REGGIO – Eletto il nuovo Consiglio Comunale

Passati cinque giorni dall’avvio delle operazioni di scrutinio, la formazione del nuovo Consiglio comunale di Reggio Calabria è finalmente conclusa. Lo spoglio, inizialmente fermo su alcune sezioni periferiche, ha potuto riprendere grazie all’intervento dell’Ufficio elettorale del tribunale locale. Qui, sono stati recuperati i plichi e effettuato un attento riconteggio dei voti, consentendo così di finalizzare le procedure relative alle 196 sezioni della città.

Francesco Cannizzaro di Forza Italia è stato eletto sindaco, con la maggioranza consiliare che conta 24 membri. Nella lista dei consiglieri, si trovano cinque rappresentanti di Forza Italia: Antonino Maiolino, Federico Andrea Milia, Giuseppe Eraclini, Paolo Paviglianiti e Antonino Zimbalatti. Allegati a Cannizzaro, altri cinque consiglieri provenienti dalla sua lista: Paolo Bilardi, Nicola Zera Falduto, Fabio Giuseppe Colella, Manuela Iatì e Stefano Maria Vilasi. Fratelli d’Italia porta in Consiglio quattro esponenti: Demetrio Marino, Serena Antonia Mangano, Giuseppe Bilardi e Daniela De Blasio. La lista Reggio futura è rappresentata da tre membri: Filomena Marialuisa Curatola, Marco Parisi e Filomena Iatì. La Lega e Alternativa popolare hanno due rappresentanti ciascuna, rispettivamente Antonino Caridi e Giuseppe De Biasi per la prima, Massimo Antonino Ripepi ed Emiliano Imbalzano per la seconda. Infine, i rappresentanti per Noi moderati, Insieme si può e Azione sono Mario Cardia, Carmine Miriam Pitasi e Gianluca Califano.

La minoranza, invece, si articola su otto consiglieri. Tra di essi troviamo Mimmo Battaglia del Partito Democratico, che ha perso in favore di Cannizzaro durante l’elezione. Tre altri membri appartenenti al Partito Democratico sono Marcantonino Malara, Giuseppe Marino e Carmelo Versace. Carmelo Romeo rappresenta la lista La Svolta, mentre Demetrio Delfino è presente per Alleanza Verdi Sinistra. Francesco Catalano figura per la lista Reset, e Filippo Quartuccio è sottoscritto dalla lista Avanti – Casa Riformista.

Reggina, Rizzetta annuncia: “In corso trattative”

Matt Rizzetta, imprenditore italo-americano e attuale presidente del Campobasso Fc e del Napoli Basket, ha rivolto la sua attenzione anche alla Reggina. La notizia è stata confermata attraverso un comunicato ufficiale della società di Campobasso.

La nota indica che “in relazione alle ultime voci circolate sulla Reggina, si conferma che esistono contatti in corso con un gruppo associato al presidente Rizzetta”. Tuttavia, va specificato che questa trattativa è attualmente soggetta a riservatezza, pertanto non verranno diffuse aspettative o anticipazioni che non siano supportate da comunicati ufficiali. Sebbene i dialoghi tra le parti siano descritti come concreti e in fase avanzata, l’annuncio prosegue sottolineando la necessità di mantenere la prudenza fino alla conclusione dell’operazione.

Resta, invece, “totale e prioritario l’impegno della proprietà nei confronti del Campobasso FC, della sua pianificazione sportiva e della continuità del progetto rossoblù”. Inoltre, è stato reso noto che “Rizzetta ha già assicurato il finanziamento completo per l’iscrizione del club al prossimo campionato di Serie C per la stagione 2026-2027”.

Incidente mortale sulla Statale 109: perde la vita un 26enne di Siderno

Nuovo tragico incidente sulle strade calabresi, dove un giovane di 26 anni, Giuseppe Fragomeni di Siderno, ha perso la vita sulla strada statale 109 Quater della Piccola Sila, all’altezza del chilometro 8,800 nel comune di Sorbo San Basile.

