“Desidero esprimere le più sincere congratulazioni alla Domotek Volley Reggio Calabria per la straordinaria conquista della Serie A2. Un risultato storico, costruito con sacrificio, programmazione, passione e amore per questa città. Questa sera ero presente al PalaCalafiore ed è stato impossibile non percepire l’emozione viva e tangibile che attraversava ed elettrizzava ogni settore del palazzetto. Oltre 7.000 persone unite da un unico sogno amaranto, in una cornice straordinaria. Un risultato storico, costruito con sacrificio, programmazione, passione e amore per questa città”.
È quanto dichiara Massimo Ripepi, segretario regionale di Alternativa Popolare Calabria, all’indomani della storica promozione conquistata dalla squadra amaranto davanti ad un PalaCalafiore gremito da oltre 7.000 persone.
“Quella vissuta stasera è stata una serata emozionante, che resterà nella memoria collettiva della nostra città. Un vero sogno amaranto diventato realtà. La Domotek è riuscita a fare qualcosa di straordinario: riportare entusiasmo, orgoglio e senso di appartenenza attorno ai colori di Reggio Calabria”.
Ripepi ha poi voluto sottolineare il valore della società e della sua organizzazione, definendola “un modello virtuoso per tutto il territorio”.
“La Domotek Volley Reggio Calabria rappresenta un esempio autentico di buona amministrazione, serietà gestionale e visione imprenditoriale. Una società d’eccellenza che dovrebbe essere presa come riferimento da tutte le realtà sportive e imprenditoriali del territorio. Quando competenza, programmazione e amore per la propria terra si incontrano, i risultati arrivano”.
“Questa promozione”, prosegue Ripepi, “restituisce a Reggio Calabria quella gloria sportiva che merita per storia, passione e prestigio della propria piazza. Vedere il PalaCalafiore pieno, con migliaia di persone unite per sostenere una squadra reggina, è stata l’immagine più bella di ciò che questa città può ancora essere quando viene guidata con capacità e cuore”.
“Congratulazioni alla società, alla dirigenza, allo staff tecnico, ai giocatori e a tutti coloro che hanno creduto sin dall’inizio in questo straordinario fenomeno amaranto chiamato Domotek Volley Reggio Calabria. Avete scritto una pagina bellissima della storia sportiva della nostra città”, conclude Massimo Ripepi.
Con una prestazione di immenso cuore e grinta, sprigionando il massimo del carattere e del talento, la Domotek Volley ha conquistato una storica promozione in Serie A2 che, di fatto, è una promozione per tutta la Città, che dà lustro all’intero movimento sportivo reggino.
Una vittoria straordinaria, arrivata in un PalaCalafiore straripante d’entusiasmo, come non si vedeva da tempo, che premia il lavoro eccezionale di una squadra, di uno staff tecnico e di una società esemplari. Complimenti alla dirigenza, che in questi anni ha saputo costruire una realtà solida, affidabile, identitaria.
Reggio Calabria vola sempre più in alto e dimostra, ancora una volta, di meritare i palcoscenici nazionali più prestigiosi, trainata dall’orgoglio e dall’eccellenza delle sue risorse.
Questa impresa non è un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova straordinaria sfida. Perché quando Reggio Calabria crede nelle proprie capacità, sa trasformare i sogni in realtà e scrivere pagine di storia destinate a restare nel tempo.
C’era anche il gruppo di Alternativa Popolare Calabria, guidato dal segretario regionale Massimo Ripepi, al primo congresso regionale di Forza Italia Calabria svoltosi oggi al Palasport di Lamezia Terme. Una presenza politica significativa quella di AP, partito federato con Forza Italia, che ha preso parte ad un appuntamento destinato a segnare i nuovi equilibri del centrodestra calabrese.
Nel corso dell’evento, culminato con l’elezione all’unanimità di Francesco Cannizzaro a segretario regionale di Forza Italia Calabria, Ripepi ha voluto sottolineare il peso politico della giornata e soprattutto il valore strategico che la candidatura di Cannizzaro rappresenterebbe per il futuro di Reggio Calabria.
“Siamo stati invitati da Francesco Cannizzaro a partecipare a questo congresso”, ha dichiarato Ripepi. “Noi siamo federati con Forza Italia e questo congresso, unico nella storia del partito in Calabria, incorona Francesco Cannizzaro segretario regionale, eletto all’unanimità dall’assemblea di Forza Italia”.
