REGGIO – Ripepi attacca Boccia e il centrosinistra: “Dovrebbero rabbrividire per i disastri di Falcomatà, non per Cannizzaro”. E sulla Reggina: “Prima la acclamano, poi si vergognano…”

Una diretta fiume, tra politica e Reggina, quella andata in onda ieri sera sui canali social di Massimo Ripepi. Il segretario regionale di Alternativa Popolare Calabria ha commentato sia la situazione amaranto sia le recenti dichiarazioni del presidente dei senatori del Partito Democratico, Francesco Boccia, intervenuto a sostegno del candidato del centrosinistra Mimmo Battaglia.

Al centro delle polemiche le parole pronunciate da Boccia durante il suo intervento a Reggio Calabria, quando aveva dichiarato di “rabbrividire” ascoltando le proposte di Francesco Cannizzaro.

Una frase che Ripepi ha respinto duramente nel corso della diretta.

“Quando viene Boccia e dice ‘rabbrividisco’ a sentire le parole di Cannizzaro, ma rabbrividisci per cosa?”, ha affermato Ripepi. “Tu dovresti rabbrividire perché il tuo compagno di partito Giuseppe Falcomatà ha devastato una città, l’ha distrutta, l’ha rasa al suolo. Per questo dovresti rabbrividire”.

Il leader di AP Calabria ha poi ironizzato sulla strategia elettorale del centrosinistra e sul recente video diffuso da Mimmo Battaglia dedicato al voto disgiunto.

“Battaglia fa un video per spiegare come si fa il voto disgiunto”, ha detto Ripepi. “Questo significa implicitamente che sa di avere liste deboli e una candidatura debole. Io, sinceramente, non ho incontrato nessuno che mi abbia parlato di voto disgiunto a favore di Battaglia. Anzi, ho incontrato persone di sinistra che vogliono votare Cannizzaro perché hanno capito che è il miglior sindaco che questa città potesse avere”.

Secondo Ripepi, il centrosinistra sarebbe oggi “in grandissima difficoltà” davanti ai risultati politici ottenuti dal centrodestra negli ultimi mesi.

“Dopo Piazza De Nava con migliaia di persone e dopo l’inaugurazione della nuova aerostazione del Tito Minniti, loro non sanno più cosa dire”, ha aggiunto. “Quell’aeroporto meraviglioso è stata la certificazione della loro sconfitta politica”.

Nel corso della diretta, Ripepi ha anche rilanciato il tema del Ponte sullo Stretto e delle infrastrutture portate avanti dal governo nazionale.

“Quando Boccia dice che chi vota Cannizzaro vota Salvini, fa il gioco più misero possibile”, ha dichiarato. “Il centrodestra sta portando opere storiche in un territorio asfittico come quello reggino: strade, ferrovie, investimenti e il Ponte sullo Stretto”.

Ampio spazio anche alla vicenda Reggina e alla protesta della tifoseria organizzata contro la società guidata da Ballarino.

Ripepi ha elogiato gli ultras per aver “centrato finalmente l’obiettivo”, individuando nella politica e nelle scelte dell’amministrazione comunale uscente le responsabilità della situazione amaranto.

“Finalmente i tifosi sono andati a Palazzo San Giorgio a chiedere la liberazione della Reggina”, ha detto. “Paolo Brunetti questa volta ha sbagliato perché, se la squadra avesse vinto, sarebbe stato in prima fila a festeggiare. Invece oggi nessuno ci mette la faccia perché si vergognano”.

Ripepi ha poi sostenuto che il futuro sindaco Francesco Cannizzaro dovrà affrontare immediatamente il nodo Reggina.

“La prima cosa che sicuramente farà Francesco Cannizzaro quando arriverà sarà mettere ordine in questa situazione e chiedere i conti alla società, come previsto dal bando”, ha affermato. “Dobbiamo liberare la nostra squadra e la nostra città”.

