REGGIO – La medicina che fa la differenza: assegnato il Premio Ippocrate 2026

Si è svolta presso l’Auditorium dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Reggio Calabria, l’XI edizione del “Premio Ippocrate per il progresso scientifico e sociale”, un appuntamento ormai consolidato nel panorama culturale e scientifico del territorio, capace di valorizzare le eccellenze professionali e l’impegno etico al servizio della comunità.

Il Premio Ippocrate è rivolto a personalità del mondo della medicina, della ricerca, della cultura e della società civile che si siano distinte per aver contribuito in maniera significativa alla pace, alla crescita sociale e allo sviluppo della collettività. Un riconoscimento che pone particolare attenzione a quanti si sono prodigati nel soccorso delle classi meno abbienti, nel sostegno alle popolazioni colpite da calamità naturali, nella prevenzione e nel controllo delle attività lesive della pubblica salute, nonché nelle missioni umanitarie in Italia e all’estero, lasciando un segno concreto e duraturo nel tessuto sociale.

Alla cerimonia hanno preso parte il presidente dell’Ordine dei Medici di Reggio Calabria, dottor Pasquale Veneziano, il presidente del Premio Ippocrate, dottor Filippo Frattima, il Commissario Straordinario del GOM Tiziana Frittelli, tutto il consiglio dell’Ordine e tanti medici professionisti del territorio che hanno ribadito il valore dell’iniziativa come strumento di riconoscimento del merito e di promozione di una cultura sanitaria fondata su competenza, responsabilità e umanità.

Nel suo intervento, il dottor Veneziano ha sottolineato come “la scelta dei premiati sia stata particolarmente complessa, a fronte delle numerose segnalazioni pervenute, spesso provenienti direttamente da pazienti o familiari che hanno trovato nei medici segnalati non solo professionalità, ma anche ascolto e vicinanza umana”.

“Questo premio – ha spiegato – idealmente va anche a tutti quei colleghi che lavorano in silenzio, con grande passione e dedizione, senza mai cercare visibilità”.

Il presidente dell’Ordine ha poi affrontato il tema delle difficoltà strutturali della sanità calabrese, evidenziando come troppo spesso ogni evento avverso venga automaticamente ricondotto alla cosiddetta “malasanità”, esponendo i medici a una gogna mediatica che non tiene conto delle carenze organizzative e amministrative del sistema. Nonostante ciò, Veneziano ha rimarcato l’eccellenza raggiunta da molti professionisti che hanno scelto di restare sul territorio, riuscendo a garantire livelli assistenziali di altissimo profilo anche in condizioni operative più complesse rispetto ad altre realtà italiane.

Un passaggio significativo è stato dedicato al tema della migrazione sanitaria e alla necessità di invertire la tendenza, valorizzando ciò che di buono la sanità reggina e calabrese è oggi in grado di offrire. In quest’ottica, Veneziano ha ribadito l’importanza di investire sui giovani medici e sulla formazione universitaria locale, sottolineando come l’istituzione di una Facoltà di Medicina a Reggio Calabria rappresenterebbe un passaggio fondamentale per garantire il ricambio generazionale e contrastare la fuga di professionalità.

Il dottor Filippo Frattima, presidente del Premio Ippocrate, ha ripercorso invece la storia dell’iniziativa, nata nel 2007 e cresciuta progressivamente fino ad assumere una valenza che supera i confini provinciali e regionali.

“Nel corso degli anni – ha affermato – su questo palco sono saliti colleghi che, grazie al loro impegno quotidiano e alle conquiste scientifiche raggiunte, hanno portato alto il nome dell’Ordine dei Medici di Reggio Calabria a livello nazionale e internazionale”.

Frattima ha sottolineato come il Premio Ippocrate non rappresenti soltanto un riconoscimento alle competenze professionali, ma soprattutto un tributo alle qualità umane che devono accompagnare l’esercizio della professione medica.

“Il nome di Ippocrate – ha ricordato – ci richiama all’essenza della medicina: la cura del paziente non è solo teoria o tecnica, ma è prima di tutto umanità, rispetto e responsabilità. Il premio vuole anche contrastare una narrazione spesso negativa e generalizzante della sanità, offrendo invece una vetrina dell’immenso patrimonio di competenze e valori del mondo medico reggino e calabrese”.

