A Palazzo San Giorgio la presentazione della Segreteria Generale di Confintesa Reggio Calabria Città Metropolitana

In rappresentanza dell’Amministrazione c’erano l’assessore alle Attività produttive Alex Tripodi e il consigliere comunale con delega al Turismo e allo Sport Giovanni Latella

È stata presentata nel salone dei Lampadari “Italo Falcomatà” di Palazzo San Giorgio, la Segreteria generale di Confintesa Reggio Calabria Città Metropolitana. All’incontro hanno preso parte, per l’Amministrazione comunale, l’assessore alle Attività produttive Alex Tripodi e il consigliere comunale con delega al Turismo e allo Sport Giovanni Latella. Per Confintesa erano presenti il segretario generale Francesco Prudenzano, il coordinatore regionale Saverio Pizzuti e il segretario generale di Reggio Calabria Città Metropolitana Renato Raffa, che ha anche moderato i lavori. Raffa ha espresso «orgoglio ed entusiasmo per un inizio che rappresenta una scommessa per questa terra. Una scommessa che parte da palazzo San Giorgio, dalla casa dei cittadini per ripartire dalla dignità della persona». Il segretario ha auspicato «un percorso importante e condiviso con le istituzioni, fondato su collaborazione e responsabilità». «I dati sulla Calabria – ha affermato ancora Raffa – sono drammatici: abbiamo perso oltre il 10% della popolazione lavorativa dal 1995, con quasi un calabrese su due a rischio povertà e un tasso di NEET (giovani inattivi) che è il più alto d’Italia, al 26,2%. La riduzione della disoccupazione non è merito di nuovi posti, ma del ritiro delle persone dal mercato. Ci chiediamo: quale madre partorisce i propri figli per vederli andar via? Confintesa si pone come Osservatorio di sicura attendibilità, respingendo con forza l’idea di un sindacato politicizzato, con l’obiettivo di affrontare questa crisi strutturale che mina la dignità della persona. Dobbiamo lavorare insieme, Istituzioni e corpi intermedi, per un confronto snello e pratico che progetti un futuro duraturo e inclusivo»

Il segretario generale Prudenzano ha illustrato i punti salienti della visione di Confintesa: «Siamo presenti da tre anni nel CNEL. In questo territorio esiste un problema di democrazia che vogliamo contribuire ad affrontare con segni concreti. Il ruolo del sindacato ha un valore essenziale come rappresentanza collettiva: vogliamo rimettere al centro un’idea sana di corpo intermedio, non confusa con altri interessi».

L’assessore Tripodi ha evidenziato che «partire da questa sala significa costruire un rapporto forte con le istituzioni locali. È un’iniziativa che può aprire un percorso nuovo in un momento di crisi della democrazia rappresentativa». Ha poi ribadito l’importanza dei luoghi di lavoro come «primo pilastro della partecipazione», aggiungendo che «il rapporto con chi produce deve rientrare in un’agenda ampia, in cui il sindacato è parte attiva di un processo di democrazia diretta».

Il consigliere Latella ha rivolto un benvenuto alla nuova Segreteria, definendola «una presenza di diritti e di democrazia. Serve richiamare l’attenzione sul mondo giovanile, su chi cerca lavoro e su chi è costretto a lasciare la città» ed ha poi ricordato il prezioso  lavoro svolto dall’Amministrazione Falcomatà sul precariato: «Abbiamo stabilizzato oltre 200 lavoratori, restituendo dignità al lavoro e rafforzando l’organico comunale. È una base da cui partire per continuare, insieme, a trasformare le difficoltà in occasioni di sviluppo».

Il coordinatore regionale Pizzuti ha posto l’accento sulle emergenze sociali: «Se non offriamo un contributo serio e strutturato, rischiamo che la crescita demografica della Calabria resti a livelli drammatici, con una popolazione sempre più anziana e una perdita ulteriore di attrattività. Occorre intervenire con responsabilità e visione».

