REGGIO – Cannizzaro replica al centrosinistra: “Ci copiano lo slogan? Per loro è ‘sempre peggio’”

Non si placa il botta e risposta tra Francesco Cannizzaro e il centrosinistra reggino, con lo scontro che ormai si gioca anche sul terreno della comunicazione e dei simboli elettorali.

Durante il comizio di Mimmo Battaglia in Piazza Duomo, dal palco è arrivata una provocazione diretta: il claim della campagna di Cannizzaro, “Adesso Reggio”, è stato modificato in “Sempre Reggio”. Un tentativo di ribaltare il messaggio politico del candidato del centrodestra, accompagnato – secondo Cannizzaro – da attacchi personali e poche proposte concrete.

La replica non si è fatta attendere.
«Stavo sbirciando per capire come fosse andato il comizio del Partito Democratico, di Battaglia, di Falcomatà. A parte nessuna proposta, solo attacchi alla mia persona», ha dichiarato Cannizzaro.

Poi l’affondo sulle critiche ricevute:
«Falcomatà addirittura ha detto che gli emendamenti che ho portato sono fuffa. Stendiamo un velo pietoso».

Ma è sullo slogan che il candidato del centrodestra ha costruito la sua contro-risposta, ribaltando a sua volta la provocazione:
«La cosa più simpatica che hanno cercato di fare è cambiare il nostro claim. Il nostro slogan è “Adesso Reggio”. Loro l’hanno sbarrato e hanno scritto “Sempre Reggio”, come se per noi non fosse sempre Reggio».

Da qui la stoccata finale, destinata a far discutere:
«Io l’ho rimodificato e ho scritto “sempre peggio”. Perché guardando le loro facce, guardando questa fotografia, per me è sempre peggio».

Uno scambio che fotografa bene il clima acceso della campagna elettorale a Reggio Calabria, dove il confronto politico si intreccia sempre più con la battaglia comunicativa.

Tra slogan modificati e repliche al vetriolo, il duello tra le due parti entra nel vivo, confermando come ogni dettaglio – anche una semplice parola – possa diventare terreno di scontro politico.

REGGIO – Una piazza da “4 amici al bar”: partenza in sordina per Battaglia: tra gazebo e polemiche a Piazza Duomo

Doveva essere il momento dello slancio, l’avvio ufficiale della campagna elettorale. Il comizio di Mimmo Battaglia, candidato del centrosinistra, andato in scena oggi in Piazza Duomo, si è però rivelato – nei fatti – un appuntamento ben lontano dall’immagine di partecipazione e coinvolgimento che solitamente accompagna eventi di questo tipo.

L’impatto visivo, a prima vista, poteva anche trarre in inganno: gazebo disposti strategicamente a delimitare l’area centrale, pubblico concentrato davanti al palco, una disposizione studiata per restituire un colpo d’occhio compatto. Ma bastava allontanarsi di pochi metri per cogliere una realtà diversa: spazi vuoti, presenze diradate, una partecipazione complessiva decisamente contenuta.

Un effetto ottico, più che una vera mobilitazione popolare. Una sensazione che ha accompagnato gran parte dell’evento, lasciando l’impressione di un avvio di campagna elettorale privo di quella spinta che solitamente caratterizza le fasi iniziali di una sfida amministrativa.

Il confronto con quanto visto pochi giorni fa a Piazza De Nava, in occasione dell’apertura della campagna elettorale di Francesco Cannizzaro, appare inevitabile. In quel caso, una piazza gremita, un colpo d’occhio difficilmente contestabile, una partecipazione ampia e trasversale. Oggi, al contrario, Piazza Duomo ha restituito un’immagine decisamente più contenuta, quasi raccolta, lontana da qualsiasi “bagno di folla”.

Non sono mancati, durante il comizio, i riferimenti polemici. Tra i passaggi più ricorrenti, quelli legati alle dichiarazioni di Cannizzaro – in particolare il suo “Dio benedica Reggio Calabria” – interpretate dal fronte opposto come una presunta strumentalizzazione della fede. Un tema rilanciato più volte, quasi a voler spostare il baricentro del dibattito su un piano simbolico piuttosto che programmatico.

Allo stesso modo, è stato richiamato anche il messaggio lanciato da Cannizzaro ad Arghillà, dove il candidato del centrodestra ha letto una lettera ai suoi candidati ribadendo un netto rifiuto di qualsiasi contiguità con la ’ndrangheta. Un passaggio che, nel comizio odierno, è stato utilizzato come elemento di critica, nel tentativo di ribaltare il significato politico di quell’intervento.

Nel contesto della manifestazione, non è passato inosservato anche un dettaglio simbolico: la presenza di una bandiera palestinese che svettava sopra uno dei gazebo. Un elemento che, pur legittimo sul piano dell’espressione politica, ha contribuito a spostare ulteriormente l’attenzione su temi esterni rispetto alla dimensione strettamente amministrativa cittadina.