​Il sinistro, avvenuto mentre un gruppo di motociclisti era in viaggio verso la Sila, ha coinvolto due motoveicoli. A seguito del violento impatto, il giovane centauro sidernese è deceduto sul colpo, mentre il conducente del secondo mezzo coinvolto è rimasto illeso.

​Sul posto sono intervenute tempestivamente le squadre dell’Anas e le forze dell’ordine per gestire la viabilità e procedere con i rilievi, che sono stati affidati ai carabinieri dell’aliquota radiomobile di Soveria Mannelli. Dopo le operazioni di soccorso e la rimozione dei veicoli dalla carreggiata, la circolazione è stata regolarmente ripristinata.

Operazione antidroga dei carabinieri tra Sicilia e Calabria: sei persone arrestate

Una significativa operazione contro il traffico di stupefacenti ha visto coinvolti i carabinieri delle compagnie di Palagonia e dei comandi provinciali di Catania e Reggio Calabria. Sei individui sono stati arrestati con l’accusa di associazione per delinquere a scopo di traffico e spaccio di sostanze illecite, nonché per estorsione.

Le detenzioni sono state effettuate in seguito a un’ordinanza del giudice per le indagini preliminari di Catania, emessa su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia. Contestualmente, altri 19 individui sono stati oggetto di un avviso che segnala la conclusione delle indagini preliminari relative al traffico di stupefacenti.

Secondo la ricostruzione accusatoria, gli arrestati sarebbero stati i principali gestori di un traffico di cocaina, hashish e marijuana provenienti dalla Calabria, destinati ad alimentare il mercato dello spaccio in diverse località tra cui Palagonia, Ramacca, Scordia, Caltagirone e Gela, con l’intento di esercitare il controllo su questi territori.

Tra i fermati figura Antonino Apa, 49 anni, residente a Rosarno, il quale risulta imparentato con membri della cosca Pesce di Rosarno, ma sarebbe alla dirette dipendenze della ‘ndrina Bellocco. Questa affiliazione avrebbe garantito l’approvvigionamento stabile di ingenti quantità di cocaina.

Le indagini, condotte dalla compagnia carabinieri di Palagonia sotto la direzione della Direzione distrettuale antimafia, hanno avuto luogo tra il 2023 e il 2024. Esse hanno consentito di delineare la struttura organizzativa del gruppo, evidenziando i ruoli dei partecipanti e le modalità operative per l’approvvigionamento, trasporto e distribuzione delle droghe, vendute “all’ingrosso” sia a spacciatori che a organizzazioni criminali.

In aggiunta all’attività di spaccio, sono emerse anche pratiche estorsive mirate a recuperare crediti per droghe non pagate, caratterizzate da minacce e violenze nei confronti di debitori.

Durante le indagini, sono state arrestate in flagranza di reato 11 persone e sequestrati 2 chilogrammi di cocaina, 21 chilogrammi di marijuana, oltre 2 chilogrammi di hashish e una pistola con matricola abrasa. In concomitanza con l’esecuzione delle misure cautelari, sono stati effettuati sequestri preventivi di beni per un valore complessivo di 163 mila euro.

Dettagli sugli arresti

Oltre a Antonino Apa, sono stati fermati anche Filippo Brancato, 57 anni, Salvatore Brancato, 36 anni, Angelo Criscione, 28 anni, Francesco Antonio Gulizia, 45 anni, e Giuseppe Pillirone, 41 anni.

 

COSENZA – Continuano i lavori di manutenzione stradale in preparazione per l’estate

La Provincia di Cosenza sta intensificando le attività per la manutenzione e la messa in sicurezza delle strade, soprattutto in previsione dell’incremento del traffico durante la stagione estiva. Un comunicato dell’ente evidenzia che sono in corso i lavori di sfalcio dell’erba lungo il tratto della Strada provinciale 29, nei pressi di Guardia Piemontese. Questi interventi sono destinati a migliorare la sicurezza degli automobilisti, garantire una visibilità ottimale e mantenere il decoro delle strade provinciali. In aggiunta, nella località ‘Regina’ nel Comune di Lattarico, si stanno eseguendo lavori di bitumazione sulla Strada provinciale 94, intervento fondamentale per elevare le condizioni del manto stradale e offrire una viabilità più efficiente e sicura ai residenti e ai pendolari.

