PONTE SULLO STRETTO – [INTERVISTA] Durigon: “Opera determinante per Italia ed Europa. Nessuna crisi di governo dopo il referendum”

MESSINA – Una piazza partecipata, espressione della società civile e del mondo del lavoro, ha fatto da cornice alla manifestazione a sostegno del Ponte sullo Stretto. Tra i presenti anche il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, che ha ribadito il valore strategico dell’opera e la linea del Governo dopo il referendum sulla giustizia.

“Il Ponte è un’infrastruttura determinante per l’Italia e per l’Europa, per quello che può generare in termini economici e per il sistema dei collegamenti”, ha dichiarato Durigon, sottolineando il significato della mobilitazione messinese.

Secondo il sottosegretario, la presenza in piazza di associazioni, sindacati e cittadini dimostra un sostegno diffuso al progetto: “La società civile si è riunita qui per manifestare a favore del Ponte e noi siamo venuti per darle forza, affinché quest’opera possa vedere la luce nel più breve tempo possibile”.

“Superare i cavilli burocratici”

Durigon ha poi richiamato il tema delle procedure e dei ritardi che storicamente hanno rallentato le grandi opere in Italia.

“Sono stati fatti decreti, c’è la volontà del Parlamento. Cercheremo di superare i cavilli burocratici che purtroppo hanno bloccato tante infrastrutture nel nostro Paese”, ha spiegato, ribadendo come il Ponte rappresenti un intervento necessario non solo per Sicilia e Calabria, ma per l’intero sistema nazionale.

Referendum: “Accettiamo il risultato, ma il Ponte ha consenso”

Sul referendum sulla giustizia, Durigon ha chiarito la posizione del Governo: “La gente ha scelto di votare no, noi accettiamo e andiamo avanti. Era uno dei punti del programma, ma il Ponte è un’altra cosa”.

Il sottosegretario ha evidenziato come, a differenza del voto referendario, sul progetto infrastrutturale emerga un consenso più ampio: “Oggi vediamo chiaramente che la società civile, i sindacati e le associazioni vogliono il Ponte. Ci auguriamo di poterlo realizzare con la volontà di tutti, istituzionale e non”.

“Nessuna crisi: il governo andrà avanti”

Infine, Durigon ha affrontato il tema della tenuta dell’esecutivo, escludendo scenari di instabilità politica dopo il voto.

“Il centrodestra sta vivendo una stagione importante. Il referendum non è un voto contro il governo, ma su una riforma specifica”, ha affermato.

E sulla possibilità di elezioni anticipate ha tagliato corto: “Non c’è nessuna crisi di governo, assolutamente non si andrà al voto. Continueremo a lavorare, non c’è mai stato alcun dubbio”.

Dalla piazza di Messina, dunque, oltre al sostegno al Ponte sullo Stretto, arriva anche un messaggio politico chiaro: il Governo intende proseguire il proprio percorso, puntando sulle grandi opere come leva di sviluppo per il Paese.

PONTE SULLO STRETTO – [INTERVISTA] Germanà: “Una piazza senza bandiere. La Lega di Salvini oggi è nazionale e guarda al Sud”

Tra i protagonisti della manifestazione “L’Ora del Ponte” andata in scena a Messina, anche Nino Germanà, segretario regionale della Lega in Sicilia, che ha rivendicato il valore trasversale e civico dell’iniziativa a sostegno della grande opera.

A margine dell’evento, Germanà ha sottolineato come il tema delle infrastrutture debba superare le appartenenze politiche: “Le infrastrutture strategiche non devono avere colore politico. Per questo abbiamo aderito come partiti di centrodestra a una manifestazione nata dai movimenti civici, senza bandiere di partito, ma con quelle delle associazioni e dei sindacati”.

Un passaggio che evidenzia la natura della piazza messinese, caratterizzata da una partecipazione ampia e variegata: “Siamo orgogliosi di essere qui accanto ai sindacati, ai lavoratori e ai cittadini. Sì allo sviluppo, sì alla sostenibilità, sì alle grandi infrastrutture: il sì è segno di positività”.

“Una Lega diversa, oggi nazionale”

Germanà ha poi posto l’accento sull’evoluzione politica della Lega, legandola direttamente alla leadership di Matteo Salvini.

“Devo dire che la svolta della Lega è proprio questa: è una Lega diversa da quella alla quale io stesso non avrei mai potuto aderire in passato, quando difendeva soltanto una parte del Paese”, ha spiegato.

Secondo il segretario regionale, oggi il partito si presenta come una forza nazionale, capace di guardare con attenzione anche al Mezzogiorno: “È un grande partito che sta dimostrando con coraggio e determinazione, con Matteo Salvini, un impegno concreto per il Sud”.