Nel finale della diretta, il segretario regionale di AP Calabria ha ribadito pieno sostegno al candidato del centrodestra.

“Il prossimo sindaco non sarà Giuseppe Falcomatà”, ha concluso Ripepi. “Francesco Cannizzaro ama questa città ed è pronto a combattere per Reggio Calabria. Tutti noi del centrodestra e tutti i tifosi della Reggina dobbiamo unirci per difendere la nostra squadra e la nostra città”.

REGGIO – [INTERVISTA] Corruzione nei lavori pubblici: arresti e sequestri tra Lido Comunale, cimiteri ed ex Cinema Orchidea

Un presunto sistema corruttivo radicato all’interno del settore Grandi Opere e Lavori Pubblici del Comune di Reggio Calabria. È questo il quadro delineato dall’inchiesta coordinata dalla Procura reggina che ha portato il Gip ad emettere un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di quattro soggetti, oltre al sequestro preventivo delle quote di due società coinvolte nell’indagine.

Al centro dell’inchiesta figurano funzionari comunali e imprenditori accusati, a vario titolo, di corruzione e illeciti legati alla gestione di affidamenti pubblici.

Secondo quanto emerso dalle attività investigative, il presunto sistema avrebbe avuto come fulcro Arturo Arcano, destinatario della misura cautelare in carcere. Gli investigatori ritengono che il funzionario si sarebbe adoperato per accelerare procedure amministrative e liquidazioni relative agli stati di avanzamento dei lavori pubblici.

L’indagine, precisano gli inquirenti, riguarderebbe esclusivamente la struttura tecnica del Comune di Reggio Calabria, senza alcun coinvolgimento di figure politiche dell’amministrazione.

Gli affidamenti sotto inchiesta

Tra gli episodi contestati figurano diversi affidamenti diretti alla società Ecologia Oggi, riconducibile a Demetrio Cama. I lavori avrebbero riguardato:

  • il Lido Comunale di Reggio Calabria;
  • la gestione dei cimiteri comunali;
  • interventi nel settore rifiuti;
  • la pulizia della discarica di località Longhi Bovetto.

Secondo la Procura, tra ottobre 2022 e settembre 2025 sarebbero stati effettuati almeno cinque affidamenti diretti in favore della società.

Le indagini avrebbero inoltre evidenziato anomalie nei controlli e nella gestione dei pagamenti. In particolare, Arcano avrebbe agevolato la liquidazione delle fatture e si sarebbe attivato per evitare il blocco di pagamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate, nonostante esposizioni debitorie delle società coinvolte verso l’erario.

Le intercettazioni e il denaro consegnato

Le attività investigative, supportate da intercettazioni e videoriprese, avrebbero documentato diversi episodi di consegna di denaro.

Secondo gli inquirenti, alcune somme sarebbero state destinate ad aiutare economicamente il figlio di Arcano, impegnato in un’attività imprenditoriale in difficoltà.

In una circostanza, gli investigatori avrebbero registrato la consegna diretta di denaro da parte di Demetrio Cama ad Arcano.

Coinvolto anche un altro dipendente comunale

L’inchiesta coinvolge anche Giancarlo Cutrupi, dipendente comunale. Le accuse nei suoi confronti sarebbero supportate da intercettazioni audio-video che documenterebbero un incontro durante il quale sarebbe stata consegnata una tangente da mille euro.

Secondo quanto riferito dagli investigatori, durante l’incontro sarebbe stato persino mimato il gesto del pagamento illecito.

Il caso dell’ex Cinema Orchidea

Un altro filone dell’indagine riguarda i lavori di riqualificazione dell’ex Cinema Orchidea, destinato a diventare Museo Comunale. L’appalto, del valore superiore ai due milioni di euro, coinvolgerebbe anche Antonio Scopelliti e Antonino Ottaviano Scopelliti, riferimenti della AS Costruzioni Srl.