A ribadire il valore dell’iniziativa è stato anche il segretario dell’Ordine, dottor Marco Tescione, che ha definito il Premio Ippocrate uno degli eventi più significativi organizzati dall’Ordine dei Medici di Reggio Calabria.

“È un’occasione – ha dichiarato – per esaltare la cultura del merito e del giusto, per far emergere persone e professionalità che si sono distinte non solo in ambito sanitario, ma anche culturale e sociale”.

Secondo Tescione, il valore del premio è ulteriormente rafforzato dal fatto che venga conferito da medici ad altri medici: un riconoscimento che nasce dalla consapevolezza condivisa delle responsabilità, delle difficoltà e dei sacrifici che caratterizzano quotidianamente l’esercizio della professione.

Nel corso della serata sono stati conferiti i riconoscimenti ai seguenti premiati: Personaggio dell’AnnoProfessoressa Antonella Polimeniper la ChirurgiaProfessor Michele Casellaper la MedicinaProfessor Sebastiano Machedaper la Cultura e l’ArteDottor Antonio Nicolòper l’Impegno SocialeADSPEM – FIDAS Sezione di Reggio Calabria (Associazione Donatori di Sangue per il Paziente Emopatico); per i Giovani MediciDottor Alberto Polimeniper lo SportSquadra Calcio Medici di Reggio CalabriaOnorificenza SpecialeDottoressa Angela Alessandra Mirto.

La XI edizione del Premio Ippocrate si conferma così un momento di alto valore simbolico, civile e culturale, capace di unire scienza, solidarietà e impegno sociale, celebrando esempi virtuosi di professionalità e dedizione al bene comune, nel solco dei valori etici che da sempre ispirano la figura di Ippocrate e la missione della medicina al servizio dell’uomo.

Versace a Melito Porto Salvo per incontrare i sindaci dei Comuni della fascia Jonica colpiti dall’uragano ‘Harry’

Il sindaco facente funzioni ha accolto il ministro della Protezione civile Nello Musumeci e il governatore della Calabria Roberto Occhiuto: “Occorrono risposte concrete per famiglie ed imprese, per immaginare concretamente la pianificazione del futuro”.

“Riteniamo sia un momento importante non solo per dimostrare una vicinanza diretta ai sindaci e ai territori colpiti da questa forte ondata di maltempo che si aspettano delle risposte concrete, ma anche per immaginare, concretamente, la pianificazione del futuro”. Così il sindaco metropolitano facente funzioni della Città metropolitana di Reggio Calabria, Carmelo Versace, oggi a Melito Porto Salvo, a margine della visita del ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, per fare il punto con i primi cittadini dei Comuni della Jonica reggina, pesantemente colpiti dall’uragano ‘Harry’.

“C’è una prima necessità della messa in sicurezza dei luoghi colpiti, risarcire le famiglie, le imprese danneggiate ma – ha aggiunto Versace – occorre intervenire affinché quello che abbiamo visto in questi giorni non si verifichi più. Da questo punto di vista occorre pianificare bene e concordare con i Comuni gli interventi risolutivi e strutturali. Oggi, purtroppo, a causa di questi eventi catastrofici, abbiamo l’obbligo di trovare una soluzione e dobbiamo farlo provando a stare accanto ai nostri sindaci e concittadini”.

“Come Città metropolitana – ha evidenziato – abbiamo già immaginato, seppur con una misura straordinaria, di stare vicino alle nostre amministrazioni, concordando con i sindaci le linee di finanziamento che possono aiutarli di più. Da questa visita del ministro Musumeci e del governatore Occhiuto – ha concluso Versace – mi aspetto anche delle risposte per i nostri imprenditori e non solo, con degli strumenti straordinari da dare ai sindaci, anche ad esempio ai piani spiaggia per garantire una prossima stagione estiva più tranquilla”.
Dopo un primo incontro presso il centro di Protezione civile a Melito Porto Salvo, il sindaco metropolitano facente funzioni Carmelo Versace ha accompagnato il ministro Nello Musumeci e il governatore Roberto Occhiuto sui lungomare danneggiati dalla mareggiate.

