CROTONE – Epifania blindata: maxi controlli della Polizia, centinaia di persone identificate

Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio il Questore della Provincia di Crotone, Renato PANVINO, ha disposto un imponente servizio nella città di Crotone, impegnando le diverse articolazioni della Questura e delle Specialità, tra questi personale dell’Anticrimine, della Squadra Mobile, della Digos, della Polizia Amministrativa, dell’Ufficio Immigrazione, della Polizia Stradale e della Polfer, finalizzato alla prevenzione e repressione di reati ed in particolare allo spaccio degli stupefacenti, nonché al controllo di pregiudicati agli arresti domiciliari e dei sorvegliati speciali.

I risultati conseguiti dall’attività di prevenzione sono i seguenti:

nr. 559 persone identificate, di cui 113 positivi e 24 extracomunitari

nr. 252 veicoli controllati

– nr. 1 denunciato all’Autorità Giudiziaria

nr. 5 infrazioni al Codice della Strada

– nr. 1 segnalazione al Sig. Prefetto per possesso di sostanze stupefacenti per uso personale

Il Personale della Divisione Anticrimine ha posto l’attenzione su nr. 35 soggetti sottoposti alla limitazione della libertà personale (agli arresti domiciliari per reati commessi in materia di stupefacenti e di associazione a delinquere di stampo mafioso e ai sorvegliati speciali), tutti residenti nel comune di Crotone.

Il personale della Squadra Mobile ha controllato nr. 10 persone, di cui nr. 6 risultate positive in banca dati SDI, ed eseguito una perquisizione locale.

L’attività di prevenzione ha anche interessato le strade statali, ove la Polizia Stradale ha identificato nr. 5 persone, di cui nr. 3 risultate positive in banca dati SDI, ed ha controllato nr. 5 veicoli.

La Polizia Ferroviaria ha posto l’attenzione sulle aree adiacenti alla stazione e sulle principali arterie stradali ove ha effettuato nr. 2 posti di controllo, identificato nr. 84 persone, di cui nr. 24 positive, e ha controllato nr. 49 veicoli.

Mentre, gli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine hanno effettuato diversi posti di controllo nel territorio di Crotone nel corso dei quali ha identificato nr. 135 persone, di cui nr. 41 con precedenti, ha controllato nr. 73 veicoli ed elevato nr. 4 infrazioni al Codice della Strada, sospendendo dalla circolazione nr. 4 veicoli.

Nella medesima giornata, gli Agenti delle Volanti hanno deferito all’Autorità Giudiziaria nr. 1 uomo resosi responsabile del tentato furto di generi alimentari ai danni di un esercizio commerciale della periferia del capoluogo e segnalato al Sig. Prefetto nr. 1 soggetto per detenzione di sostanza stupefacente finalizzata all’uso personale. Contestualmente, il medesimo personale impiegato nel servizio di controllo del territorio ha identificato nr. 239 persone, di cui nr. 34 con precedenti, ha controllato nr. 114 veicoli e ha elevato nr. 1 sanzione al Codice della Strada.

ARGHILLA’ – Gruppo RED: presentata interrogazione su pista di pattinaggio, necessarie risposte e risorse su opere pubbliche ferme da decenni

Sul quartiere di Arghillà per troppo tempo si è discusso senza portare realmente soluzioni pratiche ed affrontando il tema senza avere contezza delle potenzialità e delle risorse destinate a tale zona e misteriosamente ferme.

Troppi interventi spot ma poche soluzioni concrete rispetto alla potenzialità di una zona della città di Reggio Calabria dove negli anni sono state investite parecchie risorse che tuttavia risultano ferme e non spese.

Il gruppo RED ha ritenuto necessario presentare un interrogazione e chiedere un approfondimento serio e documentale sulla pista di pattinaggio finanziata originariamente con fondi del Decreto Reggio per oltre 600.000 euro ed oggi abbandonata, vandalizzata e ricettacolo di rifiuti ed immondizia queste le dichiarazioni del Capogruppo del Gruppo R.E.D. Avv Antonino Castorina e del Vice Sindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria Carmelo Versace.