Per il leader di Alternativa Popolare Calabria, il dato politico emerso oggi sarebbe chiaro: la rete di rapporti istituzionali costruita negli anni da Cannizzaro rappresenterebbe una garanzia concreta per la città.
“Il nostro candidato a sindaco, come dico sempre, è il migliore che Reggio Calabria potesse avere”, ha affermato Ripepi. “Lo si vede dai rapporti che ha costruito: con la Regione Calabria, con Roberto Occhiuto, con il Governo nazionale. Oggi qui erano presenti due ministri, il vicepremier Antonio Tajani, rappresentanti delle istituzioni europee e nazionali. Reggio Calabria può stare al sicuro perché non avrà più un sindaco isolato”.
Un passaggio, quello di Ripepi, che si trasforma inevitabilmente anche in una stoccata politica all’amministrazione uscente guidata da Giuseppe Falcomatà.
“Non avremo più un sindaco che non aveva rapporti nemmeno a livello regionale e che non andava neppure in Regione”, ha aggiunto il segretario regionale di AP. “Avremo invece un sindaco con fortissimi rapporti istituzionali, nazionali e internazionali”.
Secondo Ripepi, proprio questa filiera politica e istituzionale potrebbe rappresentare la chiave per il rilancio della città.
“Così come ha fatto da deputato della Repubblica, prima all’opposizione e poi in maggioranza, Cannizzaro ha portato tantissimi finanziamenti per il territorio”, ha spiegato. “Siamo certi che se Reggio Calabria non cambierà con questo sindaco, sarà difficile che possa cambiare in futuro”.
Infine, il riferimento alla “rivoluzione” politica e amministrativa più volte evocata da Alternativa Popolare nel corso della campagna elettorale.
“Questa filiera di conoscenza, di accreditamento nazionale e internazionale, credo che Reggio Calabria non l’abbia mai avuta”, ha concluso Ripepi. “Francesco Cannizzaro è accreditato a tutti i livelli e la città oggi può davvero sperare di cambiare e di essere profondamente rivoluzionata”.
È il primo congresso regionale di Forza Italia Calabria e il Palasport di Lamezia Terme si presenta gremito e pulsante per un appuntamento politico che segna una tappa importante nella nuova fase del partito azzurro.
Al tavolo presieduto dalla senatrice Stefania Craxi, presenti numerose figure di primo piano del panorama politico nazionale e regionale: il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Antonio Tajani, il Ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, il Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, il senatore Mario Occhiuto e, naturalmente, il deputato e candidato sindaco di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro, protagonista assoluto della giornata.
In prima fila anche l’eurodeputata Giusy Princi, il sottosegretario all’Interno Wanda Ferro e il segretario regionale di Alternativa Popolare Calabria Massimo Ripepi, a conferma della centralità politica che la Calabria sta assumendo negli equilibri della coalizione di centrodestra.
Sul tavolo del congresso: obiettivi, strategie e prospettive future del partito, in uno scenario politico nazionale sempre più dinamico e delicato. Ma inevitabilmente gran parte dell’attenzione si è concentrata sulle imminenti elezioni comunali, con particolare riferimento alla sfida di Reggio Calabria.
Ed è proprio il nome di Francesco Cannizzaro ad aver scandito gli interventi e gli applausi dell’intera giornata congressuale. Una figura ormai considerata il fulcro del progetto azzurro in Calabria, forte di risultati politici e amministrativi che negli ultimi anni ne hanno consolidato peso e credibilità.
Tra i traguardi rivendicati anche durante il congresso, inevitabile il riferimento all’inaugurazione della nuova aerostazione del Tito Minniti, celebrata appena ieri. Uno scalo aeroportuale che solo pochi anni fa veniva dato per spacciato — o addirittura ritenuto superfluo da parte dell’opposizione politica — e che oggi invece rappresenta uno dei simboli della nuova visione infrastrutturale della Calabria.
Cannizzaro, grazie anche alla sinergia costruita con la governance regionale guidata da Roberto Occhiuto, appare ormai come il vero centro gravitazionale del progetto politico di Forza Italia in Calabria. E proprio il congresso regionale lo consacra ufficialmente: la mozione unitaria viene infatti approvata all’unanimità e Francesco Cannizzaro viene eletto Segretario regionale di Forza Italia Calabria.