Intervista al dottor Lorenzo Festicini sull’intelligenza artificiale sull’uso medico

L’uso dell’intelligenza artificiale in sanità solleva anche dubbi e timori. Ci sono aspetti critici da considerare? «È giusto parlarne con chiarezza. Il primo timore è che la tecnologia possa sostituire il professionista, ma nella riabilitazione uditiva accade esattamente il contrario. Senza una valutazione accurata, senza un supporto umano costante e senza un percorso di adattamento guidato, anche l’apparecchio più avanzato non offre risultati soddisfacenti. L’AI è uno strumento potente, non una soluzione magica. Un secondo aspetto riguarda la gestione dei dati. Gli apparecchi connessi raccolgono informazioni sull’uso quotidiano e sugli ambienti sonori frequentati. È fondamentale che questi dati siano trattati nel rispetto della privacy e della sicurezza, e i sistemi che utilizziamo sono progettati proprio per proteggere l’identità dell’utente e utilizzare le informazioni esclusivamente a fini clinici. Infine, bisogna evitare aspettative irrealistiche. L’intelligenza artificiale migliora in modo significativo la qualità dell’ascolto, ma non restituisce un udito “perfetto”. Parte del nostro lavoro è aiutare il paziente a capire cosa può realisticamente aspettarsi e accompagnarlo passo dopo passo nel percorso di adattamento». Guardando al futuro, come immagina l’evoluzione dell’AI nella riabilitazione dell’udito? «Vedremo dispositivi sempre più piccoli, discreti e potenti, capaci di integrarsi con strumenti di uso quotidiano come smartphone, televisione, computer e piattaforme di videoconferenza. L’intelligenza artificiale diventerà sempre più predittiva, anticipando le esigenze della persona e ottimizzando l’ascolto in modo quasi automatico. Mi aspetto anche un grande sviluppo della tele-assistenza. Già oggi, in alcuni casi, possiamo intervenire a distanza sulle impostazioni degli apparecchi. In futuro questo tipo di supporto sarà sempre più diffuso, con vantaggi enormi soprattutto per le persone anziane o con difficoltà di movimento». Un messaggio finale per chi ha un problema uditivo ma continua a rimandare una visita? «Il vero salto di qualità non è solo tecnologico, è di vita. Sentire meglio significa comunicare meglio, ridurre l’isolamento, partecipare con più serenità alla vita sociale e lavorativa. Oggi, grazie anche all’intelligenza artificiale, abbiamo strumenti molto più efficaci, confortevoli e personalizzabili rispetto al passato. Il primo passo però resta sempre lo stesso: riconoscere il problema e rivolgersi a un professionista di fiducia. Da lì in poi, il percorso si costruisce insieme».

TROPEA – Medico del 118 minacciato e aggredito in ospedale: “Ti squarto con le mie mani”

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Ancora violenza contro chi lavora in prima linea nell’emergenza sanitaria. A Tropea una dottoressa del 118 è stata minacciata e aggredita al termine del turno di servizio, in un episodio che ha scosso profondamente l’ospedale e riacceso l’allarme sulla sicurezza degli operatori sanitari nel Vibonese.

La vittima è Alessia Piperno, medico del 118 in servizio alla Pet di Tropea e delegata sindacale dello Smi. I fatti risalgono alla serata di ieri. La dottoressa era in turno dalle 8 alle 20 quando, nel tardo pomeriggio, la centrale operativa di Cosenza le ha assegnato un intervento con codice “stroke”, un codice rosso per sospetta emergenza neurologica. Raggiunta la paziente, il medico ha accertato che i primi sintomi risalivano alla sera precedente, dunque fuori dalla finestra terapeutica utile per trattamenti specifici. La situazione è stata spiegata ai familiari e, come previsto dai protocolli, è stato richiesto l’invio di un’ambulanza non medicalizzata, mentre la dottoressa restava operativa sul territorio.

