Alle Muse il “Calendario Mauriziano” espressione dei valori culturali, morali, etici e religiosi della Repubblica italiana

L’Associazione culturale “Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere di  Reggio Calabria, presieduta da Giuseppe Livoti continua a pieno ritmo il suo programma animando la domenica pomeriggio della città di Reggio Calabria.

La presentazione del Calendario Mauriziano ha ricordato Livoti in apertura di manifestazione, rientra nell’ambito di una importante collaborazione con l’Associazione Nazionale dei Decorati di Medaglia d’oro Mauriziana Nastro Verde – Sezione Calabria, sodalizio che  riunisce ex appartenenti ed appartenenti alle Forze Armate e Corpi Armati dello Stato (Esercito Italiano, Marina Militare, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza ed ex Corpo delle Guardie di P.S.) che, per l’eccellenza e la durata del servizio prestato, sono stati insigniti della Medaglia d’Oro Mauriziana. Inoltre il loro scopo è dare voce a tanti “mauriziani” che desiderano difendere e tramandare i Valori che sono o sono stati alla base della vita professionale. Essa si ripromette anche di consolidare i sentimenti di amicizia fra commilitoni di ogni grado, Arma e Specialità attraverso incontri, manifestazioni, impegni in campo sociale ecc. e s’impegna affinché a chi tanto ha dato alle Istituzioni possano essere riconosciuti alcuni benefici, non tanto di carattere economico, ma quale segno di attenzione nei diversi settori della vita pubblica.

Ha aperto la manifestazione con una introduzione storica il prof. Raffaele Schimio che da docente di discipline scientifiche si è soffermato sul senso storico e sulla nascita del calendario. Ogni civiltà dice Schimio, ha sentito la necessità di misurare il tempo e la base più sicura per farlo era il moto degli astri e dei pianeti, in particolare del Sole e della Luna. Gli Egizi adottarono un calendario solare mentre i Sumeri ed anche gli Ebrei, uno basato sui cicli lunari. Le parti dell’anno variavano di numero, quindi di durata, e spesso erano legate a cicli naturali. Nel calendario giuliano l’anno solare era considerato di 365 giorni e 6 ore e perciò l’anno civile venne fissato in 365 giorni, stabilendo però di aggiungere un giorno ogni quattro anni. In questo modo si compensava la differenza delle sei ore in meno rispetto all’anno solare. Dopo tre anni comuni di 365 giorni, si aveva pertanto un anno bisestile di 366 giorni (il giorno in più venne attribuito al mese di febbraio).