Germanà ha evidenziato in particolare il ruolo del ministro delle Infrastrutture, sottolineando come l’azione di governo stia producendo risultati tangibili: “Un ministro milanese sta facendo per il Sud più di quanto abbiano fatto in passato tanti ministri meridionali, con investimenti importanti per un territorio che ne ha fortemente bisogno”.

Governo e prospettive: “È solido e andrà avanti”

In chiusura, Germanà ha affrontato anche il quadro politico nazionale dopo il referendum, esprimendo fiducia nella tenuta dell’esecutivo.

“Il governo è solido e andrà fino alla fine”, ha affermato, ribadendo la convinzione che l’attuale fase politica possa garantire continuità alle grandi opere e agli investimenti infrastrutturali.

Dalla piazza di Messina, dunque, arriva anche un messaggio politico chiaro: per Germanà, il Ponte sullo Stretto rappresenta non solo una sfida infrastrutturale, ma il simbolo di una nuova attenzione del Paese verso il Sud.

PONTE SULLO STRETTO – [INTERVISTA] Salvini: “Ci metto tutto me stesso. Sarà un simbolo di pace, lavoro e futuro”

MESSINA – Un’opera “unica al mondo”, capace di cambiare la vita quotidiana dei cittadini e di rappresentare un simbolo di speranza per l’Italia. È questo il messaggio lanciato dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, intervenuto a margine della manifestazione a sostegno del Ponte sullo Stretto.

“Ci metto tutto me stesso per dare non solo a Sicilia e Calabria, ma a tutta l’Italia un’opera che porterà lavoro, meno inquinamento, meno code e meno traffico”, ha dichiarato il ministro, sottolineando anche i benefici in termini di servizi e qualità della vita.

“Una metropolitana dello Stretto e una nuova qualità della vita”

Salvini ha insistito sull’impatto concreto che il Ponte potrebbe avere sul territorio, parlando di un sistema integrato di mobilità tra le due sponde.

L’obiettivo è quello di realizzare una sorta di “metropolitana dello Stretto” con centinaia di passaggi giornalieri, sul modello delle grandi città italiane, capace di rivoluzionare gli spostamenti tra Sicilia e Calabria e rendere più efficienti i collegamenti per cittadini e imprese.

“Ponte della pace in un momento difficile”

Accanto agli aspetti infrastrutturali ed economici, il ministro ha voluto evidenziare anche il valore simbolico dell’opera, proponendo un nome evocativo: “Ponte della pace”.

“Mi piacerebbe che, a lavori ultimati, fosse chiamato così, soprattutto in un momento complicato come questo”, ha spiegato, facendo riferimento al contesto internazionale segnato da tensioni e conflitti.

Iter, controlli e trasparenza: “Tutti i passaggi nel rispetto della legalità”

Sul fronte procedurale, Salvini ha ribadito che il progetto sta seguendo tutti i passaggi previsti dagli organismi di controllo.

“Ci sono i rilievi della Corte Costituzionale e della Corte dei Conti, abbiamo approvato un decreto che prevede ogni passaggio nel nome della trasparenza e della legalità”, ha affermato, aggiungendo che il dialogo con l’Unione Europea e con tecnici, ingegneri e geologi è costante.

Il ministro ha evitato di indicare scadenze precise, ricordando come in passato i tempi siano stati più volte rinviati, ma ha espresso fiducia: “Speriamo che sia l’anno buono dopo un secolo”.

“Si può fare tutto: Ponte e altre infrastrutture”

Rispondendo alle critiche di chi ritiene prioritarie altre opere, Salvini ha sottolineato come i due percorsi non siano alternativi.

“Oggi tra Sicilia e Calabria ci sono 50 miliardi di cantieri aperti tra strade, ferrovie, acqua e infrastrutture: si può fare tutto, anche il Ponte”, ha detto, ribadendo che l’opera rappresenta un moltiplicatore di sviluppo, capace di attrarre investimenti e imprese.

Un appello alla politica: “Serve unità per il futuro dei giovani”

Nel suo intervento, Salvini ha rivolto anche un appello al mondo politico, auspicando un clima meno conflittuale.

“Negli ultimi tempi abbiamo visto una politica litigiosa e divisa. Spero che almeno lo sviluppo del Paese e il lavoro per i nostri giovani possano unire tutti”, ha dichiarato.

“Un segno di fiducia per chi è dovuto partire”

Infine, il ministro ha richiamato il tema dell’emigrazione giovanile, raccontando gli incontri con italiani all’estero.

“Quando vado fuori dall’Italia, tanti ragazzi che sono partiti mi chiedono se il Ponte si farà. Non è solo utile: è un simbolo della forza e della capacità dell’Italia”, ha spiegato.

Da qui la convinzione che l’avvio dei cantieri possa rappresentare un segnale di fiducia non solo per il Sud, ma per tutto il Paese e anche a livello internazionale.

