REGGIO – Inseguimento nel cuore della notte: due arresti dei Carabinieri dopo una fuga pericolosa

Nella notte, i Carabinieri della Stazione di Rione Modena e della Sezione Radiomobile di Reggio Calabria hanno arrestato in flagranza di reato due giovani ritenuti responsabili di resistenza a pubblico ufficiale e fuga pericolosa.
L’intervento è scaturito a seguito di un inseguimento per le vie del centro cittadino, conclusosi nel quartiere Ciccarello, dove i militari sono riusciti a bloccare il veicolo sul quale viaggiavano i due fermati.
Durante le operazioni, numerose persone presenti sul posto si sono avvicinate ai militari, rivolgendo loro insulti e lanciando oggetti contro il personale dell’Arma e le autovetture di servizio.
A seguito dell’azione violenta, i mezzi militari hanno riportato lievi danni, mentre alcuni operanti hanno subito contusioni e sono stati medicati presso il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria.
Al termine delle formalità di rito, uno degli arrestati è stato associato presso le camere di sicurezza, mentre l’altro è stato sottoposto agli arresti domiciliari, entrambi in attesa del giudizio di convalida.
Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che per gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

REGGIO – Imprenditori accusati di legami con la ‘ndrangheta risultano prosciolti

Le accuse contro i fratelli Demetrio e Francesco Berna sono state completamente annullate dalla Corte d’appello di Reggio Calabria, che ha stabilito che “il fatto non sussiste” nel processo conosciuto come “Libro Nero”. Questa inchiesta, condotta dalla Dda, aveva visto i due imprenditori reggini imputati per concorso esterno con la ‘ndrangheta.

Oggi, la decisione del collegio presieduto dal giudice Gianfranco Grillone ha ribaltato la precedente condanna emessa in primo grado, relativa a un processo stralciato celebrato con rito abbreviato, in cui erano coinvolti solo i due fratelli. La Corte ha accolto le argomentazioni degli avvocati Giandomenico Caiazza, Emilia Vera Giurato e Francesco Albanese.

Nel 2019, entrambi i fratelli erano stati soggetti a un’ordinanza di custodia cautelare, accusati di essere “imprenditori di riferimento” per la cosca Libri. Tuttavia, a distanza di sette anni, l’accusa non ha retto. Demetrio Berna, ex assessore comunale, e Francesco Berna, già presidente regionale e vicepresidente nazionale dell’Ance, hanno subito una scorta dopo aver testimoniato contro la ‘ndrangheta. Le loro dichiarazioni hanno permesso all’antimafia di investigare su numerosi episodi di estorsione perpetrati da varie cosche reggine. In particolare, le testimonianze di Francesco Berna hanno dato origine ad ulteriori processi, tra cui “Epicentro” e “Heliantus”, dove i fratelli si sono costituiti parte civile, risultando così parte offesa.

Ambasciatore americano esprime gratitudine a Occhiuto per il suo impegno nel consolidare le relazioni tra i due paesi

Oggi, l’ambasciatore americano in Italia, Tilman J. Fertitta, ha avuto l’opportunità di incontrare il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. L’incontro si è svolto a bordo del yacht Boardwalke, ormeggiato nel porto di Vibo Valentia Marina. Questa visita fa parte del suo tour “Freedom 250 Coastal Diplomacy Italy tour,” un’iniziativa che celebra due momenti significativi: il 250° anniversario della dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti e l’80° anniversario della Repubblica Italiana.

Fertitta ha condiviso l’esperienza sui social media, pubblicando una foto che ritrae lui e Occhiuto, esprimendo il suo entusiasmo per il colloquio. Nella comunicazione, ha sottolineato l’importanza del forte legame tra la Calabria e gli Stati Uniti, evidenziando la volontà di esplorare nuove strade di collaborazione.

Il diplomatico ha anche elogiato l’impegno del presidente Occhiuto nel rafforzare i legami economici e culturali, sottolineando quanto questi rapporti siano fondamentali per unire le rispettive comunità. Fertitta ha concluso con l’auspicio di proseguire nel lavoro congiunto per fortificare ulteriormente i legami tra la Calabria e gli Stati Uniti.

​REGGIO – Rifiuti, salta l’accordo tra Ecologia Oggi e sindacati: la vertenza si sposta in Prefettura per evitare lo sciopero

Si è concluso con un nulla di fatto il tavolo di conciliazione tra la società Ecologia Oggi e le organizzazioni sindacali. Il confronto, durato oltre nove ore e caratterizzato da forti divergenze, non ha portato a un accordo tra le parti. Di conseguenza, la gestione della crisi viene trasferita alla Prefettura, l’ultimo passaggio istituzionale previsto per evitare l’avvio delle procedure di sciopero.

Al centro del blocco negoziale, che si trascina ormai da due mesi, vi sono principalmente due nodi: la pianificazione dei turni di riposo del personale, che i rappresentanti dei lavoratori giudicano frammentata da continue modifiche, e la richiesta di avviare la contrattazione di secondo livello. Le posizioni sono rimaste distanti nonostante i ripetuti tentativi di mediazione svolti finora.

L’attuale fase di stallo coincide con il potenziamento dei servizi ambientali sul territorio comunale. L’amministrazione locale ha infatti avviato il piano straordinario denominato “Piazza Pulita”, volto a intensificare la raccolta e a contrastare lo sversamento abusivo di rifiuti. I sindacati segnalano una discrepanza tra gli sforzi richiesti per questa attività e le risposte aziendali sulle tutele del personale, sottolineando come la società abbia stanziato fondi per il lavoro notturno legato al nuovo piano, ma non abbia attivato i contratti stagionali che, nelle scorse stagioni, permettevano di coprire i turni estivi e garantire i congedi ordinari.

Nel corso della riunione i rappresentanti dei dipendenti hanno presentato alcune opzioni organizzative, basate sul monitoraggio dei tassi di assenza giornalieri, nel tentativo di conciliare l’efficienza del servizio con le aspettative del personale. Le proposte non hanno però trovato il consenso del management aziendale.

Ad esacerbare il clima tra le parti ha contribuito anche una contestazione di natura metodologica. Le sigle sindacali hanno espresso formale dissenso per la scelta della dirigenza di pubblicare il piano ferie aziendale mentre la discussione in videoconferenza era ancora in corso, interpretando il gesto come una decisione unilaterale contraria alle normali dinamiche di relazione tra impresa e parti sociali.

Con la chiusura del verbale di mancato accordo, la vertenza si sposta ora in sede prefettizia per l’esperimento delle procedure di raffreddamento obbligatorie, superate le quali il sindacato potrà proclamare formalmente l’astensione dal lavoro.