Pochi minuti dopo, infatti, Piperno è stata attivata per un’altra emergenza a Nicotera. Un intervento svolto nel pieno rispetto delle procedure e in accordo con la centrale operativa. Nulla che potesse giustificare quanto accaduto successivamente. Al termine del turno, mentre rientrava all’ospedale di Tropea con un altro paziente, la dottoressa ha ricevuto una telefonata carica di odio e minacce: «Sei stata tu a rifiutarti di portare mia zia? Ti ammazzo, dove sei? Ora arrivo e ti squarto con le mie mani».

Parole agghiaccianti che hanno trasformato la paura in terrore. Sotto shock e in lacrime, il medico è rientrato nella sede della Pet. Mentre stava raccontando l’accaduto ai colleghi, un uomo ha fatto irruzione nei locali, urlando e tentando di aggredirla fisicamente. Solo il tempestivo intervento del personale presente ha evitato conseguenze peggiori, riuscendo a bloccare e allontanare l’aggressore, che prima di andare via ha lanciato un’ulteriore minaccia: «Se non è oggi, sarà domani».

La dottoressa, visibilmente scossa, è rimasta immobilizzata contro un muro, incapace di muoversi e respirare. Un trauma profondo che lascia segni ben oltre l’episodio in sé. Nelle prossime ore Piperno formalizzerà la denuncia ai carabinieri. Nel primo pomeriggio incontrerà anche il presidente dell’Ordine dei medici di Vibo Valentia e primario del Pronto soccorso dello Jazzolino, Enzo Natale, che ha definito l’accaduto «gravissimo», sottolineando come solo l’intervento dei colleghi abbia impedito che la situazione degenerasse ulteriormente.

L’ennesima aggressione a un medico del 118 riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza del personale sanitario, sempre più spesso esposto a minacce, violenze e intimidazioni mentre svolge un servizio essenziale per la collettività. Un clima che rischia di rendere l’emergenza-urgenza una professione ad alto rischio, con ricadute pesanti non solo su chi cura, ma sull’intero sistema sanitario.

Giornata della Memoria: note e riflessione a Palazzo Alvaro con il “Concerto per la Memoria”

L’evento, promosso dalla Città Metropolitana in collaborazione con il Conservatorio “F. Cilea”, si terrà il 27 gennaio alle ore 17:30 presso la Sala Monsignor Ferro di Palazzo Alvaro

In occasione della Giornata della Memoria, la Città Metropolitana di Reggio Calabria rinnova il suo impegno nel ricordo della Shoah attraverso il linguaggio universale della musica. Lunedì 27 gennaio 2026, alle ore 17:30, la storica cornice di Palazzo Alvaro (Piazza Italia) ospiterà il “Concerto per la Memoria”, un evento realizzato in stretta collaborazione con il Conservatorio di Musica “F. Cilea”, diretto dal Professor Francesco Romano.

L’evento avrà luogo precisamente nella Sala Monsignor Ferro e vedrà protagonista l’Ensemble del Conservatorio “F. Cilea”, diretto dal Prof. Andrea Francesco Calabrese, che ha curato anche le trascrizioni e gli arrangiamenti dei brani in programma.

Il concerto proporrà un percorso emotivo e storico di grande impatto, spaziando dalla musica sacra alle colonne sonore cinematografiche, fino a toccanti testimonianze musicali dirette dell’Olocausto. Tra i brani selezionati figurano:
Capolavori del cinema come il Tema da “Schindler’s List” di John Williams e Gabriel’s Oboe di Ennio Morricone.
Brani della tradizione ebraica come Kol Simcha, Am Yisrael Chai e la danza gioiosa Warsaw Freilekhs.
Pagine di profonda intensità storica come Friling (Primavera) di Abraham Brudno, opera composta durante la prigionia nel campo di concentramento di Vilnius.

Composizioni classiche e contemporanee tra cui l’Aria e Corale dalla “Passione secondo Matteo” di J.S. Bach, la Preghiera per le vittime dell’Olocausto di Serban Nichifor e brani dai “Jüdische Lieder” di Mieczyslaw Weinberg.

