REGGIO – Elezioni metropolitane, definite le liste dei candidati in corsa per il consiglio

Le operazioni per le elezioni metropolitane di Reggio Calabria sono entrate nella fase cruciale con la scadenza dei termini per il deposito delle candidature, fissata a mezzogiorno. L’ufficio elettorale ha subito avviato le procedure di verifica per accertare il rispetto dei requisiti fondamentali previsti dalla normativa, tra cui la raccolta di almeno cinquantuno firme, la presentazione di un numero di candidati compreso tra sette e quattordici (ovvero il totale dei seggi disponibili in consiglio) e il rispetto delle quote di genere, che impone un limite massimo del sessanta per cento per ciascun sesso all’interno di ogni compagine.

Forza Italia, che rappresenta la forza politica del sindaco, ha scelto di correre in solitudine depositando una lista interamente azzurra con quattordici profili. Tra le figure selezionate spiccano diversi amministratori locali come Pasquale Brizzi, alla guida del comune di Sant’Ilario dello Ionio per il quarto mandato, Benito Romeo, assessore a Melito Porto Salvo, Alberto Morano e Giovanni Verduci, attuale sindaco di Motta San Giovanni e già vicepresidente della Provincia. Completano il gruppo Vincenzo Barca, consigliere a Oppido Mamertina, Roberto Vizzari, sindaco di San Roberto, Mario Romeo, consigliere ed ex vicesindaco di Bagnara, i consiglieri Raffaella Viglianisi di Roccaforte del Greco e Francesca Stillittano di Montebello Ionico, oltre a Maria Stefania Polimeni e Michela Franco. Chiudono la squadra gli assessori Jole Panetta di San Pietro di Caridà e Giuseppina Barbara Vacalebre di Montebello Ionico, insieme a Francesco Malara, sindaco di Santo Stefano d’Aspromonte.

Il centrodestra si presenta frammentato e schiera una seconda formazione denominata Patto dei Territori, nata dall’accordo politico tra Fratelli d’Italia, Lega e il movimento Reggio Futura. All’interno di questo schieramento si trovano Domenico Maio, presidente del consiglio comunale di Locri, Gianpietro Scarfò, consigliere a Laureana di Borrello, Letteria Ianni, consigliere a Bagnara, e Pierpaolo Zavettieri, sindaco di Roghudi. La lista include anche il sindaco di Gerace Rudi Lizzi, il consigliere di Ciminà Mariateresa Reale, il consigliere di Bagnara Giuseppe Surace e il consigliere di Reggio Calabria Maria Luisa Curatola. Tra le altre candidature si registrano Stefano Umberto Marrapodi, sindaco di Caraffa del Bianco, i consiglieri Donatella Maesano di Roghudi e Grazia Morabito di Caraffa del Bianco, il vicesindaco e assessore di Oppido Mamertina Fiore Riganò, il sindaco di Candidoni Vincenzo Cavallaro e il consigliere di Rizziconi Chiara Luccisano.

A completare il quadro dell’area di centrodestra è emersa negli ultimi giorni una terza forza denominata Moderati Metropolitani, nata sotto la spinta decisiva del partito Noi Moderati. I candidati scelti per questa lista sono Antonino Crea, vicesindaco di Ferruzzano, Giuseppe Coluccio, consigliere a Marina di Gioiosa, Michele Marcianò, presidente del consiglio a Calanna, e Antonino Vadalà. Insieme a loro corrono Roberto Gaudioso, consigliere a Seminara, Rocco Alberto Campolo, consigliere a Motta San Giovanni, Marco Caruso, sindaco di Molochio, e Francesco Albertino, consigliere a Scido. La compagine include infine Massimo Carneri e Giovanni Nicita, consiglieri rispettivamente a Sant’Ilario e Casignana, il consigliere di Ferruzzano Francesca Curulli, Alessia Accardo, l’assessore di Melito Porto Salvo Teresa Romeo e Rosa Maria Morabito.

