PALMI – [VIDEO] Inferno di fuoco sulla Costa Viola: distrutto il Sunset Beach Club di Palmi

Una domenica sera che doveva scivolare via tra i colori del tramonto e la musica dell’aperitivo si è trasformata in pochi minuti in un incubo di fuoco e fumo. Il Sunset Beach Club, storico cuore pulsante della movida di Palmi, non esiste più, divorato da un incendio che ha ridotto in cenere undici anni di sogni e sacrifici. Erano circa le otto di sera quando il fumo ha iniziato a filtrare da una stanza accanto agli uffici, proprio mentre nel locale si trovavano tra le settanta e le ottanta persone.

«Stavamo lavorando quando abbiamo visto quel fumo uscire da una porta», racconta con lo sguardo rivolto a ciò che resta della struttura Domenico Lamanna, uno dei titolari. La reazione del personale è stata immediata, quasi istintiva. Mentre alcuni dipendenti afferravano gli estintori in un disperato tentativo di arginare le prime fiamme, altri si lanciavano nel controllo delle sale per far evacuare i clienti. «Abbiamo aperto tutte le porte e fatto uscire subito tutti, controllando stanza per stanza per verificare che non fosse rimasto nessuno», prosegue Lamanna, sottolineando come la priorità assoluta sia stata la sicurezza degli ospiti.

Tra i testimoni di quegli istanti concitati c’è Alessandro, uno dei cuochi del locale, che descrive la rapidità devastante del rogo: «Abbiamo preso gli estintori, ma quando abbiamo capito che era impossibile domare le fiamme abbiamo chiamato i vigili del fuoco». In cucina, insieme a lui, c’era anche la sua compagna Paola, al nono mese di gravidanza. «Siamo usciti subito e ho avvisato i colleghi. Ormai c’era poco da fare. Poteva andare peggio», confessa la donna con gli occhi lucidi, consapevole che, nonostante il disastro economico, il bilancio umano è rimasto miracolosamente vuoto.

I Vigili del Fuoco hanno lottato contro il fuoco per tutta la notte, riuscendo a estrarre una dozzina di bombole di gas che avrebbero potuto trasformare l’incendio in una tragedia ben più grave. Attualmente l’area è sotto sequestro e i Carabinieri sono al lavoro per accertare se la scintilla iniziale sia stata causata da un guasto accidentale o da una mano dolosa. Nel frattempo, un silenzio irreale avvolge lo scheletro annerito dello stabilimento, interrotto solo dal via vai di amici e cittadini giunti per portare conforto ai soci e ai cinquanta dipendenti che, in alta stagione, trovavano qui il proprio sostentamento.

Nonostante l’amarezza profonda, la volontà di non darla vinta al destino sembra prevalere tra le macerie. Francesco Cardone, presidente del Consiglio comunale di Palmi, ha voluto ribadire che la comunità non volterà le spalle a questi giovani imprenditori: «La solidarietà è totale e molti cittadini si sono già detti disponibili a dare una mano anche dal punto di vista economico». Una vicinanza che Domenico Lamanna accoglie con determinazione, lanciando un messaggio di speranza che sa di sfida: «Proviamo amarezza e delusione, undici anni di lavoro sono in cenere, ma dobbiamo andare avanti. Ripartiremo in qualche modo, perché arrendersi non è un’opzione».

8 Marzo, la Presidente dell’Istituto per la Famiglia Nazionale ODV, Emmanuela Perri:“La donna è pilastro della famiglia e della società, espressione di amore, dedizione e fede cristiana.”

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, l’Istituto per la Famiglia Nazionale ODV celebra il ruolo insostituibile della donna, riconoscendo la sua forza, la sua dedizione e il suo impegno nella vita familiare e sociale. La fede cristiana, che ispira l’operato dell’associazione, ci ricorda che ogni azione di amore, servizio e solidarietà nasce dal cuore e dall’esempio di chi mette il prossimo al centro della propria vita.

“La donna rappresenta un pilastro fondamentale della famiglia e della società. Madre, figlia, sorella, lavoratrice ed educatrice, la donna è spesso il cuore pulsante delle relazioni umane e della vita comunitaria. Con sensibilità, coraggio e spirito di sacrificio, tante donne affrontano ogni giorno sfide difficili, sostenendo la propria famiglia e contribuendo al bene della società.”, così ha esordito Emmanuela Perri, presidente dell’Istituto per la Famiglia Nazionale ODV, realtà del terzo settore presente da oltre trent’anni sul territorio nazionale con oltre 470 sezioni e impegnata nella promozione della solidarietà, del volontariato e della tutela della famiglia.

