STRETTO – Morelli: “Il Ponte sullo Stretto non è una bandiera politica, ma la primavera del Sud”

«Il Ponte sullo Stretto non è una bandiera politica, ma una grande opportunità di sviluppo». Lo ha dichiarato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alessandro Morelli, intervenendo oggi a Reggio Calabria nel corso del convegno “Sicurezza e tutela delle infrastrutture sul territorio”, promosso da Ansfisa in collaborazione con RemTech Expo.

Secondo Morelli, la realizzazione dell’infrastruttura rappresenta una leva strategica non solo per Calabria e Sicilia, ma per l’intero Mezzogiorno. «Dal punto di vista del governo – ha spiegato – si tratta di un’occasione fondamentale di rilancio economico e infrastrutturale per tutto il Sud».

Il sottosegretario ha sottolineato come il progetto venga portato avanti con il contributo di competenze tecniche di altissimo livello. «Abbiamo scelto di affidarci alle migliori professionalità disponibili a livello internazionale, sia sul piano ingegneristico che su quello industriale ed economico. Le risorse finanziarie ci sono, e sarebbe un errore rinunciare a un’opera che può rappresentare la vera primavera del Sud».

Morelli ha inoltre escluso particolari criticità legate al rischio idrogeologico, pur riconoscendo che interventi di questa portata comportano inevitabili complessità tecniche. «Quando si realizza un’infrastruttura di tale dimensione – ha detto – è naturale che emergano alcune criticità. Il governo sta lavorando per affrontarle e superarle grazie al supporto di tecnici, università e professionisti che hanno messo a disposizione competenze ed esperienza».

Infine, il sottosegretario ha ribadito che il dibattito sul Ponte non dovrebbe ridursi a uno scontro politico. «Spesso la questione viene letta come una contrapposizione tra destra e sinistra, ma in realtà il progetto si fonda su anni di studi e sul lavoro di esperti. Parliamo di quella che consideriamo l’opera più importante del secolo, del terzo millennio».

Morelli ha anche richiamato il consenso registrato nelle recenti consultazioni elettorali come segnale del sostegno dei cittadini al progetto. «Non sono solo i politici a volerlo – ha concluso – ma i cittadini stessi, che hanno premiato questa scelta. E l’azienda che realizzerà l’opera è una realtà che il mondo ci invidia».

REGGIO – Al via i lavori di ripristino della via marina bassa dopo i danni del maltempo

Sono iniziati questa mattina i lavori di ripristino della via marina bassa di Reggio Calabria, duramente colpita dalle violente mareggiate e dal maltempo che nelle scorse settimane hanno provocato ingenti danni al lungomare Italo Falcomatà.

Gli interventi, avviati dall’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Domenico Battaglia, riguardano innanzitutto la pulizia, l’eliminazione dei detriti e la messa in sicurezza dell’area interessata, per poi procedere con la sistemazione della pavimentazione e il ripristino dei tradizionali sanpietrini, elementi caratteristici di uno dei luoghi più identitari e frequentati della città.

“Si tratta di un intervento atteso – dichiara il consigliere comunale delegato alla manutenzione Franco Barreca – che consente di restituire attenzione e cura a uno degli spazi più simbolici di Reggio Calabria. Dopo i danni causati dal maltempo delle scorse settimane, grazie anche all’impegno e alla dedizione dei lavori di Castore, l’avvio dei lavori rappresenta un primo passo concreto verso il ripristino della piena fruibilità della via marina bassa, così come ha spiegato l’assessore ai Lavori Pubblici Paolo Brunetti che si è speso in prima persona fin dal primo momento per provare a dare risposte concrete”.

“L’obiettivo – prosegue Barreca – è intervenire con rapidità per riportare quest’area alle sue condizioni originarie, restituendo decoro e sicurezza a un tratto del lungomare che rappresenta una delle cartoline più belle della nostra città. Un intervento importante anche in vista della primavera ormai alle porte e della stagione estiva, quando il lungomare torna ad essere uno dei principali punti di incontro per cittadini e visitatori”.