Un’investitura politica importante, arrivata davanti ai vertici nazionali del partito e accompagnata da parole di grande stima.
Particolarmente significativo l’intervento del Ministro Paolo Zangrillo, che ha posto l’accento sul valore del merito, dell’efficienza amministrativa e della capacità di costruire una classe dirigente concreta e pragmatica.
Sulla stessa linea Antonio Tajani, che ha sottolineato il significato politico dell’elezione democratica del nuovo segretario regionale.
“Un conto è essere nominato, un altro è essere eletto”, ha dichiarato il leader nazionale di Forza Italia riferendosi proprio alla riconferma di Cannizzaro.
Nel frattempo, sul fronte reggino, il candidato sindaco del centrodestra continua a catalizzare attenzione politica e consenso popolare, mentre il centrosinistra appare sempre più impegnato — almeno secondo il clima emerso dal congresso — ad aggrapparsi a polemiche e contestazioni formali, difficili però da sostenere davanti a risultati concreti e opere realizzate.
Dalle inaugurazioni infrastrutturali agli emendamenti milionari portati a casa per il territorio, il profilo politico di Cannizzaro sembra oggi rafforzarsi ulteriormente, tanto da essere indicato da più interventi come il punto di riferimento della nuova stagione di Forza Italia in Calabria.
Numerose, infine, le attestazioni di sostegno e gli interventi dal palco a favore della sua candidatura a sindaco di Reggio Calabria, in un congresso che ha assunto inevitabilmente anche il sapore di una grande investitura politica territoriale.
Tra i protagonisti del primo congresso regionale di Forza Italia Calabria, in corso al Palasport di Lamezia Terme, anche il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, intervenuto a margine dei lavori congressuali affrontando sia i temi interni al partito sia alcune delicate questioni nazionali.
Nel suo intervento, Zangrillo ha innanzitutto sottolineato il significato politico della nuova fase organizzativa avviata da Forza Italia dopo la scomparsa di Silvio Berlusconi.
“È chiaro che non c’è più Silvio Berlusconi”.
Il ministro ha spiegato come in passato molte decisioni strategiche del partito, sia a livello nazionale che territoriale, facessero direttamente capo al fondatore di Forza Italia.
Oggi invece, secondo Zangrillo, Antonio Tajani avrebbe scelto una linea profondamente diversa, improntata alla partecipazione democratica interna.
“Antonio Tajani ha deciso di dare una linea che io definirei democratica”.
Una scelta che il ministro definisce “coraggiosa” e che punta a restituire centralità agli iscritti del partito.
“Lasciare liberi gli iscritti di scegliersi i propri amministratori è una scelta importante”.
Da qui il riferimento proprio al congresso regionale calabrese, chiamato a confermare Francesco Cannizzaro alla guida degli azzurri in Calabria.
“A livello territoriale, come sta succedendo oggi qui in Calabria, ci sarà la possibilità di scegliersi il proprio segretario regionale”.
Ma il ragionamento di Zangrillo si è esteso anche alla leadership nazionale del partito.
Secondo il ministro, infatti, lo stesso Tajani avrebbe deciso di sottoporsi al giudizio della base.
“Anche Antonio Tajani si mette in discussione”.
Pur ribadendo con forza la solidità della sua leadership.
“Antonio è una guida certa, sicura e solida del partito”.
Per Zangrillo, dunque, la nuova stagione congressuale di Forza Italia rappresenta un passaggio politico importante verso un modello più partecipativo e aperto.
Nel corso dell’intervista, il ministro ha poi affrontato anche il tema della sicurezza e dell’immigrazione, commentando la proposta avanzata dalla Lega sulla revoca del permesso di soggiorno per chi delinque.
Una questione che Zangrillo ha invitato ad affrontare con prudenza e senza cedere all’emotività del momento.
“È un tema sul quale dobbiamo riflettere”.
Il ministro ha fatto riferimento ai fatti avvenuti nelle ultime ore a Modena, esprimendo solidarietà alle persone coinvolte.
“Questa è anche l’occasione per dare solidarietà alle persone che sono state colpite da questo attentato”.
Allo stesso tempo, però, Zangrillo ha invitato la politica ad evitare reazioni impulsive.
“Dobbiamo ragionare con calma e con raziocinio”.