“Io ce la metto tutta. Non dipende solo da me, ma sono convinto che si possa fare e che sarà qualcosa che rimarrà nella storia non solo d’Italia, ma del mondo”, ha concluso.

PONTE SULLO STRETTO – Il Comitato Ponte Subito: “A Messina il Sud migliore, una lezione di civiltà. E Cannizzaro sarà il cambio di passo per Reggio”

Grande soddisfazione per lo straordinario successo della manifestazione ‘L’ora del ponte’, che ha trasformato Piazza Unione Europea, davanti a Palazzo Zanca, nel cuore pulsante di un Sud che ha finalmente deciso di rialzare la testa“. Lo afferma, in una nota, il Comitato Ponte Subito che da 20 anni si batte per la realizzazione del Ponte sullo Stretto. “È stata una vittoria della civiltà e del progresso sulla rassegnazione: Messina oggi ha mostrato al mondo il suo volto più bello: una piazza pacifica, composta, gremita di professionisti, famiglie e persone perbene. È stata la risposta più forte e dignitosa a quelle piazze del ‘No’ che, purtroppo, anche nei mesi scorsi proprio qui a Messina si sono rese protagoniste di violenze, vandalismi, tafferugli e disordini inaccettabili. Oggi non c’era spazio per l’odio, ma solo per la speranza. Esiste un altro Sud, oltre a quello dei ‘No’ a tutto: è il Sud dei ‘Sì’, il Sud che vuole sviluppo, benessere, lavoro e ricchezza. È il Sud che vuole il Ponte sullo Stretto per essere finalmente parte dell’Europa“.

La forza di questo evento – prosegue la nota del Comitato – è stata la sua trasversalità, andando ben oltre le appartenenze politiche. In tal senso, vogliamo sottolineare con grande apprezzamento l’intervento di Enzo Bianco. Nonostante la posizione ufficiale del Partito Democratico sia oggi, in modo ideologico e francamente incomprensibile, contraria all’opera, la presenza e il sostegno convinto di una figura storica del centrosinistra come Bianco dimostrano che il Ponte è una necessità oggettiva che supera gli schieramenti. È stata una lezione di onestà intellettuale che la piazza ha gradito profondamente“.

Il nostro ringraziamento più sentito – prosegue ancora il Comitato Ponte Subito – va agli organizzatori della ‘Rete Civica per le infrastrutture e lo sviluppo del Sud’, e in modo particolare all’avvocato Fernando Rizzo, che ha coordinato magistralmente un evento di tale portata, dando voce a tante associazioni e sindacati uniti da un unico obiettivo. Un plauso sincero va anche ai rappresentanti istituzionali del territorio, come il sottosegretario Matilde Siracusano e il senatore Nino Germanà, che non hanno mai smesso di lottare per la loro terra. Un capitolo a parte merita l’onorevole Francesco Cannizzaro, giunto da Reggio Calabria con un entusiasmo contagioso. Le sue parole, forti e appassionate, hanno ricordato una coerenza lunga oltre vent’anni: Cannizzaro sostiene il Ponte sin da ragazzino, seguendo la scia della visione del Cavaliere Silvio Berlusconi e di Forza Italia da sempre orientata all’emancipazione del Sud tramite il perseguimento di sviluppo e ricchezza tramite investimenti nelle infrastrutture. Come Comitato, apprezziamo enormemente che sia proprio lui il candidato sindaco del centrodestra a Reggio Calabria; la sua elezione garantirebbe finalmente alla sponda calabrese una visione positiva, prospettica e sinergica per la realizzazione della grande opera dopo anni di buio. Non possiamo poi non rivolgere un ringraziamento al Ministro Matteo Salvini, che per l’ennesima volta ci ha messo la faccia con un intervento pacato, equilibrato e di grande responsabilità istituzionale. Altrettanta stima esprimiamo per Pietro Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina. Ciucci si conferma, ancora una volta, l’uomo giusto al posto giusto: la sua saggezza, la trasparenza dimostrata anche in quest’occasione con l’assoluta disponibilità nei confronti dei giornalisti incontrati ieri a Villa San Giovanni e poi ancora oggi a Messina, e la sua costante apertura al confronto con i cittadini sono la garanzia tecnica di cui questo progetto ha bisogno. Oggi da Messina parte un messaggio chiaro: il Ponte non è più un sogno né tantomeno un’opera calata dall’alto contro le sensibilità dei territori; al contrario è proprio una volontà popolare che non si fermerà davanti a nessun pregiudizio“.