Nel suo messaggio, la presidente ha voluto sottolineare il ruolo fondamentale delle donne nel mondo del terzo settore, dove il loro contributo rappresenta una risorsa preziosa: “Le donne svolgono un ruolo particolarmente importante nel volontariato. In molte realtà associative, nei servizi sociali e nelle organizzazioni di solidarietà, sono una presenza insostituibile. Con il loro tempo, la loro attenzione, la capacità di ascolto, le competenze e la fede, portano conforto, aiuto concreto e speranza a chi vive difficoltà, solitudine o fragilità. Anche nella nostra associazione, il contributo delle volontarie è fondamentale: donne che ogni giorno mettono a disposizione il proprio cuore e la propria fede per sostenere famiglie, anziani e chiunque abbia bisogno di una mano tesa. Il volontariato femminile è un esempio silenzioso ma straordinario di carità cristiana vissuta nella quotidianità.”

“L’Istituto per la Famiglia nasce dalla visione cristiana di mio padre, il fondatore e missionario cristiano Gilberto Perri, che ha dedicato la propria vita al servizio del prossimo, insegnandoci che la solidarietà e l’amore cristiano devono tradursi in azioni concrete verso chi è nel bisogno. Il suo insegnamento continua ancora oggi a guidare il nostro operato attraverso il principio che lui  amava ricordare: «Nel bene del mio prossimo sta il mio bene.»” , ha continuato Emmanuela Perri. , “Mio padre Gilberto ha sempre richiamato l’attenzione sul valore della persona e sull’importanza della solidarietà, ricordandoci che una società più giusta nasce dalla capacità di prendersi cura gli uni degli altri, soprattutto dei più fragili.”

La presidente dell’Istituto Per la Famiglia Nazionale ODV ha inoltre ribadito il valore della donna anche alla luce del cristianesimo: “La Parola di Gesù Cristo ci ricorda anche il valore e la forza della donna: “Forza e dignità sono il suo vestito, e ride dell’avvenire” (Proverbi 31,25). Un messaggio di speranza che invita a riconoscere nella donna una presenza capace di guardare al futuro con fiducia e di essere segno di amore, dedizione e speranza.”

Conclude così Emmanuela Perri, dando un messaggio di speranza e rinnovato impegno: “A tutte le donne che stanno attraversando momenti di dolore, di solitudine o di difficoltà vogliamo dire: non perdete la speranza. Gesù Cristo vede ogni lacrima, conosce ogni sofferenza e prepara sempre una via di consolazione e di rinascita.Come associazione continueremo a impegnarci per sostenere le donne, le famiglie e il valore del volontariato, promuovendo una cultura della solidarietà, del rispetto e della tutela della dignità umana, contrastando ogni forma di violenza, discriminazione e marginalizzazione.”

“A tutte le donne, e in modo speciale a quelle che ogni giorno scelgono di donare il proprio tempo agli altri attraverso il volontariato, rivolgiamo il nostro più sincero grazie. Buona Festa della Donna, con gratitudine per tutto ciò che rappresentate e per il contributo prezioso che donate ogni giorno alla società.”

 

 

 

Emmanuela Perri

Presidente
Istituto per la Famiglia Nazionale ODV

 

8  MARZO – La donna nello sport: forza, rispetto e speranza. Il messaggio di Angela Principato della ASD Polisportiva Tabitha

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, la Presidente Angela Principato dell’ASD Polisportiva Tabitha desidera rivolgere un pensiero di gratitudine, riconoscenza e profonda stima a tutte le donne che ogni giorno, con impegno e dedizione, contribuiscono a rendere più giusta, più solidale e più umana la nostra società.

La Polisportiva Tabitha, che opera da anni nel tessuto sociale della città di Reggio Calabria, nasce e cresce all’interno del Sistema A.C.U. – Azione Cristiana Umanitaria, fondato dal missionario cristiano Gilberto Perri. La nostra realtà sportiva si ispira ai valori cristiani e al principio che lo sport non sia soltanto competizione, ma prima di tutto educazione, rispetto, solidarietà e crescita della persona.