Il presidente della Provincia di Cosenza, Biagio Faragalli, ha dichiarato: “Stiamo portando avanti un programma dettagliato di manutenzione delle strade provinciali, volto a garantire maggiore sicurezza e condizioni di percorrenza ottimali in tutto il nostro territorio. Gli interventi in corso rappresentano un chiaro segnale della nostra attenzione verso le comunità locali e i numerosi cittadini e turisti che, soprattutto durante l’estate, percorrono quotidianamente la nostra rete stradale.”

Faragalli ha aggiunto che l’amministrazione continuerà a monitorare le problematiche presenti sul territorio, con l’intento di intervenire tempestivamente e pianificare ulteriori lavori di manutenzione, sia ordinaria che straordinaria, in base alle risorse disponibili.

La Provincia di Cosenza prevede di realizzare nei prossimi giorni ulteriori opere di manutenzione su diverse arterie, come parte del piano operativo che mira alla sicurezza e alla valorizzazione della viabilità locale, conclude il comunicato.

FONTE: ANSA

CALABRIA – Uil, maggio drammatico con sette vittime sul lavoro nella regione

In Calabria, il mese di maggio si è tragicamente contrassegnato da sette decessi e almeno tre incidenti gravi sul lavoro. Recenti controlli condotti nel Cosentino hanno rilevato che, delle 19 imprese edili esaminate, ben 18 risultano irregolari. Allo stesso modo, tra i 10 stabilimenti balneari controllati, 9 non rispettavano le normative vigenti.

Le irregolarità non si limitano a queste aree. Nelle province di Catanzaro e Crotone, le autorità hanno multato aziende per centinaia di migliaia di euro per il ricorso all’impiego di lavoratori irregolari. La Uil Calabria, attraverso le parole della segretaria generale Mariaelena Senese, ha evidenziato la necessità di un intervento urgente, proponendo l’istituzione di un tavolo tecnico operativo con il coinvolgimento delle figure realmente responsabili della sicurezza sul lavoro.

Senese ha inoltre esortato la Regione a considerare seriamente la problematica legata agli appalti assegnati al massimo ribasso e ai subappalti a cascata. È proprio all’interno delle fasi più vulnerabili della catena di appalto che è più comune la presenza di lavoro nero, dumping contrattuale, precarietà lavorativa e un’attenzione insufficiente agli investimenti in tematiche di prevenzione e sicurezza.

“È il momento di agire con decisione e coraggio,” ha dichiarato Senese, aggiungendo che la Uil Calabria rimane pronta a collaborare concretamente, purché i risultati siano tangibili per coloro che quotidianamente affrontano rischi nei loro luoghi di lavoro. Di fronte a sette morti in un solo mese, è inaccettabile procrastinare o limitarsi a enunciati di principio; sono necessarie scelte politiche e amministrative in grado di apportare cambiamenti reali alle condizioni di lavoro e prevenire future tragedie.

FONTE: ANSA

REGGIO – Operazioni contro il narcotraffico, 51 individui arrestati o fermati

Ieri si è conclusa un’importante operazione a livello nazionale, finalizzata alla repressione del traffico di droga e al contrasto al porto illegale di armi. Questa attività ha avuto lo scopo di intensificare i controlli nelle aree più critiche, mirando così a prevenire la violenza, soprattutto tra i giovani. L’operazione, di notevole portata, è stata condotta dalle Squadre Mobili, sotto la direzione del Servizio Centrale Operativo.

Risultati dell’operazione: numeri e sequestri

L’indagine ha coinvolto anche il Reparto Prevenzione Crimine e altri dipartimenti delle Questure, portando all’arresto di 1335 individui, di cui 31 erano minorenni. Inoltre, sono state emesse 2358 denunce, di cui 142 relative a minori.