Il presidente Capitano Cosimo Sframeli, socio Muse si è soffermato sull’importanza della Medaglia Mauriziana istituita dal Re Carlo Alberto, per gli ufficiali già decorati dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, con Regie Magistrali Patenti del 19 luglio 1839, con il nome di “Medaglia Mauriziana per merito militare di 10 lustri”, disciplinata con Regio decreto 21 dicembre 1924. Nel dopoguerra è stata svincolata dall’Ordine Mauriziano rimasto nella mani di Casa Savoia e con Legge del 7 maggio 1954, n, 203 prima e con Legge 8 novembre 1956, n. 1327 poi, venne estesa ai sottufficiali e modificata, assumendo il nome di “Medaglia Mauriziana al Merito di 10 lustri di carriera militare”. Essa ha dato origine all’Associazione Nazionale Decorati di Medaglia d’Oro Mauriziana con l’appellativo “Nastro Verde”; nastro derivante dall’Ordine Mauriziano e più esattamente dall’ex Ordine di San Lazzaro. La Medaglia viene concessa dal Presidente della Repubblica a ufficiali e sottufficiali delle Forze Armate e Corpi Armati dello Stato (Esercito Italiano, Marina Militare, Aeronautica Militare, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, al compimento di 50 anni di servizio utile, lodevolmente prestato. La Medaglia Mauriziana viene consegnata ai nuovi insigniti, per norma, da un Generale di Corpo d’Armata (o grado equipollente) ed in forma solenne, al cospetto di rappresentanze di tutte le categorie dell’Istituzione di appartenenza e di quella dell’Associazione “Nastro Verde”. Inoltre importante ha continuato è il calendario storico Mauriziano 2026 quest’anno dedicato all’ottantesimo anniversario della Repubblica Italiana ha concluso Sframeli. Nel 2026 l’Italia festeggia gli 80 anni della Repubblica, un traguardo significativo che commemora il referendum istituzionale del 2 giugno 1946, la nascita dell’Assemblea Costituente e il primo voto delle donne, celebrando i principi di democrazia, diritti e dignità sanciti dalla Costituzione. Ogni pagina ha continuato Sabrina Apollinaro avvocato e responsabile delle Dame Mauriziane del “Nastro Verde” -Calabria testimonia i valori e i principi su cui si fonda la nostra Costituzione. Gennaio, la nascita della Repubblica “La libertà non è un privilegio, ma un dovere di ogni cittadino” A. De Gasperi; febbraio, l’impegno civile – essere cittadini significa partecipare; marzo, le donne e la Repubblica – la forza, il coraggio silenzioso, la capacità di costruire e custodire la libertà; aprile, la ricostruzione – l’Italia rinasce dal lavoro; maggio, la cultura – l’anima viva della Repubblica; giugno, la Repubblica in cammino; luglio, l’Italia del progresso – il lavoro e la conoscenza costruiscono il futuro; agosto, la bellezza dell’Italia – la cultura e il paesaggio sono la nostra eredità più preziosa; settembre, San Maurizio protettore delle nostre armi – onore, disciplina e servizio; ottobre, la forza della Repubblica è nella solidarietà; novembre, la memoria e l’onore – chi non ricorda non costruisce il domani; dicembre, la Costituzione vive – la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo. Importante per noi donne ha ribadito l’avvocato è il mese di marzo che ricorda come anche la libertà è femminile, poiché “noi” siamo parte integrante della Repubblica con pari dignità. Anche se non appartengo al mondo militare, da avvocato sono esperta di diritto militare e la mia è anche una responsabilità prima di tutto etica, morale che appartiene anche a tutte quelle donne che nel 1999 sono entrate dentro le forze armate.

Interessante l’intervento storico e religioso di don Luigi Cannizzo parroco di Santa Maria della Candelora di Reggio Calabria che si è soffermato sulla figura di San Maurizio nato intorno al 250 d.C. da genitori pagani. Il nome Maurizio significava “Cavaliere africano” e per il suo coraggio e le particolari attitudini, gli fu dato il comando della Legione Tebana (di stanza in Tebe), composta da egiziani cristiani e posta a difesa dei confini dell’Impero Romano. Nei primi anni del 300 la Legione venne inviata sulle Alpi, per ordine di Massimiano, con il compito di contrastare gli attacchi dei marcomanni e per combattere le popolazioni del Vallese perché si erano convertite al cristianesimo. Il Comandante Maurizio – ha continuato don Cannizzo -, si oppose e subì la decimazione dei suoi soldati per non abiurare la religione cristiana; decimazione ripetuta più volte sino all’uccisione di buona parte dei soldati, iniziando da Maurizio. La leggenda dice che la Legione era formata da 6.666 uomini. Questo elevatissimo senso del dovere verso la religione cristiana sfociato in un drammatico epilogo, fece eco tra le Alpi e venne eretto un piccolo santuario nel luogo del martirio, il quale prese il nome di San Maurizio (Saint Maurice, nel cantone svizzero del Vallese), in sostituzione di quello originario di Agaunum. Nel 515 San Teodoro fece edificare una Abbazia, luogo di culto per le popolazioni cristiane molto venerato ben oltre le zone circostanti. San Maurizio, peraltro, è anche il Patrono del Corpo degli Alpini. Dobbiamo cogliere l’eredità spirituale di queste figure ha ricordato don Cannizzo, in un tempo in cui si è perso il ruolo dello Stato, della scuola, della famiglia e della Chiesa. Queste sono figure leggendarie, modelli di vita come lo stesso San Giorgio, sono per il credente un faro, indicano una strada che occorre percorrere sempre con l’aiuto di Dio. La serata ha visto inoltre vari momenti musicali con l’interpretazione dell’Inno d’Italia e dell’Inno dei Paracadutisti “Vent’anni” interpretati dalla performer Margherita Modafferi.