I lavori proseguiranno nei prossimi giorni, condizioni meteo permettendo, con il completamento degli interventi previsti, al fine di garantire la piena fruibilità dell’area e restituire alla comunità uno spazio fondamentale per la socialità e la vivibilità urbana.

REGGIO – “Dammi il 5!”, Battaglia: «Misure possibili solo perché questa Amministrazione ha rimesso a posto i conti»

«È una bellissima giornata per un sindaco». Con queste parole il sindaco facente funzioni di Reggio Calabria, Domenico Battaglia, ha commentato i cinque bandi illustrati durante la conferenza stampa “Dammi il 5!”, dedicata alle opportunità per il lavoro e lo sviluppo economico della città. L’iniziativa rientra nell’attuazione del programma PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021–2027, con interventi destinati all’Hub metropolitano per l’occupazione inclusiva e al sostegno a start up e PMI.

«Sono doverosi i ringraziamenti ai due assessori Carmelo Romeo e Alex Tripodi, e a tutti coloro che si sono spesi per trasformare queste opportunità in realtà – ha evidenziato il sindaco  – ricordiamoci che possiamo presentare queste misure perché negli ultimi anni questa Amministrazione abbiamo restituito credibilità alla città e rimesso i conti del Comune al loro posto. Come amo ripetere, il Comune è l’azionista di maggioranza del tessuto economico della città e proprio per questo ha il dovere di creare sviluppo sul territorio. Il pacchetto di interventi comprende cinque misure per un valore complessivo superiore ai 10 milioni di euro, che saranno disponibili già dal prossimo lunedì e che, nei prossimi anni, verranno ulteriormente rafforzate con altri 10 milioni di euro».

«I bandi – ha aggiunto il sindaco – puntano a sostenere il lavoro in tutte le sue declinazioni: aiuti alle imprese, incentivi per start up e PMI, creazione di hub di coworking e strumenti di accompagnamento all’occupazione. Misure costruite attraverso un lungo percorso di confronto con il territorio, promosso dall’Amministrazione comunale. Abbiamo ascoltato le confederazioni, gli enti camerali e gli stakeholder economici durante gli incontri di confronto organizzati nei mesi scorsi. Questo bando nasce anche dal contributo del mondo produttivo e proprio per questo siamo convinti che possa rappresentare una grande opportunità per gli operatori economici e per tutta la città».

«L’iniziativa rappresenta anche un segnale concreto dell’attenzione dell’Amministrazione verso il tessuto economico locale. Lo abbiamo già dimostrato con le tante assunzioni e con l’uscita dal precariato di oltre 150 lavoratori, ma è fondamentale anche stare accanto alle imprese, creando occasioni di crescita e nuove opportunità di lavoro per i giovani della nostra città» ha concluso Battaglia.

REGGIO – Città Metropolitana, quinto incontro del Tavolo Tecnico sull’erosione costiera

Si è aggiornato in via straordinaria nella giornata di giovedì 5 marzo, presso gli uffici dell’Ente, il Tavolo Tecnico per il coordinamento del fenomeno dell’erosione costiera nel territorio metropolitano di Reggio Calabria” istituito con la Delibera del sindaco metropolitano ed insediato il 18 ottobre del 2024.