Tale opera ufficialmente finita e collaudata nel 2008, dopo una serie di vicissitudini amministrative e un progetto iniziale datato 1994 è ancora ferma ed abbandonata all’incuria e simbolo dell’illegalità.

Atteso che  I lavori erano stati consegnati nel 2000 e l’opera avrebbe dovuto essere completata nel 2002 dopo oltre vent’anni siamo ancora al punto di partenza dichiarano Castorina e Versace.

Atteso che l’amministrazione comunale aveva dato disponibilità di inserire nella programmazione del PON 2021-2027 il recupero della pista di pattinaggio ad oggi la zona è abbandonata, i lavori non sono ricominciata e tutto sembra avvolto nel mistero e nel silenzio dichiarano gli esponenti del Gruppo RED.

In ragione di questa situazione concludono Castorina e Versace abbiamo depositato un interrogazione alla Presidenza del Consiglio per fare luce e stimolo su questa struttura rilanciando anche l’esigenza di una Commissione ad HOC da fare proprio su Arghillà anche alla presenza delle altre istituzioni per assumere impegni concreti con risorse disponibili ed un cronoprogramma certo .

Il Gruppo Consiliare R.E.D proseguirà con forza e determinazione affermano gli esponenti di Palazzo San Giorgio la propria attività politica ed amministrativa volta alla completa realizzazione del programma politico- elettorale stimolando l’esecutivo e l’amministrazione sui temi principali che riguardano la nostra città e con una voce critica e costruttiva nella consapevolezza che solo affrontando i problemi , approntando un dialogo costruttivo tra le varie istituzioni e prospettando soluzioni sostenibili e definite si possono raggiungere gli obiettivi che ci chiede la cittadinanza.

 

ATTUALITA’ – Stazione di Bologna, capotreno ucciso: allarme sulla sicurezza delle aree riservate ai lavoratori

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profondo cordoglio per la tragica uccisione di Alessandro Ambrosio, capotreno di 34 anni dipendente di Trenitalia, avvenuta nei pressi del parcheggio riservato al personale della stazione ferroviaria di Bologna, e manifesta la propria vicinanza alla famiglia della vittima, ai colleghi e all’intera comunità dei lavoratori del settore ferroviario.

Dalle informazioni finora rese note, il giovane lavoratore sarebbe stato mortalmente colpito all’addome con un’arma da taglio mentre si stava dirigendo verso l’area di parcheggio dedicata ai dipendenti, in una zona non aperta ai viaggiatori. L’aggressore si sarebbe dato alla fuga. Sul luogo dell’omicidio sono intervenute la Polizia Ferroviaria e la Squadra Mobile, con il medico legale, sotto il coordinamento del pubblico ministero Michele Martorelli; sono in corso rilievi scientifici e l’acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza.

Il Coordinamento ritiene necessario evidenziare con forza alcune criticità strutturali che questo grave episodio porta alla luce. In primo luogo, la vulnerabilità delle aree di pertinenza ferroviaria e dei percorsi utilizzati quotidianamente dai lavoratori, anche al di fuori dell’orario di servizio. La sicurezza non può essere limitata agli spazi aperti al pubblico o ai turni lavorativi, ma deve estendersi a tutte le aree funzionalmente connesse all’attività professionale.

In secondo luogo, emerge l’urgenza di una revisione complessiva dei protocolli di prevenzione e di controllo, con particolare attenzione ai parcheggi riservati al personale e alle zone periferiche degli scali ferroviari, spesso caratterizzate da insufficiente presidio e sorveglianza. Tali carenze configurano un rischio concreto per l’incolumità dei lavoratori e rappresentano una violazione del diritto fondamentale alla sicurezza.