Pur riconoscendo l’esistenza di un problema sicurezza che richiede risposte rapide.
“È evidente che c’è un problema di sicurezza che dobbiamo affrontare con grande tempestività”.
Ma il messaggio finale del ministro è chiaro: servono scelte ponderate e non decisioni dettate dall’emotività.
È iniziato oggi al Palasport di Lamezia Terme il primo congresso regionale di Forza Italia Calabria, appuntamento politico che segna un passaggio importante per gli azzurri nella regione e che porterà alla riconferma di Francesco Cannizzaro alla guida del partito calabrese attraverso una mozione unitaria.
Una giornata che ha visto la presenza dei principali vertici nazionali e regionali del partito: dal vicepremier Antonio Tajani alla capogruppo al Senato Stefania Craxi, passando per il ministro Paolo Zangrillo, l’eurodeputata Giusy Princi, il senatore Mario Occhiuto e i parlamentari calabresi di Forza Italia.
Tra gli interventi più significativi e politicamente rilevanti c’è stato certamente quello del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, che ha tracciato una linea politica molto precisa, rilanciando quello che ormai viene definito il “modello Calabria”.
Un modello che, secondo Occhiuto, dovrebbe diventare punto di riferimento anche a livello nazionale.
“Io cerco solo di discutere e di far discutere all’interno di Forza Italia e del centrodestra”.
Il governatore ha chiarito immediatamente di non essere interessato a dinamiche di potere interne o incarichi nazionali, ribadendo invece la volontà di completare il lavoro avviato in Calabria.
“Non cerco incarichi perché sono stato rinnovato qualche mese fa. Ho cinque anni davanti qui alla Regione e voglio concludere il lavoro che ho cominciato”.
Piuttosto, Occhiuto ha spiegato di voler continuare a svolgere un ruolo di stimolo politico dentro Forza Italia e dentro l’intera coalizione di centrodestra.
“Credo che elementi di maggiore riformismo ed elementi liberali debbano essere portati da Forza Italia come ricchezza per un centrodestra capace di rivincere le elezioni”.
Molto forte il passaggio dedicato all’immagine che il centrodestra rischia di trasmettere alle nuove generazioni.
“La nostra coalizione spesso viene considerata dai giovani una coalizione ingiallita”.
Secondo il presidente della Regione, infatti, esisterebbe ancora troppa rigidità su temi civili e troppe resistenze legate a vecchi schemi politici.
“A volte il centrodestra e anche il mio partito si dimostrano troppo sensibili alle istanze delle corporazioni”.
Occhiuto ha quindi rivendicato il metodo utilizzato in Calabria, citando le riforme portate avanti in settori delicati come idrico e rifiuti.
“Ogni volta che abbiamo fatto queste riforme c’è stata inizialmente impopolarità e resistenza, però erano riforme necessarie”.
Da qui l’idea di una Forza Italia che torni ad essere forza innovativa e moderna, nello spirito originario di Silvio Berlusconi.
“Vorrei che Forza Italia tornasse quella creatura innovativa, moderna e liberale che Berlusconi aveva pensato”.
Pur ribadendo pieno sostegno alla leadership nazionale di Giorgia Meloni.
“Il centrodestra oggi è ottimamente guidato da Giorgia Meloni, che ha un carisma straordinario”.
Molto interessante anche il passaggio sul tema immigrazione, affrontato da Occhiuto con toni distanti dagli approcci più ideologici.
Il governatore ha infatti criticato anni di superficialità e scontro politico sterile sul tema dell’inclusione.
“Quello che succede oggi è frutto di una pluridecennale disattenzione verso i problemi dell’inclusione”.
Occhiuto ha poi lanciato una riflessione demografica molto netta.
“Fra quarant’anni il nostro Paese avrà la metà degli abitanti che ha oggi”.
Da qui la necessità, secondo il presidente della Regione, di distinguere chiaramente tra immigrazione illegale e immigrazione utile al sistema produttivo italiano.
“Chi viene in Italia per delinquere è giusto che venga mandato via”.
Ma contemporaneamente:
“Molte attività commerciali, ristoranti, alberghi e imprese edilizie non trovano lavoratori”.
Per questo Occhiuto propone un approccio pragmatico e non ideologico.
“Perché allora non accogliere migranti che possano integrarsi ed essere una risorsa per l’economia?”.
