REGGINA – Ballarino: «Mi viene voglia di prendere a calci tutti, a partire da me stesso»… e la Reggina è di nuovo in vendita?

Non è solo una sconfitta. È molto di più. È il simbolo di una stagione fallimentare, il punto più basso di un progetto che doveva riportare entusiasmo e che invece ha generato delusione, rabbia e distacco. La caduta interna contro l’Acireale al Granillo segna, di fatto, la fine anticipata del campionato della Reggina. Ma soprattutto certifica una crisi profonda, ormai sotto gli occhi di tutti.

La partita passa quasi in secondo piano rispetto a ciò che accade dopo. Fischi, contestazione, una Curva Sud esasperata e uno stadio che non ha più la forza di credere. È l’istantanea di una città tradita sportivamente, che si ritrova ancora una volta lontana da quel calcio che meriterebbe.

Almeno, per la prima volta, arriva una presa di coscienza netta. Il patron Ballarino, senza giri di parole, ammette il fallimento: «Mi viene voglia di prendere a calci tutti, a partire da me stesso». Parole dure, pesanti, che raccontano meglio di qualsiasi analisi tecnica lo stato d’animo di una società che non è riuscita a mantenere le promesse.

Non ci sono alibi, né scaricabarile. «Sono io il primo colpevole», afferma Ballarino, riconoscendo apertamente le responsabilità di una gestione che non ha prodotto i risultati attesi. Un’ammissione che arriva tardi, quando ormai la stagione è compromessa e il distacco dalla vetta è diventato incolmabile.

Ma c’è di più. Per la prima volta si apre concretamente uno scenario fino a ieri impensabile: quello di un passo indietro della proprietà. «Se arriva qualcuno serio, siamo pronti a farci da parte», è il messaggio lanciato dal patron. Una frase che pesa come un macigno e che apre interrogativi sul futuro immediato della società.

Il problema, però, non è solo tecnico. È identitario. La squadra, come ammesso dallo stesso Ballarino, ha perso anima e carattere. «Ho visto calciatori e non uomini», una frase che fotografa un gruppo incapace di reagire, crollato mentalmente proprio nel momento decisivo.

La sensazione è quella di un progetto costruito senza fondamenta solide, incapace di reggere alla pressione e alle aspettative di una piazza come Reggio Calabria. Una piazza che, ancora una volta, si ritrova a fare i conti con promesse non mantenute e con una realtà sportiva ben lontana da quella che meriterebbe.

Il campo ha dato il suo verdetto, ma il vero nodo ora è tutto fuori dal rettangolo di gioco. Servono chiarezza, scelte forti e soprattutto una visione credibile per il futuro. Perché più della sconfitta, a pesare è la figuraccia. E quella, a differenza di una partita, non si cancella con il prossimo risultato.

REGGIO – Evento Unar, Versace: “Un modo diverso di concepire l’accoglienza come antidoto per l’intolleranza”

Il Sindaco Metropolitano facente funzione accoglie a Piazza Italia l’iniziativa ‘Guardiamo oltre il pregiudizio’

“Un modo diverso di concepire l’accoglienza come antidoto per l’intolleranza, e lo facciamo come le scuole e con i ragazzi che rappresentano la parte migliore della nostra città”- sono le parole del Sindaco Metropolitano facente funzioni Carmelo Versace, intervenuto all’evento ‘Guardiamo oltre il pregiudizio’ promosso, in occasione della XXII Settimana d’azione contro il razzismo, da UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni razziali) in collaborazione con la Città Metropolitana di Reggio Calabria.

“Un momento dedicato agli studenti – ha aggiunto Versace – per riscoprire il valore dell’accoglienza attraverso il linguaggio della creatività. Ringrazio per questo il direttore di Unar, Mattia Peradotto, per aver condiviso con la nostra città la volontà di promuovere tra gli studenti delle nostre scuole, una riflessione profonda sul valore dell’accoglienza come strumento di coesione sociale e di contrasto ad ogni forma di discriminazione”.
“Un’intera giornata dedicata all’integrazione – ha concluso – alla condivisione di tradizioni e saperi, e soprattutto alla scoperta della pasticceria interculturale, con l’obiettivo di creare un percorso educativo dinamico volto a riscoprire le “Parole del Rispetto”, attraverso la manualità e il gusto, che la contaminazione tra materie prime locali e influenze internazionali produce”.