ROCCABERNARDA (KR) – 22enne arrestato con 200 grammi di droga

A Roccabernarda, i carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro hanno arrestato un giovane di 22 anni per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Il ragazzo è stato trovato in possesso di circa 200 grammi tra marijuana e hashish.

L’intervento dei militari è scattato dopo aver notato uno stile di guida insolito da parte del conducente di un’auto in transito, che li ha spinti a fermare il veicolo.

Durante la perquisizione, nascosti sotto il sedile lato passeggero, sono stati rinvenuti tre contenitori in plastica con la droga, un bilancino di precisione e vari strumenti utilizzati per il confezionamento.

Il 22enne è stato posto agli arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa dell’udienza di convalida.

Fonte: ANSA

Giornata della Memoria: Il dovere di ricordare, il rischio di dimenticare

Il 27 gennaio si celebra la Giornata della Memoria, istituita per ricordare la liberazione del campo di sterminio di Auschwitz nel 1945 e le milioni di vittime della Shoah. È una data che richiama una delle pagine più tragiche della storia contemporanea e impone una riflessione che va oltre la semplice commemorazione.

La persecuzione e lo sterminio degli ebrei d’Europa, insieme a rom, disabili, oppositori politici e altre minoranze, non furono il frutto di un’improvvisa follia collettiva, ma il risultato di un sistema costruito su leggi razziali, propaganda e progressiva disumanizzazione. L’Olocausto fu reso possibile anche dall’indifferenza e dal silenzio di molti.

Ricordare significa riconoscere questa responsabilità storica e trasformare la memoria in consapevolezza civile. In un contesto globale ancora segnato da conflitti, discriminazioni e linguaggi d’odio, la Giornata della Memoria rappresenta un monito attuale: i diritti umani non sono mai acquisiti una volta per tutte.

La memoria non è solo uno sguardo al passato, ma un impegno per il presente e per il futuro. Coltivarla significa difendere i valori della dignità, della libertà e del rispetto, affinché tragedie come la Shoah non trovino mai più spazio nella storia dell’umanità.

REGGIO – Sottoscritto il Patto Territoriale di Comunità educante della Locride

Il sindaco facente funzioni della Città Metropolitana ha preso parte all’iniziativa programmata in occasione della riapertura dello Spazio giovani, in contrada Vennerello a Siderno 

 

“Una bella giornata , un istituto scolastico che torna ad essere un luogo di formazione e non solo per molti ragazzi di Siderno e del comprensorio della Locride. Riprende vita uno spazio che guarda al futuro. La Città metropolitana si sente parte in causa perché sosterrà, non soltanto per le esigenze materiali, ma collaborerà affinché spazi come questi non siano un episodio isolato ma possano aumentare. Il nostro impegno di amministratori pubblici è sempre di più legato ad un corretto sviluppo delle giovani generazioni, lo stiamo facendo da tempo, ad esempio, sul campo dell’edilizia scolastica, con la realizzazione di nuovi e moderni istituti in tutta l’area metropolitana. L’intesa con il territorio, con i sindaci e le comunità educanti è sempre più stretta proprio perché, sin dall’avvio del nostro impegno, insieme al sindaco Giuseppe Falcomatà, abbiamo ritenuto fondamentale offrire ai nostri giovani le stesse opportunità garantite in altre regioni d’Italia. La Città metropolitana ha manifestato da subito il proprio interesse e la propria disponibilità ad accompagnare e sostenere il Patto territoriale di comunità educante della Locride, ritenendolo un valido strumento per promuovere una sana crescita per i nostri figli”. Così il sindaco facente funzioni della Città metropolitana di Reggio Calabria, Carmelo Versace, a margine delle firma del ‘Patto territoriale di Comunità educante della Locride’, sottoscritto a Siderno, nel corso della riapertura dello Spazio giovani, in contrada Vennerello.

SCALEA (CS) – Investito da un furgone sulla Statale 18, muore 47enne di Grisolia

Un uomo di 47 anni, residente a Grisolia, ha perso la vita nella serata di ieri a Scalea, in provincia di Cosenza, dopo essere stato investito da un furgone lungo la Strada statale 18 Tirrena inferiore.