Il centrosinistra ha invece optato per una strategia diametralmente opposta, unendo tutte le proprie anime e le realtà civiche collegate sotto un’unica bandiera denominata Progressisti Città Metropolitana di Reggio Calabria. Pur presentandosi con un numero di liste nettamente inferiore rispetto agli avversari, la coalizione punta su figure con un forte legame territoriale con l’obiettivo minimo di conquistare tre o quattro seggi in consiglio. La squadra unitaria vede in campo Giuseppina Caminiti, sindaco di Villa San Giovanni, Michele Conia, sindaco di Cinquefrondi, Raffaele Falcomatà, consigliere a Platì, e Pietro Fallanca, consigliere ed ex sindaco di Cardeto. Trovano spazio anche il consigliere di Siderno Vittoria Luciano, il sindaco di Benestare e consigliere metropolitano delegato uscente Domenico Mantegna, Caterina Neri e Giovanni Piccolo, sindaco di Seminara. Concludono l’elenco dei Progressisti il consigliere di Palizzi Stefania Proietto, Giuseppina Reitano, il sindaco di Campo Calabro e coordinatore dei Sindaci dello Stretto Rocco Repaci, il consigliere ed ex sindaco di Careri Pietro Sergi, il vicepresidente del consiglio comunale di Benestare Rosa Varacalli e Carmelo Versace, attuale consigliere a Reggio Calabria e già vicesindaco metropolitano.

Arresto boss Paviglianiti, il plauso del Sindaco Cannizzaro a DDA e Guardia di Finanza

 

“L’arresto di Domenico Paviglianiti rappresenta un risultato di straordinaria importanza nella lotta alla ‘ndrangheta e un grande segnale di forza dello Stato, che non demorde mai nel perseguire la criminalità.

Desidero quindi rivolgere, a nome dell’Amministrazione comunale e metropolitana e dell’intera comunità reggina, le più vive congratulazioni alla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, guidata dal Procuratore capo Giuseppe Borrelli, ed al Comando provinciale della Guardia di Finanza, guidato dal Colonnello Agostino Tortora, con un particolare plauso al GICO del nucleo di Polizia economico-finanziaria, che ha condotto l’operazione in sinergia con la Policia Nacional spagnola.

A tal proposito, vorrei evidenziare l’importanza della cooperazione internazionale, strumento indispensabile nella lotta alla criminalità organizzata. Perché le mafie non conoscono confini. E, proprio per questo, la risposta dello Stato deve essere in grado di superare ogni confine.

Ciascun successo contro la ‘ndrangheta rafforza la fiducia dei cittadini nello Stato e conferma che, grazie alla perseveranza e alla collaborazione tra istituzioni, nessuno può ritenersi al di sopra della legalità.

Pertanto, alla magistratura, alla Guardia di Finanza e a tutti gli investigatori che, con professionalità, determinazione e un prezioso lavoro di cooperazione hanno reso possibile la cattura di un latitante di massima pericolosità ricercato da anni, vadano i miei più sinceri complimenti per il lavoro svolto.”

A dirlo è il Sindaco di Reggio Calabria, l’onorevole Francesco Cannizzaro.

REGGIO – Cannizzaro rompe il silenzio sulla Giunta: arriva uno spoiler che accende l’attesa

Francesco Cannizzaro rompe il silenzio sulla composizione della nuova Giunta comunale e, attraverso un video pubblicato sui social, lancia uno spoiler destinato ad alimentare l’attesa: il nuovo vicesindaco di Reggio Calabria sarà una donna. Un annuncio che arriva mentre prosegue la definizione della squadra di governo che affiancherà il neo sindaco nei prossimi cinque anni.

Nel video, Cannizzaro ha innanzitutto comunicato il deposito delle liste per il rinnovo del Consiglio metropolitano, sottolineando di aver adempiuto uno degli impegni assunti durante la campagna elettorale.

“Da pochi minuti abbiamo depositato le liste per il rinnovo del Consiglio metropolitano e abbiamo mantenuto l’impegno preso in campagna elettorale, ossia dare la massima rappresentanza a tutta l’area della provincia”, ha dichiarato.

Il primo cittadino ha evidenziato come siano state presentate tre liste composte complessivamente da 42 candidati, spiegando che “il 99% dei 42 candidati sono sindaci e amministratori di tutta la provincia”.

Cannizzaro ha poi ribadito la volontà di superare una visione “Reggio-centrica” della Città Metropolitana, coinvolgendo maggiormente i territori.

“Ho sempre sostenuto che, se fossi diventato sindaco della città, non avrei consentito di avere un Consiglio metropolitano reggio-centrico, perché chi è stato eletto a Reggio Calabria dovrà ogni giorno lavorare con me per risolvere i problemi della città, e così sarà”, ha affermato.

Il passaggio che ha attirato maggiormente l’attenzione è però arrivato nel finale del messaggio, quando il sindaco ha anticipato una delle nomine più attese della nuova amministrazione.