Ad impreziosire l’esecuzione dell’Ensemble saranno le esibizioni dei solisti:
Roberta Panuccio (soprano);
Cecilia Popa Mare (violino);
Valentina Calarco (oboe).

L’Ensemble strumentale è composto da: Maria Teresa Surace (flauto), Gabriele Del Grande (clarinetto), Francesco Guzzi (corno), Fabrizio Canale (contrabbasso) e una nutrita sezione d’archi che include i professori Santa Galletti, Domenica Romeo, Vincenzo Aurilio, Giovanni Caridi, Attilia Cernitori e gli allievi del Conservatorio.

VIBO VALENTIA – Mileto sotto shock: commercialista uccide la moglie e poi si suicida

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La quiete di un pomeriggio di fine gennaio è stata spezzata da una tragedia che ha sconvolto l’intera comunità di Mileto, nel Vibonese. Un commercialista di 63 anni, Pasquale Calzone, ha ucciso la moglie, Maria Assunta Currà, di 55 anni, sparandole alcuni colpi di pistola, per poi togliersi la vita con la stessa arma, legalmente detenuta.

Il drammatico femminicidio-suicidio si è consumato all’interno dell’abitazione dell’uomo, al termine di un violento litigio maturato nel contesto di una separazione in corso da circa un anno. La coppia, molto conosciuta in paese, viveva da tempo una fase di profonda crisi: la donna si era trasferita in Toscana dalla sorella e, negli ultimi giorni, era rientrata in Calabria con l’intenzione di completare il trasloco e stabilirsi a Vibo Valentia.

Nel pomeriggio, Maria Assunta Currà si era recata a Mileto, in via Giuseppe Di Vittorio, per recuperare gli ultimi effetti personali. L’incontro con il marito si è però trasformato in una lite culminata nel gesto estremo. A fare la tragica scoperta è stato il fratello del commercialista, che si era recato a casa dell’uomo.

L’episodio ha destato profondo sgomento tra i cittadini di Mileto, dove la coppia era stimata e conosciuta da tutti. Le indagini sono affidate ai carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia e coordinate dal magistrato di turno della Procura, Alessandra Trabucco, che ha disposto l’autopsia sui corpi e ha ascoltato il fratello di Calzone per ricostruire nel dettaglio la dinamica e il contesto della tragedia.

REGGIO – Il Comune consegna terreni all’Azienda Agraria di Ateneo

Stamattina, alla presenza del Sindaco del Comune di Reggio Calabria Dott. Domenico Battaglia e del Rettore dell’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria Prof. Giuseppe Zimbalatti, è stata formalizzata la consegna di ulteriori terreni nella frazione di Gallina destinati all’Azienda Agraria Universitaria.
Un passaggio che rafforza le connessioni tra istituzioni, generando opportunità di sviluppo per il territorio. Consentendo di mettere ulteriormente a valore il lavoro di rilancio dell’Azienda Agraria di Ateneo avviato già da alcuni anni anche grazie alla grande disponibilità del Comune di Reggio Calabria” – dichiara Giuseppe Zimbalatti Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria.
Suggelliamo un percorso avviato nel 2023 che ha già dato risultati tangibili sul territorio in termini di recupero e riqualificazione urbana. Attraverso una sinergia che si consolida ulteriormente rendiamo fruibile un’area che era totalmente abbandonata e che sarà a disposizione non solo degli studenti ma dell’intera collettività” – commentano il sindaco facente funzioni Domenico Battaglia e l’assessore comunale ai Lavori pubblici Paolo Brunetti.
Oggi l’Azienda Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria si estenderà su circa 11 ettari e si rafforza come spazio di trasferimento tecnologico e terza missione, dove formazione e ricerca contribuiscono a costruire sviluppo e visione per il futuro.

REGGIO – Al Planetarium Pythagoras della Città Metropolitana “Lo strappo del cielo di carta”, rassegna a cura del Professor Gianfranco Cordì filoso della scienza

«Ora senta un po’ che bizzarria mi viene in mente! Se, al momento culminante, proprio quando la marionetta che rappresenta Oreste è per vendicare la morte del padre sopra Egisto e la madre, si facesse uno strappo nel cielo di carta del teatrino, che avverrebbe?». Luigi Pirandello nel Fu Mattia Pascal, si risponde così: «Oreste rimarrebbe terribilmente sconcertato da quel buco nel cielo».