L’incidente si è verificato nei pressi di un distributore di carburante. Sul posto sono intervenuti i sanitari del Suem 118, ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare: i soccorsi si sono rivelati inutili.

Presenti anche gli agenti della polizia stradale, i carabinieri e la guardia di finanza, che hanno avviato gli accertamenti necessari per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

Fonte: ANSA

Alta Velocità, Falcomatà a Napoli con la Fondazione Merita: “L’opera va progettata nella sua interezza, come motore per lo sviluppo del Mezzogiorno”

Il Consigliere regionale del Partito Democratico, già sindaco di Reggio Calabria, è intervenuto nel corso dell’incontro alla presenza dell’Amministratore Delegato di Ferrovie dello Stato Italiane Stefano Donnarumma e dell’ex Ministro per il Mezzogiorno Claudio De Vincenti. All’evento hanno preso parte il Commissario straordinario per il potenziamento AV Salerno – Reggio Calabria Lucio Menta, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. In collegamento il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi

“Porto a questo tavolo la voce di Reggio Calabria e di un territorio che guarda con attenzione cruciale alla realizzazione della linea Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria come motore di sviluppo per tutto il Mezzogiorno. I timori che la nostra area metropolitana potesse rimanere tagliata fuori sono stati fugati: i dati confermano il nostro pieno inserimento nel corridoio scandinavo-mediterraneo e noi vigileremo attentamente sulle evoluzioni progettuali affinché si tenga conto della centralità di Reggio Calabria come punto di arrivo di questa infrastruttura. Tuttavia, il punto centrale non è solo ‘esserci’, ma capire quale tipo di Alta Velocità arriverà fino allo Stretto”. È quanto ha dichiarato il Consigliere regionale del Partito Democratico, già Sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, intervenendo a Napoli, nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino, al convegno “Connettere il futuro. L’alta velocità Salerno-Reggio Calabria unisce il Mezzogiorno”, promosso dalla Fondazione Merita e da Ferrovie dello Stato Italiane.

Nel corso del dibattito, che ha visto la partecipazione tra gli altri dell’Amministratore Delegato di Ferrovie dello Stato Italiane Stefano Donnarumma, dell’ex Ministro per il Mezzogiorno Claudio De Vincenti, del Commissario straordinario per il potenziamento AV Salerno – Reggio Calabria Lucio Menta, del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, in collegamento il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, Falcomatà ha posto l’accento sulla competitività economica dell’infrastruttura: “Studi autorevoli condotti a livello accademico dimostrano che il PIL delle città connesse dall’AV cresce significativamente solo quando si crea una vera conurbazione, ovvero quando i tempi di collegamento scendono sotto le tre ore. Se per raggiungere Roma da Reggio Calabria dovessimo rimanere sopra le quattro ore, faticheremmo a definirla una vera Alta Velocità capace di cambiare il volto economico del territorio. Su questo aspetto è necessario effettuare modifiche di percorso con l’obiettivo di abbassare i tempi di percorrenza”.

Falcomatà ha poi toccato il tema strategico della logistica e del Porto di Gioia Tauro: “L’AV non serve solo ai passeggeri, ma deve essere leva di sviluppo per ciò che le sta attorno. Penso al porto di Gioia Tauro e al retroporto: oggi il trasporto merci su ferro deve diventare economicamente conveniente rispetto alla gomma, riducendo l’impatto ambientale e potenziando la catena logistica”.

GIOIA TAURO – Dal fango al coltello: controllo sulla SS18 si trasforma in operazione di polizia giudiziaria

Un dettaglio apparentemente insignificante come la carrozzeria di un’auto completamente ricoperta di fango, ha dato il via a un controllo che si è trasformato in un’operazione di polizia giudiziaria. È quanto accaduto lungo la Strada Statale 18, in direzione Rosarno, dove i Carabinieri della Stazione di Gioia Tauro hanno deferito in stato di libertà un uomo del posto, ritenuto responsabile del reato di porto di armi od oggetti atti ad offendere.