In totale, sono stati sequestrati circa 430 chili di sostanze stupefacenti, suddivisi come segue:

48 kg di cocaina
379 kg di cannabinoidi
7 kg di eroina

In un chiaro segnale di efficacia delle misure di prevenzione, 111 armi da fuoco sono state confiscate, tra cui un fucile d’assalto Colt Ar15, diverse armi da guerra e un giubbotto antiproiettili, oltre a un significativo quantitativo di munizioni.

Un focus particolare è stato posto sul portare a termine azioni mirate contro le armi bianche, specialmente tra i giovani. Sono state rinvenute 250 armi bianche, inclusi taglierini, tirapugni, sfollagente telescopici, fionde, machete, sciabole e accette.

Focus su Reggio Calabria: attività di controllo e risultati

Nell’ambito di queste operazioni, la Squadra Mobile di Reggio Calabria ha effettuato controlli dal 6 al 26 maggio, ispezionando 50 veicoli e monitorando 100 persone. Di queste, 51 sono state arrestate o fermate, mentre 29 sono state denunciate in stato di libertà. Sono state eseguite 39 perquisizioni personali e 33 domiciliari, portando al sequestro di 2 armi comuni, 818 grammi di esplosivo, 391 grammi di cocaina, 7.227 grammi di cannabinoidi e 13 grammi di oppiacei.

COSENZA – Carabinieri sequestrano un deposito di veicoli dismessi durante controlli ambientali

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Le forze dell’ordine, in particolare i carabinieri, hanno condotto un’operazione di sequestro in un’area a Morano Calabro, ubicata in località ‘Crocefisso’, appartenente a una società. Qui, sono stati rinvenuti una serie di veicoli non più funzionanti, abbandonati su terreno nudo. I militari hanno notato un significativo rischio di fuoriuscita di oli, carburanti e altri liquidi dannosi dai mezzi. Oltre alla confisca dell’area, è stata formalizzata una denuncia nei confronti del legale rappresentante della società.

In un’altra operazione, sempre condotta dai carabinieri, è stata identificata la costruzione di un’oasi canina in località ‘Crancia’. A seguito di un’attenta analisi documentale, è emerso che i lavori erano stati realizzati in una zona non autorizzata per nuove costruzioni, riservata solo a interventi su edifici e manufatti già esistenti. Discrepanze sono state riscontrate anche in merito ai volumi di scavo e alla classificazione dell’opera. Di conseguenza, l’area è stata sottoposta a sequestro, mentre il proprietario, il responsabile del procedimento e il progettista sono stati denunciati.

Il Nucleo forestale dei carabinieri ha inoltre focalizzato la propria attenzione sul territorio rurale di Castrovillari e sulla zona industriale di ‘Cammarata’. Recentemente, a seguito di segnalazioni pervenute al numero di emergenza ambientale, i militari hanno denunciato tre individui: il proprietario di un’azienda e due operai, per aver compiuto incendi illeciti di rifiuti.

fonte: ANSA

CALABRIA – FenealUil chiede maggiori controlli contro il lavoro nero e introduzione dei badge di cantiere

Recenti accertamenti condotti dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro nel territorio cosentino hanno rivelato dati preoccupanti, rivelando una situazione che la FenealUil Calabria denuncia con insistenza da anni. Su un totale di 19 imprese sottoposte a controlli, ben 18 sono risultate non conformi, evidenziando non solo episodi isolati, ma un vero e proprio sistema di illegalità che mina i diritti dei lavoratori e altera la competizione tra le aziende, ponendo le persone in situazioni di rischio.

Giacomo Maccarone, segretario generale della FenealUil Calabria, ha espresso il suo allarme per il numero significativo di lavoratori non assunti regolarmente e privi di protezione assicurativa: tra 54 posizioni lavorative esaminate, 28 sono risultate non in regola. Questi numeri rappresentano vite di persone senza tutele, costrette ad accettare condizioni di lavoro precarie per mantenere il proprio impiego. La sospensione di 12 aziende dimostra l’efficacia dei controlli, a patto che vengano eseguiti in modo coordinato e sistematico, evidenziando l’urgenza di potenziare le risorse ispettive e aumentare la frequenza delle verifiche, in particolare nei settori più a rischio.