CALABRIA – 50 mila nomi sotto osservazione: la mappa silenziosa della ’ndrangheta

Un numero, più di qualunque analisi, restituisce la dimensione reale del fenomeno mafioso in Calabria: 50 mila nominativi. È quanto emerge dalla banca dati della Direzione investigativa antimafia, un archivio che copre quattro province e che fotografa un territorio in cui la presenza della ’ndrangheta non rappresenta un’eccezione, ma una condizione strutturale.

Il dato è stato illustrato nel corso della conferenza stampa della Dia di Catanzaro, durante la quale il direttore Beniamino Fazio ha utilizzato parole dirette e senza ambiguità: «Nella vita quotidiana di ogni calabrese la presenza della ’ndrangheta è tangibile». Un controllo che non si manifesta solo attraverso le estorsioni, che restano comunque diffuse, ma soprattutto tramite forme più silenziose e pervasive, come l’imposizione di forniture commerciali: dal caffè nei bar alla carne nelle macellerie.

I 50 mila soggetti “attenzionati” non coincidono con altrettanti affiliati, ma delineano l’estensione della cosiddetta area grigia. Una zona fatta di relazioni, contatti, pressioni e connivenze, nella quale la criminalità organizzata consolida il proprio potere economico e sociale. È qui che la ’ndrangheta trova linfa, infiltrandosi nel tessuto economico quotidiano e nell’economia legale.

«Ci troviamo di fronte a numeri impressionanti», ha ammesso Fazio, sottolineando come il distretto di Catanzaro — teatro di inchieste e processi di portata storica come Rinascita Scott — si confermi tra i più esposti d’Italia. La banca dati della Dia racconta non solo la forza criminale dei clan, ma anche la loro capacità di mimetizzarsi e penetrare in contesti apparentemente lontani dalle logiche mafiose.

Tra i nominativi attenzionati figurano profili diversi: soggetti contigui alle cosche, contatti occasionali, imprenditori sottoposti a pressioni, prestanome, facilitatori e persone insospettabili. Una rete fluida e trasversale che attraversa politica, professioni, commercio e vita quotidiana.

Accanto ai dati investigativi, la Dia ha presentato anche il calendario 2026, dedicato alle donne della legalità. Un omaggio a magistrate, forze dell’ordine, giornaliste, docenti e cittadine che ogni giorno portano avanti una resistenza civile alla criminalità organizzata. Tra le figure ricordate, Rita Atria, giovane testimone di giustizia che collaborò con Paolo Borsellino e che parlava della necessità di combattere «la mafia che è dentro di noi».

Un richiamo forte e attuale: la repressione giudiziaria, da sola, non basta. Serve un cambiamento culturale profondo, soprattutto tra le nuove generazioni, spesso lontane dalla comprensione reale del fenomeno mafioso, ridotto troppo spesso a cronaca giudiziaria. La sfida, oggi più che mai, è anche sociale e culturale.

Fonte: Calabria7

Mantegna: “Tutelare il lavoro dei migranti in agricoltura. La nostra da sempre è una terra d’accoglienza”

Il Consigliere delegato è intervenuto a Palazzo Alvaro durante il secondo incontro del progetto Campagne Aperte: politiche inclusive, ricerca e testimonianze dal territorio

Il consigliere metropolitano delegato di Reggio Calabria, Domenico Mantegna, ha partecipato oggi, a Palazzo Alvaro, al secondo incontro provinciale di ‘Campagne aperte’, promosso dal Centro regionale d’intervento per la cooperazione (Cric) in collaborazione con la Città Metropolitana, Arci Reggio Calabria aps, Re.Co.Sol, federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Medu, Nuvola rossa aps, Università della Calabria, sostenuto da Fondazione ‘Con il Sud’.

Campagne Aperte è un laboratorio territoriale che opera per affrancare dallo sfruttamento e dall’isolamento sociale i lavoratori e le lavoratrici di origine straniera, promuovendo diritti, partecipazione e filiere più eque nella Città Metropolitana.