La Procura contesta ad Arcano di aver fornito informazioni riservate agli imprenditori prima della loro ufficializzazione, oltre ad aver esercitato pressioni sugli uffici per accelerare stati di avanzamento lavori e procedure relative a varianti progettuali.

In cambio, secondo l’accusa, il funzionario avrebbe ricevuto somme di denaro superiori ai cinquemila euro.

Tra gli episodi documentati dagli investigatori vi sarebbe anche una consegna di circa duemila euro in banconote da cinquanta euro, avvenuta il 22 maggio 2025 e ripresa dalle telecamere durante il conteggio del denaro.

Gli incarichi professionali e il “sistema” interno

Un ulteriore episodio contestato riguarda i rapporti tra Arturo Arcano e l’architetto Fortunato Vazzana. Pur non essendo state ravvisate esigenze cautelari nei suoi confronti, il Gip avrebbe ritenuto fondata l’imputazione relativa alla corresponsione di denaro in cambio dell’affidamento di incarichi professionali.

Le intercettazioni avrebbero inoltre consentito agli investigatori di ipotizzare l’esistenza di un vero e proprio sistema interno al settore lavori pubblici, nel quale gli incarichi sarebbero stati subordinati a contatti politici o al pagamento di somme di denaro.

Sequestrate due società

Il Gip ha disposto anche il sequestro preventivo delle quote di due società ritenute strumentali alle attività corruttive contestate.

Le indagini, fanno sapere gli inquirenti, proseguono con ulteriori approfondimenti su altre attività e procedure riconducibili al settore Grandi Opere e Lavori Pubblici del Comune di Reggio Calabria.

Intervista al Procuratore Giuseppe Borrelli:

LAMEZIA T. – Minacce e insulti alla moglie, 50enne sottoposto a sorveglianza speciale

Un uomo di 50 anni residente a Lamezia Terme è stato accusato di aver maltrattato la moglie, di origine straniera, in maniera sistematica. Secondo quanto emerso, il coniuge avrebbe ripetutamente insultato e minacciato la donna, anche di fronte alla loro figlia minore. Il suo comportamento è stato descritto come caratterizzato da una spiccata aggressività e da atti violenti. In risposta a questa situazione, il Tribunale di Catanzaro ha deciso di applicare una misura di sorveglianza speciale per garantire la sicurezza pubblica. Questa decisione è scaturita dalla richiesta avanzata dal questore di Catanzaro, supportata dalle indagini condotte dalla Sezione misure di prevenzione della Divisione polizia anticrimine. Oltre alla sorveglianza speciale, l’uomo ha ricevuto l’ordine di mantenere una distanza di almeno 500 metri dalla vittima e dai luoghi che essa frequenta abitualmente.

Versace sostiene la petizione del Piano Gelsomini link: «Il diritto alla mobilità va garantito a tutti»

Il sindaco facente funzioni della Città Metropolitana chiede il potenziamento dei collegamenti verso l’Alta Velocità di Rosarno e rilancia l’ipotesi di una linea diretta Locride-Roma sulla jonica. Appello al Ministero e alla Regione: «Il nostro territorio chiede infrastrutture moderne, servizi efficienti e pari opportunità rispetto al resto del Paese»

Il sindaco facente funzioni della Città Metropolitana, Carmelo Versace, esprime pieno sostegno alla petizione promossa da amministratori locali, cittadini e realtà associative della Locride per il potenziamento dei collegamenti ferroviari e del trasporto pubblico verso la stazione dell’Alta velocità di Rosarno.

«La mobilità non può essere un privilegio riservato a pochi, ma deve rappresentare un diritto garantito a tutti i cittadini», spiega Versace promuovendo il Piano Gelsomini link, il documento che sta alla base delle rivendicazioni e dei progetti promossi dai promotori della raccolta firme.