PONTE SULLO STRETTO – Messina dice sì al Ponte: piazza gremita, politica unita e applausi per Cannizzaro. Salvini lancia il “Ponte della pace”

MESSINA – Piazza Unione Europea gremita, bandiere delle associazioni, amministratori, sindacati, imprese e centinaia di cittadini arrivati dalle due sponde dello Stretto. La manifestazione “L’Ora del Ponte” ha trasformato il cuore della città in una grande mobilitazione civica a sostegno della realizzazione del collegamento stabile tra Sicilia e Calabria.

Sul palco si sono alternati esponenti istituzionali, rappresentanti del mondo produttivo, sindacale e associativo, in un confronto che ha toccato i temi dello sviluppo economico, dell’occupazione, delle infrastrutture, del turismo e della continuità territoriale. Presenti, tra gli altri, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, quello della Calabria Roberto Occhiuto, l’amministratore delegato della Stretto di Messina Pietro Ciucci, l’eurodeputato Ruggero Razza, il deputato Francesco Cannizzaro e l’ex sindaco di Catania Enzo Bianco.

Il filo conduttore: sviluppo, lavoro e stop allo spopolamento

Il messaggio emerso dagli interventi è stato netto: il Ponte viene visto come la grande infrastruttura capace di ridurre l’isolamento di Sicilia e Calabria, fermare lo spopolamento giovanile e attivare investimenti collegati su strade, autostrade e reti ferroviarie.

Fernando Rizzo ha insistito sul peso dell’insularità nel determinare povertà e fuga dei giovani, ricordando come in questi anni il Sud abbia pagato l’assenza di grandi opere strategiche. Dello stesso tenore l’intervento di Giovan Battista Perciaccante, che dal mondo delle costruzioni ha ribadito il sostegno a un’opera ritenuta decisiva per il Mezzogiorno e per la connessione con l’Europa.

Luigi Rizzolo, in rappresentanza del sistema Confindustria, ha rimarcato come il Ponte risponda alla richiesta storica del tessuto produttivo di avere infrastrutture moderne, sottolineando l’abbattimento dei costi dell’insularità e il valore degli investimenti previsti.

Dal fronte marittimo, Vincenzo Franza ha spiegato come traghetti e Ponte non siano realtà incompatibili, ma anzi parti di un sistema integrato destinato a rilanciare turismo, logistica e centralità mediterranea della Sicilia.

Ciucci: “25 mila candidature e prime opere entro l’ultimo trimestre”

Tra gli interventi più attesi quello di Pietro Ciucci, che ha fornito un aggiornamento operativo sull’iter.

L’amministratore delegato della Stretto di Messina ha parlato di 25 mila candidature già registrate per lavorare al Ponte, confermando la volontà del Governo di procedere e indicando settembre come traguardo per il completamento dell’iter autorizzativo.

Secondo Ciucci, nell’ultimo trimestre partiranno le prime opere sul territorio, a partire dagli interventi anticipati richiesti dai Comuni di Messina, Reggio Calabria e Villa San Giovanni: opere non strettamente funzionali alla struttura principale, ma capaci di produrre benefici immediati per cittadini e mobilità urbana.

Schifani e Siracusano: “Occasione storica per il Sud”

Dal fronte istituzionale siciliano, Renato Schifani ha ribadito il sostegno convinto della Regione all’opera, ricordando come siano già state accantonate risorse significative per contribuire alla realizzazione del Ponte. Il presidente ha parlato di una “occasione da non perdere”, sottolineando la collaborazione con il Governo nazionale per modernizzare infrastrutture e servizi.

Sulla stessa linea Matilde Siracusano, che ha definito la piazza di Messina “il volto di un Sud che vuole diventare motore di sviluppo del Paese”. La sottosegretaria ha evidenziato come le grandi opere rappresentino attrattori di investimenti e crescita, respingendo le critiche di chi ritiene prioritari altri interventi: secondo Siracusano, proprio grazie al Ponte stanno arrivando risorse senza precedenti per strade, ferrovie e infrastrutture.

Germanà: “Una piazza senza bandiere per il futuro”

A sottolineare il carattere civico della manifestazione è stato anche Nino Germanà, che ha ricordato come l’iniziativa sia nata con l’obiettivo di coinvolgere cittadini, associazioni e sindacati al di là delle appartenenze politiche.

Un appello alla partecipazione trasversale che ha trovato riscontro nella composizione stessa della piazza, dove accanto ai rappresentanti istituzionali si sono ritrovati comitati, imprese e realtà sociali del territorio.

Enzo Bianco e il sì che rompe gli schemi politici

Uno dei passaggi politicamente più significativi è arrivato dall’intervento di Enzo Bianco, che ha ribadito la sua storica posizione favorevole al Ponte, spiegando di non voler cambiare idea solo perché oggi a sostenerlo è uno schieramento diverso.