“Il nostro impegno come Città Metropolitana, su indirizzo del sindaco Giuseppe Falcomatà, è sempre proteso alla piena affermazione dei diritti per ogni cittadino, soprattutto in settori fragili, compresi quelli in cui operano lavoratori e lavoratrici di origine straniera. Si tratta di persone che occupano ruoli importanti in una filiera strategica quale quella dell’agricoltura”. Così il consigliere metropolitano Domenico Mantegna che ha aggiunto: “Viviamo ed operiamo in una terra che da millenni è crocevia di popoli e di culture, ricca di esperienze di accoglienza ed integrazione. E’ quindi opportuno – ha concluso – incentivare e partecipare ad ogni esperienza utile affinché si possa contribuire alla realizzazione di buone pratiche di inclusione, cercando di superare l’approccio emergenziale”.

“Chiamatemi Marmellata”: una mostra fotografica alla Galleria di Palazzo San Giorgio per sensibilizzare alla tematica dell’infanzia

È stata inaugurata presso la Galleria di Palazzo San Giorgio la mostra fotografica “Chiamatemi Marmellata” di Tanino Todaro; un percorso visivo che rimarrà aperto al pubblico fino al 19 dicembre.

L’esposizione raccoglie immagini realizzate dall’autore tra il Nepal degli anni Novanta, la Costa d’Avorio, il Libano e l’Amazzonia brasiliana; all’interno di progetti dedicati all’infanzia e sviluppati in collaborazione con realtà sociali e culturali locali.

Todaro, sensibilizzato alla tematica dell’infanzia come obiettore di coscienza della Caritas negli anni ’80, racconta attraverso questa mostra un viaggio umano prima ancora che artistico. Il titolo trae ispirazione da un episodio vissuto in una casa famiglia di Reggio Calabria; dove un bambino in difficoltà decise di ribattezzarlo “Marmellata”, riconoscendone la dolcezza e la capacità di ascolto. Un gesto semplice, ma destinato a segnare l’animo dell’autore e quindi il suo modo di fotografare.

“Chiamatemi Marmellata” intende offrire al pubblico uno sguardo sull’infanzia nel mondo, sulle sue fragilità e sulle sue possibilità;un invito inequivocabile a riflettere sul diritto universale dei bambini a crescere in un ambiente che li protegga, li educhi e li accompagni nello sviluppo.

La cittadinanza è invitata a visitare la mostra presso la Galleria di Palazzo San Giorgio fino al 19 dicembre, nei giorni e negli orari di apertura al pubblico.

REGGIO – Operazioni dei Carabinieri Forestali contro tagli boschivi irregolari e furto di materiale legnoso

Nei giorni scorsi, nel corso di un servizio d’Istituto finalizzato al contrasto del fenomeno dei tagli illegali, coordinato dal Reparto CC P.N. “Aspromonte” di Reggio Calabria, i militari del Nucleo CC Parco di Oppido Mamertina individuavano, in località “Castello”, agro del comune di Oppido Mamertina, un taglio abusivo di circa 40 piante di leccio, con diametri compresi tra 30 e 40 cm. Il materiale legnoso, già sezionato in tronchetti e accatastato, era pronto per il trasporto.

A seguito di tale rinvenimento veniva avviata un’attività di osservazione mediante fototrappola, grazie alla quale venivano acquisiti video e immagini utili all’identificazione dei responsabili. Le riprese mostravano più soggetti impegnati nel carico e nel trasporto del materiale legnoso attraverso una macchina agricola.

Il materiale sottratto veniva quantificato in circa 50/60 quintali. Cinque soggetti, tra cui un minorenne, venivano deferiti all’Autorità Giudiziaria per furto di materiale legnoso ai sensi degli artt. 110 e 625 C.P.

Contestualmente, il Nucleo Carabinieri Parco di Bagaladi accertava l’esecuzione di un intervento di taglio boschivo di leccio e castagno su una superficie di 10.000 mq all’interno del perimetro del Parco Nazionale dell’Aspromonte, in assenza del necessario nulla osta dell’Ente Parco.

Tre persone, coinvolte a vario titolo nella progettazione ed esecuzione dell’intervento, venivano deferite all’Autorità Giudiziaria per la violazione dell’art. 13 della L. 394/1991 (Legge Quadro sulle Aree Naturali Protette).