Lo sport rappresenta infatti uno dei luoghi più autentici in cui si esprime il valore del fair play: il rispetto dell’avversario, la lealtà, il sacrificio e la capacità di sostenersi reciprocamente. Sono valori che trovano nella figura femminile una testimonianza straordinaria e quotidiana.

Negli ultimi anni il mondo dello sport ha visto emergere sempre più fortemente il talento, la determinazione e la leadership delle donne. Le recenti Olimpiadi invernali di Milano-Cortina hanno offerto esempi luminosi: atlete come Federica Brignone, capace di conquistare due straordinarie medaglie d’oro nello sci alpino, o Francesca Lollobrigida, che ha scritto la storia pattinando verso l’oro nei 3000 metri di speed skating, hanno dimostrato al mondo intero come la passione e la determinazione possano trasformarsi in traguardi storici. Anche campionesse come Arianna Fontana, l’atleta italiana più medagliata della storia olimpica, continuano a incarnare lo spirito di sacrificio e di eccellenza che rende lo sport un esempio per le nuove generazioni.

Queste donne non sono soltanto campionesse: sono modelli educativi. Con il loro impegno dimostrano che lo sport può essere uno spazio di emancipazione, di crescita e di dignità. Lo sport, quando è guidato dai valori del rispetto e della solidarietà, diventa una scuola di vita.

Come associazione ispirata ai principi cristiani, la Polisportiva Tabitha riconosce nella donna una figura centrale nella costruzione della comunità. La Sacra Scrittura ci ricorda parole profonde nel Libro dei Proverbi:“La grazia femminile è ingannevole, la bellezza non dura, ma una donna che rispetta il Signore è degna di lode. Dàtele credito per tutto quel che fa: tutta la città le deve rispetto per il suo lavoro.” (Proverbi 31)

Questo versetto ci ricorda che il vero valore della donna non risiede nell’apparenza, ma nella sua dignità, nella sua forza morale, nella sua capacità di costruire, educare, servire e guidare la comunità.

Nello sport come nella vita, le donne continuano a dimostrare ogni giorno una straordinaria capacità di resilienza, di sacrificio e di leadership. Per questo la Polisportiva Tabitha rinnova il proprio impegno affinché lo sport sia sempre più uno spazio aperto, inclusivo e capace di valorizzare il talento femminile.

Alle atlete, alle allenatrici, alle dirigenti sportive, alle madri che accompagnano i figli nei percorsi sportivi, e a tutte le donne che contribuiscono con il proprio impegno alla crescita delle comunità, va il nostro più sincero ringraziamento.

Lo sport educa, unisce e costruisce futuro. E in questo futuro la donna continuerà ad avere un ruolo centrale, non soltanto come atleta, ma come guida morale e sociale per le nuove generazioni.

Angela Principato
Presidente
ASD Polisportiva Tabitha

 

REGGIO – Premio 8 Marzo: a Palazzo San Giorgio il valore e la testimonianza di eccellenze cittadine

Si è svolta, presso il Salone dei Lampadari di Palazzo San Giorgio, la cerimonia dell’ormai consolidato “Premio 8 Marzo” del Comune di Reggio Calabria: una benemerenza che vuole riconoscere il valore di donne che si sono distinte per le loro qualità e le loro competenze nei campi del sapere, della cultura, del sociale o delle professioni. Un modo per testimoniare e ricordare alla nostra comunità il lavoro, spesso invisibile, di ogni donna e per non dare mai per scontati i diritti acquisiti, da difendere o da conquistare. Ognuna delle premiate, infatti, ha rappresentato e condiviso la propria esperienza nel proprio ambito evidenziando le difficoltà che ancora oggi il mondo femminile incrocia ed è costretto a scontare; al contempo è emerso il valore del prezioso operato delle donne fatto di competenze, sensibilità, caparbietà e soprattutto eccellenza.

Il sindaco facente funzioni -Domenico Battaglia- ha aperto la cerimonia ricordando il significato profondo dell’iniziativa; sottolineando come si tratti di un momento di sobrietà ma che non per questo vuole essere meno solenne nel riconoscere il valore delle donne premiate.