L’ex sindaco di Catania ha richiamato la memoria del “Treno del Sole”, ricordando come i tempi di percorrenza tra Sicilia e Torino siano rimasti sostanzialmente immutati rispetto a oltre settant’anni fa, definendo questa situazione ormai “intollerabile”.

Un passaggio che ha suscitato attenzione anche per l’apertura a un confronto interno al centrosinistra sulla necessità di sostenere un’opera considerata strategica per il Mezzogiorno.

Cannizzaro infiamma la piazza

L’intervento più applaudito è stato quello di Francesco Cannizzaro, che ha dato alla manifestazione un forte tono politico e identitario.

Il deputato reggino ha ringraziato “il popolo del Sud” per una mobilitazione definita intelligente e civile, sostenendo che il Mezzogiorno non possa più aspettare. Il Ponte, ha detto, non è “un capriccio”, ma l’opera che consegnerà al Paese migliaia di posti di lavoro, economia, visione europea e mondiale.

Cannizzaro ha insistito sul ruolo strategico dei porti di Augusta e Gioia Tauro, spiegando che solo con il Ponte, l’alta velocità e l’alta capacità questi hub potranno esprimere appieno il loro potenziale logistico verso il Nord Europa.

Nel finale, spazio anche a un ricordo di Silvio Berlusconi, indicato come il primo leader politico ad aver creduto concretamente nella realizzazione dell’opera.

Salvini chiude: “Sarà il Ponte della pace”

La chiusura è stata affidata a Matteo Salvini, accolto da applausi e cori.

Il ministro ha definito il Ponte “un messaggio d’amore e di speranza” per milioni di giovani costretti a lasciare il Sud, parlando della possibilità di una grande “re-immigrazione positiva” fatta di talenti e lavoratori pronti a tornare.

Salvini ha sottolineato anche la valenza simbolica dell’opera in un tempo segnato da guerre e tensioni internazionali: proprio per questo ha lanciato l’idea di chiamarlo “Ponte della pace”, un nome che richiama il ruolo dei ponti come strumenti di unione e dialogo tra popoli.

Nel suo lungo intervento ha ribadito l’impegno affinché nessun euro finisca nelle mani della criminalità organizzata, assicurando massima attenzione ai controlli antimafia e confermando l’obiettivo di avviare i cantieri il prima possibile.

La piazza di Messina si è così chiusa con un messaggio politico e simbolico forte: per i promotori, il Ponte non è soltanto un’infrastruttura, ma il segno concreto di un Sud che chiede di diventare centrale nello sviluppo italiano ed europeo.

 

PONTE SULLO STRETTO – [INTERVISTA] Cannizzaro: “Opere compensative, emozione per Reggio e il ricordo di Berlusconi”

Francesco Cannizzaro si prende la scena alla manifestazione “L’Ora del Ponte” andata in scena a Messina. Il deputato e candidato sindaco di Reggio Calabria è stato tra i protagonisti assoluti dell’evento pro Ponte, con un intervento dal palco che ha acceso Piazza Unione Europea e raccolto il consenso del pubblico calabrese e siciliano presente.

A margine della manifestazione, Cannizzaro ha parlato di una “grande mobilitazione di popolo”, sottolineando la presenza di associazioni, sigle sindacali, amministratori e tanti sindaci arrivati con la fascia tricolore.

“Una grande mobilitazione di popolo, di sigle sindacali, di associazioni pro Ponte, di tanti sindaci: dal palco ho visto tantissime fasce tricolori in mezzo al grande popolo calabrese e siciliano intervenuto qui a Piazza Unione Europea per ribadire un sì all’opera più interessante del Paese, d’Europa e tra le più maestose del mondo”, ha dichiarato.

Secondo Cannizzaro, il Ponte porterà con sé sviluppo, occupazione, visione strategica e una ricaduta economica straordinaria sul territorio, oltre a rendere finalmente possibile ciò che per decenni è mancato a Calabria e Sicilia: Alta Velocità e alta capacità ferroviaria.

Alta Velocità, Gioia Tauro e la centralità europea

Nel corso dell’intervista, Cannizzaro ha rimarcato come il Ponte rappresenti l’unica vera occasione per modernizzare il sistema infrastrutturale del Sud.

“Il Ponte sullo Stretto è l’unica opera che può dare alla Sicilia e alla Calabria l’alta velocità e l’alta capacità”, ha spiegato, collegando l’opera al rafforzamento dei due grandi hub strategici del Mezzogiorno: il porto di Augusta e soprattutto il porto di Gioia Tauro.

Il riferimento è al potenziale logistico del porto calabrese, già primo in Italia per transhipment, che secondo Cannizzaro potrebbe compiere il salto definitivo grazie al collegamento stabile e al potenziamento ferroviario: l’obiettivo è farne l’hub di riferimento per il Nord Europa.