Insieme al Sindaco Metropolitano facente funzioni Carmelo Versace, era presente il Consigliere delegato alle ‘Politiche del lavoro, politiche giovanili e welfare’ Giuseppe Marino che ha ribadito l’importanza della sensibilizzazione sui temi della discriminazione raziale: “Da piazza Italia arriva un bellissimo messaggio da parte delle scuole e dai ragazzi che hanno scelto con consapevolezza di aderire a questa bellissima giornata, un messaggio contro ogni forma di discriminazione, contro ogni muro, contro ogni divisione. Quella di oggi è un’opportunità di riflessione per capire quanto sia importante, oggi più che mai, lavorare alla costruzione di ponti e siamo orgogliosi, come Città Metropolitana, di ospitare un evento in grado di favorire modelli positivi di inclusione e partecipazione”.

Una giornata di festa allietata dalla presenza di un’ospite d’eccezione, l’artista Danny Mendez e dalla radio Studio 54 Network, che ha trasmesso l’evento in diretta e radiovisione.

La kermesse di intrattenimento con i pasticceri reggini, dal titolo “Spelling Rights: le parole che uniscono” e “Sweet Integration – Mani in Pasta, Cuori Insieme”, è stata curata dal Settore 7 (Inclusione – Sport – Politiche Sociali) dell’Ente, in collaborazione con SVI.PRO.RE e l’Istituto Alberghiero IPALB TUR, col patrocinio dal Comune di Reggio Calabria e dalle associazioni di pasticceri ‘Apar’ e ‘Conpait’.

REGGIO – Inchiesta “Ducale”, archiviazione per diversi esponenti politici: il Gup accoglie la richiesta della Dda

Il Gup di Reggio Calabria ha disposto l’archiviazione nei confronti di diversi esponenti politici coinvolti, a vario titolo, nell’inchiesta “Ducale”, l’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia contro la cosca Araniti.

La decisione arriva su richiesta della stessa Procura, che aveva già stralciato una parte dell’inchiesta relativa a 33 posizioni. Parallelamente, nell’aprile 2025, la Dda aveva avanzato richiesta di rinvio a giudizio per gli imputati principali.

Tra le posizioni archiviate figurano nomi di rilievo del panorama politico locale e regionale. Tra questi l’ex consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giuseppe Neri e il consigliere comunale del Partito Democratico Giuseppe Sera, per i quali, nell’estate del 2024, era stato richiesto l’arresto, poi respinto sia dal Gip che dalla Corte di Cassazione.

Archiviazione anche per l’ex sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, oggi consigliere regionale, per il sindaco facente funzioni e candidato del centrosinistra alle prossime comunali Domenico Donato Battaglia, per il consigliere Mario Cardia (Noi Moderati) e per l’ex senatore Giovanni Emanuele Bilardi.

La vicenda aveva suscitato forte attenzione in città fin dall’estate 2024, quando l’inchiesta aveva scosso il quadro politico locale con accuse di scambio elettorale politico-mafioso. Oggi, con l’archiviazione, si chiude una parte significativa di quel filone investigativo.

In una nota, Giuseppe Neri ha sottolineato come, sin dall’inizio della vicenda, abbia scelto di dimettersi dal ruolo di capogruppo per senso di responsabilità e rispetto delle istituzioni, ribadendo la propria estraneità ai fatti. L’archiviazione, viene evidenziato, rappresenta la conclusione di una fase complessa e restituisce piena dignità alla sua posizione pubblica.

Sulla stessa linea il commento di Giuseppe Falcomatà, che ha ricordato di aver affrontato l’intera vicenda con fiducia nel lavoro della magistratura, continuando nel frattempo la propria attività amministrativa. L’archiviazione, ha dichiarato, conferma ancora una volta la fiducia nella giustizia e chiude una pagina che aveva segnato profondamente il dibattito cittadino.

L’inchiesta “Ducale” resta comunque uno dei passaggi più rilevanti degli ultimi anni nel contrasto alla criminalità organizzata sul territorio reggino, mentre proseguono gli altri filoni giudiziari ancora aperti.