Presieduta dal Direttore del Dipartimento “Tutela del Territorio” Domenica Catalfamo, e dai funzionari della Città Metropolitana, alla presenza dei Consiglieri Metropolitani Salvatore Fuda, con delega all’Ambiente, e di Giuseppe Marino, anche in qualità di Consigliere comunale del Comune di Reggio Calabria, la riunione tecnica ha avuto come focus il coordinamento di interventi e dei dovuti approfondimenti di studi interistituzionali per quanto concerne alcuni tratti specifici del litorale, riguardanti il Comune di Reggio Calabria e quello di Motta San Giovanni.
L’ing. Catalfamo ha sottolineato come la riunione non fosse altro che “il naturale proseguimento di un percorso condiviso fortemente voluto con l’istituzione di un tavolo permanente, animato da quella sinergia istituzionale e tecnica, che mettesse assieme un approccio multidisciplinare in grado di superare criticità ed ostacoli burocratici, con la capacità di dare risposte tempestive ai territori che fronteggiano l’erosione costiera in seguito ai cicloni meteorologici e alle forti mareggiate dei mesi scorsi”.
In particolar modo, oltre agli interventi già in atto per il Comune di Reggio Calabria, per la fascia costiera di Pellaro e Bocale, con la posa di pennelli e la manutenzione di barriere frangiflutti già esistenti, si è affrontata la questione relativa al possibile riutilizzo della sabbia sedimentata nel Porto di Saline per il ripascimento del litorale costiero a nord dell’infrastruttura.
I delegati istituzionali che hanno partecipato di presenza e da remoto, lo hanno fatto in rappresentanza del Comune di Reggio Calabria; del Comune di Motta San Giovanni; della Prefettura, nell’ottica dell’intenzione espressa dal Prefetto di prendere parte ad incontri mirati alla tutela del territorio; per la prima volta, dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto che, con una qualificata rappresentanza, ha fornito utili indicazioni sulle modalità di ripascimento per l’intero litorale metropolitano; del Dipartimento ‘Governo del Territorio’ della Regione Calabria; della Soprintendenza Archeologica; dell’Autorità di Bacino distrettuale; della Direzione Marittima di Reggio Calabria; di Arpacal; Anas e Azienda Calabria Verde.

Il Consigliere Fuda è intervenuto specificando “quanto siano datati nel tempo i problemi relativi all’antropizzazione del territorio, e quanto siano caratterizzate le difficoltà a reperire le risorse necessarie per attivare processi strutturali in grado di prevenire e proteggere le nostre coste, e il nostro ecosistema, dalle reazioni della natura. Occorre uno sforzo della Regione Calabria, per garantire opere di mitigazione ed interventi risolutori per l’intero litorale ionico della Città Metropolitana”.

Dello stesso avviso è stato il Consigliere Marino che, riferendosi, ad una progettazione della Città Metropolitana che va da Capo d’Armi a Punta Pellaro e che prevede già un lotto ‘0’ in parte finanziato, ha dichiarato: “La Regione potrebbe intervenire per una risoluzione definitiva del grande problema dell’erosione delle nostre coste, con il finanziamento del lotto 1 e perché no, del lotto 2, perché è dimostrato che il progetto di protezione con soffolte e pennelli, e le attività di ripascimento, hanno funzionato. Pertanto, adottare lo stesso metodo all’intera unità fisiografica, utilizzando, di concerto con tutte le istituzioni coinvolte, la sabbia depositata nel Porto di Saline, atteso che la sua ‘caratterizzazione’ è già è stata esitata favorevolmente, con il duplice obiettivo di rendere operativa la struttura portuale e al contempo garantire le attività di ripascimento del litorale a nord, per ripristinare la linea di costa che arriva fino a Punta Pellaro”.

ATTUALITA’ – Iran, impatto limitato sul porto di Gioia Tauro: possibili ripercussioni sui collegamenti navali

La chiusura dello stretto di Hormuz, conseguenza delle tensioni e del conflitto in Iran, al momento sta producendo effetti contenuti sull’attività del porto di Gioia Tauro, il principale scalo italiano per il transhipment.

Le criticità più evidenti riguardano soprattutto l’interruzione temporanea dei collegamenti diretti con i porti di Abu Dhabi e Jebel Ali. Al momento, infatti, i container diretti verso questi scali o provenienti da essi risultano fermi o potrebbero essere soggetti a eventuali dirottamenti verso altre rotte.

Si tratta comunque di flussi relativamente contenuti, che per ora non incidono in maniera significativa sui volumi complessivi di traffico dello scalo calabrese.