“Questa cerimonia – ha dichiarato- vuole attestare e tributare a ognuna di voi il giusto riconoscimento; siete persone che ogni giorno si spendono nella nostra comunità e rappresentate una testimonianza concreta del ruolo delle donne: architrave fondamentale della nostra società”. “L’8 marzo – ha proseguito- è dedicato a tutte le donne ma il nostro pensiero va soprattutto a quei luoghi del mondo dove questa giornata non può essere celebrata; va alle donne ferite, alle donne alle quali i diritti vengono ancora negati”.

Il primo cittadino ha voluto specificare come la premiazione voglia essere anche un gesto simbolico di vicinanza e soprattutto di riconoscimento pubblico; attraverso le storie e l’impegno delle premiate nella quotidianità.

“Oggi – ha evidenziato- con questa semplice cerimonia, vogliamo rivolgere il nostro pensiero soprattutto ad ogni donna ma testimoniarlo attraverso di voi; attraverso questa splendida batteria di premiate. Non perché non siate già conosciute ma perché oggi vi ritroviamo nella sala della città, in quello che è il palazzo della città e questo palazzo deve essere aperto a tutti ed a tutte; deve essere la casa di tutti e tutte”. ” Riconoscersi qui -ha concluso- significa riconoscersi nella città che tanto amiamo e per la quale ogni giorno ci spendiamo, ciascuno nel proprio ruolo e nelle proprie responsabilità, mantenendo sempre viva la sensibilità nei confronti della nostra società e della nostra comunità”.

Tra le premiate, Tiziana Bianca Calabrò, scrittrice e drammaturga capace di unire la parola scritta alla presenza scenica trasformando la propria arte in atto civile e politico; attraverso la drammaturgia, la narrativa e il monologo ha dato voce alle resistenze del femminile con coraggio, ironia e profonda umanità. Il suo lavoro, premiato a livello nazionale e internazionale, testimonia come la cultura possa essere strumento di cura, memoria e cambiamento. Il riconoscimento è stato consegnato dall’assessora Lucia Nucera.

Premiata anche Anna Maria Cama, dirigente scolastica che ha dedicato la propria vita alla cultura e all’educazione con passione esemplare; studiosa e promotrice di progetti di inclusione e sostenibilità, ha saputo coniugare eccellenza intellettuale e impegno civile, trasformando il sapere in servizio per la comunità. A consegnare il premio il consigliere comunale Giuseppe Giordano.

Il sindaco facente funzioni Domenico Battaglia ha consegnato il riconoscimento a Maria Lucia Colì, capitano di fregata distintasi per elevata professionalità, spiccato senso del dovere e costante impegno al servizio dell’Amministrazione marittima, assicurando con competenza e dedizione la tutela della sicurezza della navigazione, dell’ambiente marino e della legalità, rappresentando un esempio di valore e leadership femminile nell’ambito del Corpo delle Capitanerie di Porto.

Il presidente del Consiglio comunale Enzo Marra ha premiato Tiziana Di Giacomantonio, comandante metropolitano delle Guardie Ecozoofile e presidente di ANPANAGEPA ODV di Reggio Calabria, che con determinazione e dedizione ha consacrato la propria vita alla tutela degli animali, alla salvaguardia dell’ambiente e alla difesa della legalità, testimoniando ogni giorno come la forza, la sensibilità e la responsabilità di una donna possano incidere concretamente sulla comunità.

Il sindaco ff Domenico Battaglia ha inoltre consegnato il riconoscimento a Daniela Lampasi, avvocata e dirigente del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che con oltre vent’anni di carriera nella pubblica amministrazione, culminati nel ruolo di segretaria generale di fascia A e dirigente ministeriale per la Calabria, ha saputo affermarsi con autorevolezza in contesti complessi portando avanti con rigore i valori di legalità, trasparenza e servizio alla comunità.

Il consigliere comunale Antonino Malara ha consegnato il premio a Rosa Giulia Melidoni, sindacalista apprezzata che ha fatto della solidarietà, della giustizia sociale e dell’impegno per la comunità la bussola della propria esistenza; cinquant’anni di impegno nella CGIL al fianco di lavoratori, pensionati e fasce più vulnerabili, credendo nella partecipazione femminile come strumento di cambiamento.

Il consigliere comunale Ginni Latella ha premiato Maria Morabito, dirigente scolastica che ha fatto della propria istituzione un luogo di equità, crescita e opportunità per tutti, dimostrando con rigore e capacità di ascolto come guidare una scuola sia un atto profondamente civile.