Le operazioni condotte rientrano nell’impegno quotidiano dei Carabinieri Forestali nel prevenire e reprimere i reati ambientali, garantendo la protezione del patrimonio boschivo e la corretta gestione delle risorse naturali.

 

Si comunica quanto precede nel rispetto dei diritti dell’indagato (da ritenersi presunto innocente in considerazione dell’attuale fase del procedimento fino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile), al fine di garantire il diritto di cronaca costituzionalmente previsto.

Milia (FI): “Commissione farsa, la maggioranza blocca ancora le circoscrizioni”

Quella di oggi è stata l’ennesima dimostrazione che la seconda Commissione è ormai diventata una farsa, una perdita di tempo e di lavoro istituzionale che non produce alcun risultato utile per la città. La maggioranza continua a perdere tempo, a rimandare, a rifiutare ogni assunzione di responsabilità, con scuse continue e sempre diverse a discapito diretto dei cittadini che chiedono solo risposte e serietà.”

A dichiararlo in una nota il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale Federico Milia.

“Nonostante il parere favorevole del dirigente del Settore Bilancio, la delibera sulle circoscrizioni non è stata nemmeno messa in votazione. Un ritardo volutamente costruito, l’ennesima tattica dilatoria da parte di chi, evidentemente, non ha alcuna intenzione di portare avanti un percorso che loro stessi avevano annunciato e approvato in auladichiara Milia.

È ormai evidente che la maggioranza non ha né la volontà né la capacità di sostenere un dialogo serio per la crescita della città. Le loro continue diatribe interne, gli scontri sotterranei e gli equilibri di potere sono diventati ostacoli invalicabili per qualsiasi decisione amministrativaprosegue il capogruppo– la città affonda e loro continuano a guardarsi allo specchio, incapaci di decidere e di governare”.

A questo punto è inutile proseguire i lavori in Commissione: la discussione è stata svuotata di ogni senso. Se la maggioranza non vuole ripristinare le circoscrizioni, abbia almeno il coraggio di assumersi la responsabilità politica di bocciare la propria stessa delibera direttamente in aula, alla luce del sole e davanti alla città”.

Non accetteremo più perdite di tempo, né farse procedurali che umiliano le istituzioni e penalizzano Reggio Calabria. La città merita risposte, non ritardi e incompetenzaconclude Milia.

VIBO V. – Viola il DACUR, sorpreso nei pressi di un pub, denunciato dalla Polizia di Stato

Continuano i servizi straordinari interforze volti a innalzare i livelli di ordine e sicurezza pubblica disposti dal Questore di Vibo Valentia dott. Rodolfo Ruperti, dopo attenta analisi svolta in seno al Comitato Provinciale per  l’ Ordine  e la Sicurezza Pubblica.

In occasione di suddetti servizi i poliziotti della Questura hanno denunciato alla competente Autorità Giudiziaria un uomo per la violazione dell’art. 13/bis, comma 6 del D.L. 14/2017, poiché lo stesso, essendo sottoposto alla misura di prevenzione personale del D.A.C.U.R, veniva sorpreso nei pressi di un pub della città.

Si ricorda che il DACUR (divieto d’accesso alle aree urbane) conosciuto anche come “Daspo Willy”, è una misura di prevenzione di competenza del Questore introdotta dal legislatore al fine di impedire, a chi si è reso responsabile di gravi disordini in pubblici esercizi o nei loro pressi, di frequentare le zone della città più affollate e della movida e, la sua violazione viene sanzionata dalla legge con la pena della reclusione da 1 a 3 anni e con la multa da 10.000 a 24.000 euro.

Inoltre, nel medesimo contesto, personale della Polizia Locale impiegata nel citato servizio interforze ha denunciato in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria ai sensi dell’art. 186 comma 7 del Codice della Strada un altro uomo che, palesemente in stato di ebbrezza, si rifiutava di sottoporsi ad accertamento con precursore.