Un altro passaggio significativo ha riguardato il futuro stesso di Forza Italia e il dibattito interno al partito.
Occhiuto ha escluso qualsiasi contrapposizione nei confronti della leadership di Antonio Tajani.
“Tajani ha svolto una funzione straordinaria”.
Il governatore ha ricordato come, dopo la scomparsa di Silvio Berlusconi, molti dessero Forza Italia per finita.
“Molti pensavano che il partito morisse, invece grazie a Tajani è rimasto in vita”.
Allo stesso tempo, però, Occhiuto ritiene necessario un rilancio politico profondo.
“I partiti oggi devono discutere della loro linea politica e creare nuovi dirigenti attraverso piattaforme più moderne”.
Da qui anche una riflessione critica sul concetto tradizionale di congresso.
“I congressi sono un retaggio della vecchia politica”.
Una frase destinata sicuramente a far discutere, soprattutto in una giornata simbolicamente dedicata proprio al congresso regionale del partito.
Infine, Occhiuto ha comunque rivendicato il significato politico dell’evento di Lamezia Terme.
“In Calabria lo stiamo interpretando nel modo giusto: è una bella festa per tanti militanti che vogliono dimostrare che Forza Italia c’è ed è forte”.
C’era anche Massimo Ripepi oggi all’inaugurazione della nuova aerostazione del Tito Minniti. E forse più di tanti altri, nei suoi occhi, si leggeva qualcosa di diverso: non soltanto soddisfazione politica, ma una forte emozione personale maturata dopo anni di battaglie durissime combattute spesso anche in solitudine per salvare l’aeroporto dello Stretto.
Per anni, infatti, Ripepi è stato tra le voci più accese nella difesa dello scalo reggino. Sit-in, denunce pubbliche, manifestazioni, proteste fino a Lamezia Terme: una mobilitazione continua quando il Tito Minniti sembrava ormai destinato ad un lento spegnimento.
Un aeroporto che, fino a pochi anni fa, appariva vicino al collasso definitivo. Pochissimi voli, infrastrutture in forte difficoltà, isolamento crescente e la concreta sensazione che Reggio Calabria stesse perdendo uno dei suoi asset strategici più importanti.
Oggi, invece, il colpo d’occhio è completamente diverso. Una struttura moderna, rinnovata, proiettata verso il futuro. Ed è proprio questo contrasto tra passato e presente ad emergere con forza nelle parole del segretario regionale di Alternativa Popolare Calabria.
“Tante battaglie per un aeroporto che finalmente rappresenta uno squarcio di futuro, forse piuttosto di presente in una città ancorata, bloccata nel passato. Questo è un sogno che diventa realtà”.
Ripepi non ha nascosto nemmeno le responsabilità politiche che, secondo lui, hanno rischiato di far morire definitivamente il Tito Minniti.
“Un aeroporto morto per una sinistra veramente becera”, ha dichiarato.
Poi il riferimento diretto agli anni in cui, secondo il consigliere comunale, si tentò apertamente di depotenziare lo scalo reggino.
“Vi ricordate quando partì Carbone che voleva annullare il nostro aeroporto? L’onorevole Carbone del PD, braccio destro di Renzi”.
Parole dure, che riportano alla memoria una stagione politica vissuta a Reggio come una vera e propria lotta per la sopravvivenza dell’aeroporto.
Ed è proprio sul concetto di “resurrezione” dello scalo che Ripepi insiste maggiormente. Una rinascita che, però, secondo il leader di AP Calabria, non può ancora dirsi definitivamente conclusa.
“Adesso, in questo momento in cui festeggiamo, dobbiamo immediatamente pensare che dobbiamo mettere in sicurezza l’aeroporto. Per sempre”.
Per Ripepi, infatti, il rischio sarebbe quello di considerare il risultato acquisito senza blindare realmente il futuro del Tito Minniti all’interno della strategia nazionale dei trasporti.
“Così come è stato risanato e risuscitato, può morire nel momento in cui la politica non lo mette in sicurezza”.
Da qui la proposta politica precisa: rendere il Tito Minniti un aeroporto strategico stabile all’interno del piano nazionale aeroporti e rafforzarne definitivamente la funzione territoriale.
“Oggi più che mai lo dobbiamo mettere in sicurezza, facendolo diventare veramente l’aeroporto dello Stretto di Reggio Calabria e Messina”.