L’assessore Carmelo Romeo ha consegnato il riconoscimento ad Angela Puleio che, nel suo ruolo alla guida dell’Archivio di Stato, incarna il valore della tutela della memoria collettiva, dimostrando come la conservazione dei documenti e della storia sia un autentico atto di responsabilità verso la comunità e le generazioni future.

L’assessora Annamaria Curatola ha premiato Giusy Quattrone, avvocata che da oltre venticinque anni esercita con dedizione e competenza la professione legale distinguendosi nel diritto del lavoro e nel contenzioso civile, un percorso professionale e umano caratterizzato da responsabilità e impegno al servizio dell’intera comunità forense.

Il sindaco ff Domenico Battaglia ha inoltre consegnato il riconoscimento a Maria Rita Stilo, avvocata che da oltre trent’anni si distingue per l’impegno professionale e civile nella tutela dei soggetti più vulnerabili, in particolare nel diritto di famiglia, nel diritto antidiscriminatorio e nella lotta alla violenza di genere.

Il consigliere comunale Pino Cuzzocrea ha premiato Francesca Zaccone, docente appassionata, volontaria della Croce Rossa e artista del palcoscenico, capace di portare la magia del teatro nelle aule scolastiche e di tradurre l’arte in gesti concreti di solidarietà al servizio della comunità reggina.

Un riconoscimento speciale è stato inoltre conferito alle donne del Planetario di Reggio Calabria, esempio luminoso di passione e dedizione per la divulgazione scientifica. Il premio, consegnato dal consigliere comunale Giuseppe Marino, è stato attribuito a Cristina Pinneri, senior research scientist presso Qualcomm ad Amsterdam; Maria Grazia Labate, dirigente tecnologa dell’Istituto nazionale; Roberta Tripodi dell’INAF – Osservatorio astronomico di Roma; Maria Concetta Tringali, ricercatrice presso l’European Gravitational Observatory di Pisa; Manuela Zoccali, professoressa ordinaria presso l’Istituto de Astrofísica dell’Universidad Católica del Cile. Donne che, attraverso la ricerca, la didattica e la divulgazione, aprono ogni giorno finestre sull’universo, guidando studenti, famiglie e cittadini alla scoperta del cosmo e dimostrando come la scienza sia uno spazio inclusivo e ricco di opportunità.

8 MARZO – Associazione Donne in Prima Fila, la Presidente Monica D’Aguì: “Il valore della donna nella nostra società: dignità, fede e futuro”

In occasione della Giornata Internazionale della Donna desidero rivolgere un pensiero profondo e sincero a tutte le donne che, ogni giorno, con coraggio, determinazione e sensibilità contribuiscono a costruire una società più giusta, inclusiva e umana.

La donna non rappresenta soltanto una parte della società: ne è una delle fondamenta più solide. Nel lavoro, nella famiglia, nella cultura, nell’impegno civile e nel volontariato, le donne dimostrano quotidianamente quanto il loro contributo sia indispensabile per il progresso della comunità. Il loro valore non risiede soltanto nei ruoli che ricoprono, ma nella capacità di generare cambiamento, di educare alla solidarietà e di trasmettere principi di rispetto, responsabilità e libertà.

Eppure, nonostante i passi avanti compiuti negli ultimi decenni, la piena affermazione della dignità della donna non è ancora un traguardo definitivamente raggiunto. Persistono disuguaglianze, stereotipi e forme di violenza che ci ricordano quanto sia necessario continuare a lavorare insieme per promuovere una reale cultura del rispetto e delle pari opportunità.

La dignità della donna è un valore che appartiene all’intera società. Difenderla e promuoverla significa riconoscere il diritto di ogni donna a realizzare se stessa, a esprimere le proprie capacità, a partecipare attivamente alla vita sociale, politica ed economica senza discriminazioni o limitazioni.

Ma il valore della donna trova radici profonde anche nella tradizione cristiana. Il Cristianesimo, fin dalle sue origini, ha riconosciuto alla donna una dignità piena e inalienabile, fondata sull’idea che ogni essere umano è creato a immagine e somiglianza di Dio. Nel Vangelo, la figura di Gesù Cristo si distingue per l’attenzione, il rispetto e la considerazione verso le donne, in un’epoca in cui spesso esse erano emarginate dalla vita sociale.

