarsa occupazione e lavoro nero.

Questa combinazione, osserva la Cgia, ha progressivamente ridotto il numero dei contribuenti attivi, gonfiando al contempo la platea dei percettori di welfare.

Con sempre più pensionati e un numero stabile di lavoratori, la spesa pubblica è destinata a crescere.
Senza interventi strutturali, tali dinamiche potrebbero compromettere l’equilibrio dei conti dello Stato e la tenuta economico-sociale del Paese.
Secondo la Cgia, una priorità assoluta deve essere l’emersione del lavoro nero e l’aumento dei tassi di occupazione giovanile e femminile, ancora tra i più bassi d’Europa.

Lo studio evidenzia che anche in otto province settentrionali – tra cui Genova, Savona, Ferrara, Biella e Alessandria – le pensioni hanno superato i lavoratori attivi.
Su 107 province italiane, solo 59 presentano ancora un saldo positivo.

Le poche eccezioni al Sud riguardano Matera, Pescara, Bari, Cagliari e Ragusa, che riescono a mantenere un rapporto equilibrato grazie a una maggiore presenza di occupazione stabile.

Il problema non è solo sociale, ma anche produttivo.
Nelle regioni più piccole, l’età media dei dipendenti è in costante aumento: in Basilicata per ogni 100 lavoratori under 35 ci sono 83 over 55, seguita da Sardegna (82,2), Molise (81,2) e Abruzzo (77,5).
Il dato nazionale è di 65,2, ma in alcune aree del Nord, come Lombardia (58,6) e Trentino-Alto Adige (50,2), la situazione è più sostenibile.

La prospettiva è allarmante: entro il 2029, circa 3 milioni di italiani lasceranno il mondo del lavoro per raggiunti limiti d’età, di cui oltre due milioni nel Centro-Nord.
Un vero esodo che rischia di lasciare scoperte intere filiere produttive.
Le imprese, già oggi in difficoltà nel reperire personale qualificato, dovranno fare i conti con un ulteriore calo della forza lavoro.

Una tendenza che, se non invertita, potrebbe segnare una nuova frattura economica tra Nord e Sud e mettere a rischio la sostenibilità del sistema previdenziale italiano.

Fonte:Gazzetta del Sud