«Seguiamo con attenzione l’evolversi del conflitto – ha spiegato all’ANSA il presidente dell’Autorità di sistema portuale dei Mari Tirreno meridionale e Ionio, Paolo Piacenza – anche per valutare eventuali ripercussioni sulla portualità e sulla logistica. Allo stato attuale, per il porto di Gioia Tauro si registrano impatti minimi in termini di volumi di traffico. Potrebbero però verificarsi effetti sulle schedule delle navi, con possibili ricadute sull’organizzazione del lavoro portuale».

Fonte: ANSA

CALABRIA – Giusi Princi “Riconoscimento al Polo liceale Campanella-Fiorentino di Lamezia Terme, orgoglio calabrese ed esempio di memoria, impegno e creatività”

“L’eccellenza della scuola calabrese continua a farsi conoscere in Italia e in Europa grazie a idee innovative e a un impegno concreto nella tutela della memoria e nella promozione della cittadinanza attiva. Ne è testimonianza il percorso del Polo Liceale Campanella – Fiorentino di Lamezia Terme, che nelle scorse settimane ha ricevuto, a Roma, presso Palazzo Montecitorio, il primo premio del concorso nazionale dedicato al Giorno del Ricordo, promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e delle massime autorità dello Stato”. Lo afferma l’europarlamentare calabrese Giusi Princi.

“A distanza di alcune settimane – prosegue -, il lavoro degli studenti del Liceo continua a rappresentare un esempio concreto di come la memoria sia alla base della consapevolezza europea e il terreno su cui si costruisce il dialogo. Dopo la cerimonia ufficiale, infatti, gli studenti hanno preso parte anche all’iniziativa ‘Treno del Ricordo’, proseguendo un cammino di approfondimento che oggi trova ulteriore riconoscimento nella lettera di congratulazioni inviata alla scuola dal Vicesindaco della Città di Pola, un attestato di stima che onora non solo l’Istituto ma l’intera Calabria, un segnale importante di rispetto reciproco e di dialogo tra comunità che condividono pagine complesse della storia europea. L’emozionante cortometraggio realizzato dai ragazzi, dedicato alla strage di Vergarolla – aggiunge l’europarlamentare -, ha saputo coniugare musica, danza e recitazione in una narrazione didatticamente esemplare, storicamente rigorosa e di intensa forza emotiva”.

“I miei complimenti – prosegue l’On. Princi – al Dirigente scolastico Susanna Mustari per la visione, la lungimiranza e la passione con cui guida l’istituto, al corpo docente e all’intera comunità scolastica che ha saputo accompagnare questi ragazzi in un percorso di così alto profilo culturale e umano. Agli studenti va il mio più sincero ringraziamento: attraverso studio rigoroso, creatività e impegno, hanno dimostrato l’importanza della memoria”.

“In una fase geopolitica complessa e attraversata da nuove tensioni – spiega l’eurodeputata calabrese -, il coinvolgimento delle nuove generazioni è la condizione perché la memoria si traduca in coscienza critica, capace di orientare il presente e di costruire il futuro. In qualità di membro della Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento europeo, continuerò a lavorare in Europa affinché la cultura, l’educazione e la consapevolezza storica restino pilastri dell’identità e della coesione dell’Unione europea”, conclude Giusi Princi.

CROTONE – Avvio demolizione manufatti abusivi realizzati a Punta Scifo

Sono ufficialmente iniziate, questa mattina, le attività di demolizione delle opere abusive realizzate a Punta Scifo in località Alfieri (Marine Park Village).

L’intervento interessa un’area di rilevante interesse paesaggistico e ambientale, ricadente nella fascia dei 300 metri dalla linea di battigia, e rappresenta l’esito di un lungo e complesso iter giudiziario e amministrativo.

Si tratta di un passo concreto verso il ripristino della legalità e la tutela del patrimonio naturale, principi che guidano con determinazione l’azione amministrativa.

L’attività di demolizione è finanziata in parte con fondi riconosciuti all’Ente dal Ministero delle Infrastrutture per un importo di 173.960,52 euro, mentre ulteriori 173.960,52 euro, come previsto dal progetto, saranno a carico del Comune di Crotone.

