La Corte d’Appello di Reggio Calabria, sotto la direzione del dott. Scortecci, ha emesso una sentenza che ribalta completamente il verdetto di primo grado, scagionando il brigadiere della Guardia di Finanza, Cosimo Roberto Spanti, dalle accuse di accesso abusivo aggravato a sistema informatico. Questo processo è nato dall’inchiesta antimafia “Pensierino”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, la quale nel 2021 ha coinvolto vari soggetti accusati di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Inizialmente, il militare era stato chiamato in causa per presunti accessi non autorizzati allo SDI, il Sistema di Indagine interforze.
Nella sentenza di primo grado, Spanti era stato già assolto dall’accusa di rivelazione di segreto d’ufficio, poiché tale accusa era risultata infondata. Tuttavia, il Tribunale lo aveva condannato a un anno e sei mesi di reclusione per l’accusa di accesso abusivo aggravato a sistema informatico, con relative disposizioni in ambito civile.
Il verdetto della Corte d’Appello
La difesa ha presentato appello contestando la sentenza di primo grado tanto sul piano dei fatti accertati quanto sulla corretta interpretazione delle norme riguardanti l’accesso ai sistemi informatici per il personale autorizzato. Durante il processo d’appello, gli avvocati hanno esplorato in maniera approfondita le questioni tecniche e giuridiche, dimostrando perché i comportamenti di Spanti non costituissero il reato contestato. La Corte d’Appello ha accolto le tesi difensive, annullando l’ultima accusa rimasta e procedendo alla totale riforma del giudizio di primo grado.
Il brigadiere è stato assistito dai legali Andrea Alvaro e dal defunto Aurelio Chizzoniti, recentemente scomparso, il cui lavoro è stato proseguito dall’avvocato Steve Chizzoniti fino alla fine del processo.
Le parole dei legali
“Accogliamo questa decisione con profonda soddisfazione» – ha dichiarato l’ avvocato Andrea Alvaro – esprimendo il suo compiacimento per il risultato raggiunto, frutto di un’opera difensiva approfondita. È importante ricordare il collega Aurelio Chizzoniti, un professionista di straordinaria umanità e competenza, oltre all’avvocato Steve Chizzoniti, che ha continuato il lavoro con grande dedizione. Un pensiero particolare va a Cosimo Roberto Spanti, che ha affrontato con dignità e rispetto delle istituzioni questi anni difficili, sopportando le conseguenze personali e professionali della situazione. Ha sempre riposto fiducia nella giustizia, e oggi tale fiducia è stata ripagata”.