A proposito di Reggio Calabria, mi concedo un piccolo spoiler: ad essere il vicesindaco della città sarà una donna. Ma non solo per forma, anche per sostanza e competenza. Forse domani vi dirò anche chi sarà”, ha annunciato.

Questo anticipo apre dunque il conto alla rovescia verso la presentazione ufficiale della Giunta comunale. Dopo giorni di indiscrezioni e trattative, l’identità del futuro vicesindaco potrebbe essere svelata già nelle prossime ore, completando uno dei tasselli più importanti della nuova amministrazione guidata da Francesco Cannizzaro.

 

COSENZA – Incidente mortale tra un’auto e un camion, perde la vita un 26enne

Nella nottata di ieri, un tragico incidente stradale ha avuto luogo sulla Strada statale 106 Jonica, nel Comune di Pietrapaola, in provincia di Cosenza, costando la vita a un giovane di 26 anni originario di Mirto Crosia. Almeno due dei suoi compagni di viaggio, così come il conducente di un camion coinvolto nell’impatto, hanno riportato ferite gravi.

Il giovane era alla guida di una Fiat Multipla quando, per motivi attualmente in fase di investigazione da parte delle forze dell’ordine, il veicolo è colliso frontalmente con un camion. I carabinieri del Reparto territoriale di Corigliano Rossano, insieme ai Vigili del fuoco, sono giunti tempestivamente sul luogo dell’incidente, dove hanno dovuto estrarre i feriti dalle lamiere contorte dell’auto. Le indagini condotte dai carabinieri mirano a chiarire la dinamica del sinistro e a individuare eventuali responsabilità.

Fonte: ANSA

Arrestato in Spagna il boss Domenico Paviglianiti legato alla ‘Ndrangheta

Domenico Paviglianiti, conosciuto con il soprannome di “Don Mico”, è stato catturato in Spagna. Considerato uno dei leader della cosca di ‘ndrangheta attiva nella provincia di Reggio Calabria, il suo influente ruolo si estende sia nel Nord Italia che all’estero.

L’operazione di cattura è stata diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e ha coinvolto il Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) della Guardia di Finanza. Inoltre, ha visto la collaborazione della Policía Nacional spagnola e dell’UDYCO, specializzata nella lotta contro il narcotraffico e la criminalità organizzata.

Già dal 2022, Paviglianiti risultava irreperibile, anno in cui il tribunale di Bologna emise un ordine di esecuzione contro di lui, accumulando pene per oltre 19 anni, dovute a reati di associazione mafiosa, omicidio e violazioni delle leggi sulle armi.

Grazie a un’efficace cooperazione tra le forze di polizia italiana e spagnola, gli investigatori sono riusciti a ricostruire i movimenti delle persone legate al latitante. Il monitoraggio dei loro frequenti viaggi in Spagna ha condotto alla sua localizzazione nella città di Soria, situata a circa 200 chilometri da Madrid.

Paviglianiti è stato arrestato all’uscita di un ristorante, a seguito di un’attività di pedinamento e osservazione. Il contributo determinante è arrivato dall’unità I-CAN (Interpol Cooperation Against ’Ndrangheta) e da diverse agenzie, tra cui il Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata.

Il suo nome è tristemente associato alla seconda guerra di ’ndrangheta, un conflitto mafioso che tra il 1985 e il 1991 ha segnato profondamente la provincia di Reggio Calabria. Durante quegli anni, Paviglianiti si è schierato a favore della cosca De Stefano, affrontando il gruppo Condello.

Negli anni, ha accumulato numerosi provvedimenti restrittivi e condanne definitive per reati gravi, tra cui associazione mafiosa, omicidio e traffico internazionale di droga. Era stato condannato all’ergastolo, pena successivamente ridotta a 30 anni, oltre a una serie di altre condanne.

Questa non è la prima volta che il boss è stato arrestato in Spagna. In precedenza, era stato catturato nel 1996 e nel 2021, sempre dopo periodi di latitanza. Nel 2022 era stata emessa una misura di prevenzione di sorveglianza speciale, rimasta però inapplicata a causa della sua fuga. Nello stesso anno, era stato emesso anche un mandato di arresto europeo.

Nei prossimi giorni, inizieranno le procedure per la sua estradizione e il trasferimento in Italia, dove dovrà scontare le condanne a suo carico.