Il risultato complessivo è quello di un avvio di campagna elettorale che appare ancora alla ricerca di una propria identità e, soprattutto, di una reale capacità di mobilitazione. Più che un momento di slancio, quello di oggi a Piazza Duomo è sembrato un appuntamento interlocutorio, quasi timido.

In una competizione che si preannuncia intensa, anche l’impatto visivo e la partecipazione popolare diventano indicatori politici. E, al momento, la distanza tra le due piazze – quella di De Nava e quella di oggi – appare evidente.

Un inizio che lascia aperti molti interrogativi. E che restituisce, almeno per ora, l’immagine di un comizio più vicino a una riunione raccolta che a una vera prova di forza elettorale. Una piazza, per dirla con una sintesi efficace, più da “quattro amici al bar” che da grande mobilitazione cittadina.

REGGIO – Falcomatà attacca Cannizzaro: “Emendamenti fuffa. Si dimetta subito da parlamentare”

Dal palco di Piazza Duomo, durante il comizio a sostegno del candidato sindaco del centrosinistra Mimmo Battaglia, l’ex primo cittadino Giuseppe Falcomatà torna protagonista del dibattito politico cittadino con un intervento diretto e senza sconti nei confronti dell’avversario del centrodestra.

“È sempre emozionante tornare in questa piazza, dove abbiamo scritto pagine importanti della nostra storia politica”, ha esordito Falcomatà, rivendicando il percorso degli ultimi anni. “Dodici anni fa abbiamo stretto un patto d’amore con la città, e i patti d’amore si rinnovano ogni giorno. Siamo ancora qui, con gli stessi valori e lo stesso senso di appartenenza”.

Non sono mancate le critiche frontali a Francesco Cannizzaro, definite dallo stesso Falcomatà come tre “questioni emblematiche” emerse già nelle prime fasi della campagna elettorale. La prima riguarda alcune dichiarazioni sul cosiddetto “Modello Reggio”: “Ha detto che mentre la città veniva derisa e saccheggiata lui andava a scuola. Io sono suo coetaneo, anzi più giovane di un anno, e ricordo bene che la scuola l’avevo già finita”.

Il secondo affondo è sul giudizio espresso dal candidato del centrodestra sull’operato dell’amministrazione uscente: “Dire che dodici anni di lavoro sono ‘fuffa’ significa non rispettare chi ha creduto in questo percorso: imprese, cooperative, lavoratori, dipendenti comunali e dell’Atam. A loro bisognerebbe spiegare cosa è stato fatto”.

Il terzo punto tocca il tema della legalità: “Dire di non voler voti della ‘ndrangheta è facile, è una dichiarazione che chiunque farebbe. Ma tra ciò che si dice e ciò che si fa c’è differenza. Noi abbiamo messo il Comune al riparo da infiltrazioni mafiose. Dall’altra parte, invece, si rivedono figure legate a stagioni politiche molto difficili per questa città. Altro che discontinuità”.

Falcomatà ha poi criticato anche l’efficacia degli interventi portati a Reggio attraverso l’azione parlamentare: “Si parla di emendamenti, ma alla prova dei fatti non hanno prodotto risultati concreti per la città. Questa sì che è fuffa”.

Un passaggio è stato dedicato anche alla questione dell’autonomia differenziata, con un attacco politico diretto: “Quando si votava in Parlamento sono scappati. Obbediscono ai diktat dei partiti nazionali, mentre noi abbiamo sempre scelto di servire la città”.

In chiusura, l’ex sindaco ha lanciato una sfida chiara: “Se davvero crede in questa candidatura, Cannizzaro si dimetta subito da parlamentare, non dopo il voto. Reggio Calabria non può essere un piano B o una scelta di comodo, ma deve essere una priorità assoluta”.

Un intervento che accende ulteriormente il clima politico in città, nel pieno di una campagna elettorale sempre più intensa e polarizzata.

REGGIO – Battaglia apre la campagna elettorale in Piazza Duomo, attacchi al centrodestra e rivendicazione dell’operato

Piazza Duomo fa da cornice al comizio di apertura della campagna elettorale di Mimmo Battaglia, candidato del centrosinistra alla guida di Reggio Calabria. A una settimana dall’evento del centrodestra a Piazza De Nava, anche l’area progressista scende in piazza per dare ufficialmente il via alla fase più intensa della competizione.

Sul palco si alternano interventi politici e contributi dei rappresentanti delle liste e dei movimenti a sostegno di Battaglia. Ad aprire sono i Giovani Democratici, con il segretario regionale Francesco Mendicino che punta il dito contro quella che definisce «una deriva preoccupante», facendo riferimento all’uso della religione nella comunicazione politica: «La fede è rispetto, non può diventare strumento di propaganda».