Basti pensare al ruolo centrale di Maria, madre di Gesù, simbolo di fede, coraggio e amore, ma anche alle molte donne che hanno accompagnato il cammino di Cristo: donne che hanno ascoltato la sua parola, lo hanno sostenuto e sono state tra le prime testimoni della sua resurrezione. Il messaggio cristiano ha contribuito a porre le basi di una visione della donna come persona pienamente degna di rispetto, libertà e valorizzazione.

In questa prospettiva, il riconoscimento della dignità femminile non è soltanto una conquista sociale, ma anche un valore umano e spirituale che invita a guardare alla donna come custode di vita, di relazioni e di speranza.

Come Presidente dell’Associazione Donne in Prima Fila, sento forte la responsabilità di sostenere ogni iniziativa che favorisca l’emancipazione femminile, la valorizzazione dei talenti delle donne e la costruzione di reti di solidarietà e sostegno reciproco. Il nostro impegno è quello di dare voce alle donne, promuovere la loro partecipazione e incoraggiare le nuove generazioni a credere nelle proprie potenzialità.

Celebrare la donna oggi non significa soltanto rendere omaggio alle conquiste raggiunte, ma rinnovare un impegno collettivo: quello di costruire una società in cui nessuna donna debba più lottare per vedere riconosciuti i propri diritti, la propria dignità e il proprio valore.

Alle donne di ieri, che hanno aperto la strada con sacrificio e coraggio; alle donne di oggi, che continuano a lottare e a costruire; alle donne di domani, che porteranno avanti questo cammino con nuove idee e nuove energie: va il nostro rispetto, la nostra gratitudine e il nostro sostegno.

Continuiamo insieme a camminare in prima fila, per un futuro in cui la dignità e il valore della donna siano pienamente riconosciuti, custoditi e promossi in tutta la società.

8 MARZO – Maria Letizia Romeo (UNI.PACE): “La dignità della donna è un raggio della luce di Gesù Cristo”

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, Maria Letizia Romeo, presidente dell’Associazione culturale UNI.PACE di Reggio Calabria, ha voluto condividere una riflessione che intreccia valori cristiani, impegno culturale e rispetto per la dignità femminile.

«Onorare la donna significa onorare la vita stessa», afferma Maria Letizia Romeo, sottolineando come la figura femminile rappresenti, nella visione cristiana, una presenza essenziale nella costruzione della famiglia, della comunità e della società. «Nel messaggio cristiano – prosegue – la donna non è mai relegata ai margini, ma è spesso protagonista di azioni di fede, coraggio e amore.».

L’Associazione culturale UNI.PACE, inserita nel Sistema ACU – Azione Cristiana Umanitaria, fondato dal missionario cristiano Gilberto Perri, promuove da anni iniziative culturali e sociali ispirate ai valori di carità, verità e rispetto, con l’obiettivo di diffondere una cultura della pace e della solidarietà radicata nei principi del Vangelo.

«Il mio impegno in UNI.PACE – spiega la Presidente Romeo – nasce prima di tutto dalla mia esperienza di vita. Sono madre di tre figli e la mia priorità è custodire la loro serenità e il loro futuro. Questo istinto materno si traduce naturalmente in una sensibilità particolare verso tutte quelle donne che affrontano difficoltà, prove o momenti di solitudine. Nella mia esperienza personale ho conosciuto da vicino la fatica di confrontarsi con atteggiamenti privi di rispetto o di gentilezza, ed è proprio da queste esperienze che nasce il desiderio di contribuire a costruire una cultura diversa».

Secondo Maria Letizia Romeo, il ruolo delle associazioni culturali come UNI.PACE è fondamentale proprio nel promuovere un cambiamento culturale profondo: «La valorizzazione della donna non è soltanto una questione sociale, ma anche culturale e spirituale. Occorre riscoprire una visione della persona fondata sulla dignità, sul rispetto reciproco e sul riconoscimento dei talenti che ogni donna porta con sé nella famiglia, nel lavoro e nella comunità».

Il messaggio della presidente si conclude con un invito alla speranza e alla fiducia. «Come madre e come cristiana – afferma – sento il dovere di lanciare un messaggio chiaro: non scoraggiatevi mai. La fede ci insegna che nessuna ombra può spegnere la luce che ognuno di noi porta dentro. Il Sistema ACU e l’Associazione UNI.PACE, nel solco dell’eredità spirituale lasciata da Gilberto Perri, vogliono essere proprio questo: una comunità, una famiglia capace di sostenere, incoraggiare e valorizzare ogni donna nel suo cammino di vita».