La novità sulle opere compensative: “Reggio non può restare fuori”

Uno dei passaggi più significativi riguarda le opere compensative, tema sul quale Cannizzaro annuncia una novità politica rilevante.

“Do questa notizia ufficiale: sono già al lavoro per recuperare il tempo perduto da parte di Falcomatà e della sua amministrazione”, ha affermato, spiegando che mentre altri territori dialogavano con il Ministero delle Infrastrutture e con la società Stretto di Messina sulle compensazioni, Reggio sarebbe rimasta indietro.

Cannizzaro assicura invece di essersi già mosso, anche nel suo ruolo di deputato della Repubblica, per interloquire con il presidente Pietro Ciucci, con il ministro Matteo Salvini e con il Governo Meloni, affinché Reggio Calabria rientri tra le città destinatarie di opere compensative importanti e ad alto impatto sul territorio.

“Reggio deve necessariamente rientrare come città che accoglierà opere compensative significative, con una ricaduta concreta e visibile”, ha ribadito, dicendosi determinato a recuperare il terreno perso.

L’emozione per Reggio e il pensiero a Berlusconi

Nel finale dell’intervista, Cannizzaro si lascia andare anche a un passaggio personale, legato alla possibilità di diventare il “sindaco del Ponte”.

“Pensare di poter indossare la fascia di primo cittadino della città più bella del mondo, che è Reggio Calabria, mi provoca una forte emozione”, ha confessato, spiegando come proprio questo sentimento lo abbia spinto a tornare da Roma per costruire una squadra capace di rilanciare la città.

Un ultimo pensiero è stato dedicato a Silvio Berlusconi, ricordato da Cannizzaro come il primo vero ideatore politico del Ponte sullo Stretto.

“La citazione a Berlusconi durante il mio intervento era un fatto dovuto e doveroso, perché il primo ideatore di questa grande opera si chiama Silvio Berlusconi: è la storia a dirlo”, ha spiegato.

Da qui anche la proposta simbolica lanciata dal palco di Messina: “Quando quest’opera sarà realizzata, credo che un pensiero serio sull’intitolazione del Ponte a Silvio Berlusconi debba essere fatto”.

PONTE SULLO STRETTO – [INTERVISTA] Ripepi: “Manifestazione storica, quest’opera darà lavoro e futuro al Paese”

MESSINA – Una manifestazione definita “storica” e un messaggio politico chiaro: il Ponte sullo Stretto viene indicato come la grande occasione di rilancio per il Sud e per l’intero Paese. A margine dell’evento pro Ponte svoltosi oggi a Messina, Massimo Ripepi, presidente dell’associazione “Sì Ponte sullo Stretto – Sì allo sviluppo” e segretario regionale di Alternativa Popolare Calabria, ha rilanciato con forza la necessità di accelerare sulla realizzazione dell’opera.

“Siamo qui per sostenere il Ponte sullo Stretto, un’opera fondamentale non soltanto per Reggio Calabria e Messina, per la Calabria e la Sicilia, ma per l’intera Italia”, ha dichiarato Ripepi al termine della manifestazione, sottolineando come il collegamento stabile tra le due sponde rappresenti una svolta strategica per il sistema infrastrutturale nazionale.

Secondo il leader di Alternativa Popolare Calabria, la mobilitazione di oggi segna “un punto importantissimo nella battaglia per la realizzazione di questo meraviglioso ponte”, anche per le ricadute economiche e occupazionali che l’opera potrà garantire. Ripepi ha richiamato infatti il tema delle migliaia di posti di lavoro attesi tra cantieri, indotto e filiera, ribadendo come il Ponte possa diventare anche un simbolo identitario del Paese: “Sarà lo skyline d’Italia, il punto di riferimento visivo e rappresentativo dell’intera nazione”.

Nel suo intervento, Ripepi ha poi ribadito la necessità che il progetto proceda di pari passo con il potenziamento delle infrastrutture connesse. “Le opere primarie devono essere fatte: strade, autostrade e ferrovie. Lo abbiamo sempre detto, anche a chi è contrario al Ponte. Ma la verità è che per decenni nessuno ha pensato davvero alla nostra terra”, ha affermato.

Da qui la convinzione che proprio la grande opera stia già producendo effetti concreti sugli investimenti pubblici. “La storia dell’economia insegna che ovunque nel mondo, quando nasce una grande infrastruttura, vengono realizzate in modo indotto tutte le opere primarie e secondarie. Oggi il maggiore investimento mai visto in Italia su strade, autostrade e ferrovie arriva proprio perché c’è in previsione il Ponte”, ha spiegato.

Ripepi ha quindi rivolto un appello al territorio e alle istituzioni affinché non si perda quella che definisce un’occasione irripetibile: “Se non facciamo ora questa grande opera, credo che non si farà mai più. Dobbiamo resistere e fare quadrato tutti insieme”.