Il Coordinamento sottolinea inoltre la necessità di un approccio integrato che affianchi alle misure di sicurezza fisica un investimento sistematico nella prevenzione sociale e culturale della violenza. La tutela dei diritti umani, a partire dal diritto alla vita e alla dignità del lavoro, richiede politiche pubbliche coerenti, responsabilità istituzionale e un impegno educativo costante volto a contrastare il degrado, l’emarginazione e l’aggressività.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani auspica che venga fatta piena luce sull’accaduto e che questa tragedia diventi occasione per un intervento strutturale e non episodico, finalizzato a rafforzare la sicurezza nei luoghi di lavoro e a riaffermare, con azioni concrete, la centralità della persona e dei suoi diritti fondamentali.

prof. Romano Pesavento

Presidente CNDDU

SPORT – La Sideco Basketball Lamezia lotta con grinta contro un Soverato solido. Tre i punti di differenza: 50-53 il punteggio

Lamezia Terme 5 gennaio 2026 – Solo a tre punti di distanza. Nella tredicesima giornata di campionato di DR1, la Sideco Basketball Lamezia ha lottato con grinta e senza cercare di abbassare mai la guardia contro un NB Soverato sì solido, ma non impenetrabile. In un Palagagliardi, sede cambiata purtroppo in corso d’opera al posto del PalaGatti, come sempre pieno di tifosi che seguono la squadra lametina con passione, il punteggio di 50-53 è quello finale.

«Lasciare degli avversari così forti a 53 punti per noi è un ottimo risultato – ha detto coach Davide Piccione. Tuttavia, abbiamo commesso un po’ di errori sotto canestro oltre ad aver subito degli episodi che ci hanno svantaggiatoEpisodi che, in una partita punto a punto, fanno la differenza. In ogni caso, a prescindere da tutto, i ragazzi hanno giocato un’ottima partita. Chiunque è entrato in campo, anche solo per un secondo, ha fatto quello che ho chiesto e quello per cui ci siamo allenati».

Episodi caratterizzati da diversi falli tecnici assegnati in momenti delicati della garaErrori, commessi dai gialloblu, che possono essere limati con il fondamentale lavoro di squadra che sta contraddistinguendo gli allenamenti. Allenamenti che mostrano una forte difesa serrata, volta a un tallonamento degli avversari tanto da rendere l’attacco ospite meno incisivo, come è successo.

«Abbiamo difeso bene e il punteggio avversario lo dimostra, ma abbiamo segnato poco – continua. Il gioco in attacco si sta iniziando a vedere come i movimenti e stiamo percorrendo la strada giustaLa vittoria serve per il morale, però la nostra forza sta nel non demoralizzarci e continuare. Qualche soddisfazione ce la toglieremo. Non dobbiamo fissarci sulla sconfitta, la vittoria ci serve ma è sempre il nostro percorso. Ora si pensa alla prossima gara e si va avanti».

Si va avanti con la testa e con il cuore. Con una consapevolezza che diventa sempre più marcata in merito al proprio potenziale e alla propria voglia di continuare a migliorarsi. Ma non senza un po’ di amarezza per la partita disputata.

«I ragazzi hanno giocato la migliore partita dell’anno contro una squadra molto forte come Soverato – spiega il presidente Massimiliano SerraoAbbiamo lottato fino alla fine. Onestamente c’è da dire che l’arbitraggio ha inciso con alcuni fischi sul risultato finale e ne siamo rimasti amareggiati, al di là di tutto e nella speranza che non ricapiti».

Prossima gara: Basketball Lamezia vs Lumaka Basket, domenica 11 gennaio, ore 18.30, PalaLumaka di Reggio Calabria.