«La Locride – spiega l’inquilino di Palazzo Alvaro – continua a vivere una condizione di isolamento infrastrutturale che penalizza studenti, lavoratori, famiglie e imprese. È inaccettabile che migliaia di persone non possano raggiungere in modo efficiente i principali collegamenti ferroviari nazionali a causa di servizi non coordinati e carenze organizzative».

Il sindaco metropolitano facente funzioni sottolinea, poi, come la richiesta avanzata dalla petizione «sia concreta, sostenibile e fondata su proposte tecniche realistiche, capaci di migliorare significativamente l’accessibilità del territorio attraverso un’adeguata sincronizzazione tra autobus e treni, l’incremento delle corse e una programmazione moderna del trasporto pubblico locale».

«La Città Metropolitana – prosegue Versace – condivide l’obiettivo di garantire ai cittadini della Locride collegamenti dignitosi con Roma e con il resto d’Italia. Non si tratta di opere irrealizzabili o di investimenti sproporzionati, ma di scelte di pianificazione e volontà politica che possono incidere concretamente sulla qualità della vita delle comunità. Se i vertici della Regione non vogliono, per ripicca politica, trasferire le deleghe alla Città Metropolitana, almeno si mettano una mano sulla coscienza e operino in favore dei cittadini penalizzati da scelte tanto inspiegabili».

Particolare attenzione, il sindaco metropolitano facente funzioni, la rivolge anche all’ipotesi di un collegamento diretto tra la Locride e Roma attraverso la linea jonica, soluzione che «rappresenterebbe un passaggio storico per il rilancio dell’intera area metropolitana reggina e dell’intera Calabria».

«La nostra terra – conclude Carmelo Versace – ha diritto a infrastrutture moderne, servizi efficienti e pari opportunità rispetto al resto del Paese. Per questo rivolgo un appello alla Regione Calabria, al Ministero delle Infrastrutture e a tutti gli enti competenti affinché si apra immediatamente un confronto serio e operativo sulle richieste avanzate dalla petizione. La Città Metropolitana seguirà con attenzione l’evolversi dell’iniziativa, confermando la propria disponibilità a sostenere ogni percorso istituzionale utile a rafforzare il diritto alla mobilità e alla connessione dei territori interni e costieri dell’area metropolitana».

REGGIO – 150 milioni per la depurazione: il Governo punta sul rilancio ambientale e turistico della città

“La depurazione rappresenta una delle grandi sfide strategiche attorno a cui si gioca il futuro di un territorio a forte vocazione turistica come quello reggino.

Al 20 aprile 2026 risultavano già disponibili circa 75 milioni di euro destinati agli interventi sulla depurazione cittadina. Oggi, grazie all’ulteriore attenzione riservata alla città di Reggio Calabria dal Ministero dell’Ambiente, quindi dal Ministro di Forza Italia on. Gilberto Pichetto, sono stati stanziati ulteriori 75 milioni di euro. Ciò significa che l’intero programma di interventi sulla depurazione cittadina può contare complessivamente su 150 milioni di euro, risorse integralmente disponibili grazie alla forte attenzione che il Governo nazionale ha voluto dedicare a un progetto strategico per il futuro ambientale, infrastrutturale e turistico della città di Reggio Calabria.

Reggio è interessata da sette lotti funzionali particolarmente complessi: Concessa, Gallico, Ravagnese, Pellaro, Ortì, Oliveto e gli impianti minori a servizio delle aree di Arasi/Straorino, Cerasì, Podargoni e Schindilifà.

Si tratta, dunque, di uno sforzo straordinario che testimonia una precisa volontà politica: dare grande centralità alla Calabria, al Sud, tutelare il mare, migliorare la salubrità ambientale e quindi la qualità della vita, e sostenere il turismo quale principale leva di sviluppo del territorio.”