Le attività hanno visto impiegati uomini e mezzi della Polizia di Stato, che vi ha partecipato con le varie articolazioni della Questura, con l’ausilio del Reparto Prevenzione Crimine “Calabria Centrale”, della Sezione Polizia Stradale di Vibo Valentia, unitamente a militari dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e con il contributo anche della Polizia Locale.

Nell’ambito delle attività di polizia, sono state identificate nr. 474 persone, di cui nr. 75 penalmente censite, controllati nr.214 veicoli, e controllati diversi soggetti sottoposti agli arresti domiciliari e ad altre misure restrittive.

Le articolate attività poste in essere, caratterizzate anche dalla predisposizione di numerosi posti di controllo lungo le strade di accesso alla città, nonché nei luoghi della movida serale e notturna,  hanno avuto quale prioritario obiettivo quello di infrenare l’abuso di sostanze alcoliche, la somministrazione delle stesse ai minori, lo spaccio e il consumo di sostanze stupefacenti, le risse, gli atti di vandalismo, di violenza e di ogni altra forma diffusa di illegalità. E ciò al fine di poter assicurare l’ordinata e pacifica fruizione, ai frequentatori delle vie e piazze delle zone della “movida”, dei locali, nonché ai residenti ed ai titolari delle diverse attività commerciali.

Si specifica che i provvedimenti adottati in fase investigativa e/o dibattimentale non implicano alcuna responsabilità dei soggetti sottoposti ad indagini ovvero imputati e che le informazioni sul procedimento penale in corso sono fornite in modo da chiarire la fase in cui il procedimento pende e da assicurare, in ogni caso, il diritto della persona sottoposta ad indagini e dell’imputato a non essere indicati come colpevoli fino a quando la colpevolezza non è stata accertata con sentenza o decreto penale di condanna irrevocabili.

Trofeo Anassilao: a Reggio Calabria trionfano Ssd Unime

Sono la Ssd Unime e la Asd Roller Infinity Crotone a vincere la IV edizione del Trofeo Anassilao per quel che riguarda il nuoto ed il pattinaggio artistico.

Le competizioni si sono svolte sabato 6 e domenica 7 dicembre al Parco Caserta Sport Village di Reggio Calabria, in attesa del torneo di pallanuoto che si svolgerà il prossimo 21 dicembre.

La manifestazione, organizzata da Italica Sport che è anche gestore del centro sportivo reggino, ha visto come ogni anno una grande partecipazione di atleti soprattutto da Calabria e Sicilia.

E in terra siciliana va quest’anno il trofeo per quel che concerne il nuoto. Lo vincono i messinesi della Ssd Unime, superando le società piazzatesi al secondo al terzo posto: la Kairos Lamezia e  i padroni di casa dell’Italica Sport Reggio Calabria.

Il successo della società messinese è arrivato con 83914 punti Fina ottenuti nella classifica generale, superando i lametini (39013) e i reggini (31374). Quarto posto per l’Asd Blu Team Nuoto di Villa San Giovanni che era la detentrice del Trofeo Anassilao e quinto per Esperienza Nuoto.

A livello individuale Gabriele Mascaro (Kairos Lamezia) e Emma Arcudi (Ssd Unime) hanno vinto il Trofeo del Tiranno maschile e femminile, riservato ai vincitori dell’Australiana. La Coppa dell’Olimpo (migliore prestazione tecnica secondo il punteggio Fina) è stata vinta sempre da Emma Arcudi nel femminile e da Cristian Molonia (Ssd Unime) nel maschile.

Il Trofeo Anassilao di pattinaggio artistico è stato, invece, assegnato con una competizione riservata alle categorie Primi Passi e Giovani Promesse. La classifica è stata stilata in base ai punteggi conseguiti dai migliori dieci singoli atleti nelle diverse gare, la cui somma ha dato il risultato ottenuto dalle varie società. Secondo posto per il Cus Catania e terzo per la Società Calabria. Il Trofeo Anassilao di pattinaggio artistico torna in Calabria dopo che negli ultimi anni era sempre stato vinto da società siciliane.