CUTRO – Auto si schianta contro un albero e si ribalta: morto un ragazzo di 18 anni

Una tragica fatalità ha colpito Cutro, in provincia di Crotone, dove nella notte tra venerdì e sabato un giovane di 18 anni, Salvatore Lukanov, ha perso la vita a causa di un grave incidente stradale. L’ora in cui si è verificato l’evento è stata all’incirca le 2:40, lungo il corso Nazionale.

Altri due passeggeri, entrambi giovani, sono rimasti gravemente feriti. Dall’analisi iniziale condotta dai Carabinieri, si evince che la Volkswagen Golf, alla guida della quale si trovava Lukanov, ha improvvisamente sbandato, uscendo dalla carreggiata in modo autonomo. Le conseguenze dell’impatto hanno portato allo spezzamento di un albero situato sul marciapiede, e l’auto si è poi ribaltata, riducendosi in un ammasso di rottami irriconoscibili.

Purtroppo, per Salvatore non c’è stato nulla da fare: i soccorsi si sono rivelati vani. Il giovane era originario di Crotone, figlio di madre cutrese e padre bulgaro. Durante le indagini, si è scoperto che il ragazzo non era in possesso di una patente definitiva e viaggiava con un semplice foglio rosa, a bordo di un’auto appartenente al compagno della madre, dopo aver preso il veicolo del padre per uscire con amici.

Oltre a Lukanov, nella vettura viaggiavano altri due giovani: una ventenne di Petilia Policastro e un 17enne di Cutro. Entrambi sono stati subito soccorsi dal personale del 118 e trasportati all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone in stato di shock, con diverse fratture. Le loro condizioni risultano gravi, e uno dei due feriti è stato sottoposto a ricovero nel reparto di rianimazione.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i Carabinieri della stazione locale e della compagnia per effettuare i rilievi necessari e mettere in sicurezza l’area. Anche i Vigili del Fuoco hanno svolto un ruolo cruciale, estraendo la salma dalle lamiere e provvedendo al recupero del veicolo incidentato, rimosso successivamente con un carro attrezzi. Le operazioni di soccorso si sono protratte fino alle prime luci dell’alba, apportando un momento di grande tristezza nella comunità.

MESSINA – Cade in mare a Ganzirri, il dramma del cane diventa terreno di scontro sui social

La cronaca che arriva dallo Stretto di Messina racconta una vicenda che ha profondamente colpito la comunità locale. Protagonista della storia è Tony Melluso, giovane messinese molto conosciuto per il legame speciale con il suo cagnolino, compagno inseparabile che lo accompagnava praticamente ovunque.

Chi lo conosce racconta che il piccolo animale era sempre al suo fianco. Tony, che lavora a stretto contatto con le imbarcazioni, lo portava abitualmente con sé durante le uscite in mare, così come nei momenti della vita quotidiana, riservandogli le stesse attenzioni che si dedicano a un componente della famiglia.

La tragedia si è consumata durante una navigazione nelle acque di Ganzirri. Per cause accidentali, il cagnolino è caduto in mare, venendo trascinato dalle forti correnti dello Stretto di Messina. Da quel momento sono iniziate ore di angoscia e ricerche incessanti.

Subito dopo l’accaduto, Tony ha lanciato un disperato appello chiedendo il supporto di chiunque si trovasse in mare con un’imbarcazione. La speranza era quella di riuscire ad avvistare il cane prima che le correnti lo allontanassero ulteriormente, magari fino alle coste calabresi.

Parallelamente è partita una massiccia mobilitazione sui social network. Centinaia di utenti hanno condiviso l’appello all’interno di gruppi dedicati agli animali smarriti e sulle proprie bacheche, nel tentativo di raggiungere il maggior numero possibile di persone e aumentare le possibilità di ritrovamento.

Accanto ai numerosi messaggi di solidarietà, però, è emerso anche il volto più duro dei social. Sotto i post dedicati alla ricerca del cane sono comparsi centinaia di commenti fortemente critici nei confronti del proprietario.

Molti utenti hanno espresso accuse e giudizi, sostenendo che il giovane avrebbe dovuto prestare maggiore attenzione all’animale o contestando i tempi con cui è stato pubblicato l’appello sui social. Commenti che, in un momento già segnato dall’angoscia per la scomparsa del cane, hanno ulteriormente alimentato il dibattito online, dividendo l’opinione pubblica tra chi ha scelto di offrire sostegno e chi, invece, ha preferito trasformare una vicenda dolorosa in un processo sui social.

FONTE: STRETTOWEB