REGGIO – L’inaugurazione del rinnovato impianto di calcio “Pietro Reitano” si trasforma in una festa di comunità per tutta Catona

Si è svolta a Catona, in un clima di grande festa, l’inaugurazione del campo sportivo intitolato a Pietro Reitano: completamente rigenerato e riqualificato dal Comune di Reggio Calabria grazie ai fondi React-EU e POC.
La cerimonia ha visto una grande partecipazione di pubblico, di appassionati e di sportivi; e per l’occasione si è svolta anche una partita tra le squadre del Comune di Reggio Calabria e dei magistrati: quale segno forte di legalità e presenza istituzionale; anche alla luce del grave atto vandalico verificatosi tempo fa, quando furono incendiati da ignoti i rotoli del prato sintetico appena arrivati.

All’importante evento per il popoloso quartiere cittadino erano presenti il sindaco facente funzioni del Comune di Reggio Calabria Domenico Battaglia, il consigliere delegato allo sport Gianni Latella, l’assessore alla programmazione Carmelo Romeo, l’assessora Annamaria Curatola, il presidente del Consiglio comunale Enzo Marra, i consiglieri comunali Franco Barreca, Giuseppe Marino e Giuseppe Giordano, il consigliere regionale ed ex sindaco Giuseppe Falcomatà; oltre a funzionari e tecnici dell’Ente; presenti anche i familiari di Pietro Reitano.

A coordinare il tutto Michele Cotroneo, allenatore e direttore sportivo del Catona Calcio; oltre ad altre figure storiche della squadra locale.

L’impianto è intitolato a Pietro Reitano, figura storica del calcio locale, allenatore e punto di riferimento educativo per intere generazioni di giovani; non solo tecnico sportivo ma autentico maestro di vita; capace di trasmettere valori di rispetto, disciplina e appartenenza.

È stato evidenziato come la riapertura rappresenti un momento di grande gioia per tutta la Catona sportiva; un traguardo atteso a lungo, reso possibile grazie all’impegno dell’Amministrazione comunale e alla partecipazione attiva e positiva della comunità.

Il sindaco facente funzioni, Domenico Battaglia, ha sottolineato che “Gli impianti sportivi non devono essere abbandonati; lo sport è fondamentale nelle nostre realtà. Questo impianto è stato fortemente voluto e realizzato nonostante difficoltà e atti vandalici che non dovrebbero esistere”.
“Oggi riapriamo un luogo che era stato dimenticato – ha continuato Battaglia – e che diventa spazio di aggregazione sociale e giovanile. Ringrazio il settore lavori pubblici, i tecnici e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione. Questo – ha concluso – è un tassello importante per Catona e per l’intera città, nel segno della legalità e dei valori dello sport”.

È stato ricordato come la figura di Pietro Reitano abbia rappresentato un riferimento umano e sportivo per la comunità; un educatore capace di aggregare e formare generazioni di giovani attraverso il calcio.

È stato inoltre sottolineato il valore educativo dello sport come parte integrante della comunità educante, insieme a famiglia, scuola e parrocchia; il campo è stato definito non solo luogo di pratica sportiva, ma spazio di crescita e formazione.

Il consigliere delegato allo sport Gianni Latella ha espresso viva soddisfazione per un traguardo che sembrava ormai impossibile.
“È stato un iter tribolato – ha dichiarato – dopo oltre quattordici anni oggi consegniamo alla città un impianto completamente riqualificato. Questa è una giornata meravigliosa – ha evidenziato – perché rappresenta un impegno mantenuto dall’Amministrazione”.
“Questo campo – ha proseguito Latella – è un presidio di sport, di legalità e sociale. Il 21 marzo, primo giorno di primavera, è simbolicamente una nuova stagione per la città. Catona, quartiere con una forte tradizione sportiva, riceve oggi una struttura che è un gioiello per tutta la comunità”.

Il consigliere ha anche ricordato che, per l’impiantistica sportiva cittadina, si parla di un investimento complessivo di circa 25 milioni di euro; questa è la strada per far crescere Reggio Calabria sotto il profilo sportivo e sociale.