In questo contesto, la promozione e l’adozione del badge di cantiere diventano essenziali. Questo strumento non solo favorisce la trasparenza e la legalità, permettendo di identificare rapidamente chi opera in cantiere, ma offre anche la possibilità di monitorare la regolarità delle assunzioni e la presenza dei lavoratori, contribuendo così a combattere il lavoro sommerso e i subappalti irregolari. Inoltre, il badge funge da elemento di garanzia per la sicurezza, facilitando controlli più incisivi riguardo alla formazione obbligatoria dei lavoratori presenti.

Attualmente, la versione digitale del badge è prevalentemente impiegata nei cantieri di ricostruzione post-sisma nel Centro Italia. Tuttavia, la Calabria è destinata a farne largo uso nei prossimi mesi, grazie all’avvio di numerosi cantieri per grandi opere, principalmente legate a infrastrutture ferroviarie, stradali e logistiche, che rappresentano un’importante opportunità occupazionale. Questi massicci investimenti pubblici richiedono una tracciabilità accurata dei lavoratori e un attento monitoraggio sui subappalti, rendendo cruciale la questione del badge di cantiere per assicurare legalità e sicurezza nelle opere in corso.

FONTE: ANSA

COSENZA – Sindaci in piazza dopo la condanna, uniti sotto il motto ‘Siamo tutti Tocci’

Oltre ottanta sindaci e amministratori pubblici della provincia di Cosenza hanno preso parte a un evento significativo a Civita, intitolato ‘Colpevole d’innocenza #SiamoTuttiTocci’. L’iniziativa ha avuto lo scopo di manifestare solidarietà nei confronti del sindaco di Civita, Alessandro Tocci, attualmente condannato in primo grado a quattro anni e un mese di reclusione per la tragedia dell’inondazione nelle Gole del Raganello, che costò la vita a dieci persone.

Tra i partecipanti figurano figure di spicco come il presidente della Provincia di Cosenza e sindaco di Montalto, Biagio Faragalli, l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, e i sindaci delle città di Cosenza, Corigliano Rossano e Cassano all’Ionio, rispettivamente Franz Caruso, Flavio Stasi e Gianpaolo Iacobini.

“Riteniamo essenziale essere qua, è un dovere morale sostenere un collega. Consideriamo questa sentenza ingiusta, e finora non ci siamo confrontati con le motivazioni legali. Siamo responsabili del nostro ruolo e crediamo fermamente che il sindaco Tocci non abbia colpe. Questa è una tragedia che continua a ferire profondamente la comunità. Ogni vittima rappresenta un dolore incolmabile”, ha dichiarato Lucio Di Gioia, sindaco di Cerisano e uno dei promotori dell’iniziativa. Ha anche sottolineato l’impossibilità di attribuire responsabilità a un amministratore per eventi naturali come la pioggia: “Un’allerta gialla non giustifica alcun obbligo di intervento”.

L’hashtag #SiamoTuttiTocci, come ha spiegato Paolo Pappaterra, sindaco di Mormanno e anch’egli sostenitore dell’iniziativa, simboleggia il fatto che ciò che è accaduto a Tocci potrebbe succedere a chiunque di loro o a ogni sindaco d’Italia. “Qualora il sindaco diventi il capro espiatorio per eventi imprevedibili, è chiaro che ci sono problemi nel nostro sistema legislativo”, ha aggiunto.

“Ci troviamo qui per sollecitare modifiche legislative che possano garantire ai sindaci una posizione equa. Non chiediamo immunità né impunità, ma piuttosto la possibilità di amministrare secondo regole chiare e certe”, ha continuato Pappaterra.

“Altrimenti, questa pressione per un’assoluta responsabilità sul sindaco crea un forte disagio all’interno del sistema democratico delle autonomie locali. È fondamentale affrontare questa situazione. Rispettiamo sempre la magistratura e le sentenze, ma è nostro diritto e dovere riflettere su ciò che è accaduto ad Alessandro e su come possa avvenire per ognuno di noi”, ha concluso Pappaterra.

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