Nel corso degli interventi non mancano le stoccate al centrodestra. Giovanna Milena Roschetti, esponente del Movimento 5 Stelle reggino, rivendica il ruolo dei pentastellati nel percorso che ha portato al rilancio dell’aeroporto, sostenendo che senza il loro contributo quel risultato non sarebbe stato possibile. Gabriella Andriano, per “Avanti Casa Riformista”, liquida invece la proposta politica avversaria come una “televendita”.

Toni più ironici arrivano da Giuseppe Carrozza (Alleanza Verdi Sinistra), che gioca sul parallelo tra Cannizzaro e il personaggio di Cetto La Qualunque, richiamando anche pagine difficili della storia cittadina: «Reggio è stata il primo capoluogo sciolto per contiguità mafiose, anni che non possiamo dimenticare».

Il segretario regionale del Partito Democratico Nicola Irto amplia il discorso al livello nazionale e regionale, criticando l’azione del Governo e della Regione Calabria: «Si parla tanto di rilancio del Sud, ma i fatti raccontano altro. Anche eventi come il Capodanno vengono presentati come concessioni, quando in realtà rientrano in una programmazione più ampia».

A chiudere la serata è lo stesso Mimmo Battaglia, che nel suo intervento alterna attacchi politici e rivendicazione dell’attività amministrativa degli ultimi anni. Dal palco, il candidato torna su una frase attribuita al governatore Roberto Occhiuto, ricordando che proprio in quella piazza si parlò di «perle ai porci», e si chiede: «Come si può pensare di affidare il futuro della città a chi ha mostrato questo tipo di considerazione?».

Battaglia punta anche il dito contro alcune scelte politiche del centrodestra, in particolare sull’autonomia differenziata, accusando gli avversari di non aver difeso adeguatamente il territorio.

Sul piano amministrativo, il candidato del centrosinistra rivendica i risultati ottenuti: «Abbiamo risanato i conti, rilanciato le società partecipate, investito nel sociale, sostenuto minori, anziani e fasce fragili. Abbiamo lavorato sugli impianti sportivi, sul Masterplan e siamo pronti ad approvare i nuovi Municipi». Tra i progetti citati anche il Museo del Mare e il percorso di rilancio delle infrastrutture cittadine.

Non manca una replica alle narrazioni sul tema aeroporto: «Non c’è stata nessuna mancetta. Il percorso era già tracciato e inserito in una strategia più ampia sui tre scali calabresi».

Infine, la chiusura con una battuta sullo slogan del candidato del centrodestra: «Altro che “Adesso Reggio”. Per noi è sempre Reggio».

Un comizio che segna ufficialmente l’ingresso del centrosinistra nella fase più calda della campagna elettorale, tra rivendicazioni, attacchi politici e la volontà di difendere il lavoro svolto negli ultimi anni.

COSENZA – Un bambino di 5 anni smarrito, recuperato dalla Polizia municipale e riportato a casa

Ritrovato un bambino smarrito a Rende
La preoccupante avventura di un bambino di cinque anni a Rende si è conclusa con un lieto fine. Nel pomeriggio, alcuni passanti hanno notato un piccolo vagabondo in via Rossini, visibilmente solo e senza direzione.

Senza esitazione, hanno contattato il Comando della Polizia municipale, prontamente intervenuta sul luogo. I membri della pattuglia hanno riconosciuto il bambino e, grazie a un rapido accesso alle informazioni anagrafiche, sono riusciti a rintracciare i suoi genitori.

Nel giro di pochi minuti, gli agenti hanno riportato il piccolo tra le braccia dei familiari, che non si erano nemmeno resi conto della sua assenza, considerando che l’intera operazione è stata completata in meno di trenta minuti.

FONTE: ANSA

Pallavolo Rossano sfiora la Supercoppa del Sud: finale epica, Trani vince al tie-break

Una finale vera, intensa, di quelle che si giocano sul filo delle emozioni e restano impresse nella memoria. La Pallavolo Rossano ASD esce sconfitta per 3-2 contro l’Adriatica Trani nella finalissima della Supercoppa del Sud, ma lo fa al termine di una battaglia sportiva di altissimo livello, che conferma il valore assoluto della formazione guidata da coach Luigi Zangaro.

Il verdetto premia le pugliesi, più lucide nel tie-break decisivo, ma non racconta fino in fondo la qualità, la determinazione e la resilienza messa in campo dalle gialloblù, protagoniste di una prestazione di spessore tecnico e mentale.

Sin dalle prime battute si percepisce il peso della posta in palio. Pallavolo Rossano entra in campo con personalità, gestendo il primo set con ordine e qualità, nonostante il tentativo di rimonta delle padrone di casa. Le gialloblù mantengono lucidità nei momenti chiave e chiudono avanti.