Un impegno che guarda al futuro con la convinzione che cultura, fede e solidarietà possano contribuire a costruire una società più giusta, dove la dignità della donna sia sempre riconosciuta e difesa come valore fondamentale per l’intera comunità.

ARGHILLA’ – 8 marzo: quando la fede diventa impegno sociale. La voce di una donna cristiana per Arghillà

Nel giorno dell’8 marzo, mentre in tutto il mondo si celebra la Giornata internazionale della donna, c’è chi sceglie di vivere questa ricorrenza non solo come momento simbolico, ma come testimonianza concreta di impegno, responsabilità e servizio verso la comunità.

È la storia di una donna cristiana che ha scelto di trasformare la propria fede in Gesu’ Cristo in azione sociale: Patrizia D’Aguì, presidente del gruppo civico Noi Siamo Arghillà – La Rinascita, che nel quartiere di Arghillà continua a portare avanti una battaglia civile fondata su valori profondamente cristiani: verità, giustizia e amore.

Una testimonianza che deriva dall’insegnamento del missionario cristiano Gilberto Perri, il quale, con il suo esempio ha mostrato che il cristianesimo non può restare confinato nelle parole o nei luoghi di culto, ma deve tradursi in difesa concreta della dignità delle persone, soprattutto di chi vive nelle periferie sociali.

La forza di una donna al servizio della comunità

L’8 marzo diventa così anche l’occasione per riflettere sul ruolo delle donne che, lontano dai riflettori, si fanno carico delle sofferenze del territorio e diventano voce di chi spesso non viene ascoltato.
Ad Arghillà questo impegno prende forma nelle denunce portate avanti dal gruppo civico guidato da Patrizia D’Aguì, che negli ultimi mesi ha richiamato l’attenzione delle istituzioni sulla grave situazione dei Comparti 1 e 5 di Arghillà Nord, dove i residenti convivono con problemi strutturali e con una grave emergenza igienico-sanitaria.

Il malfunzionamento della rete fognaria ha provocato in diversi casi la fuoriuscita di reflui sulle strade e perfino all’interno delle abitazioni. Famiglie, anziani e bambini sono costretti a vivere tra cattivi odori, servizi domestici inutilizzabili e segnali di degrado degli edifici.

Una realtà che non può essere considerata soltanto un problema di decoro urbano, ma rappresenta una vera emergenza sanitaria e sociale.

La richiesta di giustizia per il quartiere

Nonostante le denunce e le segnalazioni inviate ai settori di competenza i residenti continuano ad attendere interventi concreti.

A rendere il quadro ancora più delicato sono le recenti decisioni relative ai fondi PINQUA, circa 14 milioni di euro destinati ad alcuni interventi nel quartiere, tra cui il completamento delle infermerie nell’area del Consorzio Ecolandia, lavori sulle fognature e la piantumazione di alberature.

Resta però esclusa la parte abitativa.

«È una scelta incomprensibile e profondamente ingiusta – ha dichiarato la presidente D’Aguì – soprattutto alla luce della drammatica emergenza abitativa che colpisce molte famiglie del quartiere».

Il progetto avrebbe potuto rappresentare un’occasione reale di rigenerazione urbana e sociale per Arghillà, intervenendo anche sugli alloggi popolari e sulle situazioni di fragilità abitativa.

La solidarietà che nasce dal territorio

Nel frattempo alcune attività di manutenzione e riqualificazione sono state portate avanti dalle associazioni del territorio con interventi come il risanamento di un tratto di fognatura nel Comparto 3 e la sistemazione di alcune aiuole nell’area di Modenelle. Sono azioni utili che dimostrano quanto sia forte l’impegno delle associazioni e dei cittadini.
Tuttavia resta evidente come, troppo spesso, attività che dovrebbero rientrare nelle normali competenze dell’amministrazione pubblica vengano sostenute dal terzo settore e dalle comunità locali.

L’8 marzo e il valore della testimonianza

Nel giorno della Festa della Donna, la storia di Patrizia D’Aguì diventa anche il simbolo di una femminilità che non si limita alla celebrazione, ma si esprime nella responsabilità verso gli altri.