REGGIO – Rete dei Comitati di quartiere e decentramento, Battaglia: «Una rivoluzione della partecipazione dal basso»

Si è concluso con la firma del protocollo sui comitati di quartiere il confronto dei candidati a sindaco, ospitato nella sala “Perri” di Palazzo Alvaro

Si è concluso con la firma del protocollo sui comitati di quartiere il confronto dei candidati a sindaco, ospitato nella sala “Perri” di Palazzo Alvaro. Una iniziativa promossa dalla Rete dei Comitati di quartiere a cui hanno partecipato il candidato del centrosinistra Domenico Battaglia, Eduardo Lamberti Castronuovo per le liste civiche e di Saverio Pazzano de “La Strada”, assente Francesco Cannizzaro. Il confronto ha riguardato i temi dell’edilizia scolastica, dell’europrogettazione, della programmazione e del completamento delle opere pubbliche, della comunicazione istituzionale, della trasparenza e dell’anticorruzione, oltre che sul protocollo per l’attuazione del regolamento dei comitati di quartiere. Sul tema della partecipazione e del decentramento amministrativo, Battaglia ha sottolineato come «l’impegno sia stato assunto formalmente già con l’approvazione in Consiglio comunale del regolamento che recepisce le richieste avanzate dai comitati di quartiere. L’idea – ha chiarito – è quella di costruire un’interlocuzione stabile con i comitati e con il territorio. L’istituzione dei cinque Municipi e l’elezione, il 24 e 25 maggio, dei presidenti e dei consiglieri di circoscrizione rappresentano un modello concreto di decentramento amministrativo. Un percorso che va in due direzioni: contrastare la disaffezione al voto, che nelle ultime tornate elettorali è scesa sotto il 50%, e rafforzare la presenza delle istituzioni nei territori attraverso veri presìdi di prossimità. I municipi potranno diventare luoghi di ascolto e partecipazione», capaci di recepire le esigenze dei quartieri e dell’associazionismo diffuso, garantendo anche spazi per lo sport, servizi sociosanitari e nuove occasioni di aggregazione. Ci apprestiamo a una vera rivoluzione della partecipazione dal basso perché Reggio possa diventare sempre più capitale del Mediterraneo. Una città deve avere uno sportello aperto verso i cittadini e un dialogo costante con il territorio. Siamo pronti a sottoscrivere questo vostro protocollo e a dare seguito a un impegno concreto per interpretare questa fase importante per il futuro della città».

Ampio spazio anche all’edilizia scolastica. Battaglia ha ricordato gli investimenti avviati su tutto il territorio cittadino e provinciale, evidenziando «la necessità di garantire scuole moderne, efficienti e soprattutto sicure. Le scuole comunali chiuse per le prove di vulnerabilità sismica lo sono state per tutelare l’incolumità dei nostri ragazzi. Alcuni edifici – ha detto – non erano più all’altezza degli standard di sicurezza e noi abbiamo scelto di intervenire senza esitazioni. Chi in passato non ha affrontato questo tema ha precise responsabilità».

Battaglia ha poi richiamato il piano di edilizia scolastica finanziato con fondi europei e ha poi ricordato i nuovi asili comunali: «Entro il 2027 saranno ben 11 strutture moderne e all’avanguardia, realizzate grazie alle risorse europee, perché troppo spesso i fondi ordinari vengono negati al nostro territorio». Battaglia ha inoltre annunciato: «dal prossimo anno il Comune recupererà circa 10 milioni di euro grazie all’estinzione di un mutuo, risorse che potranno essere destinate a manutenzione, edilizia scolastica e servizi per la città».

Successivamente ha evidenziato il lavoro svolto dal settore Risorse comunitarie: «Il Comune ha già un ottimo settore che ha consentito di mettere a terra decine di interventi. I risultati sono visibili negli asili, nei progetti di housing sociale, nelle iniziative per il welfare e nel “Dopo di noi”, ma anche nella digitalizzazione dei servizi comunali, come l’anagrafe».