Da questa suggestione letteraria prenderà il via, sabato 24 gennaio ore 17.00, presso il Planetarium Pythagoras della Città Metropolitana di Reggio Calabria, una rassegna di dieci incontri dal titolo, appunto: Lo strappo del cielo di carta, curata dal professor Gianfranco Cordì, filosofo della scienza.

Attraversando Platone, il film «The Truman show», Micheal Foucault, Josè Saramago ed Elémire Zolla, questa importante manifestazione, che ci accompagnerà fino al mese di giugno, intende investigare il platonico «mito della caverna» e tutte le sue possibili vie d’uscita e ricadute.

Dal mito alle canzoni degli 883, alla filosofia impolitica di Roberto Esposito, al «Genio maligno» di Renè Descartes, i dieci appuntamenti costituiranno un’occasione per ripensare il nostro rapporto con il sapere nell’epoca nella quale «il reale è diventato un reality».

Il filo conduttore sarà, dunque: «Esiste una via d’uscita dalle nostre abitudini? Dal nostro stesso modo di stare al mondo? E se esiste: quale può essere?».

In definitiva: «si può, ancora, essere rivoluzionari?».

Un ciclo di incontri, dunque, vista la grande varietà e la ricchezza dei temi e delle risorse culturali, da non perdere.

Di seguito il calendario della rassegna:

Sabato 24 gennaio ore 17:00 – Il fu Mattia Pascal

Venerdì 6 febbraio ore 21:00 – Truman Burbank

Venerdì 27 febbraio ore 17:00 – Il Genio Maligno

Martedì 10 marzo ore 21:00 – Una piccola lezione su Platone

Venerdì 10 aprile ore 21:00 – Portare vasi a Samo

Martedì 28 aprile ore 21:00 – Sei un mito

Martedì 12 maggio ore 21:00 – Nascita della biopolitica

Martedì 26 maggio ore 21:00 – Cathecon

Martedì 9 giugno ore 21:00 – Il tempo sacro delle caverne

Venerdì 26 giugno ore 21:00 – Uscite dal mondo

Tutti gli incontri si terranno al Planetarium Pythagoras della Città Metropolitana di Reggio Calabria.  L’ingresso è libero e gratuito, senza necessità di prenotazione.

VIBO VALENTIA – Attentato incendiario nel cantiere della mensa scolastica, indagini in corso

Un incendio di natura dolosa ha colpito nella notte il cantiere della nuova mensa scolastica all’interno dell’istituto Buccarelli, nel quartiere Affaccio di Vibo Valentia. Le fiamme hanno interessato l’area di lavoro allestita nel cortile della scuola, provocando danni alle strutture temporanee e alle attrezzature della ditta incaricata dell’intervento e facendo scattare l’allarme che ha richiesto l’immediato intervento delle forze dell’ordine.

Sull’episodio indaga la Squadra mobile, impegnata a ricostruire la dinamica dell’accaduto e a individuare eventuali responsabilità. Al momento nessuna ipotesi viene esclusa, mentre proseguono i rilievi tecnici e la raccolta di elementi utili alle indagini.

L’istituto Buccarelli, che accoglie alunni della scuola primaria e della secondaria di primo grado, non è nuovo a episodi di questo tipo. La dirigente scolastica, Mimma Cacciatore, ha ricordato come da anni la scuola sia bersaglio di intrusioni, furti e atti vandalici, sottolineando che l’episodio non può essere considerato un fatto isolato. «Il problema – ha spiegato – va ben oltre la cronaca di una singola notte e riguarda una vulnerabilità strutturale che si trascina da decenni».

I lavori per la realizzazione della mensa rientrano nei finanziamenti del PNRR e sono finalizzati all’ampliamento del tempo scuola. La dirigente ha inoltre precisato che, dal punto di vista formale, l’area del cantiere non è ancora nella piena disponibilità dell’istituto, trattandosi di un intervento seguito direttamente dal Comune di Vibo Valentia.