Sideco Basketball Lamezia vs NBS Edil MC Costruzioni 50-53 (17-14, 11-9, 8-16, 14-14)

Sideco Basketball Lamezia: Antonicelli 14, Molinaro 13, Lazzarotti 9, Bova S. 5, Mammoliti 4, Bova L. 3, Mazzei 2, Fazzari, Vescio, Verso, Diano, Lazzarotti. All. Piccione.

NBS Edil MC Costruzioni: Dolce 21, Chiarella 17, Tuccio G. 6, Privitera 5, Paoletti 2, Maida 2, Tuccio L., Dell’Isola, Palaia, Bartolotti, Paparazzo, Rotundo. All. Pirillo.

POLISTENA – Ospedali di Polistena e di Locri, Irto (Pd) interroga il ministro della salute, cui chiede “tutele immediate per i cittadini della Piana e della Locride”

Il senatore Nicola Irto, segretario del Pd Calabria, ha presentato un’interrogazione parlamentare urgente al ministro della Salute sulla situazione dell’ospedale di Polistena e su quella, altrettanto critica, dell’ospedale di Locri. L’atto nasce da dichiarazioni contrastanti della direzione generale dell’Asp di Reggio Calabria e di esponenti del centrodestra regionale rispetto a evidenti rischi di chiusure o ridimensionamenti del presidio di Polistena. “Le dichiarazioni della direttrice generale Lucia Di Furia – afferma Irto – dicono che le garanzie per l’ospedale di Polistena sono di soli 30 giorni. Dunque, la realtà, che peraltro emerge dagli incontri con i sindaci e dalle proteste dei cittadini, è molto diversa dalla narrazione rassicurante di pezzi del centrodestra regionale”. “A Polistena – continua il senatore dem – siamo davanti a un ospedale che si regge su accordi tampone di pochi giorni, con l’attività ordinaria sospesa e con reparti essenziali, come Anestesia e Rianimazione, esposti a un rischio continuo per la grave carenza di personale”. Nell’interrogazione, Irto chiede al governo di chiarire se il ministero sia a conoscenza del fatto che l’ospedale di Polistena garantisce oggi solo l’emergenza-urgenza per periodi limitati, grazie alla disponibilità straordinaria dei medici, e se ritenga accettabile che un presidio che serve l’intera Piana di Gioia Tauro, cioè circa 200mila persone, operi con soluzioni precarie e provvisorie. “Le smentite non bastano. I cittadini hanno diritto alla verità e a servizi sanitari stabili”, sottolinea Irto, che puntualizza: “Il governo deve dire se intende intervenire per garantire il corretto funzionamento dell’ospedale di Polistena, per rafforzare gli organici, per assicurare la continuità dei reparti e per tutelare il diritto alla salute di un territorio già duramente penalizzato”. L’interrogazione richiama anche la situazione dell’ospedale di Locri, dove da settimane si registrano condizioni di forte sofferenza: sovraffollamento, utilizzo improprio delle barelle come posti letto, pressione insostenibile sui reparti e sul Pronto soccorso, con il rischio concreto di paralisi del sistema di emergenza. “Polistena e Locri condividono analoga patologia”, avverte Irto, che spiega: “Sono due ospedali spoke fondamentali purtroppo poco considerati, mentre la sanità territoriale rimane debole e del tutto incapace di soddisfare i bisogni di cura. In questo quadro, anche l’hub metropolitano rischia la congestione”. Il senatore dem chiede al ministro della Salute quali iniziative urgenti intenda assumere per garantire livelli essenziali di assistenza adeguati nella Piana di Gioia Tauro e nella Locride, quali risorse siano previste per il rafforzamento strutturale dei due ospedali e se il governo non ritenga necessario un intervento straordinario per evitare che l’emergenza diventi irreversibile. “Il diritto alla salute deve tornare al centro dell’agenda nazionale e regionale. Se la Regione e l’Asp non sono in grado di assicurarlo, il governo ha il dovere di intervenire. I calabresi – conclude Irto – non accettano più promesse a vuoto né racconti falsati della realtà”.