Una presenza, quella di Ripepi all’evento odierno, che assume quindi anche un forte valore simbolico. Perché tra coloro che oggi festeggiano la rinascita del Tito Minniti, c’è chi quell’aeroporto lo ha difeso quando in pochi ancora credevano davvero che potesse tornare a vivere.
Non più soltanto uno scalo funzionale, ma un vero hub strategico nel cuore del Mediterraneo. È questa la visione rilanciata da Francesco Cannizzaro durante le dichiarazioni rese a margine dell’inaugurazione della nuova aerostazione dell’aeroporto dello Stretto.
Parole che sanno già di nuova sfida politica e amministrativa. Perché, archiviata la festa per il restyling della nuova struttura, l’obiettivo dichiarato adesso è uno solo: continuare ad investire e completare definitivamente il volto dell’aeroporto reggino.
“È ancora più bello e posso assicurare che diventerà ancora più bello”, ha dichiarato Cannizzaro. “Passata la sbornia della festa, giusta perché il popolo reggino sta festeggiando, dobbiamo pensare al futuro”.
E il futuro, secondo il parlamentare reggino, passa inevitabilmente da un ulteriore ampliamento dell’infrastruttura.
“Dobbiamo allargare questa aerostazione perché deve diventare sempre più un hub nel cuore del Mediterraneo, non solo nel cuore dello Stretto”.
Cannizzaro ha parlato apertamente di una “scommessa” che, a suo dire, la classe dirigente calabrese è pronta a vincere grazie alla “totale sinergia istituzionale” costruita negli ultimi anni tra Governo regionale e rappresentanti del territorio.
Un passaggio importante arriva poi quando il deputato sottolinea come il nuovo aeroporto non rappresenti un traguardo, ma soltanto l’inizio di un percorso molto più ambizioso.
“Questa struttura la reputo assolutamente un punto di partenza e non un punto d’arrivo”.
Ed è proprio qui che emerge la nuova sfida lanciata, implicitamente ma in modo chiarissimo, anche al presidente della Regione Roberto Occhiuto: completare il restyling dell’intera infrastruttura aeroportuale, intervenendo adesso anche sulla parte più datata dello scalo, quella che molti ormai definiscono “vintage”.
L’obiettivo è evitare che il contrasto tra la nuova aerostazione moderna e tecnologicamente avanzata e la vecchia ala dello scalo continui a rappresentare un limite estetico e funzionale.
Cannizzaro, infatti, insiste molto sul concetto di “visione”, parola che ricorre più volte nelle sue dichiarazioni.
“A questa città in questi anni è mancata una visione. Noi invece, insieme a Roberto Occhiuto, alla Regione Calabria, abbiamo dato una visione”.
Una visione che, secondo il candidato sindaco del centrodestra, dovrà presto appartenere non solo alla Regione ma anche direttamente alla futura amministrazione comunale di Reggio Calabria.
Il parlamentare rivendica inoltre i tempi record con cui l’opera è stata realizzata:
“Se pensiamo che quest’opera è stata completata in dieci mesi, significa che i tempi non sono biblici. Devono essere sempre più rapidi perché Reggio non può aspettare, la Calabria non può più aspettare, il Sud non può più aspettare”.
Poi il riferimento alle risorse investite:
“Ci sono oltre 25 milioni di motivi per festeggiare”.
Ma, precisa subito dopo, il vero motivo di orgoglio sarebbe un altro:
“Finalmente offriamo ai reggini una struttura attrattiva, tecnologicamente avanzata, tra le migliori d’Europa”.
Cannizzaro prova così a trasformare l’aeroporto nel simbolo concreto di un modello amministrativo fondato su progettualità, investimenti e capacità realizzativa. Un modello che il centrodestra punta ora ad esportare direttamente anche a Palazzo San Giorgio.
E mentre il nuovo terminal continua ad attirare consensi e curiosità, la prossima sfida sembra già scritta: completare definitivamente la trasformazione dello scalo, eliminando anche gli ultimi pezzi di aeroporto rimasti fermi al passato.
“Un grandissimo giorno per la città di Reggio Calabria, ma per la Calabria nel suo complesso”. Con queste parole il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha commentato l’inaugurazione della nuova aerostazione del Tito Minniti, una struttura completamente rinnovata che segna simbolicamente il rilancio dell’aeroporto dello Stretto dopo anni di difficoltà e abbandono.