Infine, il presidente dell’associazione ha richiamato anche gli ultimi passaggi amministrativi e giudiziari che hanno riguardato il progetto, sottolineando come la manifestazione di oggi rappresenti anche una risposta politica e civica ai tentativi di rallentamento dell’iter. “Questa mobilitazione è fondamentale per sostenere una grande opera che, dopo momenti di blocco, oggi vede nuovi segnali di sblocco anche sul piano amministrativo”, ha concluso.

La giornata messinese si chiude così con una forte partecipazione popolare e con il rilancio, da parte dei sostenitori dell’opera, di una visione che lega il Ponte allo sviluppo economico, all’occupazione e al futuro infrastrutturale del Mezzogiorno.

COSENZA – Carcere di Paola, esplode la protesta della Penitenziaria: adesione record del personale

Clima sempre più teso all’interno della casa circondariale di Paola, dove il personale di Polizia penitenziaria ha dato vita a una forte protesta legata all’astensione dalla mensa di servizio.

A renderlo noto è la Fns Cisl, coordinamento territoriale di Paola, attraverso i coordinatori Andrea Lombardo e Nilo Antonio Russo, che parlano di una mobilitazione senza precedenti per denunciare le pesanti criticità organizzative e gestionali che gravano sull’istituto.

Secondo quanto riferito dal sindacato, l’iniziativa ha registrato un’adesione vicina al 90% del personale di Polizia penitenziaria, con una partecipazione definita “plebiscitaria”, alla quale si sarebbe aggiunta anche la quasi totale solidarietà del personale civile, in un clima di compattezza e rispetto istituzionale.

Al centro della protesta ci sono carenze ormai considerate non più sostenibili e ritenute non adeguate alle reali esigenze della struttura penitenziaria paolana.

La Fns Cisl, insieme al Sappe, ha confermato il mantenimento dello stato di agitazione permanente, avvertendo che, in assenza di risposte concrete e soluzioni ritenute adeguate, la protesta andrà avanti e potrebbe estendersi con forme di dissenso ancora più incisive, coinvolgendo anche altre sedi istituzionali.

Un segnale forte che fotografa il malessere crescente all’interno del carcere di Paola e rilancia il tema delle condizioni operative del personale penitenziario.

REGGIO – Si conclude con il CT Ferdinando De Giorgi l’iniziativa “Università Svelate” all’Università Mediterranea

Si è conclusa, presso l’Aula Magna “A. Quistelli”, la settimana di eventi “Università Svelate”, promossa dalla CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) in occasione della Giornata Nazionale delle Università. L’atto conclusivo dell’iniziativa, che dal 19 al 26 marzo ha aperto le porte dell’Università Mediterranea alla cittadinanza, ha visto come protagonista d’eccezione Ferdinando De Giorgi, Commissario Tecnico della Nazionale Maschile di Pallavolo Campione del Mondo.

Il CT azzurro ha presentato il suo libro “Egoisti di Squadra”, un’opera che esplora l’equilibrio tra talento individuale e coesione del gruppo, offrendo spunti di riflessione applicabili tanto allo sport quanto alla vita accademica e professionale. All’incontro, introdotto dal Presidente del CT Fipav Reggio Calabria, Domenico Panuccio, hanno preso parte il Rettore Giuseppe Zimbalatti e la Prorettrice Delegata per l’Orientamento, prof.ssa Rossella Marzullo.

L’iniziativa “Università Svelate” ha rappresentato un’importante vetrina per l’offerta formativa e la ricerca dell’Ateneo reggino. Attraverso una settimana densa di laboratori, seminari e attività di orientamento, l’Università ha saputo raccontarsi alla comunità, coinvolgendo studenti, famiglie e cittadini.

Il Rettore  Giuseppe Zimbalatti ha espresso grande soddisfazione per il bilancio dell’iniziativa: “‘Università Svelate’ ha rappresentato un ponte fondamentale tra l’Ateneo e il territorio. Il successo in termini di partecipazione conferma il ruolo centrale della Mediterranea come motore culturale, sportivo e sociale per la città di Reggio Calabria. Chiudere questa settimana con un simbolo di eccellenza e valori come Ferdinando De Giorgi è il miglior messaggio che potevamo dare ai nostri giovani“.