Falcomatà: “Sanità al collasso, per Polistena solo soluzione tardiva, precaria e temporanea”

Dopo l’intervento sull’Ospedale di Locri, dove le barelle mobili sono state utilizzate come posti letto, il consigliere regionale del Partito Democratico interviene sulla grave carenza di personale che minaccia il reparto di Rianimazione al “Santa Maria degli Ungheresi” di Polistena

 

“La situazione del reparto di Terapia intensiva dell’ospedale spoke Santa Maria degli Ungheresi di Polistena è l’ennesimo segno di una condizione deficitaria devastante che da anni ormai interessa l’intero sistema sanitario calabrese. Già nei giorni scorsi abbiamo denunciato la gravissima condizione cui è sottoposto l’ospedale di Locri, dove perfino le barelle mobili sono state utilizzate come posti letto, bloccando di fatto il servizio di emergenza urgenza. La paventata chiusura di un reparto nevralgico come quello di Rianimazione a Polistena, per via di una grave carenza di personale, è l’ennesimo sintomo della comune patologia che interessa i due spokes della Piana e della Locride, che insieme servono una comunità di circa 200mila persone, determinando una crisi che, anche a fronte delle gravissime carenze della sanità territoriale, inevitabilmente rischia di congestionare anche l’hub del Grande Ospedale Metropolitano. E’ evidente quanto l’organizzazione sanitaria sul nostro territorio sia in piena confusione. Anche le soluzioni tampone individuate dall’Asp, peraltro giunte solo dopo le vibranti proteste degli ultimi giorni, non soddisfano in alcun modo la comunità, con una proposta precaria e temporanea che serve solo a posticipare i problemi, nascondendo la polvere sotto il tappeto. Fanno bene i sindaci della Piana a chiedere risposte chiare e definitive. La verità è che nonostante le promesse elettorali di Occhiuto, la situazione continua a peggiorare, con gravi rischi per la salute dei cittadini, per gli stessi medici e per tutto il personale sanitario che si trova ad operare in condizioni inaccettabili”. E’ quanto afferma in una nota il Consigliere regionale del Partito Democratico Giuseppe Falcomatà.

 

“Apprezziamo gli sforzi dei tecnici, ma le promesse in politichese non bastano più, i calabresi sono stanchi di continui rinvii e prese in giro – ha affermato Falcomatà – il diritto alla salute deve essere al primo posto dell’agenda politica regionale. E’ la prima fonte di emergenza ed il primo settore sul quale programmare investimenti. L’immagine ovattata della Calabria Straordinaria raccontata sui social da Occhiuto si è da tempo liquefatta. Ma non basta solamente denunciare i disservizi a mezzo stampa. La politica ha il dovere di rimboccarsi le maniche ed essere messa in condizione di intervenire nelle sedi più opportune, come ad esempio l’Assemblea dei Sindaci dell’Asp. Servono soluzioni e risposte strutturali. Se la Regione e l’Asp non sono in grado di fornirle subito, alzino le mani e lo dicano chiaramente: i cittadini hanno il diritto di conoscere fino in fondo il disastro perpetrato dal governo regionale in questi anni”.

REGGIO – “Tutti i colori del Natale”: il G.O.M. porta in scena uno spettacolo corale

È andato in scena ieri, presso il Teatro San Bruno dell’omonima parrocchia guidata da monsignor Angelo Casile, “Il grande Spettacolo del G.O.M.” che per la sua settima edizione ha presentato “Tutti i colori del Natale”, rappresentazione teatrale a cura della Cappellania, coordinata da don Stefano Iacopino, e della U.O.C. Pediatria del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria.

Lo spettacolo, realizzato dal gruppo teatrale “La Quinta Essenza – Ortì” APS in collaborazione con il Gruppo Artistico “Blu Sky Cabaret”, ha visto anche quest’anno il coinvolgimento di alcuni professionisti sanitari del G.O.M. nelle vesti di attori, registi e tecnici ed il contributo speciale del Coro del Gruppo Scout della Parrocchia Madonna del Buon Consiglio di Ravagnese.