L’Amministrazione comunale ha avviato l’azione necessaria al recupero delle somme anticipate, sulla base degli ordini di demolizione già emessi e rimasti inottemperati, uniformandosi alle statuizioni relative alla connessa vicenda giudiziaria nella quale è stato riconosciuto il risarcimento del danno in favore dell’Ente, costituitosi parte civile.

Nel dettaglio, è prevista la demolizione completa del manufatto realizzato per ospitare un ristorante-pizzeria a servizio dell’intero complesso, situato a monte della piscina. Saranno inoltre rimosse le piastre di fondazione dei bungalow, la piscina – di circa 1.060 mq – realizzata a valle dell’intervento, e il basamento in cemento destinato a servizi tecnici.

Tutte le strutture in cemento armato saranno demolite meccanicamente, con separazione del calcestruzzo dalle armature in ferro.

I materiali inerti, dopo le opportune analisi, saranno conferiti presso impianti specializzati per il riciclo.

Al termine delle operazioni, l’area sarà oggetto di ripristino dello stato dei luoghi, nel pieno rispetto della stabilità del pendio e dell’equilibrio ambientale.

All’avvio delle attività erano presenti con il sindaco Voce, la giunta, consiglieri comunali, il dirigente del settore Francesco Stellato, il prefetto Franca Ferraro, la soprintendente Stefania Argenti, le massime autorità civili e militari cittadine, a testimonianza della piena sinergia istituzionale che ha accompagnato l’intero percorso.

Con l’avvio delle attività di demolizione di queste opere abusive confermiamo con i fatti il nostro impegno per la legalità e per la difesa del territorio. Questo non è soltanto un atto tecnico o amministrativo: è una scelta di giustizia e di responsabilità. Restituire questi luoghi alla loro conformazione originaria significa restituirli alla comunità e alla loro bellezza. E la bellezza, anche se non è una parola che ricorre spesso nel linguaggio della burocrazia, è il cuore della nostra azione politica. È un valore pubblico, un bene comune che abbiamo il dovere di custodire e tramandare. Le regole valgono per tutti e il rispetto del paesaggio è una responsabilità collettiva, soprattutto verso le nuove generazioni” ha dichiarato il sindaco Voce.

Quello che sta succedendo oggi è iconico perché ci troviamo in un posto che è rappresentativo del nostro territorio. Ringrazio gli uffici che hanno consentito quanto stiamo vivendo oggi” ha detto l’assessore all’Urbanistica Giovanni Greco.

La soprintendente Stefania Argenti: siamo veramente felici perché abbiamo lavorato per declarare la bellezza di questo luogo emanando il decreto di vincolo. Dedichiamo questa giornata alla dott.ssa Zinzi che aveva annoverato questo luogo come pietra miliare nella storia del territorio”

Sono orgogliosa di rappresentare lo Stato in una giornata come questa, sono orgoglioso di restituire la bello un territorio come questo” ha detto il prefetto Franca Ferraro.

L’Amministrazione comunale ribadisce così la volontà di proseguire con determinazione lungo il percorso di tutela del territorio, nel segno della legalità, della trasparenza e della salvaguardia del patrimonio ambientale.

GIOIA T. (RC) – Porto di Gioia Tauro: conclusi lavori della cabina elettrica “cold ironig”

Step by step, la progettazione del sistema di cold ironing nel porto di Gioia Tauro prosegue a passo spedito. Sono stati appena conclusi i lavori di realizzazione della prima cabina elettrica, per un importo di oltre 18,3 milioni di euro, e ultimati con ulteriori dieci milioni di euro per la fornitura delle opere elettromeccaniche.

Attualmente in fase di prova, si partirà fattivamente con il primo collegamento di una nave container ad una presa cold ironing nel mese di aprile.