Infine, Battaglia ha richiamato gli investimenti realizzati nel settore della mobilità sostenibile e del trasporto pubblico: «Grazie alle risorse europee abbiamo rinnovato la flotta Atam, installato colonnine di ricarica e sostenuto misure come gli abbonamenti agevolati. Interventi che non devono restare episodici, ma diventare strutturali all’interno di una strategia di europrogettazione condivisa».

REGGIO – Corruzione al Comune: arrestati due dipendenti comunali e due imprenditori

Questa mattina, la Polizia di Stato, coordinata della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, sta eseguendo un’Ordinanza di custodia cautelare a carico di quattro soggetti, accusati a vario titolo di diversi episodi di corruzione commessi nell’ambito della gestione degli appalti pubblici e nel rilascio di autorizzazioni. Si tratta di due pubblici ufficiali dipendenti del Comune di Reggio Calabria e di due imprenditori reggini, rispettivamente amministratori di due società oggetto di sequestro.

I dettagli dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 12:00 presso la sala Calipari della Questura di Reggio Calabria.

REGGIO – Maxi operazione dell’Ispettorato: cantieri irregolari e operai in nero

Nel corso della settimana compresa tra l’11 e il 17 maggio, gli ispettori dell’Ispettorato del Lavoro di Reggio Calabria hanno condotto un’operazione di vigilanza focalizzata principalmente sui settori dell’edilizia e dell’agricoltura.

Durante l’attività di controllo, sono stati ispezionati 15 cantieri, distribuiti tra il capoluogo e la provincia.

Nei cantieri di Reggio, tre sono stati sottoposti a ispezione. In uno di questi, un’impresa edile è stata sospesa per aver impiegato un lavoratore irregolare su tre. Per poter continuare le operazioni, l’imprenditore è tenuto a versare una somma supplementare di 2.500 euro, un’ammenda di 3.900 euro e a regolarizzare le sanzioni per la mancanza di visite mediche e corsi di formazione sulla salute e sicurezza. In un altro cantiere, un’azienda ha subito una sospensione a causa di lavoro nero, con un lavoratore non in regola su due. Anche in questo caso, il titolare dovrà corrispondere 2.500 euro, una maxi-sanzione di 3.900 euro e affrontare le sanzioni previste per la mancata sorveglianza sanitaria e formazione.

Il terzo cantiere ha visto l’allontanamento di un’impresa per l’assenza di licenza e per inadempienze sulle misure di protezione contro le cadute. Per ottemperare alle richieste degli ispettori e riprendere l’attività, il titolare dovrà adempiere alle prescrizioni, pagare le ammende amministrative e versare ulteriori 3.000 euro per la mancanza della licenza, oltre a 2.000 euro per la patente mancante.

In Locride, si sono verificati controlli su due cantieri. Nel primo, su due lavoratori presenti, uno è risultato privo di contratto. Di conseguenza, l’azienda è stata sospesa per lavoro nero e dovrà corrispondere 2.500 euro, insieme a una maxi-sanzione di 3.900 euro, che si aggiungono alle sanzioni per la sorveglianza sanitaria e formazione. Nel secondo cantiere, è stata imposta la sospensione all’impresa per la mancanza di misure di protezione contro le cadute. L’imprenditore dovrà saldare una somma supplementare di 3.000 euro, oltre a regolarizzare le prescrizioni tecniche indicate dagli ispettori.

Nella Piana di Gioia Tauro, una ditta edile ha subito la sospensione delle attività a seguito di violazioni relative al rischio elettrico. Per riprendere l’attività, l’imprenditore sarà obbligato a rispettare le indicazioni fornite dagli ispettori e a versare una somma addizionale di 3.000 euro.

Sulla Fascia Jonica reggina, un’impresa è stata sospesa per il non rispetto riguardo la consegna dei dispositivi di protezione individuale, con un importo aggiuntivo fissato a 3.000 euro.

