4 ZAMPE – Ancora cuccioli abbandonati nel Reggino: la piaga che si ripresenta ogni estate

Ancora una volta. Ancora dei cuccioli abbandonati. Ancora vite innocenti lasciate al proprio destino come fossero oggetti di cui disfarsi quando diventano un peso.

L’ultimo episodio registrato nel territorio reggino racconta una storia che purtroppo conosciamo fin troppo bene: diversi cuccioli di cane e un cane da caccia in evidente stato di sofferenza e precarie condizioni di salute sono stati recuperati e affidati alle strutture competenti. Una vicenda che suscita indignazione, ma che non dovrebbe sorprendere nessuno. Perché ogni anno, puntualmente, con l’arrivo della stagione estiva, il fenomeno degli abbandoni torna a manifestarsi con numeri preoccupanti.

Dietro ogni animale abbandonato non c’è soltanto un gesto irresponsabile. C’è una scelta precisa. C’è il fallimento di un dovere morale prima ancora che giuridico. Chi decide di accogliere un animale nella propria famiglia assume una responsabilità che non può essere sospesa quando arrivano le vacanze, quando cambiano le esigenze personali o quando emergono difficoltà economiche e organizzative.

Un cane non è un giocattolo. Non è un passatempo. Non è un bene di consumo da sostituire o eliminare quando non serve più. È un essere vivente capace di provare affetto, paura, dolore e sofferenza.

Per questo motivo è fondamentale ribadire un concetto spesso dimenticato: esistono le istituzioni, esistono i servizi veterinari, esistono le associazioni di tutela animale e le procedure previste dalla legge. Chi si trova nell’impossibilità oggettiva di continuare a custodire un animale deve rivolgersi agli enti competenti e chiedere aiuto. L’abbandono non è mai una soluzione. È una fuga dalle proprie responsabilità.

Serve però anche una riflessione più ampia. Il problema non può essere affrontato soltanto quando il cucciolo viene trovato sul ciglio di una strada o quando un cane viene recuperato in condizioni disperate. Occorre lavorare sulla prevenzione, sulla sensibilizzazione e sulla diffusione di una cultura del possesso responsabile degli animali d’affezione.

L’estate che si apre impone di mantenere alta l’attenzione. I dati degli anni precedenti dimostrano che proprio nei mesi più caldi aumentano gli episodi di abbandono, con un conseguente aggravio di lavoro per canili, volontari, associazioni e servizi pubblici già spesso impegnati oltre le proprie possibilità.

A questi operatori va rivolto un sincero ringraziamento. Sono loro che quotidianamente intervengono per soccorrere animali feriti, affamati o malati. Sono loro che suppliscono, con sacrificio e passione, alle conseguenze dell’irresponsabilità altrui.

Ma il vero cambiamento deve arrivare dalla società. Dalla consapevolezza che il rispetto per gli animali rappresenta uno degli indicatori più autentici del livello di civiltà di una comunità.

Perché una città che si prende cura degli esseri più fragili è una città migliore per tutti. E perché l’abbandono di un animale non rappresenta soltanto un illecito perseguibile dalla legge: rappresenta soprattutto una sconfitta etica che dovrebbe interrogare la coscienza di ciascuno di noi.

CALABRIA – Legambiente sostiene la richiesta di Occhiuto riguardo al prezzo zonale dell’energia

Riduzione dei costi energetici al Sud: un’alleanza per il cambiamento

Il presidente di Legambiente, Stefano Ciafani, ha espresso pieno sostegno alla proposta avanzata da Roberto Occhiuto, governatore della Calabria, di implementare un modello di prezzi zonali per l’energia elettrica. Questa iniziativa mira a ridurre i costi nelle aree dove si trova una maggiore concentrazione di impianti a fonti rinnovabili. Ciafani ha fatto queste dichiarazioni durante il Forum energia, giunto alla sua seconda edizione, organizzato da Legambiente Calabria.

“A partire da oggi, in Calabria, avvieremo una campagna a livello nazionale intitolata ‘Ok la bolletta è giusta, prezzo zonale è giustizia sociale’”, ha sottolineato Ciafani. Ha poi aggiunto che è cruciale che le regioni che forniscono energie pulite e contribuiscono alla diminuzione delle emissioni di gas serra non siano compensate esclusivamente da opportunità occupazionali nel settore verde, ma beneficino anche di un abbassamento dei costi energetici.

Questa strategia non solo faciliterebbe un ambiente più sostenibile, ma renderebbe anche il Sud più attrattivo per le aziende, che attualmente tendono a investire nelle aree settentrionali, dove i prezzi dell’energia sono più elevati. Ciafani ha concluso dichiarando che Legambiente collaborerà con la Regione Calabria per sensibilizzare gli altri territori del Centro-Sud e delle Isole, affinché richiedano ad ARERA l’adozione definitiva di questa delibera.

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CALABRIA – Occhiuto: il prezzo dell’energia in Calabria dovrebbe diminuire

Occhiuto: Opportunità energetiche per la Calabria

Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha espresso l’importanza di un costo dell’energia più contenuto per la Calabria, sottolineando che la regione, grazie alla sua produzione di energia da fonti rinnovabili, potrebbe trarne grande vantaggio. Durante il Forum sull’energia organizzato da Legambiente Calabria presso la Cittadella regionale, Occhiuto ha dichiarato che a partire dal 1° gennaio 2025, i prezzi dell’energia saranno determinati su base zonale. In questo contesto, la Calabria, avendo uno status di zona autonoma, avrebbe accesso a tariffe elettriche significativamente più basse rispetto a quelle attuali.