Nella veste di ex “allievo” di Pietro Reitano, il magistrato catonese Stefano Musolino ha dato testimonianza della figura e del ruolo dell’allenatore-educatore:
“Per ricordare davvero Pietro Reitano – ha dichiarato Musolino – dobbiamo tornare a quegli anni in cui riusciva ad aggregare un’intera comunità. In trasferta ci seguivano pullman di tifosi; la squadra era fatta da ragazzi di Catona. Oggi il calcio è cambiato, ma quel senso di appartenenza resta un esempio”.

Giuseppe Falcomatà, consigliere regionale ed ex sindaco, che ha seguito tutto l’iter amministrativo prima dell’attuale completamento, ha voluto sottolineare quanto quello di oggi sia “Un ulteriore tassello di un disegno di città policentrica, in cui ogni quartiere deve avere servizi e spazi di aggregazione. Il Reitano è uno di questi” e di come “i beni comuni non sono beni del Comune ma beni dei cittadini. Senza l’impegno e l’amore della comunità non saremmo arrivati a questo risultato”.

Ha espresso viva soddisfazione anche l’assessore alla programmazione Carmelo Romeo per l’utilizzo virtuoso dei fondi React-EU e dei POC, che hanno consentito la riqualificazione dell’impianto e la sua restituzione alla comunità; uno strumento di socialità, legalità e sport al servizio del quartiere e dell’intera città.

Il presidente del Consiglio comunale Enzo Marra ha sottolineato come il campo sportivo “Pietro Reitano” rappresenti per Catona non solo un luogo di pratica calcistica ma uno spazio di crescita e formazione per i giovani; ha ricordato il valore educativo dello sport all’interno della comunità, insieme a famiglia, scuola e parrocchia, evidenziando il percorso che ha portato alla riqualificazione dell’impianto e invitando la comunità a custodirlo come bene condiviso.

La cerimonia si è conclusa con la consegna della targa alla famiglia Reitano, il taglio del nastro e, come da cerimoniale, con la benedizione impartita dal parroco don Francesco Siclari; un momento partecipato che ha sancito la restituzione alla comunità di uno spazio simbolo di memoria, identità e futuro.

REGGIO – Arsenale clandestino e della cocaina in una campagna in contrada Feudo a Gioiosa Ionica, arrestato un quarantottenne nativo di Siderno

Nella giornata del 2 marzo scorso, la Polizia di Stato ha eseguito un’Ordinanza di Custodia Cautelare emessa in data 24.02.2026 dal G.I.P. presso il Tribunale di Catanzaro, a carico di un quarantottenne nativo di Siderno ma residente a Gioiosa Jonica (RC), in quanto lo stesso era ritenuto gravemente indiziato del reato di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanza stupefacente.

In questo contesto, in esecuzione di una perquisizione locale e personale, gli operatori della Squadra Mobile di Reggio Calabria sono riusciti a rinvenire presso la proprietà di campagna dell’indagato, sita in contrada Feudo in Gioiosa Ionica (RC), un arsenale clandestino nascosto sotto terra, oltre a circa un kg di cocaina, che non sono sfuggiti all’attenzione degli investigatori.

Le attività di scavo eseguite, sotto al coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Locri, hanno portato complessivamente al sequestro di ben quattro fucili da caccia con matricole obliterate, una carabina calibro 7 mm con matricola abrasa, una carabina ad aria compressa calibro 4,5 mm, un fucile d’assalto calibro 223 mm, una pistola calibro 9×19, vario munizionamento e parti di arma, nonché un panetto di sostanza stupefacente del tipo cocaina dal peso complessivo lordo pari a 1,150 chilogrammi.

Sulla base delle risultanze dell’attività di perquisizione, dunque, l’uomo veniva tratto in arresto nella flagranza dei reati di detenzione di armi e munizionamento nonché per la detenzione di un chilogrammo di sostanza stupefacente del tipo cocaina.

L’arrestato veniva infine tradotto presso la Casa Circondariale di Locri a disposizione della competente Autorità giudiziaria.

Si precisa che il procedimento è ancora in fase di indagini preliminari e, pertanto, l’indagato deve essere considerato non colpevole fino a sentenza definitiva di condanna.