In questo primo lotto, quindi, è stata realizzata una cabina elettrica di 728 metri quadrati, che servirà ad alimentare tre prese elettriche mobili, poste lungo 900 metri di banchine portuali attrezzate, a cui si collegheranno le navi in ormeggio, che potranno così spegnere i propri generatori diesel, nel rispetto della normativa europea in materia di sostenibilità ambientale.

Si tratta di un’infrastruttura particolarmente ampia e complessa che al suo interno contiene tre convertitori, sei trasformatori e 24 quadri elettrici. Sarà al servizio di tre prese mobili di alimentazione cold ironing, complessivamente omologate ad una potenza di 7,5 Megawatt, estendibili a 11 MW di potenza. Ogni presa, quindi, coprirà circa 300 metri di banchina, prevalentemente dedicata ad imbarcazioni di navi portacontainer.

Il progetto si inserisce all’interno della più ampia politica dell’Ente, guidato dal presidente Paolo Piacenza, che, nel rispetto della normativa europea, relativa agli interventi tesi ad assicurare “Energia pulita nei trasporti”, punta alla riduzione dell’impatto ambientale sulle attività portuali.

L’obiettivo è quello di giungere all’annullamento integrale delle emissioni locali durante l’ormeggio, fondamentale soprattutto per i porti che si integrano in contesti urbani.

Soddisfatto, il presidente Paolo Piacenza ha evidenziato l’importanza del progetto -: «L’elettrificazione delle banchine del porto assicurerà una gestione futura dello scalo guidata da una visione sempre più sostenibile e allineata agli standard europei. Siamo a buon punto, con la conclusione di una prima parte. Trasformeremo questo porto – ha sottolineato il presidente Piacenza – in una moderna infrastruttura portuale sostenibile, un modello innovativo di green port, in grado di rispondere alle sfide di ecosostenibilità, imposte dall’Unione Europea al settore della logistica e dei trasporti».

L’elettrificazione delle banchine richiederà un aumento del fabbisogno energetico con conseguente ampliamento della connessione alla rete di alta tensione per una domanda di potenza in prelievo pari a 80 MW. Contestualmente la società Medcenter Container Terminal Spa, che gestisce il terminal contenitori del porto di Gioia Tauro, ha in programma uno sviluppo delle infrastrutture portuali che prevede l’elettrificazione delle gru che operano la movimentazione a terra dei contenitori (gru automatiche ASC) ed il potenziamento delle gru elettriche di banchina (gru STS) che effettuano le operazioni di carico/scarico dei contenitori, che richiede una ulteriore potenza in prelievo di 80 MW.

Esigenze cristallizzate lo scorso marzo attraverso un Accordo Quadro tra MCT e l’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno meridionale e Ionio con il quale sono state individuate e attribuite le specifiche responsabilità operative ed economiche.

Complessivamente, il progetto di cold ironing si propone, quindi, di soddisfare entrambi le necessità (AdSP e MCT) attraverso un ampliamento della connessione alla rete di alta tensione e la realizzazione di una stazione elettrica di trasformazione AT/MT ubicata all’interno dell’area portuale che sarà funzionale per entrambe le utenze (AdSP e MCT) per una fornitura totale di 160 MW.

CALABRIA – Visita del sottosegretario Morelli sulla SS106, senatrice Minasi: «La SS106 prende finalmente forma»

«Il sopralluogo del Sottosegretario Alessandro Morelli e del Direttore ANSFISA Domenico Capomolla sui cantieri della SS106, in Calabria, conferma ancora una volta che il Governo è presente e che i lavori sulla principale dorsale ionica sono entrati in una fase di piena operatività, con controlli sul campo e un monitoraggio puntuale dello stato di avanzamento».