La reazione del Trani è immediata e violenta nel secondo set: le pugliesi alzano il ritmo, sfruttano la loro fisicità a muro e riequilibrano il match con un parziale netto.

Il terzo set diventa il simbolo della partita: scambi lunghi, tensione altissima, equilibrio costante. Trani riesce a piazzare l’allungo decisivo, ma Rossano dimostra di essere squadra vera, capace di non disunirsi.

E infatti nel quarto set arriva la risposta delle bizantine: determinazione, gestione del cambio palla e capacità di colpire nei momenti giusti riportano il match in parità.

Nel quinto set, il tie-break, emerge il peso degli impegni ravvicinati. La Pallavolo Rossano accusa un calo fisico evidente, mentre Trani ne approfitta con cinismo, indirizzando subito il parziale e chiudendo senza lasciare margine di rientro.

Il 15-3 finale è severo nel punteggio, ma non rappresenta la reale distanza tra le due squadre viste in campo.

Al di là del risultato, la compagine bizantina esce da questa esperienza con consapevolezze importanti. La squadra ha dimostrato di poter competere ad alti livelli, contro avversarie strutturate e di categoria superiore, mettendo in campo non solo qualità tecniche, ma anche identità, carattere e spirito di gruppo.

Un segnale forte, soprattutto in ottica playoff, dove ogni dettaglio farà la differenza.

Rossano ha espresso connessione, fiducia e sincronizzazione nei set vinti, mentre nel tie-break ha pagato un calo fisiologico che ha inciso anche sulla lucidità decisionale.

Questo è il vero spartiacque ad alti livelli: non solo tecnica, ma capacità di mantenere performance, focus e lucidità sotto stress.

La Supercoppa del Sud va all’Adriatica Trani, ma la Pallavolo Rossano ASD esce a testa altissima.
Una squadra che ha dimostrato di esserci, di poter competere e di avere tutte le carte in regola per inseguire il grande obiettivo stagionale.

Adesso lo sguardo è già rivolto avanti.
Perché i sogni, quelli veri, passano anche da partite come questa.

L’oro verde della Calabria conquista l’Europa: record di premi per Olearia Geraci

La campagna olivicola 2025/2026 si chiude per Olearia Geraci con un bilancio che va ben oltre i numeri della produzione, confermando l’azienda di Corigliano-Rossano ai vertici dell’olivicoltura italiana. Sotto la guida dell’amministratore unico Mariagrazia Geraci, la realtà calabrese ha saputo imporsi nelle più prestigiose competizioni di settore, dimostrando come la scommessa sulla sostenibilità e sulla tracciabilità della filiera sia l’unica strada per competere sui mercati d’eccellenza.

Il valore degli oli prodotti in questa stagione è testimoniato da un palmarès senza precedenti, dove spicca il massimo riconoscimento delle 3 Foglie del Gambero Rosso assegnato alla linea IGP Calabria Monovarietale “Carolea”, che si conferma punta di diamante della produzione. Un successo ribadito anche da Slow Food, che ha inserito le linee DOP Bruzio e IGP tra i propri prestigiosi Presidi, assegnando inoltre il titolo di “Grande Olio Slow” a Corbiò e al DOP Bruzio per la capacità di coniugare qualità assoluta e tutela della biodiversità.

La qualità sensoriale degli oli Geraci ha convinto anche le giurie tecniche dell’AIPO d’Argento, dove la Carolea IGP ha sbaragliato la concorrenza classificandosi al primo posto con la Gran Goccia d’Oro, mentre la linea all’aroma di basilico fresco è stata premiata per l’eleganza della frangitura simultanea di olive e foglie di basilico. A completare questo quadro di successi internazionali si aggiungono la Gold Medal al BIOL 2026 per il blend biologico Corbiò, le 2 Foglie del Gambero Rosso per le linee DOP e le menzioni di Slow Food, fino al prestigioso approdo tra i finalisti nazionali dell’Ercole Olivario, il concorso che di fatto definisce l’élite dell’olio extravergine d’oliva in Italia.

Dietro questi premi c’è una strategia aziendale che Mariagrazia Geraci definisce come un impegno collettivo: dalla cura dei terreni con metodo biologico, delle piante con potatura a vaso policonico, al riutilizzo sostenibile degli scarti di lavorazione. È una visione che non si ferma ai confini regionali, ma punta a consolidare l’esportazione e la presenza nelle grandi catene di qualità, mantenendo però intatto il legame con le radici. Un ringraziamento speciale va quindi all’intero gruppo di lavoro, che ha trasformato questa campagna in una stagione di successi, con lo sguardo già rivolto a un futuro fatto di innovazione continua e rispetto per l’ambiente.