L’episodio si inserisce nel quadro del costante potenziamento dei servizi di controllo del territorio, finalizzati alla prevenzione dei reati e alla sicurezza della circolazione stradale. Durante un ordinario servizio di pattugliamento, i militari dell’Arma hanno notato il veicolo, la cui evidente presenza di fango lasciava presumere la recente percorrenza di aree rurali e impervie, circostanza ritenuta meritevole di approfondimento.

A bordo dell’autovettura viaggiavano due uomini. Nel corso delle verifiche, l’attenzione dei Carabinieri è stata attirata dall’abbigliamento del conducente, che indossava un completo tecnico ad alta visibilità, tipicamente utilizzato per l’attività venatoria. Le giustificazioni fornite non hanno tuttavia trovato riscontro nei successivi accertamenti: dalle verifiche effettuate tramite le banche dati in uso alle pattuglie è emerso che l’uomo non era in possesso di alcun titolo autorizzativo per la detenzione o l’uso di armi.

Il sospetto che all’interno del veicolo potessero essere occultati oggetti potenzialmente pericolosi ha spinto i militari a procedere a una perquisizione. L’attività ha dato esito positivo: all’interno di una borsa a tracolla, nella disponibilità del passeggero, è stato rinvenuto un coltello richiudibile in metallo, con lama affilata e a punta.

Nel corso della medesima ispezione è stata inoltre rinvenuta la somma in contanti di 3.500 euro, custodita nella stessa borsa e sottoposta a ulteriori accertamenti per verificarne la reale provenienza. Il coltello è stato immediatamente posto sotto sequestro.

L’intervento rientra nelle attività quotidiane di controllo del territorio svolte dall’Arma dei Carabinieri, a presidio della legalità e a tutela della sicurezza della collettività.

Si precisa che la persona denunciata è da ritenersi presunta innocente fino a sentenza definitiva di condanna, nel rispetto del principio costituzionale di presunzione di non colpevolezza.

ARGHILLA’ – Fondi PNRR: il Gruppo Civico “NOI SIAMO ARGHILLÀ – La Rinascita” chiede chiarezza sul progetto PINQuA

Il Gruppo Civico “NOI SIAMO ARGHILLÀ – La Rinascita”, alla luce di notizie apprese dalle testate giornalistiche locali, intende fare piena luce sul presunto definanziamento del progetto PINQuA – PNRR destinato alla rigenerazione del quartiere di Arghillà.

Secondo quanto riportato dagli organi di informazione, un intervento da quasi 18 milioni di euro, che avrebbe dovuto garantire nuovi alloggi, spazi pubblici e servizi essenziali, sarebbe stato drasticamente ridotto dal Ministero a causa della mancata attivazione di obbligazioni giuridicamente vincolanti per due dei tre lotti previsti.

«Parliamo di risorse fondamentali per un quartiere che da anni vive condizioni di degrado e abbandono – dichiara la Presidente Patrizia D’Aguì –Se confermate, queste notizie configurerebbero non un semplice errore tecnico, ma una grave occasione persa, le cui conseguenze ricadono direttamente sui residenti di Arghillà».

Sempre secondo quanto emerso dalla stampa: l’avanzamento del progetto risulterebbe fermo all’1%il Comune avrebbe già incassato l’anticipo massimo previsto dal finanziamento; l’Amministrazione avrebbe comunicato al Ministero l’impossibilità di completare gli interventi nei tempi previsti dal PNRR.

«I cittadini di Arghillà meritano verità, non annunci. Meritano risposte chiare su cosa sia realmente accaduto, su eventuali responsabilità e su cosa si intenda fare ora», prosegue il Gruppo Civico. Alla luce di tali informazioni, il Gruppo Civico premerà affinché si possano ricevere risposte chiare sul perché non si sia proceduto per tempo agli affidamenti necessari e quali azioni verranno intraprese per evitare che Arghillà resti ancora una volta esclusa da interventi strutturali di rigenerazione urbana.

La Presidente, Patrizia D’Aguì, sottolinea inoltre la necessità di valutare con urgenza soluzioni alternative che consentano comunque di utilizzare le risorse disponibili nel pieno rispetto della loro destinazione, destinandole a interventi concreti e immediatamente cantierabili a beneficio del quartiere, evitando la perdita definitiva di fondi pubblici preziosi.