Una donna che sceglie di non restare in silenzio davanti alle ingiustizie, ma di trasformare la sua fede nell’unico e vero Dio, Gesu’ Cristo, in impegno civile. Il messaggio cristiano non può essere separato dalla difesa della dignità umana: la verità deve essere annunciata, la giustizia deve essere cercata e l’amore deve diventare azione concreta.

Per questo il gruppo civico Noi Siamo Arghillà – La Rinascita continuerà a mantenere alta l’attenzione pubblica e istituzionale sulle condizioni del quartiere.

Perché Arghillà non chiede privilegi.

Chiede diritti fondamentali: servizi essenziali, salute, sicurezza e dignità abitativa.

E nel giorno dedicato alle donne, questa battaglia ricorda che il coraggio, la fede e la responsabilità possono ancora cambiare la storia delle comunità.

8 marzo, Giusi Princi: “Occasione per riflettere e rinnovare l’impegno per la piena parità di genere”

“La Giornata Internazionale della Donna, istituita l’8 marzo su iniziativa dell’ONU, non è solo una ricorrenza simbolica: è un monito a riflettere sul percorso ancora aperto verso la piena parità di genere e sulle disuguaglianze che ancora restano da colmare. Un impegno che rappresenta oggi una priorità dell’Unione europea”. Lo afferma l’europarlamentare calabrese Giusi Princi.

“In Italia, il voto delle donne nel referendum del 2 giugno 1946 – prosegue – rappresentò una tappa decisiva nel riconoscimento della loro piena cittadinanza e nell’avvio di un percorso di progressiva affermazione dei diritti nella vita civile, sociale ed economica. Tuttavia, nonostante i progressi, la strada verso la piena parità di genere è ancora lunga. Le disuguaglianze economiche e professionali sono ancora notevoli, basti pensare che in Europa le donne guadagnano in media il 12% in meno all’ora rispetto ai propri colleghi e le pensioni medie femminili sono circa il 24,5% inferiori a quelle degli uomini, riflettendo carriere spesso frammentate o interrotte da responsabilità di cura familiare. Le donne sono inoltre sottorappresentate nei ruoli decisionali e di leadership, con quote inferiori alla parità nei consigli di amministrazione e nei vertici aziendali. A ciò si aggiunge il peso degli stereotipi di genere, che influenzano le scelte formative di bambine e bambini, con conseguenze che si estendono lungo tutto l’arco della vita. Proprio per affrontare questi divari – continua l’On. Princi -, nel mio lavoro al Parlamento europeo, ho seguito importanti file in materia, come il Rapporto Annuale 2025 sui Diritti Umani e la Democrazia nel Mondo e il Rapporto sul Divario Retributivo e Pensionistico di Genere nell’UE. Questi strumenti non sono solo tecnici, ma vere e proprie linee guida per ridurre i divari salariali e pensionistici, sostenere le donne imprenditrici e rafforzare la loro presenza nei settori economici più dinamici e innovativi”.

“L’uguaglianza economica – evidenzia l’europarlamentare – si trova anche al centro della nuova Strategia per la Parità di Genere 2026–2030, pubblicata recentemente dalla Commissione Europea. Saranno previste misure per ridurre il divario retributivo e pensionistico, facilitare l’accesso ai finanziamenti per le donne imprenditrici e promuovere strumenti finanziari dedicati a start-up e PMI guidate da donne. Si prevede anche l’istituzione di un Piano d’Azione per rafforzare la presenza femminile nella ricerca, nell’innovazione e nei settori tecnologici, riconoscendo la centralità della leadership femminile per la competitività dell’Europa”.

“Tuttavia, la parità di genere – aggiunge l’On. Princi – non si costruisce solo attraverso leggi e politiche pubbliche ma richiede anche un cambiamento culturale profondo. La violenza di genere, le disparità di opportunità e la mancanza di rispetto nascono da stereotipi radicati e da modelli culturali che ancora oggi sottovalutano il contributo delle donne. Per questo motivo, il cambiamento deve partire dalla scuola e dall’infanzia, formando cittadini rispettosi, consapevoli e capaci di costruire relazioni fondate sulla parità. Per questo, l’8 marzo – conclude – rappresenta un monito a rinnovare l’impegno verso una società in cui ogni donna possa vivere con dignità, pari opportunità e piena partecipazione”.