Questa nuova struttura dei prezzi non influenzerebbe soltanto le bollette di famiglie e imprese, ma potrebbe anche agevolare l’attrazione di nuovi investimenti nel territorio. “Porterò avanti questa battaglia, affiancato da altri presidenti delle regioni del sud,” ha proseguito, accennando anche a possibili azioni nelle competenti sedi istituzionali.

Durante l’incontro, si è discusso anche del progetto per il rigassificatore di Gioia Tauro. Occhiuto ha confermato il sostenimento da parte della regione per la realizzazione della “piastra del freddo”, un’infrastruttura considerata cruciale per la creazione di un polo agroindustriale nell’area portuale. “La nostra priorità è lo sviluppo di un distretto dell’agroindustria a Gioia Tauro,” ha chiarito, annunciando un incontro a breve con i dirigenti di Snam per esaminare i potenziali avanzamenti del progetto.

Fonte ANSA

COSENZA – Ripreso da un drone della Regione mentre provoca un incendio, denunciato

Un uomo residente a Cleto, situato nella provincia di Cosenza, è stato denunciato dai Carabinieri forestali di Aiello Calabro con l’accusa di incendio boschivo doloso. Le autorità, infatti, sono riuscite a risalire al responsabile di un incendio scoppiato nel comune grazie all’analisi di immagini video fornite dalla Control room dell’operazione ‘Tolleranza zero’ della Regione Calabria, che impiega droni per monitorare il territorio.

Recentemente, un incendio ha colpito la località Sottana – Savuto, all’interno del Comune di Cleto, danneggiando un’ampia area di macchia mediterranea adiacente a un bosco. Grazie alle riprese effettuate, i Carabinieri hanno potuto identificare l’autore del rogo. L’individuo ha utilizzato inizialmente un accendino e in seguito un innesco vegetale per dar fuoco in diversi punti dell’area. Dopo la sua identificazione, è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Paola.

Fonte ANSA

​LOCRIDE – [VIDEO] Operazione “Golden River”, ​misure cautelari nei confronti di cinque soggetti per furto aggravato e associazione per delinquere

I Carabinieri della Compagnia di Locri (RC), con il supporto del personale della Compagnia Carabinieri di Bianco e dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Locri, hanno dato esecuzione, nei comuni di Bianco, Bovalino e Benestare, all’operazione convenzionalmente denominata “Golden River”, la quale ha avuto origine da complesse e articolate attività investigative, che hanno permesso all’Autorità Giudiziaria di Locri di applicare, nei confronti di due fratelli legati da vincoli di parentela, con una nota famiglia di ‘ndrangheta della “Locride”, la misura cautelare degli arresti domiciliari e nei confronti di altri tre soggetti la misura cautelare dell’obbligo di dimora presso il Comune di rispettiva residenza.

L’indagine, svolta dalla Stazione Carabinieri di Bovalino, che trae origine dai servizi tesi al monitoraggio dei cantieri edili pubblici e privati della “Locride”, oltre che alla repressione degli illeciti in materia ambientale, ha consentito di individuare con chiarezza e precisione, il contesto criminale in cui hanno operato, a vario titolo, i vari soggetti colpiti da misura cautelare. In particolare, le indagini hanno portato alla luce, attraverso importanti elementi probatori, l’esistenza di una vera e propria associazione a delinquere avente come fine ultimo la commissione di innumerevoli delitti contro il patrimonio.

Le analisi investigative, condotte nel secondo semestre del 2024 ed eseguite mediante l’attenta lettura di documenti amministrativi, i cui risultati sono stati confrontati con dati telematici ed informativi, hanno permesso di controllare e verificare gli accessi in fiumara degli automezzi, dedicati al movimento terra ed impiegati per il prelievo illecito di materiale inerte, circa 900 tonnalleta complessive, oltre a tutte le fasi di lavorazione, trasformazione e vendita dello stesso materiale, mettendo in risalto le condotte illecite dei singoli indagati. Infatti, è stato accertato che il materiale illecitamente asportato dalla fiumara “Bonamico”, sita in C.da “Ricciolio” del comune di Benestare, dopo essere stato trasportato presso un’individuata ditta edile, veniva, in vari momenti, sottoposto a varie fasi di lavorazione; ovvero frantumazione, lavaggio, conversione in sabbia lavata e pietrisco sino ad arrivare al suo stoccaggio. Tale sistema, collaudato in ogni sua singola fase, oltre a modificare le caratteristiche fisiche e visive del materiale fiumaro, rendeva quest’ultimo non più identificabile agli occhi di soggetti esterni alla ditta, impedendone così l’identificazione dell’illecita provenienza. Queste fasi sono risultate indispensabili e fondamentali alla successiva vendita e quindi al riutilizzo del prodotto finito, spesso “calcestruzzo”, come investimento economico in altre attività imprenditoriali della “Locride”, con conseguenti e consistenti introiti economici per la ditta edile che si occupava della lavorazione del materiale fiumaro.

Si precisa che i soggetti coinvolti sono da ritenersi presunti innocenti, fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto dei diritti dell’indagato e delle garanzie previste dal nostro ordinamento.