Nel corso dell’evento, Occhiuto ha ripercorso il lavoro portato avanti negli ultimi anni dalla Regione Calabria insieme al Governo nazionale, alla Sacal e ai rappresentanti istituzionali del territorio, soffermandosi soprattutto sulla trasformazione radicale vissuta dagli aeroporti calabresi.
“Qualche anno fa gli aeroporti calabresi erano in uno stato di grandissimo abbandono. Erano infrastrutture che io non ritenevo degne di una regione bellissima come la Calabria”.
Da qui la scelta di investire fortemente sul sistema aeroportuale regionale, considerato oggi uno dei pilastri strategici dello sviluppo turistico ed economico della Calabria.
Occhiuto ha sottolineato come proprio l’aeroporto di Reggio Calabria rappresenti oggi uno dei casi di crescita più rilevanti in Europa.
“L’aeroporto di Reggio è quello che cresce più in Europa”.
Una crescita che, secondo il governatore, nasce da un lavoro corale tra istituzioni regionali, Governo nazionale e territorio.
“C’è stato il lavoro di squadra, c’è stato il lavoro che abbiamo condotto con il Governo nazionale. Qui c’è il ministro Zangrillo che lo rappresenta ed è stato sempre molto vicino a noi. Abbiamo lavorato con Sacal e con l’onorevole Cannizzaro, che è stato mio collega in Parlamento quando io facevo il capogruppo”.
Occhiuto ha poi voluto evidenziare il ruolo avuto proprio da Francesco Cannizzaro nel reperimento delle prime risorse decisive per il rilancio dello scalo.
“Ricordo quanto impegno ha investito per portare i primi 25 milioni ai quali poi si sono aggiunte le altre risorse utili per sviluppare tutto il comparto del turismo aeroportuale in Calabria”.
Il presidente della Regione ha quindi rimarcato anche la rapidità con cui è stata realizzata l’opera.
“Questo aeroporto dieci mesi fa non c’era. Non credo che ci siano opere pubbliche in Italia che si realizzino con questi tempi”.
Un passaggio che Occhiuto ha utilizzato anche per rivendicare una Calabria diversa da quella raccontata troppo spesso negli stereotipi nazionali.
“Credo che abbiamo dimostrato che c’è una buona Calabria. Una Calabria della quale si può andare orgogliosi”.
Particolarmente significativa anche la visione strategica che il governatore ha tracciato per il futuro del Tito Minniti.
“Reggio oggi ha una porta d’ingresso che guarda verso la Sicilia ma verso tutto il Mediterraneo, facendo di Reggio veramente l’hub dell’Italia e dell’Europa sul Mediterraneo”.
Ma per Occhiuto il progetto è tutt’altro che concluso. I lavori infatti proseguiranno anche sulla parte “storica” dell’infrastruttura aeroportuale.
“Questa è solo la prima parte, ma è già un bel vedere. Proseguiranno i lavori anche sull’altra parte dell’infrastruttura”.
Tra le idee future c’è anche quella di valorizzare ulteriormente la struttura attraverso nuovi spazi panoramici.
“La terrazza è una piccola idea mia. Mi piacerebbe che ospitasse un ristorante panoramico fruibile per i cittadini di Reggio”.
Un progetto che, ha spiegato il presidente, dovrà essere condiviso con Sacal e con il futuro sindaco della città.
Molto significativo anche il passaggio politico del suo intervento. Occhiuto ha infatti voluto sottolineare come il nuovo aeroporto debba essere patrimonio di tutta la città, al di là delle appartenenze.
“Vorrei che questa infrastruttura fosse una infrastruttura di tutta la città di Reggio Calabria, anche di quelli che sono nostri avversari politici”.
Da qui anche il ringraziamento rivolto pubblicamente a esponenti dell’opposizione presenti all’inaugurazione.
“Ho ringraziato anche il senatore Irto così come Falcomatà, perché opere del genere dovrebbero inorgoglire tutti”.
Infine, il governatore ha confermato la volontà di restare alla guida della Regione Calabria, respingendo le voci che lo vorrebbero proiettato verso incarichi nazionali.
“Io rimarrò in Calabria. Concluderò il lavoro che ho cominciato e cercherò di fare tutte le altre cose che ho in testa per dimostrare che questa Regione merita molto di più di quello che ha avuto in passato”.