«Arghillà non può continuare a pagare il prezzo di ritardi e inefficienze. L’ Amministrazione comunale ha il dovere di fornire risposte trasparenti, assumersi le proprie responsabilità e individuare ogni possibile strada per garantire al quartiere interventi reali e utili».

REGGIO – “Cu non voli mi sciorba”: musica, memoria e solidarietà al Cine Teatro Metropolitano

Venerdì 30 gennaio, alle ore 20.30, il Cine Teatro Metropolitano di Reggio Calabria ospiterà un evento carico di significati artistici e sociali: “Cu non voli mi sciorba – 50 anni di live”, serata speciale dedicata all’Hospice “Via delle Stelle”, a cui sarà devoluta parte dell’incasso.

L’evento, con ingresso ad invito e posti limitati, sarà anche l’occasione per celebrare un traguardo storico: i 50 anni di attività dei Kalavrìa, uno dei gruppi simbolo della musica popolare calabrese, da sempre impegnato nella difesa dell’identità culturale, linguistica e sociale del territorio.

Al centro della serata, la voce e la storia di Nino Stellittano, frontman e anima del progetto Kalavrìa, che ripercorre con emozione le origini di un cammino iniziato nel maggio del 1976, a Pellaro: «Penso a volte a quell’inizio, seduti su una panchina del paese. Avevo 14 anni e insieme all’inseparabile Memè Zumbo abbiamo iniziato a cantare le canzoni del nostro popolo, stimolati anche dall’amicizia con Ermanno Profazio, figlio del grande maestro Otello. Tra una battuta e una ragazzata è nata un’idea che sognava un palco vero. Quella voglia immensa di suonare musica popolare si è trasformata in un percorso lungo cinquant’anni».

Un percorso fatto di dodici progetti discografici, centinaia di concerti, tournée e un impegno mai venuto meno, anche quando la formazione originaria ha preso strade diverse. Un’eredità raccolta e portata avanti con determinazione: «Il progetto Kalavrìa è diventato un punto di riferimento socio-culturale. Non solo musica popolare, ma una voce per rivendicare i diritti, la storia, la dignità del nostro popolo. Cantiamo la Calabria, le sue storie, i suoi detti, dando voce anche agli ultimi».

Nel corso degli anni, i Kalavrìa hanno saputo rinnovare il linguaggio musicale attraverso una contaminazione pop-etnica e world music, portando la tradizione calabrese oltre i confini regionali e nazionali, quando i gruppi dediti a questo genere si contavano “sulle dita di una mano” e avevano una missione chiara: cantare l’appartenenza culturale.

Non manca uno sguardo critico sul presente, su una scena musicale che spesso tende alla confusione degli stili e alla perdita del valore storico e identitario della musica popolare. Per Stellittano, la difesa del dialetto resta una battaglia fondamentale: «Se a un popolo viene tolta la lingua, diventa povero e perde la sua dignità. La lingua è radice, memoria, identità. Un popolo senza identità è facilmente addomesticabile».

La serata del 30 gennaio sarà anche l’occasione per presentare il nuovo showcase live tour Kalavrìa ’26, con una scelta innovativa del repertorio storico, l’introduzione dei nuovi musicisti, delle collaborazioni nazionali, del management e dei produttori discografici che continuano a sostenere il progetto.

Un evento che unisce musica, memoria e solidarietà, reso ancora più significativo dalla raccolta fondi a favore dell’Hospice “Via delle Stelle”, realtà fondamentale nel sostegno ai pazienti e alle famiglie del territorio.

«Sono felice di festeggiare questo traguardo – conclude Stellittano – fatto di gioie e dolori, di live e di strade percorse. La musica mi ha cambiato la vita, perché la musica è la vita».

Un appuntamento che promette di essere non solo un concerto, ma un atto d’amore verso la Calabria, la sua cultura e la sua comunità.

All’Accademia di Belle Arti, Christian Leperino conclude il ciclo “Dialoghi sull’Arte”

Giovedì 5 febbraio presso l’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria dalle ore 9.30 alle ore 13.30 avrà luogo il quinto e ultimo incontro del ciclo Dialoghi sullArte” con l’artista Christian Leperino, che nel pomeriggio alle ore 17 continuerà a dialogare sui temi della sua ricerca artistica presso il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, diretto da Fabrizio Sudano.

