Prima conferenza stampa da candidato a sindaco per Francesco Cannizzaro, a una settimana dall’annuncio ufficiale della sua discesa in campo per le comunali di Reggio Calabria. Un incontro lungo, partecipato e denso di contenuti, durante il quale il parlamentare ha tracciato le linee guida della sua visione amministrativa, alternando passaggi politici a momenti più diretti e senza filtri.
«Sono emozionato, ma ritenevo necessario organizzare questa conferenza stampa per rispondere alle domande, e ritenevo farlo prima delle festività, così da augurarci buona Pasqua», ha esordito Cannizzaro, aggiungendo con una battuta: «Poi è una bella giornata perché ho anche appreso che Gravina si è appena dimesso».
Una scelta, quella della candidatura, che rivendica con convinzione: «Ho fatto questa scelta con la testa e con il cuore, perché non sono sprovveduto. Voglio trasmettere alla cittadinanza l’adrenalina e l’entusiasmo che ho in corpo. Nonostante abbia oltre 40 anni e 20 di politica, posso già dire che questa sarà la campagna elettorale più bella ed entusiasmante della mia vita».
Il candidato del centrodestra punta su squadra e visione: «Siamo una grande squadra, che al suo interno dibatte e si confronta, con un governo già collaudato alla Regione. Manca solo la guida del centrodestra al Comune e alla Città Metropolitana. Sono convinto, non certo, di un buon risultato, ma non si vince solo con l’entusiasmo: serve una visione chiara di città».
Commissioni, Circoscrizioni e Giunta: le regole cambiano
Tra i passaggi più netti, quelli legati al funzionamento della macchina amministrativa. Cannizzaro annuncia una linea rigida per chi entrerà nella futura squadra di governo: «Gli assessori che chiamerò sappiano già da ora che si troveranno davanti a una scelta: dovranno rinunciare alla propria attività professionale. Se fanno i dentisti o gli avvocati, dovranno chiudere lo studio e fare solo gli assessori».
Stesso rigore per i consiglieri: «Il primo atto sarà il cambio di regolamento delle Commissioni. Le Commissioni si fanno a Palazzo San Giorgio e non online. Altrimenti candidatevi dall’altra parte. Mi è capitato di vedere consiglieri collegarsi mentre facevano la spesa o erano a casa: non è accettabile. Le Commissioni si fanno in presenza, sul posto, vestiti per bene, non in accappatoio dopo la doccia».
Capitolo Circoscrizioni: «Dopo anni torneremo a votare. Vedo fermento in città. Il presidente eletto sarà come un piccolo sindaco, ma varranno le stesse regole degli assessori. Cambieremo anche il regolamento delle Circoscrizioni».
Giovani, liste e visione politica
Cannizzaro insiste sulla necessità di rinnovamento: «Sento il dovere di formare una nuova classe dirigente, con tanti giovani nelle liste. Sabato probabilmente lancerò il mio simbolo, quello del sindaco. Non lascio Roma per pettinare le bambole: darò tutto me stesso per la città più bella del mondo, mortificata in questi dodici anni».
Un impegno che racconta anche sul piano personale: «Questa campagna non mi fa dormire la notte, ma mi carica. È un sogno che avevo fin da bambino. Il 14 febbraio, durante la presentazione del programma, ho sentito il peso della responsabilità».
Le risposte su alleanze e casi politici
Spazio anche alle domande dei giornalisti, con risposte dirette: «Se c’è un sindaco autorevole, il dirigente si allinea. Via chi ha contribuito allo sfascio di questi 12 anni: non li voglio neanche in fotografia».
Sul caso Merenda: «Qualora dovesse essere un caso, è già chiuso: Merenda non sarà candidato. E vale per tutti i casi analoghi».
Sulle possibili alleanze: «Lamberti ha detto che verrebbe con me al ballottaggio? Perché non prima? Anche perché il ballottaggio non ci sarà».
E sul patto proposto da Battaglia: «Non ho tempo di fare patti, ma può stare tranquillo: non credo che qualcuno passerà da noi a loro».
Da Roma a Reggio: una scelta politica e personale
Cannizzaro respinge anche le letture strumentali sulla tempistica della candidatura:
«Dicono che ho aspettato il referendum? Io avrei potuto restare nella mia zona di comfort, invece ho scelto questa sfida. Ho 42 anni, energia e una responsabilità enorme verso una città ai minimi termini».
E rivendica il lavoro svolto da parlamentare: «Non sapete che soddisfazione quando ho visto approvare l’emendamento sull’aeroporto. In quel momento Reggio è entrata nel dibattito nazionale».
Sulla Facoltà di Medicina e le deleghe alla Città Metropolitana…
Tra le priorità: «La Facoltà di Medicina e la creazione di un campus universitario sono fondamentali per far restare i giovani».
Sulle deleghe alla Città Metropolitana: «Il percorso è già avviato, e anche se dovessi perdere sarò il primo a sostenerlo».
E un primo gesto simbolico in caso di vittoria: «La prima cosa che farò sarà rendere Palazzo San Giorgio accogliente, con il mio ultimo stipendio da parlamentare. Non è possibile entrare e trovare gente che fuma o gioca al cellulare».
L’affondo finale
Cannizzaro chiude con un attacco diretto alla gestione degli ultimi anni: «Quello che mi ha fatto più male è l’assenza di riconoscimento per il lavoro fatto, come sull’aeroporto. Qualcuno sperava fossero frottole. Ecco, se fai così o sei miope o sei cretino».
E ancora: «Quei nastri arancioni sparsi per la città sono l’emblema della mancanza di rispetto verso i cittadini e gli imprenditori».
Una conferenza che segna l’inizio concreto della campagna elettorale, con Cannizzaro che mette sul tavolo metodo, regole e una visione che punta a segnare una discontinuità netta nella gestione della città.