In rappresentanza del G.O.M. erano presenti all’evento: il dott. Francesco Araniti, Direttore Amministrativo Aziendale; la dr.ssa Rita Agnello, Direttore f.f. della U.O.C. Pediatria; la dr.ssa Maria Carmela Lia, dirigente medico del reparto di Pediatria e regista di “Tutti i colori del Natale”.

“Questo spettacolo – ha affermato la dr.ssa Lia – nasce nel 2018 tra le corsie del G.O.M. con l’idea di rappresentare un piccolo presepe vivente per dare gioia e conforto ai pazienti ricoverati. Col tempo poi siamo riusciti a coinvolgere più personale possibile ed oggi fanno parte del gruppo varie professionalità dell’Ospedale.

È faticoso mettere in campo uno spettacolo del genere – continua la dr.ssa Lia – ma alla fine accade sempre questa magia del Natale che regala alle famiglie un momento di grande gioia. Negli ultimi due anni siamo invece usciti dalle corsie, grazie a Giuseppe Lombardo, medico del Pronto Soccorso del G.O.M., ed al gruppo teatrale “La Quinta Essenza – Ortì” APS, che ci ha dato la possibilità di calcare un vero palcoscenico”.

Il ricavato dell’evento verrà devoluto da “La Quinta Essenza – Ortì” alla U.O.C. Pediatria e servirà all’acquisto di piccoli beni strumentali utili all’assistenza dei pazienti in cura presso il reparto. Un gesto di solidarietà che ha risvolti concreti e che l’anno scorso ha permesso a 12 scuole della provincia di dotarsi del glucagone spray nasale, farmaco salvavita per bambini diabetici.

Per saperne di più sulle attività del G.O.M., visita il sito www.gomrc.it.

Consulta la Carta dei servizi e visita la pagina Facebook del GOM (GOM Reggio Calabria).

VENEZUELA – Charlie Kirk Italia, Massimo Ripepi: “Trump ha restituito dignità e speranza al popolo venezuelano.”

Il nostro tempo interpella le coscienze con una forza che non ammette ambiguità. Quando l’ingiustizia si fa sistema, quando la menzogna diventa metodo di governo e quando un popolo viene ridotto al silenzio attraverso la paura, la fame e la repressione, la neutralità non è più prudenza ma complicità. In questi momenti della storia, tacere equivale a voltare le spalle alla verità.

Come cristiano e come Presidente dell’Associazione Charlie Kirk Italia, sento il dovere morale e pubblico di affermare con chiarezza che l’azione intrapresa dagli Stati Uniti d’America sotto la guida del Presidente Donald J. Trump contro il regime venezuelano rappresenta un atto di responsabilità storica. Non un gesto di dominio, ma un’assunzione di responsabilità. Non un’operazione di potere, ma un atto di liberazione reso necessario dal fallimento di ogni altra via pacifica e democratica.

Desidero esprimere un ringraziamento chiaro, esplicito e convinto al Presidente Donald J. Trump, che ha dimostrato coraggio politico, lucidità morale e coerenza storica. In un’epoca in cui troppi leader preferiscono l’ambiguità alla verità e il calcolo alla giustizia, egli ha scelto di agire assumendosi il peso della decisione, consapevole che la storia giudica non chi resta fermo, ma chi interviene quando il male si è fatto sistema.

Un ringraziamento sentito e rispettoso va inoltre al Presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, che ha più volte richiamato la comunità internazionale alla necessità di non voltarsi dall’altra parte di fronte alle dittature, affermando che la libertà dei popoli e la dignità umana non possono essere sacrificate sull’altare dell’indifferenza geopolitica. La sua posizione, ferma e coerente, conferma il ruolo dell’Italia come nazione che riconosce nella libertà, nella democrazia e nella persona i pilastri irrinunciabili dell’ordine internazionale.