Nel settore agricolo, un’azienda della Piana di Gioia Tauro ha subito un’ispezione. Essa impiegava completamente in nero due lavoratori, portando alla sospensione dell’attività. Per il ripristino delle operazioni, sono previsti 2.500 euro di somma aggiuntiva, una maxi-sanzione di 7.800 euro e ulteriori sanzioni per la mancanza di sorveglianza sanitaria e formazione.

 

Droga, estorsioni e metodi mafiosi: 14 arresti tra Calabria e Campania

Un’ordinanza di custodia cautelare ha portato all’arresto di 14 individui, accusati di associazione per delinquere mirata alla produzione, detenzione, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, nonché di estorsione, in alcuni casi aggravata da metodi mafiosi. L’operazione, condotta dai carabinieri della Compagnia di Scalea, ha avuto il supporto dei comandi territoriali, dello Squadrone eliportato cacciatori di Calabria e dell’8° Nec di Vibo Valentia, e ha interessato anche le regioni di Campania, Sicilia ed Emilia Romagna.
L’inchiesta “Baia Bianca” ha svelato l’esistenza di un’associazione criminale operante tra Scalea e l’alta zona tirrenica del Cosentino, specializzata nello spaccio di cocaina. Gli investigatori hanno rivelato che il gruppo era caratterizzato da una struttura piramidale e comunica tramite un linguaggio in codice. Due promotori, affiancati da un supervisore operativo, gestivano una rete efficiente di corrieri che ricevevano la droga dalla Campania, supportati da un gran numero di pusher distribuiti nel territorio. L’organizzazione ha anche implementato metodi per garantire l’approvvigionamento, preferendo acquisti frazionati al fine di limitare i danni in caso di sequestro, utilizzando due basi logistiche a Scalea. Una figura femminile di spicco dell’organizzazione, chiamata ‘Rosy Abate’, godeva di rispetto e timore tra gli affiliati. Inoltre, si sospetta che il gruppo adottasse pratiche di “welfare criminale”, coprendo le spese legali per i membri arrestati.

Infine, secondo le accuse, i leader dell’associazione riuscivano a mantenere il controllo delle operazioni anche dall’interno del carcere di Paola, grazie all’introduzione clandestina di smartphone.

VIBO V. – Scoperta una centrale per il disassemblaggio di auto rubate

Il 13 maggio 2026, la Polizia ha scoperto a Filandari un deposito segreto contenente auto rubate e parti meccaniche, collegato a vari furti d’auto. L’operazione è stata avviata dopo che un dispositivo di localizzazione rivelò un veicolo rubato a Napoli il 25 aprile scorso.

Arrivati sul luogo indicato, gli agenti della Squadra mobile di Vibo Valentia hanno incontrato un uomo con le chiavi dei locali, il quale ha dichiarato di essere il gestore del deposito.

Durante la perquisizione, gli investigatori hanno rinvenuto componenti appartenenti proprio all’auto rubata a Napoli. Alla richiesta di documentazione attestante l’acquisto del materiale, l’uomo non ha saputo fornire alcun documento valido.

Di lì è scattata un’ulteriore perquisizione, estesa a vari capannoni e aree circostanti, rivelando una vera e propria centrale per lo smontaggio e lo stoccaggio di autovetture e pezzi di ricambio rubati.

Nel corso delle operazioni, è stata trovata un’auto mancante di alcune parti della carrozzeria, risultata rubata a Pizzo la sera precedente. Gli agenti hanno anche scoperto un’altra vettura già in fase di smontaggio e sei motori di diverse marche. Uno di questi è emerso come rubato, grazie ai rapidi accertamenti eseguiti dalla Polizia stradale di Vibo Valentia intervenuta sul posto.

Tutto il materiale rinvenuto è stato documentato dal Gabinetto provinciale di Polizia scientifica e sottoposto a sequestro per le indagini successive.