Con questo evento, l’Università Mediterranea riafferma il proprio impegno nel promuovere una formazione integrale, dove la cultura dello studio si intreccia con i valori sani dello sport e del confronto sociale.
Ed è stata una vera e propria lezione di vita quella che Ferdinando De Giorgi ha condiviso con il ricco parterre dell’Università Mediterranea: autorità, giovani e sportivi. Una lente di ingrandimento sui fallimenti e sulle sconfitte che fanno parte del successo. “Lo sport è l’agenzia educativa più efficace che esista; insegna a vincere ed a sapere rivincite ed alimenta il senso di appartenenza. L’educazione della sconfitta – sottolinea De Giorgi- è educazione alla ripartenza. Lo sport ha questa prerogativa straordinaria e l’errore va vissuto nel modo corretto: un passaggio che va attraversato ma che non è espressione di incapacità“. Ed ancora- in un mondo dove contano i “like”, il peso delle aspettative ed il giudizio del società- Ferdinando De Giorgi- dialogando con il Rettore Zimbalatti e con la prorettrice Marzullo -, riporta ai momenti di gloria vissuti e ad sprazzi di vita quotidiana di un ragazzo che poi diventa campione. “La scommessa è festeggiare con sobrietà e deprimersi con coraggio”, sottolinea il commissario riprendendo un passaggio significativo del suo libro. E sono tanti gli insegnamenti che lascia ai ragazzi dell’Ateneo reggino: l’incoraggiamento a credere nel proprio talento e nella imperfezione per raggiungere un traguardo di valore ed ancora- su input del rettore Zimbalatti- la fierezza delle proprie radici meridionali e di valori acquisiti in famiglia e che sono alla base delle relazioni tra persone

PONTE SULLO STRETTO – Ripepi (Alternativa Popolare): “Oggi a Messina per dire SÌ al futuro. Chi si oppone nega lo sviluppo e la ricchezza del nostro territorio”

“Oggi a Messina per dire sì al futuro. Chi si oppone nega lo sviluppo e la ricchezza del nostro territorio!”, esordisce così Massimo Ripepi, Presidente dell’associazione “Sì Ponte sullo Stretto – Sì allo sviluppo” nonché Segretario Regionale di Alternativa Popolare Calabria. Tra i componenti del comitato di promozione della manifestazione “L’Ora del Ponte”, Ripepi annuncia la sua partecipazione ufficiale all’evento pubblico in favore della realizzazione del collegamento stabile tra Calabria e Sicilia, previsto per la giornata di oggi a Messina alle ore 16.00 presso Piazza Unione Europea.

Massimo Ripepi, da sempre in prima linea per il riscatto infrastrutturale dell’area integrata dello Stretto, ha voluto ribadire con forza la centralità strategica dell’opera, definendola il volano indispensabile per la crescita dell’intero Mezzogiorno.

“La mia presenza oggi a Messina non è solo un atto simbolico ma la conferma di un impegno che porto avanti da anni con coerenza e determinazione,” ha dichiarato Massimo Ripepi. “Sono un pontista convinto della prima ora e lo dimostrano i fatti: ho presentato l’unica mozione ufficiale in Consiglio Comunale a Reggio Calabria in favore del Ponte, un atto concreto per impegnare le istituzioni su una visione di sviluppo reale e non più rimandabile.”

“A confermare la portata straordinaria di questa visione sono anche i numeri dell’impatto economico e occupazionale: il progetto del Ponte sullo Stretto stima infatti la creazione di circa 120.000 posti di lavoro complessivi nell’arco di sette anni, considerando cantieri, indotto e intera filiera produttiva. Ogni anno saranno impegnati mediamente tra i 4.300 e i 7.000 addetti diretti, con migliaia di candidature ad oggi già pervenute a WeBuild. Un dato che dimostra come il Ponte non sia soltanto un’opera infrastrutturale, ma una concreta occasione di lavoro, crescita economica e rilancio sociale per migliaia di famiglie calabresi e siciliane.”

Ripepi ha poi rivolto un pensiero critico ai fronti del “No”, sottolineando il legame indissolubile tra la grande opera e il potenziamento delle infrastrutture collaterali: “Provo sincero dispiacere per tutti coloro che, ancora oggi, si dicono contrari allo sviluppo del territorio e alla ricchezza che un’opera di questa portata potrà generare. Bisogna essere chiari: oggi più che mai sono state stanziate e spese risorse per le opere primarie (strade, autostrade e ferrovie) proprio perché la nascita di una grande opera funge da catalizzatore. Dove sorge un’infrastruttura di rilievo mondiale, vengono inevitabilmente potenziate tutte le altre reti di collegamento. Dire no al Ponte significa dire no all’alta velocità, no a strade moderne e no al futuro dei nostri giovani.”

Il Segretario Regionale di Alternativa Popolare Calabria parteciperà al corteo e agli incontri previsti nella città peloritana per unire le voci di cittadini, professionisti e associazioni che vedono nel Ponte sullo Stretto non solo un’opera ingegneristica, ma il pilastro di una nuova stagione economica per l’area mediterranea.

Massimo Ripepi
Segretario Regionale Alternativa Popolare Calabria
Presidente Associazione “Sì Ponte sullo Stretto – Sì allo sviluppo”