Il pensiero conservatore mondiale, pur nella diversità delle sue culture e delle sue tradizioni, converge oggi su una verità essenziale: non può esistere pace senza verità, né sovranità senza libertà. Un potere che affama il proprio popolo, che reprime il dissenso, che manipola le istituzioni, che distrugge l’economia e che perseguita la Chiesa e le comunità religiose, ha già perso ogni legittimità morale prima ancora che politica. Difendere la libertà in questi casi non significa violare la sovranità, ma restituirla al suo legittimo titolare: il popolo.

Mai come in queste ore il mondo ha potuto assistere a una prova così evidente della natura autoritaria del regime di Nicolás Maduro. Il popolo venezuelano, rimasto in patria e disperso in tutto il mondo a causa dell’esilio forzato, ha festeggiato la liberazione del Venezuela. Milioni di venezuelani, in America Latina, in Nord America, in Europa e in ogni continente, sono scesi nelle piazze, hanno pregato, hanno pianto di gioia. Nessuna propaganda potrà mai cancellare questo dato di realtà: se un governo cade e il popolo festeggia ovunque si trovi, significa che quel governo era una prigione. Mai una prova più significativa è esistita per comprendere la vera natura autoritaria del regime di Maduro.

Da cristiani sappiamo che l’autorità è giusta solo se ordinata al bene comune. La Dottrina Sociale della Chiesa ci insegna che lo Stato è al servizio della persona, non la persona al servizio dello Stato; che la libertà non è una concessione del potere, ma un dono di Dio; che quando una legge è radicalmente ingiusta, resistere non è ribellione, ma fedeltà a una legge più alta. In questa prospettiva, l’azione che ha posto fine al regime venezuelano va letta come un intervento estremo di giustizia davanti a un male divenuto strutturale.

Il conservatorismo autentico non è indifferenza, non è cinismo, non è isolamento morale. È difesa della dignità umana, della famiglia, della libertà religiosa, della proprietà e della responsabilità personale. Ovunque il socialismo autoritario si è imposto, ha prodotto miseria materiale e devastazione spirituale. Difendere il Venezuela oggi significa difendere un principio universale: nessun popolo è destinato alla schiavitù e nessuna dittatura è eterna.

Dall’Italia, culla del diritto e del cristianesimo, affermo che sostenere questa operazione significa stare dalla parte dei perseguitati, dare voce a chi è stato ridotto al silenzio, riaffermare che il male non è invincibile. Come cristiani sappiamo che il male non cade da solo: va affrontato, va fermato, va sconfitto.

Preghiamo e operiamo affinché questa svolta storica apra per il Venezuela una stagione di guarigione, di giustizia e di pace. E lavoriamo affinché la libertà riconquistata non venga mai più tradita. Perché, come ci ricorda il Vangelo, la verità rende liberi.

Massimo Ripepi

Presidente

Associazione Charlie Kirk – Italia

REGGIO – Sequestrati quasi 900 chilogrammi di fuochi d’artificio e ordigni illegali

Un’azione capillare e coordinata di controllo del territorio ha consentito ai Carabinieri di mettere a segno, nei giorni scorsi, una serie di interventi mirati nel contrasto alla detenzione e alla commercializzazione illegale di materiale pirotecnico nella provincia di Reggio Calabria, a tutela della sicurezza pubblica e dell’incolumità dei cittadini. 

A Bagnara Calabra, i militari della locale Stazione congiuntamente con i colleghi della Compagnia della Guardia di Finanza di Villa San Giovanni, hanno deferito in stato di libertà un uomo al termine di un controllo effettuato all’interno di un’attività commerciale. Gli accertamenti hanno permesso di accertare che l’esercente deteneva oltre 230 chilogrammi di articoli pirotecnici. 