Lo dichiara la Senatrice della Lega Tilde Minasi, commentando la visita istituzionale di ieri sul cantiere della Variante all’abitato di Palizzi Marina.
«Per impegni di Aula che mi hanno bloccato a Roma – continua la Senatrice – non ho potuto accompagnare il Sottosegretario Morelli nel corso della visita, ma voglio ringraziarlo pubblicamente per il suo impegno e sostegno alla Calabria, che dura ormai da tanti anni, da quando era vice Ministro ai Trasporti e si preoccupava già tanto del nostro territorio.In questo caso – ricorda – parliamo di un piano complessivo da circa 5 miliardi di euro per tutta la regione e di interventi già in corso: dalla Variante di Palizzi Marina – opera da 108 milioni su 3,5 km, con tracciato a quattro corsie e conclusione prevista nel 2027 – fino al Terzo Megalotto Roseto Capo Spulico–Sibari, ormai all’80%, con una prima apertura programmata già ad aprile. Accanto a questi – aggiunge – vanno ricordati i nuovi lotti tra Sibari, Rossano, Crotone e Catanzaro, per circa 80 km già finanziati o in fase di avvio.

È un progetto – precisa Minasi – che ho seguito con continuità in questi anni, intervenendo più volte proprio sulla SS106: la priorità è dare certezze ai territori, con programmazione, cronoprogrammi chiari e verifiche costanti sull’avanzamento, cosa che finalmente sta avvenendo.

Questa è, d’altronde, la differenza tra annunci e risultati.

La SS106 – dice ancora – è una priorità nazionale e lo si dimostra con una linea chiara: cantieri, sicurezza, tempi. È l’impostazione che il Ministro Matteo Salvini ha voluto imprimere al MIT, con risorse, programmazione, controlli e responsabilità, per trasformare un’Infrastruttura storicamente critica in un asse moderno, sicuro e strategico per lo sviluppo.

Da Senatrice di questo territorio sono orgogliosa di quanto stiamo riuscendo a fare lavorando con attenzione reale verso la nostra terra.

La SS106 è stata per troppo tempo la strada dei rinvii e oggi è invece un’opera strategica che prende forma. Le polemiche non costruiscono nulla, noi continuiamo ad agire. E, quando c’è buongoverno, l’azione politica ripaga con risultati misurabili, i risultati che la Calabria merita».

TAURIANOVA (RC) – Discarica clandestina nella piana di Gioia Tauro, 15 denunce e sequestri

Una discarica abusiva realizzata nel tempo all’interno di un burrone naturale, utilizzato come punto di sversamento per rifiuti urbani, speciali e anche pericolosi. È il bilancio di un’operazione dei Carabinieri che, nella Piana di Gioia Tauro, ha portato alla denuncia di quindici persone e al sequestro di sedici veicoli impiegati per il trasporto illecito dei materiali.

L’attività, coordinata dalla Procura della Repubblica di Palmi diretta dal Procuratore Emanuele Crescenti, è stata condotta dai militari della Compagnia di Taurianova assieme ai colleghi del Nucleo Carabinieri Forestale di Cittanova, impegnati da mesi in servizi mirati di controllo delle aree rurali.

Le indagini, avviate nel novembre 2024, hanno permesso di individuare in contrada “Piggra” di Taurianova, un’area progressivamente trasformata in una discarica a cielo aperto. Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, nel burrone sarebbero stati riversati nel tempo detriti, scarti di lavorazione e rifiuti potenzialmente inquinanti, con il rischio di contaminazione del terreno e delle falde acquifere.

Attraverso appostamenti, monitoraggi e accertamenti tecnici, i Carabinieri hanno documentato una presunta attività sistematica di trasporto e abbandono dei rifiuti, riuscendo a risalire ai veicoli e alle persone coinvolte.

Per quindici indagati è scattata la denuncia in stato di libertà per gestione e smaltimento illecito di rifiuti in concorso. L’Autorità giudiziaria ha inoltre disposto il sequestro preventivo di 15 mezzi utilizzati per gli sversamenti e, per un soggetto, l’applicazione della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

L’operazione si inserisce nell’attività di contrasto ai reati ambientali intensificata dall’Arma nelle zone extraurbane e agricole, dove l’abbandono illegale dei rifiuti rappresenta una delle principali criticità per la tutela del territorio.

Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari: la responsabilità degli indagati potrà essere accertata solo con sentenza definitiva.