Il progetto è curato da Giuseppina De Marco, Responsabile Scientifico del progetto nazionale PNRR Italian Network of Artistic Reserach, di cui è capofila lAccademia Albertina di Belle Arti di Torino e di cui lAccademia di Belle Arti di Reggio Calabria, diretta da Pietro Sacchetti,  è partner, insieme ad altre Istituzioni accademiche italiane. La finalità del progetto è mappare lattività di ricerca artistica allinterno delle istituzioni AFAM (Alta Formazione Artistica e Musicale) per creare una rete nazionale di valorizzazione e internazionalizzazione della ricerca artistica e produrre un lessico interdisciplinare della ricerca-creazione internazionale. L’Accademia di Reggio Calabria ha contribuito alla scrittura del primo glossario della ricerca artistica nel settore dell’alta formazione artistica in Italia, grazie al lavoro di ricerca di Laura Mileto, Storica dell’Arte, e di Giuseppina De Marco, curatrice del progetto, i cui risultati saranno pubblicati in un volume.

In questo ultimo incontro dialogheremo con Christian Leperino, Professore di Tecniche per la scultura contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Napoli, pittore e scultore, il quale nella sua ricerca intreccia al tema del paesaggio urbano la riflessione sul tempo, la memoria, le trasformazioni dei luoghi e delle relazioni sociali. Da bambino la sua passione per l’arte fu accesa dalla visione dei Bronzi di Riace, che scoprì nelle sue vacanze estive in Calabria. Ogni progetto artistico di Leperino deriva dal recupero delle radici culturali del proprio territorio, attraverso lo studio dellarte del passato e dei luoghi in cui le opere sono conservate, per giungere ad elaborare linguaggi nuovi e sperimentali, in cui il codice classico si intreccia allinteriorità e allesperienza individuale, esprimendosi tramite la manualità, maturata durante l’esperienza giovanile nelle botteghe artigiane napoletane.

Nelle sue sculture Leperino alterna alla fusione in bronzo il calco in gesso, traccia di un corpo vivente, di un oggetto, di un frammento darte del passato, custodito nel candore del bianco, in un dialogo tra presenza e assenza, miraggi di bellezza e macerie della storia.

Sue opere sono presenti in collezioni museali e spazi pubblici: Il sogno dellEroe, bronzo a cera persa di 3 metri di altezza, è stato collocato nel 2021 nel Giardino delle Camelie del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Tra le più rilevanti esposizioni nazionali e internazionali: Dodici volti nel volto, cripta di San Gennaro, Duomo d Napoli (2021-2022); Abisso, site specific installation, Castello Aragonese di Ischia (2019); Babel, solo exhibition, Other size Gallery, Milano (2018); City Layers, Palais Palffy, Vienna (2015); Linee di Confine. La natura, il corpo, le città, Museo Carlo Bilotti, Roma (2015); Writings, Istituto Italiano di Cultura, Tokyo (2014); Chiaroscuro, solo exhibition, Accademia delle Arti di Mosca e Accademia di San Pietroburgo (2013); Landscapes of Memory, solo exhibition, Museo Archeologico Nazionale di Napoli (2012); 54a Biennale di Venezia, Padiglione Italia (2011); Human Escape, solo exhibition, MAC-Museu de Arte Contemporanea de Niteroi, Rio de Janeiro (2010).

Nel 2015 Leperino fonda nel quartiere Sanità di Napoli il centro per l’arte contemporanea SMMAVE nella chiesa di Santa Maria della Misericordia ai Vergini (XVI-XVIII sec), a lungo abbandonata allincuria e al degrado. Grazie ad un grande lavoro volontario di recupero e valorizzazione svolto insieme agli abitanti del quartiere e agli studenti, questo antico edificio di culto è oggi diventato presidio culturale che contribuisce allo sviluppo e alla rigenerazione del territorio, un posto che avvicina i ragazzi, le scuole, le associazioni locali e tutti i cittadini attraverso laboratori didattici, visite guidate, attività artistiche legate alla musica e alle arti. Collabora con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e con il MADRE (Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina) di Napoli.