In un secondo intervento, sempre i militari della Stazione di Bagnara Calabria, hanno deferito un uomo in quanto deteneva illegalmente oltre 500 kg di materiale esplodente. 

Un terzo intervento è stato condotto a Fiumara, dove i Carabinieri delle Stazioni di Fiumara e San Roberto hanno proceduto al deferimento in stato di libertà di un uomo a seguito di una perquisizione domiciliare. All’interno dell’abitazione sono state rinvenute materie esplodenti detenute senza alcun titolo di polizia e destinate alla vendita, tra cui un ordigno artigianale con miccia di innesco, batterie di tubi monocolpo e numerosi petardi di categoria vietata, per un peso complessivo significativo. Anche in questo caso, il materiale è stato posto sotto sequestro. 

A Siderno, infine, nell’ambito di mirati servizi di prevenzione, i Carabinieri della locale Stazione hanno individuato un deposito abusivo di materiale pirotecnico, rinvenendo circa 100 chilogrammi di fuochi d’artificio di varia tipologia, detenuti in assenza delle prescritte autorizzazioni amministrative e conservati in condizioni non conformi alla normativa in materia di sicurezza. La presenza del deposito in un contesto urbano avrebbe potuto generare gravi conseguenze per la collettività. 

Gli interventi messi in atto hanno consentito di neutralizzare situazioni di concreto pericolo, confermando l’attenzione costante dell’Arma dei Carabinieri verso quei fenomeni illeciti che possono mettere seriamente a rischio l’ordine e la sicurezza pubblica, soprattutto in periodi dell’anno caratterizzati da un incremento dell’uso di artifici pirotecnici. 

Tutto il materiale sequestrato è stato messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente. 

Si precisa che i procedimenti si trovano nella fase delle indagini preliminari e che le persone deferite sono da ritenersi non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza sancito dall’ordinamento giuridico. 

REGGIO – OltreModa fa il pieno al Teatro Cilea

Soddisfazione del Vicesindaco per il successo dell’iniziativa promossa dalla Città Metropolitana: “Iniziato il 2026 raccontando il territorio in maniera diversa”

 

“Abbiamo immaginato di iniziare il 2026 raccontando il nostro territorio in maniera diversa. OltreModa, è anche questo, con due giornate durante le quali, insieme a rappresentanti delle associazioni di categoria, del turismo, dell’economia, della cultura e del commercio, si è rafforzato un percorso sinergico di protesta alla vocazione turistica della nostra area metropolitana”. Così il vicesindaco metropolitano di Reggio Calabria, Carmelo Versace, intervenendo al Teatro Francesco Cilea, in occasione della serata conclusiva di ‘OltreModa’, un progetto promosso dalla Città metropolitana di Reggio Calabria per rilanciare l’immagine del comprensorio anche attraverso il settore e l’industria della moda. “Per molto tempo – ha aggiunto – abbiamo declinato il nostro territorio in chiave turistica, sottovalutando un settore molto attivo e con professionalità di grande competenza, come quello della moda. Spesso ci siamo dimenticati che tra i più grandi stilisti mondiali, c’è stato Gianni Versace, un reggino ed un calabrese, che ha rivoluzionato l’alta moda, un artista di assoluto rilievo. Anche per questo – ha evidenziato Versace – il sindaco Falcomatà ha deciso di intitolare a Gianni Versace il costruendo Museo delle Culture del Mediterraneo, il cosiddetto Museo del Mare progettato da Zaha Hadid, e che sarà il gioiello del nostro rinnovato waterfront cittadino”. “Con la serata conclusiva di OltreModa, vogliamo mettere in mostra l’impegno di tanti professionisti ed aziende già affermate e giovani talenti che hanno scelto di restare nella nostra terra per lavorare nel settore della moda. Molti sono andati via, ma altri, per fortuna – ha concluso – stanno rientrando per contribuire alla crescita di questo territorio”.