L’attenzione resta ora puntata sull’esito delle indagini, mentre riemerge con forza il tema della sicurezza degli edifici scolastici e della tutela di spazi che dovrebbero essere presidio educativo e sociale per l’intera comunità.

REGGIO – Finta consegna di un pacco postale, arrestato pericoloso latitante

Si era rifugiato a Crotone, lontano dalla “Locride”; qui in un appartamento in affitto, viveva insieme ad un amico nella più assoluta tranquillità. Credeva di essersi lasciato alle spalle il suo passato, di essere sfuggito alle forze dell’ordine che da tempo lo ricercavano per violenza sessuale ai danni di un minorenne. Un’importante operazione dei militari della Compagnia Carabinieri di Locri, coadiuvati dai colleghi della Compagnia Carabinieri di Crotone, ha portato all’arresto del pericoloso latitante la cui gravità della sua condotta ha imposto da subito ai Carabinieri la massima riservatezza e cautela in ogni fase dell’indagine.

Il latitante, consapevole di essere ricercato, aveva adottato una serie di scrupolosi e precisi accorgimenti che immediatamente l’avevano reso irreperibile. Maniacale nella cura dei dettagli, era suo solito cambiare il proprio luogo di dimora riducendo così al minimo i contatti diretti con familiari e conoscenti.

L’attività investigativa, durata diversi mesi, ha richiesto un impegno operativo costante, articolato e di altissimo coordinamento in tutte le sue fasi, dalla raccolta informativa all’analisi, sino alle fasi di pianificazione ed esecuzione.

Le indagini, pertanto, si sono sviluppate su più livelli. In una prima fase, i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Locri hanno avviato una capillare attività di raccolta informativa. L’attenta analisi dei dati, incrociata con la comparazione delle informazioni acquisite secondo i metodi tradizionali, ha permesso la creazione di un quadro investigativo più ampio e preciso arricchito dalla concreta collaborazione fornita dal Gruppo Poste Italiane S.p.a. – Ufficio Antiriciclaggio.

Successivamente, è stata condotta una seconda fase, maggiormente operativa, incentrata sull’osservazione e il pedinamento di alcuni soggetti ritenuti vicini al latitante. Le attività si sono svolte in modo discreto e continuativo, spesso anche in orari notturni e in complesse condizioni ambientali, con il fine ultimo di non creare sospetti e preservare così il raggiungimento del risultato finale. Infatti, attraverso un attento controllo del territorio e una costante verifica dei movimenti sospetti, l’area di interesse è stata progressivamente individuata e circoscritta.

Determinante, nella fase conclusiva, è stata un’ingegnosa attività di simulazione. I Carabinieri della Sezione Operativa hanno infatti inscenato una finta consegna di un pacco postale, presentandosi presso l’entrata dell’appartamento in affitto. I soggetti presenti, ignari della reale identità dei fattorini, hanno aperto la porta di casa consentendo così l’accesso e l’immediato intervento dei militari. L’azione, pianificata nei minimi dettagli, ha permesso di neutralizzare ogni possibile rischio e di procedere all’arresto del ricercato senza che vi fossero situazioni di pericolo per nessuno dei presenti.

Le operazioni si sono svolte in pochi istanti, con rapidità ed estrema professionalità, il latitante è stato bloccato e messo in sicurezza mentre venivano eseguiti i necessari accertamenti di rito. In seguito, il soggetto è stato tradotto presso l’istituto penitenziario competente dove resterà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Le indagini ora proseguono al fine di accertare l’eventuale presenza e responsabilità di possibili fiancheggiatori.

L’intera attività è stata possibile grazie all’elevata specializzazione degli investigatori basata su pazienza, perseveranza, straordinario ingegno ed elevato acume investigativo. Ogni fase dell’indagine è stata svolta in continuo coordinamento con la Procura Generale di Reggio Calabria che, in ogni momento, ha fornito gli opportuni e necessari indirizzi utili a raggiungere l’obiettivo finale.

L’arresto del latitante, nell’ambito investigativo e sociale, rappresenta un risultato di grande rilievo.